venerdì 16 Gennaio 2026
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Segafredo Zanetti: nuova apertura ad Alessandria d’Egitto

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Xi’An segafredo zanetti espresso logo marsiglia
Segafredo Zanetti Espresso logo

MILANO – Segafredo Zanetti Espresso ha aperto la sua prima caffetteria in franchising ad Alexandria, la seconda città più grande d’Egitto con 4,1 milioni di abitanti. La metropoli, fondata da Alessandro Magno, è anche la più grande situata sulla costa mediterranea. La caffetteria si trova nel luogo più alla moda della città, di fronte al mare ed allo Stanly Bridge, il ponte più importante di Alexandria. In alta stagione questo luogo è affollato di turisti ed è quasi impossibile muoversi in auto.

Segafredo Zanetti Espresso mette radici in Egitto

Il locale si estende su una superficie di 300 mq, oltre a una grande cucina nel seminterrato, e offre a tutti i clienti 90 posti a sedere su 2 piani e un parco giochi per bambini molto bello situato nella parte posteriore dell’edificio. Al primo piano i clienti troveranno anche una postazione iPad da usare gratuitamente mentre gustano il tipico espresso italiano di Segafredo Zanetti.

Il franchisee, la società Target for Touristic Investment, rappresentata dal signor Edward Sherif, gestisce anche i caffè Segafredo Zanetti Espresso negli aeroporti del Cairo e di Hurghada, nonché le caffetterie Puccino’s presenti nel paese egiziano.

Rincari nel prezzo del caffè: la colpa è dell’influenza dalla Cina?

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macinatura cina rincari

MILANO – Secondo le anticipazioni delle statistiche da oggi al 2015 il consumo di caffè in Cina crescerà del 40 per cento l’anno. Proprio come era già avvenuto nei due anni precedenti, quando ogni cinese beveva meno di una tazzina l’anno. Tradotto in peso significa 25mila tonnellate di torrefatto. Che cosa comporterà questo aumento geometrico dei consumi? Che effetti potrà avere sul mercato mondiale del caffè?

Rincari: il futuro cosa prospetta

Ce lo siamo già chiesti in altre occasioni ma la risposta non è semplice. Anche perché, oltre alle coltivazioni nazionali, forse la Cina incrementerà le piantagioni nei territori africani che si sta accaparrando. Ma, secondo molti, il rincaro del caffè sarà inevitabile. Voi che cosa ne pensate?

Esportazioni di caffè mondiali: 8,77 milioni di sacchi raggiunti

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export Brasile Cecafé esportazioni
Le esportazioni del Brasile scendono sotto i 3 milioni di sacchi

LONDRA – Le esportazioni di caffè mondiali sono ammontate a 8,77 milioni di sacchi nel mese di aprile 2012, rispetto ai 9,93 milioni nel mese di aprile 2011. Le esportazioni nei primi 7 mesi dell’anno caffè 2011/12 (Ott/11 a Apr/12) sono diminuite del 4% a 60,3 milioni di sacchi rispetto ai 62,83 milioni di sacchi dello stesso periodo dell’anno ultimo caffeicolo.

Esportazioni: cosa dice il mercato

Nei dodici mesi prima di aprile 2012, le esportazioni di Arabica pari a 64,03 milioni di sacchi rispetto ai 67,83 milioni di sacchi l’anno scorso, mentre quelle di Robusta pari a 37,96 milioni di sacchi rispetto ai 35.52 milioni di sacchi. Per vedere le statistiche http://www.ico.org/trade_statistics.asp

D.E Master Blenders 1753: nuovo board, spunta anche Andrea Illy

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D.E. Master Blenders 1753 Joh. A. Benckiser
Il logo DE Master Blender

