venerdì 16 Gennaio 2026
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Caffè Musetti: torna il concorso barista dell’anno con premi per tutti

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caffè musetti academy luigi lupi
Caffè Musetti

PIACENZA – L’edizione 2012 del concorso a premi Barista dell’anno indetto dal quotidiano Libertà e di cui caffè Musetti è uno degli sponsor si articola in cinque settimane di gioco. Fino al 1° luglio, tutti i giorni sarà pubblicato sul giornale un tagliando del valore di 10 punti. I lettori di Libertà, compilando il tagliando con i propri dati e indicando il loro barista preferito, potranno partecipare – per ciascuna settimana di gioco – all’estrazione di 5 buoni spesa da 150 euro ciascuno.

Caffè Musetti lancia la sfida

I buoni acquisto potranno essere utilizzati presso gli esercizi del Centro Commerciale Gotico. In totale, nell’arco delle cinque settimane di gioco, saranno dunque estratti 25 vincitori fra chi voterà il proprio barista preferito. Se la fortuna è generosa per i lettori, nel caso dei baristi, i premi sono ancora più ricchi: i dieci più votati si spartiranno, infatti, un “bottino” di buoni spesa di 4.750 euro (anche in questo caso utilizzabili presso gli esercizi del Centro Commerciale Gotico) così suddiviso: 2.000 euro per il primo classificato, 1.000 per il secondo, 500 per il terzo, 250 per il quarto e il quinto classificati e 150 per chi si piazzerà dal sesto al decimo posto.

La premiazione dei baristi si è tenuta à fra il 9 e il 14 luglio prossimi

Nel corso del gioco Libertà si è potuto decidere di pubblicare a sorpresa fi no a un massimo di 5 supertagliandi del valore di 20 o 50 punti in sostituzione del tagliando da 10. Allo stesso modo, è stato possibile pubblicare un tagliando pirata che toglie 25 punti al barista “colpito”.

La pubblicazione dei supertagliandi e del “pirata” non era, dunque, certa: potrevano esserci, oppure no. In ogni caso, la data di pubblicazione dei tagliandi jolly e del tagliando pirata è stata comunicata nel corso del TGL di Telelibertà delle 19,30 la sera precedente l’uscita e sulle locandine, presso le edicole, il giorno stesso della pubblicazione su Libertà. Per facilitare i lettori, rispetto allo scorso anno aumenta il numero dei luoghi dove sarà possibile “imbucare” i tagliandi.

Ecco, nel dettaglio, le diverse modalità

– i coupon potranno essere recapitati in busta chiusa presso la sede di Libertà SpA, via Benedettine n. 68 a Piacenza oppure depositati in un’apposita urna chiusa situata presso: – Centro Commerciale Gotico, Via Emilia Parmense 151, località Montale; – Centro Commerciale Cappuccini, Via J.F. Kennedy, 2, 29017 Fiorenzuola d’Arda; – Centro Commerciale Il Castello, Via Don Mazzocchi, 4/N, 29017 Castel San Giovanni; – il punto vendita di Torrefazione Musetti Srl, via Marcora 2/4 a Pontenure; – l’agenzia viaggi Viaggi dello Zodiaco Soc. coop Arl, via Vittorio Veneto n. 6 a Piacenza; – il punto vendita della Cantina di Vicobarone, in Via Emilia Pavese angolo Via Einaudi località Sant’Antonio. È anche possibile inviare i coupon in busta chiusa per posta a Libertà, Via Benedettine n. 68, 29121 Piacenza specifi cando “concorso Barista dell’anno 2012”. In questo caso farà fede la data di arrivo e non la data di spedizione. Il regolamento completo sarà disponibile presso la sede di Editoriale Libertà SpA, via Benedettine n. 68 a Piacenza. Estratti del regolamento saranno pubblicati sul sito di Libertà On line.

