domenica 18 Gennaio 2026
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Saeco Experience Tour, al via un’esperienza sensoriale che ha per protagonista il caffè espresso

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Macchina Saeco
Macchina Saeco

MILANO – Saeco, marchio italiano nato dalla passione autentica per il caffè espresso, sarà  protagonista di un Tour esperienziale da maggio a giugno all’interno dei prestigiosi AC Hotel, in 10 città  italiane. All’interno di una spazio suggestivo sarà  possibile immergersi nel profumato e gustoso mondo del caffè e scoprire la magica trasformazione di un chicco in un espresso ricco di aromi e dalla crema vellutata, elementi caratteristici dell’espresso italiano, famoso in tutto il mondo.

Solo l’espresso, infatti, permette di estrarre tutti gli aromi dal chicco di caffè e grazie alle macchine automatiche Saeco, è possibile deliziare il palato con l’autentica bevanda italiana anche tra le mura domestiche.

Sarà  possibile vivere una piacevole esperienza multisensoriale per apprezzare appieno tutte le sfumature visive, olfattive, tattili e di gusto di un caffè Saeco.

Il tour sarà  anche un’occasione importante per presentare ai consumatori Minuto, la nuova macchina automatica Saeco, icona perfetta del nuovo lusso accessibile. Minuto è l’unica nel suo segmento ad offriregrandi capacità  (1,8 lt, 250 g e 15 porzioni) in dimensioni incredibilmente compatte. Solo 21.5 cm di base, 32.7 cm di altezza e 42.5 cm di profondità. Questo per inserirsi alla perfezione in qualsiasi ambiente domestico.

AC Hotels, con i suoi hotel di design, confortevoli e lussuosi è presente su tutto il territorio nazionale. Ed è stata scelta per ospitare il tour che toccherà  diverse città italiane. Per offrire a tutti la possibilità di assaporare il gusto unico del caffè preparato a regola d’arte con le macchine Saeco.

La realizzazione del tour, dal concept creativo alla sua realizzazione, è stata curata da Mpr Comunicazione Integrata, una delle maggiori agenzie di comunicazione integrata a capitale interamente italiano, nata nel 1988 a Faenza.

Di seguito il calendario del “Saeco Experience Tour”:

Torino                        6/11 maggio

Brescia                      13/18 maggio

Bologna                     20/25 maggio

Arezzo                       27 maggio – 1 giugno

Firenze                      2/8 giugno

Vicenza                     10/15 giugno

Genova                     17/22 giugno

Pisa                           24/29 giugno

Consumo di alcol e caffè (con o senza caffeina) e rischio di morte cardiaca improvvisa nelle donne in post-menopausa

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consumo di caffè

MILANO – Secondo i dati raccolti su oltre 93mila donne in post-menopausa, un moderato consumo di alcol può ridurre il rischio di morte cardiaca improvvisa. Il consumo di caffè o caffeina è invece ininfluente.

La prevenzione della morte cardiaca improvvisa (sudden cardiac death, SCD) è importante. Specie nelle società industrializzate, dove è piuttosto frequente.

Gli aspetti della nutrizione e dello stile di vita che possono influenzarne il rischio (come il consumo di alcol e caffè) sono quindi da sempre oggetto di indagini accurate.

Consumo di caffè e di alcol

L’associazione tra un basso o moderato consumo di alcol e un certo grado di protezione dalla morte cardiaca improvvisa è stata più volte dimostrata negli uomini; mentre esiste una sola osservazione di questo tipo nelle donne.

Benché le donne in post-menopausa siano molto esposte al rischio di morte cardiaca improvvisa. Elevate quantità di alcol, per contro, sono correlate a un aumento del rischio di SCD.

Gli autori di questo studio hanno valutato, nell’ambito del Women’s Helath Inititive (WHI) la possibile correlazione tra il consumo nel tempo di alcol (vino, birra, superalcolici) e di caffeina. Nonché il rischio di morte cardiaca improvvisa in oltre 93 mila donne statunitensi (reclutate tra il 1993 e il 1998);

seguite fino all’agosto del 2009. Dai dati raccolti è emerso che un consumo basso o moderato di alcol (5,1-15,0 g/die equivalenti ad un drink ogni 1-2 giorni circa) è protettivo nei confronti della SCD, più dell’assenza di consumo e del consumo di 0,1 e 5,1 g/die.

