giovedì 01 Gennaio 2026
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Enrico Meschini al Pausa Caffè: “Espresso? In Italia se ne chiacchiera”

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enrico meschini csc
Enrico Meschini

MILANO – L’intervento di Enrico Meschini: “Sono il presidente e socio fondatore dell’Associazione Caffè Speciali Certificati, rappresento la quarta generazione della mia famiglia che si occupa di caffè. Al momento sono amministratore unico dell’Arcaffè Estero srl e presidente de Le Piantagioni del Caffè. Da 20 anni viaggio attorno al mondo alla ricerca di caffè realmente speciali e mi dedico con passione all’assaggio. Ho partecipato a 3 Cup of Excellence e ad altrettanti Late Harvest competition come giurato internazionale, oltre ad aver organizzato una competizione internazionale di assaggio in espresso. Ho ideato e registrato un sistema per l’assaggio in espresso.”

Enrico Meschini, come vede l’attuale situazione del caffè espresso in Italia e all’estero?

“A mio modo di vedere la qualità dell’espresso in Italia è andata decrescendo coll’incremento del costo del caffè Arabica sui mercati internazionali. Lo stessa tendenza si è verificata all’estero, ma con una maggiore attenzione alla qualità. In particolare, in Italia il livello di conoscenza è sempre estremamente basso e basso e negli ultimi 10 anni l’incremento del livello di conoscenza rispetto a quanto è avvenuto in molti paesi è stato estremamente debole.

Che, poi, all’estero non si abbia ben chiaro in cosa consista un espresso, conta abbastanza poco, visto che, anche in Italia più che altro se ne chiacchiera”.

Quali sono gli elementi chiave per una crescita della qualità del caffè espresso?

Enrico Meschini: “Pochi elementi: la volontà di farlo, la conoscenza del prodotto. Il fatto che continui a parlare di “monorigini” ci dice che non si vuole fare qualità, ma solo operazioni di maquillage: sarebbe come voler valorizzare il vino italiano raccontando solo che proviene dall’Italia”!

Quali strumenti attuare per una maggiore diffusione del concetto “dell’espresso italiano” all’estero?

“Punto assolutamente critico. Il concetto di espresso è ormai universale ed il fatto che si produca in Italia rischia di diventare marginale, visto che il nostro livello qualitativo medio di caffè esportato resta basso. Come si può parlare di valorizzazione di un prodotto che, nella maggior parte dei casi non svela nessuna particolare caratteristica se non la sua eccessiva tostatura, l’amarezza ed una spiccata difettosità? In Italia non credo che ci possano essere problemi di sopravvivenza, ma di inquinamento da additivi, che, in ultima analisi, non porta ad una diminuzione del consumo.

Per quanto riguarda l’estero, invece, la sistematica assenza di italiani nelle manifestazioni innovative degli ultimi 20 anni, hanno minato la credibilità italiana, sempre che ne avessimo una e gli organi competenti, come tutti sappiamo, si sono sempre disinteressati del problema “espresso italiano”. A tutt’oggi non si incontrano, se non molto raramente, italiani a giro per il mondo, senza considerare le gite organizzate.

Come spesso ci accade, non abbiamo voci autorevoli che ci rappresentino e quelle poche che ci sono state non hanno affrontato mai il problema perché, ormai, l’espresso era entrato a far parte del patrimonio universale. A noi non rimane che augurarci che molte più di oggi siano le torrefazioni italiane che nel curare la qualità, escano dagli stereotipi e dai luoghi comuni, cercando di aumentare la loro conoscenza del prodotto all’origine e comincino a certificare la loro qualità e/o la provenienza dei loro prodotti..”

