venerdì 16 Gennaio 2026
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D’Ancap: Aida, un fiore di loto in porcellana forma inedita per le torrefazioni

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D'ancap aida
La tazzina Aida Fior di loto di d'Ancap

MILANO – Il fiore di loto, soggetto della suggestiva iconografia egizia: è questa l’ispirazione per Aida, che d’Ancàp dedica al mondo del caffè. L’inedita forma rimanda al fiore di loto, richiamandone la corolla leggera ed elegante. Il decoro riecheggia il fascino dell’antico Egitto, punteggiando le pregiate superfici in porcellana di preziose fioriture stilizzate, tratti d’oro e fregi che richiamano piramidi e templi nel deserto. I volumi della tazza non si limitano ad una suggestione estetica ma, nella migliore tradizione d’Ancàp, sono creati per favorire al meglio il servizio e la degustazione dell’espresso: l’elegante fior di loto in porcellana rispetta dimensioni e proporzioni che consentono al calore e all’aroma dell’espresso di sprigionarsi pienamente al momento dell’assaggio.

Aida, per incontrare il gusto e le esigenze dei professionisti del settore, ma non soltanto:

Aida offre un’esperienza di degustazione, ma anche semplicemente di bellezza, capace di fare breccia in ogni tipo di pubblico. Aida, che esprime il carattere 100 per cento made in Italy di ogni proposta d’Ancàp, si presenta come complice ideale per la degustazione di una specialità nazionale come l’espresso: anche il nome della collezione, che viene dall’opera di Giuseppe Verdi, il compositore nazionale forse più noto e amato, è un vero inno all’italianità, nello stile e nella vocazione. Info: www.ancap.it

Caffè porzionato: sempre più accesa la competizione sul mercato Usa

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nespresso fust da chicco a chicco nestlé caffè porzionato
Capsule Nespresso in alluminio esauste

MILANO – Si infiamma la competizione sul mercato Usa del caffè porzionato. Mentre nuovi player di peso annunciano la loro imminente discesa in campo, i competitor già presenti affilano le armi per posizionarsi al meglio e accrescere l’identità di marca. Nespresso ha lanciato da poco la sua prima campagna televisiva in terra americana. Lavazza è da circa 2 anni azionista e partner di Green Mountain Coffee Roasters, con cui condivide un progetto nel comparto delle cialde monoporzione. illy ha stipulato da poco un importante accordo di partnership con Cuisinart avente ad oggetto il sistema iperEspresso.

Caffè porzionato, il boom di consumi all’estero

Come osserva il New York Times, in una recente analisi, il mercato del caffè porzionato di oltreoceano ha conosciuto negli ultimi 10 anni una crescita straordinaria, con tassi di incremento delle vendite costantemente in doppia cifra culminati nel +66% dello scorso anno. Secondo dati citati nell’articolo da Larry Finkel, analista di MarketResearch, il 21% delle famiglie non consumatrici di caffè solubile utilizzano macchinette elettriche funzionanti a cialde o capsule monodose. A dominare il mercato sono tuttora le K-Cup di Green Mountain, i cui brevetti scadranno quest’anno.

Molto popolari sono anche il sistema Flavia, messo a punto da Mars Drinks (divisione della multinazionale statunitense Mars Incorporated, quelli dei bottoni al cioccolato M&M, per intenderci) e i T-Disc di Tassimo (Kraft Foods). Nespresso è presente negli States dai primi anni duemila. L’anno scorso ha realizzato negli Usa vendite per 525 milioni di franchi svizzeri, pari al 15% del suo fatturato globale. Nel biennio trascorso ha registrato incrementi annui di fatturato superiori al 20%. Cifre rilevanti, ma ampiamente migliorabili, se consideriamo che la compagnia svizzera dispone di appena 4 boutique – a New York, Boston e Miami, cui si aggiungerà una quinta, il prossimo autunno, a San Francisco. La nuova campagna, firmata Martin Agency (Interpublic Group of Companies), segna una svolta nelle strategie pubblicitarie di Nespresso. Come spiega Franz Niedermair, vice presidente marketing di Nespresso per il nord America, essa si rivolge agli estimatori interessati a “una grande esperienza del caffè anche tra le mura domestiche”. La campagna nasce dall’esigenza “di venire incontro al forte incremento della domanda da parte dei consumatori in tutto il paese e di accrescere, al tempo stesso, la brand awareness”.

Il nuovo spot è on air sui canali tematici delle piattaforme a pagamento, ma va in onda anche sui grandi network nazionali nel corso di serie e show popolari quali “Private Practice” (Abc), “Doctor House” (Fox) e “60 Minutes” (Cbs). Un enorme salto di qualità rispetto alle precedenti campagne condotte perlopiù sulla stampa specializzata e su alcuni quotidiani nazionali. Secondo il NYT, che cita dati di Kantar Media, la spesa pubblicitaria di Nespresso negli Usa è passata dai 28.000 dollari del 2007 a 2,8 milioni di dollari nel 2010.

I vertici della compagnia svizzera non hanno fornito cifre sul budget della nuova campagna, la cui pianificazione – fa sapere lo stesso Niedermair – è iniziata lo scorso ottobre, prima dunque, che vari sistemi concorrenti annunciassero la loro entrata sulla scena americana. Secondo Debra Mednick, della società di ricerche di mercato Npd Group, l’advertising televisivo dei produttori di piccoli elettrodomestici è atipico. Ad esempio – sempre secondo dati Kantar Media relativi ai 5 anni trascorsi – il sistema Keurig è stato reclamizzato sul piccolo schermo soltanto l’anno scorso e con un budget di appena 2 milioni di dollari.

Caffè porzionato: illycaffè non sta a guardare e annuncia, a sua volta, una nuova partnership globale con Cuisinart

Azienda leader in Usa nel settore delle macchine da caffè e dei piccoli elettrodomestici da cucina. Dal sodalizio tra i due marchi nascerà una nuova collezione in co-branding di macchine da caffè domestiche denominata “Cuisinart for illy” fondata sulla tecnologia iperEspresso. Il debutto della nuova linea di prodotti è previsto per il primo trimestre 2013 e avverrà attraverso i canali commerciali di illy e Cuisinart, comprese le vendite online. “Cuisinart ha conquistato una quota dominante di mercato nel segmento macchine da caffè sin dall’introduzione dei suoi primi modelli automatici nel 1994 – ha dichiarato Ron Diamond, presidente di Conair Corporation, la società madre di Cuisinart – Collaborando con illy su questa nuova linea di macchine espresso mettiamo a frutto competenze e risorse di entrambe le aziende per dare al consumatore un prodotto innovativo garantito da due marchi altamente rinomati e affidabili”.

