giovedì 01 Gennaio 2026
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MusicArt&Caffè Assisi: aperta la rassegna, comune denominatore, il caffè

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musicArt&Caffè Assisi

TRIESTE – Un happening polisensoriale, nel cuore di uno dei più bei borghi medioevali del mondo, all’insegna del gusto, del divertimento, dell’arte e della solidarietà. Tutto questo è MusicArt&Caffè Assisi, la rassegna che si apre questa mattina nella cornice suggestiva della città serafica e che proporrà, per tutto il fine settimana, un intenso programma di eventi aventi come denominatore comune il caffè.

Organizzata dall’Associazione Culturale AssisiEventi, di concerto con l’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Assisi, con illycaffè, l’università del caffè di Trieste e Cciaa Perugia come main sponsor, MusicArt&Caffè gode del patrocinio di Fipe, Fiavet, Confcommercio, Regione Umbria e Ambasciata del Brasile e del sostegno di importanti sponsor tecnici. MusicArt&Caffè Assisi punta a diventare un appuntamento fisso di grande richiamo turistico-culturale, forte delle positive sinergie che scaturiscono dalla collaborazione con le associazioni territoriali e le istituzioni pubbliche. Tra queste, l’Istituto Alberghiero di Assisi, che collaborerà durante i laboratori di degustazione dell’università del caffè attraverso la partecipazione attiva degli studenti della scuola.

MusicArt&Caffè Assisi propone tre giorni ricchi di eventi a ingresso libero

Dai laboratori di degustazione di caffè a cura dell’università del Caffè alle degustazioni di Vino Mastrojanni (gruppo illy). Dalle performance di capoeira (l’affascinante arte marziale brasiliana, retaggio del periodo schiavista, considerata una delle più alte espressioni folcloristiche ed artistiche del Brasile), a cura dell’associazione Il Nagual, al concorso fotografico nazionale “Caffè in Posa” ed esposizione di oggetti di antiquariato a cura dell’Associazione di Promozione Sociale Ritmi. Sino al 9 settembre è inoltre aperta la personale di Michele Palano, l’artista che gioca con il caffè, che presenta in anteprima azionale la “collezione Musica”, mentre domani mattina si alza il sipario in Piazza Santa Chiara su una Mostra d’Arte a cura dell’associazione Assisinarte. Numerosi i laboratori riservati ai bambini, che potranno dare fondo alla loro creatività negli appuntamenti a loro dedicati curati dall’Associazione Solearia, da Pane e Ciliegie e da Laura Simonetti. E ancora, i concerti di musica latino americana (QuintaEssenza Harbanera e Latin Over) e swing (Swingando), le esibizioni di gruppi musicali locali (The Vice, Siderea, City Zen Keys), la passeggiata con il Direttore al Bosco di San Francesco (allietata da una degustazione di cioccolato) e un appuntamento enogastronomico a cura di ristoratori del centro storico in collaborazione con l’Associazione Assicity.

Dietro ogni caffè c’è una storia da raccontare

MusicArt&Caffè, attraverso l’iniziativa “Un caffè Pagato”, esprime l’unione di sentimenti che il caffè suscita, sostenendo il progetto in Amazzonia Fish for Forest, promosso dal Rotary Club Assisi. A tal fine dal 6 settembre 2012 al 6 ottobre 2012 verranno posizionati salvadanai a forma di tazza di caffè presso gli esercizi pubblici aderenti all’iniziativa.

