martedì 13 Gennaio 2026
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INDIA – Piogge fuori stagione rallentano le operazioni di raccolta

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Karnataka
Il maltempo della scorsa estate nel distretto di Kodagu (Karnataka)

MILANO – Le piogge fuori stagione cadute a più riprese nel Karnataka, massima area di produzione indiana, stanno rendendo problematiche le operazioni post-raccolta. Così potrebbero incidere negativamente anche sul prossimo raccolto.

Karnataka, le condizioni sono critiche

Lo afferma Business Line, che riferisce di almeno 4-5 cm di pioggia caduti nei distretti di Kodagu, Hassan e Chikmagalur nell’ultima settimana.

“Per l’essiccazione del raccolto avremo bisogno di almeno 25 giorni. Contro i 15 normalmente richiesti” ha dichiarato al quotidiano un produttore del Kodagu.

A subire i danni maggiori sarebbe il raccolto di robusta, ancora in corso, a differenza di quello di arabica, ormai concluso.

I danni sono passibili di estendersi anche al prossimo raccolto

Così riferisce ancora il quotidiano – poiché le precipitazioni potrebbero determinare delle fioriture premature, che in assenza di ulteriori piogge rischierebbero di abortire.

Seattle, una donna vuole mangiare solo prodotti Starbucks per un anno!

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Starbucks Korea Corea caffetterie Un locale Starbucks in Corea del sud
Un locale Starbucks in Corea del sud

In Giappone, presso la Prefettura di Fukuoka, migliaia di fan Starbucks si accalcano a prendere un cappuccino in uno dei pochissimi punti vendita diversi dal resto del mondo. Intanto, nell’americana metropoli di Seattle è una cliente in particolare a fare la differenza.

La caffetteria più famosa al mondo (oltre 19.400 locali in 58 Paesi), riesce ancora a far parlare di se nonostante sia stata completamente esaurita sotto ogni suo aspetto e fotografata su Instagram in modo compulsivo da ogni cliente.

Sono proprio questi ultimi che fanno il marketing alla caffetteria. Presi dal senso di appartenenza e dalla voglia di essere “di tendenza”, non fanno che parlarne e condividere sui social network la propria esperienza gastronomica.

La medaglia alla miglior cliente 2013 va di certo a Beautiful Existence (giura di chiamarsi davvero così) che, nei suoi propositi per il 2013, si impegna a consumare tutti i suoi pasti nella rinomata caffetteria.

A tutti coloro che hanno avuto un incontro ravvicinato con Starbucks, nascerà un dubbio: ma quanto è ricca questa donna?

Si, perché in effetti i prezzi di Starbucks non sono del tutto trascurabili. Specialmente per noi italiani, ispiratori del fondatore della marchio con la sirena verde e abituati a una colazione dal prezzo modico. A questa domanda, Bautiful Existence risponde: ” l’azienda si impegna a retribuire equamente i suoi dipendenti. E’ li che vanno i miei soldi.”

Atteggiamento molto apprezzabile la parte della donna che assicura che non riceve nessun tipo di benefit da parte del marchio Starbucks. Potrebbero venire dei dubbi sull’aspetto nutrizionale ma anche lì, sembra che il negozio di caffè abbia iniziato un processo atto ad ampliare la scelta del menù per i suoi clienti, come l’apertura ai nuovi succhi di frutta.

Fonte:

TE’ – L’aumento del consumo può fare salire il prezzo

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consumi di tè scrivere

MILANO – Il consumo di tè negli ultimi anni è aumentato, sviluppandosi in occidente oltre che in oriente dove da sempre rappresenta un mondo articolato e ricco. In effetti anche in Italia si è notato negli ultimi anni un aumento di bevitori e di amanti del tè. Inoltre, si sono sviluppate numerose attività sia culturali che economiche intorno a questa bevanda.

