venerdì 16 Gennaio 2026
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Ferrero si conferma l’azienda migliore dove andare a lavorare

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Tanaro ferrero coronavirus
Lo stabilimento Ferrero di Alba

MILANO – Ferrero si conferma per il secondo anno di seguito la Best Employer Of Choice, ovvero l’azienda migliore in cui andare a lavorare. Da un’indagine condotta dalla Ebps (Employer Brand Positioning Survey), Ferrero è risultata l’azienda più attrattiva nel mercato del lavoro in tutti i target analizzati nel corso del 2011.

Ferrero attrae i giovani

In particolare l’indagine, giunta alla quarta edizione e promossa da Monster.it e Anthea Consulting, decreta Ferrero prima classificata nel segmento Best Employer Of Choice 2011 (a ruota seguono Barilla, Google, Coca-Cola e Ferrari), 1° nel segmento Recent Graduates (vincendo su Barilla, Ikea, Unilever e Apple), 1° nel segmento Young Professionals (superando Google, L’Oreal, Apple e Coca-Cola), e ancora 1° nel segmento Senior Managers (scavalcando Coca-Cola, Barilla, Apple e Ferrari).

Morici: “bar in calo in Ticino? C’è pure la panchina per incontrarsi”

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svizzera prezzi morici
Una tazzina di caffè espresso ora nella Svizzera tedesca, costa di meno

LUGANO (Svizzera) – Dal 2000 al 2010 i bar in Ticino (Caffè, bar pasticcerie, gelaterie, tea-room) sono passati da 481 a 398. Una diminuzione di 82 unità che conferma una tendenza che coinvolge altri tipi di locali, come quelli notturni (passati da 76 a 67) o ristoranti ed osterie (passati da 329 a 230). Ma i dati forniti dall’Ufficio del Commercio cantonale sono da ritenere una chiave di lettura della società che cambia o semplicemente sono frutto di una evoluzione economica? Anche in Germania, la tendenza è simile, meno caffè e bar. Una diminuzione derivata dalla crisi economica in atto, che avrebbe ripercussioni sociali in termini di rapporti tra le persone. Abbiamo interpellato Luca Morici, sociologo della Supsi, per ottenere una chiave di lettura ticinese.

Morici, cosa pensa di questo dato relativo ai caffè e ai bar in Ticino?

“In dieci anni capita di tutto. La prima grossa differenza va fatta tra i luoghi di ritrovo degli adulti e quelli dei ragazzi. Bisognerebbe comprendere se quei bar che hanno chiuso erano prevalentemente frequentati da giovani o adulti. Poi bisogna considerare che in un bar, luogo privato, chi lo frequenta deve anche comprare qualcosa, alcol o altri generi di consumo. Bisognerebbe capire, cioè, se quelle persone che li frequentavano, hanno scelto altri luoghi non costosi, dove il consumo non è vincolante alla frequentazione”.

Questo vuol dire che possono anche diminuire i bar, ma si scelgono nuovi luoghi di ritrovo?

Morici: “Sì, è un pregiudizio pensare che non sia sociale il ritrovarsi su una panchina. Dal punto di vista sociologico ritengo che qualunque luogo di frequentazione sia una occasione necessaria per l’essere umano, per liberarsi dai propri ruoli che assume durante la giornata. Ogni individuo è un padre, una madre, un insegnante, un consumatore e via dicendo. Questi sono ruoli. Ma è necessario liberarsene e i luoghi di ritrovo che favoriscono una comunicazione interpersonale, sono le uniche occasioni in cui le persone si alimentano di altre esistenze e che permettono di esprimere la propria individualità. Ma non c’è solo il bar. Ci sono altre realtà.

C’è l’aperitivo serale fuori dal bar, il cinema, il parco. La piazza non c’è da tanto tempo e non in tutte le stagioni. Ma i giovanissimi si trovano ancora sulle panchine o nei parchetti. A Cornaredo, per esempio, lo skate park è un luogo frequentatissimo e privilegiato per i ragazzi. Lugano non è Milano ma è anche vero che le distanze si sono ridotte”. Ma in Ticino è più difficile incontrarsi e instaurare rapporti? “Sicuramente ci sono differenze ed influenze culturali.

