venerdì 16 Gennaio 2026
Home Blog Pagina 3987

Training center Lavazza ospita per 4 giorni, 60 studenti dell’Università di Pollenzo

0
Marcello Arcangeli training center Lavazza
Marcello Arcangeli

TORINO – Si svolgerà dal 14 al 17 maggio 2012 lo stage dedicato al caffè organizzato da Lavazza per gli studenti dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, la prima Università al mondo interamente dedicata al cibo e alla cultura gastronomica. Lo stage è curato dal Training Center Lavazza, la prima struttura permanente creata nel 1979 da un’azienda di caffè e dedicata alla formazione e all’innovazione di prodotto. Il Training Center Lavazza è oggi un network capillare con 50 sedi in tutto il mondo che si occupa sia di formare i professionisti del settore, diffondendo e preservando la cultura dell’autentico espresso made in Italy, sia della continua ricerca di nuove ed originali ricette a base di caffè.

Training Center Lavazza: un mondo di formazione sul caffè

Lunedì è stata dedicata a una full immersion nel mondo del caffè, per far conoscere agli studenti il vasto mondo che sta dietro una semplice tazzina di caffè: storia e diffusione del caffè nel mondo, storia del caffè in Italia, botanica e classificazione delle diverse varietà di caffè e metodi di produzione. Gli studenti dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo in aula con Marcello Arcangeli, Responsabile Lavazza Espresso Based Beverages & Know How A seguire i partecipanti allo stage hanno avuto l’opportunità di prendere parte attivamente a una vera e propria lezione di cucina in cui lo Chef del Training Center farà preparare agli studenti, divisi in gruppi, 4 piatti a base di caffè (antipasto, primo, secondo e dessert). Le ricette che risulteranno da questa interessante esercitazione pratica saranno condivise tra i vari gruppi per un momento di assaggio e confronto. Ieri, secondo giorno, gli studenti hanno appreso nozioni di chimica e fisica legate al processo di tostatura, composizione chimica ed elementi di analisi sensoriale del caffè. E’ seguito un approfondimento sui sistemi di certificazione della qualità.

Gli studenti suddivisi in tre gruppi si sono cimentati in

Degustazione delle singole varietà e composizione di due blend; esercitazione pratica di preparazione del caffè e cappuccino; principali metodi di preparazione del caffè (turco, espresso, filtro, moka…) Oggi sono in programma i temi della sostenibilità legati alla produzione del caffè, con un approfondimento sul progetto ¡Tierra!, realizzato da Lavazza con le comunità produttrici dei principali Paesi produttori, dal Perù alla Colombia, ora anche in Brasile e Tanzania. Dopo una visita allo stabilimento produttivo di Settimo Torinese, seguendo l’evoluzione del caffè dall’arrivo in grani al prodotto finito attraverso tutte le fasi, gli studenti proseguiranno divisi in gruppi alternandosi alle esercitazioni pratiche. Lo stage si concluderà domani con la conoscenza del mercato del caffè: Paesi produttori, standard di qualità di Lavazza, strategie di marketing, case history aziendale di comunicazione e marketing, collaborazione di Lavazza con i massimi esponenti della ristorazione mondiale, attività di innovazione e ricerca messe in atto da Lavazza sul caffè. Per formare gli studenti che partecipano allo stage, Lavazza mette a disposizione dell’Università di Scienze Gastronomiche l’esperienza dei propri manager, responsabili delle divisioni interne più strategiche.

Lo stage si svolge negli avveniristici nuovi locali che ospitano il Training Center all’interno dell’Innovation Center Lavazza

La struttura recentemente inaugurata dall’azienda nel complesso dello stabilimento di Torino, un nuovo polo che riunisce le divisioni di Ricerca e Sviluppo, Design e Ingegneria di Macchine e Sistemi, e il Training Center. Anche quest’anno si rinnova dunque la collaborazione di Lavazza con Slow Food, ideatore e realizzatore, insieme alle regioni Piemonte ed Emilia-Romagna, del corso di studi dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, che forma i futuri dottori in Scienze della Comunicazione alimentare-gastronomica e in Gestione delle imprese di produzione e distribuzione degli alimenti. Allo stage, che rientra nel programma di studi del primo anno, partecipano quest’anno 63 studenti, di cui 22 stranieri e provenienti da ogni parte del mondo come Usa, Canada, Svizzera, Belgio, Germania, Argentina, Brasile, Ungheria, Tagikistan.

