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CAPANNORI – Dal 22 al 30 marzo apre showroom

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showroom

Il Centro di ricerca Rifiuti Zero del Comune di Capannori; L’Associazione Ambiente e Futuro per Rifiuti Zero; Le società Kompresso SRL, Caffemotive Srl, Eti Srl, Ims Spa, Goglio Spa dal 22 al 30 Marzo 2013 presso il Palazzo Comunale del Comune di Capannori, in Piazza Aldo Moro presenteranno lo Showroom Separare il caffè dal suo contenitore si può : sempre!“il gusto di un caffè sostenibile”.

Showroom lanciato venerdì 22 marzo

Alle ore 10 (c/o Palazzo Comunale). Con la partecipazione del Sindaco del Comune di Capannori Giorgio Del Ghingaro; del coordinatore del Centro di Ricerca Rifiuti Zero Rossano Ercolini, che sull’argomento ha prodotto un seguito “caso studio”; poi dell’Assessore all’ambiente Alessio Ciacci e dell’lngegner Gianpaolo Belloli inventore e titolare del brevetto Tablì. Nonché ideatore di soluzioni tecniche per la separazione pre o post utilizzo del caffè dal contenuto.

DEGUSTAZIONE DEL CAFFE’ ottenuto con diverse tipologie di macchine

ore 17 (c/o Auditorium del Comune)TAVOLA ROTONDA. Promossa da Centro di Ricerca Rifiuti Zero del Comune di Capannori, Associazione Ambiente e Futuro per Rifiuti Zero, Kompresso Srl, Caffemotive Srl, Eti Srl, Ims Spa, Goglio Spa, Coop Italia su:
Elementi ed esempi di responsabilità estesa dei produttori dell’industria 
del caffè

Introduce e modera: Rossano Ercolini Centro di ricerca Rifiuti Zero del Comune di Capannori

 

INTERVENGONO: Ing. Gianpaolo Belloli inventore e titolare del brevetto Tablì

Alessio Ciacci Assessore all’ambiente del Comune di Capannori

Claudio Mazzin i responsabile Innovazione Sostenibilità di COOP Italia;

David Brussa Quality Supervisor di ILLY CAFFÈ e presidente del Consiglio di Disciplina E.S.E (Easy Serving Espresso).

Sono invitate le aziende del settore. Durante lo svolgimento della tavola rotonda sarà possibile degustare, oltre al caffè Tablì, anche il caffè della COOP.

 

Sabato 23 marzo

Ore 10 (c/o Auditorium del Comune)

Workshop “Dal caso studio alle soluzioni”

 

Coordina Rossano Ercolini Centro di ricerca Rifiuti Zero del Comune di Capannori

Presentazioni di:

Camilla Piccinini designer del Centro Ricerca Rifiuti zero

Ing. Gianpaolo Belloli (Tablì),

Pietro Angelini del gruppo promotore della rete negozi Effecorta e dell’Associazione Pensiero Laterale

Antonio Di Giovanni (agronomo),

Victor lbanez (filmaker).

 

Per saperne di più:

DOWNLOAD PROGRAMMA

Fratelli Bresciani, decani dei distributori Nuova Simonelli nel mondo

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nuova simonelli

Oggi l’azienda Nuova Simonelli commercializza macchine professionali per caffè espresso in 115 Paesi di tutto il mondo. Lo fa attraverso una propria filiale negli U.S.A.. Ma soprattutto grazie ad una fitta rete di distributori che copre tutte le aree dei cinque continenti.

Nuova Simonella: la storia

Non era così molti anni fa, quando l’azienda non aveva raggiunto la dimensione attuale e commercializzava solamente in Italia. La “internazionalizzazione” di Nuova Simonelli è iniziata circa 40 anni fa, nella prima metà degli anni Settanta del secolo scorso.

Ogni innovazione che avviene in un’azienda è sempre legata ad una persona, ad un nome

Le prime esportazioni all’estero di Nuova Simonelli sono legate a Remo e Tommaso Bresciani; fratelli italiani emigrati nel 1964 in Canada. Furono loro nel 1975 a importare alcune macchine per caffè espresso costruite nello stabilimento italiano di Belforte del Chienti. E poi a venderle ad alcuni ristoranti nella zona di Vancouver.

