martedì 13 Gennaio 2026
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CAPSULE PER IL CAFFE’ – Carrellata di prezzi e tipologie presenti sugli scaffali di Coop, Carrefour e Simply. Differenze sino al 50%

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capsule il salvagente
Il mensile che si pone dalla parte dei consumatori, Il Salvagente, ha condotto una ricerca sulle capsule

MILANO – Il caffè in capsule rappresenta il passaggio più evoluto di un processo che ha portato nelle case un caffè espresso molto simile a quello del bar. Le valenze vincenti delle capsule sono due. Innanzitutto la possibilità di  bere una tazzina di vero espresso e il minimo l’impegno oltre alla facilità nella preparazione. In sostanza ha vinto un elevato contenuto di servizio. Le capsule sono infatti il risultato di un’evoluzione che è partita dalle macchine da caffè domestiche più tradizionali.

Caffè in capsule, il monoporzionato conquista le mura domestiche

Il sistema prevedeva la macinatura e il dosaggio manuale  della quantità di caffè; operazioni che rendevano non sempre soddisfacente il risultato finale e un minimo di abilità nella preparazione.

Il problema della quantità e del modo in cui pressarlo

E’ stato risolto finalmente con l’introduzione delle cialde; queste sono simili al filtro del tè, quindi facili da smaltire nella sezione organica dei rifiuti domestici. Secondo una chiave di lettura che mette al centro il contenuto di servizio, la cialda aveva ed ha l’inconveniente di sporcare, gocciolare. Quando si toglie dal vano della macchina e si butta nella pattumiera.

Con le capsule il problema è risolto

La capsula infatti si introduce nella macchina e, dopo l’utilizzo, cade in un cassetto senza sporcare niente e senza difficoltà operative. Il caffè è un piacere, diceva una nota pubblicità. Ed è questa una delle ragioni che sta alla base di numerose innovazioni di prodotto.

Le capsule che semplificano al massimo la preparazione sono un ottimo risultato ma qual è il prezzo da pagare?

Dal punto di vista economico un caffè preparato in casa con le capsule costa meno rispetto al bar. Ma molto di più del caffè preparato con la tradizionale caffettiera  moka. Il prezzo delle capsule  può essere anche quattro volte superiore rispetto alla moka.

Dal punto di vista ambientale

Gran parte delle capsule sono destinate ormai a diventate  rifiuti solidi urbani indifferenziati. Proprio il tipo di  spazzatura che occorre ridurre. Per evitare questo inconveniente alcune aziende propongono capsule  ecocompatibili.

Tra i prodotti in vendita nei supermercati si trovano

Caffè Espresso di Vergnano che propone capsule  in materiale plastico biodegradabile (Biodé). In alternativa Fiorfiore Coop dà indicazioni per separare i componenti delle capsule. Dividendo il fondo del caffè (organico) dalla capsula (plastica).

Nespresso ( il prodotto leader di mercato), venduto via internet e nelle boutique monomarca. Anche tramite ordine telefonico dà la possibilità di smaltire le capsule usate portandole nei centri raccolta.

L’obiettivo per il 2013

Resta quello di riciclare il 75% delle capsule vendute recuperando l’alluminio che le compone. Nespresso ha un prezzo medio di 39 centesimi a capsula. Un altro fattore critico del caffè in capsule è il legame indissolubile con la macchina. Numerose marche propongono capsule che si  possono utilizzate soltanto su un tipo di macchina, anche se esistono capsule compatibili con più macchine, ma occorre prestare attenzione alle indicazioni sulla confezione.

Per verificare l’offerta sugli scaffali

Il fatto alimentare ha realizzato una rilevazione prezzi in tre catene: Simply Market, Coop e Carrefour,  che propongono  anche una marca propria. In ogni punto vendita ci sono differenti possibilità. Le differenze sono vistose, basta dire che il prodotto più economico costa la metà  rispetto al più caro.

Un altro dato interessante è che n tutti  i supermercati le capsule più care sono quelle di Caffè Espresso Vergnano. (compatibili con un buon numero di macchine da espresso, per altro).