Nuova Simonelli a servizio 
dei migliori baristi del World of Coffee

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nuova simonelli
Il logo della Nu

MILANO – Si svolgerà dal 12 al 15 giugno a Vienna, in occasione della fiera SCAE “World of Coffee”, la tredicesima edizione del World Barista Championship (campionato mondiale dei baristi; n.d.r.). Per il quarto anno consecutivo l’evento internazionale, che di anno in anno richiama n pubblico qualificato sempre maggiore e tanti appassionati, si affida alla tecnologia Nuova Simonelli e, in particolare, alla macchina per caffè espresso “Aurelia II T3” per scegliere il barista campione del mondo 2012.

Il team Nuova Simonelli è pronto per una nuova sfida e per fornire il massimo supporto a tutti i campioni nazionali che gareggeranno di fronte ai giudici WBC

Così come già confermato da un video promo che in questi giorni impazza su tutti i social network e sul sito www.nuovasimonelli.it Ma il miglior supporto dei baristi sarà costituito, come sempre dalle notevoli qualità della “Aurelia II” e soprattutto dall’innovativa tecnologia T3 in grado di garantire performance ancora più evolute in termini di precisione, qualità estrattiva, flessibilità di utilizzo e ripetibilità del risultato, in quanto effettua su ogni gruppo un controllo tridimensionale della temperatura. Si tratta di una tecnologia che ha conquistato grandi baristi di fama internazionale come Gwilym Davies (2009 WBC champion), James Hoffmann (2007 WBC champion) e Fritz Storm (2002 WBC champion) che hanno girato il mondo per presentare le potenzialità della macchina per l’estrazione di un caffè di specialità. C’è anche grande attesa per scoprire il design di “Aurelia II T3 Competizione” Vienna 2012 che verrà scoperto solo il giorno dell’inizio delle gare.

È possibile solo anticipare che ad inaugurare la tredicesima edizione del World Barista Championship sarà un video che racconta di una sfida tra Nuova Simonelli e due grandi baristi, i quali hanno scommesso di poter assemblare tutti i componenti della macchina della Competizione in sole 5 ore. Come premio speciale, il campione 2011 WBC riceverà una macchina per caffè Athena Leva della prestigiosa collezione di Victoria Arduino. Il sistema a leva, che ricorda l’antica tradizione del caffè, è stato riscoperto dai baristi e sempre più professionisti e catene lo scelgono; merito anche dei corsi di formazione che Gwilym Davies, 2009 WBC champion, in collaborazione con Nuova Simonelli, organizza in tutto il mondo.

Per vedere una bella intervista con il campione del mondo 2012 http://www.scae-events.com/component/allvideoshare/video/latest/interview-with-world-barista-champion.html

Paolo Costa su Nespresso-Vergnano: “Consumatore libero di scegliere”

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Paolo Costa, amministratore unico della Commerciale Adriatica
Paolo Costa, amministratore unico della Commerciale Adriatica

MILANO – Riportiamo l’opinione dell’imprenditore Enrico Paolo Costa, che si è voluto esprimere sulla spinosa questione che ha visto andare in tribunale la torrefazione piemontese Caffè Vergnano e la svizzera Nespresso, per stabilire le norme giuridiche attorno alla proprietà delle capsule e delle compatibili.

Paolo Costa, dalla parte del consumatore

Egregio Direttore,

come diretto interessato del settore mi trovo molto contrariato rispetto alle posizioni assunte dalla Nespresso e dalla arroganza usata riguardo la loro capsula. Bene ha fatto il Tribunale ad assolvere Caffè Vergnano, in quanto non hanno violato nessun brevetto. Infatti se notate la capsula in oggetto ha un sistema simile alla sistema diametro 36, cioè quelle più comuni, funzionando con un filtro superiore ed inferiore chiuse in un pacchetto di protezione. Quindi non vedo nessuna violazione a niente. Secondo punto: Nespresso le macchine le vende e quindi il consumatore deve essere libero di scegliere e mettere nella sua macchina il caffè che preferisce.

I signori della Nespresso se vogliono monopolizzare le loro macchine le devono dare in comodato d’uso (non in regalo)

Soltanto in questo caso si può vincolare il consumatore, altrimenti devono fare come tutti gli altri con i clienti che mettono quello che preferiscono dentro la macchina. Dal momento che si vende un prodotto (macchina caffè) si deve concedere alla concorrenza la possibilità di vendere i propri prodotti, quindi credo che sia più che lecito scrivere compatibile con macchine caffè Nespresso.