Il programma della tre giorni di Assisi: VENERDI 7 SETTEMBRE 2012 ore 17:00 Apertura MusicArt&Caffè – Piazza del Comune – Vernissage Mostre d’Arte ore 17:30 Giochi di Carta: mollette di legno, collage con la carta strappata, mobiles di carta, fiori di carta. Laboratorio bambini dai 5 anni a cura di Laura Simonetti- Sala delle Volte, Piazza del Comune ore 19:00 Dammi un BACYO: aperitivi e degustazioni yogurt al caffè e cioccolato. Visita animata nei vicoli di Piazza Nuova – WineBar BAC, Via del Comune Vecchio 2 ore 21:00 QuintaEssenza Harbanera in concerto – Piazza del Comune ore 21:00 Visita guidata Basilica di San Francesco SABATO 8 SETTEMBRE 2012 ore 10:00 Mostra d’Arte a cura dell’associazione Assisinarte – Piazza Santa Chiara ore 10:30 Dall’espresso al Coffeedrink Impareremo insieme come riconoscere un espresso perfetto, come preparare una moka eccellente e, complice l’estate, ci lasceremo conquistare dal caffè ghiacciato. Sala Pinacoteca, Piazza del Comune ore 11:00 Conferenza Fish for Forest a cura di Rotary Assisi – Sala della Conciliazione, Piazza del Comune ore 11:30 Il Colore che non ti aspetti: e se il giallo fosse mais? E il marrone foglie secche? ante vaschette in cui immergere le mani per prendere semi, stoffe, materiali naturali che per l’occasione diventeranno i colori per comporre uno splendido quadro-mosaico. Laboratorio bambini dai 3 anni in su a cura dell’Associazione Solearia. Durante il laboratorio verranno esposte le opere dell’illustratrice Irene Palazzi – Sala delle Volte, Piazza del Comune ore 12:30 Aromi dell’altro mondo: Preparatevi per un viaggio nei paesi del caffè: metteremo alla prova i vostri sensi con test olfattivi e degustazioni di pregiati monorigine. Sala Pinacoteca. Piazza del Comune ore 15:00 Ecoricette. Laboratorio bambini dai 5 anni a cura di Pane e Ciliegie- Sala Ente Calendimaggio, Piazza del Comune ore 16:00 Dall’espresso al Coffeedrink: Impareremo insieme come riconoscere un espresso perfetto, come preparare una moka eccellente e, complice l’estate, ci lasceremo conquistare dal caffè ghiacciato. Sala Pinacoteca, Piazza del Comune ore 16:30 Giochi di Carta: mollette di legno, collage con la carta strappata, mobiles di carta, fiori di carta. Laboratorio bambini dai 5 anni a cura di Laura Simonetti – Sala delle Volte, Piazza del Comune ore 17:00 Mozomba, band itinerante – Porta Nuova ore 18:00 Aromi dell’altro mondo: Preparatevi per un viaggio nei paesi del caffè: metteremo alla prova i vostri sensi con test olfattivi e degustazioni di pregiati monorigine. Sala Pinacoteca, Piazza del Comune ore 19:30 Enogastronomia Umbra a cura dell’Associazione Assicity e ristoratori di Assisi – Sala delle Volte, Piazza del Comune ore 20:00 Degustazione Vino Mastrojanni – Enoteca Bibenda, Vicolo dei Nepis partecipazione gratuita a numero chiuso, necessaria prenotazione. ore 21:30 Swingando in concerto – Piazza del Comune DOMENICA 9 SETTEMBRE 2012 ore 10:30 Aromi dell’altro mondo: Preparatevi per un viaggio nei paesi del caffè: metteremo alla prova i vostri sensi con test olfattivi e degustazioni di pregiati monorigine. Sala Pinacoteca, Piazza del Comune ore 11:00 Visita con il Direttore e degustazione cioccolato Dulcinea – Bosco di San Francesco ore 11:30 Ricicleamiche. Laboratorio bambini dai 5 anni – Sala delle Volte, Piazza del Comune ore 12:30 Dall’espresso al Coffeedrink: Impareremo insieme come riconoscere un espresso perfetto, come preparare una moka eccellente e, complice l’estate, ci lasceremo conquistare dal caffè ghiacciato. Sala Pinacoteca, Piazza del Comune ore 15:00 Ecoricette. Laboratorio bambini dai 5 anni a cura di Pane e Ciliegie- Sala delle Volte, Piazza del Comune ore 15:30 Capoeira a cura di IL NAGUAL Associazione Culturale-Sportiva Dilettantistica Capoeira Coquinho Baiano – Mestre Tozinho Piazza Santa Chiara ore 16:00 Aromi dell’altro mondo: Preparatevi per un viaggio nei paesi del caffè: metteremo alla prova i vostri sensi con test olfattivi e degustazioni di pregiati monorigine. Sala Pinacoteca, Piazza del Comune ore 18:00 Mozomba, band itinerante – Piaggia di San Pietro ore 19:00 Capoeira a cura di IL NAGUAL Associazione Culturale-Sportiva Dilettantistica Capoeira Coquinho Baiano – Mestre Tozinho Piaggia San Pietro ore 21:00 Latin Over in concerto – Piazza del Comune Dal 7 al 16 settembre 2012 Mostra oggetti d’antiquariato e Concorso Fotografico “Caffè in Posa” a cura dell’Associazione di Promozione Sociale Ritmi – Galleria delle Logge, Piazza del Comune Dal 2 al 9 settembre 2012 Mostra Pittorica Michele Palano, anteprima nazionale “collezione Musica” Sala Pinacoteca, Piazza del Comune Sabato 8 settembre e Domenica 9 settembre i gruppi musicali The Vice, Siderea e City Zen Keys si esibiranno presso Piazza del Comune e Piazza Santa Chiara Esposizione e tour dimostrativi biciclette elettriche a cura di IEALAB – Piazza Santa Chiara Possibilità di acquisto CoffeCard € 5,00 che include Assisi CityCard, aperitivo presso bar aderenti o ingresso Enogastronomia Umbra

Caffè Bristot lancia un programma rivolto agli imprenditori indiani

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Bristot
Gerhard Laner, amministratore delegato di Procaffé

BELLUNO – Un altro importante competitor italiano sbarca nel mercato indiano. Stiamo parlando di Caffè Bristot, marchio leader di Procaffè. Con un comunicato diffuso, la storica torrefazione bellunese ha annunciato il lancio di Bristot Coffee Program India, che si presenta come soluzione integrata chiavi in mano – a livello di prodotto, assistenza e formazione – rivolta agli imprenditori interessati ad avviare un’attività nel promettente mercato indiano della caffetteria, in continua e impetuosa espansione.

Caffè Bristot punta l’India

Il Coffee Program prevede, oltre alla fornitura delle miscele espresso, la macchina, il macinadosatore, gli strumenti del barista (pressino, bricco, termometro, legno battifondi, ecc.), il mixer per la preparazione delle bevande a base di espresso, vari accessori e complementi di arredo.

Parte integrante del Programma è anche la formazione per i baristi all’uso e alla manutenzione della macchina

Nonché la garanzia e l’assistenza sulle attrezzature fornite. Disponibile l’intera linea bar di Bristot, compresi il nuovo blend Rainforest, il Sublime 100% Arabica e il Tiziano 1919 Riserva Domenico Bristot.

Aurelia II Nuova Simonelli al Specialty Coffee Show Starring Barista Champions

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aurelia ii Nuova Simonelli
Aurelia della Nuova Simonelli

BELFORTE DEL CHIENTI (Macerata) –Dieci baristi campioni, i caffè di Soyuz Coffee Roasting e le macchine per caffè espresso Aurelia II di Nuova Simonelli sono protagonisti dell’evento “Specialty Coffee Show Starring Barista Champions”, organizzato nell’ambito dell’annuale “Spasskaya Tower international military music festival”, in corso in questi giorni nella cornice suggestiva della Piazza Rossa di Mosca. Il festival, che si svolge dal 1 all’8 Settembre, è un alternarsi di concerti e fuochi d’artificio, nonché di performance culturali e musicali di bande militari di varie nazioni.

