sabato 17 Gennaio 2026
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Sicurezza alimentare, l’Efsa ha chiesto e accettato le dimissioni immediate della presidente dell’agenzia di Parma

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efsa
Cosa dice l'Efsa sul contagio

PARMA – L’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) che ha la sua sede a Parma, ha chiesto, e poi accettato, le dimissioni immediate di Diana Banati, presidente e membro del consiglio di amministrazione dell’Efsa.

Banati, aveva informato l’Agenzia della sua intenzione di assumere delle responsabilità presso l’Ilsi, l’International Life Science Institutè, un organismo internazionale che raggruppa più di 400 imprese tra cui Monsanto, Syngenta, Dupont, Nestle, Kraft. L’Agenzia ha quindi chiesto le sue dimissioni con effetto immediato, in quanto le responsabilità presso l’Ilsi “sono incompatibili con il suo ruolo di presidente e membro del consiglio di amministrazione” dell’Efsa.

Presidente dal 2008, la scienziata ungherese era stata al centro di una viva controversia sull’indipendenza dell’Efsa, in materia di valutazione scientifica degli organismi geneticamente modificati (Ogm), proprio per le sue precedenti relazioni professionali all’Ilsi. A mettere in dubbio la sua indipendenza è stato tra l’altro, a livello europeo, l’eurodeputato Verde e leader del movimento no-global, il francese Jos Bov, sostenuto in Italia anche da Mario Capanna, presidente della fondazione Diritti genetici.

Ricerca: in laboratorio stanno studiando come non rovesciare il caffè in automobile o in movimento

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MILANO – Inevitabile prestare attenzione quando si adocchia una notizia che più o meno dice così: volete evitare di rovesciare il caffè dalla vostra tazza quando siete in movimento o in auto? La fisica può venirvi in aiuto. Per questo non possiamo fare a meno di proporvela.

Si tratta di un vero studio che è stato pubblicato sulla rivista Physical Review e che dimostra che, quando si cammina con una tazza in mano, il nostro corpo produce delle frequenze naturali che fanno agitare il caffè nella tazza, e che anche la più piccola irregolarità nel movimento può portare a una macchia sul pavimento.

“La dinamica dei fluido dietro ai movimenti del caffè in una tazza non è affatto semplice”, ha detto Rouslan Krechetnikov dell’University of California a Santa Barbara, negli Usa, ingegnere a capo dello studio. “Nel nostro esperimento abbiamo chiesto a un volontario di camminare a diverse velocità, a volte concentrandosi sulla tazza, altre guardando dritto, con una tazza cilindrica munita di sensori per determinare quando il caffè usciva dal bordo”.

Ne è venuto fuori un sistema fisico complesso, in cui variabili come età, fisico e stato di salute si intersecano con le forze e le accelerazioni dei fluidi. “Uno studio interessante che dà da pensare”, ha detto Andrzej Herczynski, fisico del Boston College. “Sono un po’ deluso che si sia solo focalizzato su tazze cilindriche e non su quelle classiche o coniche, ma si tratta certamente di una ricerca degna di premio Ig Nobel (il premio parodia del Nobel assegnato a ricerche scientifiche meticolose ma perfettamente inutili, ndr)”.

Fisco: sul settore della distribuzione automatica pesa un credito di Iva per oltre 250 milioni di euro perché acquista con il 21% e deve rivendere con il 4%

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lucio pinetti vending confida venditalia
Lucio Pinetti Presidente Confida

MILANO – E proprio nel giorno di apertura di Venditalia il settore lancia anche un allarme. Perché sulla distribuzione automatica pesa un credito Iva vantato nei confronti dello Stato per oltre 250 milioni di euro.

Questa la stima che arriva da Confida, l’associazione di categoria a cui aderiscono gestori e produttori di vending machine. “Nel contesto economico attuale – spiega Lucio Pinetti, presidente Confida – i gravi ritardi nei pagamenti paralizzano anche le imprese sane”. A tracciare i confini è Antonio Tartaro, responsabile della commissione fiscale di Confida: “Il problema – chiarisce – è esploso nell’ultimo anno, nel 2009 infatti l’ammontare dei crediti era la metà rispetto alla stima odierna.

Oggi il “fardello” condiziona fortemente un comparto, quello della gestione dei distributori automatici, che acquista i prodotti con Iva al 21% e li vende al 4%, maturando così differenziali di aliquote importanti”. Il tema è centrale soprattutto per le gestioni più grandi, con fatturati che superano i 10 milioni, e che vantano crediti pesanti. Il Gruppo Ivs, per esempio: 180 milioni di fatturato e Iva arretrata per 25 milioni, tanto da aver scelto di mettere in mora Equitalia; oppure il gruppo Argenta, a quota 15 milioni, o ancora Liomatic Spa, 4 milioni.