E’ una cosa che noto da tempo. Bevo tè fin da piccola grazie a mia nonna che lo amava molto e lo consumava tanto. Già in un momento in cui il tè era da noi soprattutto bevanda “da influenza“.

Consumi di tè in aumento anche in Italia

L’aumento dell’attenzione al tè sembra ora corrispondere al rischio di un aumento del prezzo del tè. Sono usciti diversi articoli a riguardo ultimamente. Così ho cercato di leggerne quanti più ne ho trovati.

Negli ultimi mesi pare, i paesi concorrenti alla Cina così come alla Turchia, Vietnam e Iran si sono uniti nel tentativo di ridisegnare gli aspetti del mercato.

La Cina è ancora il primo paese produttore di tè

Poi seguito dall’india che insieme a Kenya, altri paesi africani, Indonesia e Sri Lanka, sta cercando di far salire i prezzi di questo prodotto, stimolandone la diffusione.

Questi paesi hanno appena annunciato la nascita del Forum Internazionale dei Produttori di Tè, nel tentativo di creare una “Opec per il tè“.

Essi sostengono che i prezzi della bevanda sono estremamente sottovalutati e che un loro aumento è necessario. Lamentando il fatto che nei loro paesi il tè arrivi a costare meno di una bottiglia di acqua.

Non si capisce bene come aumenteranno questi prezzi

Alcuni parlano della possibilità di abbassare la diffusione di tè e renderlo un prodotto ricercato, ma molti dubitano che questo non comporti che l’intromissione, da parte di altri paesi, di tè di minore qualità a costo più basso o la sostituzione del tè con caffè e tisane che potrebbero allora conoscere maggiore fortuna.

Altri temono la creazione di “quote di produzione” che definiscano un livello di produzione per tutti i paesi

Per il momento si punta a cercare di stimolare la domanda del pubblico e aver bisogno di sempre più tè, guardando soprattutto a categorie di pubblico come i giovani, tra i quali il consumo di tè e’ aumentato negli ultimi anni o tra “i salutisti“; puntando su tutta quella fetta di acquirenti affascinata dalle declamate proprietà salutari di questa bevanda.

Fonte: Un tè al giorno

RICONOSCIMENTI – La Scaa premia Piero Bambi presidente onorario de La Marzocco con il riconoscimento “Alfred Peet Passionate Cup 2013”

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piero bambi
Piero Bambi è stato anche il presidente onorario de La Marzocco e figlio del co-fondatore

MILANO – La Scaa (Specialty Coffee of America) ha conferito i riconoscimenti 2013 ad alcuni esponenti meritevoli della filiera del caffè. Per il settore delle macchine professionali il premio è andato a Piero Bambi. Il Presidente Onorario de La Marzocco che ha svolto un ruolo fondamentale nella progettazione di ogni macchina dell’azienda fiorentina. Cominciando a disegnare oltre 20 anni fa, la Linea, una macchina considerata un’icona del settore.

Lo ha comunicato ieri la stessa Marzocco

“onorata di poter condividere la comunicazione con la quale la Specialty Coffee Association (SCAA) ha annunciato i destinatari dei Premi di Riconoscimento 2013. E che Piero Bambi, Presidente Onorario de La Marzocco, è stato nominato vincitore del premio “Alfred Peet Passionate Cup”.

Il premio sarà ufficialmente assegnato in occasione della 25° SCAA Annual Exposition

“The Event” a Boston negli USA.

Per maggiori informazioni basta consultare questo link.

Profilo aziendale

La Marzocco, fondata nel 1927 dai fratelli Bambi. Fn dall’inizio si è specializzata nella produzione artigianale di macchine da caffè espresso per bar. Con particolare attenzione alla qualità, al risultato in tazza ed allo stile.

L’azienda risiede nell’immediate vicinanze di Firenze. Si avvale inoltre di una sede a Londra, Milano, Seattle e Seoul.

Oggi La Marzocco impiega oltre 70 dipendenti

E produce macchine per caffè espresso e macinadosatori che sono esportati in più di 80 paesi attraverso il supporto di importatori e distributori presenti in 5 continenti.