“Illy si colloca su standard assoluti di qualità e Cuisinart è chiaramente il marchio ideale per noi – ha aggiunto Andrea Illy, presidente e ceo di illycaffè – È un onore collaborare con Cuisinart nella realizzazione di una collezione di macchine da caffè di alto profilo concepita espressamente per le capsule iperEspresso”. Il gruppo triestino ha approvato intanto il bilancio dell’esercizio 2011, che si chiude con un fatturato in crescita del 12 % a 342 milioni di euro e un ebidta che aumenta del 2,5% a 45,6 milioni. “Abbiamo archiviato risultati equilibrati in termini di crescita del fatturato, di redditività e di equilibrio finanziario in un anno che è stato molto critico per tutti” ha dichiarato alla stampa Andrea Illy citando, in merito, non soltanto il lievitare dei costi del caffè verde e la crisi economica nell’Eurozona, ma anche eventi quali il terremoto in Giappone, che ha costretto illy a sospendere temporaneamente i progetti per il segmento ready-to-drink in area nipponica, e la primavera araba, che ha inciso sull’espansione in medio oriente. “Siamo riusciti a salvaguardare la redditività e l’equilibrio finanziario in un anno difficile dal punto di vista geopolitico” ha aggiunto “garantendo gli investimenti programmati senza compromettere la nostra crescita a lungo termine”.

La posizione finanziaria, aumentata per effetto dell’aumento del capitale circolante, evidenzia comunque “un buon equilibrio finanziario con un rapporto fra debiti e patrimonio netto nell’ordine dell’1,3%” ha osservato ancora Illy. Il gruppo ha realizzato investimenti per una trentina di milioni in nuovi progetti di espansione, compresa l’apertura di una filiale in Cina. Rilevante l’impegno sul fronte della sostenibilità, con il conseguimento della certificazione Responsible supply chain process, rilasciata da Dnv-Det norske veritas, che attesta la capacità della struttura aziendale di porre in atto un approccio sostenibile nei processi e nelle relazioni con gli stakeholder lungo tutta la filiera produttiva, e in particolare lungo la catena di fornitura. Da citare infine il lancio, lo scorso autunno, della nuova campagna pubblicitaria integrata LIVE HAPPilly, firmata da Saatchi & Saatchi, che comunica il nuovo posizionamento del brand. Passando all’esercizio in corso, Illy ha dichiarato che “i dati di vendita si sono normalizzati anche se in Italia i consumi restano leggermente in calo”. In vista, un anno di ulteriore crescita con numerose iniziative in cantiere, tra le quali l’ingresso del marchio illycaffè nei social media.

Espresso System e Mitaca Professional System (MPS), 2 sistemi brevettati

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Espresso System e Mitaca Professional System
Espresso System e Mitaca Professional System

MILANO – L’esame delle novità illy e Mitica parte dall’aspetto tecnico. Dietro l’innovazione stanno I-Espresso System e Mitaca Professional System, due sistemi per la preparazione di caffè e bevande calde dedicati ai piccoli uffici, il primo, alle grandi aziende e al consumo domestico, il secondo. Le capsule, prodotte con una tecnologia innovativa e brevettata, presentano un pretaglio nella zona centrale del fondo che si apre al raggiungimento della giusta pressione interna, assicurando la completa infusione di tutto il caffè. Questa soluzione, insieme alla perfetta macinatura, dosatura e pressatura del caffè, garantisce un espresso eccellente. Le capsule per il caffè sono disponibili con il blend illy e con selezionate miscele a marchio Mitaca. Completano l’offerta le capsule per la preparazione di bevande calde.

Espresso System e Mitica, tecnologia capsule brevettata

Il blend illy è composto da caffè della migliore Arabica di origini e varietà accuratamente selezionate ed è proposto in due tostature: la scura, per chi ama un caffè dal gusto intenso e deciso; la media, per chi preferisce un gusto morbido. Il blend in tostatura media è disponibile anche in versione per espresso decaffeinato e lungo. Le capsule sono confezionate singolarmente in atmosfera protettiva.

Le capsule Mitaca: caffè espresso e bevande calde

Mitaca propone una gamma di tre miscele di caffè: Mitaca Supremo, di qualità superiore grazie al pregiatao blend 100% arabica; Mitaca Forte, una miscela di Arabica e Robusta dal gusto deciso; Mitaca Leggero, decaffeinato 100% Arabica. Completano la gamma le capsule per la preparazione di bevande calde: tè, infusi, orzo, caffè al ginseng e una bevanda al gusto di latte ideale per il caffè macchiato o per la preparazione di una cioccolata. La novità 2012 è Mitaca Professional System.2: un nuovo metodo per gustare il caffè filtro o americano, molto apprezzato negli Stati Uniti e nel Nord Europa. Con la nuova capsula Mitaca Professional System.2 è possibile preparare un perfetto caffè filtro in poco tempo e con la comodità della dose singola.

Mitaca i5, la compatta per i piccoli uffici

Piccola – cm 28 (l) x 35 (p) x 28 (h) -, semplice da usare, la nuova macchina Mitaca i5 offre grandi prestazioni in un design minimalista ed elegante con inserti color alluminio che evidenziano la lucentezza delle parti nere. La qualità del caffè espresso è assicurata sia con capsule illy sia Mitaca. Dotata di scalda tazze, la i5 ha un serbatoio per l’acqua molto capiente, posto frontalmente per essere riempito con facilità; la capacità del cassetto per le capsule usate offre una lunga autonomia. La macchina è inoltre dotata di un software che consente di programmare lo spegnimento automatico e ridurre il consumo energetico.

Mitaca i6, su misura per gli uffici più grandi

La seconda novità 2012 è dedicata agli uffici più grandi ed esigenti. La i6 ha linee pulite ed eleganti – dimensioni: cm 34 (l) x 38 (p) x 65 (h) -, valorizzate dal colore nero e dai dettagli argento: un oggetto di design adatto a ogni tipo di ufficio. La tecnologia I-Espresso System e la qualità delle bevande completano il quadro: Mitaca i6 prepara un caffè eccellente con le capsule illy e Mitaca, tè e tisane, cioccolata calda, latte macchiato e cappuccino. È dotata di due contenitori per latte e cioccolato in polvere e di un gruppo a capsule per caffè, tè, orzo e ginseng. Basta inserire la capsula e scegliere tra le 12 selezioni proposte. Agli installatori la i6 offre il protocollo Mdb/Executive per sistemi di pagamento.

Totem multifunzione: una pausa caffè-opera d’arte ha tutto per un perfetto angolo bar in ufficio

Pratico ed elegante, il Totem multifunzione disegnato per Mitaca da IMA, azienda del Gruppo Marcegaglia, racchiude tutto quello che serve per creare un perfetto angolo bar in ufficio. La porta in vetro è decorata dall’artista Michael Lin, con motivi floreali che richiamano i tradizionali tessuti cinesi e giapponesi, trasformando questo mobile in un oggetto d’arte che arricchisce sale riunioni, uffici presidenziali, showroom, reception. La superficie può essere personalizzata a seconda del gusto del cliente per soddisfare ogni esigenza, coordinandola con l’arredo, e per promuovere l’immagine del proprio ufficio. Il vano superiore, grazie al ripiano estraibile, è progettato per ospitare perfettamente una macchina espresso.