Con i loro caffè speciali preparati con Aurelia II (in versione rossa, in onore della piazza moscovita), tutti i baristi campioni sono riusciti a coinvolgere e stupire un pubblico di oltre 46.000 spettatori

Comprendente anche importanti personalità del mondo della politica, dello spettacolo e degli affari. I dieci campioni partecipanti all’evento sono: – Ricardo Azofeifa Mora (Costa Rica) – 2012 Costa Rica Barista Champion – Stefanos Domatiotis (Grecia) – 2012 World Barista Championship Finalist e 6 volte Greek Barista Champion – Javier Garcia (Spagna) – 2011 Spanish Barista Champion e finalista World Barista Championship – Chris Loukakis (Grecia) – 2011 World Latte Art Champion – Alejandro Mendez (El Salvador) – 2011 World Barista Champion – Daniel Mendez (El Salvador) – 2012 El Salvador Barista Champion – Monika Palova (Slovacchia) – 2012 Slovakian Barista Champion – Raul Rodas (Guatemala) – 2012 World Barista Champion – Francesco Sanapo (Italia) – 2011 Italian Barista Champion – Coen van Sprang (Olanda) – 2012 Netherlands Barista Champion

Milano è la città del caffè? Profuma di espresso tra caffetterie e torrefazioni

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milano navigli
I navigli a Milano

MILANO – E se la celebre lezione al balcone di Eduardo De Filippo sull’arte di preparare il caffè si fosse svolta su un ballatoio dei Navigli anziché in un vicolo napoletano? Il paradosso avrebbe ragion d’essere a guardare i dati sul consumo ma soprattutto sulla produzione della celebre bevanda che rende nervosi, e che vede la Lombardia in testa alla classifica. Ben 138 le imprese attive nella nostra regione per la lavorazione del caffè con 36 solo a Milano, rispetto alle 120 della Campania.

Milano: il primato della tazzina sotto la Madonnina è confermato anche dalla proliferazione di torrefazioni e caffetterie in tutta la città

Incluse le nuove catene un po’ modaiole che si ispirano alle bakery americane. Come la catena Arnold Coffee, una delle ultime sorte a due passi dal Duomo. Miscele arabiche classiche ma per colazioni “yankee”, servite in bicchieroni pret a porter. Sembrerebbe uno sfizio per studenti a zonzo e invece «il prodotto che più vendiamo in assoluto è il caffè macchiato al caramello – dice alla cassa un giovane in completo testa di moro – ma va moltissimo anche quello al cinnamon». E dopo pranzo ci passano anche gli impiegati per la sveglia di fine pausa «anche se poi alla fine alcuni hanno paura e chiedono un caffè tradizionale, ma noi siamo italiani e serviamo anche quello…».

Milanesi pazzi per la tazzina?

«Dipende da chi gliela prepara» dice il titolare della celebre cremeria San Carlo all’angolo con il corso Vittorio Emanuele che serve oltre 1.200 caffè al giorno. «Dalla clientela bisogna farsi voler bene e i milanesi ci premiano per il miglior marocchino che prepariamo con un mix di panna fresca e latte scremato. Il successo sta anche nella fantasia, e allora ecco il caffè freddo siciliano con panna, che è praticamente un cremolato oppure, visto che è ancora agosto, il nostro caffè estivo, schiumato tra caldo e freddo». E chi più ne ha più ne metta anche se lo shakerato resta il più amato dai milanesi nella stagione torrida.

Ma è solo una questione di servizio o è fattibile una vera classifica sulle migliori tazzine a Milano?

Il testimone della tradizione resta ancora saldo nelle mani del bar Cova di via Montenapoleone che, come ricorda Edmondo Capecelatro nel suo ultimo libro “L’Arte del Caffè” (Rogiosi Editore), nell’800 era ritrovo dei patrioti lombardi durante i moti del ’48 prima di essere distrutto durante l’ultimo conflitto mondiale, quando la sede era ancora all’angolo tra via Verdi e via Manzoni».

Ma in centro la sfida si fa dura con la pasticceria Marchesi di corso Magenta che dal 1824 serve il caffè in larghe tazze di porcellana con annesso cioccolatino (ma i golosi possono aggiungere un bignè). Gli amanti della tradizione hanno punti fermi nella cremeria Buonarroti di piazza Wagner, nota per la celebre pallina di gelato ma anche per la panna fresca fatta in casa; e, a poca distanza, nella più recente Torrefazione Vercelli, piccolissimo locale che inebria gli avventori con il fortissimo aroma delle sue miscele appena macinate. Chi gravita in zona Porta Venezia, invece, difficilmente si perde una tappa caffè alla Torrefazione Ambrosiano di corso Buenos Aires dove c’è sempre coda «ma i nostri barman sono velocissimi».

Egidio, ex barista napoletano a Milano avverte: «Sotto la Madonnina col caffè sono velocissimi, anche troppo. Ma a Napoli il caffè è più buono, non solo per via dell’acqua, ma perché i bar usano ancora le macchine a pressione dove quello scende goccia a goccia…».

Trenitalia serve espresso di qualità a bordo dei regionali Milano-Genova

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trenitalia

MILANO – In via sperimentale su alcuni collegamenti della linea Milano-Genova è attivo un servizio di ristoro a bordo. La novità riguarda i viaggiatori che si muovono tra la Liguria e la Lombardia su alcuni treni Regionali Trenitalia della linea Milano – Genova. Una sperimentazione di sei mesi, durante i quali avranno la possibilità di acquistare bevande, snack, panini, prodotti tipici della Regione Liguria e altri generi di consumo. A venderli sarà personale in divisa e chiaramente identificabile, che percorrerà le vetture dei treni con l’ausilio di carrelli mobili.

Trenitalia sperimenta il servizio a bordo su una linea dei regionali

Il servizio nasce per iniziativa della Direzione Regionale Liguria di Trenitalia, sarà gestito da una ditta esterna specializzata, avrà una durata iniziale di sei mesi e si svolgerà nella tratta tra Genova e Milano, sui treni regionali 2195 Milano-Genova, 1835/36 Milano-Alassio, 2531/32 Ventimiglia-Milano.