L’effetto protettivo

E’ pari ad una riduzione del rischio di circa un terzo. Inoltre, raggiunge la significatività statistica solo se ad essere considerato è il consumo recente di alcol; lasciando supporre che tale effetto sia di durata limitata nel tempo. Il caffè, con o senza caffeina, o il tè, sono risultati invece assolutamente ininfluenti su questo rischio.

Fonte: Newsletter NFI – 02/05/2013

Tè. Guerra della nuova Opec. India, Kenya e Sri Lanka sfidano Cina e Vietnam

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proprietà benefiche

MILANO – Dopo il cartello del petrolio, quello del. Le premesse per un rincaro generale dei prezzi della bevanda, dopo l’annuncio in pompa magna in arrivo dallo Sri Lanka, ci sono tutte.

Il 23 gennaio, dopo una due giorni di trattative, il blocco dei grandi produttori di tè che fa concorrenza a Cina, Turchia, Vietnam e Iran, sembra infatti essersi messo seriamente d’accordo per nobilitare un prodotto, a loro dire, sottostimato dal mercato globale.

Opec: i protagonisti del dibattito

India e Kenya sono i leader capofila del gruppo dell’Opec della teina è l’India. Il Paese che, con circa 990 mila tonnellate di tè coltivate all’anno (dati 2012 dell’Organizzazione delle Nazioni unite per l’alimentazione e l’agricoltura, Fao) è seconda solo al competitor cinese (1,47 milioni di tonnellate).

Segue il Kenya, terzo produttore mondiale con 399 mila tonnellate; lo Sri Lanka, al quarto posto con 282 tonnellate; l’Indonesia, con 150 mila e infine i produttori minori africani del Malawi e Ruanda.

Cina neutralizzata

La cordata indo-kenyota sfida dunque il colosso cinese, destinato a incidere di meno sulle dinamiche dei prezzi globali. A meno che, a sua volta, non si unisca in alleanza con Turchia (235 mila tonnellate), Vietnam (198 mila tonnellate) e Iran (166 mila tonnellate).

Ma il neocartello sfida anche e soprattutto la comunità economica internazionale. Quest’ultima, in proporzione, valuta molto di più una bottiglia d’acqua che un infuso di tè.

La corsa al business del tè: verso i prezzi dell’acqua

A livello globale, infatti, una bottiglia da un litro di acqua minerale costa in media 2,5 dollari (alcune, deluxe, arrivano a 55 dollari). Un gallone (circa 3,79 litri) di acqua intorno ai 10 dollari, addirittura più dei 3 dollari necessari mediamente per l’equivalente quantità di benzina.

I prezzi mondiali del tè

Al contrario, si aggirano intorno ai 2,8 dollari al chilogrammo, in calo rispetto ai 2,84 del 2011. Non è necessario fare la proporzione tra le due unità di misura per capire che con un chilo di tè si possano ottenere svariati litri d’infuso a un prezzo all’ingrosso ancora molto contenuto.

La svolta storica dello Sri Lanka

Questo regime di prezzi  potrebbe cambiare se, dopo quasi 80 anni di tentativi andati a vuoto, nascesse realmente l’ Opec del tè sotto l’insegna del Forum internazionale dei produttori.

Il ministro delle Piantagioni dello Sri Lanka Mahinda Samarasinghe ha parlato di una «tappa storica per l’industria» del settore, ma i termini del patto ancora non sono chiari.

Prezzi e quote di produzione

I primi punti dell’accordo, stando a quanto è stato comunicato dallo Sri Lanka, riguardano proprio la condivisione delle competenze e lo stimolo della domanda per far crescere i prezzi. Ma il gruppo, «in futuro» si riserva ulteriori misure per il controllo dell’offerta, come per esempio, le temute «quote di produzione».