La Chais Privé, un giro di affari di 12 mln, approda sul mercato online

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Macerazione carbonica nel vino La Chais Privé
Macerazione carbonica nel vino

MILANO – Sono oltre 300 i siti internet francesi che propongono la vendita di bottiglie di vino con un mercato in costante crescita (+33% annualmente dal 2007) con un valore di €410 milioni. L’ultimo arrivato é La Chais Privé del gruppo Wineandco molto conosciuto tra gli addetti al settore e operativo dal 1999. Anch’esso è specializzato in prodotti di alta qualità ed é la filiale di Moet Hennessy e del gruppo Bernard. Può contare su 5 000 etichette e un giro di affari di €12 milioni.

La Chais Privé é dedicato ad un mercato di nicchia ad alto valore aggiunto

Che non dovrebbe superare i 10 000 clienti con proiezioni in Germania, Gran Bretagna e Belgio ma anche nel resto dell’Europa, soprattutto in Italia. Considerando l’importanza che internet riveste sin d’ora nella commercializzazione di vari marchi di caffè porzionato è lecito chiedersi se i torrefattori gourmet, che analogamente ai produttori vinicoli sopra citati, lavorano in un mercato di nicchia, seguiranno la stessa strada potenziando la loro presenza nel web e conquistando così una visibilità globale. Molti già lo fanno. Il primo?

Un colosso della torrefazione in Cina, con stabilimenti a Shanghai e Pechino che abbina la vendita online di praticamente tutte le monorigini

Con molti lotti anche speciali, abbinandoli alla consegna espresso in tutto il mondo in collaborazione con un colosso dell’aviazione civile come Air Cina. E, ci hanno detto a Shanghai, i clienti italiani sono tra i più numerosi, grazie anche a prezzi molto molto interessanti ed alla qualità ineccepibile, sia del caffè sia della torrefazione.

Conab: il raccolto brasiliano da record, toccherà i 50,48 mln di sacchi

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conab
Raccolto da record

MILANO – Conab rifà i conti, ma il risultato totale non cambia. La terza stima ufficiale dell’agenzia specializzata del minagricoltura brasiliano – elaborata in base all’indagine sul campo compiuta tra il 6 e il 24 agosto – conferma (con una minima correzione al rialzo) le cifre di maggio. Il raccolto 2012/13, alle battute finali in queste settimane, sarà da record e si attesterà a 50,48 milioni di sacchi: esattamente 2 milioni di sacchi in più rispetto al precedente massimo storico di 48,48 milioni registrato nel 2002/03.

Conab, i dati sulla produzione e ai consumi

Rispetto ad allora, però, i consumi interni sono cresciuti di oltre 6 milioni di sacchi e l’export è di svariati milioni di sacchi superiore. Dalla tabella sottostante, che mette a confronto le cifre delle ultime sei annate positive di raccolto, è possibile vedere come, rispetto al 2002/03, la produzione di arabica sia addirittura inferiore, seppur di poco. La differenza, la fa il raccolto di robusta, che raggiunge il livello record di 12,5 milioni di sacchi, contro i 10,53 milioni del 2002/03.

BrasileCome già rilevato nel numero di ieri, la produzione risulta superiore del 16,1% a quella dell’anno scorso e del 4,96% al raccolto del 2010/11 (il precedente anno di ciclicità positiva). La produzione di arabica e robusta cresce in termini assoluti di 5,759 e 1,2394 milioni di sacchi, pari a un incremento percentuale rispettivamente del 17,89% e del 10,97%.

La superficie complessivamente coltivata a caffè è pari a 2,34 milioni di ettari, in lieve espansione (+2,7%) sul 2011/12. L’estensione maggiore si registra, ancora una volta, nel Minas Gerais, con circa 1,2 milioni di ettari, per il 99,4% di arabica. Più variegata la situazione nell’ Espírito Santo, con 491.500 ettari, di cui 305.600 coltivati a robusta. Cosa cambia Rispetto alla stima di maggio, lo scarto è minimo: appena 35.200 sacchi. Vi sono comunque alcuni aggiustamenti che è opportuno segnalare.

