venerdì 16 Gennaio 2026
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Nestlé VS Vergnano: il colosso svizzero vince per ora al tribunale di Torino

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Capsule Nespresso in alluminio esauste

MILANO – Non si è concluso con il giudizio di primo grado il processo al Tribunale di Torino in seguito alla denuncia di Nestlé che nei mesi scorsi aveva avviato una causa contro Caffè Vergnano: i giudici hanno dato ragione al marchio svizzero ma la sentenza lascia spazio anche all’azienda torinese. Dunque proseguirà la guerra in tribunale tra Nestlé e Caffè Vergnano per la vendita delle capsule che possono utilizzare le macchine da caffè Nespresso.

Nestlé e Caffè Vergnano ancora in lotta

Come è noto il confronto è seguito alla vendita, da parte dell’azienda torinese, delle proprie capsule da caffè dallo scorso settembre 2011 con il marchio Éspresso 1882 ma che mostravano sulla confezione la scritta “compatibili con le macchine Nespresso”. La vicenda era stata avviata in febbraio da Nestlè: una causa contro Caffè Vergnano per violazione di brevetti Nespresso e l’utilizzo, ritenuto illegittimo, del marchio reso celebre anche dalla pubblicità con protagonista l’attore George Clooney.

Il colosso svizzero chiedeva l’inibizione “di qualsiasi attività di produzione, commercializzazione e promozione delle capsule Éspresso 1882, il sequestro del materiale pubblicitario a esse collegato e il loro ritiro dal commercio”. Tutte richieste che il tribunale non ha accolto. Nel corso del dibattimento Caffè Vergnano ha ribadito le proprie ragioni, già annunciate alla presentazione delle proprie capsule compatibili, ottenendo una sentenza che, come indica una nota della stessa azienda “non rileva alcuna contraffazione del marchio e dei brevetti Nespresso”, oltre a “non evidenziare ipotesi di concorrenza sleale a carico di Vergnano”. Tuttavia il tribunale ha dato ragione anche a Nestlé.

Il motivo?

L’etichetta usata da Vergnano con la dicitura “compatibili con le macchine Nespresso” supera i limiti consentiti dall’uso del marchio Nespresso. Per questo motivo il tribunale ha disposto “il ritiro dal commercio di tutte le confezioni di prodotto e di qualsiasi altro materiale che riproduca il marchio Nespresso” nelle modalità sopracitate, disponendo inoltre una penale di mille euro “per ogni violazione successiva accertata del presente provvedimento”.

La sentenza, fatta pubblicare da Nespresso sui quotidiani La Stampa e La Repubblica – la Nestlé potrà chiedere il rimborso della spesa a Caffè Vergnano – autorizza inoltre Nestlé e Nespresso Italia “a procedere alla descrizione di tutta la documentazione commerciale, pubblicitaria e contabile e ogni altro documento pertinente e inerente i prodotti oggetto della campagna pubblicitaria Èspresso effettuata con l’associazione del marchio Nespresso”.

Immediato il ricorso di Vergnano “Sull’unico punto a sfavore” disposto dal tribunale, ovvero sulla dicitura apposta sull’etichetta di Èspresso

Tuttavia, anche in caso di decisione in favore di Nestlé, Caffè Vergnano ha precisato che potrà inserire il nome Nespresso sopra le proprie etichette scrivendo, per maggior precisione, “compatibili con le macchine Citix, Lattissima, Pixi ed Essenza, di produzione Nespresso”. Ma ricorrerà anche Nespresso Italiana. L’azienda che ha sede in Galleria San Babila a Milano, si è si detta soddisfatta perché “il Tribunale ha riconosciuto che Vergnano ha adottato metodi di concorrenza sleale nella vendita delle proprie capsule e ha violato i marchi registrati di Nespresso”.

Tuttavia Martin Pereyra, market director di Nespresso Italiana, ha annunciato comunque un ricorso alla Corte d’appello perché, pur rispettando il giudizio della tribunale, “riteniamo che il ragionamento logico del giudice relativamente ai brevetti Nespresso non sia corretto”.

“Nespresso – ha proseguito Pereyra – deve competere con almeno 50 aziende, che offrono caffè porzionato nel mercato globale, di cui 9 soltanto in Italia. Abbiamo avviato un’azione legale solo nei confronti di quei pochi che riteniamo abbiano violato i nostri diritti. Trattandosi di una azione legale in corso, in questa fase non abbiamo altro da aggiungere”.