Per informazioni: La Marzocco

info@lamarzocco.com ; www.lamarzocco.com

UGANDA – Governo riafferma la centralità del settore del caffè e annuncia un piano per quadruplicare la produzione nel corso del prossimo decennio

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Africa subsahariana

“Alla scoperta della diversità dei caffè dell’ Uganda, la perla dell’Africa”. È il claim roboante della 10a edizione della African Fine Coffee Conference and Exhibition. La vetrina dei caffè africani di qualità organizzata dalla African Fine Coffees Association (Afca). Andata in scena al Munyonyo Commonwealth Resort di Kampala da giovedì a sabato.

Uganda la convention

Ha offerto l’occasione per una riflessione più ampia sull’andamento dell’industria africana del caffè, il cui peso su scala globale è sceso in misura rilevante nell’arco degli ultimi due decenni.

“Nel 1989, la produzione media dell’Africa si attestava attorno ai 20 milioni di sacchi (a fronte di una produzione mondiale pari a quell’epoca a una novantina di milioni di sacchi, ndr.)

Contro meno di 16 milioni nel 2011/12

Così ha osservato nel suo intervento introduttivo il direttore esecutivo Ico Robério Oliveira Silva. Attribuendo tale declino alla scarsa produttività, alle debolezze infrastrutturali; alle difficoltà di accesso al credito e alla mancanza di investimenti in ricerca e sviluppo. Sia da parte delle istituzioni pubbliche che dei soggetti privati.

Il numero uno dell’Ico

Ha invitato i produttori africani a cogliere “l’opportunità unica” rappresentata dalle difficoltà attraversate da alcuni paesi latino americani e asiatici. Per passare poi al contrattacco e riconquistare quote significative di mercato.

Il primo ministro dell’Uganda Amama Mbabazi

Ha sottolineato, nel suo discorso, l’importanza rivestita in questo paese dal settore del caffè, prodotto che rappresenta la più importante commodity da esportazione; nonché la seconda voce di introiti valutari dopo il turismo.

Ma ha anche denunciato anche le forti disuguaglianze tuttora esistenti nella ripartizione dei profitti lungo la catena produttiva. Che lascia nei paesi esportatori meno del 15% del valore complessivo realizzato dall’industria del caffè.

“Per ridurre questo divario è auspicabile porre in essere tutte le iniziative alla nostra portata. Atte a fare sì che i contadini vengano meglio ripagati per i loro sforzi e il loro sudore” ha dichiarato ancora Mbabazi.

Vanno in questo senso progetti come la joint-venture a partecipazione italiana

Annunciata nelle settimane scorse per la realizzazione in Uganda uno stabilimento per la trasformazione del caffè verde. Che prevede investimenti iniziali per una ventina di milioni di euro.

O come il brand Good African Coffee

Creato dal giovane imprenditore ugandese Andrew Rugasira (questa sera ospite al Festival of ideas di Bristol). Che acquista la materia prima da una rete di 14mila produttori ugandesi. Inoltre, vende il caffè, tostato e confezionato a Kampala. Alle insegne della grande distribuzione sud africana, britannica e statunitense.

Oltre ad accrescere il volume e il valore dell’export nel resto del mondo

L’Uganda punta anche a promuovere i consumi interni, attualmente molto bassi – ha spiegato il presidente della Uganda Coffee Development Authority (Ucda) Henry Ngabirano – a causa della povertà della popolazione. Che preferisce il tè per motivi di economicità, ma anche dei pregiudizi diffusi sui presunti danni arrecati dal caffè alla salute.

L’ambasciatore Usa in Uganda Scott Delisi ha sottolineato l’impegno del suo paese

Attraverso l’agenzia governativa per la cooperazione Usaid – a favore del miglioramento quantitativo e qualitativo della produzione caffeicola ugandese. La collaborazione si è estesa anche alla gestione della supply chain e al marketing sui mercati esteri, grazie anche alle importanti partnership tra Usaid/East Africa. Che ha sede a Nairobi, e l’Afca.

