giovedì 15 Gennaio 2026
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CLIMA – Centro ricerche di Starbucks in Costa Rica per studiare come salvare il caffè dal riscaldamento globale

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Seattle starbucks trimestrale pick up only
L'insegna di una caffetteria Starbucks

MILANO – La minaccia dei cambiamenti climatici sul caffè si e’ fatta talmente pressante da far scendere in campo Starbucks. La più grande catena al mondo di caffetterie.

L’azienda statunitense ha annunciato di aver appena acquistato la sua prima piantagione in Costa Rica per farne un centro ricerche.

Starbucks contro il riscaldamento globale

Il piccolo appezzamento di circa 600 acri (due chilometri quadrati e mezzo) si trova a un’altitudine variabile tra trecento e cinquecento metri.

Ovvero quella più colpita dal ‘fungo della ruggine‘, un parassita che prolifera nei climi secchi e siccitosi provocati dal riscaldamento globale che ha già decimato le piantagioni di tutto il centro America facendo perdere più di un terzo dei raccolti lo scorso anno.

”Il centro – spiega il comunicato della compagnia – rafforzerà le tecniche di mitigazione dei cambiamenti climatici. Così, assicurerà la stabilità a lungo termine dei raccolti.

Oltre a supportare il lavoro degli agricoltori in tutto il mondo permetterà lo sviluppo di nuove varietà di caffè.

I primi a lanciare l’allarme sui rischi corsi dalla pianta, la cui varietà arabica, quella più diffusa, non ha una grande resistenza a parassiti e condizioni climatiche avverse, sono stati i ricercatori dei Royal Botanic Gardens Kew di Richmond, in Gran Bretagna.

In uno studio pubblicato da Plos One gli esperti hanno previsto che in assenza di interventi la pianta potrebbe estinguersi entro il 2080.

Caffè a prezzo pieno per i consiglieri regionali lombardi. La differenza rispetto ai 68 centesimi precedenti a un fondo di solidarietà

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caffè etico

MILANO – Dalla prossima seduta dell’assemblea, i consiglieri regionali lombardi dovranno pagare il prezzo pieno per il caffè. Nonché le bevande al bar delle buvette del Pirellone, devolvendo poi la differenza di costo a un fondo di solidarietà.

Prezzo pieno per i consiglieri lombardi

I dipendenti invece potranno continuare a bere il caffè a prezzo calmierato cioè a 68 centesimi. Così come prevede la convenzione tra il Consiglio regionale e la società che gestisce il servizio.

È quanto ha stabilito l’Ufficio di presidenza dell’assemblea

La stessa che nel corso delle prima riunione dopo l’insediamento. Inoltre, ha varato all’unanimità una serie di misure all’insegna della sobrietà e del risparmio delle spese.

TOKYO – Ora c’è lo Sleeping Cafè in cui schiacciare un riposino

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Sleeping Cafè

TOKYO – La capitale giapponese è sicuramente una delle città più frenetiche al mondo. E’ qui infatti che si incontrano persone e turisti in qualunque momento della giornata. Ancora qui, si può consumare una pausa caffè particolarmente riposante, nello  Sleeping Cafè.

Nonostante la metropoli non dorma mai, a volte però anche i suoi cittadini sentono l’esigenza di schiacciare un pisolino tra un impegno e l’altro o durante la pausa lavorativa.

Sleeping Cafè: la risposta alla frenesia giapponese

Per venire incontro alla necessità di chiudere per un pochino gli occhi a mandarla ecco che è nato lo Sleeping Cafè. Un bar in cui, prima o dopo il caffè, è possibile sdraiarsi in un vero e proprio letto per 10 minuti di sana pennichella.

Bastano infatti 150 yen, poco più di 1 euro

A quessta modica cifra è possibile accaparrarsi una comoda sistemazione munita di: tendina di separazione, morbido cuscino sulla cui federe è disegnata una pecora; aromi rilassanti per conciliare il sonno, servizio sveglia e “colazione” con caffè e snak.

Per chi è molto stressato e vuole riposarsi per più di 10 minuti è anche possibile utilizzare il letto per ben 4 ore al prezzo di 30 euro.

Unico problema dello Sleeping Cafè?

E’ riservato esclusivamente alle donne!