“Fino a settembre scorso – aggiunge Tartaro – tra l’avviso di pagamento emesso dall’Agenzia delle entrate e il trasferimento di denaro passavano pochi giorni, in questo momento registriamo ritardi sui cinque mesi, è tutto fermo, in sostanza, da novembre scorso”.

Con conseguenze negative sulla liquidità a disposizione delle imprese e difficoltà per l’intera filiera. “Allo Stato, come provocazione, diciamo: dateci titoli di Stato a copertura dei nostri crediti, troviamo comunque una soluzione” conclude Tartaro.

Fonte: Ilsole24Ore.com

Venditalia, Lavazza ha presentato il nuovo Firma sistema a capsule innovativo con il design di Pininfarina e la pressione all’interno del contenitore è inferiore all’esterno

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MILANO – In coincidenza con l’apertura di Venditalia Lavazza ha lanciato nel settore della pausa caffè una novità pensata soprattutto per gli uffici il nuovo sistema a capsule Firma, che ingloba tutta la qualità dell’autentico espresso italiano Lavazza.

Design Pininfarina, che mostriamo nella fotografia, ed efficienza, eleganza e qualità, modernità e tradizione: sono queste le firme che garantiscono il valore del nuovo sistema Lavazza. Lo stand Lavazza presenta tantissime novità alle quali dedicheremo spazio nell’edizione di domani.

Ma torniamo alla novità Firma che si inserisce in una tradizione nata oltre 20 anni fa, nel 1989 con il sistema a cialde Espresso Point e proseguita poi con l’affiancamento di Lavazza BLUE, che ha ampliato la gamma anche alle table top automatiche e ai free standing, portando così il caffè preferito dagli italiani in luoghi di ogni dimensione, dagli uffici fino alle stazioni ferroviarie. L’azienda torinese continua così con Firma a proporre novità all’insegna della qualità, dell’innovazione e del design qualità, garantita da un’azienda leader in Italia che opera nel settore caffè da oltre 115 anni e ha diffuso nel mondo l’eccellenza dell’autentico espresso italiano.

Interessante l’innovazione contenuta in Firma, grazie a una tecnologia brevettata messa a punto dal centro Ricerca e sviluppo Lavazza che viene usata per la prima volta nel canale uffici: il caffè all’interno delle cialde Firma è dosato, pressato – riproponendo così il gesto tipico del barista – e tenuto a una pressione interna inferiore all’esterno; design, grazie a un’estetica accattivante che si inserisce nel solco della partnership con Pininfarina, che ha dato il suo inconfondibile stile al design delle nuove macchine Lavazza Firma: linee sinuose e grintose allo stesso tempo, per esaltare un prodotto dell’eccellenza italiana.

Firma è espressione di quella vocazione di Lavazza nei confronti dei consumatori, veri protagonisti dell’esperienza caffè anche nel mondo della Distribuzione Automatica. Per tale motivo, oltre alla sostanza, Lavazza ha pensato per questo nuovo sistema anche alla forma: macchine dal design accattivante e astucci delle capsule pensati per i consumatori, grazie alle numerose informazioni sul prodotto e alle migliori modalità di erogazione riportate sulla confezione.

Venditalia, Milano capitale mondiale del Vending: 315 espositori, presenza estera salita del 62%

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venditalia padiglione 2014 fontana

MILANO – Aperta ieri mattina l’ottava edizione di Venditalia che, con oltre 32.000 metri quadrati di superficie espositiva mostra una crescita di circa il 25%. La fiera internazionale della distribuzione automatica organizzata da Confida, l’associazione nazionale di categoria.

315 le aziende espositrici, con +17% rispetto alla precedente edizione del 2010, e una presenza straniera che è cresciuta del 62%: questi i numeri della presente edizione. “In un contesto economico difficile dominato dal pessimismo Venditalia rappresenta un fenomeno in controtendenza, una risposta corale del settore alla crisi, all’insegna dell’innovazione e degli investimenti” spiega il presidente di Confida e Venditalia Lucio Pinetti. “In questo periodo occorre innanzitutto rimboccarsi le maniche e lavorare insieme. Venditalia è la dimostrazione concreta che alla crisi si può non soccombere, grazie alla ricerca, all’innovazione e soprattutto alla creatività, tipica del nostro paese”.