Da oltre trent’anni Lavazza si dedica alla sperimentazione sul prodotto non solo grazie al suo Training Center, ma anche attraverso collaborazioni eccellenti, come quelle con Slowfood, l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, il Politecnico e l’Università di Torino, e con chef di fama internazionale, come Ferran Adrià, Carlo Cracco, Davide Oldani e Massimo Bottura. Sono nati così nuovi modi di intendere l’espresso, prodotti innovativi destinati al consumo fuori casa che hanno riscosso immediato successo di pubblico attraverso una vasta gamma di ricette sempre nuove, vere e proprie gourmandises per intenditori alla portata di tutti.

Lavazza conferma così il suo impegno nel promuovere la cultura dell’espresso a livello scientifico e specialistico, testimoniando l’attenzione che l’azienda vuole dedicare alla formazione, anche attraverso una sempre più sinergica collaborazione con il mondo accademico e dell’alta gastronomia.

Nuova Simonelli apre le porte agli studenti del Poli delle Marche

0
nuova simonelli
Il logo della Nu

BELFORTE DEL CHIENTI (Macerata) – Mondo accademico e aziendale sono sempre più vicini per assicurare agli studenti una formazione puntuale e con interessanti esperienze pratiche. E il caso dell’ormai decennale collaborazione tra Nuova Simonelli e l’Università Politecnica delle Marche, due realtà la cui collaborazione ha consentito il raggiungimento di risultati ragguardevoli per entrambe. Le ricerche e gli studi sul risparmio energetico delle macchine e sulla granulometria del caffè – tanto per fare un esempio – hanno consentito a Nuova Simonelli di proporre sul mercato prodotti sempre più all’avanguardia e rispondenti alle esigenze dei baristi, mentre visite aziendali, stage, confronti e prove pratiche permettono ai giovani, che si avvicinano alla laurea, di applicare ciò che hanno appreso nel loro corso di studi.

Nuova Simonelli tende la mano agli studenti

È il caso di quando 30 studenti del corso di Laurea Specialistica in Economia hanno visitato la sede e l’impianto produttivo di Nuova Simonelli. L’uscita non è stata occasione solo per visitare Nuova Simonelli, ma anche per una prova pratica sul tema dell’organizzazione aziendale che ha permesso ai ragazzi di sperimentarsi su argomenti finora solo studiati sulle pagine dei libri e mai applicati. Soddisfatti gli organizzatori e la direzione della Nuova Simonelli. Maurizio Giuli, Sandro Feliziani e Manuela Feliziani hanno accompagnato gli studenti nella visita dello stabilimento e proposto la prova pratica così come concordato con il Prof. Cori. «Riteniamo sia strategica la collaborazione con le Università con le quali abbiamo realizzato importanti progetti.

Sono convinto – ha dichiarato Maurizio Giuli, Responsabile Marketing Nuova Simonelli – che la condivisione delle conoscenze e delle competenze tra la Nuova Simonelli e l’Università costituisca una forte spinta innovatrice per entrambe: da un lato l’investimento in ricerca, indispensabile per offrire al mercato prodotti che hanno un valore aggiunto rispetto agli altri, dall’altro la grande esperienza dell’azienda a servizio dei giovani. I vantaggi sono molteplici sia per l’Università, con i suoi giovani e il loro futuro professionale, che per l’azienda».

Rapporto Ico: indicatore composto ai minimi da agosto 2010

0
prezzi del caffè ico report
Il logo dell'Ico

MILANO – È slittata addirittura metà mese la pubblicazione del rapporto Ico, che ha subito svariati giorni di ritardo rispetto alla tempistica consueta per consentire l’integrazione nel documento di importanti aggiornamenti statistici. Il report di aprile, diffuso nel primo pomeriggio di ieri, evidenzia innanzitutto un’ulteriore correzione al ribasso dell’indicatore composto, ormai in calo da 7 mesi a questa parte, ossia dall’inizio dell’annata caffearia corrente.