MILANO – In vista dell’ormai imminente spin-off, previsto a fine giugno, Sara Lee Corporation ha annunciato la composizione dei board di D.E MASTER BLENDERS 1753 e di MeatCo, la due nuove società pure play nelle quali confluiranno rispettivamente il business internazionale tè e caffè e il ramo carni nord americano. Per quanto riguarda D.E MASTER BLENDERS 1753, fra i 4 nuovi membri che andranno ad aggiungersi ai 3 provenienti da Sara Lee. Corp., spicca il nome di Andrea Illy, presidente e ceo di illycaffè SpA., nonché membro del consiglio direttivo di Gruppo Illy SpA. Gli altri 3 componenti di nuova nomina sono Maria Mercedes (Mercy) M. Corrales, 62 anni, già presidente di Starbucks Coffee Asia Pacific e ceo di Starbucks Coffee Japan, Sandra Taylor, 61 anni, presidente e ceo di Sustainable Business International LLC, nonché l’attuale direttore esecutivo di D.E MASTER BLENDERS 1753 Michiel Herkemij.

D.E MASTER BLENDERS 1753 cambia ai vertici

I membri di nuova nomina vanno ad aggiungersi all’attuale presidente esecutivo di Sara Lee Corp. Jan Bennink, che ricoprirà la carica di presidente non esecutivo del board di D.E MASTER BLENDERS 1753, nonché a Cees J.A. van Lede e Norman R. Sorensen, entrambi attualmente nel board di Sara Lee Corp. Mercy Corrales, Andrea Illy e Sandra Taylor porteranno la loro grande esperienza nelle aree chiave di D.E MASTER BLENDERS 1753” ha dichiarato Jan Bennink.

“Andrea è noto in tutto il mondo per la sua specifica expertise nel settore del caffè dove ha contribuito a costruire ed espandere il marchio illy su scala globale. Sono impaziente di accogliere questi nuovi membri in un board già composto da personalità di assoluto rilievo”.

D.E Master Blenders 1753 coprirà un portafoglio marchi di indiscusso prestigio quali Douwe Egberts, Senseo, L’OR EspressO, Marcilla, Pilão, Moccona, Pickwick e Hornimans. Oltre al nome Douwe Egberts – la storica società creata, per l’appunto, nel 1753 – la nuova denominazione contiene l’espressione “Master Blender”, ossia il “mastro miscelatore” che dosa le diverse componenti di un blend per ottenere una miscela dalle caratteristiche organolettiche ottimali e costanti.

Ico: Il 2° Forum consultivo ha reso più accessibili i finanziamenti

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rapporto ico
Il logo dell'Ico, international coffee organization

MILANO – Modelli e soluzioni a confronto nel 2° Forum consultivo sul finanziamento del settore caffeario dell’Ico, che si è svolto a Londra, il 6 marzo scorso, presieduto da Amy Karpel (Usa), nell’ambito delle riunioni della 108a sessione del Consiglio internazionale del caffè. Istituito dal nuovo accordo internazionale, questo organo viene convocato dal Consiglio, a intervalli appropriati, in cooperazione con altre organizzazioni competenti, “al fine di agevolare le consultazioni su temi quali il finanziamento e la gestione dei rischi nel settore caffeario, con un interesse particolare per le esigenze dei piccoli e medi produttori e delle comunità locali nelle zone di produzione del caffè”.

Ico: cosa è successo al Forum

Vi partecipano i “rappresentanti dei Paesi membri, le organizzazioni governative, le istituzioni finanziarie, il settore privato, le organizzazioni non governative, i Paesi non membri interessati ed altri rappresentanti con esperienza pertinente” (art. 31, comma 1 e 2 dell’Accordo Internazionale sul Caffè del 2007). Tema di questo secondo incontro, il ruolo che le associazioni dei produttori, i governi e le altre entità svolgono o possono svolgere nel rendere maggiormente accessibili e fruibili gli strumenti finanziari e di gestione del rischio.

L’argomento è stato scelto dal Core Group (il comitato organizzativo del Forum)

In base alle proposte emerse nel corso del primo Forum, che si è svolto nel settembre scorso sotto la presidenza di Mick Wheeler (Papua Nuova Guinea). Piatto forte di questo secondo Forum, i contributi dei sei relatori, che hanno passato in rassegna esperienze e politiche maturate da enti pubblici, governi e istituzioni private. Jawaid Akhtar, presidente del Coffee Board of India, ha analizzato l’evolversi del ruolo della prestigiosa agenzia governativa di Delhi, dalla nascita, avvenuta nel 1942, sino alla nuova era iniziata con la liberalizzazione del mercato interno nel 1996.