Innanzitutto, un ridimensionamento di 185.200 sacchi del raccolto di arabica, cui fa riscontro una correzione al rialzo di 220.400 sacchi per i robusta. Per quanto riguarda i singoli stati, si osservano correzioni al rialzo in Espírito Santo (+287mila sacchi) e San Paolo (+173.400 sacchi), mentre vengono parzialmente rivisti al ribasso i dati relativi a Paraná (100mila sacchi) e Rondônia (217.500 sacchi). Non subiscono invece rettifiche degne di nota le stime riguardanti Minas Gerais e Bahia. Di seguito, le tabelle riepilogative con la produzione stato per stato e il raffronto con il raccolto 2011/12.

Brasile

brasileStato per stato

Il Minas Gerais, massimo stato produttore brasiliano, ha visto un intensificarsi delle precipitazioni a cavallo tra dicembre e gennaio. A fine gennaio è subentrato un periodo di siccità durato sino a marzo, che ha fatto temere possibili ripercussioni negative sulle rese. Il rischio non si è concretizzato.

In compenso, l’occorrenza di precipitazioni sulla maggior parte dello stato in coincidenza con l’inizio del periodo di raccolta ha aumentato il rischio di caduta dei chicchi e di fermentazione, con conseguenze negative sulla qualità. Le condizioni climatiche maggiormente avverse si sono riscontrate nelle regioni di Zona da Mata e Vale do Rio Doce.

Gli esperti di Conab sottolineano che la maggior parte degli arbusti, nonostante il logorio arrecato dalle operazioni di raccolta, si presenta in buone condizioni vegetative e nutrizionali, con fogliame abbondante e senza infestazioni o malattie significative. Ciò appare di buon auspicio per il prossimo raccolto, che segnerà il ritorno a un’annata negativa del ciclo biennale.

La produzione viene stimata da Conab in 26,63 milioni di sacchi, con un incremento del 20,07% rispetto all’anno trascorso, che riflette la ciclicità positiva, ma anche i maggiori investimenti resi possibili dalla forte ripresa dei prezzi. La produttività media si attesta a 25,87 sacchi/ha (+16,73%), mentre si osserva un’espansione delle aree produttive del 2,84%, in linea con il dato nazionale. Gli incrementi maggiori sull’anno precedente si riscontrano nel Cerrado Mineiro dove si prevede un raccolto in crescita del 50,62%, con una produttività media di 35,78 sacchi/ha, contro i 24,85 del 2011/12. L’estensione delle aree produttive è aumentata del 4,57%. Il manifestarsi di piogge atipiche a maggio e giugno ha ritardato l’inizio delle operazioni di raccolta, che si sono concentrate tra luglio e agosto.

I dati Conab: nel Sud de Minas la produzione viene stimata in 13,59 milioni di sacchi, in crescita del 30,15% sull’annata precedente

La produttività raggiungerebbe i 26,2 sacchi/ha. Le avversità climatiche intervenute in alcuni dei momenti chiave del ciclo vegetativo hanno in parte frustrato il potenziale produttivo. I produttori temono un aumento significativo della percentuale di caffè di bassa qualità e sottolineano che il recupero dei grani caduti in terra a causa delle piogge rischia di non essere completo, vuoi perché le drupe sono state schiacciate dal passaggio delle macchine agricole, vuoi perché l’operazione presuppone elevati costi di manodopera.

In controtendenza la Zona da Mata Mineira

Che presenta addirittura un calo produttivo, riconducibile al fenomeno di inversione del ciclo biennale riscontrato in numerosi comuni, ma imputabile, in parte, anche alle condizioni climatiche sfavorevoli, con un eccesso di precipitazioni e basse temperature nel periodo post-fioritura, siccità a febbraio e marzo, e nuove precipitazioni nel periodo della raccolta.