Nestlè e Mars si impegnano per le lavoratrici della Costa d’Avorio

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sfruttamento
La situazione in Costa d'avorio

MILANO – Dopo che oltre 60.000 persone hanno firmato l’appello lanciato da Oxfam nell’ambito dell’iniziativa Scopri Il Marchio per spingere le multinazionali del cioccolato a “fare la cosa giusta” in favore delle donne coltivatrici del cacao nel Sud del mondo, Nestlé e Mars hanno oggi annunciato la volontà di combattere l’ineguaglianza di genere, la fame e la povertà delle donne impiegate nella filiera di produzione del cacao. Tuttavia l’impegno continua: Mondelez International (ex Kraft Foods), che controlla il 15% del mercato globale del cioccolato, non ha ancora preso alcun impegno pubblico su questi temi.

Nestlé e Mars “Hanno ascoltato la nostra voce”

“Le coltivatrici di cacao e i consumatori in tutto il mondo sono riusciti a far sentire la propria voce – ha dichiarato Elisa Bacciotti, Direttrice del dipartimento Campagne di Oxfam Italia – Mars e Nestlè hanno assunto i primi impegni per dimostrare agli agricoltori che lavorano il cacao che utilizzano, ai consumatori che acquistano il cioccolato e al resto del settore alimentare di voler combattere la discriminazione e l’ineguaglianza di cui sono vittime le donne che lavorano nel settore del cacao.”

La discriminazione di genere origina fame

“Per troppo tempo le donne sono state l’ultimo anello della catena nel settore dell’alimentare; la discriminazione di genere è tra le principali cause di fame globale, povertà e ineguaglianza. Mars e Nestlè oggi hanno dimostrato di volerci ascoltare, ed è un primo importante segnale. Ma solo le azioni possono essere la misura di un vero cambiamento. Oxfam vigilerà attentamente sui passi futuri e farà in modo che le promesse fatte vengano mantenute”. Questi gli impegni assunti. Ecco gli impegni presi da Mars e Nestlè ed accolti con favore da Oxfam: 1) Le aziende si impegnano a far effettuare da organizzazioni indipendenti una valutazione di impatto sulla filiera di produzione del cacao che determini quanto le donne siano penalizzate. Tale valutazione riguarderà, per entrambe le aziende, la Costa d’Avorio, il maggior paese di produzione del cacao, e sarà effettuata entro il prossimo anno.

Negli anni successivi saranno condotte valutazioni anche in altri paesi; 2) A seguito dei risultati della valutazione, Nestlé e Mars si impegnano, entro un anno, a sviluppare ed attuare uno specifico piano d’azione per lottare contro la povertà. Oxfam chiede che tale piano porti al miglioramento della vita delle donne e a politiche e pratiche d’azienda che promuovano il rafforzamento delle donne nella filiera; 3) Nestlè e Mars si impegnano a sottoscrivere i Principi ONU sull’Empowerment delle Donne, impegnandosi a un tangibile rafforzamento delle posizioni delle donne nell’intero ciclo di produzione e a controllare l’effettivo rispetto dell’eguaglianza di genere; 4) Mars e Nestlè, si impegneranno, in collaborazione con altri influenti attori dell’industria del cacao, a sviluppare programmi di settore sull’ineguaglianza di genere, lavorando anche con istituzioni quali la World Cocoa Foundation.

Ulteriori dettagli dell’operazione Nestlé e Mars

“Aspettiamo ora che anche Mondelez assuma un impegno contro fame e povertà. Le donne impiegate nella filiera della multinazionale sono pagate meno degli uomini e subiscono discriminazioni. E’ ora che i vertici di Mondelez si chiedano se abbia un senso lasciare ai diretti concorrenti la leadership del cambiamento, o se i consumatori, sempre più consapevoli, non finiranno per premiare aziende più responsabili. Oxfam continuerà a fare pressione, affinché chi produce il cioccolato Milka “osi essere tenero”, in primo luogo verso le persone che producono il cioccolato così amato in tutto il mondo.”

Fonte: La Repubblica

Veste nuova per i siti www.eraclea.it e www.whittingtontea.com

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Eraclea e Whittington

MILANO – Eraclea e Whittington, i marchi leader della cioccolata e del tea nel canale bar, affrontano l’anno nuovo con due siti web completamente rinnovati nella veste grafica e nell’articolazione dei contenuti, per una navigazione più agile e accessibile e un contatto sempre più snello e veloce con i Clienti. Da sempre la presenza accanto al Cliente è un must per questi marchi, che fanno della completezza del servizio e della prontezza di risposta un naturale completamento dell’altissima qualità dei prodotti offerti. Il web è ormai uno strumento imprescindibile di contatto e comunicazione con i Clienti. Così, particolare attenzione, è stata posta nel facilitare il contatto attraverso il web. È dunque più semplice contattare l’Azienda, sia in Italia che all’estero, attraverso l’elenco completo dei distributori e della rete vendita.