La mission attuale del Coffee Board spazia in campi quali la formazione, lo sviluppo e il trasferimento di tecnologie e know-how in campo agronomico, il dialogo tra realtà produttive, associazioni e istituzioni, l’informazione, la promozione. Ma si estende anche alla gestione diretta o il coordinamento di misure di sostegno e incentivazione in ambito finanziario e di welfare a favore dei produttori, comprese le assicurazioni contro il maltempo e contro gli infortuni, i fondi di stabilizzazione dei prezzi, le agevolazioni creditizie.

In Messico – come ha spiegato il sottosegretario all’agricoltura del governo messicano Ernesto Fernández Arias – la gestione del rischio si è evoluta dal semplice impiego dei contratti a termine all’utilizzo di strumenti più sofisticati. In particolare programmi di opzioni put governative a condizioni di favore, che danno modo al produttore di recuperare sino all’85% del premio qualora decida di non esercitare l’opzione di vendita. Xinia Chaves, vice ministro dell’agricoltura della Costa Rica, ha descritto il sistema di commercializzazione gestito e monitorato dall’Icafé (Istituto del caffè della Costa Rica) nell’ambito della Legge n. 2762 sulle eque relazioni nel settore del caffè. Edilson Alcântara, direttore del Dipartimento per il caffè del Ministero dell’Agricoltura brasiliano, ha illustrato caratteristiche, finalità e modalità di finanziamento del Fondo per la tutela dell’economia caffearia (Funcafé) e si è soffermato poi sul funzionamento di due importanti strumenti.

Il primo è la Cpr (Cédula de Produto Rural), un titolo, negoziabile nel mercato secondario, rappresentativo di una compravendita a termine, con il quale il contadino o la cooperativa emittente si obbligano a fornire all’acquirente una determinata quantità e qualità di prodotti agricoli a un prezzo prefissato. Il secondo è il Certificado de Depósito Agropecuário (Cda), un certificato di deposito per i prodotti agricoli e dell’allevamento, che può fungere garanzia per prestiti o vendite a termine. Funcafé cerca infine di sensibilizzare i produttori sull’importanza dell’utilizzo degli strumenti di gestione del rischio promuovendone la conoscenza e divulgandone le caratteristiche essenziali di funzionamento.

A chiudere il Forum Ico i contributi di Matt Horsburgh

– direttore di Trading at the Twin Trading Company, società che si occupa specificamente da 25 anni di capacity building finanziario per le associazioni e le organizzazioni di piccoli produttori agricoli – e Marc Sadler, Team Leader dell’Unità di risk management (Armt) del Dipartimento per lo Sviluppo Agricolo e Rurale della Banca Mondiale. Ha fatto seguito un dibattito, nel quale sono emersi temi essenziali quali il ruolo delle istituzioni, l’importanza della comunicazione e della formazione, la trasparenza lungo la supply chain i tempi necessari per l’attuazione delle strategie e dei modelli di copertura del rischio.

Antonio Lorusso, Saicaf, nominato da Napolitano Cavaliere del lavoro

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antonio lorusso Saicaf
Lorusso, titolare Saicaf, ha esposto il suo pensiero anche su Facebook

MILANO – Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha firmato ieri il decreto con il quale, su proposta del Ministro dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture e dei Trasporti, Corrado Passera, sono stati nominati 25 Cavalieri del Lavoro. Nel ristretto gruppo c’è, per il settore commercio, Antonio Lorusso di Bari.

Antonio Lorusso è presidente e amministratore delegato di Saicaf SpA

Tra le prime 10 aziende in Italia per la produzione di caffè. Il marchio Saicaf, con un’ampia gamma di miscele ottenute dai caffè provenienti da Brasile, Costarica, Colombia, Zaire e Costa d’Avorio, è presente sul mercato per le famiglie e sul canale bar e ha sviluppato la presenza nel segmento del caffè in capsule.

