venerdì 02 Gennaio 2026
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La ricetta dello chef: tagliatelle al cacao con crema di taleggio e pere

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Ingredienti per la pasta
800 gr di farina 00
N.8 uova
200 gr di cacao amaro in polvere

Per la crema al taleggio e pere
N.4 pere kaiser
400 gr di taleggio
250 ml di panna fresca
Una noce di burro
1 scalogno

Narcotraffico: nei primi 10 mesi 2012 tolti alle mafie quasi 1,5 miliardi di euro di ricavi. “Soltanto il moltiplicatore dell’ecstasy, 212, è più alto di quello del caffè, 200”

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Mariuna
Mariuana

MILANO – Sul sito del Sole 24 Ore, emanazione diretta del più importante quotidiano economico italiano, è uscito l’articolo che trovate sotto queste righe.

Con un confronto tra ecstasy e caffè forse un po’ disinvolto. Sicuramente disinformato. Un paragone di moltiplicatore sbagliato di almeno 10 volte, perché il contadino non ricava 0,10 ma almeno 1 euro al chilo.

E, dalle Borse, si ricava che non vanno bene gli 0,40 euro al chilo all’ingrosso nei Paesi di produzione.

Infine dove hanno trovato gli studiosi quel 20 euro al chilo per il torrefatto al dettaglio? Non hanno mai fatto la spesa. Questo è sicuro.

D’accordo, il Sole 24 Ore riprende i dati da un rapporto di una Fondazione. Ma dal giornale dei numeri e delle Borse un po’ più di attenzione ai dati, anche se ripresi, ce la saremmo aspettata. Senza entrare nel dettaglio del paragone tra caffè ed ecstasy…

Questo sì, un po’ (tanto), dà fastidio. Il resto no, tutti possiamo sbagliare. O no?

Vi proponiamo l’articolo. Aspettiamo i Vostri commenti.

Partiamo, nell’analisi di una tabella contenuta nel rapporto, dalle droghe sintetiche e in particolare dall’ecstasy.

Secondo il rapporto dell’Icsa, l’ecstasy vale 800 euro per un litro di Pmk (il piperonilmetilchetone da cui si ottiene ecstasy con un semplice processo di conversione) se acquistato direttamente dal produttore; si passa a 3.000 euro al litro all’ingrosso fino ad arrivare a 170.000 euro nel commercio al dettaglio, il cui calcolo è frutto della moltiplicazione di 17 euro che è il costo di ogni pasticca per 10.000 che è il numero di pasticche ottenibili dalla lavorazione di un litro di Pmk: il moltiplicatore, secondo l’analisi fatta dagli investigatori, è di 212.

I pochi sequestri di quest’anno sono quantificabili in 340mila euro al dettaglio.

Il moltiplicatore dell’ecstasy è un po’ più alto del caffè, prodotto perfettamente legale utilizzato come raffronto nell’analisi di filiera realizzata dai ricercatori della Fondazione: «Per offrire una tangibile esemplificazione di quanto sia redditizio il traffico di sostanze stupefacenti – si legge nel Rapporto – la resa dei diversi tipi di droga per ciascuno dei principali step della filiera è stata raffrontata con quella di prodotti leciti quale il caffè per il quale il produttore ricava 0,10 euro al chilo, all’ingrosso nei paesi di produzione un chilo di caffè costa 0,40 euro e al dettaglio in Europa un chilo di caffè rende 20 euro al chilo (comprensive di Iva e altre imposte), con un moltiplicatore di 200».

Ma è pur sempre la cocaina a tenere banco pur avendo un moltiplicatore più basso dell’ecstasy (e anche del caffè visto che ne abbiamo parlato): quello della coca è pari a 182 ma i margini di guadagno nella filiera sono inimmaginabili.

Il conto, riportato nel rapporto, è presto fatto: i narcotrafficanti comprano la cocaina al produttore il Sudamerica a 1.500 euro al chilogrammo e la rivendono all’ingrosso a 36.000 euro al chilo, che vale al dettaglio 210mila euro considerato che da un chilo di cocaina pura si ricavano tremila dosi da un grammo. Che vengono rivendute a un prezzo medio di 70 euro al grammo (il prezzo oscilla tra 57 e 82 euro a dose).

Per fare una stima, per difetto e approssimativa, del giro d’affari delle mafie in questo settore e soprattutto della ‘ndrangheta.