Lo schienale retroilluminato e lo scaldatazze superiore arricchiscono questo oggetto, frutto dell’esperienza e della tradizione made in Italy. Due cassetti di diversa capienza si adattano a contenere il caffè in uso e lo stoccaggio delle scorte. Un ampio frigorifero elettronico, programmato a una temperatura di +5° C, permette inoltre di mantenere alla giusta temperatura acqua, latte e altre bevande. Il consumo energetico è di 894 kW/h l’anno. Grazie all’apertura scorrevole e a rotazione della porta, al Totem multifunzione è sufficiente uno spazio di 60X60 cm per essere installato.

Mitica Winning, per grandi aziende e spazi pubblici

Mitaca Winning abbina la qualità dell’espresso in capsule alla convenienza del caffè in grani, in un design ricercato e distintivo. La macchina accoglie 270 capsule, 4 kg di caffè in grani e 4 contenitori di prodotti solubili, offrendo grande varietà d’offerta: dal caffè in grani, più conveniente, alla qualità delle capsule che racchiudono il blend illy, composto al 100% dalla migliore Arabica, in tostatura media, forte o decaffeinato. Completano l’offerta le bevande a base di latte, cioccolata, orzo, ginseng e tè. Prodotta in Italia da FAS, Mitaca Winning rappresenta una soluzione ideale per le grandi aziende, gli spazi pubblici e ogni altro luogo con alto consumo di caffè.

illycaffè e Mitaca ridisegnano la pausa caffè: una nuova gamma firmata da Bonetto Design

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caffè confida direttiva sup distribuzione automatica
La pausa caffè

MILANO – illycaffè e Mitaca, partner nella produzione di sistemi e macchine da caffè per uffici e aziende – hanno presentato la nuova gamma di macchine disegnate da Bonetto Design, marchio storico del design italiano. Per farlo, le due aziende hanno rivoluzionato la tradizionale modalità di comunicazione del settore vending, coinvolgendo in prima persona il consumatore invitato a scoprire come la pausa caffè in ufficio possa distinguersi per qualità, gusto ed estetica.

La presentazione si è svolta nello showroom ICF – Office Furniture Made in Italy, nota azienda italiana di arredamenti per ufficio, in Corso Monforte angolo via Cino del Duca, a Milano. Le nuove macchine disegnate da Bonetto Design per Mitaca si chiamano i5, i6 e Winning. Con le loro linee minimaliste, pulite ed eleganti, nel colore nero e con inserti e dettagli argento, si identificano fin dalla prima occhiata come prodotti di livello qualitativo superiore, dei veri e propri oggetti di design Made in Italy, adatti a tutti i tipi di ufficio.

Durante l’evento è stato presentato anche il nuovo Totem Multifunzione realizzato in collaborazione con Imat, azienda del Gruppo Marcegaglia. Un vero e proprio minibar che unisce un frigo a una macchina espresso, creando una soluzione ideale per gli uffici di top manager, designer e architetti, grazie alla funzionalità e alla decorazione floreale firmata da Michael Lin, artista taiwanese esponente di una nuova pop art globale. Lin aveva creato una serie di tazzine illy Art Collection già nel 2006; la scelta di questo artista conferma ancor di più lo stretto legame tra le due aziende.

Nel corso dell’esposizione, lo spazio ha aperto le porte a chi voleva assaggiare un espresso illy e per ospitare dei corsi aperti al pubblico dell’Università del caffè, il centro di formazione istituito da illy che da anni si dedica a sviluppare e diffondere la cultura del caffè. Dai metodi di preparazione all’esperienza della degustazione, il tutto condito da importanti nozioni storiche, tecniche e botaniche, per imparare i segreti di un caffè perfetto, a casa, al bar e in ufficio.

Tra bilancio e novità: illycaffè cresce del 12% per arrivare a 342 milioni

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Andrea Illy

MILANO – Andrea Illy, presidente e amministratore delegato di illycaffè, ha presentato giovedì la nuova gamma di macchine da caffè espresso ultimo frutto dell’accordo industriale con Mitica, l’azienda che produce e distribuisce i sistemi a capsule che sono divenuti l’emblema dei piani di espansione dell’azienda triestina nel settore del vending e dell’Ocs. Da notare che l’annuncio è stato fatto in contemporanea con il salone della distribuzione automatica, ma al di fuori dei padiglioni, in un’esposizione nei pressi della centrale Piazza San Babila. Ne riferiamo sotto.

Prima di dedicarsi alle macchine Mitaca Illy aveva partecipato, sempre nel capoluogo milanese, al convegno «Oltre il Pil» organizzato all’università Bocconi di Milano da Crev, Fondazione Ernesto Illy e Centro Marca. All’incontro hanno partecipato anche il premio Nobel per l’Economia, Amartya Sen, il consigliere delegato di Intesa San Paolo, Enrico Tomaso Cucchiani, la vice presidente del Senato Emma Bonino, l’economista Andrea Segrè, l’inventore del Last Minute Market.

L’assemblea di illycaffè intanto ha approvato un bilancio 2011 che è riuscito ad arginare l’onda lunga della crisi con il fatturato che è cresciuto del 12 per cento a quota 342 milioni: «Abbiamo archiviato risultati equilibrati in termini di crescita del fatturato, di redditività e di equilibrio finanziario in un anno che, va sottolineato, è stato molto critico per tutti», dice Andrea Illy.

Non c’è stata solo la crisi che ha condizionato pesantemente i consumi nei paesi dell’area del Mediterraneo (Grecia, Spagna e anche Italia) ma altri fattori di rallentamento hanno pesato sull’attività del gruppo del caffè triestino. Lo tsunami in Giappone ha costretto illycaffè a rinviare nel Paese del Sol Levante il progetto per il lancio delle bevande ready to drink. La Primavera araba ha compromesso i piani di sviluppo in Medio Oriente.

Nonostante ciò illycaffè ha tenuto bene le posizioni: “Siamo riusciti a salvaguardare la redditività e l’equilibrio finanziario in un anno diffcicile dal punto di vista geopolitico”, ha detto Andrea Illy nella nota allegata al bilancio. Ha pesato anche il raddoppio del costo della materie prime che ha toccato lo scorso anno oltre i 3 dollari per libbra: “L’effetto prezzi – ha aggiunto il presidente di illycaffè – ci ha imposto un contenimento dei costi e un inevitabile anche se contenuto aumento dei prezzi. Siamo riusciti a garantire gli investimenti programmati senza compromettere la nostra crescita a lungo termine”.

L’aumento del prezzo delle materie prime ha influito sull’indebitamento (circa 30 milioni) necessario a finanziare il raddoppio di valore delle scorte che per un gruppo come illycaffè è destinato a essere riassorbito. Il fatturato è cresciuto a quota 342 milioni (+12%) con un ebidta (il margine operativo lordo) di 45,6 milioni in crescita rispetto all’anno precedente del 2,5%.

