martedì 20 Gennaio 2026
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Ferrero – La maggioranza degli universitari indica l’azienda di Alba come il posto migliore per lavorare

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Ferrero
Lo stabilimento Ferrero di Alba

MILANO – «Il consenso dipende dal nostro prodotto. Questo richiama i giovani a una scelta principalmente emozionale». Non ha dubbi Giovanni Ferrero. L’erede della famiglia di imprenditori di Alba e amministratore delegato del gruppo.

Giovani: perché vogliono lavorare in Ferrero

Perché siete tra le aziende più ambite per i lavoratori del domani?

«Lavorare per un “love brand” come Nutella è di per sé un elemento di forte attrazione per un giovane studente che si deve affacciare sul mondo del lavoro. D’altra parte la scelta nella sua componente più razionale è probabilmente guidata da elementi del nostro modello di business costruito su una visione mondiale e di lungo termine che poggia sull’economia reale ».

Una tendenza confermata anche in Francia e Germania

«Il successo di Ferrero deriva dall’essere una vera azienda “glocal” (pensare “globale” e agire “locale”). Quindi attenta allo sviluppo internazionale ma con un forte senso di responsabilità sociale nei confronti delle comunità in cui opera».

Qual è l’importanza che dà Ferrero all’attrazione dei talenti

«L’importanza è grande. Ferrero opera con l’obiettivo di sviluppare legami di lungo termine con i propri dipendenti. Uno dei primi corsi per i neoassunti si chiama ”Ferrerità”. Ha come tema i valori comuni che animano gli operai, gli impiegati e i dirigenti di Ferrero».

Quali consigli darebbe ai giovani neo-laureati?

«Alla base di ogni decisione deve esserci la passione. Solo così si possono raggiungere risultati elevati e il giusto equilibrio tra soddisfazione nel lavoro e felicità nella vita privata».

 

Fonte: la Repubblica

Gran Bretagna – Starbucks paga le prime tasse dal 2008. Sul Guardian esce la notizia

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L'insegna di Starbucks

LONDRA – Starbucks ha pagato le tasse nel Regno Unito per la prima volta a partire dal 2008. A dare la notizia, riportata dal quotidiano Guardian, è stata la stessa azienda.

Starbucks, ospite britannico fino al 2008

Alla fine dello scorso anno ha destato scalpore la notizia per cui la multinazionale americana delle caffetterie, nell’arco dei propri quindici anni di permanenza sul territorio britannico, avesse pagato soltanto 8 milioni di sterline al fisco su entrate che superavano i 3 miliardi.

Era tutto legale

Dal momento che, vista la configurazione delle proprie attività, per quattordici anni aveva chiuso in perdita, registrando un piccolo profitto solo nel 2006.

Finita sotto i riflettori dell’opinione pubblica inglese e internazionale, Starbucks in seguito si era impegnata a corrispondere al fisco 20 milioni di sterline nell’arco di due anni; rinunciando volontariamente a determinate detrazioni fiscali. E ora – riporta la stampa britannica – lo Stato ha ricevuto i primi 5 milioni.

Fonte: valori.it

Norvegia – Oslo merita un viaggio per l’alta qualità del caffè proposto in molte caffetterie

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MILANO  – I norvegesi sono noti per la loro passione per il caffè. A livello mondiale, solo i finlandesi importano una quantità maggiore di caffè pro capite. Ciò che davvero rende Oslo un ottimo posto dove gustare il caffè, tuttavia, non è solo la passione per la bevanda.

A questa, si aggiunge il serio impegno nella sua preparazione, affinché essa avvenga nel migliore dei modi.

Oslo e le sue caffetterie indipendenti

Qui è possibile bere un caffè espresso che, secondo alcuni, può rappresentare un motivo sufficiente per visitare la città.

Baristi di successo internazionale

Importano, tostano e macinano chicchi di caffè con estrema cura ed entusiasmo. Le numerose diversità che si riscontrano nel tipo di tostatura, piuttosto che nel modo distintivo di confezionare i portafiltri, si può davvero affermare l’esistenza di un mondo del caffè tutto da esplorare a Oslo.

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L’interno di una caffetteria di Oslo

Il caffè a Oslo

Ha generalmente una tostatura leggera, che lo distingue da quello servito nella maggior parte delle altre città. Nel 2012, la rivista USA Today ha incluso Oslo nella lista delle 10 migliori città per il caffè. L’anno precedente, Oliver Strand del New York Times Style Magazine ha visitato Oslo e ha affermato di avervi bevuto uno dei caffè più straordinari della sua vita.

