martedì 13 Gennaio 2026
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MERCATI – Scorte europee ai minimi degli ultimi 5 anni

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Porto europei
Porto di Messina

MILANO – Le scorte dei porti europei sono ai minimi degli ultimi 5 anni. Lo dimostrano le più recenti statistiche diffuse dalla European Coffee Federation (Ecf), che comprendono anche le scorte certificate Liffe e Nybot.

Porti europei, la data del 31 dicembre 2012

Gli stock risultavano pari a 9,76 milioni di sacchi, poco al di sopra del minimo storico di 9,37 milioni registrato ad aprile 2012. Quindi in calo del 2,7 rispetto a un anno prima.

Come è possibile osservare nella tabella sottostante, il livello delle scorte si è incrementato nell’arco dell’ultimo mese del 2012 di circa 216 mila sacchi. Con i soli porti italiani di Genova e Trieste in controtendenza.

L’ALLARME – Così il clima minaccia le tazzine di caffè. Aumento delle temperature ed eventi meteo estremi mettono a rischio la produzione e la qualità della bevanda

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MILANO – Che lo prendiate a casa, al bar o alla macchinetta in ufficio, il vostro caffè potrebbe riservare amare sorprese. Diventando più caro e meno buono. Colpa dei cambiamenti climatici che mettono a dura prova le piantagioni di arabica in Sud America e Africa orientale, dove l’aumento delle temperature riduce resa e qualità dei raccolti.

Cambiamenti climatici. L’allarme viene da alcuni studi

(World coffee research e Royal botanic garden). I quali mostrano come la qualità arabica, la più diffusa e pregiata, venga compromessa se la temperatura supera i 23 gradi, come ormai spesso avviene; l’eccesso di calore, poi, favorisce i parassiti della pianta.

A rischio, dicono gli esperti, è il 75 per cento della produzione mondiale di caffè

E il futuro non è incoraggiante: secondo le stime, il rialzo delle temperature potrebbe raggiungere i 4 gradi nel 2060.

«Stiamo assistendo a condizioni ambientali straordinarie un po’ ovunque» conferma Giacomo Celi, responsabile di «sostenibilità caffè verde» alla Illy.

«Questi studi, che seguiamo da vicino, sono condotti in Etiopia, dove si trova il germoplasma dell’arabica, ossia il suo corredo genetico; e se dovesse succedere qualcosa lì, le conseguenze coinvolgerebbero tutto il mondo».

La soluzione

Così come riporta anche il New Scientist, è riuscire a rendere le piantagioni meno vulnerabili ai capricci del clima. «Servono analisi per identificare, nel dna del caffè, varianti genetiche che rendano l’arabica più resistente agli stress ambientali e alle malattie» precisa Celi.

«Sono indagini complesse e costose, possibili solo se la comunità internazionale farà di tutto per rassicurare l’Etiopia, molto gelosa e chiusa sulla protezione dell’arabica, che non ci saranno rischi di pirateria genetica».

Fonte: Panoramaonline

 

In occasione del S.Valentino ecco il caffè day 100 bar, 10 chef, 1 tema: il caffè e l’amore

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love caffè

NAPOLI – Il caffè è una passione, riscalda il cuore, mette in moto, tiene svegli. Tutti ingredienti indispensabili per passare un San Valentino indimenticabile. Un potere sfruttato per il progetto del Sud, Love Caffè.

Sì il caffè è anche questo.

Ci si innamora più facilmente davanti ad una buona tazzina di caffè.

Love Caffè, oltre 100 Bar della Campania

Presentano , una iniziativa voluta dal Caffè Vesuvio, celebre azienda campana fondata nel 1976.

L’idea è nata proprio per portare alla ribalta come il caffè può essere utile anche ad un abbordaggio, ad una serenata. Per ispirare una poesia, per farsi facilmente perdonare.