La posizione finanziaria, aumentata a causa dell’aumento del capitale circolante, denota «un buon equilibrio finanziario con un rapporto fra debiti e patrimonio netto nell’ordine dell’1,3%». illycaffè “ha investito una trentina di milioni nel 2011 in nuovi progetti di espansione come quello realizzato con l’apertura di una filiale in Cina”. Resta molto elevata l’attenzione dell’azienda per “un ulteriore miglioramento qualitativo dei nostri prodotti”.

Andrea Illy sottolinea l’importanza degli investimenti compiuti anche sul fronte della sostenibilità ambientale grazie a un progetto di certificazione che ha ottenuto riconoscimenti a livello internazionale: “Per noi è da sempre importante la sostenibilità e l’impegno verso gli i nostri azionisti”. La campagna «Livehappilly» è un altro sforzo compiuto per aumentare il peso e la qualità di un marchio che punta su elevati standard di qualità.

Per quanto riguarda l’andamento del 2012 Andrea Illy chiarisce che “i dati di vendita si sono normalizzati anche se in Italia i consumi restano leggermente in calo. Prevediamo un altro anno di crescita con molte iniziative al’orizzonte come un ingresso del nostro marchio nei social media e sull’onda del successo dei 235 negozi Espressamenteilly aperti nel mondo”.

Infine aggiungiamo che, come anticipato, negli Stati Uniti il numero uno della illy ha appena concluso un accordo con Cuisinart, grosso produttore di elettrodomestici, per una nuova linea di macchine a tecnologia avanzata per le capsule iperespresso (Cuisinart for Illy) destinata alle famiglie americane dopo il mercato delle aziende e della grande ristorazione.

Riccardo Illy: “Dopo caffè e cioccolato adesso puntiamo sul vino”

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riccardo illy polo del gusto
Riccardo Illy

MILANO – Riccardo Illy parla a ruota libera del gruppo di cui è presidente e delle sue strategie, del difficile momento del nostro paese e delle responsabilità della politica in questa intervista pubblicata nel numero di lunedì del quotidiano La Stampa a firma di Michele Brambilla. Vi proponiamo di seguito il testo integrale. Entri alla Illy e in quella che chiamano «la galleria» – uno spazio per l’ospitalità – ti imbatti subito in «Illetta», la progenitrice delle moderne macchine per l’espresso da bar. La progettò nel 1935 Francesco Illy, il fondatore. Illetta sembra un’opera d’arte futurista. A pochi metri di distanza è esposto il primo barattolo pressurizzato per il caffè, anche quello opera dell’ingegno di Francesco Illy. Sono lì, Illetta e il barattolo, quasi a ricordare che una delle parole d’ordine, qui dentro, è sempre stata, fin dagli inizi, innovazione. E un’altra è sempre stata qualità.

Riccardo Illy verso il futuro del Gruppo

Con internazionalizzazione e diversificazione, oggi quelle due parole d’ordine sono il mantra anti-crisi di Riccardo Illy, il presidente del gruppo. «Noi italiani avremmo di tutto – ci spiega – per uscire dal tunnel. Dobbiamo renderci conto delle nostre potenzialità». Ci spiegherà poi quali sono, e perché la politica potrebbe fare molto. Lui di politica ne sa qualcosa, visto che è stato sindaco di Trieste dal 1993 al 2001, poi deputato, quindi presidente – dal 2003 al 2008 – della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia.

Cinquantasette anni, sposato, una figlia, nipote del fondatore Francesco (origini ungheresi) e figlio di Ernesto

Riccardo Illy è oggi presidente di un gruppo che oltre alla storica azienda di caffè comprende Domori (cioccolato, sede a None, alle porte di Torino), Dammann Frères (la più antica azienda francese di tè, nata nel 1692), Mastrojanni (azienda vitivinicola di Montalcino) e Agrimontana (trasformazione della frutta, con sede a Borgo San Dalmazzo, nel Cuneese). Dall’anno scorso Illy ha anche una quota del 5 per cento nelle gelaterie Grom.

«Io la chiamo holding del gusto – dice – «come vede, abbiamo diversificato e puntato sul top della qualità». La diversificazione è una strada obbligata per uscire dalla crisi? «Guardi, diversificazione, qualità e internazionalizzazione erano già nel dna dell’azienda. Mio nonno oltre al caffè aveva cominciato con il cioccolato e con le confetture di frutta. Ma il cioccolato dovette interromperlo all’inizio della guerra, e le confetture alla fine perché le sue piantagioni di frutta erano in Istria e la Jugoslavia le aveva nazionalizzate. Nel 1965 mio padre Ernesto lanciò il tè Illy, che durò fino al 1985». Poi, per vent’anni, Illy è stata solo caffè.

Che cosa vi ha spinti a diversificare?

«Nel 2004 ci siamo guardati in faccia e ci siamo detti: prima o poi le vendite del caffè raggiungeranno il plafond. Non vedevamo più margini di crescita. Avevamo due possibilità: o restare solo nel caffè scendendo di qualità e di prezzo per acquisire nuovi consumatori, oppure moltiplicare la scelta di qualità con altri prodotti».

E avete scelto la seconda via

«Ripartendo da due prodotti che avevamo perso: il cioccolato e il tè. Domori e Dammann sono state le prime acquisizioni. Poi Agrimontana. Erano il top per la qualità, il rispetto dell’ambiente e la sostenibilità».

Che cosa vuol dire sostenibilità?

«Vuol dire che un’attività deve poter essere economicamente sostenibile nel tempo. Lei avrà visto, in galleria, le immagini delle tappe della nostra storia: uno dei punti fermi è quello di pagare il giusto prezzo ai coltivatori. Noi copriamo i costi e poi aggiungiamo un premio per la qualità. Da tempo abbiamo avviato, in Brasile, un “trofeo” ogni anno centinaia di produttori portano un campione. Noi prendiamo solo i migliori. È la nostra filosofia generale. Il caffè Illy è fatto solo con l’arabica, il cioccolato Domori solo con il cacao criollo, che è lo 0,1 per cento del cacao».

Torniamo alla diversificazione. Quando avete deciso le acquisizioni, la crisi non c’era

«Il 2004 era un buon momento. Però gli investimenti li abbiamo fatti negli anni della crisi. Nel 2008 i segnali della recessione erano già evidentissimi, e noi prendemmo Mastrojanni. Firmammo il contratto proprio nei giorni in cui falliva Lehman Brothers».

Che cosa le avrebbe detto suo nonno?

Riccardo Illy: «Mio nonno fondò la Illy nel 1933, in un’epoca ancora pesantemente segnata dalla crisi del ‘29. Diceva: chi riesce a partire bene quando le vacche sono magre, andrà di corsa quando arriveranno quelle grasse». Faccia un esempio concreto che testimonia la sua fiducia nel futuro. «Con Mastrojanni abbiamo appena preso quattro nuovi ettari a Montalcino. Se tutto va bene, superate le barriere burocratiche che sono tante, cominceremo a piantare nel 2013. Il che vuol dire che il Brunello lì prodotto lo venderemo nel 2023. È un investimento per i miei nipoti».