Morici: Il Ticino è un crocevia di culture, un territorio cosmopolita

E proprio per questo catalizza forme culturali diverse, e ciascuna di queste è troppo stretta per vestire una popolazione come quella residente, una popolazione che sia maggioritaria e quindi identificabile. Quindi non mi azzarderei a dire che i ticinesi sono restii alla conoscenza piuttosto che altre culture”.

Quindi non c’è da preoccuparsi se i bar diminuiscono? “Che i bar diminuiscano è solo un problema economico, ma non è da considerare un allarme sociale o un indicatore di mancanza di socialità. Le occasioni per incontrarsi oggi sono molteplici e non sono solo legate alla presenza fisica. Ci sono le occasioni virtuali per esempio.

Le possibilità per incontrare altre persone non si sono ridotte, dunque, ma sono infinitamente aumentate. Sarebbe interessante piuttosto misurare la qualità della frequentazione che c’è in questi locali. La qualità dell’incontro della conoscenza è giocata dalle persone, prima che dai luoghi o dagli spazi o ancora dai media utilizzati. Il cosa si veicola dipende dalla persona e dalla cultura di appartenenza delle persone”. Fonte: ticinonline.ch

Clifton, LA: neon rimane acceso per 77 anni la bolletta è di 17mila dollari

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clifton luce

LOS ANGELES – Nella caffetteria Clifton di Los Angeles qualcuno ha dimenticato la luce accesa per settantasette anni Nella caffetteria Clifton di Los Angeles qualcuno ha dimenticato la luce accesa per settantasette anni.

Clifton illuminato per 77 anni

A scoprirlo è stato Andrew Meieran, proprietario del locale che – come riportato dal Los Angeles Times – durante i lavori di ristrutturazione della caffetteria si è accorto della presenza di una luce rimasta accesa dietro a un pannello dal 1949. La stima del consumo nei 77 anni di funzionamento del neon sarebbe pari a circa 17mila dollari

Segafredo Zanetti è partner ufficiale delle nazionali di calcio

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segafredo zanetti gestione documenti Il logo di Segafredo Zanetti
Il logo di Segafredo Zanetti

MILANO – Da ieri Segafredo Zanetti è diventato partner ufficiale di tutte le squadre Nazionali di Calcio: Nazionale A, Under 21, Giovanili, Calcio a 5, Femminile. Sarà quindi il caffè di Casa Azzurri, sia a Cracovia, città designata quale sede del ritiro della Nazionale Italiana, sia in-tour, nella struttura itinerante allestita nelle città dove hanno luogo le partite della nostra squadra durante la fase finale dei Campionati Europei Polonia-Ucraina, dall’8 giugno all’1 luglio.

Segafredo Zanetti in Casa Azzurri

Il percorso al fianco della Nazionale prosegue ben oltre, nel girone di qualificazione per i Campionati Mondiali che, come tutti ci auspichiamo, ci porterà a lottare insieme nella fase finale in Brasile 2014; per poi proseguire fino a fine 2014 con le prime partite di qualificazione per gli Europei 2016.

Centro studi dell’alimentazione: “Mortalità e caffè, risultati scientifici contrastanti”

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espresso italiano tazzina centro studi dell'alimentazione
I benefici derivanti dal consumo di caffè secondo la scienza sono molteplici

MILANO – Così ha riportato il Centro studi dell’alimentazione di Milano. Gli studi che hanno valutato l’associazione tra consumo di caffè e mortalità hanno portato finora a risultati contrastanti. Per meglio chiarire questa associazione, oltre 400.000 soggetti (229.119 uomini e 173.141 donne), con età compresa tra i 50 e i 71 anni, sono stati seguiti per 4 anni (o fino alla data del decesso), registrando le cause di morte dei 52.515 soggetti deceduti. Tali dati sono stati messi in relazione con il consumo di caffè, valutato mediante un questionario compilato all’inizio dello studio. Dai risultati emerge una significativa associazione inversa tra consumo di caffè e mortalità totale.

Centro studi dell’alimentazione commenta i dati della ricerca

In particolare, comparando i dati dei consumatori di caffè con quelli dei non consumatori, negli uomini la mortalità diminuiva del 6%, del 10%, del 12% e del 10% per consumi rispettivamente di 1 tazza/die, 2-3 tazze/die, 4-5 tazze/die e >6 tazze/die. Nelle donne, invece, il rischio diminuiva rispettivamente del 5% (per consumi di 1 tazza/die), 13% (2-3 tazze/die), 16% (4-5 tazze/die) e 15% (>6 tazze/die).