Allora S.Valentino è diventato il Caffè Day per antonomasia e tutti i clienti che amano la tazzina di caffè hanno avuto in omaggio il libro “Ricette d’amore al cuore di Caffè”, con ricette di grandi chef stellati tra cui “La cassata del Regno delle due Sicilie”, un trionfo di ricotta -caffè e frutta candita realizzata da Peppe Giuffrè e ricette dedicate di Michele Potenza, Peppe Zullo, Matteo Torretta, Raimondo Mendolia, Piergiorgio Siviero e altri.

Ogni cliente è stato poi invitato a “cinguettare” un messaggio d’amore che verrà lanciato nel web con l’hashtag #lovecaffè , un’opera collettiva ispirata al caffè, come fu per tante delle opere più belle dal Risorgimento in avanti, scritte, pensate e pubblicate nei Caffè.

Tappe dell’inziativa

Sono stati i bar di Acerra, Airola, Atripalda, Benevento, Brusciano; Caianello, Casalnuovo, Cassino; Castello di Cisterna, Cellole, Cervinara; Cicciano, Cimitile, Comiziano, Ercolano.

Poi Forio, Giugliano in Campania, Marigliano, Mariglianella; Mercogliano, Montaquila, Monteroduni, Mugnano del Cardinale; Napoli, Nola, Nocelleto di  Carinola, Ottaviano; Palma Campania, Pomigliano D’Arco.

E ancora Roccaraionola, San Felice a Cancello, San Gennaro Vesuviano; San Martino Valle Caudina, San Michele di Serino; San Paolo Bel Sito, Sant’Angelo d’Ischia, Saviano; Serino, Serrara Fontana, Somma Vesuviana, Sperone, Telese.

Fonte: Napoli Magazine

FIPE – WiFi libero in bar e ristoranti. La conferma arriva dal Garante della Privacy

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MILANO – «Dando ragione all’interpretazione di Fipe,l’autorità garante della protezione dei dati personali ha confermato che gli esercenti pubblici possono mettere liberamente a disposizione degli utenti la connessione wifi. Nonché, eventualmente, pc e terminali di qualsiasi tipo».

Wifi libero, lo riferisce un comunicato della Fipe

«A sollevare la questione – ricorda la nota – era stata un’interpretazione controversa sollevata da provider che forniscono programmi di archiviazione.

A loro dire, sui gestori di bar e ristoranti incombeva l’obbligo di registrazione dei dati da parte degli utenti. Così come dovevano essere anche ritenuti corresponsabili dei siti visitati dai loro clienti in caso di connessione alla rete con l’accesso telematico fornito dal locale.

Interpretazione confermata subito da Fipe

I gestori dei locali saranno sollevati da qualsiasi responsabilità rispetto alla navigazione in Internet da parte dei loro clienti. Inoltre, nel caso volessero entrare in possesso di informazioni più dettagliate riguardo all’uso della rete, dovranno richiedere al consumatore di firmare l’autorizzazione al trattamento dei dati personali».

Il garante, nella risposta fornita a Fipe

«ha infatti ribadito che questo caso rientra fra quelli in cui non può. Il presidente Lino Stoppani ha detto che «la connessione wifi libera nei pubblici esercizi va verso la direzione delle smart city.

Bar, ristoranti, discoteche, stabilimenti balneari diventano sempre più interattivi e sono così in grado di offrire ai clienti un servizio importante nell’era del digitale».

MOKA – Compie 80 anni l’omino della caffettiera

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la moka

Un prisma di alluminio dal fianco snello composto da due cilindri sfaccettati. Un ampio manico in bachelite, come il pomello sopra il coperchio. E, in cima, un beccuccio appena accennato con la punta rivolta verso il basso. La Moka, dal nome della città yemenita sul Mar Rosso (il maggior mercato del caffè nel Seicento) è figlia dell’art déco.

La moka ha un’eleganza “gentile” e senza tempo

Si tratta, in realtà, di due cilindretti da avvitarsi a bullone dopo aver riempito un filtro con polvere di caffè e il bollitore con l’acqua. Semplice e funzionale.

