domenica 18 Gennaio 2026
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La piazzetta di Portofino locale storico per la Guida dove ci sono le caffetterie più note

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PORTOFINO (Genova) – La piazzetta di Portofino è entrata nell’edizione 2013 della guida dell’Associazione ‘Locali Storici d’Italia’. In Liguria sono 26, due in più dell’anno scorso i locali storici. Portofino era presente con Caffè Excelsior, Hotel Splendido e ristorante Stella. Al pari di 240 antichi e prestigiosi caffé ristoranti, hotel, pasticcerie protagonisti della storia del Paese, la piazzetta è considerata salotto di mondanità e cultura dall’inizio del Novecento.

Tra gli ospiti della piazzetta il mondo dell’aristocrazia, della letteratura, dell’arte, del cinema, del lusso. Da Edoardo duca di Windsor e Wallis Simpson, Rex Harrison e Lilli Palmer, Humprey Bogart, Clark Gable, Kim Novak. Ma anche Ingrid Bergman a Liz taylor e Richard Burton, Orson Welles, Soray, Ernest Hemingway, Sofia Loren e tantissimi altri.

Le novità nella Guida di Claudio Guadagnini

Intanto nella guida diretta da Claudio Guagnini fa il suo ingresso anche il ristorante l’Osteria Luchin di Chiavari, mito della farinata in riviera dal 1907. Infatti il locale è alla quarta generazione della famiglia Bonino-Mangiante. Conserva i tavoloni sotto gli antichi portici e la semplicità delle ricette genovesi. Quelle che conquistarono Mario Soldati, Michelangelo Antonioni e Vittorio Gassman.

Piazzetta di portofino
La Piazzetta di Portofino

Cacao – Il prodotto subisce una temporanea carenza, che spinge i prezzi

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Fairtrade cacao cioccolato
Cacao, il papà del cioccolato

MILANO – La situazione in Europa è caratterizzata da scorte basse di cacao; ciò ha dato un forte sostegno alla quotazione del future per consegna vicina.

Per molte imprese dolciarie utilizzatrici non dovrebbe essere un problema. Infatti, il picco degli acquisti precede le festività classiche di Natale e Pasqua; mentre in estate i consumi di cioccolato rallentano.

Cacao sul mercato a termine europeo

I contratti per consegna in maggio stanno mantenendo livelli vicini a quelli di dieci giorni fa. Quando le quotazioni erano ai massimi dal dicembre scorso.

Non così si può dire per la posizione successiva, quella per consegna in luglio, che non sembra attirare compratori.

Il contratto “maggio”

Aveva chiuso la sessione a 1541 sterline per tonnellata, 14 in più rispetto alla scadenza luglio. Alla fine del 2012 invece “maggio” quotava 1442 sterline e “luglio” 10 di più.

cacao

Resta il fatto che la situazione sul mercato a termine di Londra, indica una situazione di carenza d’offerta per consegna immediata.

La posizione del future di maggio

Non sarà più negoziabile dopo mercoledì 15 e la relativa (eventuale) consegna è prevista per il giorno successivo. Nei magazzini europei le scorte di cacao sono basse.

Proprio questo elemento giustifica la backwardation, cioè la situazione in cui il future per consegna vicina costa più del contratto successivo.

Evidentemente gli operatori ritengono che entro luglio l’offerta sarà tornata ad aumentare.

Fonte: First

I titoli in italiano delle notizie diffuse ieri da Comunicaffè International

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mondo del caffè

MILANO – Ancora una volta, Comunicaffè International e Comunicaffè, collaborano per tradurre le ultime notizie pubblicate in inglese. Dallo scorso numero si diffondono numerose novità che hanno caratterizzato il settore caffeicolo.

Ultime notizie

Gli aggiornamenti sono diversi e riguardano eventi internazionali, macchine per espresso. Le vediamo dunque riassunte nei titoli italiani.

TAILANDIA – THAIFEX World of Food Asia 2013 (22-26 maggio) ospiterà il Roasters’ Choice Award

AUSTRALIA – Astoria Plus 4 You in vetrina al Mice 2013

STARBUCKS – Risultati superiori alle aspettative in Vietnam

BRASILE – Completato il 30% del raccolto di robusta

GLOBAL – Stampa Usa dedica ampio spazio all’emergenza roya in centro America

Ultime notizie dai Paesi produttori

Quindi, com’è la situazione in Cina ed Etiopia? E gli Stati Uniti, hanno poi conosciuto cambiamenti significativi? Le risposte sempre su Comunicaffè, subito disponibili per il lettori.