Stratificando i dati in funzione delle diverse cause di morte, si osserva un’associazione inversa tra il consumo di caffè e la mortalità per malattie cardiache, malattie respiratorie, ictus, morti accidentali, diabete ed infezioni, ma non per malattie tumorali. Analizzando i risultati in funzione della tipologia di caffè consumato, infine, non si riscontra alcuna differenza tra caffè con caffeina e decaffeinato.

Associazione inversa dose-dipendente

In questo largo studio prospettico si osserva quindi un’associazione inversa, dose-dipendente, tra consumo di caffè e mortalità, sia totale che per cause specifiche (ad eccezione delle forme tumorali). Rimane naturalmente da chiarire, vista la natura osservazionale dello studio, se tale associazione rifletta una reale correlazione causa-effetto. Freedman ND, Park Y, Abnet CC, Hollenbeck AR, Sinha R. N Engl J Med. 2012 May 17;366(20):1891-904. Per saperne di più: http://www.nutrition-foundation.it/news.php?act=visual&nid=001638

La Marzocco genera corrente elettrica con conversione diretta dalla luce solare

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la marzocco logo da fine 2016 the true artisan cafè
Il logo La Marzocco

MILANO – Da tempo La Marzocco, l’azienda fiorentina specializzata in macchine per il caffè professionale, ha avviato una sua strada virtuosa per il risparmio energetico. Sia per quanto riguarda la gestione aziendale sia il prodotto. Per riuscirci genera corrente elettrica mediante conversione diretta della radiazione solare e produce il 100% del fabbisogno elettrico con l’energia solare, fino a un picco di consumo di 130 kW.

La Marzocco contro gli sprechi energetici

Inoltre La Marzocco ha ordinato la sua prima auto elettrica. Naturalmente utilizzerà la stazione di ricarica in fabbrica per sfruttare in pieno l’energia solare. Il piano dell’azienda si è allargato anche ai prodotti, in particolare la regolazione della temperatura. Così La Marzocco ha messo a punto un sofisticato software che permette di controllare le impostazioni di temperatura dei gruppi.

Con la Strada, i gruppi possono essere spenti uno per uno per un maggiore risparmio energetico durante i periodi di lavoro meno impegnativi della giornata. Per non farsi mancare nulla l’azienda ha predisposto anche l’isolamento delle caldaie per il massimo risparmio energetico.

La nuova impostazione prevede caldaie completamente isolate in grado di aumentare l’efficienza energetica del 20% circa

Inoltre tutte le macchine progettate a Firenze nascono per creare il minimo impatto sull’ambiente. Materiali sostenibili, componenti e imballaggi- rendono tutti i prodotti riciclabili quasi al 100 per cento. Infine la responsabilità sociale: La Marzocco sostiene associazioni no-profit quali: the Songwa Farm Project, the Allegra Foundation’s Project Waterfall, Gloria Jean’s With Heart Foundation, Sustainable Harvest, e molte altre.

Erwin Meier inventa la prima capsula in acciaio compatibile Nespresso

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Le celebri capsule Nespresso Original

MILANO – Arriva ancora una volta dalla Svizzera un’invenzione che potrebbe modificare significativamente il paesaggio dell’offerta di capsule Nespresso-compatibili. Si tratta della prima capsula riutilizzabile in acciaio inox, economica ed ecologia. A idearla un ingegnere quarantanovenne, Erwin Meier, specialista dell’industria orologiera.

Erwin Meier: “Ho scoperto i sistemi a capsule per il caffè appena 2 anni fa, in casa di amici che avevano una macchina Nespresso”

Così racconta Meier in un’intervista. Osservando l’accumularsi delle capsule usate, Meier si è chiesto se esistesse un modo per evitare l’enorme dispendio di alluminio derivante dall’impiego di serving usa e getta, che nella maggior parte dei casi vengono smaltiti nella spazzatura normale” (anche se va ricordato che Nespresso ha predisposto in vari paesi dei progetti per la raccolta differenziata ed esistono inoltre le Zone Recycling all’interno delle boutiques).