Report Ico: che cosa è emerso

La media del mese trascorso si è attestata a 160,46 centesimi per libbra, in flessione del 4,4% rispetto a marzo e del 30,6% rispetto ad aprile 2011. Si tratta del valore più basso da agosto 2010. In calo generalizzato tutte le voci dell’indicatore, fatta eccezione per la media della seconda e terza posizione del Liffe, che guadagna lo 0,5% sul mese riducendo i differenziali tra le borse di Londra e New York. Più forte la flessione degli indicatori degli Arabica. Anche questo mese, le performance maggiormente negative sono quelle dei brasiliani naturali (-5,8%) e degli altri dolci (-4,9%), che limitano comunque i danni rispetto alle perdite in doppia cifra di marzo. Colombiani dolci e New York arretrano rispettivamente del 3,8% e del 3,7%, mentre l’indicatore dei robusta, in crescita da gennaio, registra la sua prima variazione negativa su base mensile dall’inizio dell’anno solare 2012.

Va osservata intanto una correzione al rialzo di quasi 400 mila sacchi del dato sulla produzione mondiale per l’annata in corso stimato ora in 131,382 milioni di sacchi

Ridimensionate nel rapporto Ico le cifre di Messico&America centrale e sud America (dove la produzione della Colombia è stimata ora in 7,8 milioni di sacchi, contro gli 8,5 milioni indicati nel report di marzo). A ciò fanno riscontro le più positive previsioni relative all’Asia&Oceania, dove migliorano significativamente le aspettative di raccolto di Vietnam e Papua Nuova Guinea. Rimane da verificare il dato dell’Africa, l’unico a non subire variazioni rispetto al mese precedente, che potrebbe tuttavia essere rettificato al ribasso nei prossimi mesi, se l’andamento dell’export etiope (deludente e in forte calo rispetto all’anno scorso) continuerà a risultare incongruente con le ottimistiche previsioni di raccolto fornite dalle autorità di Addis Ababa.

Il dato sopra citato di 131,382 risulta inferiore del 2,1% a quello del 2010/11: un calo nettamente più contenuto rispetto a quelli registrati nelle più recenti annate negative. Le cifre disaggregate evidenziano una flessione sull’anno in tutte le macroaree geografiche, con la sola eccezione dell’Africa. Dei 15 massimi paesi esportatori mondiali, che assicurano oltre il 90% degli imbarchi, ben 8 sono destinati a registrare un calo del proprio export rispetto al 2010/11. L’approfondimento di questo mese focalizza l’andamento storico delle esportazioni del primo semestre (ottobre-marzo) nell’arco delle ultime 12 annate caffearie (ossia dal 2000 a oggi), con due tabelle riassuntive che riportano i valori assoluti e percentuali suddivisi per grandi aree geografiche e per tipologie. L’analisi rispecchia l’evoluzione della geografia del caffè dai primi anni 2000 a oggi, i paesi in ascesa e quelli che hanno segnato il passo. Se raffrontiamo i dati complessivi relativi all’export registrati nella prima e nell’ultima annata in esame (2000/01- 2011/12) osserviamo un incremento dei volumi pari al 18,3%, dai 43,666 milioni di sacchi del 2000 ai 51,677 di quest’anno. Il massimo storico si è registrato nel primo semestre 2010/11, con il dato record di 52,885 milioni di sacchi. L’export dell’Africa ha toccato i suoi livelli massimi nel 2000/01 sfiorando i 6 milioni di sacchi esportati.

Rapporto Ico: l’export del primo semestre di quest’anno si è attestato poco al di sotto dei 4 milioni, in calo di un terzo rispetto a 11 anni fa e del 23% rispetto all’anno scorso

Pur in lieve ripresa sul 2010, gli imbarchi di Messico&America centrale segnano nel periodo osservato una flessione del 15,5% rispetto al 2000/01, annata in cui questo gruppo di paesi registrò un dato record di 8,5 milioni di sacchi esportati. Ai massimi storici, invece, l’export di Asia&Oceania, che ha raggiunto nel primo semestre di quest’anno i 17,7 milioni di sacchi con un incremento del 18,7% rispetto al pari periodo dell’anno scorso e del 36,4% rispetto a 11 anni fa.

