domenica 30 Novembre 2025
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Caffè Arabica: ricostruita nel dettaglio la sua storia genetica

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Chicchi di caffè tostato (credits: Alexa from Pixabay)

La storia genetica del caffè Arabica è stata ricostruita grazie un gruppo di ricerca congiunto dell’Università di Udine e dell’Istituto di genomica applicata del capoluogo friuliano con l’aiuto e il sostegno di illy e Lavazza. Lo studio proposto ha utilizzato le tecnologie di sequenziamento più aggiornate per creare una nuova versione della sequenza genomica di Arabica, più accurata e dettagliata. Leggiamo di seguito parte dell’articolo del quotidiano Affari Digitali.

La storica genetica del caffè Arabica

MILANO – E’ stata scoperta la storia genetica della specie che produce circa il 60 per cento del caffè nel mondo. La ricostruzione della sequenza genomica è opera di un gruppo di ricerca congiunto dell’Università di Udine e dell’Istituto di genomica applicata (Iga) del capoluogo friulano, in collaborazione e con il sostegno delle aziende illy e Lavazza.

Le analisi sulla variazione genetica presente nella specie hanno permesso di identificare nuove fonti di diversità genetica che potrebbero contribuire in maniera decisiva alla variazione nell’aroma e alla resistenza ai patogeni.

La ricerca infatti ha utilizzato le tecnologie di sequenziamento più aggiornate per creare una nuova versione della sequenza genomica di Arabica, più accurata e completa.

I coordinatori del team sono Michele Morgante, del Dipartimento di scienze agroalimentari, ambientali e animali dell’Ateneo udinese, e Gabriele Di Gaspero dell’Iga.

Il caffè venduto commercialmente è ottenuto principalmente da due specie, Coffea canephora e Coffea arabica, conosciute anche come Robusta e Arabica. Il caffè ottenuto dall’Arabica è considerato qualitativamente superiore.

Arabica si è generata dall’incrocio fra i progenitori dell’attuale Robusta e un’altra specie di caffè a essa vicina, la Coffea eugenioides, a cui è seguito un raddoppio del numero di cromosomi per creare l’attuale Coffea arabica.

L’evento si è verificato con ogni probabilità in Etiopia in tempi evolutivi molto recenti, circa 50.000 anni fa, lasciando poco tempo perché si potesse generare una nuova variazione genetica.

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Fipe: il clima di fiducia sale e si attesta a quota 114,2

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Il clima di fiducia (dati concessi)

ROMA – Il clima di fiducia torna sopra la soglia 100 e si attesta a quota 114,2, nel III trimestre 2023 era sceso a 86,7. Giudizi positivi verso le aspettative di breve termine sia a livello di performance economiche che di prospettive occupazionali. Il quarto trimestre è stato caratterizzato da una congiuntura di settore piuttosto positiva. Leggiamo di seguito la nota informativa del Centro Studi Fipe.

Le perfomance economiche

Il saldo grezzo delle risposte relativo alla performance dell’intero comparto segna +16,3% mentre quello sulle singole imprese è ancora più robusto (+27,1%).

Nella media dell’anno l’indicatore segna un saldo positivo pari a +42,7% proprio grazie al contributo dell’ultimo quarto dell’anno (1).

La clientela

I giudizi sull’andamento dei flussi di clientela sono in linea con quelli sul fatturato. Il saldo registra +17,3%.

I costi

I costi di approvvigionamento vengono dati in leggera flessione mentre quelli di vendita vengono segnalati in aumento a testimonianza del progressivo aggiustamento dei listini finalizzato ad allineare la dinamica dei prezzi di sell in e di sell out.

I giudizi sulla dinamica dei prezzi delle materie prime registrano un decremento nei saldi delle risposte del 14,5% rispetto al 2022, mentre sui prezzi di vendita l’incremento dei saldi è dell’8%.

L’occupazione

Le valutazioni sulla dinamica dell’occupazione nel IV trimestre hanno un tono positivo. Il saldo si attesta a +8,2%. Nella media dell’anno il saldo registra un incremento di 9,6 punti percentuali sul 2022.

Le aspettative

Le aspettative per il I trimestre 2024 continuano ad essere caratterizzate da elementi positivi pur in presenza di scenari non sempre incoraggianti. Atteso un ulteriore rialzo dei listini.

Il clima di fiducia

L’indicatore sintetico del clima di fiducia nel IV trimestre sale a 114,2 e si riposiziona sugli stessi livelli del 2022.