Secondo lo studio di settore relativo al 2011, che Confida ha commissionato ad Accenture* e che analizza l’intera filiera del vending, il comparto è cresciuto nel complesso del 2,3%, passando da circa 2.580.000.000 euro a oltre 2.600.000.000 euro. Il numero delle consumazioni in Italia è anch’esso in crescita e ha superato la soglia dei 6,5 miliardi annui, assestandosi su un +2,5%.

Tra i prodotti in crescita, spiccano le capsule di caffè monoporzionato. Nel 2011 ne sono state consumate circa 115 milioni in più rispetto all’anno precedente, con un aumento intorno al 7%. In calo gli snack e i pasti pronti (rispettivamente -1% e -3%). In lieve crescita le bevande calde e fredde, con un incremento di circa l’1%. Costante il prezzo al consumo e in evidente calo la marginalità delle imprese, soggette da tempo a un continuo incremento dei costi.

“Il vending da sempre è un settore orientato al sociale ed è un servizio spesso destinato ai lavoratori: l’impatto della crisi è stato interamente assorbito dal sistema senza trasferire finora aumenti ai consumatori, ma oggi questo rischia di compromettere l’esistenza stessa delle nostre imprese” prosegue il Presidente Pinetti. “Va inoltre considerato che la lieve crescita rilevata da Accenture è la sommatoria degli andamenti delle diverse componenti della filiera”.

Alcune, come le imprese di gestione, con fatturati sostanzialmente stabili, altre in grandi difficoltà come i produttori di distributori automatici e sistemi di pagamento. Forte la crescita dei filtri per l’acqua. “È proprio per sostenere il comparto produttivo che Confida ha lanciato ‘Vending in the World’, un progetto ideato in collaborazione con un interlocutore prestigioso quale Fiera Milano. Il Vending è un’eccellenza del made in Italy ed esporta circa il 70% della propria produzione. Per questo non dobbiamo guardare solo all’Italia, ma anche a mercati lontani come quelli dei Paesi emergenti” afferma Lucio Pinetti.

Spiega Roberto Foresti, Direttore Commerciale, Internazionale e Sviluppo di Fiera Milano: “Venditalia ha scelto Fiera Milano come partner per crescere all’estero. È una decisione che ci fa doppiamente piacere. Innanzitutto è un riconoscimento della nostra professionalità e dell’efficacia del progetto di internazionalizzazione che stiamo portando avanti nei mercati extraeuropei più dinamici, a cominciare da Cina, India e Brasile. In questo disegno complessivo stiamo dedicando un’attenzione particolare – attraverso la mostra Food Hospitality World – allo sviluppo della nostra presenza diretta nel settore food e ospitalità professionale.

E qui si inserisce perfettamente il progetto Vending in the World, che partirà a fine novembre a Guangzhou Cina all’interno di FHW, e sarà un’opportunità unica per le aziende del settore di coniugare tecnologia del vending, food&beverage e canale Ho.re.ca. La seconda ragione di soddisfazione è che Vending in the World mette a frutto esperienze diverse ma convergenti, realizzando qualcosa che è non solo nell’interesse nostro e di Venditalia, ma in quello più generale del made in Italy”. Il progetto Vending in the World, dove e quando, è stato illustrato ieri da Felice Invernizzi di Fiera Milano.

In occasione di Venditalia sarà presentato Eduvending, iniziativa di Confida volta a coinvolgere il Vending mondiale per promuovere corretti stili di vita e un’alimentazione informata attraverso l’uso delle nuove tecnologie applicate al Vending. Spiega Pinetti: “Da canale di distribuzione, il vending diventa elemento di interazione con il consumatore e strumento di educazione alimentare”. Infine non poteva mancare il collegamento con Expo 2015. Ne ha parlato Guido Arnone che è tra i responsabili della manifestazione mondiale che ha per tema l’alimentazione e si svolgerà a Milano nel 2015. Arnone ha centrato il suo intervento su come il Vending potrà interagire con l’Expo all’insegna di “Un Vending utile, responsabile e sostenibile”.

La scheda sintetica di Venditalia

Venditalia – Esposizione Internazionale della Distribuzione Automatica, è giunta alla sua VIII edizione. La prima si svolse a Genova dal 7 al 10 maggio del 1998. Il forte legame con CONFIDA – Associazione Italiana Distribuzione Automatica, socio di maggioranza di Venditalia Servizi Srl, ha garantito la massima partecipazione da parte delle aziende del Settore.