Le più economiche invece, sia come prezzo unitario sia come prezzo al kg sono quelle con il marchio privato del supermercato

Le capsule Simply infatti, costano 22 centesimi l’una e sono compatibili con vari tipi di macchina; mentre Carrefour offre un tipo di capsula utilizzabile solo per la macchina Espresso Casa Coffexpress e un secondo tipo compatibile al prezzo di 24 centesimi l’una.

Infine FiorFiore Coop con ben 9 varianti di miscela offre capsule utilizzabili soltanto con il sistema Espresso Pro al prezzo di 27 centesimi a pezzo.

Fonte: il fatto alimentare

http://www.ilfattoalimentare.it/capsule-caffe-espresso-casa-cialde.html

RECORD – La Romagna vuole il primato del cappuccino. In una sola tazza ben 2.500 litri secondo la ricetta originale

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RHEX 2013

ROMAGNA – Il Guinnes dei Primati del Cappuccino più grande del mondo si prepara a tornare in Italia, in Romagna. Il prossimo 23 Febbraio infatti, nei padiglioni della Fiera di Rimini, in occasione di RHEX 2013, il team di “Record Pizza Man” della Nipfood di Forlì, tenterà l’assalto al primato. Attualmente detenuto dai colleghi di Zagabria, in Croazia.

RHEX 2013, aperta la sfida monumentale

Il Cappuccino più grande del mondo ha già un nome: Daviano, in onore di padre Marco D’Aviano, al secolo Carlo Domenico Cristofori nato ad Aviano. Nell’attuale provincia di Pordenone nel 1631, beatificato dieci anni fa da papa Giovanni Paolo II.

Il team dei “Record Pizza Man”

E’ composto da Dovilio Nardi, Andrea Mannocchi, Matteo Giannotte e dai due giovani Matteo e Marco Nardi. Tutti reduci dalla recente affermazione di Roma dove hanno realizzato il Guinness per la pizza più grande del mondo rigorosamente gluten free, realizzeranno un Cappuccino di ben 2500 litri secondo l’antica ricetta.

HAUSBRANDT – Sponsor di TATTOO 2013 a Londra

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tattoo 2013
Lattina di caffè Hausbrandt Moka che sarà utilizzata per il Mondiale di Tiramisù

LONDRA – Hausbrandt è sponsor di Tattoo 2013. L’evento interculturale organizzato dalla London Business School. In programma a Londra il prossimo 23 febbraio. Hausbrandt è stata scelta per rappresentare una delle eccellenze italiane all’interno dello stand dell’Italian Club. Già vincitore per il miglior stand e prodotti offerti nel 2011.

Tattoo 2013 è un appuntamento annuale

Per celebrare le diverse culture della community degli studenti, attraverso la proposta di prodotti culinari di eccellenza provenienti da tutto il mondo. Così da farli conoscere agli oltre 1000 partecipanti tra studenti, staff e docenti.

Hausbrandt, associata Federalimentare

Ha aderito con entusiasmo all’iniziativa e supporterà l’evento con la fornitura delle sue migliori miscele di caffè. Facendosi portabandiera di una storia lunga oltre 120 anni; fatta di passione e qualità, che riempie di piacere ogni singola tazzina.

Una nuova occasione per far conoscere e degustare le mille sfaccettature del caffè ad una giovane platea di futuri manager

Il marchio Hausbrandt è presente nel Regno Unito e in oltre 70 paesi nel mondo, riconosciuto e apprezzato per l’eccellenza del suo prodotto.

Hausbrandt Trieste 1892 S.p.A.

Marketing e Comunicazione Tel + 39 0422 8891

ALLARME – La macchina del caffè si surriscalda. Il volo della Ryanair ritorna in aeroporto

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ryan air

PISA – La macchina per il caffè a cialde si surriscalda. Così, nella cabina dei passeggeri si sprigiona un fumo sospetto. Un elemento che ha convinto il comandante a invertire la rotta e tornare all’aeroporto Galilei. È accaduto sul volo Ryan Air Pisa-Cagliari. I viaggiatori sono poi ripartiti con un altro aeromobile poco dopo le 14.