Tutti i principali paesi produttori di quest’area (fatta eccezione per la Tailandia) hanno registrato una crescita significativa dei loro imbarchi nell’arco del periodo in esame. La progressione più significativa rimane tuttavia quella del sud America, che passa dai 16,2 milioni del 2000 ai 22,8 di quest’anno (+40,6%). Il dato è ancora più impressionante se si considera che il Brasile è quest’anno in ciclo negativo e che la Colombia ha registrato, ancora una volta, una performance inferiore alle medie storiche del decennio trascorso. Colpisce anche la forte crescita del Perù, il cui export è aumentato in 11 anni del 166%.

Isolando le singole tipologie, l’export del primo semestre di colombiani dolci ha toccato i suoi massimi nel 2007/08, quello di brasiliani naturali nel 2010/11

Mentre altri dolci e robusta hanno registrato le loro migliori performance proprio quest’anno. Fortemente ridimensionato, in termini percentuali, il ruolo dell’Africa e di Messico&America centrale, mentre cresce la share di Asia&Oceania e sud America. Il report fornisce in conclusione i dati preliminari relativi ai consumi nell’anno solare 2011. che segnano un incremento dell’1,7% rispetto al 2010 raggiungendo i 137,9 milioni di sacchi. Nonostante il saldo positivo sull’anno, le statistiche Ico evidenziano cali significativi in vari mercati europei, compresa l’Italia (-1,8%), nonché in altri importanti paesi consumatori come il Giappone (-2,5%) e la Corea del sud (-17,1%). Tutte queste cifre – avverte tuttavia il report – vanno prese con ampio beneficio di inventario, viste le oggettive difficoltà che si incontrano ricorrentemente nelle stime dei consumi, e potrebbero subire dunque significative revisioni nei mesi a venire.

Venditalia: 4 giorni di affari per la distribuzione automatica made in Italy

0
venditalia

MILANO – Si è conclusa sabato Venditalia 2012 con successo di pubblico e di affari nei quattro giorni di manifestazione. Tra le 315 aziende espositrici una presenza straniera che è cresciuta del 62%: “Un segnale incoraggiante in questo momento di profonda crisi economica, considerato che la nostra produzione di distributori automatici e di sistemi di pagamento viene esportata per oltre il 70%” afferma Lucio Pinetti, presidente di Confida e Venditalia.

Venditalia: la partecipazione di operatori stranieri in forte crescita ha fatto registrare numerose presenze

Europa occidentale, Est europeo, Nord Africa, ma soprattutto Nord e Sud America, con in testa il Brasile. Molte le trattative commerciali che sono state concluse negli stand anche da parte degli operatori stranieri, che riconoscono all’Italia il primato di affidabilità e tecnologia all’avanguardia. E a Venditalia si è avuta la conferma che anche nazioni in questo momento in crisi come la Spagna riconosco al Vending un ruolo economico importante per traghettare l’economia verso il superamento i questa congiuntura. Con oltre 2 milioni di macchine installate in Italia, una ogni 29 abitanti, il settore impiega circa 35.000 addetti.

Ogni giorno il Vending coinvolge circa 22 milioni di persone in una molteplicità di situazioni d´uso

Secondo lo studio di settore del 2011, presentato in anteprima a Venditalia, il comparto è cresciuto nel complesso del 2,3%, passando da circa 2,58 miliardi di euro a oltre 2,6 miliardi. Anche il numero delle consumazioni (le erogazioni di ogni distributore) sono aumentate, sfiorando la soglia dei 6,5 miliardi nel 2011, facendo registrare un +2,5%. Tra i prodotti in crescita, spiccano le capsule di caffè monoporzionato. Nel 2011 ne sono state consumate circa 115 milioni in più rispetto all’anno precedente, con un aumento intorno al 7%.

Kiadó Kocsma lancia un nuovo marchio in Ungheria, il Cofesa

0
Kiadó Kocsma Kft.

MILANO – La Kiadó Kocsma Kft. ha lanciato un nuovo marchio di caffè sul mercato ungherese, il Cofesa. Il caffè di origine spagnola è già in vendita in alcuni bar di Budapest. Secondo quanto affermato dall’importatore Kiadó Kocsma Kft., la società ha cominciato a vendere i prodotti Cofesa nei propri tre caffè, situati a Budapest, ma considerando la domanda alta, soprattutto da parte dei cosiddetti “caffè alternativi” della città, ha deciso anche di distribuirli.