Negli anni l’appuntamento ha avuto un successo sempre crescente di espositori e di pubblico, tanto che nel 2004 la manifestazione ha ottenuto l’importante riconoscimento di Fiera Internazionale. Dal 2006 Venditalia si è spostata nel quartiere espositivo di Fieramilanocity. Venditalia, edizione dopo edizione, si conferma quale la più grande rassegna nell’ambito del Vending, sia per le dimensioni dell’area espositiva, sia per il numero di aziende espositrici e di visitatori, che partecipano da tutto il mondo e che presentano in anteprima i propri prodotti, le tecnologie più innovative e gli ultimi ritrovati del settore.

Venditalia 2012 – In corso fino a sabato 12 maggio FieraMilanoCity, Padiglioni 3 e 4 Orari di apertura e info: www.venditalia.com

McDonald’s: caffè e caffetteria valgono già 9 miliardi di dollari l’anno

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MILANO – Dopo anni di critiche su McDonald’s per le sue scelte alimentari il colosso statunitense che gestisce la più grande catena al mondo di ristoranti fast food è impegnata in una massiccia controffensiva su più fronti mirata non solo a tenersi stretta i suoi clienti, ma anche a convincere gli scettici e gli indecisi.

Stando a quanto ha detto il direttore del marketing McDonald’s Neil Golden al New York Times: «L’obiettivo è cambiare la percezione che i clienti hanno del nostro cibo». Il più celebre attacco alla reputazione di McDonald’s è stato lanciato dal film-documentario «Super Size Me» del 2004 diretto ed interpretato da Morgan Spurlock, in cui denuncia il legame tra fast food e obesità.

Ma non sono mai mancati le critiche di coloro che accusano l’azienda di minimizzare il legame tra fast food e l’epidemia di casi di obesità fra i giovani che sta flagellando gli Stati Uniti. Solo nell’ultimo anno, l’azienda ha subito attacchi per il suo menu, la sua strategia di marketing e la sua missione aziendale. Nonostante le critiche e la difficile congiuntura economica, in media, un ristorante americano della catena ha riportato vendite per 2,6 milioni di dollari nel 2011, in crescita del 13% rispetto al 2008. E i successi di McDonald’s non sono stati replicati dalle rivali come Wendy’s e Burger King.

Stando all’azienda specializzata in ricerche di mercato nel settore alimentare Technomic, l’anno scorso le vendite di McDonald’s sono cresciute del 4,8% e l’azienda ha portato la sua quota nel mercato dei ristoranti di fast food al 17%, che equivale alla percentuale detenuta complessivamente dai suoi quattro più grandi rivali.

Blogger

Buona parte di questo successo è dovuto ai 2 miliardi di dollari che McDonald’s investe ogni anno in pubblicità, ma anche alla massiccia campagna di ristrutturazione e rinnovamento dei suoi punti vendita (in media, i punti vendita rinnovati, oltre ad aiutare a rinnovare l’immagine dell’azienda, riportano vendite del 6-7% superiori al tasso di crescita del mercato), al nuovo menu (per la prima volta le vendite di carne di pollo hanno superato quelle di carne bovina, mentre frappè e caffè ora rappresentano un business da 9 miliardi di dollari l’anno) e a un insolito alleato: le mamme blogger.

La logica dietro la nuova strategia di corteggiare (alcune sono state invitate a visitare il quartier generale e hanno avuto la possibilità di incontrare alcuni dirigenti) dell’azienda le mamme blogger è semplice: «I blogger, e in particolare le mamme blogger, parlano spesso di McDonald’s. Sono clienti e vanno ai ristoranti. E ancora più importante, hanno un seguito di fedeli», spiega il direttore della comunicazione su social media per McDonald’s Rick Wion, «questi sono i nostri clienti chiave, sono quelli che influenzano il nostro marchio, pertanto è importante lavorare con loro».

Cibus: nello stand Caffè Corsini Francesco Sanapo parla di caffè dalla pianta alla tazzina 

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Patrick Hoffer presidente del Consorzio promozione caffè

PARMA – È sempre più verde la filosofia di Caffè Corsini, azienda toscana, leader nel settore gastronomico a livello mondiale, in questi giorni al Cibus di Parma, il salone internazionale dell’alimentazione, con incontri, corsi di formazione, approfondimenti e percorsi del gusto, che vogliono sensibilizzare alle strategie di cultura sostenibile e alla filosofia del caffè di qualità.