Basti pensare che nei primi dieci mesi di quest’anno sono stati sequestrati 4.997,758 chili di cocaina. Di cui 2.123,589 chili (il 42,4% del totale sequestrato) in Calabria per un valore totale complessivo di quasi 180 milioni di euro all’ingrosso e un mancato ricavo per vendita al dettaglio per dosi di un grammo di 1.049.529.180 (un miliardo e 49 milioni e 529mila euro).

Meno conveniente oggi appare il commercio di altre sostanze stupefacenti

Meno conveniente si fa per dire, considerato che l’eroina (il cui moltiplicatore è pari a 68) comprata direttamente dal produttore costa 2.923 euro al chilogrammo. All’ingrosso costa 22mila euro al chilogrammo. E al dettaglio rende 200mila euro al chilo. Che è il valore finale delle 5mila dosi che se ne possono ricavare vendute mediamente a 40 euro l’una.

Se consideriamo che nei primi dieci mesi di quest’anno sono stati sequestrati 708,880 chili. Per un valore all’ingrosso di 15.595.360 e un mancato guadagno al dettaglio di 141.776.000.

Decisamente di minor resa l’hashish (moltiplicatore 12) e la marijuana (moltiplicatore 20). Nel primo caso un chilogrammo all’ingrosso costa 930 euro, all’ingrosso si pagano 2.200 euro al chilo. E considerato che da un chilo di hashish si possono ricavare mille dosi.

Che si vendono a un prezzo medio di 10,80 euro. La resa di un chilo al dettaglio è di 10.800 euro. Nel secondo caso, invece, al produttore si versano 350 euro. Per ogni chilo di marijuana.

Che all’ingrosso si paga 1.425 euro che al dettaglio rendono circa 7mila euro.

Nel caso dell’hashish i sequestri fatti nei primi dieci mesi di quest’anno ammontano a 18.932,230 chili per un valore totale all’ingrosso di 41.650.906 che al dettaglio sarebbero diventati 204.468.084.

Nel caso, invece, della marijuana nei primi dieci mesi di quest’anno le forze dell’ordone hanno sequestrato 18.558,703 chilogrammi di “roba”. Per un valore all’ingrosso di 26.445.150 euro. Che al dettaglio avrebbero un valore di 129.910.921 euro.

Una curiosità: secondo i dati sui sequestri è la Puglia a detenere il primato con 10.065,086 chilogrammi scoperti (il 54,2% del totale).

E la Puglia detiene anche il primato per il sequestro di piantine: ne hanno scoperte 4.002.637 su un totale nazionale di 4.121.758 piantine sequestrate.

BRASILE – Gain Report ha confermato la stima di 55,9 milioni di sacchi per il raccolto 2012/13. Le piogge e lo sciopero dei doganieri rallentano gli imbarchi durante i passati mesi estivi. I consumi superano i 20 milioni di sacchi avvicinandosi ulteriormente a quelli statunitensi

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conab

MILANO – L’Ufficio Usa del commercio agricolo di San Paolo (Ato/São Paulo) del Brasile conferma la sua stima sul raccolto brasiliano appena concluso.

Secondo il report annuale redatto dall’analista agricolo Sergio Barros, la produzione 2012/13 è stata di 55,9 milioni di sacchi: 6,7 milioni in più (+13,6%) rispetto al raccolto precedente coincidente con un’annata negativa del ciclo biennale.

La produzione di arabica si attesta a 40,2 milioni di sacchi

Con un incremento sull’anno del 15,8%. Ma cresce anche il raccolto di conillon, che raggiunge i 14,5 milioni di sacchi (+8,3%).

Le  forti precipitazioni hanno rallentato le operazioni di raccolta a giugno e luglio, con ripercussioni, per fortuna non gravi, sulla qualità del caffè. Secondo fonti dell’industria, circa la metà del nuovo raccolto è stata già collocata sul mercato.

Le cifre del minagricoltura americano sono tradizionalmente più elevate rispetto a quelle ufficiali diffuse dal governo brasiliano, ma in linea con le previsioni di numerosi analisti privati.

Ricordiamo che Conab ha stimato a settembre il raccolto 2012/13 nel volume record 50,48 milioni di sacchi.

L’Ibge (l’Istituto brasiliano di geografia e statistica, dipendente dal ministero dello sviluppo e della pianificazione territoriale) ha indicato a sua volta, sempre a settembre, un dato di 50,9 milioni di sacchi.

Le previsioni sul prossimo raccolto sono ancora premature

Secondo report diffusi dall’industria, la fioritura nelle principali aree di produzione è stata buona. Va comunque messo in conto il fisiologico calo ciclico legato all’affaticamento delle piante dopo un’annata da record.