“Sin da quella sera mi sono messo al lavoro per cercare una soluzione ed è così che è nato il primo prototipo di capsula riutilizzabile”. Realizzata interamente in acciaio inox 316L (materiale tipicamente utilizzato per la fabbricazione delle casse degli orologi), la capsula (priva, al momento, di un vero nome commerciale) è dotata di un coperchietto che va tolto per riempire il serbatoio con la polvere macinata.

Dopo l’utilizzo è sufficiente svitare il coperchio, vuotare la capsula e ripulirla sotto l’acqua del rubinetto

Secondo quanto dichiarato da Meier, la capsula è indeformabile e l’assenza di parti soggette a usura la rende virtualmente riutilizzabile all’infinito. L’invenzione è già stata brevettata in Svizzera e, a detta del suo inventore, non dovrà temere gli attacchi del team di legali di Nespresso, poiché fondata su un principio di funzionamento totalmente nuovo. La commercializzazione è già iniziata.

La capsula, che viene fabbricata a Hong Kong, può essere acquistata al prezzo di 39 franchi svizzeri (poco più di 32 euro) sul sito mycoffeestar.com (disponibile per il momento soltanto in lingua tedesca) dove è anche possibile visionare un breve filmato (http://www.mycoffeestar.com/viel-geld-sparen.html ), che non illustra però il funzionamento del prodotto.

La delusione maggiore arriva tuttavia al momento della consultazione delle FAQs del sito. Vi si apprende infatti che la compatibilità è limitata esclusivamente ai modelli fabbricati prima dell’ottobre 2010. Per quelli successivi è in arrivo comunque una nuova variante, che dovrebbe essere disponibile entro l’anno.

Cafè do Brasil acquisisce la storica azienda cagliaritana La Tazza d’oro

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raccolto Brasile coffee board Matas de Rondônia
Matas de Rondônia

NAPOLI-CAGLIARI – Cafè do Brasil ha acquisito la storica azienda cagliaritana La Tazza d’oro, fondata 74 anni fa dai coniugi Murgia e con sede a Macchiareddu. La nuova operazione conferma la società napoletana, proprietaria dei marchi Kimbo e Kosè, tra le prime tre aziende del settore con Segafredo-Zanetti e Lavazza. Cafè do Brasil ha chiuso il bilancio 2011 con una crescita dell’8,7% in valore ed ha una buona presenza nel settore bar. Con il marchio Kimbo ha puntato sui locali di prestigio e si è affacciata anche nel foyer del Teatro alla Scala di Milano. Inoltre è presente, su diversi mercati esteri: in Francia, per esempio, serve circa 11.000 caffetterie.

In Italia l’accordo con Autogrill ha portato il marchio in oltre 600 bar italiani che si aggiungono ai numerosi già partner di Cafè do Brasil

L’acquisizione in Sardegna conferma il piano di sviluppo nel canale horeca (Hotellerie-Restaurant-Café) da parte della società’ partenopea che ha trovato ne La Tazza d’oro una realtà affine per storia e passione. Come è noto Cafè do Brasil è nata dalla volontà della famiglia Rubino che 60 anni fa ha trasformato la propria torrefazione in un’azienda moderna, mantenendo l’autentica tradizione e cultura napoletana del caffè. Esattamene come Giuseppe e Carmela Murgia, che fondarono La Tazza d’oro a Cagliari nel 1938, dando origine a una delle aziende sarde più famose nel mondo del caffè.

Le trattative per l’acquisizione sono avvenute con la signora Adriana Murgia, figlia dei fondatori, e il marito presidente e amministratore delegato Luciano Carta. Il futuro assetto dell’azienda cagliaritana sotto Cafè do Brasil SpA prevede di mantenere e potenziare i marchi che oggi ben esprimono la propria presenza sull’isola. Quindi i consumatori ritroveranno le linee La Tazza d’oro, la linea Caffe’ Karalis e le cialde e capsule biodegradabili brevettate Adesso Espresso.