Ancora oggi l’azienda dei fratelli Bresciani, la “ECM Espresso Coffee Machines Co” di Burnaby distribuisce macchine per caffè Nuova Simonelli e Victoria Arduino in tutta la vasta regione canadese della British Columbia.

Recentemente, rientrato in Italia per un breve soggiorno, Remo Bresciani ha fatto visita all’azienda

Che egli rappresenta da quasi quarant’anni e, all’interno dello showroom di Nuova Simonelli ha gradito essere fotografato accanto al modello, ormai storico, che egli commercializzò per primo, la “S70”.

All’interno della propria sede canadese, Bresciani ha istituito la “Barista Accademy”

Dove organizza periodicamente corsi per la formazione dei baristi e per diffondere la cultura dell’espresso e del cappuccino.

Delle macchine Nuova Simonelli nel mercato dell’America settentrionale – rileva Bresciani – gli aspetti più apprezzati dai gestori di coffe shop e ristoranti sono la struttura di acciaio. Che già a vista dà il riconoscimento di robustezza e affidabilità, la tecnologia molto avanzata e la qualificata rete di assistenza post vendita.

Tra i modelli più diffusi, l’Appia

Con l’alloggiamento del gruppo rialzato che permette di utilizzare agevolmente i bicchieri per il latte caldo da 16 oz equivalente a circa mezzo litro italiano, per l’esattezza a 0,473 litri. Molto successo sta riscontrando anche il modello Musica. Acquistato anche da privati, per fare il caffè espresso in casa.

REGIONE CAMPANIA – Filiera caffè, Martusciello insedia tavolo tecnico

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Fulvio Martusciello

Si è svolta ieri a Palazzo Santa Lucia la prima riunione del tavolo tecnico della filiera del caffè; promossa dal consigliere del presidente Caldoro alle Attività Produttive e allo Sviluppo Economico Fulvio Martusciello.

L’iniziativa si inserisce nel solco delle attività dell’Assessorato alle Attività Produttive e Sviluppo Economico della Regione Campania. L’ente sta sviluppando  nei confronti di un comparto strategico per il tessuto imprenditoriale regionale.

Fulvio Martusciello fa il punto

Il settore del caffè ha fatto registrare infatti lusinghieri risultati in questi ultimi anni, in controtendenza rispetto alla situazione economica generale. Nel 2011, il fatturato del settore, realizzato all’estero, è stato pari a circa 275 milioni di euro. Mentre nel 2012 la tendenza appare in crescita del 13% rispetto all’anno precedente.

Il Tavolo tecnico

Apre un canale di dialogo verso le istituzioni territoriali e le imprese operanti nel comparto. Con l’obiettivo di favorire i processi di aggregazione delle imprese in cluster e promuovere e valorizzare la filiera.

Erano presenti all’incontro rappresentati di importanti realtà imprenditoriali tra cui Caffè Kenon, Paskà srl, Caffen srl, Greren Line, Caffè Toraldo, Resi Bras, Kimbo, Incas

Il Tavolo ha definito i primi obiettivi strategici da perseguire per la valorizzazione del settore

  • Promuovere la messa in rete dei marchi attraverso l’identificazione e l’appartenenza ad una produzione tipica locale, riconosciuta anche all’estero;
  • Sviluppare interventi di marketing per promuovere e sostenere il cluster di imprese, attraendo anche nuovi investimenti sul territorio regionale;
  • Migliorare le capacità logistiche di cui è dotata la Regione attraverso  la messa a sistema di quanto esistente presso le autorità portuali;
  • Adottare a favore delle PMI coinvolte soluzioni di temporary management per diffondere competenze e conoscenze ed elaborare successivamente programmi di innovazione mirati.

Partner del progetto sono l’Autorità Portuale di Napoli, la Camera di Commercio di Napoli, l’Unione degli Industriali di Napoli e Campania Innovazione, come soggetto attuatore delle azioni a favore delle imprese del comparto.

“Nasce oggi – ha sottolineato Fulvio Martusciello – un nuovo distretto strategico del settore agroalimentare, quello del caffè napoletano.