L’ufficio di San Paolo stima l’export di caffè in tutte le forme 2012/13 in poco meno di 33 milioni di sacchi, in netta ripresa (+3,1 milioni di sacchi) rispetto al 2011/12, ma sempre inferiore al volume record di 35,04 milioni registrato nel 2010/11.

Gli imbarchi di caffè verde conterebbero per 29,6 milioni di sacchi e ad essi si aggiungerebbero vendite di solubile per 3,3 milioni. Marginale la quota del torrefatto.

Secondo i dati Cecafé, le esportazioni hanno raggiunto nel periodo luglio-settembre 2012 un volume di 6,94 milioni di sacchi, in flessione del 12,4% rispetto allo stesso periodo del 2011.

Il calo va imputato al già citato ritardo nelle operazioni di raccolta e prima lavorazione del caffè, dovuto al maltempo. Ma anche allo sciopero degli addetti alle dogane. Che ha intasato i magazzini portuali rallentando l’imbarco delle merci.

Gli analisti osservano inoltre che i produttori sono ben capitalizzati grazie ai guadagni consistenti conseguiti nel 2011, nonché ai finanziamenti e alle sovvenzioni pubbliche, e possono permettersi di commercializzare il nuovo raccolto con relativa calma attendendo gli sviluppi di prezzo più favorevoli.

Ma il report nota anche che i produttori appaiono poco propensi ad accumulare grandi quantità di scorte viste le difficoltà economiche in alcuni dei principali paesi consumatori mondiali.

L’Ato stima le scorte finali per l’anno di mercato 2012/13 in 4,54 milioni di sacchi: pressoché il doppio rispetto ai 2,28 milioni di fine 2011/12.

Gli stock Conab sono stimati in 1,62 milioni di sacchi; quelli Funcafé in 14mila sacchi soltanto.

L’indagine condotta la scorsa primavera da Conab quantificava gli stock in mano al settore privato . Quindi produttori, cooperative, esportatori, industria. Ebbene alla data del 31 marzo 2012 si trattava di 8,41 milioni di sacchi, in calo di 823.520 sacchi rispetto alla stessa data del 2011.

Consumi in ulteriore crescita

Crescono ancora i consumi interni destinati a superare quest’anno la soglia storica dei 20 milioni di sacchi. Basandosi sui dati dell’Abic (l’associazione brasiliana dell’industria del caffè9; l’Ato stima i consumi nell’anno di mercato 2012/13 (maggio-aprile) in 20,69 milioni di sacchi. Di cui 19,58 di torrefatto e 1,11 di solubile. Con un incremento sull’anno precedente del 3,5% circa, in linea con i trend di crescita recenti.

Nel 2011/12, i consumi sono stati di 19,98 milioni di sacchi. Per un dato pro capite di poco meno di 5kg, contro i 3,86 kg di 10 anni fa.

Abic prevede che i consumi complessivi di caffè raggiungeranno i 20,41 milioni di sacchi a fine anno solare 2012 e i 21 milioni nel 2013. Dati che avvicinano sempre più il Brasile agli Stati Uniti.

Il fatturato del settore si stima in 7,7 miliardi di reais (2,85 miliardi di euro). Il prezzo medio al dettaglio era pari, a luglio 2012, a 13,55 reais (5 euro), in crescita del 2% rispetto a dicembre 2011.

Dalla Corte: ecco tre belle esperienze a confronto da Barcellona via Trieste e fino a Seoul in Corea del Sud. È l’intenso autunno del mondo del caffè italiano

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MILANO – Dalla Corte. Voglia di imparare Una nuova sede, più ampia e moderna, ha accolto l’edizione 2012 di Hostelco a Barcellona, il salone internazionale per la ristorazione e l’ospitalità, al cui interno la “coffee zone” ha svolto un ruolo importante. Nello stand Dalla Corte le postazioni di Fabrizio Sención Ramírez, campione barista messicano e secondo classificato al WBC 2012, e Miguel Lamora, campione spagnolo di Latte Art 2012, hanno sempre fatto registrare il tutto esaurito di operatori che hanno trascorso con i due “maestri” una mezzora esclusiva, ma soprattutto a propria misura, sia che si fosse ai primi passi, sia aspiranti campioni.

“Barcellona mi ha sorpreso per la sua bellezza e vivacità anche nel settore del caffè, di cui rappresenta una sorta di “capitale”. Qui purtroppo le miscele tradizionali non sono di qualità, ma ci sono tanti giovani che cercano un buon caffè.