Gli organizzatori assicurano che a bordo si berrà un espresso di qualità

Per verificarlo invitiamo tutti gli assaggiatori ad effettuare un test ed a raccontarci che cosa hanno bevuto. Al termine della sperimentazione, la Direzione Ligure di Trenitalia valuterà, sulla base del gradimento espresso dai passeggeri, se e dove proseguire il servizio, definendone le migliori modalità.

Starbucks ecologica: trasforma i fondi di caffè in plastica e detergenti

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starbucks france
Caffè Starbucks

MILANO – Riciclare i fondi di caffè e i prodotti da forni scaduti (a cominciare dai celebri muffins) in una materia prima rinnovabile da utilizzare nella produzione di materie plastiche e prodotti detergenti. È il progetto al quale sta lavorando un team di ricercatori della City University di Hong Kong guidati da Carol SK Lin in collaborazione con Starbucks.

L’idea ha preso forma la scorsa estate durante un meeting delle Ong coalizzate nel Climate Group, che ha chiesto alla Lin di applicare il processo di bioraffineria (utilizzo di una fonte organica per la produzione di biomolecole, composti chimici, o biocarburanti) messo a punto dal suo laboratorio al riciclo dei rifiuti delle caffetterie Starbucks di Hong Kong.

Starbucks sulla via della sostenibilità

Il progetto è stato presentato al recente meeting dell’American Chemical Society a Filadelfia. Il processo di bioraffineria alimentare si basa sulla miscelazione dei prodotti da forno con una miscela di funghi che secernono enzimi per trasformare i carboidrati del cibo in zuccheri semplici.

La miscela viene poi avviata ad un fermentatore, una vasca dove i batteri convertono gli zuccheri in acido succinico. “Stiamo sviluppando un nuovo tipo di bioraffineria: una bioraffineria del cibo, e questo concetto potrebbe diventare molto importante in futuro, mentre il mondo si sforza di migliorare la sostenibilità – sottolinea Lin – L’utilizzo di mais e di colture alimentari come base per i biocombustibili ed altri prodotti potrebbe non essere sostenibile nel lungo periodo.

Esistono preoccupazioni che questo approccio possa far aumentare prezzi dei prodotti alimentari e contribuire alla carenza di cibo in alcune zone del mondo. Utilizzare i rifiuti alimentari come materia prima in una bioraffineria certamente sarebbe una valida alternativa”.

“Oltre a fornire una fonte sostenibile di acido succinico, la nuova tecnologia può avere numerosi benefici ambientali – continua Lin – Ad esempio, ogni anno Starbucks Hong Kong da solo produce circa 5.000 tonnellate di rifiuti da prodotti da forno utilizzati e non utilizzati. Attualmente, questi rifiuti vengono inceneriti, compostati o smaltiti in discarica”.

La bioraffineria potrebbe convertire queste montagne di rifiuti in prodotti utili evitando lo stoccaggio in discarica e l’incenerimento

Inoltre, l’anidride carbonica prodotta viene riutilizzata durante il processo di bioraffinazione. Poiché l’acido succinico e dei suoi prodotti (come la bio-plastica) sono realizzati con i rifiuti come materia prima rinnovabile, sono alternative sostenibili a prodotti come le materie plastiche tradizionali, che ora sono fatte con il petrolio.

Il metodo non è applicabile solo ai rifiuti dei prodotti da forno, Lin ha anche trasformato con successo in sostanze utili i rifiuti alimentari di una mensa universitaria e altri rifiuti alimentari misti. La quota di alimenti che finiscono tra i rifiuti su scala mondiale, tra scarti di filiera e residui domestici, è di circa 1,3 miliardi di tonnellate. Lo smaltimento dei rifiuti alimentari è un problema preso sempre più sul serio in molti paesi avanzati, con il moltiplicarsi delle iniziative di riciclo. Nel Regno Unito, ad esempio, la catena di supermercati Sainsbury’s utilizza la tecnologia di digestione anaerobica per trasformare i rifiuti alimentari in energia.

Brasile: ristabilito il trend ribassista, i prezzi a -6,6%, 148,50 cent per libbra

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mercati del caffè rosolio contraffatto
Chicchi di caffè torrefatto

MILANO – Analisi di mercato. Dopo la forte ripresa di luglio – dovuta principalmente alle pressioni speculative causate dalle piogge fuori stagione cadute in Brasile – si è ristabilito ad agosto il trend ribassista che sta caratterizzando i mercati dall’inizio di questa annata caffearia. Come rileva il report Ico diffuso nel pomeriggio di ieri, i prezzi hanno subito una nuova forte correzione al ribasso (-6,6%), che ha riportato la media mensile dell’indicatore Ico a 148,50 centesimi per libbra: il secondo livello più basso degli ultimi 2 anni dopo quello di giugno (145,31 centesimi).

Analisi di mercato: la flessione degli arabica

Questo valore è inferiore del 30% a quello di agosto 2011 e del 29,4% alla media dell’anno intero anno solare trascorso. La flessione riguarda quasi esclusivamente gli arabica, a cominciare dai brasiliani naturali, che perdono il 9,1% sul mese precedente. Forti i ripiegamenti anche per gli altri dolci (-8,2%) e i colombiani dolci (-7,6%), mentre l’indicatore dell’Ice segna un –7,3%. Per l’indicatore dei robusta, un modesto arretramento (-0,5%), mentre Londra rimane virtualmente invariata.

La novità saliente giunge dall’aggiornamento delle cifre sulla produzione mondiale, riviste considerevolmente al rialzo rispetto al mese trascorso. La produzione 2011/12 è ora stimata in 132,715 milioni di sacchi, contro i 131,381 milioni indicati dal report di luglio. Le variazioni più rilevanti riguardano l’Asia dove il raccolto vietnamita viene corretto al rialzo di 1 milione di sacchi, a 21 milioni, e quello indonesiano di 370 mila sacchi a 8,62 milioni.