Gli Usa – ha aggiunto Scott

– stanno sviluppando attualmente la campagna “Doing Business in Africa”, che aiuterà le aziende americane a individuare le opportunità di affari. Rivolgendo un’attenzione particolare agli imprenditori di origine africana.

Il ministro dell’agricoltura Tress Bucyanayandi

Ha poi riaffermato la centralità della coltura del caffè nell’economia rurale del paese (da essa dipende oltre il 40% delle famiglie dedite all’agricoltura). Nonché la sua priorità nell’agenda delle riforme del governo di Kampala.

Le problematiche specifiche del comparto ugandese sono state anche al centro dell’incontro Museveni-Silva, che si è svolto sabato a Kampala.

Secondo quanto riferito da un portavoce

Museveni avrebbe esposto a Silva l’obiettivo di quadruplicare la produzione di caffè del suo paese portandola a 12 milioni di sacchi nell’arco del prossimo decennio. Un traguardo da raggiungere attraverso un ampio piano di rinnovo colturale, che prevede l’impianto di almeno 20 milioni di arbusti ad alta produttività di qui al 2020.

Nel corso della conferenza, Ngabirano aveva indicato (forse più realisticamente) l’obiettivo dei 4,5 milioni di sacchi da raggiungere entro 5 anni.

“Se il governo tenderà la mano al settore, la produzione avrà un forte incremento, perché i margini di crescita esistono e sono notevoli” ha dichiarato il presidente dell’Ucda.

Garanzie sono giunte anche da Mbabazi

“Il governo si impegna a potenziare la produzione e a investire nel settore del caffè.” Così ha affermato il primo ministro citando “una serie di iniziative in campo agricolo”. Le quali verranno avviate non appena cominceranno ad affluire nelle casse ugandesi i primi introiti. Derivanti dalla sfruttamento commerciale dei giacimenti petroliferi recentemente scoperti nel paese.

I dati Ucda

Indicano intanto che l’export di caffè dell’Uganda ha segnato, a gennaio, un incremento del 54% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. Così raggiungendo i 348.152 sacchi.

Il tempo secco ha accelerato l’essiccazione del caffè appena raccolto e ha facilitato il trasporto attraverso le arterie rurali, che il maltempo spesso rende impraticabili. Così riferisce l’Autorità.

Le operazioni di raccolta sono in pieno corso nelle regioni centrali e orientali dell’Uganda. Dalle quali proviene il 55% della produzione nazionale.

 

FRANCIA – Il presidente Hollande va matto per il caffè del Nepal

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Nepal

MILANO – Deliziato dal caffè del Nepal. Il presidente francese François Hollande, che ha fama di intenditore, ha espresso grande apprezzamento per il gusto e l’aroma del caffè bio ricevuto in dono dall’ambasciata di Kathmandu a Parigi, riferisce il quotidiano Annapurna Post.

Nepal educa al caffè la Francia

Tanto da proporre, nella lettera di ringraziamento indirizzata all’ambasciatore Mohan Krishna Shrestha, di promuovere la collaborazione bilaterale tra i due paesi. Anche nel settore del caffè, nell’intento di far meglio conoscere le pregiate varietà del paese himalayano sui mercati internazionali.

Il caffè è coltivato commercialmente in 22 distretti del Nepal

La produzione raggiunge così, mediante un valore annuo di 1,4 milioni di euro.

ILLY SUSTAINART – Julia Rometti e Victor Costales vincono a Madrid il premio alla Fiera d’Arte contemporanea

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illy SustainArt

MADRID – I vincitori della sesta edizione del Premio illy SustainArt sono la francese Julia Rometti e l’ecuadoriano Victor Costales, della galleria Jousse Entreprisse. Con un’opera dal titolo El Anarquismo Mágico, presentata nella sezione speciale “Solo Projects: Focus Latin America” di ARCOmadrid_2013. Il riconoscimento è stato assegnato nello spazio illy SustainArt dal direttore della fiera Carlos Urroz e da Carlo Bach, direttore artistico illycaffè.