Fonte: Italpress

Argentina – Buenos Aires candida la tradizione dei suoi caffè tipici a Patrimonio culturale immateriale dell’umanità

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bere caffè

MILANO – Il costume di bere il caffè nei locali di Buenos Aires potrebbe diventare “Patrimonio culturale immateriale dell’umanità”.

Questo se andrà a buon fine un progetto che le autorità della capitale argentina hanno presentato all’Unesco. L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura.

Bere caffè e ballare il tango

L’iniziativa segue le orme del percorso intrapreso alcuni anni fa per il tango argentino, riconosciuto dall’Unesco nel 2009.

“La candidatura è stata formalizzata il 30 marzo all’Unesco, che si pronuncerà sull’istanza l’anno prossimo anno.” ha dichiarato il ministro della cultura della Città di Buenos Aires Hernán Lombardi.

Sottolineando come i caffè della capitale siano tradizionalmente il luogo della convivialità, della cultura, della letteratura e della musica.

L’idea della candidatura non è nata dal nulla

Specifiche norme giuridiche hanno già consentito di dichiarare Patrimonio Culturale della Città di Buenos Aires 73 locali (Bares Notables). Quelli considerati degni di tutela per il particolare ruolo culturale; per l’eredità storica o per il valore architettonico che li contraddistinguono.

Per difenderli e valorizzarli è sorta, dal 2010, una onlus chiamata #54Bares. Questa organizza incontri settimanali nei vari locali e altre attività conviviali.

Dalla tazzina di ceramica dei caffè di quartiere ai bicchieroni di cartone delle grandi catene multinazionali

Bere caffè a Buenos Aires non è monotematico. La città infatti, offre una grande varietà di luoghi e sapori. In funzione della diversità culturale, sociale e politica dei suoi abitanti, scrive il quotidiano La Nación.

Parlando di caffè letterari

Ad esempio, il pensiero va subito al Varela Varelita, un tempo rifugio preferito di Che Guevara e oggi luogo d’elezione di giovani attori, artisti, musicisti e intellettuali.

Nelle high street di Baires brillano anche le insegne di Starbucks, con la sua caffetteria di Plaza Armenia. Dove un’esuberante barista caraibica accoglie la clientela dispensando sorrisi e cordialità.

Tutto un altro mondo, rispetto ai modi sobri e laconici del Varela. Ma entrambi i locali, ciascuno a suo modo, appartengono a pieno titolo all’identità contemporanea della capitale argentina, osserva il quotidiano.

Molti caffè strizzano l’occhio al pubblico femminile

Come il Malvón, nel quartiere di Villa Crespo. Tappa obbligata dopo lo shopping nei numerosi outlet della zona.
Ci sono poi i locali aperti 24 ore su 24, come il bar Británico, nella Avenida Brasil; o i vari bar di quartiere, vera istituzione del vivere sociale.

E ancora, i bar frequentati dagli appassionati di calcio. (versione argentina del Bar Sport italiano) –  Come El Banderín o il Billinghurst – o, all’opposto, i locali classici ed eleganti. Come Las Violetas, dove la clientela femminile (prevalentemente over 50) è “truccata e profumata come se dovesse andare a teatro”.

Buenos Aires – conclude La Nación – ha un caffè adatto ai gusti di ciascuno dei suoi abitanti. Un motivo in più perché l’Unesco consideri tale tradizione un dono fatto dalla capitale argentina all’intera umanità.

I patrimoni italiani

I Patrimoni orali e immateriali dell’umanità costituiscono un’espressione della cultura immateriale del mondo. L’Unesco li ha inseriti in un apposito elenco, che si affianca a quello dei siti del Patrimonio materiale dell’umanità.

Mentre questi ultimi rappresentano cose tangibili, i primi rappresentano antiche tradizioni. Come ad esempio, bere caffè. Spesso quindi, non hanno una codificazione “scritta”. Ma sono tramandate oralmente nel corso delle generazioni.

Per quanto riguarda l’Italia sono stati inclusi nella Lista del patrimonio immateriale dell’Umanità Unesco

L’Opera dei Pupi della Sicilia (2001), il Canto a Tenore della Sardegna (2005), la Dieta Mediterranea (2010) e il Saper Fare Liutario di Cremona (2012).