Pausa Caffè: tutto pronto per la prima edizione dal 7 all’8 giugno a Firenze

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pausa caffè

FIRENZE – La cultura del caffè in primo piano come capita di rado dal 7 all’8 giugno alla Biblioteca delle Oblate di Firenze con la Prima edizione di Pausa Caffè, festival tra incontri, proiezioni, suoni, sapori con la direzione artistica del Campione italiano caffetteria Francesco Sanapo e il coffee expert Andrej Godina Il festival presenta, tra gli eventi speciali, il 1° campionato Latte Soyart (tecnica artistica di decorazione cappuccino) e la finale italiana del 5° campionato di Cup Tasters (assaggiatori di caffè).

Pausa Caffè consentirà a professionisti, appassionati, cultori del caffè e semplici curiosi di incontrarsi

Tra tavole rotonde, proiezioni, workshop, pranzi e cene a tema, e avranno l’occasione di assistere al primo campionato italiano di Latte Soyart (tecnica artistica di decorazione del cappuccino) e alla finale italiana del 5° campionato di assaggiatori Cup Tasters. L’evento è ad ingresso libero. Il programma si aprirà giovedì 7 giugno alle 10 in caffetteria con le semifinali del 5° campionato italiano Cup Tasters.

La gara consiste nell’indovinare su 8 terne, composte ognuna da 3 tazze di caffè di differenti monorigini, quale, tra le tre, sia quella diversa

Il vincitore, che sarà proclamato venerdì, volerà quale rappresentante italiano alla finale mondiale World Cup Tasters Championship, che si terrà dal 12 al 15 giugno a Vienna. La giornata di giovedì proseguirà alle 12 in terrazza con il pranzo a base di specialità culinarie al caffé, a cura di Armando Siesto e Alessandro Arena, mentre, alle 15, al primo piano della biblioteca, si terrà l’incontro/tavola rotonda Il futuro dell’espresso italiano, una riflessione sulla storia e sulla situazione attuale del mercato internazionale del caffè e di quello dell’espresso quale simbolo della cultura italiana nel mondo.

Si parlerà delle rotte commerciali, delle nuove prospettive del mercato italiano, all’insegna dell’affermazione dei caffè gourmet. Parteciperanno, tra gli altri, Andrea Lattuada, coordinatore italiano della Scae (Speciality Coffee Association of Europe), i torrefattori e vari operatori del settore. Alle ore 17, sulla terrazza della Biblioteca, si terranno le semifinali del Primo campionato italiano Latte Soyart, tecnica diventata rapidamente famosa, e che, per la prima volta, verrà realizzata con latte di soya. I partecipanti si sfideranno davanti a una giuria di esperti del settore. Al termine seguirà la degustazione di cappuccini ottenuti con questa tecnica. Alle ore 19, poi, sulla terrazza della biblioteca, si terrà l’aperitivo al caffè e la selezione musicale e di videoarte del compositore Andrea Portera (in collaborazione con Girone Jazz).

Pausa Caffè continua sino alla cena

Alle 21 presso il ristorante Rari Nantes di Firenze (L.no Ferrucci 24) ci sarà la cena al caffè, e a chiusura il barista party. Venerdì 8 giugno, alle 10 si terranno le finali Cup Tasters 2012. Alle 12 il pranzo con specialità culinarie al caffè e, dalle ore 15, sulla terrazza, il workshop gratuito, a cura di Francesco Sanapo, Preparare un espresso e un cappuccino perfetto (su prenotazione pausacaffeflorence@gmail.com ). Alle ore 16.30, al piano terra, in sala conferenza, ci sarà la tavola rotonda La cultura enogastronomica SLOW, in collaborazione con i presidi Slow Food del caffè e del cacao, un diverso modo di concepire i prodotti coloniali nell’era del fast food e della globalizzazione.