Qualche ritocco è stato apportato anche alle cifre di Messico & America centrale (circa 230 mila sacchi in più) e Africa, mentre rimane invariato il dato del sud America

Alla luce di questi nuovi valori, la produzione per l’annata corrente risulta inferiore di appena l’1,2% a quella record del 2010/11 di 134,26 milioni di sacchi. Nonostante l’annata negativa del Brasile abbiamo a che fare dunque con il secondo raccolto più abbondante di tutti i tempi.

E in prospettiva c’è il copioso raccolto brasiliano 2012/13, ormai alle battute finali, nonché le aspettative di graduale ripresa in Colombia, dove i dati Fedecafé evidenziano, per il quarto mese consecutivo, una variazione positiva sull’anno precedente (+26%), anche se il dato cumulativo per i primi 7 mesi dell’anno solare rimane inferiore del 7% a quello dei primi 10 mesi del 2010/11 (4,333 milioni di sacchi, contro 4,648 milioni nel pari periodo 2011).

Il report delle analisi di mercato invita inoltre a monitorare con attenzione la situazione in America centrale

Dove la ruggine del caffè ha arrecato danni alle piantagioni di Guatemala e Honduras, il cui impatto rimane ancora da verificare. Come già riferito nel numero di lunedì, l’export di luglio si è attestato a 9,1 milioni di sacchi, in crescita di quasi il 18% sullo stesso mese dell’anno scorso. Detto incremento porta la cifra complessiva relativa ai primi 10 mesi dell’annata caffearia a 90,36 milioni di sacchi determinando una variazione positiva (+1,5%) rispetto al pari periodo del 2010/11.

A tale ripresa contribuiscono i robusta (+12,2%) e gli altri dolci (+4,7%), mentre risultano in calo brasiliani naturali (-9%) e colombiani dolci (-13,4%). L’appendice statistica torna a occuparsi dell’evoluzione dei consumi mondiali anticipando alcuni dei dati contenuti in un documento Ico di prossima pubblicazione.

Sotto la lente degli esperti dell’organizzazione londinese è questa volta l’evoluzione dei consumi nell’arco dei 10 anni trascorsi in un totale di 21 paesi esportatori e importatori

Secondo i dati Ico, i consumi mondiali hanno registrato, nell’arco periodo suddetto, un tasso di crescita annuale composto (cagr) del 2,3% passando dai 109,581 milioni del 2001 ai 137,896 del 2011, pari a un incremento complessivo del 25,8%. Nel 2011, la crescita è stata contenuta (+0,5%), ma ha fatto seguito a un 2010 caratterizzato invece da un incremento piuttosto rilevante (+3,5%).

Come abbiamo già avuto modo di vedere in altre analisi realizzate da Comunicaffè, le dinamiche si presentano profondamente diverse a seconda dei mercati. I paesi esportatori hanno segnato gli incrementi più consistenti, con un cagr pari al 4,3% nel corso dei 10 anni in esame e assorbono oggi il 31% dei consumi, contro il 25% del 2001. Spicca in particolare, la forte crescita del Brasile, passato da poco meno di 13,5 milioni nel 2001 a 19,5 milioni l’anno scorso.

Secondo le proiezioni Ico, il Brasile diventerà anche il primo paese consumatore mondiale di caffè, superando gli Usa, alla metà di questo decennio. Nei mercati emergenti, il tasso di crescita è stato del 3,5%, grazie alla forte espansione dei consumi in paesi quali la Federazione Russa, l’Ucraina, la Corea del sud e la stessa Australia. Più lenta la crescita dei mercati tradizionali (+1%) caratterizzati da una sostanziale maturità dei consumi. Gli incrementi più sostenuti in termini di cagr si sono avuti in Canada (3,5%) e Regno Unito (+2,8%). L’Italia (+0,8%) è poco al di sotto della media. Complessivamente i paesi importatori presentano un cagr dell’1,6%.

Analisi di mercato: i  dati divergono ancora di più considerando la variazione dell’ultimo anno

In tal caso, solo i paesi esportatori evidenziano un dato in crescita (3,3%), mentre quelli tradizionali sono sostanzialmente stagnanti (-0,2%) e quelli emergenti segnano una flessione più netta (-2%). Nei mercati tradizionali crescono Usa, Germania e Francia, mentre sono in declino tutti gli altri paesi di questa categoria presi in considerazione nello studio, a cominciare dal Regno Unito (-6,7%), la Spagna (-2,6%) e il Giappone (-2,5%).

In Italia, secondo i dati elaborati dall’Ico, si è registrata una variazione negativa dell’1,6%

Forti differenze, infine, nei mercati emergenti, dove al consistente incremento della Corea del sud (+8,1%) fa riscontro la flessione di Algeria (-11,5%) e Ucraina (-10,8%). Interessante la proiezione del dato sui consumi mondiali di qui al 2020. Lo studio propone tre diversi tipi di scenari di crescita: bassa (1,5% annuo), media (2%) e alta (2,5%), che portano a un dato sui consumi, a fine decennio, pari rispettivamente a 157,7, 164,8 e 172,2 milioni di sacchi. Visti i tassi di crescita storici e la forte domanda potenziale dei paesi esportatori e dei mercati emergenti – scrive il report – appare plausibile che il mercato mondiale sia in grado di assorbire almeno 20 milioni di sacchi in più entro la fine del decennio in corso. Meritano un breve commento anche i dati relativi ai consumi fuori casa nei paesi importatori (periodo 1997-2011), che presentano la loro incidenza massima in 3 paesi del sud Europa: Portogallo, Spagna e Grecia. Va detto che in tutti e 3 i paesi si è riscontrato un calo percentuale, negli ultimi anni, a seguito della crisi economica. All’estremo opposto, Austria (nonostante i celebri caffè viennesi e salisburghesi!) e Polonia, dove oltre il 90% del caffè consumato viene bevuto tra le mura domestiche. Un caso particolare è costituito dal Regno Unito, che si caratterizza per la forte crescita delle catene di caffetterie, la cui incidenza sui consumi è aumentata di oltre 2 volte e mezzo nell’arco del periodo considerato. Un cenno, in conclusione, sui consumi di solubile, che solo in 5 paesi (Grecia, Uk, Turchia, Ucraina e Russia) superano il 50% del totale. Grecia, Uk e Russia hanno evidenziato comunque un significativo trend di crescita dei consumi di torrefatto in tempi recenti. A fine settembre si svolgerà, come di consueto, la tornata autunnale delle riunioni londinesi dell’Ico, in programma nella settimana da lunedì 24 a venerdì 28.