Paolo Costa: Gli esempi più lampanti li possiamo trovare nei compatibili consumabili, cioè vari nastri per stampanti toner ecc.

Dove vengono usati in piena legalità i nomi delle stampanti , non vedo perché non si possa usare il nome Nespresso se la macchina è marcata Nespresso. Poi proprio da Nespresso ci sarebbe molto da dire su come utilizzano il nome dell’espresso italiano per vendere, distorcendo la forma e la natura dell’espresso stesso. Quindi complimenti a Caffè Vergnano che assolutamente non ha perso niente come invece asserisce Nespresso, anzi insistete di poter mettere compatibili con macchine caffè Nespresso, come si fa in tutti gli altri settori dei compatibili. Enrico Paolo Costa Amministratore Unico E-mail: pcosta@commercialeadriatica.com Info: Tel. 0039 0544.502671; web: www.commercialeadriatica.com

Cioccolato fondente: 45 grammi a settimana proteggono le donne dall’ictus

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barrette di cioccolato fondente anti-invecchiamento diabetici vegano art & ciocc temperare stampante
Yumiko Saimura, 33 anni, originaria di Kobe, in Giappone, è la nuova campionessa italiana di cioccolateria.

MILANO – Lasciarsi tentare da una barretta di cioccolato ogni tanto non solo non fa male, ma fa anche bene. Meglio, però, se si tratta di cioccolato fondente. A giovarne sarebbe soprattutto la salute delle arterie: a sostenerlo è uno studio pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology dai ricercatori svedesi del Karolinska Institutet di Stoccolma guidati da Susanna Larsson che, in particolare, hanno esaminato l’effetto anti-ictus del cioccolato sulle rappresentanti del gentil sesso.

Cioccolato fondente: che cosa dice la scienza

La ricerca è stata condotta su più di 33 mila donne tra 49 e 83 anni seguite dal 1997 per 10 anni: dati alla mano, gli studiosi hanno incrociato le quantità di cioccolato consumato e l’insorgenza di ictus, rilevando che le signore che consumavano la più alta quantità di cioccolato fondente – più di 45 grammi a settimana – hanno fatto registrare ogni anno 2,5 ictus ogni 1000 donne, mentre tra le rappresentanti del gentil sesso che non superavano i 9 grammi a settimana il tasso di ictus annuo rilevato è stato di 7,8 casi ogni 1000 donne.

A fare la differenza, spiegano i ricercatori, sarebbero i flavonoidi, potenti antiossidanti «spazzini» dei radicali liberi

I risultati dello studio, spiega Larsson, non devono però funzionare da «lasciapassare» per i golosi di cioccolato: mangiarne in quantità eccessiva, infatti, può nuocere alla salute. «Il cioccolato deve essere comunque consumato con moderazione in quanto ha un alto contenuto di calorie, grassi e zuccheri. Dato che rispetto al cioccolato al latte quello fondente contiene più cacao e meno zucchero, è consigliabile il consumo di quest’ultimo». Ecco come il cioccolato protegge il cuore – Uno studio pubblicato sul Journal of Cardiovascular Pharmacology da un gruppo di ricercatori dell’Università di Linköping (Svezia) diretti da Ingrid Persson spiega come il cioccolato fondente riesca a proteggere il cuore: il meccanismo ruota intorno all’attivazione dell’enzima Ace, già conosciuto per essere responsabile dell’aumento della pressione sanguigna.

«Abbiamo già dimostrato – spiega la studiosa – che il tè verde inibisce lo stesso enzima, che è coinvolto nel bilancio dei liquidi del corpo e nella regolazione della pressione sanguigna. Ora abbiamo voluto studiare l’effetto del cacao, con le sue catechine e procianidine». Dai dati è emerso che tre ore dopo l’assunzione del cioccolato è stata rilevata una significativa inibizione dell’attività dell’enzima e, di conseguenza, della pressione alta. Difende anche dal diabete – Un cioccolatino al giorno (circa 7,5 grammi) riduce di un terzo il rischio di sviluppare infarto (37%), ictus (29%) o di diventare diabetici (31%).