“La Regione con l’insediamento del Tavolo intende esprimere un’azione concreta di vicinanza alle imprese del settore, per creare le condizioni affinché sia possibile condividere gli interventi programmatici, insieme alle associazioni imprenditoriali e agli altri attori territoriali”, ha concluso Martusciello.

 

Fonte

COLOMBIA – Prosegue lo sciopero per salvare l’industria del caffè. I costi di produzione sono cresciuti a 412 dollari/sacco ma vale 281. Il settore dà lavoro a oltre 760.000 persone, il 10% del totale dei lavoratori

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MILANO – La crisi del settore del caffè della Colombia ha fatto scendere in piazza migliaia di coltivatori per chiedere al Governo del Presidente Santos di aumentare i sussidi e proteggere il settore dalla caduta del prezzo internazionale del caffè.

 colombiaIn Colombia il settore è in crisi. Sono aumentati i costi di produzione del caffè, la resa delle terre coltivate è diminuita e una valuta nazionale forte ha inciso negativamente sulle esportazioni.

L’associazione che riunisce i produttori dei principali dipartimenti cafeteros del Paese (il Movimiento nacional por la Defensa y la dignidad cafetera) ha quindi deciso proseguire lo sciopero Nazionale proclamato lo scorso lunedì 25 febbraio dopo il fallimento di un’intesa con il governo nazionale per aumentare i sussidi al settore.

Terzo produttore di caffè

La Colombia è uno dei principali produttori di caffè del pondo e si piazza dietro Brasile, Vietnam, Costa Rica e Indonesia nella Lista dei Paesi esportatori di caffè. La Produzione di caffè ha avuto il culmine negli anni ’70, quando il settore rappresentava quasi il 63% delle esportazioni totali del Paese.

Oggi l’industria cafetera è ancora uno dei settori economici più importanti della Colombia, ma SI E passati dall’esportazione di più di 17 milioni di sacchi di caffè del 1993 – OGNI sacco equivale a 125 kg di caffè – ai poco meno di otto milioni del 2012.

Anche il prezzo Internazionale del Caffe e crollato drasticamente negligenza ultimi mesi: se Nel 2011 un sacco di caffè valeva 605 dollari, nel 2012 il suo valore è sceso a 357 per poi crollare a 281 dollari all’inizio di quest’anno.

Secondo il Centro di Studi Economici colombiano Fedesarollo la produzione colombiana è soprattutto calata a causa dell’aumento dei costi per i produttori .

I costi di produzione di un sacco di caffè sono cresciuti nell’ultimo anno da 275 a 412 dollari a causa dell’aumento dei Costi di Trasporto, del prezzo delle attrezzature e dei pesticidi. Oggi il numero di sacchi per ettaro di terreno che si riesce a Coltivare in Colombia (circa 8) è quasi la Meta di quello di Costa Rica (14 sacchi) o Brasile (25 sacchi).

Le perdite per la crisi del settore cafetero sono anche di Ordine sociale. L’industria del caffè generi 760,000 posti di Lavoro Diretto e altri 1.400.000 nell’indotto, impiegando il 10,27% del totale dei lavoratori colombiani.

La protesta dei produttori

Ad appoggiare la protesta dei produttori di caffè, per la prima volta, si sono uniti gli esponenti di tutto Il mondo politico colombiano, Dalla Sinistra rappresentata Dal Polo Democratico, alla Destra del Partito liberale e quello conservatore.

Il senatore del Polo Democratico ed ex sindacalista dell’Industria del caffè, Jorge Robledo, considera legittima la protesta. E ha criticato la durezza della risposta del Governo colombiano.

La Policia nacional ha impiegato circa 15,000 Agenti per prevenire Scontri EI Blocchi del Traffico dei manifestanti. “Allo sciopero Stanno partecipando contadini, operai, indigeni e imprenditori.

Uno scioipero quasi generale

Praticamente tutti i settori del Paese SI Sono uniti alla manifestazione, anche chi ha votato per Santos “ha detto Robledo.