Fondata ad Arezzo nel 1950 da Silvano Corsini, che da un piccolo laboratorio artigianale di lavorazione del caffè ha creato una delle più importanti torrefazioni italiane nel mondo, la Corsini è presente attualmente con i suoi prodotti in oltre 60 Paesi del mondo, nei department store più importanti, da Harrods a Londra alla Galeire Lafayette a Parigi, ai Magazzini Gum a Mosca, oltre a tutte le catene di supermarket in Italia.

E oggi ha in programma proprio al Cibus il focus “Il caffè dalla pianta alla tazzina”, che si apre alle 11 con l’incontro di approfondimento e degustazione di caffè speciali, di singole origini, e della cioccolata Prestat, alla presenza di Francesco Sanapo, campione italiano di caffetteria 2010 e 2011, e responsabile Master Bar dell’azienda.

L’azienda, sotto la direzione di Patrick Hoffer, rinnova inoltre in questi giorni il suo impegno verso il territorio, grazie a strategie di sostenibilità ambientale e energie rinnovabili. Oltre a riciclare carta, cartone e materiale plastico con l’apposito compattatore, ha infatti di recente sostituito per intero la vecchia copertura del tetto con moduli fotovoltaici, grazie ai quali risparmia circa il 50% dell’energia necessaria, evitando così di abbattere ogni anno un bosco di oltre 300 alberi.

“Ancora oggi, dopo tanti anni e tanti investimenti, la Corsini conserva una caratterizzazione ‘artigiana’, in stretta sinergia con le persone che vi lavorano”, sostiene il Presidente Hoffer. “Dal rispetto per i lavoratori e i consumatori, che da sempre ci contraddistingue, il passo all’ambiente che ci circonda è breve. È per questo che, con un investimento iniziale di 1.600.000 €, circa 2 mesi di studio e fattibilità e 3 mesi per la realizzazione dell’intero progetto, la Corsini ha coperto l’intera superficie utile del tetto dell’azienda, situato a Badia al Pino (Arezzo), corrispondente a circa 5500 mq. Abbiamo installato un totale di 2520 moduli da 120 Wp totalmente integrati a tetto. La realizzazione è stata fatta dalla ditta Poly-Energy di Poppi, sempre in provincia di Arezzo”.

“Nello specifico, abbiamo deciso di installare i moduli micromorph della ditta Heliosphera, in quanto hanno un’ottima resa anche in condizioni di scarsa luminosità rispetto ai vecchi moduli cristallini, che rendono in maniera ottimale solo con un’inclinazione perfetta rispetto al sole e con luce intensa. I nostri pannelli hanno anche un basso coefficiente termico assicurando un rendimento estremamente elevato in qualsiasi zona climatica. Tali moduli sono realizzati con tecnologia Svizzera e costruiti in Europa”.

Per fare degli esempi: “La produzione reale dell’impianto, di circa 350 MWh annui, in giornate soleggiate riesce a produrre circa 1,5 MWh in un solo giorno. Evita quindi che vengano emessi in circolo 195 Ton di CO2 (anidride carbonica). Così possiamo salvare un bosco di circa 300 alberi all’anno”.

Altro tassello importante della Corsini è la salvaguardia dei territori di produzione, la tutela dell’ambiente e della popolazione locale che lavora il caffè. “Curiamo i rapporti commerciali diretti con i piccoli produttori del sud del mondo, riconoscendo loro pari dignità e opportunità per uno sviluppo autonomo. I chicchi di caffè, provenienti dalle diverse origini, vengono selezionati singolarmente, attraverso viaggi alla ricerca di miscele pure, per portare in tavola e al bar un gusto che non è solo frutto di numeri e macchine, ma di volti, di aroma e di culture di terre diverse. Come la Colombia, il Brasile, la Jamaica, il Kenia, l’India, El Salvador”.

Ma gli accorgimenti green della Corsini non finiscono qui. L’azienda ha infatti adottato da tempo delle strategie anche per l’inquinamento acustico, le emissioni in atmosfera, la gestione dei rifiuti, i deflussi delle acque di scarico. “Tutti i macchinari sono certificati CE e corrispondenti alle normative vigenti per impatto acustico. È in atto da molti mesi in azienda il riciclaggio di carta/cartone e materiale plastico con apposito compattatore questo ha portato a più che dimezzare i rifiuti conferiti in discarica”, ha detto Patrick.