Gruppo Cimbali main sponsor del World’s largest cappuccino a Zagabria

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Global Coffee institute gruppo cimbali percorso formativo
Il logo di Gruppo Cimbali

MILANO – Non si erano mai viste a Zagabria, la capitale della Croazia, addirittura 22 macchine da caffè espresso professionali firmate Gruppo Cimbali (Cimbali M39, Faema Emblema ed E98, Casadio Dieci). Un appuntamento sia di spettacolo sia professionale che ha riunito oltre un migliaio di baristi provenienti da tutta la Croazia e tantissimi spettatori e curiosi oltre agli inevitabili gruppi di tifosi e sostenitori. Un palcoscenico imprevedibile per una città cosmopolita ed abituata a tutto come Zagreb. Il tutto si è svolto nella piazza principale della capitale. E l’obiettivo non era certo pubblicitario o aziendale. Perché lo sforzo dei convenuti era soprattutto un record da stabilire: preparare il cappuccino più grande del mondo.

Gruppo Cimbali è stato “main” sponsor del “World’s largest cappuccino”

Evento organizzato sabato scorso da Julius Meinl, storico torrefattore austriaco, che quest’anno festeggia i propri 150 anni di storia. In poco più di 3 ore, i mille baristi si sono succeduti, riuscendo a riempire una tazza da cappuccino gigante con 2.012 litri di cappuccino. A fare gli onori di casa la popolare conduttrice televisiva Tatjana Juric e la nota soprano Sandra Bagaric, che hanno commentato tutte le fasi del record. L’obiettivo di partenza era di arrivare a “soli” 1.500 litri di bevanda.

Ma l’ottima organizzazione e l’eccellente affiatamento dei team impegnati nell’impresa hanno consentito di raggiungere un risultato ancora più straordinario.

La cerimonia di premiazione si è tenuta sul palco della M39 più grande che sia mai stata creata

Una struttura di oltre 10 metri che Cimbali ha fatto realizzare per importanti eventi che si susseguiranno ancora nei prossimi mesi del 2012, anno in cui ricorre il centenario di Gruppo Cimbali, e che continueranno anche nel 2013. Fonti stampa riferiscono di un preesistente record di 2.117 litri, che sarebbe stabilito a Praga artefice un’ottantina di baristi, ma l’impresa, a differenza di quella di Zagabria, non è stata ufficialmente certificata dal Guinness World Records. A questo link un video dedicato alla performance, disponibile anche in alta definizione selezionando 720HD con il comando “cambia qualità” (l’ingranaggio sotto il lato destro del video player): http://www.youtube.com/watch?v=rAMtZdVae7Q

C.M.A E WMF niente firma, continua però la produzione in Italia e in Romania

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wmf
Il logo Wmf

MILANO – L’accordo da 35 milioni di euro tra la C.M.A. di Susegana (Treviso) e i tedeschi della WMF di Geislingen an der Steige, nel Baden-Württemberg (Germania) è saltato alla vigilia della firma prevista nei prossimi giorni. La notizia era trapelata nel fine settimana a New York. Chiusa la Borsa di Wall Street, alla vigilia del lungo ponte per il Labour Day di lunedì, Henry Kravis, co presidente e co fondatore del fondo KKR, aveva fatto sapere che la controllata WMF non avrebbe siglato l’acquisto di “quell’azienda italiana specializzata in macchine del caffè”.

Quello che era soltanto un sussurro era poi diventato un avviso di poche parole emesso dalla Borsa di Francoforte alla chiusura delle contrattazioni: “La WMF, quotata in questa Borsa, ha interrotto le trattative per l’acquisto della C.M.A. di Susegana”.

Wmf: che cosa è successo?

Perché l’intenzione d’acquisto che avevamo rivelato lo scorso 5 aprile on è andata a buon fine, nonostante la ferma volontà di vendere di Nello Dal Tio, proprietario della C.M.A. e l’interesse di almeno una parte dei vertici della WMF ad acquistare. I motivi della vendita sono ancora da chiarire. Ma per i tedeschi si trattava di un discreto affare, sia per impiegare utili sia per approfittare di quello che sembrava, ma non per tutti, “l’affare C.M.A.”, sia per provare a completare una gamma di macchine professionali Made in Germany sin qui soltanto superautomatiche con le classiche prodotte nel nuovissimo stabilimento di Susegana.

E a questo punto tornano a galla i tanti quesiti mai chiariti da Nello Dal Tio, posti dall’improvvisa messa in vendita della C.M.A..

Perché vendere un’azienda che aveva annunciato di aver chiuso un bilancio 2011 a 60 milioni di euro

Perché cedere un marchio almeno apparentemente vincente, sia pure in un momento di crisi economica generale in Occidente? Niet Usa La chiave di lettura della prima parte del giallo sta tutta nell’acquisto del 42% della WMF lo scorso mese di luglio. Una notizia apparentemente di serie B. Ma a Susegana erano subito suonati gli allarmi, non quelli della fabbrica, ma quelli della proprietà. le rassicurazioni dei mediatori e della parte amica in WMF, che sarebbe tutt Perché in pochi giorni si era capito, nonostante o ripartito da zero e che cifra e accordo quasi concluso sarebbero stati tutti da ridiscutere. Così è stato.