La procedura d’emergenza è scattata dopo che i sensori hanno segnalato la presenza di fumo nella cabina passeggeri pochi minuti dopo il decollo.

Ryan Air prepara un caffè rovente

La virata e il rientro allo scalo toscano per l’atterraggio d’emergenza sono stati immediati,. Anche se già in volo il comandante aveva rassicurato le persone a bordo che si trattava solo di una procedura precauzionale.

Il velivolo, una volta atterrato, è stato poi controllato

Così come prevedono gli standard di sicurezza, dai vigili del fuoco del distaccamento aeroportuale che hanno accertato il surriscaldamento della macchina per il caffè come causa della segnalazione d’emergenza da parte dei sensori antifumo.

TAIWAN – Ha aperto il primo Barbie Cafe. Dolcetti, tutù e nastri colorati: arriva il locale della bambola più famosa al mondo

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barbie cafe

MILANO – In centro a Taipei, la capitale della Cina nazionalista, ha aperto un nuovo locale. Le sedie sono rosa e hanno le gambe ricoperte di pizzo e nastri fucsia. Mentre le cameriere indossano coroncine e tutù – sempre rosa. Alcuni tavoli sono a forma di ‘scarpa con tacco alto’ e un signore sta decorando una bambola di plastica con una sacca da pasticcere. Avete indovinato dove ci troviamo? Siamo nel primo Barbie Cafe del mondo.

Un ristorante interamente dedicato alla bambola che da cinquantaquattro anni è fonte di gioia per le bambine di mezzo mondo (e fonte di disperazione per le femministe).

Barbie Cafe, come, dove e perché

Benedetto da Mattel, che ha concesso la licenza al gruppo Sinlaku, il ristorante si trova in pieno centro a Taipei, la capitale di Taiwan. Una città che ogni anno accoglie milioni di visitatori dalle vicine Cina, Hong Kong e Giappone.

Taipei non è nuova a questo tipo di esperimenti

Infatti, ospita già un ristorante a tema ispirato a una compagnia aerea, completo di hostess e carrelli per il cibo e anche un risto-ospedale. Dove si bevono dei cocktail che sembrano medicine; oppure ci si fa somministrare un drink dalle cameriere, con delle finte siringhe ovviamente.

Per i senza scrupoli val bene una visita anche Modern Toilet

Si mangia da un lavandino e si sta seduti su dei simil wc. Infatti Iggy Yip, un senior manager della Mattel in Cina, ha dichiarato che: “Taiwan è un posto dove i locali a tema sono molto popolari e hanno sempre successo. Siamo sicuri che sarà un’ottimo luogo per la promozione del marchio”.

Al Barbie Cafe

Schivati i tutù delle cameriere e sopravvissuti a cupcake che ridefiniscono il concetto di rosa, viola, lilla, lillino eccetera, i bambini potranno acquistare l’agognata bambola e i suoi accessori, e anche la nuova linea di abbigliamento per ragazzine.

Per molti locali il Barbie Café è già una meta imperdibile, Jessica Ho, un’impiegata di Taiwan ha assicurato: “Mia figlia ed io adoriamo Barbie e questo posto carinissimo per noi è come un sogno che si avvera. Ci verremo a festeggiare il suo prossimo compleanno!”

Per saperne di più:

http://www.marieclaire.it/Lifestyle/Apre-il-primo-Barbie-Cafe-a-Taiwan

PARIGI – La Caféothèque, per farsi un buon caffè nella capitale con una vasta scelta dei migliori torrefatti da tutto il mondo

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Caféothèque

PARIGI – Avevamo già accennato a questo tempio parigino del caffè come ad un buon rifugio per i momenti di crisi durante la visita dell’inesauribile capitale francese.

Ora torniamo alla Caféothèque per vedere meglio cosa ha da offrirci questo locale situato al 52 di rue de l’Hôtel de Ville, la cui piccola vetrina guarda versola Senna e l’Isola Saint Louis.

In questo intimo caffè, gestito dal baffuto Monsieur Chirouze, fin dall’ingresso verrete accolti e inebriati da un aroma fortissimo e coinvolgente di chicchi appena macinati.