Un altro importante segno di continuità sarà rappresentato dalla dirigenza che continuerà a essere quello de La Tazza d’oro

Mentre le linee guida saranno espresse da Cafe’ do Brasil. Non è noto l’importo dell’acquisizione. Luciano Carta si è limitato a indicare “che la Tazza d’oro ha un bilancio sanissimo, certificato, utili importanti che ne fanno uno dei gioielli dell’economia isolana”. Confermato che l’attività rimarrà nella sede di Macchiareddu dove sono confermati tutti i quindici dipendenti mentre sono in arrivo da Napoli nuovi investimenti. E di certo proseguirà l’esportazione che prosegue da anni con successo in Cina, Russia, Arabia Saudita e Turchia Carta: “Offerte dall’estero e dalla Penisola” Così Luciano Carta racconta la trattativa: «Mesi fa, quando in famiglia abbiamo preso la decisione di vendere, ho cercato un partner in Sardegna.

L’azienda ha un bilancio certificato, può contare su un fatturato piuttosto interessante e su un utile considerevole. Eppure non ho trovato interesse fra gli altri imprenditori

E’ vero che quello del caffé è un settore difficile, che ha bisogno di grande attenzione e di capitali, ma pensavo che un marchio come il nostro e un’attività efficiente come quella che abbiamo messo in piedi a Macchiareddu venisse considerata un’occasione appetibile. Invece…». Invece le offerte sono arrivate dalla penisola e da aziende estere, offerte pesanti che Luciano Carta ha valutato con criteri non comuni: «La scelta è stata di prendere in considerazione soltanto le proposte che garantissero la permanenza dell’attività a Cagliari e il pieno mantenimento dei posti di lavoro. Ho quindici dipendenti più dodici agenti per la vendita, ci sono persone che lavorano con noi da trenta-quarant’anni.

Potevo abbandonarle? Più che dipendenti sono collaboratori, hanno contribuito all’affermazione del nostro marchio e alla salute dell’azienda, devono restare tutti al loro posto». Nuova vita per le capsule biodegradabili Non solo resteranno: secondo gli atti sottoscritti con la nuova proprietà su Cagliari arriveranno investimenti importanti, destinati ad aumentare la produzione delle miscele di caffè e a creare nuove opportunità di lavoro.

Carta è sicuro: «Gli accordi sono chiari – conferma – io rimango presidente e amministratore delegato, farò le assunzioni in base ai volumi della produzione. Con le macchine che abbiamo già adesso siamo in grado di quadruplicare la produzione senza apportare modifiche agli impianti». C’è poi il fiore all’occhiello della piccola ditta cagliaritana: le famose capsule Adesso, le prime al mondo biodegradabili. Nate per una felice intuizione di Carta, sono blindate da un brevetto internazionale insieme alle macchine per il caffé della Tazza D’Oro. La Kimbo le adotterà e ne moltiplicherà la produzione, affiancando i due marchi commerciali.

Per una volta sarà la Sardegna a integrare con un progetto originale l’attività di un’impresa internazionale come quella napoletana.

Non solo: la Café do Brasil ha acquisito il marchio Karalis, che girerà il mondo insieme a quelli più conosciuti

«Nell’arco degli ultimi mesi sono arrivate offerte d’acquisto economicamente più vantaggiose – avverte Carta – l’accordo con Café do Brasil però è qualcosa di diverso, ho trovato gentiluomini che hanno capito con quale spirito la mia famiglia ha deciso di cedere le quote della Tazza d’Oro. Hanno capito il valore di quest’azienda, la sua storia e la qualità del prodotto. E la richiesta che ho ricevuto e accettato, quella di restare amministratore delegato della società, dimostra che il progetto è di continuare su questa strada e con questo spirito».

Il marchio napoletano è diffuso in 40 Paesi Per Cafè do Brasil in questi ultimi anni il mercato estero ha conosciuto un notevole incremento e oggi genera un giro d’affari pari al 10% del fatturato del gruppo

Il marchio è diffuso in oltre 40 paesi. Tra questi la Francia che, grazie alla collaborazione con France Boissons (gruppo Heineken), vede Kimbo terzo player per volumi nel canale horeca (secondo torrefattore Italiano) con più di 11.000 locali dalla Costa Azzurra all’Atlantico e il Regno Unito, dove grazie a Kimbo-UK, società di distribuzione bevande per il canale Ho.Re.Ca., Kimbo si sta diffondendo anche nei pub Inglesi. La presenza di Kimbo si estende anche al Belgio, Canada, Australia, Usa e Russia.