CINA – La provincia di Yunnan lancia una serie di iniziative. Per incentivare la produzione del caffè di qualità

ETIOPIA – Raccolti in crescita nella regione di Bale (Oromia)

USA – The UpShot Solution. La soluzione per il caffè porzionato compatibile con il sistema Keurig

EMIRATI ARABI UNITI – International Coffee & Tea Festival 2013 in ottobre a Dubai

Ai lettori costanti aggiornamenti

Non si lascia quindi, indietro nessuno. Infatti, ora, chi avesse perso l’ultimo numero di International, ha potuto colmare le informazioni sulle ultime notizie.

Un fungo minaccia il caffè. Dal Sudamerica il 10% della produzione mondiale

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MILANO – Non è una novità ma la notizia continua a tenere banco con continui aggiornamenti. Perché la crisi è enorme e il 2013 rischia di passare alla storia come l’anno nero del caffè per i produttori centroamericani. Con ricadute pesanti per i mercati di sbocco, in particolare quello statunitense. Tutta colpa di un fungo chiamato «roya», in spagnolo rosicchiare. Un agente di colore arancione che si nutre delle foglie del caffè e per questo soprannominato «ruggine bruna».

Fungo del caffè: una minaccia per tutto il mercato

Una vera piaga per le piantagioni. In particolare quelle dell’Honduras dove si sarebbe diffuso per primo propagandosi successivamente alle altre nazioni dell’America centrale, dal Messico a Panama. Territori che, complessivamente, assicurano il 10% della produzione mondiale di caffè.

L’esperienza di Colleen Anunu

«Il sapore del caffè era acerbo, non pienamente sviluppato, privo di corpo», spiega Colleen Anunu; responsabile degli acquisti di «Gimme! Coffee». Una catena di rivenditori di caffè con sede a Ithaca, nello Stato di New York.

La sua esperienza è assoluta, le basta infatti avvicinare la tazza alle labbra per capire il valore di una miscela. «Come quella fruttata e dolce dei chicchi centroamericani, inconfondibili», spiega.

Il fungo pregiudica la degustazione

Ma all’ultimo «tasting» di marzo in una delle piantagioni dell’Honduras occidentale, sapori e odori non sono risultati quelli di sempre. Questo per colpa del «roya».

Il fungo è spietato

Sta danneggiando le produzioni col rischio di creare perdite per 500 milioni di dollari e causare il licenziamento di 374 mila lavoratori, secondo le stime della International Coffee Organization.

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Una foglia di Arabica attaccata dalla ruggine del caffè

Il tutto con un innalzamento dei costi del caffè

Un aumento che si sta riversando sui mercati internazionali e sulle borse delle materie prime. Alcuni varietà di caffè guatemalteco, ad esempio, costano ora 70 centesimi in più per pound (450 grammi circa) rispetto ai contratti di riferimento utilizzati all’Intercontinetal Exchange.

Questo vuol dire che, l’effetto del calo dei costi registrato negli anni passati, quello che ha permesso ai grandi operatori come Kraft Foods Group, J.M. Smucker e Starbucks di tagliare i prezzi di listino, sarà neutralizzato nel giro di qualche mese.

I future di caffè arabica si sono ridotti del 19% a 1,44 dollari per pound lo scorso anno

Grazie all’incremento di produzione del Brasile. I trader ritengono che l’inversione di tendenza sua listini sia imminente di durata non prevedibile; visto che produttori ed esperti sono convinti che il fattore «roya» sarà persino peggiore il prossimo anno, quando l’effetto deleterio sulle piante sarà peggiore e il fungo si propagherà ulteriormente.