Riccardo Illy, che cosa le fa pensare che sia un buon investimento?

«A livello mondiale, il settore vitivinicolo ha un fatturato superiore a quello di caffè, tè e cioccolato messi insieme. Soprattutto il vino di qualità è in forte crescita. La Cina fino a qualche anno fa non comprava una bottiglia, oggi è il primo mercato per il vino francese». Il vino è un investimento impegnativo? «Moltissimo. Pensi che un’azienda alimentare oggi la si compra al valore del suo fatturato annuo; un’azienda vitinicola a 15-20 volte tanto. Ma bisogna crederci».

Che cosa dice ai pessimisti?

«Beh, intanto che hanno molte ragioni. Il disastro obiettivamente c’è, e la colpa principale è di ordine politico. Il Paese è governato da troppo tempo in modo mediocre. Ma dico anche che l’Italia ha tanti pregi. Noi abbiamo una propensione unica al mondo per la qualità e per l’ingegno. Nessun popolo ha entrambe le cose. Noi per esempio produciamo bellissimi tessuti e bellissimi vestiti; i francesi solo bellissimi vestiti, gli inglesi solo bellissimi tessuti. E così nella meccanica, nel design, nel mobile, nelle automobili, nell’agroalimentare. Ma sembra che non siamo consapevoli di queste nostre virtù».

Le trascuriamo?

«Le disconosciamo. L’Italia ha nel mondo un’immagine straordinaria. All’estero, i più bei ristoranti sono italiani. Troviamo piatti italiani perfino in Francia. Se vai in Cina, ti accorgi che per loro il mito è avere una Ferrari, o un abito di Armani, di Versace, di Ferragamo, o un vino italiano… Ma qui da noi non c’è la percezione di questa nostra eccellenza. Noi italiani pensiamo che in tutto il mondo il cibo, o il caffè, o i mobili o i vestiti siano come in Italia. Solo quando andiamo all’estero ci rendiamo conto che non è così».

Dobbiamo investire di più su questa nostra qualità, quindi?

«Sì. Nonostante la crisi, il mondo continua a crescere. Cina, India, Corea e Brasile forniscono sempre più consumatori interessati ai nostri beni. Il momento attuale ci offre un’occasione straordinaria». Come mai molte nostre aziende chiudono? «Non sfruttano questi nostri due vantaggi competitivi: la qualità e l’ingegno. E poi c’è un problema di ordine culturale. L’imprenditore italiano ha un livello da terza media. Quando la competizione si fa globale, bisogna crescere, innovare, internazionalizzare. E senza una cultura adeguata non puoi farlo. Resiste troppo, da noi, il vecchio modello “impresa povera, famiglia ricca».

Cioè? «La famiglia investiva i guadagni in titoli di Stato, quindi esentasse. L’impresa pagava interessi alti e presentava bilanci ridicoli per non pagare le tasse. Ma così non si cresce. Il tutto aggravato dai vincoli dello Statuto dei lavoratori». Vincoli che restano anche dopo la riforma del lavoro? «Le rispondo con una domanda: la riforma ha superato lo scoglio dei 15 dipendenti? No, non l’ha superato. Molti imprenditori non vogliono crescere perché hanno paura di avere più di 15 dipendenti. Era un tappo da togliere, non è stato tolto. Così, molte aziende non fanno il salto di qualità. E rischiano di chiudere».

Torniamo alle responsabilità della politica.

«Credo che la colpa principale sia della legge elettorale. Il maggioritario a turno secco ha reso i governi ostaggi delle ali estreme. Prodi è stato messo in difficoltà da Rifondazione comunista, Berlusconi dalla Lega. L’unica soluzione sarebbe il maggioritario a doppio turno alla francese, che garantisce maggioranze non solo ampie, ma anche coese».

Riccardo Illy, lei vuol mettere fuori gioco le minoranze?

«No. Le minoranze devono essere rappresentate ma non devono essere messe in condizione di bloccare il Paese. Oggi ci bloccano. Non solo in Parlamento: non possiamo far i treni veloci perché abbiamo i No Tav, unici ambientalisti al mondo a non volere la ferrovia; non possiamo fare gli inceneritori perché c’è sempre qualche comitato del “no”; non possiamo fare la riforma del lavoro perché la Cgil non vuole».

Anche la Cgil è una minoranza? «Certo. La maggioranza dei lavoratori è composta da precari, e la Cgil non si occupa di loro. Si cura solo dei già garantiti». Lei ha la tentazione di tornare in politica? «Considero chiusa quell’esperienza. Ma ho imparato che non bisogna mai dire mai. Non faccio nulla per tornare in politica, ma sono anche sufficientemente responsabile per capire la delicatezza del momento, e farei fatica a dire di no se qualcuno mi chiedesse di dare un contributo». Fonte: lastampa.it

E ora spunta l’ipotesi Illy per Montezemolo

E se quel “qualcuno” cui fa riferimento Riccardo Illy nell’intervista che pubblichiamo quest’oggi, fosse Luca Cordero di Montezemolo. Secondo indiscrezioni, Illy sarebbe infatti pronto ad abbracciare il progetto di Italia futura, candidandosi da capolista al Senato. Il rumour è stato lanciato dal sito internet Il Portaborse, che ha messo in evidenza come l’imprenditore del caffè sia deciso a lanciarsi nel nuovo progetto politico per le elezioni del 2013, e sia in contatto con Cinzia Paletti, presidente di Italia Futura nella regione.

All’adunata nazionale degli Alpini una moka dal design unico colorata in verde

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moka alpina bialetti
La Moka Alpina Bialetti

MILANO – Bialetti Industrie SpA, realtà industriale leader in Italia e tra i principali operatori nei mercati internazionali del casalingo e dei piccoli elettrodomestici attraverso marchi di lunga tradizione e assoluta notorietà come Bialetti, Aeternum, Rondine e Girmi, sosterrà in qualità di partner ufficiale la 85ª Adunata Nazionale Alpini che inizia oggi fino a domenica a Bolzano.

Nei giorni dell’Adunata, Bialetti Industrie sarà presente nella zona centrale di Bolzano con uno spazio espositivo in cui sarà presentata e proposta alla vendita la nuova Moka Alpina, una nuova caffettiera dal design unico e originale, appositamente studiata e realizzata da Bialetti per celebrare il più antico e importante corpo di fanteria di montagna attivo al mondo.

Rivestita con il tipico colore verde degli Alpini, la nuova Moka Alpina Bialetti presenta un coperchio dal design elegante e inconfondibile, completamente ridisegnato rispetto alla classica Moka Express per assumere la forma caratteristica del cappello alpino completo di penna nera.

Disponibile a partire da fine aprile presso tutti i Bialetti store, Alpina potrà essere acquistata anche attraverso il sito internet www.alpinabialetti.it. Attraverso questa nuova caffettiera, unica nel suo genere, il marchio Bialetti ha voluto esprimere, attraverso il linguaggio della creatività e del design, l’affetto, la simpatia e la gratitudine degli Italiani per un’Istituzione che in tante occasioni ha mostrato al mondo il volto migliore del Paese.