Nonostante tutto, la produzione è risultata complessivamente in crescita nelle regioni di Leste, Mucuri, Norte de Minas e Jequitinhonha dove ha inciso positivamente l’utilizzo dell’irrigazione e l’incremento degli investimenti. Nell’Espírito Santo è atteso un incremento complessivo della produzione dell’8%. Ma a crescere sarà soltanto il raccolto di Conilon (+14,35%), che dovrebbe raggiungere i 9,713 milioni di sacchi, con una produttività media di 34,68 sacchi.

Opposto l’andamento degli arabica, che subiranno un calo del 9,4% con una produzione di poco inferiore ai 2,8 milioni di sacchi e una produttività di appena 16,40 sacchi/ha. Questi risultati deludenti sono imputabili (oltre che ai problemi del comparto) all’incidenza negativa dei fattori climatici.

Conab: soddisfazione nello stato di San Paolo

Dove il raccolto (esclusivamente di arabica) segnerà, secondo le stime di Conab, uno spettacolare incremento del 67,6%, per una produzione di 5,21 milioni di sacchi e una produttività vicina ai 30 sacchi/ha. Le note dolenti arrivano invece dagli stati di Bahia e Paraná, dove è prevista una flessione produttiva rispettivamente del 13,1% e del 5,5% dovuta agli avversi sviluppi climatici (siccità in Bahia, siccità, piogge eccessive e gelate nel Paraná). Deludenti anche i risultati nello stato di Rondônia dove, nonostante la ciclicità positiva, è previsto un calo dello 0,5% imputabile agli eccessi climatici, il cui impatto è stato accentuato dalle pratiche inadeguate e dalla bassa fertilità dei suoli (la produttività media è attorno ai 10 sacchi/ha). Va infine osservata na rilevante contrazione delle superfici totali, che sono scese a poco più di 23 mila ettari (-14,6%).

Lavazza aumenta la sua partecipazione azionaria in Green Mountain

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logo Lavazza sede new york
Il logo Lavazza sulla facciata della sede di New York

MILANO – Lavazza riafferma le sue ambizioni nel mercato americano e incrementa la partecipazione azionaria in Green Mountain Coffee Roasters, la popolare torrefazione americana del Vermont, famosa per i serving “K-Cup”. Lo indica una comunicazione trasmessa lunedì alla U.S. Securities and Exchange Commission, l’ente federale statunitense, analogo alla Consob, preposto alla vigilanza delle borse valori.

Da essa risulta che il torrefattore italiano controlla attualmente il 6,8% del pacchetto di Gmcr, pari a circa 10,5 milioni di azioni, contro 7,7 milioni di azioni (pari al 4,99% del pacchetto) detenute prima del 30 agosto, data in cui Lavazza ha iniziato a comprare nuove azioni.

Lavazza era arrivata a detenere sino al 5,5% delle azioni di Gmcr

“Lavazza ha operato nuovi acquisti allo scopo di riaffermare la sua posizione di significativo azionista di minoranza e di consolidare la sua relazione strategica e di collaborazione a lungo termine con l’emittente” si legge tra l’altro nel documento.

Green Mountain è il più importante competitor nel comparto americano del porzionato

Ma la sua leadership rischia di sgretolarsi di fronte alla concorrenza a basso costo, che si accinge a entrare in campo alla scadenza dei brevetti sul sistema Keurig, che avverrà proprio questo mese. Per questo ha lanciato quest’anno un nuovo sistema di alta gamma denominato Vue e sta collaborando inoltre con Lavazza nel settore delle macchine domestiche e dei serving per il caffè espresso.

SandyStorie: la collana di racconti da gustare come un espresso al bar

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MILANO – E’ in uscita un nuovo racconto per l’iniziativa editoriale Un caffè e un libro, grazie!- SandyStorie, un progetto nato dalla collaborazione tra Sandy S.p.A., storica azienda aretina leader nel settore della torrefazione e Thélème, società che si occupa di creazione di materiali didattici e che vanta collaborazioni con case editrici come l’aretina Rêverie. La notizia da informarezzo.it.