E la vostra esperienza sensoriale da amanti della scura bevanda eccitante è solo all’inizio, dato che alla Caféothèque troverete davvero miscele da tutto il mondo: il Café d’Etiopia col suo retrogusto di anice stellato, il Copaevin del Peru con note intense di more e pepe, il Nyamagabe del Rwanda dall’aroma di rosa, l’Esperenza del Guatemala dal fondo di acquavite, il Monsoon indiano con none di latte speziato e il Finca San Vincente dell’Honduras con l’amaro del pompelmo.

Per dare un gusto particolare alla giornata che trascorrerete a Parigi o per concludere in bellezza un pasto frugale a base di baguette, il buon caffé della Caféothèque è la tazzina fumante che fa per voi.

 

Fonte: Travel

EXPORT – Caffè Guglielmo si fa largo in Cina e Corea

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caffè guglielmo

MILANO – In Corea, precisamente a Seul, la società per azioni, Caffè Guglielmo, insieme ad alcuni partner coreani, ha già aperto 3 coffee shop del marchio. Un obiettivo importante, sui cui l’azienda calabrese ha lavorato per anni e che dimostra la grande capacità di penetrazione nei mercati esteri.

Il programma messo a punto dalla società prevedere inoltre l’apertura entro il 2014 di almeno 60 coffee shop con il marchio. Ma non è tutto.

Caffè Guglielmo in forte crescita

Dopo questo grande traguardo proprio oggi Caffè Guglielmo ha raggiunto un altro importante accordo con un partner cinese d’eccezione precisamente di Qingdao. La città collocata in una provincia cinese che conta 98 milioni di abitanti.

Questa nuova avventura segna una svolta storica nello sviluppo industriale dell’azienda calabrese

Essa prevede non solo l’apertura di 100 coffee shop sul territorio ma un lavoro “porta a porta” con una rete innovativa che consente ai cittadini cinesi di valutare il prodotto senza uscire da casa.

È a dir poco soddisfatto il direttore export e consigliere, Matteo Tubertini, che dichiara: «Sono particolarmente contento di questo nuovo traguardo raggiunto in estremo Oriente. Ora possiamo dire di avere orizzonti di pieno sviluppo. Da tempo – commenta ancora Tubertini – io e mio cugino stiamo corteggiando questi nuovi mercati e i frutti stanno arrivando».

Dal canto suo, il consigliere e direttore commerciale Italia, Daniele Rossi, ribadisce:

«Abbiamo sempre visto oltre i confini europei, convinti che la crisi si combatte vedendo aldilà dei confini locali, studiando e perlustrando nuovi mercati.

Il nostro prodotto di qualità – sottolineato l’industriale calabrese – fa sì che il caffè Guglielmo sia leader non solo nella nostra amata terra ma possa diventare un prodotto di riferimento per la Corea e per la città cinese di Qingdao. Sono particolarmente felice perché i numerosi viaggi fatti con mio cugino, in estremo Oriente stanno regalando i frutti sperati.

Ci tengo inoltre a sottolineare – conclude Daniele Rossi – che tutti i calabresi devono essere orgogliosi di questo nostro prodotto perché, come ribadisco spesso, il nostro successo è possibile solo grazie ai nostri fedeli consumatori».

Dimmi che caffè bevi e ti dirò chi sei (e come lo prepari). L’espresso al bar? Superato. Vince la macchinetta di casa. Ma è scontro di filosofie tra i cultori dei vari modelli

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italia squisita
Nespresso

MILANO – Sì grazie, il caffè non mi rende nervoso. Quel che finisce nella tazzina non è una semplice bevanda. Piuttosto, nell’universo del consumatore postmoderno, è la spia di un approccio al tempo, al piacere e – volendo esagerare – alla vita.

Prendete il tipo Nespresso: non è solo uno che apprezza il caffè con la schiuma, e non vuole perdere minuti preziosi a caricare la moka. Ma un esteta che diventa facile preda di ansie ornamentali e dubbi atroci. La macchina per preparare l’espresso sarà sufficientemente bella?