A sostenerlo è uno studio della University of Cambridge (Regno Unito) coordinato da Oscar Franco pubblicato online sul British Medical Journal e presentato a Parigi nel corso del congresso della Società europea di cardiologia. Contro colesterolo e trigliceridi – Secondo uno studio presentato dagli studiosi dell’Harvard Medical School (Usa) nel corso del «Nutrition, Physical Activity and Metabolism/Cardiovascular Disease Epidemiology and Prevention 2011», uno degli appuntamenti annuali dell’American Heart Association, il cioccolato fondente abbassa i livelli di pressione sanguigna, migliora la salute di vene e arterie, diminuisce la quantità di colesterolo Ldl, quello “cattivo”, aumenta la presenza di quello “buono” (Hdl), diminuisce i livelli di trigliceridi nel sangue, ed è in grado anche di abbassare il pericolo di sviluppare il diabete di tipo 2, sempre più diffuso a causa dell’allungarsi dell’aspettativa di vita e dell’aumentare dell’invecchiamento della popolazione: il merito, spiegano i ricercatori, è sempre dei flavonoidi in esso contenuti. Buono anche per i diabetici –

A fare la differenza contro il colesterolo e le malattie cardiache nei soggetti affetti da diabete 2 è il cioccolato fondente

A fare al differenza sarebbero i polifenoli in esso naturalmente contenuti: lo studio è stato pubblicato su Diabetic Medicine dai ricercatori della Hull University (Regno Unito) guidati da Steve Atkin. «Il cioccolato fondente con un alto contenuto di cacao – spiega Atkin – dovrebbe essere incluso nella dieta delle persone con diabete di tipo 2 come parte di un approccio equilibrato alla dieta e allo stile di vita». Attenzione, però, a non eccedere nelle quantità, altrimenti «i piccoli benefici dettati dai composti presenti nel cioccolato fondente potrebbero essere enormemente superati dal contenuto di grassi e zuccheri deleteri per la salute dei diabetici”.

Meglio della frutta – Una recente ricerca pubblicata su Chemistry Central Journal ha dimostrato che il cacao e il cioccolato fondente sono più antiossidanti della frutta grazie al loro maggiore contenuto di polifenoli e flavanoli (tipo di fitonutrienti appartenenti al gruppo dei flavonoidi). Lo studio è stato condotto dai ricercatori dell’Hershey Center for Health & Nutrition (Usa) che, comparando le capacità nutrizionali diversi tipi di frutta e cacao grammo per grammo, hanno così stabilito la supremazia nutritiva dei semi di cacao. Fonte e per saperne di più: http://salute24.ilsole24ore.com/articles/13628-cioccolato-fondente-45-grammi-a-settimana-proteggono-le-donne-dall-ictus

Fontana sul Vending: “Se rimaniamo inchiodati a prezzi ignobili è colpa nostra”

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venditalia padiglione 2014 fontana

MILANO – L’editoriale di Alessandro Fontana per DA Italia, Venditalia 2012: l’orgoglio del vending. Sul numero in distribuzione di DA Italia è uscito questo editoriale di Alessandro Fontana a commento del successo dell’ultima edizione di Venditalia Ve lo proponiamo.

Fontana: L’orgoglio è un sentimento molto difficile da definire

Se è eccessivo rischia di trasformarsi in superbia ed entrare nel ristretto cerchio dei vizi capitali, se è troppo poco può portare ad un deficit di autostima che può minare la fiducia nelle proprie capacità. Dopo Venditalia 2012, una fiera che in tempi difficili è stata in grado di sviluppare numeri senza precedenti, il legittimo orgoglio di aver contribuito al successo della manifestazione, spetta però di diritto a tutti gli operatori della filiera coinvolti nella sua realizzazione. Questo settore è ancora in grado di esprimere valori, sia quantitativi che qualitativi, in controtendenza con la congiuntura economica. Ha una forza e una determinazione che meritano un futuro migliore.