SandyStorie nasce come collana di racconti di grandi autori, piccole storie come perle da gustare, come un caffè, prima, durante e dopo un caffè

Storie dall’aroma di espresso, breve e intenso, da bere, da annusare, da offrire, da regalare. Dopo il successo della prima uscita, il racconto Trappola per ubriachi, esaurito nel giro di quattro giorni dopo la sua presentazione ad Arezzofestival, è la volta de Il polpettone, racconto inedito dello scrittore fiorentino Marco Vichi, autore, tra gli altri, dei romanzi della fortunata serie del commissario Bordelli.

Possibile trovare i volumi della collana SandyStorie presso la caffetteria Sandy 1957 in via Garibaldi 65, Piazza S. Agostino.

Il prezzo contenuto, la qualità e la collocazione in spazi inediti sono gli ingredienti base di un progetto ambizioso

Che cerca di veicolare parole, idee e pensieri dei grandi scrittori del nostro tempo. I piccoli volumi sono l’ideale accompagnamento alla pausa di un caffè, ne condividono l’idea e lo scopo: recuperare del tempo, guadagnare lo spazio di un pensiero, come un caffè, più di un caffè.

Vietnam: obiettivo per il 2020, riduzione a 500mila ettari i campi coltivati

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mard Vietnam associazionismo Una bella immagine scattata in una piantagione del Vietnam genere
Una bella immagine scattata in una piantagione del Vietnam

MILANO – In Vietnam il governo ha definitivamente approvato il Master Plan per lo sviluppo del settore del caffè sino al 2020 con una visione strategica sino al 2030, che prevede un taglio di circa 50.000 ettari delle superfici coltivate nell’arco di questa decennio e un’ulteriore riduzione nel corso del prossimo. L’obiettivo è, di qui al 2020, di ridurre le superfici coltivate a caffè dagli attuali 550.000 a 500.000 ettari, per una produzione media di 1.113.000 tonn (18,55 milioni di sacchi).

Vietnama al via un piano strategico

Tra il 2020 e il 2030  l’ettaraggio andrà ulteriormente ridotto a 479.000 ettari mantenendo invariata la produzione. Il segretario generale dell’associazione vietnamita del caffè e del cacao (Vicofa) Nguyen Viet Vinh ha assicurato che il governo darà tutto il supporto necessario ai produttori che si riconvertiranno a nuove culture diverse dal caffè. Secondo una stima di Vicofa, circa 100.000 ettari sono costituiti da piantagioni con arbusti di età mediamente superiore ai 20 anni, che vanno urgentemente rinnovati.

È bene ricordare che il governo Hanoi cerca da almeno una decina di anni di portare le superfici coltivate a caffè al di sotto del mezzo milione di ettari

Ma tutti i tentativi sin qui compiuti si sono rivelati infruttuosi e gli ettaraggi sono anzi aumentati nei periodi in cui i prezzi si sono impennati.

Dc Campus: due giornate aperte a tutti, esperti e appassionati a Milano

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dc campus dalla corte

MILANO – Dalla Corte macchine per espresso presenta venerdì 14 settembre dalle 10 alle ore 12 in via Candiani, 127 (zona Università Bicocca, fermata Malpensa Express e Trenord) a Milano l’apertura di un evento unico in Italia che proseguirà anche il giorno successivo ma sempre in forma privata. Si tratta del DC Campus, una due giorni in cui i campioni di diverse nazioni europee delle categorie Coffee in Good Spirits (bevande e cocktail esclusivamente a base di caffè espresso) e Latte Art (decori realizzati sulla superficie del cappuccino) si riuniranno in preparazione dei campionati Mondiali che sono in programma dall’1 al 4 novembre a Seoul, la capitale della Corea del Sud.