Per ulteriori informazioni sulla presenza di Bialetti Industrie all’Adunata Nazionale Alpini 2012 di Bolzano e sulla disponibilità della caffettiera Alpina, è possibile contattare il numero verde 800 014 407.

Stima Conab, raccolto brasiliano 2012/13 al livello record di 50,45 milioni di sacchi

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Sacchi con sigillo di garanzia NKG Bero dalla produzione
Sacchi con sigillo di garanzia NKG Bero dalla produzione

MILANO – Nella sua seconda stima sul raccolto brasiliano 2012/13, resa nota ieri mattina, Conab conferma sostanzialmente le cifre di gennaio. Il documento diffuso dall’agenzia del minagricoltura brasiliano prevede infatti, per l’annata entrante, una produzione di 50,45 milioni di sacchi (38,1 di arabica e 12,3 di robusta), poco al di sotto del valore medio della prima stima, che ipotizzava una forchetta compresa tra i 48,97 e 52,27 milioni di sacchi.

Si tratterebbe del raccolto più abbondante di sempre, superiore di 2 milioni di sacchi al precedente raccolto record di 48,48 milioni di sacchi registrato nel 2002/03. Rispetto ai 43,48 milioni di sacchi 2011/12, la produzione è in crescita del 16%, pari a circa 7 milioni di sacchi in più, di cui 6 milioni di sacchi di arabica e 1 milione di robusta.

La tabella sottostante riassume l’andamento dei raccolti nelle annate positive del ciclo biennale dal 2002/03 a oggi. Se confrontata a 10 anni fa, la produzione di arabica di quest’anno sarà grosso modo la stessa (appena 200 mila sacchi scarsi in più). A fare la differenza rispetto ad allora è invece il raccolto di conilon, previsto a 12,3 milioni di sacchi, contro i 10,53 di un decennio or sono. L’area coltivata è stimata in 2.346.481 ettari (di cui 2.071.191 in produzione) in espansione del 3% circa rispetto al 2011.

Il Minas Gerais si conferma il principale stato produttore brasiliano, con quasi il 52% delle aree coltivate del paese, pari a una superficie di 1,2189 milioni di ettari. Al secondo posto troviamo l’Espírito Santo, con 492.263 ettari coltivati, di cui 305.500 di conilon, varietà di cui questo stato è il massimo produttore nazionale.

La stima Conab è fondata su un’indagine sul campo, che ha avuto luogo tra il 15 e il 28 aprile, integrata dai dati raccolti dalle altre istituzioni e associazioni di categoria, nonché dalle cifre dell’Ibge (Istituto brasiliano di geografia e statistica).

Stato per stato

Precipitazioni intense hanno interessato il Minas Gerais nel periodo compreso tra la seconda metà di dicembre e la prima settimana di gennaio. Ha fatto seguito un periodo di siccità, durato da fine gennaio a inizio marzo, coinciso con la fase decisiva di formazione dei frutti. Le eventuali ripercussioni negative sulla produttività potranno essere valutate in modo più preciso soltanto a raccolto ultimato.

Diversa la situazione nella Zona da Mata, dove l’eccesso di precipitazioni registrato a novembre, cui si è aggiunto un forte calo delle temperature, ha portato a cadute di fiori e frutti, nonché al proliferare di formazioni fungine. Lo stato vegetativo e fitosanitario delle colture si presenta generalmente buono, senza fenomeni infestanti significativi. L’elevato livello raggiunto dai prezzi nel corso dell’anno trascorso ha incentivato gli investimenti in input e le cure colturali, con effetti positivi sulle rese unitarie. Nelle piantagioni localizzate a maggiore altitudine si ha notizia di una più significativa occorrenza delle malattie crittogamiche, che avrebbe provocato aborti fiorali.

La produzione dello stato è stimata da Conab in 26,64 milioni di sacchi (per una produttività di 25,80 sacchi/ha), con un margine di approssimazione del 2,79% in più o in meno. Tale dato risulta superiore del 20,1% quello dell’anno scorso e del 5,9% a quello della precedente annata positiva di raccolto (2010/11).

Gli incrementi più spettacolari si avranno nel Cerrado Mineiro, dove è previsto un aumento della produzione del 44,12%, per effetto dell’espansione dell’area produttiva (+5,71%) e di un incremento del 36,34% della produttività per ettaro, che passerà da 24,84 a 33,86 sacchi/ha. La regione ha attraversato un breve periodo di siccità tra febbraio e marzo, che non ha avuto effetti significativi sulla produzione.

L’impatto negativo del clima è stato decisamente più pronunciato nel Sul de Minas dove le forti escursioni termiche, il ritardo nell’inizio della stagione delle piogge, le gelate occorse tra luglio e agosto, nonché la siccità di febbraio e marzo hanno parzialmente limitato il potenziale produttivo dell’area. La produzione cresce comunque del 29,2% sull’annata anteriore e del 7% circa rispetto a 2 anni fa, con una produttività media vicina ai 26 sacchi/ha. Sul risultato hanno inciso anche le operazioni di rinnovo colturale attuate costantemente negli ultimi anni.

Agli andamenti sopra esposti fa eccezione la Zona da Mata, complessivamente interessata da un fenomeno di inversione del ciclo biennale, che porterà, quest’anno, a un calo produttivo sull’anno precedente del 4,61%, accentuato da alcuni eccessi climatici. Il raccolto dell’Espírito Santo raggiungerà i 12,215 milioni di sacchi, con un incremento del 5,5% rispetto al 2011/12.

In crescita il raccolto di conilon (+10,1%), previsto a 9,355 milioni di sacchi, grazie al favorevole andamento meteo e ai consistenti investimenti in input e tecnologie, incentivati ulteriormente dalla ripresa dei prezzi. Andrà decisamente meno bene per il raccolto di arabica, che dovrebbe scendere a 2,86 milioni di sacchi (-7,1%) risentendo dell’incidenza di fattori climatici negativi (deficit idrico, ritardato inizio della stagione delle piogge, ondate di freddo e bassa insolazione) nell’arco del ciclo vegetativo, ma anche dei ritardi strutturali che affliggono il comparto.

L’andamento soddisfacente delle precipitazioni nell’ultimo trimestre 2011 e nel primo trimestre 2012, unito alle cure agronomiche assidue, ha consentito un buon recupero vegetativo nello stato di San Paolo, tanto da indurre Conab a rivedere al rialzo le proprie previsioni produttive per l’anno in corso portandole a circa 5 milioni di sacchi, contro i 4,8282 costituenti il margine superiore della stima di gennaio.

La forte e prolungata siccità che ha interessato l’intero stato di Bahia (in particolare l’area centrale dove prevale la coltura con modalità tradizionali e senza l’utilizzo dell’irrigazione) a partire da gennaio ha determinato invece, per questo stato, una drastica rettifica in negativo delle aspettative di raccolto (-19,31% rispetto alla stima di gennaio). La produzione è stimata in 2,1683 milioni di sacchi, in calo del 5,3% rispetto al 2011/12. In flessione anche il raccolto del Paranà (-7,7%), che scenderà a 1,7 milioni di sacchi.