La leggendaria caffettiera inventata da Alfonso Bialetti nel 1933. E’ quindi nata in Italia ma presto diffusasi in tutto il pianeta. Ora compie dunque 80 anni e sembra resistere, dopo tre generazioni, alle mode che seguono con spasmodica velocità gli oggetti della casa.

Ma per quanto tempo ancora?

La moka rischia di essere travolta, infatti, dall’avanzare, nei ripiani delle cucine, delle più pratiche macchinette che l’espresso lo fanno con le cialde, come nei bar. Basta mettere dentro una capsula preconfezionata e pigiare un bottone. Sulla qualità del risultato, però, le opinioni sono discordi.

Perché fare un buon caffè dipende da tanti fattori. Quello che esce dalla moka, se le dosi di acqua e miscela sono giuste, è quasi sempre eccellente. È questa una delle ragioni del suo successo.

E non è un caso che la réclame televisiva della Bialetti affidata nel Carosello degli anni ’60 e ’70 al simpatico omino coi baffi disegnato da Paul Campani (è la caricatura del figlio di Alfonso Bialetti, Renato), ammoniva, con la voce di

Raffaele Pisu: «Sississì, sembra facile… fare un buon caffè!».

E in effetti, da allora, la difficile “arte” di fare il caffè poteva essere alla portata di tutte le famiglie con la Moka Express…

«È stata la prima macchina da espresso che produceva e produce un’ottima bevanda domestica, facile da usare, accattivante nel design e competitiva nel prezzo, anche per quanto riguarda il costo finale della tazzina; ecco perché ne sono state prodotte finora più di 250 milioni di pezzi» conferma Franco Balzarotti, uno dei più importanti collezionisti europei di caffettiere.

«Va detto però – spiega – che la primissima Bialetti, realizzata nel periodo che va dal 1933 al 1949-50 aveva un design totalmente diverso e venne sostituita dall’attuale, divenuta la “classica”, per problemi tecnici alla base e al manico».

Ma il primissimo esemplare della serie, oggi, sembra introvabile: «Io, che posseggo oltre 900 pezzi, questo ancora non ce l’ho. E non ne ho mai visto uno esposto in altre collezioni…».

Comunque, se gli osservatori del costume cominciano a cantare il de profundis alla moka come oggetto di uso comune destinato a soccombere nello scontro con la modernità, ci sono ancora dei produttori disposti a scommettere sul caffè macinato; se non altro perché, in tempi di crisi e di tagli alle spese familiari, risulta più “risparmioso” delle cialde. E soprattutto, della tazzina ordinata al bar.

Ma è proprio vero, come si pensa, che gli italiani sono i maggiori consumatori al mondo di questa bevanda?

Secondo il brasiliano Roberio Silva, direttore esecutivo dell’International Coffee Organisation «italiani e spagnoli, a causa delle attuali difficoltà economiche, importano il 2-3% in meno di caffè ogni anno, ma è solo un fatto temporaneo, perché il caffè appartiene alla loro cultura e al loro stile di vita e il consumo riprenderà».

La Germania resta invece un mercato forte, come quello di Parigi

I più grandi fruitori di caffè in Europa, però (in base ai dati 2011-2012 forniti da Coffitalia, l’annuario settoriale di Beverfood. Il quale riunisce i distributori di bevande italiani) risultano nientemeno che i finlandesi. Con 10,58 kg pro-capite l’anno, seguiti dai danesi (9,9 kg) e dagli olandesi (9.85).

Gli italiani sono al settimo posto con 5,77 kg a testa

Piccoli consumatori, dunque, ma esigenti. Perché da noi, soprattutto al Sud, sulla bontà della tazzulella non si transige.

«È per questo che ci sono ancora tante famiglie che usano la caffettiera napoletana da cui esce, se si rispetta attentamente il tradizionale, lungo rito di preparazione, una bevanda più pulita, mai bruciata, apparentemente più leggera. Ma in realtà più intensa, profumata e gustosa» sostiene l’architetto, designer e docente universitario Riccardo Dalisi. Il quale, sulla caffettiera elogiata da Eduardo nel famoso monologo del balcone in questi fantasmi, ha effettuato una accurata ricerca che gli valse, nel 1981, il Compasso d’oro.