Brasilia fallisce: dopo più di 30 anni di attività, sepolta dai debiti

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brasilia tagliato

MILANO – La Brasilia, l’azienda di Retorbido (Pavia) e il collegato impianto “Gino Rossi” di Pontecurone (Alessandria), attiva da più di 30 anni e tra i maggiori costruttori di macchine professionali per il caffè e di componenti, è fallita. Lo ha stabilito la sentenza depositata in cancelleria lunedì pomeriggio e firmata dai giudici Ciampi, Lupo e Fontana della seconda sezione del Tribunale civile di Milano. Il gruppo industriale di Retorbido e Pontecurone era stato portato in tribunale da 56 lavoratori che non ricevevano lo stipendio da mesi. Ora, secondo la sentenza, la Brasilia è stata considerata in stato di insolvenza, non in grado di fare fronte ai debiti.

Brasilia chiude dopo anni da leader

Nella sentenza i giudici hanno ritenuto che la proprietà, rappresentata dalla famiglia Rossi, «non abbia più credito di terzi e mezzi finanziari propri per soddisfare regolarmente e con mezzi normali le proprie obbligazioni». La decisione del Tribunale è stata presa in tempi rapidi perché l’udienza prefallimentare si era svolta giovedì scorso, dopo l’istanza presentata da 56 lavoratori, su un totale di circa 180 della Brasilia, 74 alla Gino Rossi, fusa per incorporazione lo scorso giugno con la Brasilia, per gli stipendi non ricevuti. Quindi non è stata una notizia improvvisa ma determinata da una situazione già deteriorata da tempo per una situazione paradossale. Perché la produzione era ferma, nonostante non mancassero gli ordini sia dall’Italia sia dall’estero, per mancanza di materie prime dato che la proprietà non riusciva a trovare il necessario sostegno delle banche, neppure di quelle locali.

L’altro aspetto della vicenda, quella che ha portato al fallimento, erano i dipendenti senza stipendio da 8 mesi, se si escludono la tredicesima e acconti versati negli ultimi mesi

Proprio la settimana scorsa l’azienda aveva versato l’ultimo di 200 euro. Di fatto i dipendenti hanno dato l’ultimo colpo ad una azienda già in una situazione difficile, senza la possibilità di far ripartire la produzione. La sentenza consente ora al sindacato di preparare la richiesta per un anno di cassa integrazione straordinaria, per garantire ai lavoratori una minima tutela salariale. Per questo i sindacati hanno anche fatto appello si sindaci della zona perché “aiutino gli operai”.

I sindacati incontreranno i lavoratori in azienda, per spiegare che cosa sta succedendo. Dopo la sentenza è stato incaricato come curatore fallimentare l’avvocato Davide Lambicchi di Milano. Sarà lui che nei prossimi giorni arriverà negli uffici di Retorbido per esaminare le carte della Brasilia per cercare di salvare quello che è possibile. Il legale preparerà anche l’inventario di tutti i beni dell’azienda e metterà i sigilli allo stabilimento Avrà tempo perché l’udienza per l’esame del totale dei debiti accumulati e l’ammissione dei creditori è stata fissata per l’11 settembre alle 10,30. Infine un altro aspetto che la sentenza apre è quello sul futuro della Brasilia. Perché ci sono già alcuni imprenditori del settore interessati alle due fabbriche e il cui arrivo potrebbe essere ora più facile di quanto non fosse prima.

Bialetti: approvata la decisione di ridurre il capitale sociale dal Cda

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Bialetti Nuova Venus xingu
Bialetti NuovaVenus

MILANO – Il Consiglio di amministrazione di Bialetti Industrie riunitosi venerdì ha approvato la relazione che prevede, fra i provvedimenti principali – come informa una nota della società -, di chiedere all’assemblea dei soci del 20 giugno di ridurre il capitale sociale per garantire la copertura totale delle perdite emergenti dalla situazione patrimoniale ed economica dell’emittente al 31 marzo 2012, pari a 20.942.786 euro.

Bialetti fa i conti

La copertura della perdita verrà effettuata mediante l’utilizzo integrale delle riserve disponibili e delle poste di utile, pari a 7,743.647 euro e una successiva riduzione del capitale sociale da euro 18.750.000 a 5.550.861 previa eliminazione del valore nominale delle azioni. Inoltre verrà proposto un aumento di capitale sociale a pagamento e in via scindibile mediante emissione di azioni ordinarie senza valore nominale da offrire in opzione ai soci sino a un massimo di 15 milioni di euro.