1 A seguito del lockdown non è stata effettuata l’analisi sul II trimestre 2020

Le variazioni (dati concessi)

 

Rhea Vendors: Caffè Pascucci vince la competizione Design for all

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La competizione Design for all di Rhea (immagine concessa)

MILANO – Dopo il successo dello scorso anno, Rhea e Andrea Lattuada, coffee expert e co-titolare di 9bar, hanno organizzato a Sigep la seconda edizione della competizione Design for all, con protagonisti la superautomatica rhTT1 di Rhea e 9 torrefattori con i loro caffè specialty, in una gara di gusto che ha coinvolto visitatori, torrefattori e Marco Pizzinato, giudice Sca.

Caffè Pascucci trionfa nella competizione Design for all

La competizione, che prende il nome dal concept di Rhea Design for all, vuole rafforzare il connubio di valore tra i caffè specialty e le macchine superautomatiche e mostrare come le macchine automatiche di Rhea possono facilmente essere settate anche per l’estrazione di caffè specialty, diventando uno strumento che consente, a professionisti e non, di replicare la massima qualità in tazza esaltando le caratteristiche di ogni miscela.

Caffè Pascucci ha vinto questa seconda edizione della competizione Design for all di Rhea che ha visto in gara i caffè specialty di Ditta Artigianale, Il Manovale, Fratelli Milano, Veronero, Bazzara Espresso, Caffè Molinari, Moak e Manuel Caffè.

Durante i primi tre giorni di fiera, i visitatori hanno potuto degustare i caffè specialty estratti con la macchina rhTT1 di Rhea esprimendo con un voto la loro preferenza. Martedì 23 gennaio si è tenuta la fase finale della gara, dove una giuria composta dai torrefattori e da Marco Pizzinato, giudice SCA, ha decretato il vincitore.

La scheda sintetica di Rhea Vendors Group

Rhea Vendors Group, fondata da Aldo Doglioni Majer nel 1960, è tra i più importanti produttori al mondo di macchine da caffè. Da oltre sessant’anni, Rhea si contraddistingue per la forte impronta internazionale, design di altissimo livello, tecnologia all’avanguardia ed eccellenza del made in Italy.

Con headquarters e produzione in provincia di Varese e filiali in 9 paesi esteri, Rhea ha il vanto di diffondere la cultura del caffè in 100 Paesi di tutto il mondo.

Da player del mondo del vending a precursore nell’utilizzo della distribuzione automatica nei settori del new retail, hotellerie e out of home, Rhea conferma la propria vocazione a interpretare e anticipare un mercato in continua evoluzione.

Le nuove proposte di Rhea rivoluzionano il concetto dell’ospitalità, in contesti sia business che residenziali, con una proposta di valore per accrescere l’esperienza della pausa caffè.

Latte art grading battle da Cellini Caffè: sul podio Salvatore Riunno, Wanmai Li e Giulio Maisto

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Salvatore Riunno, Wanmai Li e Giulio Maisto (immagine concessa)

RIMINI – Concluso l’evento Latte art grading battle che si è tenuto presso lo stand di Cellini caffè alla fiera Sigep di Rimini il 23 gennaio. Alla competizione hanno partecipato numerosi latteartisti provenienti da tutta Italia. L’evento è stato gestito da Luca Ramoni e Andrea Villa con il supporto del team di Cellini Caffè, storica torrefazione ligure.

La competizione Latte art grading battle

Quattro giudici autorizzati, Simone Cattani, Stefano Barzetti, Nicola Manzo e Diletta Sisti, hanno decretato i vincitori nelle categorie livello verde, rosso e nero.

Sul podio dei livelli si sono classificati Salvatore Riunno (livello nero), Wanmai Li (livello rosso) e Giulio Maisto (livello verde).

La prossima tappa della competizione si terrà a breve nella sede di Brita a Bergamo. 

Concluso il contest ChocoLOVE: vincono Arianna Facci e Mauro De Comite

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La premiazione di Mauro Decomite (immagine concessa)

RIMINI – Si è conclusa sabato 20, alle 17.30, al Sigep di Rimini, la finale “ChocoLOVE Milano – Il dolce di San Valentino”, il contest nato per i professionisti che si vogliono cimentare con ricette al cioccolato: torta, monoporzione, pralina, gelato in modo da valorizzare il prodotto cioccolato per le sue caratteristiche principali di versatilità e creatività rispettando il tema della sostenibilità.

Il contest ChocoLOVE Milano – Il dolce di San Valentino

Alla finale sono arrivati per la categoria pasticceria: Arianna Facci di Ciocomiti Srl di Malè (Tn) che ha presentato la pralina “Equilibrio”, realizzata con una camicia di cioccolato bianco al 28%, gelatina di albicocca, ganache al cioccolato fondente e gruè di cacao; Letizia Martino di Caffè da Maria a Pistoia che ha proposto “Amor proprio” una torta a forma di cuore con una base di frolla sablè, mousse al cioccolato bianco e glassa a specchio.