Anche la “napoletana”, dunque, oggi dice la sua…

«Ormai, però, se ne fabbricano pochissime e anche i lattonieri che le costruiscono, a Napoli, seguendo un’antica tradizione, sono sempre meno» precisa Dalisi.

Dovremo piangere presto anche la fine della caffettiera napoletana?

«Forse sì, anche se per farla funzionare a regola d’arte, è sempre stata una questione di… lacrima» scherza l’architetto.

Cioè? Ci spieghi meglio..

«Sì, perché solo quando esce la gocciolina di acqua dalla valvola della caffettiera, e solo allora, né prima né dopo, bisogna toglierla dal fuoco e girarla; solo così, aspettando il momento giusto, viene o’ café come si deve…».

Fonte: Avvenire

 

SIRHA 2013 – Luca Casadei miglior barista di Francia

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Maurizio Giuli Simonelli Gripu Giuli
L'inaugurazione, a fine ottobre 2017, del nuovo centro direzionale del Simonelli Group a Belforte del Chienti (Macerata)

BELFORTE IN CHIENTI (Macerata) – Al Salone di Lione la produzione Nuova Simonelli ha riscosso notevole interesse tra tutti gli operatori internazionali del mondo del caffè.

Nello stand dell’azienda italiana sono state presentate le macchine d’alta gamma. Tra cui l’Aurelia II con tecnologia T3. Con la quale Luca Casadei si è laureato miglior barista di Francia.

Salone di Lione vinto da un italiano

A decretarlo è stato il campionato francese dei baristi che si è svolto all’EuroExpo di Lione nell’ambito del Sirha 2013, Salone internazionale della ristorazione, del settore alberghiero e dell’alimentazione.

Il successo di Casadei

Da dodici anni lavora in Francia come formatore per un importante torrefattore, ha avuto il supporto tecnico di Nuova Simonelli. L’azienda italiana che, quale sponsor del campionato, ha messo a disposizione dei concorrenti la macchina Aurelia II T3.

“Formidabile, facile da utilizzare e dotata di caratteristiche tecniche in grado di garantire un’estrazione del caffè alle migliori condizioni”.

Così si è espresso Luca Casadei nel fornire un giudizio sulla macchina

La stessa che il prossimo mese di maggio troverà a Melbourne, al World Barista Championship, di cui Nuova Simonelli è partner tecnico.

In Australia saranno due gli italiani in gara, il campione azzurro Francesco Sanapo e Luca Casadei, il quale – pur essendo nato in Italia – cercherà di dare il meglio di sé rappresentando naturalmente la Francia.

Chiunque sarà, il nuovo campione del mondo potrà comunque contare sul “top” della tecnologia italiana che Nuova Simonelli mette a disposizione con l’Aurelia II T3.

Luca Casadei, che nelle due precedenti edizioni del campionato francese aveva già gareggiato con l’Aurelia Competizione, conquistando la targa di bronzo (2011) e la targa d’argento (2012), ha riscontrato nella nuova macchina notevoli miglioramenti nella fase di estrazione.

Grazie alla tecnologia T3, infatti, la resa termica è notevolmente più stabile

“L’Aurealia II T3 – ha aggiunto Casadei nella sua valutazione – è eccezionale, come del resto lo era pure la precedente versione, dal punto di vista ergonomico ed inoltre è anche facile da pulire. Aspetto quest’ultimo da non trascurare”.

Oltre che per l’ottima affidabilità dimostrata dalle sue macchine nel campionato francese dei baristi, Nuova Simonelli ha avuto successo al Sirha di Lione per la proposta commerciale d’alta gamma con cui si è presentata al Salone.