Seguirà la proiezione del documentario Black Gold, viaggio tra i coltivatori del caffè in Etiopia, con la denuncia delle drammatiche condizioni dei lavoratori e dei profitti sempre maggiori delle multinazionali. Pausa caffè si chiuderà dalle 18 sulla terrazza con le semifinali e le finali del primo campionato italiano Latte Soyart, a cui seguiranno le premiazioni del vincitore italiano Cup Tasters e del campionato italiano Latte Soyart. Durante la due giorni al piano terra della Biblioteca delle Oblate ci sarà la degustazione gratuita di caffè decaffeinato e monorigine speciality (dalle 16 alle 19), mentre, in esclusiva, presso la Caffetteria delle Oblate, sarà possibile assaggiare una selezione di miscele speciali monorigine, al costo simbolico di 1 € per sensibilizzare alla qualità. Inoltre, la biblioteca metterà a disposizione una selezione di libri dedicati all’argomento.

Lavoro etico e caffè: i ragazzi del collettivo Malatesta ce l’hanno fatta

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lavoro etico malatesta logo dal 2015 prefinanziamento
Malatesta logo dal 2015

LECCO – A Lecco un gruppo di ventenni, cinque ragazzi e una ragazza, studenti universitari e neolaureati hanno deciso di provare a crearsi un posto di lavoro etico, tostando il caffè equo e solidale. .«Se vuoi cambiare il mondo, comincia dalla tazzina di caffè». Sono passati più di 30 anni, ma quello slogan dell’allora nascente movimento del fair trade in Italia è ancora attuale. Un po’ perché degli 80 milioni di fatturato annuo delle organizzazioni di commercio equo e solidale in Italia aderenti ad Agices (Assemblea generale italiana del commercio equo e solidale), il caffè rappresenta sicuramente uno dei prodotti più venduti insieme a tè, zucchero di canna e cioccolato. Un po’ perché anche chi nel 1980, quando aprì la prima bottega del mondo in Italia, non era ancora nato, continua a crederci e s’inventa un lavoro equo pure lontano dal Sud del mondo.

Lavoro etico: come costruirselo

A Lecco, infatti, un gruppo di ventenni, cinque ragazzi e una ragazza, studenti universitari e neolaureati hanno deciso di provare a crearsi un posto di lavoro etico, tostando il caffè equo e solidale. Cosa c’è di nuovo? I ragazzi del Collettivo Malatesta, da cui prende il nome anche il loro caffè, applicano su se stessi le stesse regole del fair trade per i produttori del Sud del mondo.

Dal precariato alla torrefazione

Solitamente, il caffè equo, una volta giunto in Italia, viene tostato da torrefazioni artigianali o industriali che lavorano anche il prodotto delle più o meno note marche commerciali. «Vogliamo che il lavoro sia riconosciuto nel modo giusto sia nel Sud che nel Nord del mondo», spiegano i ragazzi, tutti con esperienze occupazionali precarie alle spalle, «con una retribuzione equa anche qui da noi. Per questo motivo, nella nostra torrefazione artigianale, ci sforziamo anche di prendere decisioni in maniera anti-autoritaria e condivisa».

Lavoro etico: un mercato che resiste alla crisi

Ma in tempi di crisi, può sembrare controproducente produrre caffè fair trade che come è noto, proprio per riconoscere il «prezzo equo» e il prefinanziamento ai produttori del Sud del mondo, è più caro del prodotto commerciale. Tuttavia basta dare uno sguardo al rapporto 2011 di Agices (l’associazione di categoria che raggruppa produttori, importatori e botteghe del mondo in Italia) basato su dati del 2009 per capire che, nonostante le ristrettezze economiche, il commercio equo resiste alla crisi.

Nel 2009, infatti, il fatturato complessivo delle 92 organizzazioni di commercio aderenti ad Agices ha subìto un calo dello 0,64% rispetto all’anno prima. Nello specifico il fatturato del fair trade italiano è passato da 80.072.568 euro a 79.557.153 euro. Il 91% del ricavi proviene rigorosamente da prodotti del commercio equo, il 35% (24 milioni e 600 mila euro) viene venduto al pubblico tramite le 270 botteghe del mondo sparse sul territorio italiano, il 46% (34 milioni) ad altri soggetti dell’economia solidale italiana e un buon 14% (9 milioni) a soggetti commerciali, come la grande distribuzione organizzata.