Lorenzo Esposito della pasticceria Pink House di Acerra (CE) che ha dedicato la sua torta “LadyVera” alla sua fidanzata realizzandola con un bisquit al cacao, croccantino arancia e nocciola, gelèe al caffè e pepe Timut e mousse al cioccolato al latte e fondente.

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La premiazione di Arianna Facci (immagine concessa)

Per la categoria gelateria si sono affrontati a fiori di paletta: Sandra Dal Giovane di Baldo Gelato a Lecce (Le) che ha fatto degustare “Il cioccolato innamorato” una monoporzione al cioccolato base acqua con un tenero cuore di lampone, Antonio Morgese della Gelateria Rigoletto di Milano (Mi) che ha presentato “Amor che non t’aspetti” un gelato al cioccolato al latte 36%, ricoperto di una salsa di mandarino tardivo di Ciaculli e all’interno arricchito con un crumble croccante al cacao.

Mauro De Comite di Gelatario sempre a Milano (Mi) ha stupito la giuria con la sua ricetta “Baci di Pessione”, Gelato al cioccolato bianco variegato con salsa al Martini Rosso Gran Riserva,Visciole e Amaretti

La giuria presieduta dal maestro Denis Buosi, Monica Meschini esperta cioccolato dell’International Institute of Chocolate and Cacao Tasting, Livia Chiriotti direttore Pasticceria Internazionale, Atenaide Arpone redattrice di Italian Gourmet, Nadia Toppino blogger e influencer di Storie di Cibo e Franco Cesare Puglisi direttore di Punto IT, ha assistito con attenzione alla presentazione di tutte le ricette degustandole per capire gli equilibri aromatici, il gusto e la presentazione.

Arianna Facci e Mauro De Comite con le loro proposte sono stati giudicati i migliori e saranno ospiti d’onore a ChocoLOVE Milano, il primo evento sulla cultura del cioccolato che si terrà a Palazzo Bovara dal 8 al 14 febbraio con Masterclass dei grandi pasticceri e gelatieri, presentazioni e degustazioni di cioccolato per scoprire tutti i segreti di questo prodotto versatile e creativo.

I vincitori hanno ricevuto in premio forniture di prodotto da tutti i partner. Il cioccolato sarà fornito dal main partner Irca e Joygelato, le farine del partner Molino Dallagiovanna, il latte e la panna di Parmalat Professional e le fondamentali forme da cottura di Novacart. La finale per il gelato non sarebbe stata possibile senza Carpigiani con le sue macchine performanti e IFI con le sue vetrine innovative.

La finale di ChocoLOVE un Dolce per San Valentino è stata anche l’occasione per celebrare, con una targa donata alla figlia Livia Chiriotti da Monica Meschini e il Maestro Denis Buosi, una grande donna del comparto dolce come Emilia Coccolo Chiriotti, che recentemente è venuta a mancare e che lasciato un ricordo indelebile per il suo impegno nella valorizzazione del mondo della pasticceria.

Il programma di ChocoLOVE Milano prevede temi di grande interesse: si partirà il 9 febbraio con wedding e cake design, il sabato sarà dedicato al gianduiotto e alla pralineria e la domenica alla pasticceria al cioccolato.

Il 12 e 13 febbraio Monica Meschini terrà un corso di primo livello per Chocolate taster e nel laboratorio si terranno lezioni dedicate ai professionisti sul cake design condotte da team di Mabanuby e Cioccolato in caffetteria studiato dal campione di Latte Art Matteo Beluffi.

Durante l’evento ci sarà un temporary shop dedicato al cioccolato e ai migliori regali per San Valentino che contribuirà, come altre esperienze in programma, nella raccolta fondi destinata a Fondazione Umberto Veronesi, Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori e Fondazione TOG.

Infundo alla Fiera di Rimini: la rivoluzione dello zucchero in pasticceria

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Infundo al Sigep (immagine concessa)

RIMINI – Innovazione, alta pasticceria ma anche momenti esperienziali sono stati al centro di Sigep per Infundo, la linea professionale di Italia Zuccheri. La cinque giorni in fiera di Rimini (20-24 gennaio) ha visto protagonista per il terzo anno consecutivo tutta la gamma, tra demo, infotainment e degustazioni; ma non sono mancate sorprese e novità.

Live demo con i grandi Maestri della Pasticceria Italiana

Una vera e propria fucina creativa lo stand di Italia Zuccheri, dove importanti volti della pasticceria e gelateria italiana hanno interpretato e raccontato al meglio la linea di zuccheri tecnici Infundo.

A partire da Fabrizio Fiorani, per il quale lo zucchero è linfa vitale della pasticceria; protagonisti delle sue demo, Vagliato Fine e Carafin.

Il primo, importante alleato negli impasti, il secondo altamente caratterizzante; entrambi capaci di affinare performance in lavorazione e resa finale del prodotto, nel segno di un’eccellenza che mantenga sempre alta l’asticella della qualità.