Fontana continua: Siamo stati talmente bravi in questa occasione che viene spontaneo domandarsi: se siamo capaci di mettere in campo così tante risorse e professionalità a Venditalia, perché non proseguire su questa strada? Il potenziale aumento dell’iva, il misuratore fiscale, la tassa sulle merendine e sulle bibite, l’etichettatura obbligatoria… Quante sfide e quanti potenziali rischi stanno affacciandosi all’orizzonte. L’unica reazione possibile è quella di trovare forti motivazioni comuni, come quelle che hanno permesso il grande successo di Venditalia.

Le imprese di gestione, ad esempio, devono reagire attraverso la manifestazione collettiva di un’incrollabile volontà di iniziare il percorso per l’aumento dei prezzi alla vendita sino alla quota minima dei 50 centesimi, unica risposta sensata per tornare a fare gli imprenditori.

Gli esperimenti con i distributori a doppia campana e quelli di alcuni gestori virtuosi che sono riusciti ad introdurre alcuni servizi evoluti, hanno dimostrato al di là di ogni dubbio che il consumatore se riceve di più è senz’altro disposto a pagare di più.

Se rimaniamo inchiodati a prezzi ignobili è solo colpa nostra

A volte non è nemmeno solo a causa di una feroce concorrenza al ribasso, ma semplicemente perché non si sanno fare i conti o non si hanno le competenze e la struttura necessarie ad alzare i listini. Essere orgogliosi del proprio lavoro e dei risultati raggiunti deve dare a tutti la giusta motivazione per mettere davvero mano ai problemi reali del settore, senza più scuse, compromessi, scorciatoie e scheletri nell’armadio. Il legittimo orgoglio di appartenere alla comunità del vending deve farci capire quanto possiamo essere forti se operiamo come un’entità collettiva e quanto abbiamo da perdere se coltiviamo solo interessi e ambizioni private.

Le dinamiche di mercato, ormai sempre più determinate da fattori esterni al vending, ci hanno insegnato che da soli non si può andare da nessuna parte. La nostra è una strada che deve essere percorsa tutti insieme e ogni passo nella giusta direzione deve essere difeso in ogni contesto: aziendale, concorrenziale, istituzionale e associativo.

Chef Kumalé per la spedizione “Toma Café” in Colombia

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Chef Kumalé

MILANO – Il programma colombiano Toma Café ha scelto il giornalista gastronomade Vittorio Castellani, alias Chef Kumalé, quale testimonial e conduttore della spedizione reportage che visiterà nove città della Colombia per documentare in video e attraverso un blog, le migliori aree di produzione del caffè e la cultura gastronomica di un Paese straordinario. Per celebrare il progetto “Giugno mese del caffe”, il programma Toma Café e le organizzazioni colombiane affiliate porteranno in Colombia il giornalista “gastromade” italiano Vittorio Castellani, che si imbarcherà dal 26 maggio al 5 giugno 2012 con la spedizione “Colombia Sabe de Café”.

Chef Kumalé, massimo esperto in Italia della cultura alimentare mondiale, autore del libro Coffee Roots:

Viaggio alle radici del caffé (Gribaudo, 2006) sarà impegnato in una spedizione con una troupe video e alcuni fotografi per conoscere, documentare e divulgare la cultura del caffè in Colombia, viaggiando dalla Sierra Nevada a Nariño e passando per el Eje Cafetero, la Valle del Cauca, Santanderes e Antioquia. Saranno in tutto nove le città attraversate dalla spedizione “Colombia Sabe de Café” oltre a decine di villaggi. La spedizione documenterà ogni aspetto della cultura cafetera dai chicchi raccolti dalla Coffea arabica, al ciclo di lavorazione necessario, per ottenere una tazza di caffè, raccontando l´estrema varietà di paesaggi e la versatilità del caffè colombiano.