Kiadó Kocsma Kft entra nel mercato ungherese

La società fornisce al momento 10 punti vendita ed è intenzionata ad aumentare il numero dei suoi partner. Il Cofesa è uno dei marchi più diffusi in Spagna. La società, di proprietà della famiglia Diaz, produce da più di 50 anni caffè di qualità arabica e specialità, come il Café BomBón. Fonte: Ice Budapest

Kimbo: il caffè degli Internazionali di tennis a Roma dopo che ieri lo chef La Mantia ha svelato il dolce GioiaMia

0
caffè Kimbo Carrè Noir
Logo Kimbo

ROMA – “Vieni a prendere un Caffè da noi” – Questo l’invito per il Kimbo Coffee Hour di ieri al Villaggio Ospitalità degli Internazionali di Tennis, dove Filippo La Mantia ha creato in diretta uno speciale dolce al caffè dal nome inconfondibilmente lamantiano, “GioiaMia”.

Ingredienti? Segreti, eccetto naturalmente il caffè Kimbo, che il cuoco più amato della capitale ha scelto di offrire da qualche mese anche nel suo ristorante dove è uno dei protagonisti della nuovissima “Carta del breakfast”, recentemente introdotta da La Mantia e già molto apprezzata dagli ospiti.

Co-protagonista della serata “Sua Maestà l’Espresso” e i mille caffè speciali del grande bartender Kimbo, Carmine Castellano, che Roma ha già avuto modo di apprezzare alla Lounge dell’ottobre scorso all’Hotel Majestic. Eventi che annunciano la presenza di Kimbo come sponsor del grande tennis degli Internazionali BNL e la prestigiosa partnership con l'”Oste e Cuoco Filippo la Mantia”. Così si definisce infatti lo chef nel titolo del suo libro recentemente rieditato.

Ogni giorno dalle 10 fino notte inoltrata “Sua Maestà l’Espresso Kimbo” e le irresistibili varianti di cocktail al caffè, caldi e freddi, creati da Carmine Castellano, accompagnati da deliziosi dolci come Babà, sfogliatelle e torte come la caprese e la pastiera, doneranno agli ospiti della lounge un momento di relax e intenso piacere”.

Libri, “La degustazione del caffè”: il terzo volume della saga dell’espresso dei fratelli Franco e Mauro Bazzara approda anche sul mercato cinese

0
L'arrivo del velivolo all'interno dello stand Bazzara

TRIESTE – Piace davvero e piace sempre di più. Negli ultimi anni il popolo cinese sta riservando una affezione particolare per il nostro paese e questa peculiare predisposizione si riflette anche per quel che riguarda il mondo del caffè, prodotto che racchiude esattamente i valori ricercati nell’import dall’occidente: qualità, eleganza, status symbol.

Comprensibile, quindi, la soddisfazione dei fratelli Franco e Mauro Bazzara che accolgono la richiesta da parte di un’azienda caffeicola cinese di poter tradurre e distribuire il loro best seller “La degustazione del caffè” sul mercato orientale come un grande successo e come conferma che l’impegno editoriale profuso a partire dal 2003 sia stato un elemento fondamentale per la crescita della Planet Coffee.

In un momento storico in cui il caffè si sta imponendo come un fenomeno di moda all’interno di un paese in forte espansione come la Cina, tradizionalmente riconosciuta quale patria del tè, diventa infatti di vitale importanza riuscire a dare a questo mercato -che ricerca valori affini a quelli espressi dai nostri prodotti- la consapevolezza e gli strumenti per comprendere e riconoscere la vera eccellenza del made in Italy. La degustazione del caffè rappresenta il veicolo ideale per riuscire nell’intento.

Un volume che ben conosciamo, apprezzatissimo dai semplici appassionati quanto dai professionisti del settore, che svela tutti i segreti per rendere l’assaggio del caffè un momento di vero piacere. Un concentrato di conoscenza e passione che sicuramente sarà in grado di valorizzare l’immagine dell’espresso italiano e distinguerla dallo stereotipo di caffè che stanno diffondendo la catene americane.