Nel formulare le proprie previsioni Conab ha tenuto conto anche di una contrazione significativa (-1.930 ettari) delle superfici coltivate constatata rispetto all’indagine sul campo compiuta a dicembre, che ha interessato, in particolare, le regioni di Londrina e Umuarama. Il ridotto ettaraggio va attribuito a una serie di fattori, tra cui la forte incidenza dei costi di produzione (in particolare quelle di manodopera), il ridotto potenziale produttivo e la concorrenza di altre colture, come la soia e la canna da zucchero.

Buone infine le prospettive produttive nello stato di Rondônia dove si prevede un raccolto di 1,638 milioni di sacchi, in crescita del 14,7% rispetto al 2011. Nonostante il dato in ripresa, la produttività rimarrà bassa (appena 11,45 sacchi/ha) riflettendo l’arretratezza e la scarsa competitività del comparto. Fa eccezione una piccola percentuale di produttori (circa 5%), che ha avviato di una riconversione tecnologica fondata sull’utilizzo di pratiche agronomiche moderne ottenendo risultati rilevantissimi in termini di produttività (rese di 50-60 sacchi/ha) e redditività delle colture.

Lavazza, a Venditalia 2012 non debutta soltanto Firma Versioni Plus per cappuccini e bevande a base di latte anche con i sistemi Espresso Point e Blue Blue

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MILANO – È quasi un salone nel salone quello che Lavazza ha allestito nel Padiglione 4 stand A15 C16. Un impegno importante quello dispiegato da Lavazza per Venditalia dove l’azienda torinese è presente con uno stand di 330mq e più d 50 persone del settore Business Away From Home a disposizione dei clienti e dei molti curiosi fino a domani. Ma che cosa si trova nello stand? Oltre all’intera gamma di sistemi Espresso Point e Blue, è presentato in anteprima il sistema a capsule Lavazza Firma, la novità che abbiamo annunciato ieri e che ha la riuscita estetica firmata da Pininfarina e arricchisce la già ampia gamma di prodotti e macchine Lavazza.

“In linea con la nostra strategia che si basa sull’espresso, sull’Away from Home e sull’espansione internazionale, vogliamo confermare la nostra leadership nell’espresso italiano e ribadire il valore fondamentale che il canale della distribuzione automatica ricopre all’interno del mondo del caffè e del mondo Lavazza – ha dichiarato Giampaolo Arpe, Direttore Commerciale Lavazza – anche nel settore Vending attuiamo una continua sperimentazione e siamo sempre molto attenti alle richieste che arrivano dal mercato, rispondendo prontamente con lo sviluppo e l’introduzione di nuovi prodotti sempre più vicini al consumatore, che, è il vero attore al centro dell’esperienza espresso”.

Accanto alle novità Lavazza conferma e completa i due storici sistemi Espresso Point e Lavazza BLUE, che hanno fatto e continuano a fare la storia della pausa caffè in ufficio e sui luoghi di lavoro: Espresso Point offre un assortimento completo di macchine espresso, dalla più piccola manuale, alla più accessoriata e programmabile elettronicamente, tutte facili da usare, affidabili anche per le lunga storia, compatte, ideali per ogni ambiente.

Ad ogni estrazione garantiscono il gusto dell’autentico espresso di qualità Lavazza e la garanzia di un eccellente e costante risultato in tazza ottenuto sia grazie alla cialda predosata e confezionata in atmosfera protettiva che conserva nel tempo freschezza e aroma delle migliori miscele Lavazza, sia grazie alle macchine realizzate per garantire la miglior resa qualitativa con la massima facilità di utilizzo. Lavazza Blue (anche per distributori automatici) è l’esclusivo sistema a cialde per assicurare sempre e ovunque l’eccellenza di un espresso cremoso e incredibilmente aromatico, con tutta la forza e il valore di un prodotto firmato Lavazza, il caffè preferito dagli italiani.

Le cialde monodose Lavazza BLUE, composte da un’ampia selezione di eccellenti miscele Lavazza, sono pronte a soddisfare ogni gusto, dall’espresso più ricco e intenso a quello più dolce e decaffeinato, dall’autentico e perfetto espresso italiano a un ottimo cappuccino o un delicato caffè lungo.

Grazie alla cialda monodose e autoprotetta di Lavazza BLUE, disponibile anche per i distributori automatici, è possibile gustare un prodotto di eccellenza in casa, in ufficio, in piccoli e medi spazi ma anche nei grandi ambienti, come stazioni ferroviarie o della metropolitana.

Ecco le novità Lavazza da scoprire a Venditalia Cappuccini e bevande a base di latte sia per Espresso Point sia per Blue

Lavazza svela in occasione di Venditalia le nuove macchine Plus – studiate sia per Espresso Point che per Blue – con cui sarà possibile gustare l’autentico espresso italiano nelle sue varianti con i latte anche in ufficio e nelle piccole locazioni e ottenere svariate ricette con pochi e semplici gesti. Grazie a queste macchine innovative dotate di campana di solubile, Lavazza trasforma l’ufficio in un piccolo bar, garantendo un espresso sempre eccellente e la possibilità di avere un cappuccino o un latte macchiato solo schiacciando un pulsante. E l’offerta si arricchisce di tè, tisane e cioccolata calda: una grande varietà di prodotti da ottenere grazie a una macchina compatta ed elegante. Attraverso la pulsantiera con display digitale si può selezionare e ottenere rapidamente la ricetta preferita che verrà erogata in tazza piccola o grande, grazie alla doppia griglia poggia tazza che consente di utilizzare il recipiente più adatto alla bevanda scelta. EP Plus e LB Plus si completano con un’ ampia apertura che consente di operare sulla macchina e quindi un agevole riempimento del comparto cialde e della campana, oltre che la manutenzione; e con un lettore chip card integrato, che permette il settaggio automatico delle dosi delle ricette.

Lavazza Blue canto “Double cup”: capsula e grani per servizi all’aperto con molto pubblico

Grazie a questa innovativa macchina Vending sarà possibile differenziare l’offerta, proponendo in una stessa macchina sia la tradizionale offerta in grani sia la soluzione in capsule BLUE. La variante “double cup”, vera novità nel mondo del Vending, permette di gustare il classico espresso nel bicchierino dedicato, esaltandone il gusto e il rito della tipicità italiana. Canto Double cup è ideale così per grandi aziende e organizzazioni, per coprire spazi aperti al pubblico ad alto traffico.