Occorre quindi un intervento rapido

Agenzie internazionali come la World Bank International Finance Corp. stanno considerando l’adozione di misure ad hoc, come prestiti a basso costo per consentire ai produttori di dotarsi di strumenti per combattere la ruggine bruna e rendere le piantagioni più resistenti. Risulta tuttavia assai complicato salvare le piante una volta che il «roya» ha attecchito sulle foglie, col risultato che a farne le spese saranno le già incerte economie dell’America centrale.
Fonte: La Stampa

Fiera Milano – A Rho c’è la fiera dedicata al cibo. Espongono ben 53 aziende

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tuttofood 2013

MILANO – Sono presenti ben 53 aziende produttrici di caffè e numerosi costruttori di macchine. Anche se la Fiera di riferimento del settore resta Host, che si svolgerà quest’anno a ottobre, anche Tuttofood 2013, sta dedicando spazio al caffè.

Un aspetto molto gradito soprattutto ai compratori stranieri che possono così avere un quadro completo della produzione alimentare italiana.

Tuttofood 2013, una vetrina per l’alimentazione italiana

Ha aperto ieri mattina con il convegno «Alimentare il Futuro» Tuttofood 2013. La quarta edizione del salone dedicato ai comparti dell’agroalimentare. In programma a fieramilano fino al 22 maggio 2013.

Con la presenza di Giuseppe Sala, Commissario Unico di Expo 2015. L’incontro ha quindi rappresentato il primo degli appuntamenti alla cui realizzazione ha collaborato Expo 2015.

All’interno della manifestazione, darà vita anche a workshop, iniziative e incontri. Organizzati con le aziende che desiderano diventare partner dell’Esposizione Universale.

Expo 2015: un’occasione che ogni Paese può utilizzare per testimoniare le proprie differenze e la propria storia

In questo senso, diventa interessante osservare come, l’Indonesia o alcuni Paesi dell’Africa sub-sahariana, abbiano dimostrato la volontà di emergere.

Facendosi conoscere proprio attraverso Expo 2015. Un palcoscenico anche per Paesi che non avranno un proprio padiglione. Ma che saranno ugualmente valorizzati.

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Una delle corsie di Tuttofood, molto gradita ai clienti stranieri

 

Enrico Pazzali, sulla quarta edizione della fiera

«Quella di Tuttofood 2013 è un’edizione importante perché possiamo considerarla un pre-Expo 2015. L’Esposizione Universale è un’opportunità per tutte le imprese e siamo lieti di poter collaborare – ha affermato Enrico Pazzali, Amministratore Delegato di Fiera Milano.

– In questa edizione possiamo contare anche sulla partnership con grandi realtà confindustriali che rappresentano interlocutori strategici di altissimo profilo per tutto il settore agroalimentare; come Assica, Aidepi, Unaprol, Unionalimentare e Unas».

Paolo Magri, vicepresidente dell’ Ispi – Istituto per gli studi di politica internazionale

Ha sottolineato come in pochi anni sia mutato l’equilibrio delle ricchezze prodotte dai singoli Paesi. La crescita importante dei Brics non è infatti solo un dato di interesse per il commercio internazionale;

ma rappresenta la svolta per i Paesi europei e occidentali che ora, di converso, soffrono economicamente e politicamente.

Nel 2030 il mondo vedrà una popolazione di 8,3 miliardi di persone, una ulteriore sfida per l’economia globale.

Le conseguenze nel campo della «food security»

Ovvero della possibilità di garantire cibo a tutti gli abitanti del Pianeta, è intervenuto Paolo De Castro; Presidente Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale del Parlamento Europeo.

La soluzione proposta da De Castro va dunque verso un aumento della produttività; verso una intensificazione sostenibile dell’agricoltura. Investendo in ricerca per prodotti agricoli altamente produttivi e riducendo gli sprechi.

La necessità di guardare alla denutrizione come un’emergenza

Per giungere alla sua risoluzione e vederla come un investimento per il futuro, ha parlato Lynnda Kiess, Head. Nutrition and HIV/AIDA – UN World Food Programme.

Lei ha sottolineato con forza come il blocco della crescita e la malnutrizione nei bambini diventi la causa primaria di problemi di ordine medico e sociale che si protrarranno nell’adulto.

Creando problemi fisici e cognitivi e rendendolo quindi meno produttivo e più soggetto a malattie e varie problematiche di sviluppo.

Per questo il WFP, oltre a offrire materialmente cibo e nutrienti a donne gravide, bambini e madri nei Paesi più poveri, vede nella collaborazione tra industria e politica la chiave per intervenire con successo su questo tipo di emergenze.