Con la Causa dei Cafeteros ha solidarizzato anche l’ex Presidente della Colombia , Alvaro Uribe, acerrimo rivale politico di Santos. L’esecutivo precedente è comunque rimasto indifferente ai problemi dell’Industria del caffè negligenza ultimi Anni.

Gli investimenti

Secondo Dati del Ministero dell’Agricoltura colombiano, tra il 2010 e il 2013, il Governo ha investito 660 Milioni di Dollari nel Settore cafetero. Ovvero il 49% del Totale degli Aiuti Dati all’Agricoltura.

Il Ministro degli Interni colombiano, Fernando Carrillo, ha annunciato che il Governo si riunirà giovedì con le principali sigle del Settore cafetero. Per discutere le possibili soluzioni alla crisi.

Lavazza progetta in 3D con le soluzioni SolidWorks. Le sue capsule e le macchine del futuro. La collaborazione con il Politecnico di Torino

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guerra del caffè
Flagship store Lavazza di Milano

Dassault Systèmes annuncia che Lavazza, azienda italiana leader nel settore del caffè, ha scelto le soluzioni SolidWorks per supportare il proprio team di esperti nello di sviluppo di progetti per le nuove capsule e macchine da caffè.

Dassault Systèmes evolve la sua offerta

Fondata a Torino nel 1895 da Luigi Lavazza, l’azienda inizia la propria attività producendo e commercializzando non solo caffè. Ma anche sapone, spiriti, olio e spezie. Dopo pochi anni, tuttavia, la passione per la chimica del suo fondatore porta la ditta Lavazza a specializzarsi sul prodotto che la renderà famosa: il caffè.

Dopo aver brillantemente superato le difficoltà poste prima dalla Grande Guerra e, in seguito, dalla Seconda Guerra Mondiale, Lavazza si trasforma in società per azioni. Così introduce sul mercato i primi esempi di commercializzazione moderna proponendo le sue miscele nei sacchetti con il tipico logo rosso e nero.

Con prodotti innovativi e all’avanguardia non solo dal punto di vista della materia prima; ma anche del packaging e della comunicazione

Lavazza conquista il mercato italiano e straniero affacciandosi al nuovo millennio con il lancio di nuove qualità, nuovi distributori automatici; e con “A Modo Mio”, il nuovo sistema espresso automatico pensato appositamente per la casa.

Con più di 3800 dipendenti, 4 stabilimenti in Italia, 2 in Brasile e 1 in India, oggi Lavazza è una delle più importanti realtà produttive di caffè al mondo, la cui crescita si sta espandendo anche ad altri settori grazie all’acquisizione di aziende che operano nell’ambito delle bevande calde di alta gamma e nei preparati per sorbetti e creme fredde.

La sede di Settimo Torinese vanta un Innovation Center che ospita la divisione Ricerca & Sviluppo, la Direzione Macchine e il Training Center.

La scelta del software SolidWorks da parte di Lavazza è nata proprio all’interno del dipartimento Ricerca&Sviluppo, che si occupa anche della progettazione delle parti interne delle macchine da caffè: dopo essersi appoggiati per anni a studi di progettazione esterni e aver implementato licenze di fornitori sempre diversi, gli esperti di Lavazza hanno dunque avvertito l’esigenza di uniformarsi con uno strumento di lavoro unico.

Nell’estate 2012 sono state implementate le soluzioni CAD 3D SolidWorks Professional e SolidWorks Standard. La risposta alle esigenze di 4 utenti totali

Tale scelta è stata dettata dalla collaborazione tra il colosso del caffè e il Politecnico di Torino, dove la maggior parte degli ingegneri del team Lavazza ha portato a termine i propri studi: poiché il Politecnico si avvale degli strumenti SolidWorks, infatti, l’introduzione della stessa soluzione anche in azienda è stata la naturale continuazione di un percorso positivo iniziato già in ambito accademico.

Nonostante questa collaborazione sia piuttosto recente, la divisione Ricerca&Sviluppo di Lavazza ha già avuto modo di sfruttare con successo gli strumenti di progettazione dell’azienda. Ultimando due progetti che hanno richiesto il supporto di un software CAD 3D. Ovvero i meccanismi di movimentazione di due nuove macchine sono infatti stati disegnati interamente con software SolidWorks.