Info: www.nuovasimonelli.it

INDIA – Caffè Coffee Day aprirà 300 nuovi locali nel 2013

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Caffè Coffee Day

MILANO – Caffè Coffee Day (Ccd), la più importante catena indiana di caffetterie, punta a riaffermare la sua leadership nei confronti di Barista Lavazza e degli altri principali competitor sulla piazza – tra cui Costa Coffee e Tata-Starbucks – con un aggressivo piano di espansione, che prevede 300 nuove aperture nell’arco del 2013 accompagnate da un’importante campagna stampa e televisione.

Apriremo locali o corner ovunque possibile e in tutti i contesti disponibili. Anche all’interno di aziende, università e aeroporti”. Così ha dichiarato a Dna India K Ramakrishnan, presidente marketing di Ccd.

Caffè Coffee Day ha il suo quartier generale a Bangalore, capitale del Karnataka

Ovvero il massimo stato produttore di caffè dell’India.

Conta oltre 1.400 locali in tutto il paese.

“Siamo già presenti nelle metropoli e intendiamo espanderci ora nelle città “tier II” e “tier III” – ha aggiunto Ramakrishnan – Il numero complessivo di locali si ripartirà equamente tra città grandi e piccole.

Ccd intende inoltre moltiplicare i chioschi all’interno dei campus universitari.

È gia presente in varie sedi dell’Indian Institute of Management e dell’Indian Institute of Technology.

Ha in progetto altresì un potenziamento della presenza negli aeroporti, anche in risposta alla mossa di Starbucks, che ha già aperto due caffetterie negli spazi dell’Indira Gandhi International Airport.

Il tutto senza dimenticare i format più convenzionali, nelle high street di tutte le principali metropoli indiane.

Ccd è parte del colosso Amalgamated Bean Coffee Trading Company (Abctcl), che fa capo al popolare uomo d’affari del Karnataka V. G. Siddhartha.

SALUTE – Per vincere la depressione basta un buon caffè. I risultati di una ricerca durata dieci anni negli Stati Uniti

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Studi rivelano i benefici di un consumo costante e moderato di caffè
Studi rivelano i benefici di un consumo costante e moderato di caffè

MILANO – Il secolo appena trascorso passerà alla storia come uno dei periodi più bui dell’intera esistenza umana. Nel corso di appena cento anni abbiamo dovuto subire la brutalità di due guerre mondiali; abbiamo imparato a convivere con il rischio di disastri nucleari. Infine, siamo stati costretti a lottare contro il nuovo male dell’uomo moderno: la depressione.

La strada che conduce alla vittoria contro questa silenziosa malattia è ancora molto lunga e tutta da scoprire. Tuttavia, secondo alcuni recenti studi, la soluzione potrebbe passare da una comune tazza di espresso.

Depressione curata dalla caffeina

Secondo Honglei Chen, autore insieme ad alcuni colleghi di una ricerca che verrà ufficialmente presentata al prossimo convegno annuale dell’American Academy of Neurology di San Diego, un consumo frequente di caffè aiuterebbe il nostro corpo a diminuire la probabilità di avere a che fare con questo grave disturbo dell’umore.

La ricerca, durata ben dieci anni

Si è sviluppata attraverso l’analisi di alcuni dati relativi al consumo di bibite gassate, tè, caffè e punch alla frutta su un campione di 263.925 individui con un età compresa tra i 50 e i 71 anni (età comunemente definite “a rischio”); è stato dunque rilevato che un consumo eccessivo di bibite gassate, quantificato in appena 4 lattine al giorno, aumenterebbe di circa il 35% (percentuale maggiore per chi sceglie bibite dietetiche) il rischio di sviluppare la depressione rispetto a chi preferisce gustare a tavola un buon bicchiere di vino o della semplice acqua.

Ma non finisce qui

I dati emersi risultano ancora più significativi se messi in relazione a quelli relativi ai consumatori abituali di caffè. Infatti, gli amanti dell’espresso, coloro i quali non riescono a rinunciare ai 4 caffè al giorno, vedono abbattersi del 10% il rischio di ammalarsi di depressione.