Per il 2013 è stata candidata la “Pratica agricola tradizionale della vite ad alberello di Pantelleria“.
Sempre per quest’anno, l’Italia ha candidato i “‘Paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato” nella Lista del Patrimonio materiale.

NESTLE’ – Esce di scena il vice presidente esecutivo Werner Bauer

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Il marchio Nestlé

MILANO – Passaggio di consegne in casa Nestlé. Esce di scena dopo 23 anni di carriera nel Gruppo, il vice presidente esecutivo e capo della tecnologia di Nestlé S.A. Werner Bauer, che andrà in pensione il 31 agosto prossimo. Lo rende noto un comunicato diramato dalla multinazionale elvetica.

Nestlé: novità ai vertici

Al posto di Bauer arriverà, dal primo settembre, Stefan Catsicas; attuale rettore e vicepresidente esecutivo della King Abdullah University of Science and Technology di Thuwal, in Arabia Saudita.

Catsicas, che è cittadino svizzero di origine italiana e greca, ha un dottorato in Scienze naturali dell’Università di Losanna (Unil). Ha iniziato la sua carriera nella società farmaceutica Glaxo a Ginevra alternando poi la sua attività tra mondo accademico e imprese private.

Louis Dreyfus Commodities – Lascia il ceo Serge Schoen, al suo posto arriva il coo Ciro Echesortu

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Louis Dreyfus

MILANO – Cambio della guardia ai vertici di Louis Dreyfus Commodities (Ldc). Il leader mondiale sul mercato della trasformazione delle commodities agricole e nel commercio di una vasta gamma di prodotti.

Louis Dreyfus: il comunicato stampa diffuso lunedì

La società di Rotterdam ha reso noto che l’attuale ceo Serge Schoen lascerà a fine mese per assumere un nuovo incarico nell’ambito della società madre Louis Dreyfus Holding B.V.

Lo sostituirà quindi Ciro Echesortu, già Chief Operating Officer e Head Trader della società.

Schoen rimarrà nel Supervisory Board di Louis Dreyfus Commodities Holdings

Così da assicurare una transizione morbida.

“Sotto la guida di Serge e Ciro, il nostro team ha portato la Compagnia alla sua posizione di leadership nell’agribusiness a livello globale.“ ha dichiarato Margarita Louis-Dreyfus, presidente di Louis Dreyfus Group.

“Negli ultimi anni, la società ha avuto una crescita eccezionale; triplicando il suo fatturato e moltiplicando di dieci volte il risultato netto.

Al di là di queste cifre, abbiamo assistito a un’evoluzione continua nel senso di un business multinazionale. Con una forte impronta industriale. Nonché una presenza lungo tutta la catena del valore.”

Schoen aveva assunto la carica di ceo nel 2005

Echesortu è entrato in Louis Dreyfus Group nel 1985.
La piattaforma caffè del gruppo Louis Dreyfus Commodities ha aperto poi il suo ufficio italiano a Genova nel 2011.

Essa si è affiancata, nel nostro paese, all’attività di trading di cereali già presente a Ravenna.

Il network mondiale di Ldc

Ramificato in 55 paesi, con 34mila dipendenti. Il gruppo è strutturato in sei aree regionali. Su quattro tipologie di prodotti trattati e tredici differenti piattaforme merceologiche, che integrano la loro attività a livello manageriale in una struttura gestionale unica.

I titoli delle notizie di ieri su Comunicaffè International

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mondo del caffè

MILANO – Comunicaffè International non si ferma mai, assieme al portale italiano. Proprio qui, riportiamo le notizie diffuse nello scorso numero uscito sul sito anglofono.

Notizie diffuse

Si dà innanzitutto uno sguardo globale, che interessa i Paesi Produttori. Da est a ovest del mondo, ecco le notizie diffuse su Comunicaffè International, riguardanti il mercato del caffè.

VIETNAM – Via libera del governo alla proposta di Vicofa di ritirare dal mercato 200-300 mila tonnellate di caffè in attesa di una ripresa dei prezzi

MERCATI– Via libera dell’Unione Europea all’acquisizione di NYSE Euronext da parte di InterContinental Exchange

BRASILE – Blocchi stradali rallentano il traffico verso il porto di Santos

Ancora altri titoli delle notizie diffuse

Dall’America latina all’estremo oriente. Tra Cina e Giappone, alla caccia di aggiornamenti che hanno impatto sull’intera filiera.