Le opere degli artisti in gara sono state selezionate da una giuria internazionale. Composta da João Fernandes, Vicedirettore di Conservazione, Ricerca e Divulgazione al National Art Center Museum Reina Sofia; poi da Jesús Carrillo, Capo del Dipartimento dei Programmi Culturali nelle Attività Pubbliche al National Museum Art Center Reina Sofia; e infine da Carlo Bach, direttore artistico di illycaffè.

Gli artisti ricevono un riconoscimento di 15.000 euro

Inoltre, avranno la possibilità di presentare un progetto per la realizzazione di una illy Art Collection, le tazzine su cui in vent’anni si sono espressi i più noti esponenti dell’arte contemporanea, accanto a giovani talenti emergenti.

I giurati hanno apprezzato il lavoro di narrazione antropologica

Realizzato da questa coppia di nomadi. In cui il punto di partenza è l’incontro tra un anarchico espatriato nella giungla boliviana e una comunità di indigeni semi-nomade dell’Amazzonia.

Il completamento dell’opera è avvenuto grazie a due opposti punti di vista

Ovvero quello razionale di Julia e quello emotivo di Victor. Che caricano di tensione questi piccoli frammenti di narrazione antropologica.

“El Anarquismo Mágico non è il racconto di questo incontro. E’ piuttosto il campo di energia creato dalla collisione di queste differenze, che agisce come forza centrifuga; ovvero la forza di cui ci siamo serviti per pensare e sviluppare la nostra pratica artistica”. Così hanno commentato i due artisti Julia Rometti e Victor Costales.

Julia Rometti (1975) e Victor Costales (1974) lavorano insieme dal 2007

A metà tra archeologi autodidatti ed eccentrici turisti costantemente in viaggio, Rometti e Costales si impegnano in un’ampia ricerca. Questa poi li conduce attraverso deserti, foreste, giardini e autostrade; avventurandosi nel vasto territorio della conoscenza, dalla letteratura alla storia. Fino ad  alcune branchie del pensiero scientifico.

Sono 21 le gallerie di Solo Projects

Focus Latin America che hanno partecipato al Premio illy SustainArt con i loro artisti: Valenzuela Klenner, Michel Rein, Kurimanzutto; Henrique Faria Fine Art, Die Ecke Arte Contemporáneo; Nusser & Baumgart, Wu Galería, Jousse Entreprise.

Arróniz, Wien Lukatsch, Proyectos Monclova; Isabel Hurley, Oscar Cruz, Magnan Metz Gallery; 80M2 Livia Benavides, Emma Thomas Galería; Bendana i Pinel, Galeria Afa; Waterside Projects, Sim Galeria, Roberto Paradise.

La scheda sintetica di illy SustainArt

Il Premio illy SustainArt è nato nel 2008 proprio a Madrid con ARCO e nella sua prima edizione è stato assegnato al giovane artista brasiliano Matheus Rocha Pitta.

Nel 2009, la seconda edizione è stata dedicata a giovani talenti provenienti dall’India (vincitore Avinash Veeraraghavan); mentre nel 2010 ha premiato l’artista messicano Camilo Ontiveros; poi, nel 2011 il brasiliano Andre Komatsu e nel 2012 la cilena Völuspá Jarpa.

Il Premio illy

Viene assegnato ad ARCOmadrid fa parte del progetto illy SustainArt. Nato nel 2007 con l’intento di approfondire il raggio di azione di illycaffè nell’arte contemporanea; così da estendere alla comunità artistica internazionale il suo approccio a una crescita sostenibile.