La capsula Blue anche nel Vending per erogazioni costanti

Debuttano la LB 5700 con rimozione automatica In anteprima il prototipo LB 4800 a risparmio energetico

Negli ultimi anni Lavazza ha introdotto il sistema BLUE anche nel segmento Food Service, raggiungendo ottimi risultati: grazie alle nuove macchine LB, la preparazione dell’espresso è infatti semplificata e si ottiene sempre un’eccellente resa in tazza, anche dove la macchina non ha un’erogazione di caffè costante nel tempo. A Venditalia l’azienda presenta – oltre a un restyling della LB 4700 – la LB 5700, una macchina per espresso con inserimento e rimozione automatici della capsula, comoda per postazioni self service in cui è necessario un alto livello di automatismo e facilità d’uso. In anteprima è presentata poi la LB 4801 Concept, macchina elettronica a risparmio energetico a caldaie e gruppi indipendenti moderna ed elegante, creata (in collaborazione con Wega) con un cuore tecnologico in grado di garantire prestazioni elevate e risparmi energetici.

La scheda sintetica Lavazza con il focus sul vending

Fondata a Torino nel 1895, Lavazza è un’azienda di proprietà dell’omonima famiglia da quattro generazioni. È una tra le più rilevanti realtà produttive di caffè al mondo, leader in Italia nel mercato retail con una quota a valore intorno al 48% (fonte Nielsen). Lavazza è presente in oltre 90 Paesi del mondo attraverso consociate e distributori, ha chiuso il 2011 con un fatturato di oltre 1,2 miliardi di euro e opera a livello globale nei segmenti Casa e Fuori Casa. La storia di Lavazza inizia con una drogheria aperta nel centro storico di Torino da Luigi Lavazza nel lontano 1895: una piccola bottega specializzata nella torrefazione e nel commercio del caffè che nel 1927 diventerà l’odierna Luigi Lavazza Spa. E’ proprio Luigi Lavazza a inventare il concetto di miscela, ossia l’arte di combinare diverse qualità e origini di caffè.

All’inizio degli anni Sessanta, Lavazza è stata la prima azienda in Italia ad introdurre le confezioni sottovuoto di caffè macinato, un’innovazione di portata rivoluzionaria. Valori distintivi del brand Lavazza sono, primi su tutti, la qualità e l’innovazione. Per questo Lavazza ha creato il Training Center Network, una rete internazionale di oltre 50 laboratori del caffè nel mondo, dove circa 30.000 utenti all’anno tra clienti, giornalisti e opinion leader possono essere formati sulle modalità di preparazione di un ottimo espresso, ma anche approfondire tutto quanto riguarda in senso più ampio il mondo del caffè. Lavazza ha siglato un importante accordo quinquennale con il Politecnico di Torino per le attività di ricerca e sviluppo e a ottobre 2010 ha inaugurato l’Innovation Center, una nuova area dello storico stabilimento di Settimo Torinese dedicata all’innovazione e che ha accolto tre Direzioni: Ricerca e Sviluppo, Design e Ingegneria di Macchine e Sistemi, e il Training Center. Per rafforzare ulteriormente il legame con il proprio territorio d’origine, l’azienda ha avviato infine l’ambizioso progetto architettonico del Nuovo Centro Direzionale che vedrà la luce a Torino nel 2015.

Già venti anni di tradizione nel Vending e nel caffè porzionato

L’azienda ha alle spalle oltre 20 anni di tradizione nel settore della produzione e della commercializzazione di sistemi e prodotti per il caffè porzionato, attraverso Espresso Point e Blue – per i canali Office Coffee Service, Vending e Food Service – e A Modo Mio, espressamente dedicato al mercato domestico e che a fine 2011 ha visto il lancio del nuovo modello Favola realizzato in collaborazione con Electrolux. Nel 2010 Lavazza ha stipulato con Keurig® – la divisione macchine a cialde di Green Mountain Coffee Roaster Inc (GMCR) – un accordo pluriennale di sviluppo e distribuzione per gli Stati Uniti e il Canada delle nuove macchine firmate Lavazza- Keurig®, previste a fine 2012. GMCR è l’azienda leader nel settore caffè basata nel Vermont (USA) di cui Lavazza detiene oggi il 5% delle azioni. Lavazza è inoltre proprietaria del 100% di Ercom S.p.A., società leader in Italia nelle bevande calde di alta gamma e nei preparati per sorbetti e creme fredde, prodotti commercializzati con i marchi Eraclea, Dulcimea e Whittington. Ercom grazie all’ eccellenza produttiva e all’efficacia della forza vendita consente un importante completamento dell’offerta di gamma e dei servizi messi a disposizione dei clienti Lavazza. Lavazza in Italia ha 4 stabilimenti di produzione: due per la torrefazione a Torino e a Verres (Val d’Aosta), uno per la produzione di cialde a Gattinara (Vercelli) e uno a Pozzilli per la decaffeinizzazione, raggiungendo 1 milione di quintali di caffè torrefatto all’anno e oltre 2 miliardi di cialde. A fine 2012 è prevista nel distretto industriale di Sri City, in India, l’apertura di un nuovo stabilimento produttivo che costituirà un hub per il mercato indiano e per l’area Asia Pacific.

Il Consiglio di Amministrazione di Lavazza è formato da: Alberto Lavazza, Presidente, Giuseppe Lavazza e Marco Lavazza, Vicepresidenti, Francesca Lavazza e Antonella Lavazza, Consiglieri. Amministratore delegato dell’azienda è Antonio Baravalle. In consiglio di amministrazione siedono anche Pietro Boroli, Gabriele Galateri di Genola e Antonio Marcegaglia. Da gennaio 2012 sono entrati a far parte del gruppo, Eleuterio Quagliarini come Chief Operating Officer e Daniele D’Amuri come Chief Financial Officer.

Prodotti biologici, è boom dei consumi: 8,9% nel 2011

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MILANO – Bilancio più che positivo per il settore dell’alimentare biologico in Italia, che chiude il 2011 con un incremento della spesa dell’8,9% su base annua, in leggero rallentamento rispetto al tasso di crescita del 2010, ma in evidente controtendenza rispetto alla generale riduzione dei consumi interni dei generi alimentari.

Lo ha rivelato l’indagine Ismea-Gfk-Eurisko sui prodotti bio confezionati venduti nella grande distribuzione. Entrando nel dettaglio l’indagine rileva che si notano dinamiche differenziate: in forte aumento i prodotti lattiero caseari (+16,2%), le uova (+21,4%), i biscotti, i dolciumi, gli snack (+16,1%) e le bevande analcoliche (+16%).

Più contenuti gli incrementi dell’ortofrutta fresca e trasformata (+3,4%), che rimane comunque la categoria guida del bio, con un’incidenza di circa un terzo in termini di valore. In discesa, invece, i sostituti del pane e del riso, in particolare la pasta (-11%), le carni e i salumi (-8,2%), gli oli (-18,6%), la categoria zucchero, caffè e tè (-3,4%).

Un quadro insomma piuttosto variegato, che conferma una convergenza degli acquisti su uova, yogurt e latte, che insieme coprono il 30% dei prodotti monitorati. A livello territoriale, si nota una forte crescita degli acquisti al Sud (+19,2%), anche se le regioni settentrionali incidono per oltre il 70% sui consumi totali.