Non basta: “Oggi la nostra attenzione deve essere sempre più rivolta all’ambiente, secondo un’urgenza di risparmio e riutilizzo. È per questo che, dopo l’impianto fotovoltaico, stiamo effettuando degli studi di fattibilità per proporre un nuovo packaging, che permetta a noi e ai nostri clienti di riciclare i materiali al 100%, sia per la linea di caffè in grani che per le cialde. Vorremmo che tutto fosse riutilizzabile, persino gli imballaggi, che sappiamo costituire circa il 25-30% del totale dei rifiuti solidi urbani. Dato che il packaging è ciò che rimane del prodotto, potremmo fargli indossare qualcosa di accattivante, che non venga quindi buttato dopo l’uso”.

Con più di 3.000 tonnellate di caffè torrefatto all’anno, Caffè Corsini è presente sul mercato con una vasta gamma di prodotti indirizzati sia alla grande distribuzione che al canale bar. Dalla linea Caffè Corsini fino alla Compagnia dell’Arabica, la gamma di prodotti copre ogni potenziale domanda di consumo, dal caffè in grani, a quello macinato, alle cialde, l’american coffee, l’orzo, i caffè provenienti dalle agricolture biologiche, quello al ginseng e la linea the Mhai Diva.

La scheda sintetica della Caffè Corsini

La storia di Caffè Corsini, azienda leader a livello mondiale da più di 50 anni, è fatta di idee e di persone. Nasce da un mondo di torrefattori che parlano di miscele come di un segreto di famiglia, di quelli che si tramandano di padre in figlio. La sua fondazione risale al 1950 ad Arezzo, a opera di Silvano Corsini, che da un piccolo laboratorio artigianale di lavorazione del caffè ha creato una delle più importanti torrefazioni italiane nel mondo. Ha un’importante scuola di formazione professionale sul mondo del bar e del caffè, Master Bar, diretta da Francesco Sanapo, campione di caffetteria nel 2010 e nel 2011. I trainer della Corsini sono infatti già attivi in tutti il mondo per diffondere la cultura del espresso made in Italy, dal Cile all’Arabia Saudita, dal Regno Unito all’Egitto.

Info: www.caffecorsini.it

Cafè do Brasil con Kimbo coffee hour al Cibus di Parma

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Il logo Kimbo

PARMA – Un esclusivo Kimbo Coffee Hour in una Lounge destinata a farsi notare sia per l’inconfondibile stile che per l’”aroma”. Così Cafè do Brasil S.p.A ha scelto di presentarsi al Cibus in programma fino a domani a Parma: offrendo nel proprio spazio l’esperienza di provare diverse miscele e speciali preparazioni a base di caffè, creando così momenti di Coffee Hour, ovvero una di quelle occasioni di piacere sensoriale, personale o condiviso con gli amici, che sono alla base della più autentica cultura del caffè incarnata dal celebre brand napoletano. Una presenza doppia, in contemporanea con la presenza del marchio a Venditalia con la gamma completa delle macchine per l’ufficio.

Per tornare a Cibus, Kimbo ha svelato interessanti novità sul fronte Consumer e Ho.Re.Ca. per il mercato italiano e conoscere in anteprima un nuovo interessante sviluppo del progetto di internazionalizzazione che coinvolge il marchio. Il brand oggi possiede sul mercato italiano una notorietà che sfiora il 100%, ma l’obiettivo è rafforzarlo come sinonimo del vero espresso italiano anche nei principali mercati stranieri, facendone uno dei fiori Il nuovo logo di Kimbo per il mercato estero home all’occhiello dell’eccellenza nazionale nel mondo.

La “gamma home” per l’estero è stata ripensata in termini di articolazione dell’offerta per rispondere alle esigenze dei vari mercati: la matrice comune di caffè di tradizione italiana e napoletana è stata declinata per diverse modalità di preparazione quali General Purpose, Espresso e Caffè filtro. In collaborazione con l’agenzia di Strategic Design Carrè Noir è stata definita anche una nuova identità visiva per il mercato estero home che va dalla declinazione del logotipo usato per il mercato italiano con l’inserimento di richiami all’italianità e al mondo dell’espresso al nuovo design delle confezioni. L’identità si compone di un insieme di combinazioni cromatiche che posizionano il logo su uno sfondo marrone intenso, associato ai colori brillanti che caratterizzano le singole referenze.

In questi ultimi anni il mercato estero ha conosciuto un notevole incremento e oggi genera un giro d’affari pari al 10% del fatturato del gruppo. Il marchio è diffuso in oltre 40 paesi. Tra questi la Francia che, grazie alla collaborazione con France Boissons (gruppo Heineken), vede Kimbo terzo player per volumi nel canale Ho.Re.Ca. (secondo torrefattore Italiano) con più di 11.000 locali dalla Costa Azzurra all’Atlantico e il Regno Unito, dove grazie a Kimbo – UK, società di distribuzione bevande per il canale Ho.Re.Ca., Kimbo si sta diffondendo anche nei pub Inglesi. La presenza di Kimbo si estende anche al Belgio, Canada, Australia, Usa e Russia.