La pur approfondita due diligence (l’esame dei conti) svolta con cura teutonica dai tecnici contabili incaricati dalla WMF, è stata messa sotto osservazione dagli specialisti ingaggiati dal Fondo KKR

E non ha superato l’esame chiesto da Kravis che aveva soprattutto voluto capire se, nel giro di 2 anni, sarebbe stato possibile guadagnare anche dalla C.M.A., per rivenderla immediatamente oppure per incassare nel terzo anno. Così esigono le ferree regole dei fondi di investimento di tutto il mondo perché così vogliono gli investitori. Reazione WMF I dirigenti del colosso tedesco delle posate non hanno preso bene l’orientamento dei nuovi azionisti di maggioranza ed hanno provato a far valere le loro ragioni, in parte quelle che la C.M.A. aveva messo sul mercato con l’iniziale proposta di cessione.

Tra l’altro la reazione dei manager di Geislingen an der Steige, nel Baden-Württemberg aveva provocato, almeno all’inizio, il compattarsi del fronte interno. Anche chi aveva giudicato senza senso l’acquisizione della C.M.A. aveva poi immediatamente fatto fronte comune con i colleghi sia per spirito aziendale sia perché questo sull’acquisto del marchio italiano era la prima fortissima ingerenza della nuova maggioranza e la vecchia guardia voleva mettere dei paletti prima di correre il rischio di essere spazzata via.

Perché la gestione dell’eventuale accordo con C.M.A. assicurava altri mesi di ricchi stipendi a chi aveva studiato la vicenda e, di sicuro, si sarebbe dovuto impegnare nella complessa operazione di riassetto e consolidamento dei conti e nel contemporaneo rilancio del costruttore veneto sui mercati mondiali, assorbendo il settore commerciale nella ben più strutturata e capillare organizzazione WMF. Reazione KKR Ma i boss statunitensi, nonostante l’entità della piccola (per loro) cifra in gioco, hanno detto no.

Un importo minimo, anche se alcuni analisti l’avevano definito “strano”, e che avrebbe anche potuto essere abbassato in sede di trattativa finale facendo valere, per esempio, il leasing da circa 14 milioni di euro acceso da Dal Tio per la costruzione della nuova fabbrica ma ancora in buona parte da pagare. Così la vicenda è precipitata e si è chiusa, inaspettatamente. Ma soltanto per chi non conosceva a fondo sia i conti C.M.A. sia i metodi dei grandi fondi di investimento.

Nello Dal Tio, per esempio, sapeva tutto sin dalla fine della scorsa settimana. Ma la sua abituale riservatezza aveva blindato la notizia riservandola. Nello dal Tio soltanto ai collaboratori più stretti e fidatissimi. Quelli ai quali, da una vita, affidava gioie e amarezza della gestione dell’azienda. Alla sua fabbrica aveva dedicato enormi attenzioni. Che cosa succederà adesso della C.M.A., sia della proprietà sia del marchio sia delle maestranze? Tutto procederà esattamente come negli ultimi mesi.

Il proseguimento dell’attività non dovrebbe essere in forse sia per la tradizione dell’azienda che ha sempre puntato tutto, forse troppo, sulla produzione, l’innovazione anche di prodotto, la progettazione.

Per esempio è noto ad alcuni tecnici che le macchine costruite a Susegana hanno un primato sulla produzione mondiale. Bastano pochi minuti, anche soltanto 5 ai più abili, per cambiare e sul posto, nel bar, una pompa di una macchina C.M.A.. Quando alcune altre richiedono 2 ore o addirittura il ricovero in officina. Fatturato I conti della C.M.A. sono oggi discreti, per via della crisi che non l’ha risparmiata. Certo, il volume della produzione che era una delle maggiori in Italia, è calato negli ultimi anni. E la gestione dei tantissimi marchi che uscivano dalla fabbrica era sempre più gravata dalle esigenze degli utilizzatori alle prese a loro volta con la difficile situazione economica ed una clientela sempre più attenta ai risultati in tazza.

La C.M.A. è da sempre specializzata, arte veneta, nella costruzione per altri marchi. Le macchine Costa coffee, per esempio, sono sempre partite da Susegana verso le caffetterie di una delle catene più apprezzate nel mondo, soprattutto quello anglosassone. La gamma dei modelli è stata completata da alcuni anni dalla Plus 4 You, presentata a Triestespresso Expo nel 2008, una macchina di alto livello. Le vendite sono lentamente decollate e, in due mercati, la Plus 4 You è addirittura la C.M.A. più venduta.

Il fatturato 2011 è così volato a 60 milioni di euro, almeno secondo l’azienda. Perché allora non è piaciuto ai boss Usa un prezzo di vendita addirittura quasi la metà dell’ultimo fatturato?

Valore C.M.A. Su questo punto gli analisti si dividono

Per alcuni il prezzo indicato all’inizio della trattativa, 36 milioni, era apparso alto. Certo il marchio e l’avviamento e la gamma. Più le sedi nel mondo, alcune di proprietà. Ecco, per esempio, le troppe proprietà immobiliari, un valore tangibile per alcuni, per altri erano valutate un peso per un’azienda delle dimensioni della C.M.A. e alle prese con un leasing di 14 milioni. Un canone pesante, mentre gli utili soprattutto sul basso di gamma, il core business di Susegana, si assottigliavano sempre di più per fronteggiare la concorrenza. Romania Uno degli asset più interessanti della C.M.A. resta di sicuro lo stabilimento in Romania. Ufficialmente questa delocalizzazione si limitava a rifornire di macchine il mercato locale. Nella realtà si era rapidamente allargata all’export, a prezzi molto competitivi.

Ma neppure questo aspetto, che di sicuro sosterrà i conti dell’azienda di Dal Tio nei prossimi anni, ha convinto i finanzieri di Wall Street, forse per le dimensioni e la necessità di grossi investimenti e dei tempi lunghi per far diventare quella di Timisoara una fabbrica all’altezza dei tempi e della concorrenza soprattutto.