Tuttofood 2013 continuerà fino a mercoledì

Con incontri e convegni, molti dei quali organizzati da Expo 2015 e dalle associazioni di filiera che sono partner della manifestazione.

Mancia sì o mancia no? Ecco la ricerca Fipe in occasione di Tuttofood

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MILANO – Guai a lasciare la mancia in Giappone. Non solo non è gradita ma potreste addirittura passare per maleducati. L’esatto contrario negli Stati Uniti dove la mancia non è un optional ma un obbligo, o in Polonia. Qui infatti, non è obbligatoria, ma lasciarla è segno di educazione.

Mancia sì o mancia no? Ce lo dice la Fipe

La Federazione italiana pubblici esercizi aderente a Confcommercio-Imprese per l’Italia, con la collaborazione di Adapt e Hotrec Hospitality Europe, in occasione di Tuttofood, ha realizzato una ricerca comparativa a livello internazionale proprio su questa abitudine.

Cosa succede in Italia

Sarà capitato almeno una volta in vacanza all’estero di non sapere se e quanto ricompensare i camerieri. Se in Italia la scelta di lasciare la mancia è legata soprattutto alla qualità del servizio (una sorta di premio nei confronti del personale), in altri Paesi si registrano usanze diverse.

Il concetto di mancia

Almeno nei paesi dell’Unione europea, si esplica in ben quattro accezioni diverse. C’è chi le considera servizio obbligatorio, chi mance gratuite; chi un costo del servizio e chi le considera “tronco”, ovvero una distribuzione delle mance per cui vengono accumulate da tutti i dipendenti. Così si crea una sorta di fondo comune centrale e poi redistribuite in base a regole precise.

A livello di regolamentazione

Si scopre che le nazioni più deregolamentate sono la Germania e la Svezia, mentre la Francia ha addirittura un importo preciso che è compreso in una forchetta fra 15 centesimi e 2,30 euro.

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La mancia è una consuetudine con regole molto differenti nel mondo

In Spagna vige il principio della percentuale sul conto finale proprio come negli Stati Uniti. Un paese in cui tale percentuale deve essere almeno pari al 15%.

Più flessibile il Regno Unito dove esiste un confine molto labile fra mancia e costo del servizio e spesso l’una si configura dove non è presente l’altro. Insomma Paese che vai, mance che lasci…

Colombia – Produzione in ripresa nei prossimi 2 anni. Lontana dalle medie

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Il marchio di Jaun Valdez

MILANO – Migliorano le prospettive produttive per la Colombia, dopo i minimi storici dell’annata trascorsa. Questo secondo il report annuale del Servizio agricolo estero del Dipartimento dell’agricoltura degli Stati Uniti (Usda).

Il raccolto del primo produttore mondiale di caffè lavati raggiungerà nel 2012/13 (ottobre-settembre) gli 8,3 milioni di sacchi; contro 7,65 milioni nel 2011/12 (+8,4%).

Usda: l’analisi dei dati

Questo dato segna una significativa correzione al rialzo rispetto alla stima stima ufficiale Usda contenuta nella circolare di dicembre, che prevedeva per quest’anno un raccolto di 7,5 milioni di sacchi.

La produzione crescerà di ulteriori 700mila sacchi nel 2013/14

Raggiungendo così, i 9 milioni di sacchi. Incrementi significativi, qundi. Anche se, le medie storiche del decennio passato (11-12 milioni di sacchi) rimangono ancora lontane.

Il graduale ritorno alla normalità

Con l’entrata in produzione delle piantagioni rinnovate e il superamento delle criticità climatiche causate dalla Niña, non cancella i problemi strutturali del settore. Alle prese con costi crescenti e con le difficoltà causate dal rivalutarsi della moneta colombiana.

L’allarme Roya non sfugge ai dati Usda

La Colombia ha sperimentato già dalla seconda metà del decennio trascorso la piaga della ruggine del caffè. Ormai arrivata a colpire sino al 40% delle superfici coltivate tra il 2009 e il 2011.