I successi dell’azienda fuori dall’Italia sono solo un aspetto di un anno molto positivo, ben esemplificato da un fatturato 2011 che segna un +8,7% in valore rispetto al 2010 (159 milioni di euro vs 146 milioni di euro). Cafè do Brasil inoltre si conferma il secondo player settore retail del mercato italiano nella tipologia “Caffè normale fino a 500 g” con il 10% del mercato e il primo player nel segmento cialde dopo le private labels con il 15,7%. Un risultato di assoluto rilievo conseguito nei primi mesi del 2012 è la partnership con il gruppo Autogrill che con Kimbo si propone in oltre 600 bar in Italia, dove ogni anno vengono serviti più di 120 milioni di espresso. Un traguardo ancora più importante se si pensa che Kimbo è stato scelto da Autogrill dopo aver raccolto i più ampi consensi in degustazioni sia blind che branded presso la clientela attraverso oltre 1.800 interviste e 2.500 assaggi su tutto il territorio nazionale.

Al Cibus avremo un assaggio di questa collaborazione gustando la miscela realizzata da Kimbo per Autogrill: un mix di arabica e robusta, di chicchi sapientemente lavorati e tostati per singola origine declinata sulle esigenze del consumatore in viaggio. I successi di Kimbo si esprimono anche in altre prestigiose collaborazioni in atto: oggi Kimbo è Sponsor e Fornitore Ufficiale del Teatro alla Scala di Milano, caffè ufficiale dei prossimi Internazionali BNL di Tennis e protagonista in alcuni dei locali più esclusivi d’Italia, come il famoso ristorante di Filippo La Mantia all’Hotel Majestic di Roma.

Cafè do Brasil S.p.A 16 mo Salone dell’Alimentazione – Cibus Fiera di Parma e da oggi a Venditalia

Caffè effimero: apre a Parigi il locale dedicato al gelato Magnum

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caffè effimero

FMILANO – Se amate alla follia il celebre stecco gelato di Unilever, commercializzato in Italia con il marchio Algida, prendete seriamente in considerazione l’idea di un week-end a Parigi a partire dalla fine del prossimo mese. Nella capitale francese aprirà infatti i battenti il 30 maggio, per chiudere il 24 giugno, un “caffè effimero” (in Italia lo chiameremmo probabilmente ”temporary store” per la nostra proverbiale esterofilia) dedicato al gelato Magnum.

Caffè effimero sorgerà nel quartiere del Marais, nel 4° arrondissement

In un ambiente di 150 metri quadrati caratterizzato da un design elegante e minimalista. Il banco centrale richiamerà nelle tinte il colore del cioccolato. Al suo interno, i clienti verranno accolti da personale esperto che li accompagnerà nell’esperienza sensoriale della degustazione fornendo suggerimenti e consigli.

Una nuova esperienza

I visitatori avranno a disposizione anche uno spazio lounge con comode poltrone e un’atmosfera soffusa. Dopo le 4 settimane parigine, l’esperienza del caffè effimero verrà ripetuta in altre capitali europee.

La gara di settanta studenti degli Istituti professionali: al 1° posto l’Istituto Caterina De’ Medici di Desenzano

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concorso baristi milano Vota il barista cappuccino cucchiaino
Cappuccino da bar

TORINO – L’eccellenza è andata in scena ieri per tutta la giornata nel Cabiria Caffè della Mole Antonelliana presentato dal master coffe Fabio Verona della Torrefazione Costadoro. Lo hanno constatato i giudici di gara, che hanno valutato e misurato – secondo i rigidi parametri del regolamento derivato da quello delle manifestazioni internazionali – i cappuccini che 70 ragazzi e ragazze tra i 14 e i 18 anni hanno preparato stando nei tempi, presentando con eleganza e cortesia il loro capolavoro.

Certo qualcuno era in ansia e a più di uno sono tremate tremavano le mani, qualcuno diceva “ non ce la faccio” ma alla fine tutti si sono messi alle macchine e ripetendo un gesto fatto mille volte hanno sapientemente composto la loro opera d’arte. Qualcuno ha tentato disegni sulla schiuma, qualcun altro ha preferito la semplice professionalità, tutti si sono messi in gioco, tutti hanno fatto squadra, tutti hanno partecipato.