In questa occasione Lavazza ha avuto modo di sfruttare le soluzioni di progettazione 3D di SolidWorks

Sia nella versione CAD 3D Standard per la creazione rapida di parti parametriche, assiemi e disegni a livello di produzione, sia nella versione Professional. Che consente di aumentare la produttività grazie a un sistema di gestione dei dati integrato. Questo memorizza tutte le informazioni del progetto e tiene traccia di tutte le modifiche.

“Alla luce dell’organizzazione e delle dimensioni della divisione R&D di Lavazza, il software di progettazione CAD 3D di SolidWorks si è rivelato la soluzione ideale. La facilità d’uso infatti, abbinata a strumenti piuttosto avanzati ha soddisfatto appieno le nostre esigenze; rappresentando così un perfetto livello intermedio tra i linguaggi base e quelli di alto livello”. Spiega Luca Bugnano, Dipartimento R&D; Macchine e Nuovi Sistemi di Estrazione di Lavazza. “Anche dal punto di vista dell’assistenza SolidWorks ha risposto in modo ottimale alle aspettative, fornendoci tutto il supporto necessario”.

La continuità di linguaggio con le risorse del Politecnico di Torino

Ha inoltre consentito allo staff di sviluppare progetti coerenti con un considerevole risparmio di tempo e risorse. La collaborazione con Lavazza è  un ulteriore esempio di successo a testimonianza di come il software SolidWorks venga scelto dai più prestigiosi atenei del Paese.

Gli studenti che imparano a utilizzare le soluzioni SolidWorks durante gli anni dell’università possono poi diventare “ambasciatori”. Presso aziende in cui lavoreranno; portandole ad adottare strumenti con cui hanno già confidenza.

Nella scelta e l’implementazione delle soluzioni SolidWorks, Lavazza ha potuto godere dell’eccellente supporto consulenziale di Nuovamacut. Rivenditore delle soluzioni SolidWorks in Italia.

Fonte: Data Manager Online

La storia delle 4000 bevande ordinate da Steve Jobs allo Starbucks di San Francisco

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steve jobs

Nel lontano 2007, durante il celebre keynote di presentazione del primo iPhone, Steve Jobs ordinò ben 4000 bevande per tutti i presenti al Moscone Center. Solo per mostrare al pubblico una telefonata dal vivo usando il nuovissimo dispositivo. Infine Jobs ha interrotto la telefonata dicendo: “Sto scherzando. Ho sbagliato numero, arrivederci!“.

L’impiegata è però stata rintracciata ed oggi ha rilasciato una breve intervista.

Steve Jobs fa gli scherzi telefonici

La telefonata compiuta da Jobs è servita per dimostrare l’integrazione delle varie applicazioni di sistema. In questo caso dell’applicazione Mappe, la quale conteneva moltissimi esercizi commerciali. Con dettagli quali il numero di telefono o l’indirizzo.

L’impiegata di Starbucks, Zhang, è stata rintracciata ed ha raccontato della sua breve conversazione con Steve Jobs:

“Onestamente sono rimasta scioccata. Nessuno mi aveva mai ordinato 4000 bevande tutte insieme. Non ho detto nulla al telefono perché ero troppo scioccata, ma la mia prima impressione è stata che il mio interlocutore avesse voglia di scherzare. Sembrava un gentiluomo…

I clienti a volte vengono a riferirmi che Steve Jobs in passato ha telefonato proprio allo Starbucks in cui lavoro. Mi sento contenta e fortunata per aver avuto l’occasione di parlare con lui, significa molto per me che lui abbia scelto il nostro Starbucks per effettuare quell’ordine.

I miei amici erano sorpresi e gelosi e mi hanno rimproverata per non aver detto di più oltre al semplice “Salve, come posso aiutarla?”

A quanto pare questo Starbucks viene tuttora preso di mira da alcuni fan di Apple per effettuare altri ordini da 4000 bevande sulla scia di quello effettuato da Steve Jobs quasi 6 anni fa.