Illustre ospite, un ormai consolidato volto della gamma, Gianluca Fusto, che con Nostrano Infundo – l’unico zucchero grezzo di barbabietola, alternativa 100% italiana al grezzo di canna – ha saputo raccontare una vera e propria ‘emozione’ nel segno di una pasticceria che va non soltanto in una direzione di “bello e buono”, ma anche più emozionale, capace di creare legame ed esperienza. Nostrano diventa così l’ingrediente protagonista e caratterizzante della ricetta, donando il suo aroma unico al prodotto finito.

Si è poi proseguito con Stefano Guizzetti, il cosiddetto scienziato gelatiere, che ha interpretato Carafin e Vagliato Fine: due zuccheri ideali per le preparazioni di gelateria grazie alle specifiche caratteristiche tecniche, anche in ricettazioni inusuali. L’importanza di ingredienti tecnici ed eccellenti come Infundo? Permettono di liberare la creatività con la certezza di performance in applicazioni sempre più mirate.

Carafin è stato al centro delle demo anche del Maestro Leonardo di Carlo, dove questo prodotto viene valorizzato non solo per le eccezionali e caratterizzanti sfumature al palato, ma anche per il colore ambrato che riesce a conferire in maniera del tutto naturale.

Novità 2024, un nuovo brand ambassador: Emmanuele Forcone si aggiunge ai volti che rappresentano Infundo con creatività e professionalità.

Nelle demo a Sigep 2024 ha utilizzato e snocciolato temi importanti per gli zuccheri Vagliati Infundo, sottolineando le differenze di prestazione che migliorano la ricetta rispetto a un semplice semolato.

A chiudere la manifestazione, i maestri Luigi Biasetto e Giuseppe Gagliardi che hanno raccontato le peculiarità e i vantaggi di Extra Tempo ed Extra Crescita Infundo, che sono state premiate durante la cinque giorni tra le migliori innovazioni 2024.

Miscele uniche composte da Vagliato Fine, farina ed enzimi, che donano stabilità all’impasto garantendo un ottimo sviluppo del prodotto e prolungandone la shelf life fino a 12 settimane.

Oltre le demo: ospiti e premi

Sigep 2024 non ha mancato di regalare momenti speciali: Sal De Riso e Andrea Urbani (rispettivamente presidente e vicepresidente AMPI) sono stati gentili ospiti di Infundo spiegando come questi zuccheri elevano le prestazioni in pasticceria.

Inoltre ci hanno deliziato della loro presenza anche il Maestro Iginio Massari (Presidente Apei) e il Maestro Angelo Musolino (presidente Conpait), sottolineando l’unicità di questa gamma studiata ad hoc per l’utilizzo professionale.

Un momento di grande prestigio in Vision Plaza: protagonisti Extra Tempo ed Extra Crescita che hanno ricevuto il riconoscimento nella categoria Prodotto Innovativo del “Premio Innovazione e Start up”, alla sua prima edizione e a cura di SIGEP e ANGI, l’Associazione Nazionale Giovani Innovatori.

Guarda nella direzione di un approccio sempre più moderno e creativo, l’ultima novità presentata su infundo.it: con il tool, ora è possibile creare il proprio ricettario personalizzato digitale, attingendo all’ampio ventaglio di ricette realizzate dai brand ambassador Infundo. La piattaforma infundo.it si evolve, diventando sempre più un contenitore di informazioni e cultura sull’utilizzo dello zucchero in pasticceria – e non solo – a supporto di tutti i professionisti.

Come nel dna Infundo, Sigep diventa occasione per fare cultura del prodotto a trecentosessanta gradi: Alessandro Benincà, direttore generale Italia Zuccheri, ha tenuto un seguitissimo intervento in Pastry Arena, raccontando la filiera dello zucchero italiano di barbabietola. L’unica filiera corta 100% italiana, con gli zuccherifici rigorosamente vicini agli agricoltori.

Non ultimo per importanza, un momento istituzionale: Alessandro Benincà ha premiato il campione italiano 2024 di Pasticceria Juniores, Giuseppe Bonfiglio.

SIGEP, Sostenibilità: i casi caffè e cacao, nella seconda Tavola rotonda organizzata a Rimini dalla Fiera e da Comunicaffè

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I relatori di una delle tavole rotonde organizzate da Comunicaffé al Vision Plaza del Sigep (foto concessa)
I relatori di una delle tavole rotonde organizzate da Comunicaffé al Vision Plaza del Sigep (foto concessa)

RIMINI – Nella cupola del Vision Plaza di SIGEP, dopo la prima parte del convegno organizzato da Comunicaffè con focus su sostenibilità e futuro – di cui abbiamo scritto qui – è seguita la seconda parte dal titolo “Sostenibilità: i casi caffè e cacao”. Anche in questa occasione, diverse sono state le voci che si sono fatte sentire sul palco del Salone di Rimini.