Ho incontrato soprattutto loro allo stand: persone che lavorano duramente e che vogliono fare cose nuove, impegnarsi per comprendere le nuove tendenze e innalzare la qualità di ciò che propongono ogni giorno al banco bar. Il mio consiglio è di continuare a sperimentare e poi chiedere, senza avere paura, e imparare da chi ha più esperienza”.

Con loro Fabrizio si è soffermato sui profili di tostatura

Ha realizzato “proof of taste” guidando all’individuazione della giusta temperatura di estrazione delle diverse miscele e ha fatto degustare il caffè messicano, di cui è un convinto sostenitore.

Da parte sua, Miguel Lamora ha catalizzato l’attenzione di chi ama la Latte Art. La pratica o vuole avvicinarsi a essa; mostrando i “segreti” per ottenere decori nuovi e ricercati sulla crema di latte ai primi, le tecniche di base ai secondi.

Infine hanno visitato lo stand alcuni responsabili delle numerose catene di caffè spagnole. Che hanno scoperto i tanti vantaggi del “sistema” Dalla Corte. Che grazie al dialogo tra il grinder e la macchina espresso, assicura erogazioni sempre perfette. E questo durante tutto l’arco della giornata, con qualsiasi operatore.

Un piacevolissimo evento fuori salone è stato il Barista Jamon

Un vecchio capannone ha ospitato un buon numero di operatori uniti dalla voglia di divertirsi, mangiare insieme tortillas, jamon (il classico prosciutto iberico), bere buona birra e, ovviamente, confrontarsi sul caffè.

Paolo Dalla Corte ha raccontato l’evoluzione della macchina per caffè dai primi del Novecento ai giorni nostri. A seguire, gare amichevoli di assaggio e di latte art.

Ritmi intensi

Dal 25 al 27 ottobre, in occasione di Triestespresso, Dalla Corte è stata impegnata su due fronti: numerose proof of taste presso lo stand e, per ogni mattinata della manifestazione fieristica, l’appuntamento presso un locale ogni giorno diverso – rispettivamente la Pasticceria Sanna, il Bar Ferrari e il Cafepiazzagrande – per gustare una super-colazione preparata con la macchina espresso dc pro da Fabrizio Sención Ramírez.

Nonostante sia un barista più che navigato, è stato sorpreso dai ritmi incalzanti che si vivono all’interno dei locali italiani. Il primo giorno, dopo tre ore, aveva consumato ben tre chili di caffè, mentre nel suo locale ne vende la metà durante tutta la giornata!

E poi le diverse richieste dei triestini

Il nero, il capo, il capo in b…difficile orientarsi, ma soprattutto trovare il giusto ritmo. “Lavorare al banco bar in Italia è stato un’esperienza entusiasmante – ha affermato in chiusura dell’intensa tre giorni -. Ho trovato un clima positivo, ma soprattutto un grande lavoro di squadra. Il barista deve essere estremamente veloce, preciso, sorridente…è complesso sostenere questi ritmi e mantenere un buon livello qualitativo. Ho imparato un nuovo modo di lavorare”.

Da parte loro, gli operatori che l’hanno affiancato rimanevano sorpresi dalla cura dei particolari che accompagnava ogni preparazione: la pulizia della lancia vapore a ogni montatura del latte, del filtro dopo la battuta per togliere i frammenti della cialda di caffè esausta rimasti sulle pareti, la cura nel versaggio della crema sui cappuccini: “perdi troppo tempo”, era l’osservazione, ma una volta oliati gli ingranaggi dei movimenti della squadra al banco bar, il lavoro scorreva senza problemi.

Dunque, la rapidità può convivere con un servizio scrupoloso e con un grinder on demand come il dc one, che ha sempre lavorato in sintonia con la macchina dc pro, assicurando il giusto grado di macinatura con costanza e in modo del tutto automatico.

Di nuovo, organizzazione: durante la macinatura, per il barista c’era il tempo di posizionare piattini e cucchiaini, per poi tornare alla preparazione di un espresso realizzato con un macinato sempre fresco, ovvero nelle condizioni di esprimere al meglio le proprie qualità in tazza.

Cosa pensi del mondo del caffè italiano?

“Per il settore rappresenta probabilmente l’industria più grande e con la più antica tradizione al mondo – riprende Fabrizio -. Da voi sento parlare di “piccole torrefazioni” che producono più di una tonnellata al mese…io ne tosto 400 chili!

Penso tuttavia che anche qui ci dovrebbe essere una maggiore offerta di monorigini e tostature più chiare”. E di nuovo l’invito a guardarsi intorno con curiosità e apprendere, perché il mondo del caffè è in evoluzione continua e non si può rimanere ancorati alla tradizione senza considerare le nuove tenenze in questo settore.