Il proliferare di questa grave malattia crittogamica è stato favorito da 3 anni consecutivi di precipitazioni eccessive indotte principalmente dal fenomeno La Niña. Ciò ha portato a un calo drastico della produttività. Scesa da 16 e 11 sacchi per ettaro tra il 2007 e il 2012.

Il programma di rinnovo delle colture

E’ stato rilanciato, a partire dal 2010, con l’utilizzo della varietà Castilla, resistente alla ruggine.

Ma non tutti i produttori apprezzano questa cultivar considerata inferiore in termini di resa quantitativa e qualitativa. Per questo, molti hanno preferito continuare a impiantare le varietà tradizionali applicando trattamenti preventivi e tecniche agronomiche.

In alcuni casi – osserva il report Usda – gli arbusti di Castilla (o altre varietà selezionate resistenti alla roya) vengono utilizzati per creare una specie di cintura protettiva nella piantagione; all’interno della quale vengono poi sistemate le varietà di maggiore pregio.

Il grande sforzo di rinnovo e profilassi

Comincia comunque a dare i suoi frutti. Secondo dati forniti dalla Federazione colombiana dei produttori di caffè (Fedecafé), l’incidenza della ruggine è scesa nel 2012 ad appena il 7% delle aree coltivate.

Le ricadute positive cominciano a essere tangibili anche in termini produttivi. Infatti, nei primi 7 mesi del 2012/13 la produzione è risalita a 6,1 milioni di sacchi. Con un miglioramento del 35% sul pari periodo 2011/12.

Il consolidarsi della ripresa produttiva dipenderà soprattutto dall’andamento climatico nel prosieguo di questa annata.

Il Centro colombiano per le ricerche sul caffè (Cenicafé)

Quest’ultimo esprime, in merito, qualche apprensione. In ragione delle previsioni a lungo raggio costruite sulla base dei modelli climatici.

Questi evidenziano infatti la possibilità di un nuovo periodo caratterizzato da un regime anomalo delle precipitazioni a partire dall’agosto di quest’anno.

Cenicafé mette in guardia anche rispetto al rischio di proliferazione della scolite del caffè. (Hypothenemus hampeii o broca in spagnolo) Così come degli acari delle piante, la cui incidenza è cresciuta in tempi recenti per effetto dell’attività del vulcano Nevado del Ruiz.

Un fenomeno che ha decimato temporaneamente la popolazione di coccinelle e di altri insetti benefici per l’agricoltura.

I costi

Sono crescenti e sono anche quelli di manodopera (lievitati del 10-20% quest’anno) e le spese per l’acqua e l’elettricità; rendendo sempre più difficile la gestione delle piantagioni. I problemi sono stati acuiti dal calo dei prezzi degli arabica.

Le previsioni Usda

Si prevede che l’export colombiano raggiungerà nel 2012/13 gli 8,2 milioni di sacchi. In crescita del 12% sull’annata precedente. Gli Usa (42% del totale) rimangono il principale mercato colombiano seguiti da Giappone (10%), Belgio e Canada.

Utili e redditività dipenderanno anche dall’andamento del peso rispetto al dollaro. Fedecafé e varie altre organizzazioni rappresentative di settori con forte propensione all’export stanno premendo sul governo di Bogotá.

Affinché favorisca una parziale svalutazione del peso, che negli ultimi 4 anni si è riapprezzato del 45% nei confronti del dollaro.

L’export colombiano cresce intanto in termini di qualità

Con circa il 36% del totale costituito oggi da prodotti a valore aggiunto. Il governo favorisce i percorsi di certificazione bio/equosolidale attraverso le varie label (Utz, 4C, Rainforest Alliance, Usda Organic). Nonché il riconoscimento delle denominazioni di origine (Huila, Nariño).

La vincitrice del concorso Cup of Excellence 2012

Una produttrice del dipartimento di Nariño ha collocato all’asta, l’anno scorso, il proprio caffè al prezzo record di 22 dollari per libbra.

I già descritti problemi strutturali – uniti al forte calo dei prezzi, il cui effetto è stato accentuato, come già detto, dalla forza del peso – hanno reso sempre più critica la situazione della maggioranza dei produttori.