Il centro del progetto è il sito

Una vetrina aperta sul mondo dell’arte contemporanea che si propone come punto di riferimento; luogo d’incontro e di scambio culturale per artisti e curatori provenienti da Paesi emergenti.

I quali qui hanno la possibilità di mostrare il proprio lavoro a un panel composto da noti esponenti dell’arte contemporanea mondiale. Come Meskerem Assegued, Carlo Bach, Carlos Basualdo; Suman Gopinath, Gerardo Mosquera; Michelangelo Pistoletto, Mariangela Mendez Prencke e Angela Vettese.

NUOVA SIMONELLI – Con la Aurelia calcio e caffè vanno a braccetto a Milano e Roma

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aurelia ii Nuova Simonelli
Aurelia della Nuova Simonelli

ROMA – Dirigenti, atleti e personale dell’A.S. Roma calcio; nonché giornalisti sportivi e frequentatori del Centro sportivo di Trigoria possono ora gustare il caffè espresso erogato dalla macchina Nuova Simonelli. Attrezzati con Aurelia e Appia anche alcuni punti ristoro dello stadio Olimpico di Roma e un bar del centro sportivo dell’A.C. Milan a Milanello.

Aurelia prepara caffè per i calciatori

Dopo Milanello e dopo una ancora più significativa presenza allo Stadio Olimpico di Roma, Nuova Simonelli si onora di poter garantire un ottimo caffè anche ai frequentatori della sala VIP del Centro sportivo “Fulvio Bernardini” dell’A.S. Roma a Trigoria.

Grazie alla collaborazione con la torrefazione Labcaffè di Campagna (Salerno), presente sul mercato anche con il marchio Caffè Gioia.

L’agenzia Nuova Simonelli di Roma

Ha così installato nel locale bar della palazzina, che ospita anche il ristorante, la macchina modello Aurelia. In precedenza altre quattro macchine, due Aurelia e due Appia, erano state istallate in altrettanti punti ristoro dello stadio Olimpico.

La presenza di Nuova Simonelli in centri o impianti sportivi delle maggiori società calcistiche italiane si era realizzata una prima volta a Milanello, Centro sportivo dell’A.S. Milan, dove è in dotazione una macchina Appia a due gruppi, istallata con la collaborazione di Caffè Barbera.

L’ANALISI – La Cina entra in un caffè. La diffusione della bevanda nel paese asiatico è un fenomeno in via di sviluppo. Starbucks crede possa diventare il secondo mercato

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coffee or tea
Una suggestiva veduta notturna di Shanghai

di Azzurra Zaglio* Coffee or tea? Questa domanda non ha mai avuto senso in Cina, un paese che, ad esempio nel 2010, ha consumato circa 25 mila tonnellate di caffè (meno di mezza tazza per persona). E un milione di tonnellate di .

Le cose, però, potrebbero cambiare. A dirlo sono i dati elaborati dagli analisti di Barclays Capital. Secondo cui entro il 2015 il consumo di caffeina ad uso domestico aumenterà di circa il 40%.

Coffee or tea? Ecco un po’ di numeri

Ogni miliardo di dollari di Pil cinese realizzato, saranno bevute circa 18 tonnellate di caffè. La popolazione cinese è una delle più numerose e giovani a livello globale. Inoltre, se educata a consumare questa bevanda alla stregua del più tradizionale tè, il boom è assicurato.

Chi investe in questa commodity, invece, forse dovrà aspettare a fregarsi le mani

Starbucks e altre multinazionali del caffè vedono nella regione ampi margini di guadagno. In più, stanno spingendo affinché si arrivi a una maggiore produzione, soprattutto nello Yunnan. Zona agricola già nota per la produzione del miglior tè cinese.

Il territorio, infatti, si presenta fertile per la coltura: caldo, umido e temperato

Quindi adatto soprattutto alla varietà arabica. Il presidente e padre di Starbucks, Howard Schultz, è convinto delle potenzialità di quell’area. Sia in termini quantitativi, sia qualitativi.