Ogni anno, nel mondo, sempre secondo i dati aggiornati della Fao, vengono consumate poco più di 4 milioni di tonnellate di tè; un trend in espansione (+5,6% nel 2010), grazie soprattutto al rapido aumento, nell’ultimo decennio, del reddito pro capite nelle economie emergenti.

Cina e Vietnam potenziano i raccolti, India e Kenya fanno muro. Come l’acqua in Occidente, in Oriente il tè è ormai un lucroso business.

Solo in Cina, nel 2009 (ultimo dato disponibili nei report della Fao) si è registrato un boom di vendite del +8,2%. Ma anche in India, secondo Paese per diffusione della bevanda, nell’ultimo biennio i consumi, soprattutto nella varietà nera, sono cresciuti di oltre il 2%. Complessivamente, la produzione mondiale di tè si è gonfiata del 4,2%, con oltre 4,1 milioni di tonnellate nel 2010.

A crescere, finora, è stata soprattutto la varietà di tè nero (+5,5%). Mentre il tè verde – infuso della stessa pianta, ma non sottoposto al processo di ossidazione – è aumentato ‘solo’ dell’1,9%.

Boom entro il 2021

Guardando ai prossimi 10 anni, tuttavia, il gruppo intergovernativo di esperti della Fao ha stimato che, entro il 2022, anche la produzione di tè verde possa crescere di un consistente +7,2%.

L’impennata è dovuta alla forte spinta impressa dalla Cina, che negli ultimi anni ha progressivamente rafforzato e razionalizzato il comparto agricolo. Grazie alle politiche del governo centrale, per sostenere il reddito delle famiglie rurali.

I raccolti straordinari della Cina e la crescita interna dei consumi negli ultimi 20 anni, hanno infatti fatto sì che il Dragone scavalcasse l’India, tradizionale leader nelle piantagioni. Fino a diventare produttore del 33% del tè mondiale.

Sulle orme inglesi

Anche il Vietnam, negli anni, ha fatto passi da gigante nelle rese delle piante da tè, grazie all’industrializzazione del settore. E con il Kenya indipendente che, nel Secondo Dopoguerra, alla produzione del caffè ha affiancato quella del tè, persino l’Africa sud-orientale è diventata un esportatore d’eccellenza della bevanda.

Insidiata dalla concorrenza, New Delhi ha evidentemente deciso di fare cartello contro lo storico nemico Pechino. Mettendosi alla testa di una cordata che, incidendo sul livello di produzione, riuscirebbe a manovrare al rialzo i prezzi, altrimenti danneggiati da un’eccesso di offerta.

Un’idea, tutto sommato, rubata ai maestri colonialisti. Nel 1930, ai tempi della Grande Depressione, furono le 349 società inglesi e olandesi sparse tra Sri Lanka, India e Sud-Est asiatico a stringere un International tea agreement. Durò però solo fino al 1933. Ora ci si riprova.

 

Fonte: Lettera 43

Cambio di rotta sul cioccolato: non è un eccitante ma un calmante

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barretta di cioccolato
Una barrretta di cioccolato

MILANO – Il cioccolato al mattino, durante lo studio o nei periodi di stress vi fa sentire meglio perché è un eccitante che riempie di energia? Tutto il contrario, ci dice invece uno studio condotto in Australia dall’università di Sydney. Alcuni estratti del cacao sono invece un meraviglioso… calmante!

Lo studio è stato condotto su 72 persone (uomini e donne di età compresa tra 40 e 65 anni) divise in tre gruppi diversi, ai quali per un mese, ogni giorno, è stato somministrato un integratore basato su 500 milligrammi o 250 milligrammi di polifenoli oppure una bibita senza nessun polifenolo. I polifenoli sono molecole estratte dal cacao e fanno parte del gusto del cioccolato che noi pensiamo dia questa splendida carica di energia.

In realtà, dai risultati, si è visto come il gruppo di soggetti che aveva assunto per un mese 500mg al giorno di polifenoli fosse più calmo e lucido rispetto ai soggetti degli altri due gruppi.