A partire da Paolo Andrigo – director in Accenture ed esperto di caffè – che ha iniziato il suo intervento al SIGEP con una domanda: “Come il digitale sta supportando la trasformazione. Il secondo titolo è il monodose: pensiamo all’impatto sul cacao. Ora ci sono i dispenser e quindi si creeranno dei nuovi modelli di business. C’è poi il tema delle capsule compostabili: che impatti avrà il caffè su questo? L’Unione europea ci sta pensando.
E poi, il consumatore è disposto a pagare la sostenibilità?

Un altro tema è l’e-commerce: i modelli B2C e B2B hanno un impatto sulla sostenibilità.

Ultimo tassello è la consumazione e gestione del waste: oggi la tecnologia sta cambiando il modo di estrazione, ma come si gestisce poi l’umido, il caffè, le capsule e le macchine, che dopo un po’ vanno smaltite.”

Sergio Barbarisi, manager di BWT Water&More al convegno:

“C’è una catena di insostenibilità dietro una tazza del caffè. Quando andiamo a berlo al mattino, non vediamo il lavoro nelle piantagioni. Qui ci sono davvero tante cose da fare per arrivare ad avere coscienza di una tazza che sia davvero sostenibile, al bar o al distributore automatico.

Il 98% dell’acqua che compone la tazza, ha un ruolo nella filiera per infine ottenere un’estrazione perfetta. Abbiamo creato dei sistemi che non sprecano acqua, non la restituiscono inquinata nei corsi.

Oggi garantiamo un trattamento dell’acqua che preserva le macchine e delle cartucce filtrate che a fine vita hanno addirittura il 99% di riusabilità, parola molto cara all’attuale guida della Commissione Europea. Questo è un primo step.

Altra cosa importante è tenere traccia di dove sono queste cartucce. Controllarle tramite wi-fi, da remoto, con il bluetooth, fa in modo che il waste management sia svolto nel migliore del modi.

Chi paga però tutto questo? I clienti non vogliono pagare la sostenibilità: ne parlano tutti, ma nessuno vuole spendere.”

Adriana Bustamante Romero – manager sostenibilità per l’Honduras

Al SIGEP ha detto tra l’altro: “E’ possibile avere un modello di sostenibilità a partire dall’origine sino ad arrivare ai mercati internazionali. Una cosa molto importante per noi produttori è far capire che la sostenibilità non è una parola di marketing. Il cambiamento climatico veramente impatta sulla coltivazione.

Tutti i produttori sanno che quando arriva la pioggia o il caldo, è un problema per le famiglie. Non basta scrivere sul packaging “siamo sostenibili”. Noi dobbiamo investire, la nostra azienda è l’unica carbon neutral dell’Honduras e per ottenere questa certificazione ci abbiamo messo 20 anni.

La sostenibilità poi non riguarda solo l’ambiente, ma è anche sociale. Nel 2050 le proiezioni dicono che le coltivazioni di Arabica saranno dimezzate, ma non si parla invece tanto della migrazione dei coltivatori verso gli Stati Uniti.

Questo invece è un problema sociale, e capita perché non ci sono margini in questo lavoro. Un altro investimento sarà necessario per affrontare la deforestazione.”

Mario Cerutti – direttore Sostenibilità Lavazza, segretario Fondazione Lavazza si è collegato da remoto a SIGEP ed ha detto tra l’altro: “Voglio parlare di quello che è stato lo sviluppo storico della sostenibilità in Lavazza: partiamo da qui per poi toccare alcuni aspetti importanti. Consiglierei l’esercizio di costruire un bilancio di sostenibilità, perché è un modo per comunicare le caratteristiche della propria azienda. Nel 2016 nasce il nostro dipartimento di sostenibilità. ”

Max Fabian – Demus Spa e Past president Consiglio mondiale Ico, International coffee organization a SIGEP:

“ICO è innanzitutto un’organizzazione intergovernativa che segue tutte le questioni legate al caffè con i Paesi produttori e consumatori, entrambi i protagonisti della filiera. Ora sempre più sta includendo la parte privata. L’Organismo è sempre più dinamico anche grazie al cambiamento voluto dagli stessi membri e ora implementato con l’accordo concluso nel 2022, in corso ora di ratifica e concluso spero nel 2024.

Venendo al discorso sostenibilità, che ha caratterizzato tutta la mia presenza in ICO, non è un concetto nuovo, ma è sempre esistito e che ora ha un maggior rilievo e un’analisi più strutturata. Parte da tre pilastri: economico, ambientale e sociale.