Infine una nota sulla dc pro: “Mi piace lavorare con questa macchina espresso perché è facile da usare ed è semplice insegnare al barista come utilizzarla e ottenere il meglio.

Mi piace poi variare le temperature, individuare i diversi profili aromatici che ognuna esprime in tazza fino a raggiungere quella più indicata al caffè che in quel momento ho nel grinder. Permette di sperimentare, ma dà anche la sicurezza del risultato in tazza”.

La Corea ama il caffè

Il fatto che la Corea del Sud ami il caffè non è una novità. Il suo infatti è un mercato molto vivace, ma soprattutto molto esigente e attento alla qualità. Non per nulla, alcune delle principali catene, come Coco Bruni e Caffè Bene, adottano le macchine Dalla Corte, di cui sono apprezzate la precisione e la costanza termica, insieme alla grande efficacia del “sistema” macchina espresso+grinder.

E Seoul ha ospitato le finali di World Latte Art e World Coffee in Good Spirits che, come avviene ogni due anni, si sono svolte al di fuori del circuito del WBC – World Barista Championship – di Scae.

Un evento nell’evento

“L’ampia struttura della fiera Cafe & Bakery Show dall’1 al 4 novembre ha ospitato le manifestazioni che, osserva Antonella Cutrona, CRM manager, “sono state un vero evento nell’evento e hanno riscosso un grandissimo successo.

L’area che ha ospitato gli stand e le gare riservate al caffè, è sempre stata visitata da centinaia di persone: un pubblico attento e partecipe anche al di fuori delle competizioni.

Nel nostro stand due macchine dc pro da 3 gruppi erano sempre a disposizione degli operatori e anche dei finalisti per fare prove, allenamenti… Non appena qualcuno si metteva alla macchina, si formavano un fitto capannello di curiosi e una fila ordinata di persone. Che aspettavano pazientemente un espresso o un bel cappuccino decorato.

Accanto a tanti addetti ai lavori c’era anche la gente comune, famiglie con bambini….

Penso che un pubblico allargato e non composto da soli specialisti del settore possa far bene a queste competizioni,. Ma soprattutto al mondo del caffè di qualità. Che deve approfittare di qualsiasi occasione per raggiungere il consumatore finale”.

Lo stand è stato anche un luogo di incontro amichevole tra i numerosi finalisti provenienti da tutta Europa. Che si erano incontrati a settembre al DC Campus. La due giorni di approfondimento delle regole legate a queste gare e di prove con la dc pro, la macchina sponsor ufficiale della manifestazione.

Insieme hanno scaricato la tensione della gara chiacchierando, scherzano e, ovviamente, allenandosi. È stato molto seguito anche il corso tenuto da Fabrizio Sención Ramírez. Che ha spaziato dalla macchina espresso alla proof of taste. Dimostrando a un pubblico numeroso e attento l’influenza sul gusto della variabile temperatura.

La finale In chiusura della lunga quattro giorni, le finali. Hanno meritato il massimo del punteggio i decori realizzati dalla giovanissima russa Victoriya Kashirtseva, 20 anni, studentessa e barista presso il Bakery & Cafè Bulka di Mosca.

Da due anni e mezzo opera al banco bar e da due pratica la Latte Art.

Guidata da nomi di primo piano del mondo della caffetteria firmata Scae. Letteralmente per un soffio l’italiana Chiara Bergonzi si è classificata settima e non ha potuto partecipare al secondo turno delle finali.

Con un drink freddo dall’aroma agrumato a base di espresso, Grand Marnier, Palinka. È una bevanda tipica bevanda alcolica ungherese dal gusto fruttato). Poi succo di lemongrass e litchi. Così  l’ungherese Akos Orosz ha meritato la prima posizione al concorso World Coffee in Good Spirits.

È barman al Boutiq’Bar di Budapest, che lo scorso ottobre la rivista Drinks International ha incluso nell’Olimpo dei 50 migliori bar del mondo. Sesto posto per Francesco Corona, che ha presentato il drink freddo Sirs Cold; composto da un espresso realizzato con una miscela composta da due origini – 80% Santo Domingo, 20% Etiopia. E al cui interno è stato sciolto un gianduiotto Venchi. Con  liquore al mirto, Grand Marnier, glassa di avocado liquida.

Un “inciampo” della colonna sonora che cadenzava la sua gara

l’ha portato fuori tempo massimo: pensava di lasciare le competizioni, ma ha deciso di riprovare. Infine, un premio anche al cappuccino giudicato migliore al palato, vinto dal finlandese Joona Suominen.