Il caffè è dunque un antidepressivo naturale

Un prezioso alleato alla prevenzione di tutti i disturbi dell’umore, ma attenzione a definirlo una panacea per ogni malanno.

“La nostra ricerca suggerisce che eliminare o ridurre le bibite dolcificate dietiche o sostituirle con caffè non dolcificato potrebbe aiutare a ridurre il rischio di depressione in modo naturale.” queste le parole di Chen che poi aggiunge “Le persone che soffrono di depressione dovrebbero continuare ad assumere i farmaci prescritti dai loro medici. Inoltre, le ipotesi avanzate necessitano di ulteriori ricerche per avere le dovute conferme”

Non bisogna di certo essere degli scienziati per scoprire gli effetti dell’espresso sul nostro umore. Accogliamo dunque con entusiasmo le notizie provenienti dagli USA. Consapevoli del fatto che nulla, al mondo, riesce a risollevarci il morale quanto gustare un buon caffè preparato a regola d’arte.

Fonte: Blog caffè a modo mio

PRECISAZIONE – Il calendario realizzato da Elisa Molle è interamente supportato dall’ACIB, Associazione campionati italiani baristi

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elisa molle
Elisa Molle

A proposito dell’ artico intitolato NOVITA’ – Elisa Molle Campionessa italiana Cibc lancia il proprio calendario 2013. Uscito nell’edizione di mercoledì. Precisiamo inoltre che il progetto è stato supportato interamente dall’ Acib. Cioè l’Associazione Campionati Italiani baristi.

Elisa Molle, un 2013 da campioni

Per informazioni ed eventuali ordini non esitate a contattarla presso la stessa Acib. Sarà sufficiente inviare un’email a acib.scae@gmail.com ; oppure fare una chiamata al telefono 0383/1914563. Ulteriori dettagli sul sito web www.acib-scae.it

IDEE MATRIMONIO – E adesso c’è anche il wedding tea

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wedding tea

MILANO – L’idea che cambierà il vostro matrimonio? Il wedding tea. Per il ricevimento del matrimonio niente pranzo o cena ma un bel tè. – Risparmiare quando si tratta di un matrimonio è cosa assai ardua. Il più delle volte infatti si rischia scadere in un pasto poco curato o, peggio, in una location dozzinale. 

Come mai tutto ciò? non certo per il bugget limitato, quanto piuttosto per la poca fantasia degli sposi, guidati dall’errata convinzione che non esista matrimonio senza pranzo o cena che dir si voglia.

Ma chi ha stabilito tutto ciò?

Se infatti il denaro a nostra disposizione non è sufficiente per offrire agli invitati un pranzo degno di questo nome forzare la mano non è certo la giusta via per fare buona impressione: meglio allora attivare l’ingegno ed escogitare qualche cosa di diverso e più adatto al bugget in questione.

Noi oggi vogliamo proporvi una soluzione tanto economica quanto originale e gradevole: un wedding tea!

Se infatti con i vostri zeri un intero pasto proprio non ci esce almeno una piacevole ora del tè sarà senza dubbio fattibile: preparate allora tovaglie di lino, centrotavola colorati e tante tazze in fine porcellana… il tè delle nozze è cosa serie!

La location in questo caso è essenziale: se la stagione lo consente, nulla sarà meglio di un bel giardino ma, nel caso in cui il meteo non fosse favorevole, una bella sala da tè magari dal sapore un po’ retrò farà al caso vostro.

Per il buffet c’è l’imbarazzo della scelta

Noi vi consigliamo di puntare sul mignon, facendo preparare alzate a più piani ricolme di pasticcini, piccoli biscotti, mini tramezzini e così via.

Giocarsela sulla varietà è in questo caso certo meglio che cercare la quantità: ricordate che si tratta di un tè e non di una scorpacciata degna di Capodanno.

Infine come regali per gli ospiti potrete optare per delle belle scatole con infusi personalizzati oppure per una simpatica tazzina o cucchiaino, giusto per richiamare la scelta originale che avete fatto per il ricevimento.

 

Fonte: che donna.it