La protesta della base

Ha portato nel 2012 alla nascita del Movimento nazionale per la difesa e la dignità del settore del caffè. Quest’ultimo ha promosso, a cavallo tra febbraio e marzo di quest’anno, una massiccia mobilitazione su scala nazionale, cui hanno aderito circa 80mila produttori. Nonostante l’aperta contrarietà di Fedecafé.

Per 12 giorni, i manifestanti hanno bloccato le grandi arterie di comunicazione nei principali dipartimenti caffeari del paese.

Le conseguenze di questa agitazione

Oltre alle difficoltà di approvvigionamento (specie per i combustibili), almeno 2 morti causati dai ritardi che i blocchi stradali hanno causato al passaggio delle ambulanze.

La protesta si è conclusa l’8 marzo. Dopo 2 giorni di trattative, l’esecutivo ha elevato il sussidio governativo a 145.000 pesos per “carga” da 125 kg di caffè in pergamino.

Il governo si è inoltre impegnato a incrementare ulteriormente il sussidio

Sino a un massimo di 165.00 pesos qualora i prezzi scendano sotto i 480.000 pesos.

Il pagamento del sussidio verrà invece sospeso, se si verificherà un aumento significativo dei prezzi.

In ogni caso, la somma del prezzo ricevuto dal produttore più il sussidio non potrà mai superare i 700.000 pesos.

Secondo il report Usda, il settore del caffè è, tra tutti i settori agricoli della Colombia, quello che ha beneficiato di maggiori aiuti nel periodo 2010-2012.

I produttori hanno potuto contare, tra le altre cose, su prestiti a tassi agevolati per il rinnovo delle colture. Va detto tuttavia che tali facilitazioni sono subordinate all’impianto di varietà resistenti alla ruggine. Fatto questo che ha causato non pochi malcontenti tra i produttori.

Lo scontento di una parte della base nei confronti delle strategie di Fedecafé

Questo è sfociato, in occasione del 78° Congresso dei produttori di caffè, in una richiesta di dimissioni del direttore esecutivo Genaro Muñoz.

Avanzata dai rappresentanti delle regioni di Antioquia, Caldas e Cundinamarca, che non è riuscita però a ottenere il sostegno della maggioranza dei delegati.

Secondo il report, i dissapori e le divisioni interne condizioneranno anche in futuro l’operato di Fedecafé rendendo più difficile il suo operato

illycaffè tra i protagonisti di Tuttofood 2013 con corsi e presentazioni

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illycaffè

MILANO – illycaffè prosegue il suo percorso verso l’Esposizione Universale con la partecipazione a Tuttofood. La fiera sulle eccellenze scelta da Expo 2015 come punto di riferimento per il settore agroalimentare italiano.

Dal 19 al 22 maggio, l’azienda offrirà una serie di incontri, corsi e dimostrazioni dedicati alla cultura del caffè.

Illycaffè per la sostenibilità

A partire dal convegno inaugurale, Tuttofood darà ampio risalto al tema della sostenibilità, in una sorta di ideale invito al tema dell’Esposizione Universale  “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”.

Per illycaffè, sarà un’opportunità ottimale per condividere valori fondanti come qualità e sostenibilità. In occasione di due convegni, per illustrare le strategie che porteranno l’azienda al ruolo di curatore del Cluster dedicato al caffè.

Tuttofood Academy

In quest’area attigua allo stand illy, l’Università del Caffè terrà quotidianamente corsi e dimostrazioni dal vivo. Tutti ovviamente focalizzati sulla cultura del caffè. Dalla coltivazione nei paesi di origine, fino alla degustazione di ricette.

All’interno dello stand illy

Uno spazio inserito nel padiglione Horeca che si estende su di una superficie di quasi 180 mq su più livelli. Qui,saranno esposte tutte le declinazioni del mondo illy; con particolare attenzione per gli operatori del mondo professionale.

Così come vi troverà naturale collocazione un’ampia area dedicata al bar e alla degustazione. Questa diventerà anche il palco per la presentazione delle nuove macchine da caffè YP1 e Y2, progettate e realizzate per i professionisti del settore.

Durante le giornate verranno organizzati  degustazioni e show dedicati al caffè. Con golosi abbinamenti dei prodotti del Gruppo illy Domori e Agrimontana.