Cremona: dal 15 giugno aumenta il prezzo del caffè al bar di 10 centesimi

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Ancora la questione del costo del caffè

CREMONA – Hanno Fatto il possibile per rendere meno ‘amaro’ il caffè. Ma i costi sono lievitati, le bollette impazzite, e alla fine i titolari dei bar hanno capitolato: dal 15 giugno prossimo aumenteranno caffè, cappuccino e brioche, ovviamente al banco. La tazzina più bevuta in Italia passerà da 1 euro a 1 euro e 10 centesimi; il cappuccino da 1,40 a 1,50, la brioche da 1 a 1,10. Zucchero, come sempre, a volontà.

Cremona al rialzo

La decisione è stata presa durante un’assemblea della Fipe (Federazione Pubblici Esercizi) convocata dal presidente Alessandro Volta nella sede dell’Ascom di via Manzoni. La data del 15 giugno ha una ragione: la necessità di preparare il listino Fipe che verrà inviato agli esercizi associati, che lo esporranno nei loro locali, così da evitare discussioni o polemiche. Fonte: laprovinciadicremona.it

Moncafè fornisce la società Miracles of Science per il locale District39

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FAGGIANO – Scrive Alessandro Sampietro. Raggiunto l’accordo di fornitura con il gruppo MOS per il primo locale in Italia dove si ordina con lo smartphone In programma altre 20 aperture in tutto il Paese La Moncafè di Faggiano (Taranto), ha raggiunto un interessante accordo di fornitura con la società Miracles of Science (Mos), proprietaria del Ristorante Pizzeria District39 a Milano zona Bovisa (di fronte il Politecnico) www.district39.it . Il gruppo Mos per il primo locale sito in Via R. Morghen a Milano ha scelto la miscela Moncafè Oro preparata con due macchine da caffè Nuova Simonelli Aurelia Volumetriche.

Moncafè al ristorante Distric39

Il District39 nasce da un’idea rivoluzionaria, il cliente infatti all’interno del locale, seduto comodamente al suo tavolo, tramite cellulare smartphone collegato con wi-fi, si può interfacciare direttamente con lo staff: viene avvisato quando è pronto il suo tavolo, gestisce tutte le ordinazioni partendo dalle bevande sino ad arrivare al caffè e al dessert, richiede tranquillamente l’aggiunta di ulteriori sedute, e visualizza così il conto aggiornato, il tutto senza stress! Il programma prevede l’apertura di 20 locali high tech in tutta Italia e per il futuro ha un progetto quasi pronto, che consentirà anche il pagamento del conto tramite cellulare.

India, produzione in lieve calo di 200mila sacchi, secondo Usda

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export india
Export dalla India

MILANO – Dopo un’annata 2011/12 caratterizzata da eccezionali condizioni meteo, la produzione in India 2012/13 subirà un calo di 200mila sacchi circa rispetto all’anno precedente, scendendo a 5,1 milioni di sacchi, con i raccolti di arabica e robusta entrambi in marginale flessione.

Questa la previsione iniziale contenuta nel Gain Report recentemente diffuso dal servizio agricolo estero del dipartimento dell’agricoltura degli Stati Uniti (Usda). Secondo il documento, la produzione si sta orientando in misura crescente verso i robusta, che hanno costituito il 70% circa del raccolto nel 2011/12, in ragione della maggiore resistenza alle avversità e delle minori esigenze di manodopera di questa varietà.

India: nel 2011/12, la produzione ha raggiunto i 5,3 milioni di sacchi

Beneficiando di una buona distribuzione delle precipitazioni nell’arco dell’intero ciclo vegetativo e di adeguate condizioni iniziali di umidità del suolo. Nello stato di Karnataka, dal quale proviene circa il 70% circa del caffè prodotto in India, gli elevati livelli di prezzo hanno favorito l’adozione di buone e assidue pratiche agricole, in particolare, di metodi naturali e di lotta alle avversità.

L’estensione complessiva della aree coltivate a caffè rimane sostanzialmente inalterata a 400 mila ettari e viene rinnovata in ragione del 2-3% annuo sia nel Karnataka, che nel Tamil Nadu e nel Kerala, gli altri 2 principali stati produttori. La presenza di estese aree forestali protette in prossimità della aree di coltivazione del caffè limita le possibilità di estensione ulteriore dell’ettaraggio.