LAVAZZA – Da aprile in Russia con una rete di caffetterie in franchising

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Lavazza more than italian
La sede Lavazza di New York negli Stati Uniti

MOSCA – La Lavazza sbarca in Russia con una rete di caffetterie in franchising a partire dal prossimo mese di luglio.Il partner russo sarà la società Ntk Town restaurantLo ha scritto nell’edizione di ieri il quotidiano economico moscovita Kommersant.

Mosca. I primi due locali apriranno  in aprile

Altri 10 entro fine anno ed altrettanti a San Pietroburgo. Sempre secondo il quotidiano economico l’obiettivo del colosso del caffè italiano è di inaugurare 70 caffetterie ‘Lavazza expression‘ in 3 anni. Per un investimento complessivo di 170-175 milioni di dollari.

L’iniziativa della Lavazza cade in un periodo molto favorevole allo sviluppo del consumo di caffè espresso in Russia

Dove sta prendendo sempre più piede sia come fenomeno di moda importato dall’occidente sia perché i consumatori lo stanno privilegiando rispetto al più tradizionale tèL’espansione in Russia si affianca a quella in corso soprattutto negli Stati Uniti.

Illy – Percorso intenditori del caffè. Sei incontri di formazione aperti al pubblico, da oggi fino al 16 aprile presso la sede dell’Università del Caffè a Trieste

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intenditori di caffè

Trieste – Inizia oggi un percorso di appuntamenti aperti al pubblico organizzato dall’Università del caffè. Il ciclo di incontri “ Intenditori del caffè ” si compone di sei tappe di un’ora ciascuna alla scoperta dell’universo del caffè.

Le lezioni toccheranno diverse tematiche. Dal legame storico che lega la città di Trieste al caffè, alla corretta preparazione di un espresso; fino alle degustazioni per scoprirne i profumi e gli aromi. Inoltre i partecipanti, durante il percorso, avranno la possibilità di visitare gli storici stabilimenti della illycaffè di Trieste.

Intenditori del caffè, tra teoria e pratica

Questi incontri di formazione permetteranno di acquisire l’esperienza pratica, oltre ai presupposti teorici, per ritenersi a pieno titolo veri intenditori del caffè.

Informazioni pratiche: tutti i corsi si terranno presso la sede dell’Università del Caffè in Via Flavia 110 34147, Trieste  dalle 18:30 alle 19:30.

Nel dettaglio il percorso si articolerà nei seguenti  incontri

Oggi – Trieste e il caffè- La prima lezione sarà dedicata a ripercorrere le più importanti tappe storiche che legano la citta di Trieste al caffè. 12/03/2013 –Botanica –  I partecipanti saranno coinvolti in una lezione di botanica alla scoperta della pianta del caffè e dei suoi frutti.

19/03/2013 – Preparazioni. – Durante questa giornata, attraverso la conoscenza approfondita delle tecniche e del prodotto, svelati i segreti per una preparazione di un espresso a regola d’arte.

26/03/2013. – Degustazioni. In questo incontro si svolgeranno dei test pratici sull’analisi visiva, gustativa, aromatica e tattile dell’espresso.

09/04/2013 – Cappuccino

– Lezione dedicata alla corretta tecnica per preparare un buon cappuccino. Dalla scelta del latte ai segreti per ottenere sempre una crema densa, consistente e perfettamente montata.

16/04/2013 – Un’ora da barista. – I partecipanti assumeranno il ruolo del barista; imparando ad utilizzare al meglio la macchina da espresso. Gestendo in modo attento  la relazione  con i clienti.

Iscrizioni e prezzo

È possibile iscriversi solamente presso ILLYTECA di Trieste, via Luigi Einaudi n. 2/a, telefono 040 246 2230. Orari: Lunedì: 15:30 – 19:30; Martedì – Sabato: 09:30 – 13:30 e 15:30-19:30.

Il costo dell’intero corso da 6 appuntamenti è di 70,00€.

Al momento dell’iscrizione verrà consegnato un omaggio.

L’Università del caffè

Nata nel 2000, è il centro di eccellenza creato da illy per promuovere e divulgare la cultura del caffè, in Italia e nel mondo. Coinvolgendo produttori, professionisti e appassionati di caffè. Ai produttori viene insegnato come ottenere il meglio dalla natura, senza dimenticare le regole per l’organizzazione della piantagione.