“Questo tipo di terreno – commenta Schultz – può produrre la migliore qualità di caffè. Costruire un’azienda agricola e insegnare, prima ai contadini a coltivarlo e poi alla popolazione a berlo, significherebbe dare una vera e propria sferzata al mercato di questa materia prima”.

Il caffè è stato introdotto in Asia da Nestlè negli anni Ottanta

Ma per lungo tempo è stato considerato esotico. Oggi invece Starbucks vuol far diventare il Regno di mezzo il secondo maggior mercato della sua catena di locali che nel mondo ammonta già a più di 17mila aperture.

McDonald conferma questa tendenza con l’annuncio di voler aprire una serie di McCafè

Prezzi e offerta Non è detto, però, che questa scelta possa fare la fortuna di chi commercia nella materia prima. Secondo Matt Johnson e Nitesh Shah; rispettivamente Head of EMEA distribution e Research analyst di Etf Securities l’aumento di domanda delle commodity in genere, in Cina porta a un aumento dei prezzi solo se l’offerta non riesce a tenere il passo.

Come nel caso della maggior parte delle materie agricole, anche per il caffè le dinamiche dal lato dell’offerta tendono a dominare l’andamento dei prezzi nel breve termine.

Siccità, epidemie e politiche agricole

Sono tutti fattori che sembrano avere un maggiore impatto sui corsi rispetto alla crescita costante della domanda derivante da cambiamenti negli stili di vita e nella demografia.

Tra maggio 2011 e novembre 2012, è stato registrato un calo del 50% nel prezzo del caffè senza una proporzionale riduzione della domanda.

A novembre, l’Ico, l’indicatore dei prezzi della materia prima, ha registrato un declino del 7,3%, a 136.35 centesimi di dollari americani per libbra; il livello più basso dal maggio 2010. Il calo è stato visto su tutte le qualità di caffè.

*Fonte: Morningstar

STARBUCKS – 10cent per ogni volta che riusi l’eco-tazza. E intanto ti fidelizzo…

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NEW YORK – Starbucks ha lanciato la sua nuova eco-mug: riutilizzabile, con logo verde su fondo bianco; costa soltanto un euro e in più fidelizza il consumatore che riceve 10 cent ogni volta che la utilizza.

Costo ammortizzato al decimo caffè. Una tazza che doveva portare vantaggi soprattutto in termini ecologici e di immagine, ma ora il modello di business adottato per invogliare i clienti a scegliere di spendere quel dollaro per l’acquisto della tazza, rischia di sbaragliare la concorrenza.

Il meccanismo, infatti, fidelizza la clientela che, portando a spasso il bicchierone, regala anche un po’ di pubblicità gratuita al marchio.

Milioni di dollari che sopperiranno egregiamente alla toppa “meno ecologica” del materiale scelto: polipropilene altresì noto come Plastica 5. Si tratta di un tipo di plastica normalmente non riciclabile insieme alla plastica comune.

Ecco perché Forbes ha pensato bene di fare i conti in tasca all’azienda, per valutare l’impatto economico della nuova iniziativa ecologica.

Un vantaggio inaspettato che certo non guasta: l’impatto che l’innovazione avrà in termini di guadagno per la multinazionale di Howard Schultz non è facile da quantificare ma la lista delle voci di spesa col segno meno è abbastanza lunga.

Il primo vantaggio sarà in termini di tassa dei rifiuti e di lavoro dei commessi che avranno meno bidoni da svuotare. Poi sul fronte finanziario c’è il discorso delle gift-card associate alla tazza: come tutte le carte fedeltà l’accredito in bilancio non è effettuato al momento dell’acquisto della carta ma nel momento in cui vengono spesi i soldi accreditati sulla carta.

Un giochino che lo scorso anno consentì a Starbucks di non contabilizzare ben 500 milioni di dollari. Proprio una bella pensata.

Fonte: blitz quotidiano