La coltivazione del caffè viene promossa anche in aree non tradizionali

Quali le regioni tribali di Andra Pradesh e Orissa, nonché gli stati del nord est. L’obiettivo è quello di offrire delle opportunità economiche alla popolazione più povera delle aree rurali. Il report ritiene però che saranno necessari tempi lunghi prima che detti sforzi possano concretizzarsi in un incremento significativo delle aree coltivate. I recenti incrementi nei costi degli input agricoli, aggiunti all’eliminazione dei sussidi per l’acquisto di fertilizzanti e combustibili, hanno determinato un notevole aggravio ulteriore per i produttori.

I costi di manodopera costituiscono circa la metà del budget dei produttori e la loro incidenza tende ad aumentare. Il moltiplicarsi delle opportunità di impiego extra-agricolo stanno determinando una crescente penuria di lavoratori qualificati. Il tutto mentre le possibilità di meccanizzazione sono spesso limitate a causa della morfologia del territorio.

Nonostante la forte crescita dei consumi interni, il comparto in India rimane fortemente orientato all’export

Nel 2011/12 si prevedono esportazioni per 5,8 milioni di sacchi circa, in lieve calo rispetto 5.871.616 del 2010/11. Il dato dovrebbe scendere a 5,5 milioni nel 2012/13. Riportiamo di seguito una tabella riepilogativa relativa alle annate 2009/10 e 2010/11. L’Italia rimane di gran lunga il principale mercato di esportazione del caffè verde indiano, con una quota di mercato che supera il 21%.

 

Ducati Caffè apre una nuova caffetteria nel cuore di Dubai

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buon compleanno ducati caffè
Ducato Caffè di Roma

MILANO – Dopo il primo a Roma e il secondo aperto a Seoul, capitale della Corea del Sud, venerdì il pilota del Team Ducati Nicky Hayden di MotoGP ha inaugurato nel cuore di Dubai un nuovo Ducati Caffè, l’innovativo “concept restaurant and lounge bar” con il marchio dalla casa motociclistica Bolognese da poco acquistata dalla Audi (Gruppo Volkswagen). Il locale, situato in posizione di grande visibilità all’interno del Dubai Mall, è già destinato a diventare il ritrovo più esclusivo di Dubai per colazioni, pranzi, cene e aperitivi “all’italiana”.

Il Ducati Caffè di Dubai, frutto della collaborazione tra Ducati ed AD Group che ha sede negli Emirati Arabi Uniti

Va ad aggiungersi ai Ducati Caffè già attivi, oltre a Roma e Seoul, anche a Shanghai e Bangkok e annuncia come una location perfetta dove il mondo Ducati si affianca alla caffetteria e alla tradizione gastronomica italiana per offrire l’esperienza tipicamente “Made in Italy” che caratterizza la Casa motociclistica.

“Siamo entusiasti di poter espandere il concept Ducati Caffè portandolo negli Emirati in collaborazione con AD Group, e ci fa molto piacere che la prima destinazione sia Dubai,” – ha detto Lucio Attinà, Direttore della BU Apparel & Brand Development di Ducati Motor Holding -. “È una città dinamica e raffinata, l’ambientazione perfetta per un brand di qualità come Ducati. Siamo orgogliosi di essere qui come ambasciatori dell’eccellenza italiana e felici di affrontare questa nuova avventura con un partner di grandissima esperienza.”

Il fascino di Ducati Caffè è alimentato dalla passione che anima la community Ducati e che si traduce in un lifestyle elegante e divertente in grado di avvicinare persone anche molto diverse; la dimensione internazionale del concept, poi, è un passaporto infallibile per il suo successo a livello mondiale.

“L’apertura del Ducati Caffè a Dubai ci riempie di emozione, personalmente sono un grande appassionato del marchio e sono certo che l’accoglienza sarà positiva in questo paese,” ha detto Abdul Aziz Al Dawihi, Presidente di AD Group. “Ducati Caffè è stato pensato per persone che desiderano vivere al massimo ogni istante e adottare uno stile di vita dove ci sia posto per la cultura, per il lavoro e per il tempo libero. Rappresenta una destinazione ideale per tutti, dai Ducatisti e appassionati di moto e sport motoristici ai gourmet che sanno apprezzare il buon cibo e il buon caffè. Il Dubai Mall è soltanto l’inizio; prevediamo di aprire altri Ducati Caffè in questa regione entro i prossimi due anni, all’interno dei principali centri commerciali di Abu Dhabi, del Kuwait, di Beirut, Riyadh e Jeddah”.