COLOMBIA – Produttori pronti a nuove proteste

COLOMBIA – Le caffetterie Juan Valdez compiono 10 anni

CINA – Nestlé aprirà il prossimo mese una fabbrica di caffè solubile nella provincia di Shandong

GIAPPONE – Suntory Holdings lancia l’Ipo della divisione alimenti & soft drinks

UK – Tutti i nomi dei vincitori dei London Coffee Festival Awards

CULTURA – In India sempre più numerosi i caffè libreria

CANADA – Dimissionario il cfo della catena di caffetterie Second Cup

Questi sono solo i titoli delle notizie diffuse

Per approfondire meglio gli articoli che possono aver colpito la curiosità dei lettori, si invita ad andare direttamente sul sito di Comunicaffè.

Le notizie pubblicate sono sempre a portata di una rapida ricerca, per chi fosse interessato a recuperare.

 

 

 

Il Video con la registrazione della 1a parte di 3 sul mercato del caffè

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settore caffeicolo

MILANO – Nell’ambito della seconda edizione del Pausa caffè Festival si è tenuto un importante convegno intitolato Il Mercato del caffè – nuove frontiere di sviluppo. Un argomento affrontato per la prima e fondamentale per il futuro dell’espresso in Italia. Disponibile anche in video.

Gli organizzatori, Andrej Godina e Francesco Sanapo, che ringraziamo, ci hanno fornito la registrazione integrale del convegno.

Video suddiviso in 3 puntate

La prima dura 59 minuti. Ne seguiranno poi, nei prossimi giorni, altre 2 di 25 e 42 minuti. Tutte da ascoltare per avere un quadro della situazione e una traccia del futuro. In gran parte ancora da costruire.

Convegno, introdotto da Francesco Sanapo

Il finalista al campionato mondiale baristi di Melbourne. In compagnia di Andrej Godina. Insieme, hanno portato il loro contributo alcuni dei maggiori esperti italiani del settore.

Nomi che figurano nel video

Il dottor Stefano Romagnoli, dirigente della regione Toscana del Dipartimento Disciplina e Politiche di Sviluppo e Promozione del Turismo della Regione.

Un nome di spicco poi, quello di Patrick Hoffer. Presidente della Caffè Corsino Corsini di Arezzo e presidente Comitato Italiano Caffè.

Nadia Rossi, giornalista Bar Giornale specializzata sull’argomento caffè.

Poi ancora, Enrico Meschini, presidente della Piantagioni del Caffè di Livorno e della Associazione Caffè Speciali.

Francesco Impallomeni Fondazione Slow Food per la Biodiversità onlus; Giovanni Tullio, della L’Art Caffè di Bergamo e Alberto Polojac Imperator Srl di Trieste; vicepresidente del Trieste Coffee Cluster.

Compaiono sempre nel video

Giorgia Majoli di Rimini Fiera responsabile di Sigep, Riccardo Relli, co-fondatore delle Piantagioni del Caffè di Livorno, Paola Pelia, torrefazione Marchi di Venezia.

Raffaello Calabrese direttore commerciale di Dalla Corte macchine caffè espresso, Enza Dalla Corte, coffee training di Dalla Corte, Massimo Battaglia dell’Istituto Agronomico d’Oltremare, l’ente di riferimento del Ministero degli Affari Esteri, Benjamin Monje del Consejo Salvadoreno del Café, Alessandro Staderini torrefazione Piansa di Firenze, Daniele Casprini della Sesamo Comunicazione Visiva di Figline Valdarno, Francesco Sanapo campione italiano baristi caffetteria 2013 che ha introdotto i lavori.

Esperienze differenti ma complementari e tutte frutto di grande esperienza, che sollecitano commenti che pubblicheremo sul portale www.comunicaffe.it . Basta inviare le proprie considerazioni, anche e soprattutto quelle critiche, a comunicaffe@gmail.com

 

Il punto – Prima storica consegna di una partita di caffè brasiliano sulla borsa di New York

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Brasile Mondo nuovo amarelo
Brasile e caffè, un binomio indissolubile

MILANO – Trecentoventi sacchi di caffè verde da sessanta chilogrammi. Meno di 20 tonnellate di prodotto grezzo.
Un quantitativo irrisorio a fronte delle decine di migliaia di lotti contrattati quotidianamente dall’ Ice Futures Us.
Ma si tratta di una partita di caffè per certi versi storica.