In media 3 quintali di caffè al mese

Ornando ai sei ragazzi lecchesi, dunque, non è certo facile proporre il loro prodotto. Con la loro torrefazione lavorano mediamente 3 quintali al mese di caffè che trasformano in due varietà, miscela e arabica. «Il commercio equo fa già tanto per i produttori del Sud del mondo», hanno spiegato i giovani torrefattori, «ma noi ci proponiamo esplicitamente di fare un passo in più, ovvero di fare attenzione alle regole del fair trade anche nella trasformazione del prodotto qui da noi».

In cerca di lavoro etico e di motivazione

Tutto nasce dall’esigenza di trovare un lavoro retribuito in modo giusto, ma soprattutto da una vecchia, ma ancora funzionante, macchina per la torrefazione che giaceva inutilizzata nel magazzino del gruppo d’acquisto solidale (Gas) «Quelli della sporta» di Lecco, di cui i ragazzi fanno parte.

«La macchina cominciava ad essere un problema perché toglieva spazio al nostro Gas», dicono Cristiano, Nicolò, Jacopo, Matteo, Elisa e Edoardo, «così l’abbiamo trasformata in una risorsa. Con la collaborazione del proprietario abbiamo imparato il mestiere da zero, cominciando ad usare la macchina».

Senza intermediari e vendita diretta

I ragazzi del collettivo Malatesta spiegano anche che all’inizio acquistavano il caffè certificato biologico ed equo da un importatore tradizionale. «Ora, invece, abbiamo eliminato quasi del tutto l’intermediario, appoggiandoci sulla centrale d’acquisto marchigiana Mondo solidale per il caffè del Guatemala, la cooperativa tedesca Cafè Libertad e la rete Cordinadora per il caffè zapatista del Chiapas. Vendiamo il nostro caffè principalmente ai Gas della zona e ai mercatini, ma abbiamo avuto contatti anche con locali e gelaterie di Seregno e Padova. L’obiettivo è di costituire una cooperativa che dia lavoro ad almeno due di noi, ma per farlo dobbiamo riuscire a lavorare almeno una tonnellata al mese di caffè». Fonte: lettera43.it

illyteca: apre il concept store del Gruppo il secondo locale in Italia

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BRESCIA – È stata inaugurata sabato illyteca, il concept store dedicato alle aziende della Gruppo illy, in via Crocifissa di Rosa 78. Si tratta della seconda apertura in Italia, che segue quella di Trieste dello scorso anno. “Il consumatore è sempre più selettivo nelle sue scelte, ricerca prodotti e aziende che si distinguono per l’eccellenza qualitativa, apprezza luoghi d’acquisto personali e accurati nella selezione e nella presentazione dei prodotti che offrono.

illyteca conquista Brescia

Il successo di illyteca a Trieste ci ha spinto a portare questa esperienza anche a Brescia, dove, siamo sicuri, sono molti i gourmand e i consumatori attenti ed esigenti che sapranno riconoscere l’altissima qualità dei prodotti enogastronomici delle aziende di Gruppo illy”, dichiara Maurizio Valenti, ideatore e gestore del progetto di illyteca a Brescia. illyteca a Brescia nasce da un progetto di Maurizio Valenti, Massimo Cirimbelli e Antonio Gardoni, che hanno deciso di realizzare nella città lombarda un punto vendita al dettaglio dei prodotti di Gruppo illy, prendendo spunto dallo store già aperto a Trieste. Ogni aspetto è studiato nei dettagli, dall’offerta dei prodotti al design del locale.

L’atmosfera è avvolgente, caratterizzata dai caldi colori-icona dei marchi proposti e da arredi in legno e lavagna, che evocano la naturalità dei prodotti in vendita

Qui si possono trovare i prodotti di Gruppo illy, un polo del gusto che riunisce aziende d’eccellenza come illycaffè, Domori, Dammann Frères, Mastrojanni e Agrimontana. illyteca si presenta anche come un centro per la divulgazione della cultura della qualità e un punto di riferimento per i consumatori di Brescia legati dalla passione per il gusto, proponendo un’ accurata selezione di libri legati al mondo dei prodotti coloniali e del vino, oltre ai corsi e alle degustazioni degli stessi prodotti, studiati assieme all’Università del caffè di Trieste. Per ulteriori informazioni a questo link.