Il nuovo layout enfatizza la qualità dei prodotti, il must fondamentale di Eraclea e Whttington

Che rappresentano rispettivamente la cioccolata cremosa all’italiana, quella densa che si degusta al cucchiaio, e la tradizione anglosassone del tea. Le immagini e la grafica mettono dunque al centro il prodotto, evidenziando la bellezza e ricchezza di suggestioni che Eraclea e Whittington propongono attorno ad ogni prodotto: non solo la bellezza delle preparazioni, che anche visivamente sono in grado di trasmettere l’alta qualità, ma anche la ricchezza delle sensazioni stimolate dai materiali di servizio sempre raffinati ed eleganti.

Eraclea e Whittington non offrono semplici prodotti

Ma vere e proprie esperienze di gusto che invadono i sensi a 360 gradi. Il restyling dei siti web cerca di trasmettere queste stesse sensazioni. Per un viaggio agile e rapido nell’universo dei prodotti Eraclea e Whittington, è stata potenziata la funzione di ricerca all’interno del sito. Eleganza dell’immagine e riconoscibilità dei marchi sono oggi in posizione dominante su ogni pagina.

Allo studio un contratto futures per i caffè di alta qualità Arabica e Robusta

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metodo crisi caffè coffea arabica varietà
Un arbusto di coffea arabica

MILANO – Un contratto futures per i caffè di qualità, sia arabica che robusta, per aiutare gli operatori a coprire l’ulteriore rischio di volatilità sostenuto. L’idea è tornata alla ribalta in questi giorni, rilanciata da alcuni media internazionali, dopo che se ne è discusso durante la recente convention annuale della National coffee association, la storica associazione americana fondata nel 1911.

Contratto futures: un apposito gruppo di lavoro costituito dalla Nca sta lavorando, da circa un anno a questa parte, al progetto

Che potrebbe contemplare (questa almeno una delle proposte avanzate) 3 nuovi contratti per i caffè provenienti da Brasile, Colombia e Vietnam. “Se l’operazione vedrà la luce ci saranno vantaggi per tutti – ha dichiarato Oscar Schaps, responsabile per le soft commodity di Intl FCStone, il trader di Miami che redige i report sulle borse di Londra e New York che proponiamo ogni giorno ai nostri abbonati – La trasparenza ne risulterebbe enormemente migliorata”.

“Il rischio associato all’acquisto di caffè di alta qualità è un elemento ulteriore che contribuisce a mandare in fibrillazione i mercati” ha aggiunto Schaps, che è uno dei membri del gruppo di lavoro. I dettagli del contratto futures devono ancora essere definiti. Secondo indiscrezioni trapelate dalla Nca, la dimensione del contratto potrebbe essere indicativamente di 20mila libbre (poco più di 9 tonn) contro le 37.500 del contratto “C”: una scelta motivata dal maggior valore del caffè negoziato, ma anche dalla volontà di attrarre gli operatori più piccoli.

Il contratto futures sarebbe cash settled

Non contemplerebbe cioè la consegna fisica a scadenza, bensì il regolamento attraverso compensazioni in denaro. A fini della strutturazione del contratto, il working group sta attualmente monitorando il mercato del fisico raccogliendo i dati sui differenziali di prezzo relativi a una serie di origini pregiate (in particolare sono stati citati Brasile 2/3, “Usual Good Quality” Colombian Excelso e Vietnam grado 1 robusta). Un’operazione complessa per la quale il gruppo ha chiesto la collaborazione dei commercianti crudisti. Rimane da vedere, tuttavia, se questi ultimi saranno disposti a contribuire fornendo informazioni riservate di cui sono chiaramente molto gelosi.

Un’altra componente del gruppo di lavoro, Kellee James, ceo di Mercaris, ha sottolineato come tale collaborazione sarà essenziale ai fini della credibilità e del successo dell’operazione (“Non funzionerà se noi, come industria, non collaboreremo”).