Ai due vincitori, Dalla Corte ha regalato una mini, la piccola macchina a un gruppo, con la stessa tecnologia delle professionali. Di nuovo complimenti a tutti.  Per i primi sei classificati delle due categorie, appuntamento è a Milano in apertura del 2013; ospiti di Dalla Corte e di Mahlkoenig. Stiamo lavorando per regalare a tutti giornate intense e piacevoli.

Vietnam: vola l’export (+105%) nei primi 2 mesi del 2012/13. Forti le divergenze tra le stime ufficiali e quelle del commercio

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MILANO – Secondo i dati preliminari pubblicati a inizio settimana dall’Ufficio statistico generale del Vietnam (Gso), l’export di novembre potrebbe raggiungere le 11mila tonnellate, con un incremento del 55,6% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso.

Tale dato, se confermato, porterebbe il totale dall’inizio dell’annata caffearia a 212mila tonn: oltre il doppio (+105,8%) rispetto alle 103mila tonn registrate nel pari periodo dell’annata 2011/12.

Secondo alcune fonti del commercio, circa 150mila tonn sul totale sopra indicato sarebbero costituite da scorte di riporto dal raccolto precedente.

Con una valutazione corretta, le stime sulla produzione 2011/12 si rivedrebbero ulteriormente al rialzo.

Forti le divergenze nelle stime sull’entità del nuovo raccolto. Secondo l’associazione vietnamita del caffè e del cacao (Vicofa), la produzione 2012/13 subirà un calo del 30% rispetto ai 22,5 milioni del 2011/12.

Molto diverse le cifre di Rabobank, che prevedono un raccolto di 26 milioni di sacchi in parziale flessione rispetto ai 27 milioni dell’annata trascorsa.

Bolzano: cade dal balcone mentre fa riparazioni casalinghe: morto Paolo Padoani, noto gestore del centrale bar Walthers

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BOLZANO – Tragica fine per uno dei volti più noti del commercio e della ristorazione bolzanina. È morto , vittima di un incidente domestico, Franco Padoani, 46 anni, uno dei gestori del Bar ‘Walthers’ nella centralissima ed omonima piazza del capoluogo altoatesino. È precipitato dal balcone del suo appartamento, al quarto piano di uno stabile di via Roen a Bolzano, dove – come riferito dalle forze dell’ordine – era impegnato in alcune riparazioni. Nel volo di parecchi metri ha riportato lesioni molto gravi.

Il noto imprenditore e’ stato soccorso sul posto e di seguito trasportato all’ospedale San Maurizio del capoluogo, dove ha cessato di vivere. Vulcanico organizzatore di eventi, assieme ai suoi attuali soci curava anche un servizio di catering. E in passato aveva gestito l’ex bar Fantasy di Corso Libertà. Oltre il ristorante al Rugantino a San Giacomo di Laives.

Fisco: in Piemonte i bar pagheranno le tariffe pubbliche più del triplo

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MILANO – Fisco alle stella. Rincari medi del 311% da gennaio 2013 nei servizi comunali di raccolta rifiuti, sicurezza, illuminazione e gestione delle strade (i cosiddetti servizi indivisibili) per le aziende piemontesi del terziario. È questo il dato che emerge dall’analisi di Confcommercio Imprese per l’Italia: se il tributo Res dovesse essere confermato senza correttivi potrebbe determinare un colpo mortale per moltissime piccole e medie imprese del commercio, del turismo e dei servizi.

Nel 2013 le tariffe pagate dalle aziende piemontesi sono destinate ad aumentare in media del 311%, con incrementi superiori al 400% per alcune attività come la ristorazione (+580%), l’ortofrutta (+610%), le discoteche (+580%). Aumenti consistenti sono in vista per bar e pasticcerie (+320%), generi alimentari (+290), alberghi con ristorante (+210%), abbigliamento e calzature (+75%). Le simulazioni effettuate da Confcommercio hanno prospettato il passaggio da 401,35 a 3.038,40 euro per un negozio di 100 mq. Questo per il settore vendita di pesci, fiori o pizza al taglio. Mentre discoteche e night club di 200 mq passeranno dagli attuali 558,90 a 4.433,91 euro; solo un po’ meglio andrà per edicole, farmacie e tabacchi con negozio di 30 mq, che passeranno da 103,50 a 192,20 euro.

«Siamo ai tempi supplementari per l’entrata in vigore della Res – conferma Renato Viale, presidente di Confcommercio Piemonte. E pertanto la preoccupazione delle imprese è in costante crescita. Si tratta dell’ennesimo balzello che le nostre aziende devono pagare. Nonostante il sistema commerciale piemontese sia di fronte ad una vera e propria emorragia di imprese».