Gli autori fanno sapere che le traduzioni e l’aggiornamento dei contenuti per l’edizione cinese sono già in fase avanzata, mentre rimangono da definire gli spazi dedicati agli inserzionisti. Al momento i fratelli Bazzara stanno valutando la soluzione migliore per dare la massima visibilità alle aziende che avevano sostenuto il progetto originale, senza precludere eventuali nuove adesioni. Il volume sarà presentato in anteprima a TriesteEspresso Expo di ottobre.

Info: Planet Coffee – Trieste

tel. +39 040 767 849 r.a. ;

info@planetcoffee.it ;

www.planetcoffee.it

Distribuzione automatica al Cibus: il presidente di Confida Pinetti sicuro: “Il vending è uno strumento a disposizione del commercio per semplificare il rapporto con i consumatori”

0
lucio pinetti vending confida venditalia
Lucio Pinetti Presidente Confida

PARMA – Una nuova e più intensa sinergia tra vending e retail. Sembra essere questa la strategia vincente su cui i due settori dovranno scommettere nel prossimo futuro. Se ne è discusso al Cibus, nell’ambito di un convegno organizzato da Confida, l’associazione nazionale della distribuzione automatica, all’interno di Venditalia Self Expo, il primo salone del vending pubblico e del retail automatico.

“Abbiamo accolto molto favorevolmente l’ingresso di Confida in Federalimentare” ha dichiarato Antonio Cellie, amministratore delegato di Fiere di Parma. “Cibus è l’occasione giusta per intraprendere un nuovo percorso di collaborazione, in fondo i buyer che vengono in fiera per acquistare prodotti, poi hanno bisogno di trovare nuovi canali di vendita. Il vending, poi, è un settore fortemente legato al marchio, un principio in linea con la filosofia di Cibus”.

E il settore delle “vending machines”, ovvero i distributori automatici che siamo soliti trovare negli uffici, nelle scuole, in stazione, pare offrire al retail numerose opportunità di business. Questa tecnologia, che nel mondo porta quasi esclusivamente la firma del Made in Italy, è in continua evoluzione.

Non si tratta più solo della distribuzione automatica di bevande e prodotti di caffetteria (che comunque, coprendo il 10% del mercato, continua a costituire il core business del comparto): oggi il vending è utilizzato come strumento di promozione e marketing, oltre che di vendita dei prodotti più diversi, dai cibi pronti, biologici, dietetici, ai prodotti dedicati alla cura della persona.

Le stesse macchine si sono evolute e oggi si prestano a servizi sempre più «personalizzati», realizzati su misura del cliente. Gli esempi più estremi e innovativi in questo momento arrivano da Giappone e Stati Uniti, ma anche in Italia il settore sta percorrendo nuove strade: aziende come Parmalat e Riso Scotti, che durante il convegno hanno portato la loro esperienza, sono un esempio di come l’impresa italiana del food stia guardando al vending con sempre maggiore attenzione e curiosità.

“Nel prossimo futuro – ha sottolineato il presidente di Confida, Lucio Pinetti – l’integrazione tra vending e retail sarà sempre più forte. Per il retail però non si tratterà semplicemente di adottare un nuovo canale di vendita e gestire delle macchina automatiche, ma di entrare in un mondo completamente nuovo”. Un mondo fatto di tempi, di scelta della location, del target, del prodotto. “Mi piace definire il Vending ‘l’iPad del retail’ – ha aggiunto Pinetti – uno strumento a disposizione del commercio in grado di favorire e semplificare il rapporto con il consumatore. In sintesi: da canale di distribuzione a tecnologia applicabile da chiunque svolga un’attività di distribuzione di beni”.

Al di là delle suggestioni di là da venire, la possibilità di una collaborazione tra i due settori è concreta. “Si sta ragionando di un possibile evento fieristico dedicato al tema – ha anticipato Antonio Cellie – è presto per le dichiarazioni ufficiali, ma ci stiamo lavorando. Sarebbe una bella occasione”.