Dc Campus per tutti gli addetti ai lavori, ma anche per gli appassionati e i curiosi della Lombardia

Sarà un’importante occasione per osservare le tecniche di latte art e apprendere i segreti delle bevande a base di caffè che in Italia, benché patria dell’espresso sono poco o per nulla noti. Ma, aspetto ancora più speciale, sarà la possibilità unica di entrare in contatto e vedere da vicino all’opera i campioni nazionali e internazionali delle due specialità.

Scaa e Scae

Da notare che non si tratta di un incontro tra amici riuniti informalmente da qualche torrefazione coraggiosa, ma dalle due organizzazioni che, nel mondo, organizzano e regolamentano questo genere di attività. Si tratta di Scaa (Specialty Coffee Association of America) e Scae (Specialty Coffee Association of Europe) con i responsabili italiani di quest’ultima: una realtà che forse pochi conoscono, e quindi a maggior ragione da scoprire, ma che ha già da anni nel nostro Paese il maggior numero di iscritti tra tutte le consorelle del vecchio continente.

Un mondo di sfide al Dc Campus

Da oltre un decennio le due associazioni mondiali esprimono il meglio di un’attività che riunisce caffetteria/ristorazione con il gusto della sfida, la preparazione maniacale e realizzazioni che ogni volta lasciano a bocca aperta i più esperti, sia per la bontà di ciò che alla fine della prestazione viene proposto in tazza e nel bicchiere, sia per la perfezione estrema di tutte le realizzazioni.

E’ per questo che Comunicaffè invita tutti gli addetti ai lavori che lo leggono, sia gli appassionati sia i semplici curiosi della materia a scoprire il mondo dei concorsi mondiali che ruotano attorno alle specialità a base di caffè. Saranno presenti all’evento Campioni nazionali Latte Art 2012 Campioni Coffee in Good Spirits Miguel Lamora – Spagna Ronny Billemon – Belgio Chiara Bergonzi – Italia Francesco Corona – Italia François Knopes – Belgio Stavros Lamprinidis – Grecia Anaïs Rebella – Francia Floriana Vlaicu – Romania Esther Maasdam – Olanda Marius Nica – Romania Viktoria Kashirtseva – Russia Per informazioni: Tel. – 02 3762398 (Dalla Corte)

Conab, prospettive raccolto brasiliano: produzione stimata in 50,48 mln di sacchi

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dati raccolto brasiliano piogge
Semi intensivo con pacciamatura Brasile

MILANO – Il raccolto brasiliano 2012/13, ancora in pieno corso in molte regioni della coffee belt, sarà sicuramente da record. La conferma giunge dalle cifre della nuova stima ufficiale (la terza in ordine di tempo) di Conab elaborata sulla base dei dati raccolti sul campo durante il mese trascorso. Le previsioni dell’agenzia specializzata del ministero dell’agricoltura di Brasilia sono sostanzialmente invariate rispetto a quello diffuse a maggio.

Raccolto brasiliano, le stime Conab

La produzione è stimata in 50,48 milioni di sacchi (37,95 di arabica e 12,54 di conilon), superiore del 16% a quella dell’anno passato e del 4,96% al raccolto del 2010/11 (il precedente anno di ciclicità positiva). Allargando l’orizzonte temporale possiamo inoltre vedere che essa supera esattamente di 2 milioni di sacchi il precedente raccolto record del 2002/03, che fu, secondo Conab, di 48,48 milioni di sacchi.

In confronto al 2011/12, le produzioni di arabica e robusta sono in crescita

Rispettivamente del 17,9% e dell’11%. Minas Gerais, con 26,63 milioni di sacchi (perlopiù di arabica), ed Espírito Santo, con 12,5 milioni (di cui 9,7 di robusta) si confermano i due massimi stati produttori. La superficie complessivamente coltivata a caffè è pari a 2,34 milioni di ettari, in lieve espansione (+2,7%) sul 2011/12. L’estensione maggiore si registra, ancora una volta, nel Minas Gerais, con circa 1,2 milioni di ettari, per il 99,4% di arabica. Più variegata la situazione nell’ Espírito Santo, con 491.500 ettari, di cui 305.600 coltivati a robusta. Per l’analisi completa della stima, con le tabelle comparative e il commento dei nostri esperti, vi rimandiamo al numero di domani.