Trovare un equilibrio tra questi elementi è complesso, perché la coperta è corta. Bisogna riuscire a trovare un equilibrio che il mercato normalmente dovrebbe perseguire, ma per farlo, deve essere sufficientemente libero. Se intervengono fattori esogeni come normative e non solo, anche tempistiche serrate, che impattano in maniera profonda la correlazione tra questi tre obiettivi, ecco che diventa difficile soddisfare le esigenze di una sostenibilità complessiva.

E’ un discorso basato sulla realtà delle cose: se guardiamo la deforestazione, è bello che l’Europa cerchi di spingere verso una sostenibilità ambientale partendo da se stessa, per raggiungere i Paesi produttori. Ma deve considerare che questo intervento ha un impatto che va a monte ai Paesi produttori, che devono avere tempi e modi per implementare ciò che è richiesto. Questo fatto non è banale. Alcuni devono ancora fare tanta strada.”

Andrej Godina – ph doctor in Scienza del Caffè al convegno SIGEP:

“Racconterò qui a SIGEP una storia: ho l’onore e la fortuna di essere consulente nei paesi d’origine e di avere una piantagione di caffè. Quindi la sostenibilità, così come l’ho vissuta in 7 anni da coffee farmer, è ambientale, sociale e  economica-finanziaria: vuol dire che il coltivatore deve avere quel sostentamento economico che gli permette di coprire i costi, avere uno stipendio, avere un utile da reinvestire nella sua attività, per fare sistemi di irrigazione, cambiare varietà botanica.

Questo è importantissimo per quel che riguarda questo tipo di sostenibilità. Ho iniziato a bere il caffè all’Università e non immaginavo che dietro la tazzina ci fossero più di 135milioni di produttori, la maggior parte piccoli che conduce la piantagione a livello familiare. Immaginavo che la sostenibilità fosse soltanto ambientale, ma quella economico-finanziaria è ancora più importante, perché senza quella non c’è l’ambientale e sociale.

Da produttore di caffè posso dire che uno dei grandi paradossi di questo sistema è che il prezzo a cui devo vendere il caffè, viene fissato sulle Borse merci. Oggi le quote di esportazione sono del tutto scollegate da un mercato fisico.

In Honduras e in altri Paesi, in periodi di sovrapproduzione, i prezzi salgono e viceversa. Ci sono degli andamenti che ormai non hanno più un collagamento con ciò che il farmer vive in piantagione. Qualche anno fa i prezzi sulle Borse merci erano particolarmente bassi e così i piccoli produttori si sono dovuti indebitare per vendere il caffè che neppure coprivano i costi di produzione e ancora oggi ne stanno pagando gli interessi.

Questo modello di business da cosa è sorretto? Chi è che paga queste speculazioni? Il piccolo produttore di caffè che non ha un contratto di lavoro. ”

Silvia Totaro – responsabile sostenibilità di Nespresso Italia:

“Il nostro è un approccio di sostenibilità a tutto tondo, è un cerchio che si chiude dai paesi d’origine sino in Italia con il riciclo dell’alluminio. Il nostro viaggio parte dalle origini e arriva poi alle nostre boutique e nelle case dei consumatori.

Nespresso collabora con le persone che lavorano per produrre il nostro caffè. Per ottenere un prodotto di qualità e per garantire benessere per le comunità che coltivano. E’ importante quindi anche la sostenibilità sociale.

Questo approccio trova riscontro in un programma per la cooperazione per lo sviluppo dell’agricoltura sostenibile, svolto accanto alle persone che si trovano nelle piantagioni. Oggi abbiamo raggiunto oltre 150mmila agricoltori in 18 paesi, rilanciato nel 2003 insieme a Rainforest Alliance. Non è statico: ogni volta che c’è bisogno lo rinnoviamo. Perché non ci basta essere di supporto per l’ambiente, ma vogliamo fare in modo che il caffè di qualità passi dalla qualità della vita di chi lo coltiva.

Gli ultimi anni ci hanno visto impegnato nel concetto dell’agricoltura rigenerativa: ha una potenza incredibile di autocura.”

Manuela Fensore ha rivinto il Campionato italiano di Latte Art con Rancilio

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latte art 2024
Il secondo trionfo di Manuela Fensore nel campionato italiano di Latte Art

RIMINI – È calato il sipario su una delle finali più attese dei campionati italiani baristi del Sigep, quella della Latte art. Sì perché dopo giorni di sfide, gioie e tifo, la giornata di ieri si è conclusa con la vittoria di Manuela Fensore che ha conquistato il titolo nazionale
Latte art superando in finale Stefano Cevenini e Michele Intravaia, che si sono dovuti accontentare rispettivamente del secondo e del terzo gradino del podio.