James ha inoltre tenuto a precisare che i dati forniti dai crudisti verranno mantenuti confidenziali e che saranno divulgati esclusivamente in forma aggregata. Al di là degli scetticismi e delle perplessità, gli operatori del settore si sono espressi favorevolmente sulla nascita di questi nuovi contratti, che fornirebbero uno strumento di hedging focalizzato sui fondamentali di un singolo paese (o gruppo di paesi) piuttosto che sul rapporto domanda-offerta su scala globale.

Ma la strada da percorrere è ancora lunga

Servirà almeno un anno, secondo gli addetti ai lavori, perché si possa arrivare a una proposta concreta. Dopo di che, si cercherà una piattaforma borsistica per il contratto: il supporto potrebbe arrivare dallo stesso Ice Futures US, ma non si escludono nemmeno altre piazze, come ad esempio il CME di Chicago

D.E. Master Blenders 1753: titolo alle stelle dopo l’annuncio di giovedì

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D.E. Master Blenders 1753 Joh. A. Benckiser
Il logo DE Master Blender

MILANO – Bocche cucite, nei rispettivi quartier generali, dopo l’annuncio di giovedì dell’offerta pubblica d’acquisto lanciata da Joh. A. Benckiser (Jab) sul gruppo olandese del caffè e del tè D.E. Master Blenders 1753 NV. Quest’ultima ha diramato giovedì pomeriggio un comunicato stampa ufficiale nel quale ha reso nota l’offerta non vincolante di Jab per un prezzo di 12,75 euro per azione annunciando di avere autorizzato la due diligence nei libri contabili, che è attualmente in corso.

D.E. Master Blenders 1753 in un momento cruciale

“Al momento è incerto se le trattative con Jab potranno sfociare in un accordo condizionale su una potenziale offerta pubblica sulla totalità delle azioni ordinarie di D.E. Master Blenders 1753 da parte di Jab e, in caso affermativo, a quale prezzo e quali condizioni – si legge nel comunicato del gruppo olandese. “Coerentemente con il proprio mandato, il Board di Master Blenders sta esaminando attentamente la proposta non vincolante di Jab” prosegue la nota aggiungendo che ulteriori annunci verranno fatti se e quando sarà opportuno.

Titolo alle stelle

Il prezzo per azione offerto da Jab è maggiore del 33% rispetto alla quotazione del titolo alla borsa di Amsterdam alla chiusura di mercoledì scorso ed è pari al 59% in più del prezzo iniziale di 8 euro per azione. Dopo l’annuncio, il titolo di Master Blenders è volato alle stelle guadagnando oltre il 25% nella riunione di giovedì, per poi ripiegare marginalmente in quella di venerdì.

Complessivamente, l’offerta messa sul piatto è pari a circa 16 volte il rapporto Ev/Ebitda previsto per quest’anno. A titolo di raffronto, il valore di tale indice è stato di 14,6 nell’operazione che ha portato all’acquisizione di H.J.Heinz (il famoso produttore di ketchup) da parte della 3G Capital di Jorge Paulo Lemann e della Berkshire Hathaway di Warren Buffett, indicata come uno dei “deal” più importanti di quest’anno.

Il prezzo suddetto è stimato inoltre in misura pari a 29 volte gli utili, affermano ancora gli analisti: leggermente di meno rispetto a quanto pagato da Jab in terra americana per l’acquisizione della californiana Peet’s Coffee (40 volte) e per la catena di Minneapolis Caribou Coffee (42 volte). La famiglia Reimann Joh A Benckiser è la holding della famiglia Reimann compartecipata in quote paritarie da Renate Reimann-Haas (61 anni), Wolfgang Reimann (60 anni), Stefan Reimann-Andersen (49 anni) e Matthias Reimann-Andersen (48 anni), tutti figli adottivi del patriarca Albert Reimann, morto nel 1976 all’età di 102 anni.

L’asset più importante è rappresentato dal 10,5% del pacchetto di Reckitt Benckiser Group Plc – il colosso nato nel dicembre 1999 dalla fusione della britannica Reckitt & Colman e della tedesco-olandese Benckiser – tra i leader mondiali nel settore dei prodotti di consumo per la salute e l’igiene della casa e della persona, proprietario di uno sconfinato portfolio di brands, tra i quali possiamo ricordare Air Wick, Cillit Bang, Clearasil, Durex, Dr. Scholl, Napisan, Nurofen, Vanish, Woolite, nonché lo storico marchio italiano Mira Lanza (a Mira, in provincia di Venezia, opera anche un centro Ricerche Sviluppo di Reckitt Benckiser).