Cioccolto, le molecole del rilassamento

Dunque, queste molecole contenute nel cacao hanno il potere di farci star bene col rilassamento, non con l’eccitazione. Nessuna differenza, invece, per quanto riguarda le abilità cognitive nei tre gruppi.

Fonte: Benessere

Ice Coffee Futures End Higher for Sixth Consecutive Session

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ice -br indicatore composto prezzi ice picchiata Forti ribassi sui mercati a termine del caffè circolare Green Mountain

MILANO – Arabica coffee futures ended higher Thursday. It was supported by the cold weather and news of additional measures to help the coffee sector in Brazil. The active contract for July delivery settled 375 points higher at 147.90 cents a pound.

The cold front

It sent temperatures as low as 2 C. in some high areas of southern Minas Gerais this morning. That caused concern amid participants inducing speculative buying and short-covering.

Close to the end, Reuters reported that the cold front did not cause any damage. According with a coop in the region of Pocos de Caldas, where temperatures registered a low of 3.1 C.

The market was helped also by  declaration of the minister of agriculture Antonio Andrade

He said that the government is studying additional measures to the raise of the minimum price to help the coffee producers.  The open interest increased 1,160 lots to 160,563 lots, evidencing the speculative buying encouraged by the weather in Brazil.  The July chart shows the market in an extension phase, with resistance at 150 and support at 144.50.

Ascension Day

And with many centres in Europe closed the Robusta market simply marked time through the early part of the session; turnover barely touching 1,000 lots by mid-day.

The subdued tone ceased abruptly however following the release of better than expected jobless claim numbers out of the Fed and as New York continued its orderly rise, London decided to play catch-up.

An aggressive burst of volatility

It jolted traders back into consciousness as technical buy-stops were elected into a near vacuum of selling. Origin offers did start to arrive pretty quickly after the initial push but by then momentum had engaged to the upside.

The one questionable aspect of the move is the volume; which at just over 14,000 lots leaves plenty of room for confirmation. Otherwise very impressive.

Potete scaricare il file con le tabelle QUI.

I titoli in italiano delle notizie diffuse ieri da Comunicaffè International

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mondo del caffè

MILANO – L’universo caffè si sposta da un punto all’altro del globo, attraverso le novità del settore. Da Comunicaffè International, al portale italiano: ecco i titoli pubblicati nello scorso numero.

L’universo caffè: dagli Usa al made in Italy

CANADA – Marc Caira (ex Nestlé) è il nuovo ceo della catena di caffetterie Tim Hortons

USA – Wrigley ritira dal mercato i chewing gum alla caffeina

MADE IN ITALY – Segafredo Espresso inaugura un nuovo locale a Kiev

GLOBAL – Si estende la partnership Starbucks-Green Mountain

USA – Avt ottiene l’esclusiva nell’area di Las Vegas per i micro-stores Marley Coffee

USA – Ritual Grounds Coffee Roasters lancia il caffè “al femminile”

L’universo caffè comprende anche i Paesi produttori

Non si poteva certo trascurare quei luoghi in cui tutto ha origine.

ASIA – Un tour alla scoperta dei caffè del Nepal

VIETNAM – Il caffè di Buon Ma Thuot vuole diventare Igp

ETIOPIA – Si allarga la collaborazione tra Usaid e l’Ecx di Addis Ababa

ETIOPIA – Cresce la produzione nella regione di Hararge

I SEGRETI DI FRANCESCO – Svelati alcuni dei passaggi della sua esibizione

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caffè corsini Francesco sanapo
Francesco Sanapo durante le prove

BADIA AL PINO (Arezzo) – Francesco Sanapo ha svelato alcuni, pochi, dei suoi segreti in vista del WBC, World Barista Championship. In programma a Melbourne dal 22 al 26 maggio. Lo ha fatto nella sede della Caffè Corsini a Badia al Pino in provincia di Arezzo.