«Confcommercio Imprese per l’Italia è già intervenuta sul ministro dell’Ambiente Clini. Chiedendo la sospensione fino al primo gennaio 2014 del nuovo tributo».

Cacao: a Napoli arriva il gusto di Chocostore

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Napoli Chocostore

NAPOLI – Sarà Napoli la seconda città dopo Perugia ad ospitare il nuovo format del ‘Chocostore by Eurochocolate. Aprirà infatti sabato 1 dicembre presso Palazzo San Giacomo il ‘flag store a firma del più importante evento europeo dedicato al cioccolato e a golosi prodotti ad esso ispirati. «Il test di Perugia – dichiara Eugenio Guarducci, presidente di Eurochocolate – ha dimostrato che il format funziona; Napoli non è stata scelta a caso: è infatti la città italiana con il più alto consumo di cioccolato».

«Il Chocostore – sostiene – potrà dunque essere il punto di ritrovo ideale per i tanti napoletani appassionati di cioccolato ed ovviamente di Eurochocolate dove spesso, in questi 20 anni di iniziative ci ci sono venuti a trovare in massa. L’apertura del Chocostore di Napoli rientra in un programma molto ambizioso che vedrà questo concept commerciale espandersi nel 2013 anche in altre importanti città italiane».

Al suo interno saranno disponibili tante idee regalo; grazie agli originali prodotti di ‘Costruttori di dolcezze by Eurochocolate. Dalla mitica cazzuola disegnata da Giulio Iacchetti alla ‘Chocopirina’ di Matteo Ragni, dal Golosimetro di Paolo Ulian alle Chocopower di Odoardo Fioravanti. Fino ai nuovissimi prodotti della gamma 2012: ‘Faceciock, Mi Piace!’, il pollice all’insù in cioccolato che riprende il più famoso simbolo del Mi piace di Facebook; Porca Miseria!, simpatico maialino salvadanaio che contiene dieci monetine di cioccolato ed ancora ‘Me ne fa un etto?’, il gustoso cioccolato artigianale dal packaging retrò.

Prato: i migliori cioccolatieri d’Italia si incontrano in piazza del duomo le festa della cioccolata

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PRATO – L’arte del cioccolato artigianale arriva a Prato. Prende il via «Un Prato di Cioccolato», il grande evento promosso dal Comune di Prato in collaborazione con Acai (Associazione nazionale dei Cioccolatieri Artigiani) che porterà in Piazza Duomo l’estro e la passione dei migliori cioccolatieri d’Italia.

Appuntamenti no  stop per tutti i gusti

Da domani, giovedì 29 novembre, a domenica 2 dicembre, appuntamenti no stop per tutti i gusti: degustazioni, lezioni di cioccolato, workshop dedicati alle scuole, laboratori per bambini e stand sempre aperti dalle 10 alle 20, dove è possibile assaggiare ed acquistare creazioni e specialità al cioccolato, opera dei migliori artigiani cioccolatieri italiani.

La manifestazione è stata presentata stamattina in Palazzo comunale dall’assessore alle Attività Produttive Roberto Caverni e da Giancarlo Maestrone di Acai. L’iniziativa avrà anche uno scopo benefico. Una parte del ricavato delle vendite sarà devoluto infatti all’Emporio della Solidarietà. Che stamani era rappresentato da Rodolfo Giusti di Caritas.

Banco di raccolta fondi

L’associazione sarà presente anche in piazza Duomo con un proprio banco informativo e di raccolta fondi. Un Prato di cioccolato vuole essere un vero e proprio viaggio alla scoperta del cioccolato puro. Realizzato solo con ingredienti naturali e senza grassi idrogenati, che comincia dalla Fabbrica del Cioccolato, dove si svolgerà il Choco World Educational, un percorso a cura dell’Associazione Nazionale dei Cioccolatieri Artigiani (Acai) per conoscere tutte le fasi di lavorazione del cioccolato, attraverso testimonianze dirette ed esempi di filiera corta.

Gli stand in piazza Duomo – tutti al coperto, compresi i camminamenti, viste anche le condizioni meteo – sono in tutto 12: con le lezioni di cioccolato per tutte le età ci si potrà diplomare «cioccolatieri per un giorno». Partecipando ai mini-corsi di cioccolateria artigianale sarà possibile invece imparare a realizzare nel proprio laboratorio casalingo, gustose e raffinate praline al cioccolato e scoprire come nasce una Sacher. Presso gli stand degustazione, inoltre, sarà possibile provare gustosi abbinamenti di caffè, grappa e cioccolato. In più, ci sarà tanta animazione per i bambini.