I successi dell’azienda fuori dall’Italia sono solo un aspetto di un anno molto positivo, ben esemplificato da un fatturato 2011 che segna un +8,7% in valore rispetto al 2010 (159 milioni di euro vs 146 milioni di euro).

Cafè do Brasil inoltre si conferma il secondo player del settore dettaglio del mercato italiano nella tipologia “Caffè normale fino a 500 g”, con il 10% del mercato, e il primo player nel segmento cialde dopo le private labels con il 15,7%. Un risultato di assoluto rilievo conseguito nei primi mesi del 2012 è la partnership con il gruppo Autogrill che con Kimbo si propone in oltre 600 bar in Italia, dove ogni anno vengono serviti più di 120 milioni di espresso. Un traguardo ancora più importante se si pensa che Kimbo è stato scelto da Autogrill dopo aver raccolto i più ampi consensi in degustazioni sia blind che branded presso la clientela attraverso oltre 1.800 interviste e 2.500 assaggi su tutto il territorio nazionale.

Il cioccolato buono al palato e anche anti-rughe: la scoperta dall’Uk

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Yumiko Saimura, 33 anni, originaria di Kobe, in Giappone, è la nuova campionessa italiana di cioccolateria.

MILANO – I fanatici del cioccolato potranno finalmente gioire: una versione modificata dell’amata barretta è risultata fondamentale contro l’invecchiamento in uno studio effettuato dall’Università di Cambridge nel Regno Unito. Il team ha elaborato una ricetta speciale che trasforma le normali barrette di cioccolato in gustosi farmaci anti-invecchiamento.

Anti-invecchiamento: ecco il cioccolato

La tecnologia aumenta l’assorbimento da parte dell’organismo dei flavanoli del cacao, molecole contenute nel cioccolato che promuovono l’ossigenazione della pelle. L’effetto dei flavanoli è da sempre considerato un fattore essenziale nell’allentamento dei processi degenerativi dell’epidermide causati dall’avanzare degli anni.

Un effetto potenziato grazie all’aggiunta di un ingrediente chiamato Coco-Lysome

Che “modifica” il cioccolato, rendendolo più salutare e potenziando l’effetto dei flavanoli del cacao fino a venti volte in più di quello promosso dal cioccolato non modificato. Lo studio è stato pubblicato sul magazine The Grocer.

Starbikes: in Indonesia ecco lo Starbucks mobile e low cost

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starbucks
Il logo di Starbucks

MILANO – Arriva la caffetteria ambulante su due ruote. Per le strade di Jakarta sta prendendo piede il fenomeno delle «Starbikes» Sfruttando l’assonanza con il nome della celebre catena statunitense di bar Starbucks, gli indonesiani hanno inventato la versione mobile e più economica, appunto Starbikes. Venditori ambulanti di caffè e cappuccino a prezzi molto contenuti girano per le strade della megalopoli, con oltre 20 milioni di abitanti, offrendo i loro prodotti.

Starbikes: come funziona

Con 150 dollari si può diventare proprietario di una starbike, una bicicletta dotata di portaoggetti con dentro enormi termos per portare bevande. Grazie a dei soldi che si è fatto prestare, Sambang, 28 anni, sta tentando questa strada dopo essersi trasferito un anno fa in città dalla campagna, per cercare di migliorare la sua condizione economica. Per 30 dollari al mese un «agente» gli fornisce l’acqua bollente, i bicchieri in plastica e il caffè istantaneo, per fare sia il tradizionale caffè nero (kapal kopi) che il cappuccino.

Il caffè venduto per strada costa 3mila rupie al bicchiere (25 centesimi di euro), pari a un decimo del prezzo che ha nelle caffetterie Starbucks o Coffee Bean nei centri commerciali o nelle strade del centro di Jakarta. Più della metà dei 240 milioni di indonesiani vive con meno di due dollari al giorno e questa è la clientela a cui si rivolgono gli starbiker come Sambang, che ad alcuni clienti ha dato anche il numero di cellulare per fare ordinazioni con consegna a domicilio. Grazie ai suoi 200-300 clienti giornalieri, Sambang riesce a guadagnare circa 100 dollari al mese, una cifra considerata abbastanza ragionevole nel Paese. Fonte: Sole24ore.it