Il nuovo locale offre sia il meglio in fatto di ristorazione e caffetteria italiana, sia anche abbigliamento e merchandising Ducati

Creando così un mix esclusivo di cucina sofisticata ed eccellenza tecnica, il tutto alimentato dalla passione che anima la nuova partnership tra Ducati e AD Group. Visti gli ingredienti, il Ducati Caffè di Dubai promette di essere un’esperienza di successo che già prevede di ospitare numerosi eventi all’insegna della miglior tradizione italiana. Il nuovo locale, che occupa una superficie di 410 metri quadrati distribuiti su due piani, è arredato con opere di “Ducati Art” e monitor LCD che visualizzano in maniera continua immagini di lifestyle Ducati.

Alla parete è fissata una Superbike Ducati che aggiunge un tocco molto speciale, ricordando in ogni istante ai commensali la gloriosa tradizione della casa bolognese, costruttrice di meravigliose moto artigianali. All’inaugurazione ha presenziato il già Campione del Mondo e pilota ufficiale del Team Ducati, Nicky Hayden, che ha fatto tappa a Dubai prima di ripartire per il GP di Catalunya, in programma a Barcellona domenica: “Questo paese significa molto per il Team Ducati, visto che il Qatar ospita la gara inaugurale della stagione sportiva nonché l’unica in notturna nell’intero campionato”, ha detto. “Sono felice di poterlo visitare in un contesto più rilassato. Mi piace molto il concept Ducati Caffè e penso che il locale di Dubai ne metta bene in luce tutte le potenzialità. Vorrei ringraziare tutto il pubblico che ha partecipato all’inaugurazione e naturalmente anche il Signor Al Dawihi che mi ha invitato. Molti auguri all’AD Group per gli altri Ducati Caffè già in programma.”

Lo stile italiano è sottolineato anche dall’eccellenza culinaria: al Ducati Caffè verrà servito il meglio della gastronomia tricolore, un vero trionfo di sapori

Grandi formaggi, varie tipologie di aceto balsamico e di olio d’oliva e molte altre specialità preparate con maestria secondo la tradizione delle varie regioni italiane e la creatività e il gusto nazionale, elementi di quella ‘Dolce Vita’ che Ducati è orgogliosa di far conoscere nel mondo. Le specialità alimentari possono essere consumate alla carta oppure gustate nell’angolo di “enogastronomia” dedicato ai gourmet, oltre che acquistate nel punto vendita allestito presso il Caffè, dove saranno disponibili anche gli ultimi gadget e articoli di abbigliamento Ducati, per permettere ai clienti di portare con sé un po’ dello spirito Ducati.

Il concept Ducati Caffè è stato realizzato con la collaborazione di numerose, società, tutte orientate a promuovere la tradizione made in Italy, e a portare da oggi un pezzo d’Italia nel resto del mondo Ducati.

Fust (Coop) e Migros vendono capsule compatibili Nespresso

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Migros nestlé fust

ZURIGO (Svizzera) – Si allarga la concorrenza per Nestlé nel sistema di caffè Nespresso: Fust, filiale di Coop, e Migros hanno annunciato quasi in contemporanea, la vendita di nuove capsule compatibili con le macchine di Nespresso. “Le capsule di Migros si basano su una soluzione tecnica autonoma e non ledono il marchio – inteso nella sua fattispecie di forma della capsula – e nemmeno il brevetto di Nestlé”, ha detto la portavoce del gigante arancione Monika Weibel. Che il lancio avvenga contemporaneamente a quello di Fust è casuale, ha aggiunto.

Fust non vede alcuna infrazione al diritto dei brevetti

Le capsule di Nespresso sono oggetto di numerose dispute giuridiche: per Nestlé sono lesi il diritto di marchio e brevetto. L’Ufficio europeo dei brevetti ha confermato la validità di uno dei certificati che proteggono le capsule di caffè Nespresso, ma il gruppo statunitense Sara Lee ha già inoltrato ricorso. Insieme allo svizzero Ethical Coffee Company (ECC), al francese Casino e al belga Beyers Coffee, il gruppo americano aveva contestato la validità della protezione concessa nel 2010.