Un focus speciale, infatti, è dedicato alle scolaresche. I 5000 bambini delle scuole dell’infanzia e primarie hanno già ricevuto nelle loro classi un gustoso e curioso segnalibro di cioccolato in omaggio.

Inoltre oggi e domani dalle 9 alle 16 alcune classi parteciperanno a laboratori didattici costruiti su misura per loro. I più piccoli potranno, infatti, improvvisare con il cioccolato, cimentandosi nella realizzazione di lavoretti con tutte le attrezzature necessarie. Grembiuli, cappellini, guanti e strumenti per la lavorazione. In compagnia degli animatori clown, musica e giochi.

La giornata di domani e il venerdì mattina sono quindi dedicate alle scuole

Mentre l’apertura ufficiale al pubblico degli stand è prevista per venerdì alle ore 17.

“È per noi un onore essere a Prato, una piazza così prestigiosa con una grande tradizione dolciaria. Ha dichiarato il responsabile della Fabbrica di Cioccolato di Acai Giancarlo Maestrone – Ringrazio l’Amministrazione comunale per l’impegno profuso nella realizzazione di questo grande evento. Ospitando un evento Acai la città di Prato ha scelto di aderire ad un preciso standard di qualità e di tutela del consumatore. Da sempre alla base della nostra mission associativa. In pochi anni Acai è diventata un’istituzione del »Cioccolato Puro« in Italia. Attiva sul fronte della formazione degli associati e dei consumatori. In un panorama sempre meno etico nei confronti dei consumatori, il nostro marchio è sempre più noto agli amanti del cioccolato puro. Quello prodotto solo con burro di cacao. Che vedono in noi e nelle nostre manifestazioni una garanzia di qualità, trasparenza e serietà».

«La manifestazione fa parte del calendario di iniziative voluto da questa Amministrazione comunale per rivitalizzare il centro storico della città. Ha detto l’assessore alle Attività Produttive Roberto Caverni.- Un’iniziativa di alto livello e a carattere nazionale. Che prima di giungere a Prato è stata proposta con successo a Genova e a Bologna. E che all’inizio del 2013 approderà anche a Firenze e a Torino. Rappresenta quindi un grande richiamo per cittadini e turisti di ogni età. Che potranno fare una passeggiata nel cuore della città e gustare le delizie frutto dell’antica arte dei maestri cioccolatieri. Partecipare a dimostrazioni, degustazioni e laboratori».

Nella serata di sabato 1 dicembre è prevista l’apertura straordinaria degli stand fino alle 24 (fin dalle 9 del mattino). In occasione di una magica notte del cioccolato. Per «rimanere svegli» facendosi coccolare dal cioccolato. Domenica apertura dalle 9 alle 20.

Diverse le proposte in programma, dai corsi su «come nasce una sacher» alle degustazioni di praline e altro ancora.

Albania: torta di cioccolato da 18 tonnellate per i 100 anni di indipendenza: decine di migliaia di albanesi giunti da Kosovo e Macedonia

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TIRANA – Una gigantesca torta di 18 tonnellate e di una superficie di 550 metri quadri l’hanno preparata e presentata ieri a Tirana, nella piazza centrale della capitale, in occasione della festa nazionale dell’Albania che celebra i 100 anni della sua indipendenza.

Coperta da chicchi di melograno e da un crema color rosso e con al centro l’aquila nera bicefala costruita con crema di cioccolato – immagine fedele della bandiera nazionale – la torta, costata circa 100 mila euro, l’hanno realizzata circa 200 pasticcieri. Gli ingredienti? Offerti gratuitamente da alcune decine di imprese albanesi.

A tagliare la prima fetta è stato il premier albanese Sali Berisha insieme al presidente del Kosovo Ahtifete Jahjaga ed al premier kosovaro Hashim Thaci. Il dolce sarà diviso in oltre 120 mila porzioni che saranno distribuite alle decine di migliaia di albanesi. Giunti da tutte le parti del paese ma anche dal Kosovo, dalla Macedonia, dal Montenegro e dalla Valle di Presevo nel sud della Serbia. Secondo la polizia, nelle ultime 24 ore sono entrati in Albania oltre 160 mila persone dal Kosovo e dalla Macedonia.

I festeggiamenti si avviarono ieri a Valona, la città dove 100 anni fà si proclamò l’indipendenza e proseguono nel pomeriggio a Tirana.