L’area degustazione

Sarà quindi supportata da baristi professionisti e da due illustri artisti della pasticceria italiana, come Luigi Biasetto della pasticceria Biasetto di Padova; Gino Fabbri della pasticceria La Caramella di Bologna, che impreziosiranno con la loro creatività i 4 giorni di colazioni e pomeriggi allo stand.

Il calendario degli appuntamenti con illycaffè

Si inizia al Centro Congressi Stella Polare, Sala Aries alle ore 15.15.

All’ interno della tavola rotonda Expo Milano 2015, Motore di sviluppo e opportunità per le imprese, Expo Milano 2015 nelle strategie di Coop e illy. Un intervento di Anna Adriani.

Ancora al Centro Congressi Stella Polare, Sala Aries, ma alle ore 16.00. Per assistere al convegno Tracciabilità e sicurezza alimentare, Filiera, valori tracciabili e visibili: intervento di Anna Adriani.

 

Costa Coffee traina i numeri di Whitbread. Nel 2012, 1 miliardo di sterline

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sergio costa coffee catene di caffetteria
Il marchio di Costa Coffee

MILANO – Costa Coffee ha archiviato un 2012 all’insegna di una crescita sostenuta. La catena di coffee shop del gruppo Whitebread ha concluso infatti, l’ultimo anno fiscale con vendite globali per 1 miliardo di sterline. Incluso il fatturato di rete degli affiliati, pari ad un incremento del 22,6% sul 2011.

Costa Coffee procede spedita dal 2011

Tale balzo fa parte di un piano d’azione, lanciato ad aprile 2011. L’obiettivo era raddoppiarne i global sales a 1,3 miliardi di sterline entro il 2016. Ora, la nuova scommessa è quella di superare quota 2 miliardi entro il 2018.

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Molte delle caffetterie Costa Coffee sono in centri commerciali o aeroporti

Un successo che viene dalla Cina

A garantire tale risultato hanno contribuito soprattutto le 250 location all’attivo nel mercato cinese. Saranno ben 500 entro il 2016.

Su un totale mondiale di oltre 2.500 vetrine in 28 paesi. A livello di rete commerciale, poi, nel mercato europeo, Costa Coffee è ormai leader di settore con 1.787 coffee shop in 15 paesi. Contro i 1.689 corner di McCafé e i 1.553 locali di Starbucks.

Caffè Ottolina – C’è lo spazio caffetteria nello Yoghobar Danone di Milano

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Il logo Caffè Ottolina

MILANO – Sabato ha aperto il terzo punto vendita della catena di yogurterie a marchio Danone con uno spazio caffetteria gestito da Caffè Ottolina. Gli Yoghobar Danone sono nati a fine 2011 in collaborazione con Juicebar specializzata nei frullati e nei succhi di frutta.

Yoghobar ha aperto in Via Hoepli

E’ un nuovo concetto di locale con nuove modalità di consumo e prodotti differenti da quelli che siamo abituati a vedere nei banchi frigo dei supermercati: Yogho Fresh, Yogho Ice e Yogho Shake.

Tre prodotti a base di latte fermentato che coniugano nutrimento sano e gusto. In versione naturale per una colazione o uno spuntino autentici e genuini, frozen per una merenda al posto del gelato e in versione frullata, per uno yogurt tutto da bere.

Lo Yoghobar Danone offre svariati momenti di consumo e infiniti abbinamenti. Tutti da personalizzare. A disposizione c’è un’ampissima scelta di toppings che spaziano dalla frutta fresca agli sciroppi, dai più classici cereali e frutta secca ai più golosi wafer, brownies, bonbon al cioccolato…e chi più ne ha più ne metta!

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C’è una caffetteria Ottolina nello Yoghobar Danone aperto in Via Hoepli a Milano

 

All’interno del nuovissimo concept store Ravizza Food Court

Yoghobar ha aperto all’interno del tempio del gusto che nasce negli spazi dello storico marchio milanese.

Sempre in armonia con l’evoluzione di mode e costumi. Lo Yoghobar si affianca inoltre ad un’area caffè a marchio Ottolina e ad un’area di ristoro a marchio Pan Brioche.

Con specialità di pasticceria salata mignon. Come in tutti gli altri punti vendita, anche chi farà tappa per un semplice caffè al volo riceverà in omaggio un “ciuffetto”di frozen yogurt.