In Svizzera sono nel mirino di Nestlé Denner, Media Markt e Saturn per dosi di caffè compatibili con quelle del gigante alimentare

Alla Denner le capsule possono essere acquistate ovunque, dopo che il tribunale commerciale di San Gallo nell’agosto del 2011 ha revocato il divieto di vendita provvisorio. Per quanto riguarda invece le due catene di elettrodomestici una decisione deve essere ancora presa. Fonte: swissinfo

Codacons: esposto all’Antitrust e alla Procura contro i rincari della tazzina

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codacons
Il logo di Codacons

MILANO – Dopo gli ultimi annunci di aumenti del prezzo della tazzina di espresso al bar, in particolare quello della Confesercenti di Piacenza che ha suggerito ai suoi associati di aumentare nei bar il costo della tazzina di caffè portandolo a 1,20 euro a partire da mercoledì prossimo, è sceso in campo il Codacons. L’associazione dei consumatori ieri ha deciso di presentare al riguardo un esposto all’Antitrust e alla Procura della Repubblica di Roma, considerato “che la legge vietata le intese, gli accordi, le pratiche, nonché le deliberazioni di consorzi, di associazioni di imprese ed organismi similari che restringano il gioco della concorrenza, ad esempio fissando direttamente o indirettamente il prezzo di vendita di un prodotto”.

Il comunicato del Codacons così prosegue:

“Il rischio assai fondato ed il timore dell’associazione, infatti, è che dopo la Confesercenti di Piacenza anche altre organizzazioni di categoria o altre città rilancino questa proposta, favorendo così cartelli ed intese anticoncorrenziali anche nel resto del Paese. Un aumento, quello della tazzina da caffè, che sarebbe assolutamente ingiustificato e rappresenterebbe un enorme danno per i consumatori – spiega il Codacons – considerato il momento di crisi attuale e l’elevato consumo di caffè espresso da parte degli italiani.

L’associazione ricorda infatti come ogni anno, in Italia, vengano consumate 3,4 miliardi di tazzine di caffè. Un incremento dei listini di 0,20 euro comporterebbe una maggiore spesa annua per i cittadini pari a 680 milioni di euro”.

Mapanga, l’arabica del Malawi di Caffè Corsini ha vinto il Festival del gelato 2012

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La nuova latta di Caffè Corsini da 125 grammi
La nuova latta di Caffè Corsini da 125 grammi

FIRENZE – L’ africano Mapanga, caffè arabica del Malawi, selezionato e tostato da Caffè Corsini, è il nuovo gusto vincitore tra i gelatieri emergenti Festival del gelato 2012 di Firenze. A decretarlo la giuria tecnica della manifestazione, presieduta dal maestro Roberto Lobrano, che ha votato per l’israeliano Yaniv Abergel, mentre a vincere nel settore maestri gelatieri è stato il gusto Noce pecan e sciroppo d’acero canadese del gelatiere canadese James Coleridge. Abergel ha sbaragliato la concorrenza con la sua interpretazione del Caffè Corsini Mapanga, premiato per l’equilibrio delle sensazioni del gelato.

Il caffè vincitore è stato selezionato dal coffee expert della Caffè Corsini, Francesco Sanapo, responsabile Master Bar dell’azienda e campione italiano caffetteria 2010 e 2011. “Io e Yaniv abbiamo estratto insieme, con cura e a lungo, l’essenza del caffè. Sono molto felice della vincita”, ha detto Sanapo, che ieri ha chiuso il Firenze Gelato Festival con tre show cooking dal titolo “Dalla pianta alla tazzina”.

Viaggi alla scoperta del caffè, partendo dalla storia della pianta fino ad arrivare a piacevoli degustazioni di diverse origini. Il Mapanga, arabica raro, proviene da un’unica piantagione situata nel Malawi, piccolo stato del sudest africano. Questo paese coltiva caffè dal 1890, ma la produzione rimane volutamente limitata per preservare la straordinaria qualità. Lavorato con grande cura e meticolosità, ha un corpo ricco e un aroma pieno e fragrante, lievemente fruttato, con sentori agrumati e finale di cioccolato fondente. Il gusto fa parte della linea Compagnia dell’arabica della Corsini, azienda fondata ad Arezzo nel 1950 da Silvano Corsini, che da un piccolo laboratorio artigianale di lavorazione del caffè ha creato una delle più importanti torrefazioni italiane nel mondo, diretta attualmente da Patrick Hoffer.

Info: www.caffecorsini.it