Dell’esibizione sono stati diffusi soltanto 3’ di immagini. Questo per evitare che gli avversari di Sanapo, 59 aggueritissimi baristi di tutto il mondo che parteciperanno al WBC World Barista Championship, scoprissero i suoi segreti. E sono le immagini che state vedendo sono la sintesi della perfetta esibizione di Sanapo.

Caffè Corsini sede del video rivelatore

Ma qualche immagine in più, molto di più, Comunicaffè è riuscita ad averla. Stiamo ancora trattando per riceverla: vedrete quindi tutto al più presto. Nulla possiamo perderci della partecipazione di Sanapo al WBC.

Crisi e mercato italiano. Intervista a Giorgio Caballini di Sassoferrato. Il punto dell’amministratore delegato Dersut e presidente GTTC – Gruppo Triveneto Torrefattori caffè

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Gli effetti della crisi, il discusso articolo 62, i punti deboli del settore. Ma anche le reazioni dei consumatori, comprese quelle apparentemente illogiche (perché, se si stringe la cinghia, spender di più per le costose capsule?). E ancora, la formula grazie a cui la sua azienda, la Dersut, è in controtendenza al trend del mercato italiano, con margini di fatturato e vendite reali positivi: il punto del conte Giorgio Caballini di Sassoferrato, amministratore delegato Dersut e presidente del Gruppo Triveneto Torrefattori Caffè.

di Susanna de Mottoni 

A tu per tu con i campioni. Pensieri e parole – Attorno a un chicco di caffè

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campioni
Secondo il bon ton con si deve mettere in bocca il cucchiaino del caffè dopo averlo mescolato

MILANO – Un cammino tra professione, tecnica, passione, competizioni e successi attraverso le parole dei campioni che hanno vissuto le finali del 2012. E quelli che competeranno il prossimo giugno a Nizza, insieme al dc campus 2013.

L’esperienza di un periodo anche breve al banco bar è comune a moltissime persone; basti pensare ai tanti studenti che lo fanno per pagare gli studi o alla classica attività di “ripiego” in attesa di trovare un lavoro “vero”.

Ma di quel lavoro in apparenza ripetitivo, e che non richiede una preparazione approfondita si può scoprire una ricchezza, una bellezza e un fascino inaspettati.

 

Campioni: Luzia Maite Taschler, la sua storia

Studentessa in multimedia e communication. Sei anni fa un viaggio attraverso l’Australia la porta a scoprire il fascino della Latte Art a Sidney.

Tornata a casa, mentre prosegue gli studi, ne approfondisce la conoscenza e se ne appassiona. Grazie anche a un maestro come Thomas Schweiger, che non solo le permette di affinare la tecnica, ma soprattutto di scoprire la ricchezza del mondo del caffè.

C’è poi chi, come il polacco Leszek Jedrasik, faceva tutt’altro

Infatti, operava nel settore delle costruzioni, finché un giorno ha deciso che non fa per lui e cerca altro. Dopo poco tempo scopre di essersi innamorato della Latte Art. Osserva quindi le realizzazioni di colleghi su You Tube.

Poi si impegna per affinare la propria tecnica. Fino a quando incontra chi gli spiega il mondo del caffè e lo avvicina alle competizioni. Dando una svolta decisiva alla sua vita.

 

Campioni: L’italiano Francesco Corona

Dà il via alla sua attività come barman. Per arrivare a scoprire il mondo del caffè, puntando tutto sulla formazione. Ha frequentato ben 18 corsi dedicati al bar, alla caffetteria e alla ristorazione; specializzandosi in cup tasting, flair, latte art e nella complessa arte della miscelazione, di cui conosce ogni dettaglio.

L’esperienza dell’ungherese Akos Orosz

Attuale campione mondiale in carica GIGS prende il via dal mondo dei cocktail. Al cui interno il caffè non ha in genere un ruolo di primo piano, per arrivare a innamorarsi proprio di questo ingrediente e della sua complessità; che lo rende affascinante al pari dei migliori distillati, e che come questi gli permette di mettere alla prova e mostrare la propria creatività: una sfida appassionante.