Ai professionisti, che lavorano nei locali, vengono offerte le migliori opportunità di formazione e aggiornamento sul caffè.. Ma anche sulla gestione e promozione del bar. Infine serate di degustazione e cene a tema sono dedicate agli intenditori e appassionati di caffè.

L’Università del caffè, oltre al quartier generale di Trieste, ha ventidue sedi fuori dall’Italia

Brasile (San Paolo), India (Bangalore), Cina (Shanghai), Corea del Sud (Seul); Egitto (Il Cairo), Olanda (Rotterdam); Francia (Parigi), Germania (Monaco), Croazia (Abbazia); Gran Bretagna (Londra), Stati Uniti (New York), Colombia (Bogotà);

Grecia (Atene), Turchia (Instanbul), Messico (Città del Messico), Repubblica Ceca (Praga); Malesia (Kuala Lumpur), Sudafrica (Johannesburg); Indonesia (Jakarta) e Thailandia (Bangkok), Messico (Città del Messico) e Norvegia (Oslo).

Nel 2011 l’Università del caffè ha formato oltre 21 mila persone provenienti da tutto il mondo.

Per ulteriori informazioni: www.unicaffe.com.

CAFFE’ KIMBO – L’azienda campana punta al mercato hotel, bar e ristoranti. E resta l’obiettivo di puntare sui mercati esteri a cominciare dagli Usa

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Il logo Kimbo

NAPOLI – I Rubino, tre fratelli e ‘na tazzulella ‘e cafè, nascono come imprenditori con un piccolo bar nel 1963, nel quartiere Sanità, storico rione di Napoli. E’ da lì che è partita l’avventura del caffè KimboOggi nel mondo del caffè la quota di mercato nazionale di Kimbo è seconda soltanto a Lavazza.

L’azienda campana fattura 170 milioni di euro e negli ultimi due anni l’incremento dei volumi venduti in Italia e all’estero è stato del 20 per cento. Inoltre, c’è una previsione di crescita anche per il 2013.

Rubino: la storia di un’azienda familiare di successo

A marzo compirà mezzo secolo e l’evento è già nel profilo Facebook: «Kimbo 50 bell’e buono». Nello stabilimento di Melito, alle porte di Napoli, sempre quello dall’inizio, lavorano 170 persone.

«Tutto il caffè della Kimbo nasce qua, 21 milioni di chili l’anno. Un magazzino a Nola è il deposito di scorte dei caffè acquistati in tutti i paesi della fascia equatoriale di Asia e America, che compongono le nostre miscele».

A parlare è Simone Cavallo, general manager dal luglio 2010

50 anni anche lui, casertano, ingegnere, un’esperienza di lavoro all’estero nel settore dell’hi-tech. In azienda, figli e nipoti giovani, due gruppi familiari, sette società. Sono quindi tre i marchi di produzione: Kimbo, Cosè e Tazza d’oro.

Anche il mondo del caffè, pur avendo criteri di business stabili nel tempo, ha dovuto fare i conti con la crisi che al suo massimo picco, negli anni 2011 e 2012. Per cui ha inciso moltissimo sul potere d’acquisto.

«L’impennata di due anni fa dei prezzi del caffè crudo, e cito gli indici della Borsa di New York, ha fatto schizzare da 130 centesimi a libbra a 300Con un forte impatto sui consumatori e sui produttori, che hanno reagito, questi ultimi, meglio o peggio a seconda degli stock di cui disponevano».

Kimbo ha messo a punto la sua strategia

Guardando soprattutto fuori dall’Italia, dove il caffè espresso, un po’ come è successo per il vino, è diventato un prodotto di moda. Il mercato ha risposto bene se l’export della società rappresenta il 15% del fatturato complessivo. Perciò l’azienda napoletana sta ampliando in modo capillare la propria distribuzione sui mercati strategici come Francia, Gran Bretagna e Germania ma anche oltre l’Europa. Puntando su Usa, Canada, Australia e Sud Africa. Primo mercato è la Francia.