Ice Futures Us: di cosa si tratta

Stiamo parlando infatti del primo caffè brasiliano certificato dalla borsa newyorchese.

L’approvazione da parte della Stanza di valutazione (Grading Room) è stata data la settimana scorsa. Così come attestato dai report ufficiali relativi ai gradings.

Ci è voluto oltre un anno per vedere per la prima volta una partita di origine brasiliana in un magazzino certificato dell’ Ice. La certificazione era infatti possibile dal 1° giugno dello scorso anno (a partire dal contratto per scadenza marzo 2013).

Ma l’elevato sconto imposto ai caffè lavati e semi lavati di provenienza brasiliana (900 punti) aveva sin qui scoraggiato i trader essendo più convenienti i prezzi praticati sul mercato fisico.

Cosa dice il Cecafé

Va ricordato che il Consiglio brasiliano degli esportatori (Cecafé) ha annunciato lo scorso mese l’intenzione di indirizzare una petizione alle autorità della borsa di new York per richiedere la riduzione dello sconto. L’iniziativa viene naturalmente osteggiata dagli altri produttori latino americani di caffè lavati.

“È probabile che i produttori brasiliani stiano cominciando a spedire il loro caffè a New York mentre la stagione di raccolta entra nel vivo. – Ha dichiarato così a Bloomberg l’analista Andrea Thompson. – Può darsi che stia incidendo anche la debolezza del real, ma non credo che si tratti di un fattore significativo”.

La moneta brasiliana è sprofondata, la settimana passata, ai minimi da aprile 2009. Costringendo la banca centrale di Brasilia a intervenire massicciamente sui mercati.

Record negativi anche per il contratto “C”

Questo ha chiuso giovedì scorso al livello più basso degli ultimi 47 mesi risentendo del tonfo dei mercati mondiali causato dall’annuncio della Fed dello stop all’acquisto di titoli di Stato americani entro il 2014.

Bm&f Bovespa, la più importante borsa merci brasiliana, ha annunciato intanto la settimana scorsa di avere allo studio la quotazione incrociata dei propri contratti sui futures del caffè con Cme Group Inc. (Chicago Mercantile Exchange). Il principale rivale mondiale dell’Ice.

“Il mercato delle materie prime di Bm&f Bovespa rimane piccolo, se confrontato al ruolo dell’agribusiness brasiliano su scala mondiale. – Ha dichiarato in un’intervista Fabiana Perobelli.  Agribusiness products manager della borsa paulista.

– Per questo stiamo valutando lo sviluppo di nuovi prodotti fondati sulle materie prime, esclusivamente in collaborazione con il nostro partner strategico Cme Group.”

Bm&F Bovespa

E’ nato nel 2008 dalla fusione tra Bm&F (Bolsa de Valores Mercadorias e Futuros) e Bovespa (Bolsa de Valores de Sao Paulo). E’ inoltre l’ottava borsa mondiale in termini di capitalizzazione di mercato.

Lo storico contratto sui futures del caffè arabica è uno dei più importanti a essere portati in dote nell’operazione da Bm&F.

In Germania- La tracciabilità dei prodotti alimentari accresce la fiducia dei consumatori

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convegno

MILANO  – Si è svolto a Colonia (Germania) un convegno a cui hanno partecipato i rappresentanti del commercio agroalimentare e dell’industria.

Commercio agroalimentari e industria: quali novità

Circa 80 ospiti hanno discusso sulle complesse relazioni tra la produzione e la commercializzazione. Come ad esempio in materia di trasparenza dei prodotti e dell’informazione al consumatore e ai media.

Un commercio futuro basato sulla trasparenza

I partecipanti sono stati d’accordo. Una maggiore trasparenza sull’origine e le caratteristiche dei prodotti sarebbe quindi il modo migliore per costruire la fiducia dei consumatori. Sia nella qualità che nella sicurezza del cibo.

Il punto chiave

Per arrivare a questa trasparenza. si parla della tracciabilità dei prodotti. Secondo un dirigente del Metro Group, che ha aggiunto

Il Commercio e l’Industria stanno lavorando ad un nuovo modello di tracciabilità

– ugualmente applicabile ai prodotti alimentari e non alimentari ed armonizzato a livello internazionale.

Fonte: Ice di Berlino da “Lebensmittel Zeitung”