I campioni si sottopongono ad un allenamento intenso

Di nuovo nel maestro che si prende cura del suo allievo. Uun compito che ogni campione dovrebbe svolgere, facendo crescere il numero dei nuovi appassionati. Viene identificata la figura che maggiormente avvicina al mondo della gare.

Competere significa impegnarsi in un cammino di formazione sul prodotto e sulla tecnica; nonché in preparazioni lunghe e meticolose.

La brasiliana Graciele Rodrigues

Mamma di due bambini, ha trovato il tempo per allenarsi per ben sei ore ogni giorno; che le hanno permesso di vincere i campionati nazionali di Latte Art del 2012 e diventare a sua volta trainer.

L’ungherese Edith Juhasz

Si impegna a dare il meglio ogni giorno al banco bar, e una volta finito il lavoro, va in un locale con una dc pro Dalla Corte e ricomincia a creare creme di latte perfette e decorare cappuccini; senza sosta e con grande passione.

Il brasiliano Ubirajara Gomes

Lavorava dalle 8 del mattino alle 4 del pomeriggio, quindi cominciava ad allenarsi con shaker, espresso e distillati fino alle 3 del mattino, guidato dal suo coach. “Dai, Bira, fallo ancora 10 volte!” era un suo invito frequente: uno sprone a non mollare che ha dato ottimi frutti.

Una vera “mano d’acciaio in guanto di velluto” la russa Victoria Kashirtseva

Studia e dopo il lavoro non ha tempo per l’allenamento, così ha trasformato il luogo di lavoro in campo pratica. Dare il meglio operando a ritmi incalzanti le ha permesso di avere una mano sicura e un metodo costante; ma soprattutto di salire sul gradino più alto del podio mondiale a soli 21 anni!

Tra le parole dei campioni

Torna più volte l’apprezzamento per il dc campus dello scorso anno, la due giorni di studio e pratica dedicata ai finalisti dei campionati di Latte Art e Coffee in Good Spirits. In vista delle finali mondiali.

Il campione greco Stavros Lamprinidis

Si è sentito più sicuro in finale grazie ai suggerimenti del giudice capo Scae Sonja Grant e alle simulazioni che gli hanno fatto vivere un’anteprima di finale e conoscere più da vicino i suoi amici-concorrenti. È stato poi un onore conoscere Bruno e Paolo Dalla Corte e condividere la loro passione per il mondo del caffè.

La gara

Le finali WLA e CIGS 2012 si sono svolge a Seoul – Corea del Sud, una megalopoli che ha subito affascinato i baristi per la bellezza e la poliedricità dei suoi locali.

Il campione polacco di Latte Art Leszek Jedrasik

Ricorda il gran numero di micro torrefazioni con piccoli bar, le catene e ovunque tanto caffè realizzato con numerose tecniche: espresso, sifone, filtro.

Un mondo incredibilmente vitale, al quale vengono riconosciute anche delle pecche, come l’utilizzo di un caffè tostato molto scuro e un espresso spesso sovraestratto. Ma la perfezione dei Coreani li porterà presto a estrazioni ben calibrate con una materia prima di qualità.

E una volta alla postazione, negli otto minuti che possono portare al successo mondiale, l’importante è non farsi sopraffare dalla paura.

Una mano che trema può vanificare mesi di allenamento nella latte art, ma anche nella realizzazione di una copertura di crema di latte perfetta su un Irish Coffee.

Molti finalisti ci hanno confidato di aver ricevuto un beneficio dal dc campus anche su questo fronte

Aver conosciuto e stretto amicizia con gli altri concorrenti, ha permesso di essere meno tesi durante l’attesa e anche di entrare sul “ring” più sicuri di sé.

Joona Suominen

Ha trovato nei 20 minuti che precedono la gara il tempo per rilassarsi e mettersi a proprio agio. Qualche problema con il dosaggio del grinder; ma poi la gara è andata per il meglio, con decori sulla crema di latte realizzati con mano ferma e nervi sotto controllo.