Manuela Fensore campionati 2024
Il quadretto che ha presentato Manuela Fensore alla finale nazionale di Latte ART

È stata una giornata memorabile con la macchina per caffè espresso Rancilio Specialty RS1 ancora protagonista sul palco di gara in qualità di fornitore tecnico e sponsor ufficiale della competizione.

podio latte art
Il podio del campionato italiano di latte art 2024

I numerosi spettatori, assiepati sugli spalti della Coffee Arena di Sigep Rimini, hanno accompagnato e sostenuto i finalisti in tutte le prove di abilità a cronometro, riservando
applausi e ovazioni speciali per tutte le figure presentate da Manuela Fensore che ha letteralmente infiammato il pubblico, cappuccino dopo cappuccino, dalla prima prova fino al gran finale.

Luca Creti, direttore vendite di Rancilio Group consegna il premio alla vincitrice

Luca Creti – direttore vendite Italia di Rancilio Group – ha premiato Manuela Fensore con un macinadosatore on demand per la casa Rancilio Grindtec Stile e una targa celebrativa.

Conquistando il titolo italiano, Manuela Fensore si è aggiudicata il pass per le finali mondiali Latte art, che si terranno al World of Coffee di Copenhagen dal 27 al 29 giugno.

Gabriele Pezzaioli, parla il campione italiano brewers 2024: “Vittoria nata da una ragnatela di connessioni”

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Gabriele Pezzaioli con il suo trofeo brewers (foto concessa)
Gabriele Pezzaioli con il suo trofeo brewers (foto concessa)

IMINI – Gabriele Pezzaioli, campione italiano brewers del 2024, è arrivato in pedana in questa categoria conquistando la giuria, che gli ha conferito il primo posto, conquistata dalla sua presentazione e dal caffè presentato. La ricerca del verde, lo studio sull’acqua, la scelta delle attrezzature: ecco cosa ha fatto la differenza.

Pezzaioli, partiamo proprio dalla gara: come l’ha pensata?

“La gara è nata per trasmettere il messaggio che il mondo del caffè non è soltanto il bere un espresso volante al banco, come una medicina.

La degustazione in Italia non è ancora concepita. Il mio concetto è stato quello di servire una tazza incredibilmente bilanciata e per questo ho creato un blend di due Colombia – il mio paese di produzione preferito, perché mi piace la diversità che si trova in questa origine – uno dalla Finca Mikava – produttore incredibile che fa soltanto Geisha portati ad altre competizioni tra cui un mondiale vinto di brewers cup – e l’altro dalla Finca las Flores – produttore che ha creato un varietale pazzesco che si chiama Chiroso -.

L’ho scoperto tramite degli amici e dopo averne assaggiato dei campioni, mi ha travolto: sembra di bere delle fragole con yogurt, mango pesca e un’intensità che resta molto sia nel caldo sia a freddo.

Quindi ho preso il Geisha, complesso, per unirlo al Chiroso per conferirgli un’ulteriore intensità di fragola. Due profili sensoriali simili che uniti hanno ottenuto un punteggio molto alto (tutti 8 e tutti 9).

I giudici non avevano altro da aggiungere: il caffè era perfetto.

Poi ho portato un concept di gara un po’ diverso dal solito: si tende a partire con temperature più alte nelle versate e a finire con le più basse, mentre io ho fatto l’opposto. Una prima versata a 80 gradi, tre versate a 94 gradi centrali, e l’ultima di nuovo sugli 80.

Sono arrivato a questa soluzione grazie a uno dei miei idoli del mondo del caffè nonché roastery preferita, Lex Wenneker, che ha portato questa tecnica con una pre infusione a 60 gradi e due versate con temperatura più alta. Ideale per trattare caffè complessi.

Questa gara è stata una ragnatela di connessioni che hanno portato alla routine finale. Il problema è che la gara era a gennaio in Italia e novembre-dicembre sono stati mesi tosti a lavoro. Ho fatto almeno una novantina di ore dedicate solo a quello.

Partecipare mi ha fatto venire un po’ d’ansia. Prima delle selezioni ero intrattabile. Poi però salendo sul palco sono diventato un’altra persona, mi sono sentito in una zona confort e questo ha aiutato i giudici anche nella valutazione della presentazione.”

Era il suo primo tentativo nella categoria brewers?

“Era la prima volta che gareggiavo e quindi non me l’aspettavo. Ho scelto questa categoria proprio perché la mia passione per il caffè è sbocciata in Inghilterra, a Londra, quando ho bevuto il mio primo filtro.

Ho scoperto che c’era qualcosa di diverso da quello bruciato che ero abituato a bere. Da 15 anni la mia famiglia ha una caffetteria a Brescia, Checchi Brunch&SpecialtyCoffee, che prima offriva una proposta classica e che poi, grazie a me, è passata allo specialty, alle monorigini e facciamo soltanto quello dal 2017. I miei genitori supportano da sempre il mio progetto.”

Altri aspetti che hanno fatto la differenza?