Racconteremo la coltivazione e la lavorazione del caffè nelle grandi piantagioni ed in quelle piccole, a conduzione familiare

Illustrando i diversi metodi di preparazione: dalle ricette con la panela di canna nel forno a legna nelle fincas cafeteras di Girón dove si coltiva il caffè Rain Forest. Visiteremo i caffè storici di Bogotà (2640 metri sul livello del mare) frequentati da poeti, intellettuali e celebrità fin dalle prime ore, nelle mattine fredde, nella piazza di Paloquemao. E poiché il caffè si beve anche nell´area del Caribe, lungo la costa, la spedizione farà tappa a Cartagena nello splendido mercato di Bazurto e da lì ci sposteremo a Barranquilla, nella la Calle de las Vacas, dove incontreremo i distributori che lavorano con la Costa, visitando le haciendas cafeteras di Magdalena.

Durante la spedizione scopriremo anche le nuove tendenze in ambito di ricerca nei processi agricoli, le innovazioni e lo sviluppo di nuovi prodotti nei centri di sperimentazione fino a visitare le migliori torrefazioni e tiendas di caffè a Medellín, Armenia e Cali, con uno sguardo sempre attento alla variegata cultura gastronomica delle diverse aree del paese. Gli spostamenti e le attività della spedizione saranno documentate giorno per giorno nelle pagine del sito Toma Café (www.tomacafe.org/blog ), già on line…

Elsa Quarta dona aei neonati del Fazzi, una lampada a onde radianti

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elsa quarta
©Quarta Caffè_Viaggio Nel Salento

LECCE – Ieri presso il Reparto di Neonatologia Utin del presidio ospedaliero Vito Fazzi di Lecce la signora Elsa Quarta, vedova del compianto cavalier Gaetano Quarta, fondatore della Quarta caffè ha consegnerà a nome della famiglia e dell’azienda Quarta Caffè, una lampada a led di nuova generazione a onde radianti per il trattamento di fototerapia intensiva per la riduzione ittero nei neonati.

Elsa Quarta sul sociale

“Questa nuova iniziativa – ha detto Elsa Quarta – risalta quel ruolo che Gaetano Quarta dedicava al territorio, professando costantemente l’etica di impresa. La donazione della lampada per fototerapia al reparto Neonatale UTIN di Lecce la vorremmo dedicare al nostro Salento, in un momento particolare della sanità in tempo di crisi”.

Genova: la crisi colpisce i consumi fuori casa, addio alla colazione al bar

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tazzina Genova testo unico berio cafè
Piazza de Ferrari a Genova

GENOVA – Non era mai successo. Neanche nei periodi più bui, neanche nei momenti di massima austerity. È una rivoluzione dei costumi: è in calo il rito del caffè al bar. «La tazzina è diminuita del 10-13%, come ci confermano sia i nostri associati sia torrefazioni e fornitori – rivela Silvio Seghi, vice presidente di Fepag-Ascom, settore bar e pubblici esercizi – Con il caffè, diminuiscono le colazioni, che erano una tradizione italiana. Calano anche spremute, bevande, e tutto il resto, nella misura del 10%.

Genova in crisi, si vede nel bar

Per ora la situazione dei bar e dei pubblici esercizi non è grave come quella dei ristoranti, perché comunque i bar recuperano con i pasti in pausa pranzo. Anche se questo apre tutto il capitolo legato ai ticket. Però, con questa tendenza, che in parte è legata alla presenza delle macchinette del caffè negli uffici, ma molto alla crisi, si rischia di arrivare alla chiusura di diversi locali del settore».

È un grido di dolore, ma non è un pianto fine a se stesso. Perché il calo dell’occupazione è già iniziato:

«Fra ristoranti, osterie, pasticcerie e un po’ di enoteche, nella sola provincia di Genova diamo lavoro a 25.000 persone – ricorda Riccardo Bertola, vice presidente vicario di Fepag-Ascom – Siamo una grande azienda, anche se non abbiamo la cassa integrazione. Abbiamo circa 500 ristoranti, altrettanti bar e gelaterie, 150 pasticcerie. I nostri associati vanno al mattino a fare la spesa con entusiasmo, trasformano i prodotti e li servono. ma siamo in una città con una economia che tira poco, non si fanno più investimenti». Così, nel 2011 l’occupazione del settore è scesa del 4-5% rispetto all’anno precedente. E per il secondo trimestre 2012 si teme un ulteriore calo. Fonte: Il SecoloXIX