Aver partecipato a una finale, superandola a testa alta, ha dato maggiore fiducia in se stesso all’irlandese Seivijus Matiejunas

Che sente di poter affermare di non avere certo perso tempo nei lunghi allenamenti di decoro dei cappuccini. Fatti dapprima da autodidatta, quindi con una trainer in famiglia, la moglie.

Scae e Scaa fanno davvero tanto

Ma il cammino da compiere per far conoscere a fondo la sua realtà e la bellezza delle sue specialità è ancora lungo, osserva Leszek Jedrasik.

Ad esempio, in Polonia, la sua specialità, la Latte Art è sempre più popolare. Ma è ancora un ristretto numero di baristi a conoscerla a fondo e la maggior parte dei clienti non sa la differenza tra un operatore e un Barista che conosce a fondo ogni aspetto del proprio lavoro.

Per fortuna i “fanatici” del caffè che amano la professione e vogliono impegnarsi. Per trasmettere le proprie conoscenze alla clientela, sono in crescita.

Consigli per crescere

Se volete che vi guardi male, chiedete al campione mondiale di Latte Art, il greco Christos Loukakis se davvero riesce a decorare ogni cappuccino quando è al banco bar.

Risponderà con un SI deciso e un po’ stizzito, perché – afferma – se si è ben allenati e la squadra è affiatata, non ci sono problemi! Il suo consiglio per chi vuole avvicinarsi a questa tecnica e avere successo è di studiare, impegnarsi, confrontarsi con gli altri e lavorare tanto.

Quando si trova un nuovo decoro, ad esempio su internet, non ci si deve limitare a copiarlo; ma si deve analizzare ogni movimento e chiedersi il perché di ogni passaggio .La comprensione permette di sviluppare le tecniche apprese applicandole al proprio stile.

Chiara Bergonzi

Anche l’italiana Chiara Bergonzi suggerisce di andare su internet e di sfogliare le riviste di settore per innamorarsi del mondo del caffè e della sua decorazione.

E poi di identificare una scuola, un trainer attraverso il quale apprendere i segreti di questa tecnica da affinare in base alla propria sensibilità e vena artisitca; senza dimenticare che base prima di un’eccellente preparazione a base di caffè è sempre la qualità dell’espresso.

Infine, Akos Orosz

Consiglia di fare lunghe ricerche prima di realizzare un nuovo cocktail, guardando a quanto fatto in passato per proiettarsi nel futuro. E poi, parlare con la gente, chiedere aiuto per trovare un’idea nuova e originale…il tutto sempre divertendosi, perchè (questa è la base più importante) se subentrano la noia o la routine, è meglio abbandonare le competizioni.

Nuovi corsi Aicaf nel Sud per diventare Sommelier del caffè e esperto Latte Art

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aicaf

MILANO – Aicaf, Accademia Italiana Maestri del Caffè, annuncia che in questa settimana  si sta svolgendo il corso di “Maestro del caffè” a Roma.

Con un inserto del nuovo corso di Sommelier del caffè e di latte art avanzato con il trainer Andrea Matarangolo. Esperto conoscitore della materia “coffea” e delle tecniche avanzate della decorazione del cappuccino.

Aicaf: quali sono gli obiettivi

I corsi hanno l’obiettivo di comprendere al meglio l’identità della nostra bevanda per eccellenza in tutte le sue sfumature sensoriali;

mentre nella giornata di latte art si lavorerà su nuove tecniche e meccaniche di versata per approfondire e perfezionare le tecniche base di latte art. (inoltre il corso è specifico per chi vuole fare l’esame di passaggio da assistente maestro a maestro del caffè).

A seguire in data 9 maggio il percorso di analisi sensoriale dedicato all’espresso con titolo “sommelier dell’espresso”.

Ai primi di giugno

Partiranno anche i corsi in Campania dove l’Aicaf stà estendendo l’area di cultura e di saper fare bene l’espresso.

Le date dei corsi sia su Roma che su Napoli li potete trovare sul seguente link.

Per chi volesse saperne di piu può contattare la segreteria dell’accademia al numero 030.9636365 oppure a segreteria@aicaf.com .

Info: info@aicaf.com  –  www.aicaf.com