Settore sotto pressione

I prossimi mesi e il 2013 saranno decisivi per tutto il comparto delle macchine per caffè professionali. La lunghissima agonia della Brasilia, fallita malamente all’inizio dell’estate, con contorni sinistri per il suicidio di un operaio, ha segnalato che la crisi stava colpendo duro se neppure le banche locali, fuggite quelle nazionali, avevano ritenuto, pur stressate da politici e sindacati, di poter salvare i 180 posti di lavoro di una delle poche fabbriche importanti della zona.

Da notare che neppure l’interessamento di due colossi, uno francese l’altro italiano, erano andati a buon fine. La situazione della Brasilia era andata oltre il punto di non ritorno e, nonostante la produzione sia a Pontecurone – dove non si era mai interrotta al contrario del pagamento degli stipendi – sia a Retorbido potesse ripartire immediatamente. Sistema Italia Dopo il crack del gruppo Rossi, adesso questo no indirettamente tedesco, direttamente della grande finanza Usa.

Certo, il rischio Italia, il giudizio sul sistema Paese non è soltanto spauracchio per la gente e argomento per giornalisti a corto di idee. Ma è soltanto in questi casi che tutti possiamo davvero capire quanto l’Italia e le sue aziende valgano niente o pochissimo per gli operatori e gli investitori globali. Contano soltanto i prodotti.

Preoccupazioni

Questa mattina il lavoro è ripreso a Susegana. Nelle prossime ore le maestranze e il sindacato si troveranno a dover capire anche loro il futuro dell’azienda, degli stipendi. Che, magari con l’aiuto delle banche locali, non dovrebbero, almeno nell’immediato, correre pericoli. Però l’azienda dovrà rapidamente pensare a come ristrutturare il debito, magari alienando alcune proprietà immobiliari di troppo, anche se adesso non è certo il momento migliore per farlo.

Di sicuro, come sua abitudine, Nello Dal Tio, assistito un team di collaboratori che andrà rapidamente ringiovanito, è sulla tolda di comando a scrutare il futuro. Ma già da prima dell’annuncio, che il Signor Dal Tio ha definito “preso di comune accordo”, la proprietà qualche cosa ha fatto.

Come l’accordo, sia pure verbale, con la WMF di proseguire la collaborazione

Dato per scontato che la fabbrica continuerà a funzionare come un orologio svizzero sfornando macchine anche economiche ma di ottime prestazioni e sempre affidabili, questo sì il grande valore della C.M.A., toccherà ai commerciali riprendere il filo con i clienti che, in tutto il mondo, trattenevano il fiato e soprattutto gli acquisti in attesa della cessione e degli orientamenti della nuova proprietà.

Sarà dall’andamento delle vendite dei prossimi mesi, dal portafoglio ordini anche dei cosiddetti modelli “a marchio”, che dipenderà adesso il vero destino della C.M.A. di Nello Dal Tio e delle sue maestranze.

C.M.A. fu fondata da Nello Dal Tio nel 1969 produce più di 25.000 macchine

C.M.A. SPA fu fondata nel 1969 da Nello Dal Tio e da allora la sua crescita è stata esponenziale e sorprendente: da piccola attività artigianale al colosso che produce circa 25.000 macchine l’anno. Ora, affiancato dai figli Sonia e Roberto (rispettivamente amministratore delegato delle consociate WEGA Srl in Italia e G.E.E.C. negli USA), Nello Dal Tio continua a dedicarsi con passione alla crescita della cultura dell’espresso nel mondo, con la massima attenzione a tutte le persone coinvolte nel settore.

WMF ha bilancio consolidato di gruppo di circa un miliardo di euro Leader nei casalinghi ha un fatturato di 300 milioni per il solo settore caffè Fondata nel 1853

Wmf (Württembergische Metallwarenfabrik Aktiengesellschaft) ha sede a Geislingen an der Steige, nel Baden-Württemberg. Considerata come un esempio tipico do Mittelstand (Pmi) tedesca, Wmf ha conseguito l’anno scorso un fatturato vicino al miliardo di euro. Il 29% delle vendite è giunto dal settore macchine da caffè, che costituisce il suo business più redditizio. Il fondo KKR fondato nel 1976 400 miliardi dollari Costituita nel 1976 da Jerome Kohlberg, Jr., Henry Kravis e George R. Roberts, Kkr & Co. L.P. è una multinazionale con sede a New York (quotata al Nyse) e uffici in 13 paesi di tutto il mondo, che ha concluso nei suoi 35 anni di storia operazioni di private equity per un totale di oltre 400 miliardi di dollari.

Nespresso arriva nei negozi e supermercati israeliani con la linea Rialto

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rialto nespresso
La linea Nespresso Rialto

MILANO – Anche i consumatori israeliani disporranno presto di un’alternativa a basso costo ai serving Nespresso. Si tratta delle capsule Rialto, che faranno la loro apparizione sugli scaffali di negozi e supermercati a partire dal prossimo ottobre. Regista di questa operazione, che punta a sottrarre a Nestlé oltre un terzo della quota di mercato detenuta, è l’uomo d’affari Yoav Ramot, importatore di caffè e macchine espresso. Assieme ad altri 4 soci, Ramot ha investito un milione di euro in una struttura produttiva situata a Kiryat Gat, a una cinquantina di chilometri da Tel-Aviv, che sarà operativa nelle prossime settimane.

Rialto pronto all’acquisto

Le capsule verranno commercializzate a un prezzo inferiore del 20-25% rispetto a quelle originali di Nespresso. Secondo il quotidiano Haaretz, Nespresso controlla circa la metà del mercato israeliano delle macchine domestiche, per un totale a valore di poco inferiore ai 20 milioni di euro annui.

Le vendite di capsule sono stimate attorno ai 35 milioni di unità

Su un totale di 85 milioni di capsule vendute annualmente nel paese. Rialto potrebbe ritrovarsi presto a fare i conti con un agguerrito competitor. Si tratta della catena di caffetterie Ilan’s Coffee, che ha annunciato a breve il lancio di una linea di caffè aromatizzati in capsule utilizzabili con il sistema Nespresso.