Spesa ridotta per i consumatori: un bar decide di offrire il caffè ai clienti

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spesa risparmio

MILANO – La congiuntura economica negativa, frettolosamente definita da troppi soltanto crisi, in realtà destinata a fare piazza pulita di tante situazioni insostenibili sia nel settore pubblico (soprattutto) sia anche nel settore privato dove non mancano (anzi) ha indotto molte famiglie a rivedere drasticamente i propri criteri di spesa. Il risultato sono tagli drastici, proprio come sta facendo il presidente del consiglio italiano professor Mario Monti con la spending review, criticata soltanto dagli incoscienti inconsapevoli della tragedia economica che sta vivendo il nostro Paese da decenni gestito da politici rapaci e scialacquatori, nessuno escluso: destra, centro e sinistra.

Spesa con restrizioni per affrontare la crisi

La minor propensione ai consumi voluttuari e alla spesa pazza degli italiani si sta facendo sentire in modo particolare nel comparto dei pubblici esercizi come confermato anche dai dati del Centro studi Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi) sul turismo estivo.

Il trust di cervelli di Piazza Gioacchino Belli, ha documentato con dati Itsat (Istituto italiano di statistica) una flessione del 9,8% sul 2011 e del 25% sul 2008 in termini di presenze, con un impatto sui consumi stimato in 2,2 miliardi di euro. Di fronte alle difficoltà attuali e alla spesa ridotta, gli esercenti cercano di arrangiarsi escogitando a volte delle semplici, ma intelligenti forme di fidelizzazione del cliente.

È il caso del bar Big Twin di via Rosso, a Piacenza. Edo e Fabio, i gestori, hanno infatti ideato una particolare iniziativa

Vi sono determinate fasce orarie in cui, se entrate per bere il tradizionale caffè, i padroni di casa ve lo offrono, esattamente come se foste ospiti più che clienti. Fasce orarie che vanno dalle 10 alle 11, dalle 15 alle 17 e dalle 22,30 alle 23,30. “E’ inutile negarlo – commenta Edo – la crisi coinvolge tutti, clienti e titolari di bar. Noi abbiamo pensato di far qualcosa che potesse aiutare entrambi. E cosa c’è di meglio di offrire il caffè alla nostra clientela?”.

“Un’idea semplice – continua – che però, da una parte, rappresenta evidentemente una grande opportunità per i cittadini e dall’altra ci ha permesso di attrarre clienti in fasce orarie ultimamente ‘disabitate’. E l’iniziativa ha già riscosso parecchio successo!”

Caffè certificato custodito dalla furia di Isaac: salvi 2000 sacchi

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new orleans isaac caffè certificato
Il porto di New Orleans

MILANO – Il passaggio di Isaac non ha avuto conseguenze serie per la filiera del caffè di New Orleans. Secondo un comunicato diffuso dall’Ice, i danni causati dall’uragano (poi declassato a tempesta tropicale), che si è abbattuto la scorsa settimana sulle coste del Golfo del Messico si limitano, per quanto riguarda il caffè certificato, ad appena 2.000 sacchi custoditi nei magazzini di Port Cargo Service a Jefferson.

Caffè certificato: 2000 sacchi rimangono sospesi (ma non perdono la certificazione)

In attesa di più approfonditi accertamenti da parte dei periti. Tale volume è pari al 2,2% delle scorte certificate dello scalo della Luisiana e a un insignificante 0,1% del totale delle scorte certificate della borsa newyorchese. Gli altri operatori autorizzati di New Orleans non hanno segnalato alcun danno.