Fonte: lagazzettadiparma.it

Gruppo Cimbali nella élite innovativa di eccellenze manifatturiere italiane secondo uno studio SDA Bocconi e Corriere della Sera

0
Global Coffee institute gruppo cimbali percorso formativo
Il logo di Gruppo Cimbali

MILANO – “C’è ancora un’Italia che produce, che vince la sfida dei mercati internazionali, investendo in innovazione.” Si potrebbe sintetizzare così l’articolata analisi dal titolo Industria e crescita. Competere si può: 16 esempi da imitare, apparsa sul numero di lunedì 23 aprile 2012 del Corriere Economia.

Nata dallo studio condotto da SDA Bocconi School of Management in collaborazione con la testata Corriere Economia, la succitata analisi mostra come su un campione di 250 imprese manifatturiere medie e medio-grandi, che competono a livello globale, un’elite di eccellenza formata da 16 aziende, tra cui figura Gruppo Cimbali, sia stata capace di generare valore e innovare. Le aziende che la compongono, tra l’altro, non appartengono solo a settori “scontati” quali la moda e/o l’agroalimentare, ma sono aziende meccaniche o della componentistica.

Monitorate nell’arco di 10 anni, le 250 realtà produttive sono state analizzate studiando i loro dati di bilancio, incrociati con gli indicatori di performance di progetti di ricerca – BFA, best factory ward e BIA best innovation award – implementati da SDA Bocconi, oltre all’analisi di altri processi operativi e di innovazione.

In sostanza, oltre a valutare i risultati economici, lo studio ha voluto indagare in dettaglio aspetti come il rapporto con fornitori e partner, l’attenzione alle risorse umane, l’integrazione con i clienti oltre al reale commitment (impegno) strategico all’eccellenza produttiva e innovativa. L’attenzione rivolta a questi aspetti, diversi dai risultati contabili e finanziari, serve in particolare a “rappresentare” la complessità e l’appropriatezza delle scelte strategiche ed operative in termini di relazioni, di produzione e d’innovazione, soprattutto in anni di crisi economica e finanziaria globale come quelli che stiamo vivendo.

In conclusione, queste 16 realtà italiane hanno dimostrato di saper coniugare i risultati economico-finanziari con l’eccellenza industriale e innovativa, dimostrando, una volta di più, come l’innovazione, da sempre punto focale dello spirito imprenditoriale di Gruppo Cimbali, sia la chiave per restare protagonisti del mercato.

Quest’anno Gruppo Cimbali festeggia il centesimo anniversario dalla sua fondazione; questo riconoscimento, ricevuto da un istituto prestigioso quale SDA Bocconi, testimonia il costante impegno e la grande passione che si traducono in una vocazione a competere sul piano globale con prodotti sempre all’avanguardia e soluzioni sempre più innovative per i clienti.

Info: www.gruppocimbali.it

X 15.05.2012 Lavazza, archiviato il 2011 con fatturato in crescita a 1.268 milioni di euro ma redditività in calo e utili a 1,1

0
Antonio Baravalle Lavazza
Antonio Baravale nuovo ad Lavazza

TORINO – L’assemblea dei soci Lavazza ha approvato il bilancio della Luigi Lavazza S.p.A. e il consolidato 2011 del Gruppo, che registra un fatturato di 1.268,1 milioni di euro, in rialzo rispetto al 2010 (1.146,8 milioni), un Ebitda a 113,1 milioni di euro (145,4 mln nel 2010) e un Ebit a 15,9 milioni di euro (41,6 mln nel 2010).

Lavazza Group logo

 

Nella nota che accompagna il documento contabile si legge che: “La capogruppo chiude l’esercizio con un utile netto di 1,1 milioni di euro rispetto ai 17,3 milioni del 2010, mentre a livello consolidato si registra una perdita pari a 9,1 milioni di euro rispetto ai 21,5 milioni di utile del 2010”.

Causa principale del risultato in calo è stato il procrastinarsi dell’aumento dei prezzi del caffè crudo, in particolare nel primo semestre del 2011, con un incremento di circa il 60% rispetto alle quotazioni medie del 2010 per l’arabica e del 40% in più per il robusta. A questo si è accompagnata la complessa congiuntura economica che per la prima volta, negli ultimi mesi del 2011, ha visto entrare in difficoltà anche il comparto alimentare provocando una generalizzata contrazione dei consumi.