La selezione è stata seguita anche dagli esponenti delle Istituzioni che si occupano di formazione professionale e lavoro, e proprio gli Assessori hanno constatato quanta eccellenza ci sia nell’apprendimento di un mestiere come quello del barista e quanta ne serve affinché il futuro lavorativo dei giovani possa ancora essere sognato. Verso le 14.00 si giunti alle semifinali, un paio delle 13 scuole presenti fuori gara, ma le altre avevano ancora speranza, poi sempre più stanchi e tesi si è arrivati all’ultimo cappuccino!

Così verso le 16.30 ecco il verdetto. L’istituto Caterina de’ Medici di Desenzano del Garda, si aggiudica 2 posti nella categoria senior e il premio di prima scuola, 3 posti a ENGIM tra la sede di San Luca e quella di ARTIGIANELLI, Torino e 1 posto va all’Istituto Colombatto di Torino. Il premio simpatia all’Istituto G.Donadio di Dronero (Cn).

“È una cosa seria!” Dicono i ragazzi ai professori che tentano di smorzare la tensione. E lo ha detto anche Padre Antonio Lucente, presidente di ENGIM Nazionale che è venuto da Roma apposta per assistere a questo evento, la sesta edizione nella splendida cornice della Mole Antonelliana , simbolo di Torino, tempio di una delle eccellenze Torinesi. Lucente saluta così i ragazzi e l’evento: “I giovani sono sacri, e lo è lo spazio dedicato a loro.”

Sono 170.000 i ragazzi che scelgono la formazione professionale in Italia, e altrettanti che scelgono l’Istruzione professionale.

Ecco la classifica finale del campionato 2012-05-08

Categoria junior (14-16)

1- Restelli Cristopher – IPSSEOA G.Colombatto Torino Coppa citta’ di Torino – borsa studio

2- Curto Stefano – ENGIM Piemonte Artigianelli Torino Borsa di studio

3- Ruiz Carlo – ENGIM Piemonte San Luca Torino Cellulare

Categoria senior (16-18)

1- Fontani Nicola – Caterina de’ Medici- Desenzano del Garda Coppa Citta’ di Torino- borsa di studio

2- Tricarico Matteo – ENGIM Piemonte Artigianelli Torino Borsa di studio

3- VAN HENGHEN Giulia – Caterina de’ Medici- Desenzano del Garda Cellulare

Premio simpatia JULIER Andrea – IPSSAR G. Donadio Dronero

Premio 1° scuola classificata IPSSAR Caterina de’ Medici- Desenzano del Garda Targa della Provincia di Torino

Così si sono svolte le finali

La giornata di ieri del Campionato del Cappuccino si è articolata in due fasi: eliminatoria e finale. I primi 6 classificati di ciascuna categoria accederanno alla fase finale in base ai punteggi ottenuti. I vincitori per categoria sono stati premia ti individualmente con borse di studio. Tutti i concorrenti partecipanti alla fase eliminatoria, abbigliati con la divisa della scuola di provenienza, hanno gareggiato in coppia per tutta la fase eliminatoria, lavorando su due macchine contemporaneamente.

Dopo la fase di presentazione alla giuria, i concorrenti hanno dovuto controllare la presenza, al loro banco di lavoro, di tutto il materiale e l’attrezzatura necessari alla preparazione. Poi uno dei giudici dava il via e sono partiti i cronometri. I concorrenti dovevano preparare due cappuccini e sistemarli con la mise en place corretta su un vassoio. Il tempo veniva fermato quando il vassoio era appoggiato sul piano superiore del banco bar comprensivi della lattiera utilizzata. Subito il concorrente prendeva il vassoio e serviva i giudici preposti alla rilevazione delle temperature.

Il punteggio massimo ottenibile da ciascun concorrente nella fase eliminatoria era di 100 punti così attribuiti: 50 giuria “tecnica”, 30 giuria “cliente” e 20 parametri oggettivi. La valutazione era effettuata da due tipologie di giurie e in base ad alcuni parametri oggettivi, nel seguente modo:

• giuria “tecnica”: composta da “esperti”, a vario titolo, del settore sala/bar che si occupavano di rilevare i dati più importanti dal punto di vista professionale;

• giuria “cliente”: composta da rappresentanti delle principali istituzioni del territorio o da invitati “non esperti”, che hanno dato un giudizio dal punto di vista del cliente;

• dati oggettivi: tempo e temperatura rilevata da giudici delle due giurie precedenti.

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