Caffè in capsule bevanda estetica

Il colore delle capsule con cui caricare l’apparecchio si intonerà a quello dei pensili in cucina? La Nespresso di capsule ne vende sedici. In scatole di legno invitanti come quelle dei cioccolatini, ognuna con un gusto e un colore diverso. La scelta può essere ardua e costare parecchio. Sia in termini di tempo che di sottili analisi sull’impatto estetico che la nuova apparecchiatura avrà sulla propria esistenza.

Di certo costa anche al portafoglio

Infatti, il prezzo di una capsula – che nella maggior parte dei casi è una mistura di arabica e di una percentuale minore e variabile della meno pregiata robusta – è di circa 37 centesimi di euro.

Con prezzi del genere, ci si avvicina al costo della tazzina bevuta al bancone. Ma sentirsi come George Clooney, da anni testimonial del marchio, ciabattando nella propria cucina e magari pure in pigiama, ovviamente non ha prezzo.

Ma le scuole di pensiero rivali accusano il brand più modaiolo

Non è la miscela migliore. Forse il consumatore Lavazza, brand torinese che rimanda a immagini meno patinate è più spiccio nella scelta, con un approccio più piemontese verrebbe da dire, ma anche qua il prezzo a capsula supera i 30 centesimi.

Il consumatore Illy è invece un tipo sofisticato

Con le macchine dell’azienda triestina di ultima generazione, la percolazione , ovvero la discesa del liquido attraverso il caffè, avviene in due fasi diverse – di infusione prima e di emulsione dopo – attraverso un processo che esalta gli aromi dei caffè, rigorosamente 100% arabica.

Per chi preferisce Illy, insomma, la scelta della materia prima e degli strumenti non è da prendere sottogamba. Non è certo una caso che l’azienda abbia fondato l’Università del caffè di Trieste.

Si tratta di «un centro di eccellenza creato per promuovere, sviluppare e divulgare nel mondo la cultura del caffè di qualità». Recita il sito, ricordando agli sprovveduti che anche per apprezzare i piaceri quotidiani bisogna studiare. Senza un master oggi non si va nemmeno al bar.

E che dire della moka?

Il grande classico è quello della Bialetti, con brevetto del 1933, corpo in alluminio e manico in bachelite. Con la sua assenza di pretese glamour, fa rimpiangere i tempi in cui bere il caffè non era ancora una dichiarazione di appartenenza antropologica.

Eppure la moka, con le sue forme art decò, la storia del design l’ha fatta per davvero, e oggi è un feticcio domestico per gli amanti della pausa caffè dal sapore vintage.

Davide Oltolini, critico enogastronomico ed esperto di degustazione

Consiglia di mettere il caffè su fuoco non troppo alto. Appena inizia a uscire, lo si deve togliere dal fornello e mescolare bene prima di versare. I, in modo da renderlo omogeneo.

Meglio utilizzare una tazza calda

Certo, la moka non fa la schiuma e richiede anche pazienza, perché sfidando ogni logica commerciale, è con il tempo e con l’uso che migliora le sue prestazioni; ma per molti bere il caffè a casa propria è legato ancora al gesto di caricare la macchinetta e aspettarne il gorgoglìo familiare.

Come accade per il caffè alla napoletana. Più che un caffè, pura «poesia».

di Francesca Gallacci*

*Fonte: il Giornale

 

CAMPIONATO BARISTI – Trismoka organizza a Montichiari la sfida Bergamo-Brescia per il miglior caffè espresso

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trismoka

BERGAMO – La nona edizione del Campionato Italiano Baristi e Caffetteria Brescia-Bergamo si riproporrà da domenica 24 a martedì 26 febbraio. In occasione della rassegna agroalimentare Aliment nel Centro Fiera di Montichiari (Bs). Grazie al sostegno di Trismoka.

Tre appassionanti giornate di competizioni (in diretta streaming su www.trismoka.it e su Facebook). Seguite con interesse e partecipazione da quanti hanno passione per il caffè e amano prepararlo. Assaporarlo e degustarlo accuratamente.