L’accordo di distribuzione con France Boissons (gruppo Heineken)

Grazie ad esso il brand “Kimbo espresso italiano” ha conquistato una posizione di rilievo all’interno del canale “horeca” (alberghi, ristoranti, caffè). E’ oggi servito in più di 11 mila locali. Poi c’è il Regno Unito che, dopo Italia e Francia, è il terzo mercato di riferimento. «In Inghilterra. – dice ancora Cavallo.

– siamo presenti attraverso la consociata Kimbo-Uk, società di distribuzione di bevande per il canale “horeca” fondata a Londra nel 2011. Una vetrina mondiale e un ottimo snodo per noi che siamo già presenti in 30 paesi del mondo».

Non poteva mancare la Cina

Nella terra del tè, Kimbo sta costruendo una piattaforma importante per il caffè espresso alla napoletana con una massiccia campagna di comunicazione. Le linee strategiche della società guardano adesso alla grande distribuzione organizzata.

«Stiamo lavorando per assicurarci una crescita costante lungo tutti i prossimi anni – spiega il manager. – Per esempio nell’anno appena trascorso abbiamo chiuso un importante accordo con Autogrill. Grazie al quale il caffè Kimbo sarà presente su tutte le autostrade nazionali, nelle stazioni e negli aeroporti delle principali città europee. Inoltre nel luglio scorso abbiamo acquisito una società sarda con un suo marchio, La tazza d’oro».

Infine il mercato delle capsule e delle macchine da caffè per gli uffici

«Ci siamo arrivati quattro anni fa e su questa strada cresceremo», spiega Cavallo. Qui, per Kimbo l’obiettivo dichiarato è quello di realizzare una rete di vendita nei prossimi tre anni.

 

Fonte: La Repubblica

BRASILE – Il consumo di caffè batte il record. Nel 2012 ha toccato i 6,23 chilogrammi di crudo

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Brasile Mondo nuovo amarelo
Brasile e caffè, un binomio indissolubile

A cura di Gil Manigrassi. SAN PAOLO (Brasile) – Il consumo di caffè  pro-capite nel Brasile, ha battuto tutti i record assoluti. Infatti, si sono registrati dei consumi maggiori, a datare dal lontano 1965; questo secondo la ABIC (Associaçao Brasileira das Industrias de Café) in un documento che é stato divulgato di recente.

Abic: l’analisi

Nel periodo di Novembre 2011 ed Ottobre del 2012, il consumo pro-capite brasiliano, é stato di ben 6,23 chili di caffè in chicco crudo, o il 4,98 chili di caffè torrefatto,. Quindi l’equivalente a quasi 83 litri di bevanda per abitante del Paese. Una crescita del 2,10 %  in relazione al periodo anteriore.

La ABIC ha pure osservato che, questo consumo, é il maggiore già registrato nel Paese. Ed ha superato i dati storici del 1965, oltrepassando in questo, l´Italia, la Francia e gli Usa.

Nello stesso periodo, é stato anche registrato il consumo di 20,33 milioni di sacchi

Una crescita del 3% sempre in relazione allo spesso periodo dell´anno passato. “Il brasiliano, sta consumando più tazzine di caffè giornaliere. Perché lo stesso sta diversificando la bevanda; durante il giorno, passa dal classico caffè -filtrato- (consumato in tutte le case…) per l´espresso all’italiana, il caffè in cialda; il cappuccino e varie altre combinazioni che stanno dando successo al mercato”, secondo quanto scrive l’Abic.

Ed il consumo (sempre secondo l’associazione) dovrà ancora crescere

Sino ad arrivare alla stima di un 3% per la fine dell’anno corrente, il che, eleverebbe questa crescita-interna, ai 21 milioni di sacchi di consumo, obiettivo da tempo ricercato.  Osserva l’Abic: “Questa crescita, é stata spinta dal’arrivo di consumatori delle classi definite B, C e D, ossia, delle classi medio-basse, abitanti specialmente nelle regioni nordestine del Paese.

Sempre secondo la stessa Abic, i prezzi del prodotto per i consumatori locali, dovranno “passare” per un piccolo aumento  ancora in quest’anno. Ma, la maggioranza delle imprese del settore, non è ancora riuscita a ripassare questi costi di materia prima al consumatore finale, ma, dovrà farlo, o perderà soldi.