Caffè Morganti: una giornata speciale in torrefazione per l’Ateneo

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caffè morganti

ROMA – Continua l’attività di Ateneo del caffè, la scuola di qualificazione in caffetteria voluta dall’Associazione Torrefattori di Roma e Lazio, che raggruppa le più qualificate aziende del settore, a livello territoriale. La giornata del 24 maggio, è stata dedicata completamente alla storica torrefazione romana Caffè Morganti: il corso difatti si è svolto presso la sede della stessa, in cui è stata allestita una apposita aula dotata di macchina professionale Wega, macinadosatore Mazzer, tazzine della Ipa Porcellane ed altre attrezzature e materiali forniti dalla Motta e dalla Pulycaff.

Caffè Morganti apre le porte della torrefazione

Ai partecipanti sono state illustrate le caratteristiche delle attrezzature utilizzate e le tipologie del caffè, ivi comprese le peculiari e le differenti componenti organolettiche di ognuna di esse. Gli allievi successivamente hanno iniziato a cimentarsi nella preparazione del caffè espresso, nella montatura del latte e nella preparazione del cappuccino, comprese numerose decorazioni a base di caffè e cioccolato, raggiungendo tutti un’ottima performance. Il prossimo appuntamento il 27 e 28 giugno. Per ulteriori informazioni. www.ateneodelcaffe.it ; info@ateneodelcaffe.it ; tel.: 06-68891371;

Tazzina a un euro e 20: ecco la corsa all’aumento dell’espresso

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aumento prezzi caffè puglia
Il prezzo del caffè in Puglia è aumentato del 10%

MILANO – Aumentare nei bar il costo della tazzina di caffè a 1,20 euro. Il suggerimento arriva dalla Confesercenti di Piacenza che consiglia ai suoi associati un ritocco del listino prezzi a partire da mercoledì prossimo. La motivazione? Continuare a offrire un servizio di qualità ai clienti dopo la crescita dei costi: dalla materia prima all’ energia elettrica. Nei giorni scorsi, si erano registrati aumenti (e polemiche) in altre città come Cremona e Bolzano (1,10 euro). A Milano, dove ogni giorno vengono servite 5 milioni di tazzine, il prezzo oscilla fra i 90 centesimi e 1,20 euro.

Tazzina più cara, qualità più alta

«Un buon caffè va pagato 1 euro – spiega Orlando Chiari, proprietario del Camparino in Galleria – e se le materie prime aumentano dobbiamo essere bravi noi a trattare con i produttori e mantenere i prezzi inalterati». Sul rincaro, le associazioni dei consumatori sono pronte alla battaglia.

«Non è vero che quest’ anno è aumentato il prezzo della polvere di caffè – attacca Carlo Rienzi, presidente del Codacons – e poi voglio proprio approfondire questa vicenda. Se è così ci rivolgeremo all’ Antitrust e alla procura della Repubblica. L’ espresso italiano è un simbolo!». Un simbolo apprezzato in tutto il mondo come conferma il quotidiano americano Washington Post che ha giudicato uno dei migliori in assoluto quello del Caffè Sant’ Eustachio di Roma.

«Il problema dell’ aumento dei costi delle materie prime è nato nel 2010 – analizza Roberto Ricci, comproprietario con il fratello Raimondo del locale romano – e allora abbiamo dovuto rincarare il prezzo a 1,10 euro per mantenere alto lo standard qualitativo».

Non senza conseguenze

«Abbiamo perso tanti clienti nei primi mesi ma pian piano sono quasi tutti tornati perché la qualità premia. Bisogna non esagerare per non perdere clienti e pensare che i guadagni maggiori arrivano dalla ristorazione». Anche la crisi economica ha il suo peso. «Io non trovo giusto scaricare sui clienti gli aumenti delle materie prime – spiega Francesco Massaro, titolare di una catena di bar che ogni giorno a Palermo serve più di un migliaio di caffè – e trovo corretto che il prezzo medio di una tazzina si aggiri sugli 80-90 centesimi. Chiaramente da Nord a Sud il costo della vita cambia ma vista la crisi preferisco mantenere alta la qualità del mio prodotto agli stessi prezzi e pazienza se guadagno meno».