A impattare negativamente sul risultato consolidato, è stata infine la svalutazione di alcune partecipate estere, delle quali nel secondo semestre del 2011, si è analizzata la coerenza e la portata strategica. La decisione è stata adottata quindi in un’ottica di razionalizzazione, in relazione anche al piano di sviluppo internazionale che l’azienda sta predisponendo.

Dal punto di vista finanziario, l’anno si chiude con un saldo di cassa pari a circa 173,5 milioni di euro rispetto ai 245 milioni dello scorso anno, un differenziale che si è generato sia a causa dell’assorbimento del maggior costo d’acquisto della materia prima, sia dalle attività di investimento per l’apertura del nuovo stabilimento indiano di Sri City, avviato nel gennaio 2011 e dal consolidamento della partecipazione in Green Mountain Coffee Roasters.

“L’azienda che ho l’onore personale e professionale di guidare da poco meno di un anno si conferma sana e competitiva” afferma Antonio Baravalle, amministratore delegato dal giugno 2011. “Molte delle scelte che abbiamo dovuto effettuare in questi ultimi mesi non sono state semplici, ma necessarie per intervenire sulle aree di inefficienza, in una logica di trasparenza e competitività, puntando a un diverso modello di espansione sul mercato. Stiamo lavorando per creare un’azienda più snella e flessibile, selettiva e dinamica nello scegliere dove investire le proprie risorse, con una governance efficace e una catena di controllo appropriata ai tempi, necessaria per reagire ai cambiamenti imposti dal mutamento dei paradigmi di mercato”.

Nella direzione indicata si iscrivono anche le nuove linee guida dell’organizzazione aziendale, la definizione di un nuovo programma d’incentivazione del management, costruito sugli obiettivi della performance della capogruppo, e l’aggiornamento dei sistemi di controllo. “Cruciale rimane il recupero di competitività produttiva, indispensabile per la crescita futura dell’azienda” ha commentato Baravalle. “Su questo fronte proseguirà lo studio di un piano di sviluppo del network produttivo e distributivo internazionale e il confronto con i sindacati per realizzare le condizioni di efficienza e flessibilità necessarie per essere competitivi sul mercato”.

Nell’ambito delle operations, l’istituzione di un’organizzazione integrata, che va dall’acquisto del caffè crudo fino alla distribuzione, insieme con la pianificazione e l’allineamento dei sistemi gestionali, stanno dando risultati importanti in un’ottica di efficienza economica e servizio al consumatore finale.

Per quanto riguarda il 2012, i primi mesi si sono aperti con i prezzi della materia prima che, pur continuando a essere fortemente volatili, hanno registrato una tendenza al ribasso per l’arabica e una situazione di stabilità per il robusta rispetto alle quotazioni di fine 2011. “L’andamento dell’anno in corso – prosegue Baravalle – ci consente di essere moderatamente positivi: siamo stati premiati da precise scelte commerciali che abbiamo adottato per andare incontro alle esigenze dei consumatori, lavorando sia sul fronte promozionale, sia sull’ampliamento della gamma di prodotti. Azioni che, in Italia, ci hanno permesso di mantenere nel mercato domestico la quota del 48% a valore e all’estero, di rimanere in linea con il budget previsionale”.

“Il secondo semestre del 2012 – conclude Baravalle – vedrà peraltro il compimento di due progetti chiave per Lavazza: l’avviamento delle attività dello stabilimento indiano di Sri City, previsto in autunno, e il lancio della prima macchina a cialde Lavazza-Keurig® sviluppata con Green Mountain, previsto per il prossimo Natale”.

Nell’ottica di un sempre più stretto legame con il proprio territorio, Lavazza sta proseguendo il progetto architettonico del nuovo centro direzionale avviato nel 2010. In margine alla pubblicazione del bilancio 2011 si è appreso che è stata ridefinita la governante con la creazione di due vicepresidenze senza deleghe operative a Giuseppe e Marco Lavazza, deleghe che ora sono state attribuite al ceo Baravalle.