Trismoka, ricerca della materia prima, controllo della qualità

Poi rispetto per la tecnica si confermano, anche quest’anno, i punti di forza del campionato. Per i dodici finalisti si rinnovano attesa e voglia di dimostrare le proprie capacità nel preparare caffè e cappuccini.

Atteggiamento giustificato, considerato che si sfideranno coloro che hanno avuto la meglio su oltre duecento aspiranti concorrenti.

Tra i concorrenti due soltanto i bergamaschi

Riccardo Grassi, titolare del Bar Wender di Lovere e Pamela Albani, barista di Verdello. Questi gli altri dieci: Don Ioan Bacaintan, barman del ristorante Abbraccio di Desenzano del Garda; Greta Barone, studentessa del Cfp Zanardelli di Clusane d’Iseo; Samuel Bonomi, studente dell’Istituto alberghiero G. Perlasca di Idro;

Andrea Brunoni, di Ceresara (Mn), barista della caffetteria La Fenice di Sirmione; Davide Cavaglieri, il campione provinciale da battere, classificatosi terzo al Campionato nazionale; Laura Martinelli, barista dell’Eni Caffè di Paratico; Paola Minini, titolare della Caffetteria Rusconi di Boario Terme; Simone Paderni e Dario Roncali, studenti della Scuola Alberghiera Andrea Mantegna di Brescia; Claudia Zanotti, Istituto Olivelli di Darfo Boario Terme.

Saranno giudicati da una giuria chiamata ad esprimersi sulla qualità degli espressi e delle bevande

Tutti sapranno preparare, con inventiva e tecnica, e sulla capacità di presentare e offrire espressi, cappuccini e bevande al caffè.

Paolo Uberti, amministratore delegato di Trismoka, la torrefazione di Paratico organizzatrice della manifestazione, afferma:«Tutti i nostri sforzi vanno nella direzione di coniugare miscele scelte con rigore e passione, lavorate al meglio per salvaguardarne le migliori peculiarità, insieme alla formazione degli operatori, giovani o esperti che siano. Solo così potremo garantire ai clienti finali dei nostri baristi la possibilità di gustare sempre un ottimo espresso».

Anche la nona edizione del campionato in terra bresciana potrà avvalersi del supporto della Centrale del latte di Brescia che con Trismoka ha collaborato alla formazione di centinaia di baristi delle province di Brescia e Bergamo.

Ad iniziare dai numerosi locali del Circolo Qualità “Recappuccio”. Gli altri sponsor tecnici: Rancilio – leader nella produzione di macchine per caffè espresso di alto prestigio – e Pulycaff.

Fonte: Eco di Bergamo

SEGAFREDO – Aperta a Miami una nuova caffetteria

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Dolphin Mall

MILANO – Segafredo Zanetti ha aperto una nuova caffetteria in franchising nella città di Miami. Ideata con un moderno concept di chiosco, si trova al piano terra dell’enorme area ristorazione del centro commerciale Dolphin Mall. Ed è in grado di ospitare oltre 400 persone.

Dolphin Mall, con i suoi oltre 25 milioni di visitatori all’anno

E’ il più grande centro nella contea di Miami Dade. Oltre a più di 240 negozi che commercializzano beni di lusso è possibile assistere a spettacoli cinematografici e intrattenimento dal vivo tutti i giorni.

La caffetteria è gestita da Caraibbean Food Management Holdings Group

Società che ha iniziato la collaborazione con Segafredo Zanetti Espresso già nel 2009 con l’apertura di due locali nella Repubblica Dominicana. Il primo all’aeroporto di Punta Cana, subito seguito da quello all’aeroporto de La Romana.

Molto vicino all’Aeroporto Internazionale di Miami

Il locale è già diventato un punto di sosta per i viaggiatori provenienti da tutto il mondo che vi trovano i piatti della più genuina cucina Italiana oltre a una vasta selezione di caffè, tè e bevande.

Caribbean Catering Holdings ha in programma l’apertura di altre 8 caffetterie a marchio Segafredo Zanetti Espresso nell’area di Miami nel corso dei prossimi 3 anni.