Bere tre tazzine di caffè ti fa vivere di più Il mega studio americano

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I benefici del caffè

MILANO – Sul Corriere della Sera è uscito un interessante articolo di Mario Pappagallo sul caffè e salute. Ve lo proponiamo. Una rivista scientifica autorevole come il New England Journal of Medicine (volume 366) che si occupa del caffè? Eppure è accaduto, anche perché lo studio americano voleva dimostrare che bere molto caffè aumenta il rischio di morte precoce in generale. In realtà la bevanda principe italiana non solo è stata assolta, ma addirittura benedetta. La ricerca, dal titolo chiaramente ricco di pregiudizi (Association of coffee drinking with total and cause-specific mortality), firmata da Neal Freeman e colleghi (Division cancer of epidemiology and genetics, degli statunitensi National institutes of health, o Nih), ha smentito l’ipotesi dello studio. Ha, infatti, dimostrato che bere caffè non aumenta il rischio di decesso in generale e per cause specifiche.

Bere caffè: nessun problema

Per arrivare a questa risposta gli autori hanno intervistato, a proposito del loro consumo di caffè e di altri stili di vita, 229.119 uomini e 173.141 donne. Tutti soggetti sani, senza precedenti tumori o patologie cardiovascolari e cerebrovascolari, di età compresa tra i 50 e i 71 anni. Sono stati seguiti per un periodo di tempo variabile da 1 a 14 anni, registrando le diverse cause di morte dei 52.515 soggetti deceduti tra il 1995 e il 2008.

Oltre che del consumo di caffè, si è tenuto conto anche di altri fattori che potessero influire sullo stato di salute. Per esempio, l’ abitudine al fumo, il consumo di alcol, il peso corporeo, l’ attività fisica e altri stili di vita, in molti casi associati al consumo di caffè. Il risultato è stato sorprendente: nei soggetti sani, all’ aumentare del consumo di caffè diminuiva la mortalità totale.

In particolare, negli uomini la mortalità diminuiva dell’ 1% in chi beveva meno di 1 tazza di caffè al giorno, del 6% in chi ne beveva 1 e del 10% in chi beveva 2 o più tazze (3-4 tazzine) al giorno. Nelle donne non vi era protezione per un consumo di meno di una tazza, una protezione del 5% per una tazza e del 14-15% per 2 o più tazze di caffè al giorno. Per consumi più elevati la protezione non aumentava. Cosa interessante e poco nota finora è anche che risultati assolutamente sovrapponibili sono stati ottenuti con il caffè decaffeinato. Lo studio, che ha riguardato oltre 400.000 persone e 52.000 decessi, ha permesso di rilevare anche le associazioni minori.

I bevitori di caffè oltre ad essere meno soggetti a rischio di mortalità per cause generali, sono risultati meno a rischio di decessi per cause più specifiche

Malattie cardiache, respiratorie, ictus, lesioni, incidenti, diabete infezioni. Quanto alle morti per cancro, il consumo di caffè non ha riscontrato alcun effetto. Positivo o negativo. Precedenti studi non avevano evidenziato questa netta associazione inversa, statisticamente importante, tra consumo di caffè e mortalità per tutte le cause. Commenta, infatti, Alessandra Tavani, responsabile del Laboratorio di epidemiologia delle malattie croniche dell’ Istituto di ricerche Mario Negri di Milano: «La ricerca è metodologicamente corretta e basata su un grosso numero di partecipanti, il che ha permesso di trovare statisticamente significativa la protezione del caffè che studi precedenti avevano solo suggerito. La cosa interessante è anche che il caffè non aumenta il rischio di nessuna delle grandi classi di patologie prese in considerazione dagli autori, nemmeno quelle cardiovascolari, che in passato sembravano aumentare con il consumo di caffè». In conclusione, un consumo moderato di 3-4 tazzine di caffè al giorno fa bene e rientra in un corretto stile di vita. Di più non serve per guadagnare in longevità.

Mario Pappagallo

Fonte e per saperne di più: http://archiviostorico.corriere.it/2012/maggio/28/vivere_piu_bere_tre_tazzine_co_9_120528015.shtml