“Una cosa che viene messa un po’ da parte dai competitor e che invece aiuta molto è stato curare la parte dell’acqua: ho investito molto sullo studio dell’acqua, più ancora che nel caffè. Sono partito dall’utilizzare una Lauretana super leggera, rimineralizzata poi con varie soluzioni per creare il connubio perfetto di quello che volevo. Avrò impiegato almeno 100 litri di acqua.

Questa comprensione di un elemento che rispetto al caffè spesso viene un po’ tralasciato, è stato importante: alla fine il caffè è composto dall’acqua e questa ha un ruolo primario nell’estrazione finale.”

I suoi competitor com’erano?

“Il livello quest’anno era molto alto ed è stato un podio bellissimo: siamo arrivati in tre outsider, giovani e ai primi tentativi. Il clima era molto positivo.”

Ha usato attrezzature particolari?

“Ho utilizzato un dripper particolare, l’Orea, sono stato tra i primi a comprarlo quando è uscito. Sono andato al nazionale non sponsorizzato, perchè volevo portarlo a tutti i costi in quanto dripper eccezionale.

Dovendo gestire due temperature, la stabilità termica del materiale è stata fondamentale. E altro focus è stato il filtro in carta della Sibarist azienda spagnola, che ne producono uno specifico per l’Orea che aumenta ancora più il flow rate. Macino molto stretto per un’estrazione veloce, sui 2 minuti e 20 secondi.”

Pezzaioli sta già pensando ai mondiali di Chicago?

“Sto ancora metabolizzando la vittoria nazionale, ma sto anche pensando ai mondiali per capire cosa e se cambiare. Vedendo i punteggi ottenuti potrei mantenere il caffè e concentrarmi molto di più sulla parte della compulsory, in cui ho fatto un punteggio meno alto. E’ sempre un po’ un’incognita, perché non si sa mai il caffè che utilizzerai e quindi bisogna settare ricette ben precise ed essere molto preparato, con un piano a, b e c.”

Chi vuole ringraziare?

Pezzaioli: “Sicuramente la community di SCA Italy che ogni anno organizza questo evento incredibile, con uno dei palchi più belli tra le competizioni estere. Poi certo tutta la mia famiglia Checchi, la mia ragazza – è stata lei il mio grande supporto mentale – e tutti coloro che mi hanno aiutato in questo percorso.”

Andrea Villa ha vinto il Campionato italiano Coffee in good spirits con Rancilio Specialty RS1

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andrea villa sigep
Andrea Villa trionfa al Campionato italiano Coffee in good spirits (immagine concessa)

RIMINI – Il nuovo campione italiano della categoria Coffee in good spirits è Andrea Villa che ha superato in finale Marco Poidomani e Vito Alberto Patrimia, rispettivamente secondo e terzo classificato. È stata una gara molto combattuta, con i soliti fuoriclasse a contendersi il titolo, e che fino all’ultimo ha tenuto gli spettatori della Coffee Arena di Sigep Rimini con il fiato sospeso.

Il trionfo di Andrea Villa

I sette baristi in gara hanno presentato ai giudici i loro sofisticati drink, coniugando con maestria il mondo del caffè e l’arte del bartending. Rancilio Specialty RS1, sponsor ufficiale della competizione, si conferma ancora una volta protagonista sul palco di Sigep offrendo il meglio della tecnologia di estrazione caffè al servizio della creatività e delle abilità di mixology dei finalisti.

Andrea Villa è stato premiato da Luca Creti – direttore vendite Italia di Rancilio Group – con un macinadosatore on demand per la casa Rancilio Grindtec Stile e una targa celebrativa.

In qualità di nuovo campione italiano Cigs, anche se numerose volte si è affermato come numero uno italiano della categoria, Andrea Villa si aggiudica anche il pass per le finali mondiali Wcigs che si terranno al WoC di Copenhagen il prossimo giugno.

Le semifinali della Latte art

Il palco di gara di Sigep si è animato per tutto il pomeriggio con le seguitissime sfide delle semifinali della Latte art. Un tifo da stadio ha accompagnato i baristi in gara nelle prove di Free pouring e Designer latte.

La tecnologia vapore di Rancilio Specialty RS1 ha garantito a tutti i concorrenti di lavorare con sicurezza e qualità, offrendo al pubblico uno show di alto livello.

Al termine della giornata sono stati annunciati i nomi dei baristi qualificati che si sfideranno per il titolo nella finale del Campionato italiano Latte art: Michele Intravaia, Maurizio Boi, Alessio Panero, Manuela Fensore, Sayuri Kitami e Stefano Cevenini.

Rivivi il trionfo di Andrea Villa, tutte le emozioni della finale Cigs e delle semifinali della Cila sul profilo ufficiale Instagram di Rancilio Specialty: @ranciliospecialty.