Labelux rappresenta gli interessi di Jab nel settore del lusso. Fondata nel 2007 vanta in portafoglio marchi del calibro di Bally (calzature), Belstaff (abbigliamento maschile, calzature e pelletteria), Jimmy Choo (calzature e pelletteria). Jab controlla anche Coty, il gigante mondiale della cosmesi (numero uno in termini di volumi venduti), che commercializza i profumi di star del calibro di Lady Gaga, Beyoncé e Jennifer Lopez, nonché quelli a marchio Calvin Klein. Il business di Coty potrebbe superare i 7 miliardi di fatturato di qui al 2015.

Come Warren Buffett Ma cosa spinge la holding della famiglia Reinmann a investire 6,4 miliardi per l’acquisto di D.E. Master Blenders 1753?

Qual è la ratio di questo investimento? Se lo chiede il blog del quotidiano economica francese Les Echos. E guarda caso, il primo nome che ricorre in un commento a firma di David Barroux è proprio quello del già citato Warren Buffett. Anche i Reimann lasciano che le aziende acquisite agiscano in modo indipendente; non riuniscono tutti gli asset sotto lo stesso tetto. Hanno un piede nella chimica, un altro nella cosmesi e ora cercano di costruire un impero nel caffè. E analogamente all’ottuagenario magnate americano – osserva Barroux – investono anche in prodotti di largo consumo. Come appunto le salsette Heinz nel caso di Buffett e alcuni tra i più popolari marchi di caffè del mondo nel caso dei Reimann.

L’idea è quella di andare sul sicuro. Perché anche in tempo di crisi i consumatori dei paesi ricchi continueranno a bere caffè (soprattutto a casa), a lucidarsi le scarpe o comprare i prodotti essenziali per la cura del corpo. E nei paesi emergenti, il mercato per questi prodotti sarà in costante espansione nei prossimi decenni, grazie all’allargarsi del ceto medio. Ipotesi e illazioni Intanto, la fantasia degli analisti galoppa. Alcuni arrivano a ipotizzare persino un megascambio di asset tra i Reimann e un’altra dynasty teutonica: la famiglia Herz, proprietaria di Tchibo GmbH, il quinto torrefattore mondiale, oltre che il numero uno indiscusso in Germania. Attraverso la holding Maxingvest AG, gli Herz detengono infatti il pacchetto di maggioranza di Beiersdorf, un altro gigante mondiale della cosmesi di consumo, con marchi universalmente noti come Labello o Nivea. Secondo lo scenario delineato da alcuni specialisti – Pablo Zuanic di Liberum Capital e Pierre Tegner di Natixis, ad esempio – Jab potrebbe acquisire Tchibo cedendo in cambio a Maxingvest AG una quota significativa di Coty.

Un’operazione di questo genere consentirebbe alle due famiglie di focalizzare maggiormente i rispettivi core business

i Reimann nel caffè e gli Herz nei cosmetici. Fantafinanza Uno scenario intrigante – secondo Jonny Forsyth, analista di Mintel. Il matrimonio tra Tchibo e Master Blenders farebbe nascere un colosso che controllerebbe l’8,3% del mercato globale del caffè. In Europa occidentale, la share crescerebbe al 13,2% non lontano dal 15,4% detenuto da Mondelez.

E non a caso, l’ex ceo di Master Blenders Jan Bennink aveva indicato come obiettivo di lungo termine al momento dello spin off la conquista di quote significative di mercato, con l’ambizione di diventare un giorno il secondo player mondiale alle spalle di Nestlé. Siamo naturalmente nel campo delle illazioni, della fantafinanza, che ricorda tanto il fantacalcio o il fantascudetto. E mentre i diretti interessati declinano ogni commento, altri analisti – come ad esempio Eamonn Ferry, di Exane BNP Paribas – definiscono l’ipotesi fantasiosa e improbabile. Intanto bisogna vedere, innanzitutto, se l’offerta di Jab, che già controlla il 15% di Master Blenders, andrà a buon fine. Vedremmo.

Gruppo Cimbali, Mumac sbarca a Hotelex per raccontare la storia dell’espresso

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macchine del caffè

MILANO – La storia dell’espresso italiano svelata in Cina. Succede fino a domani all’Hotelex di Shanghai, una delle più importanti fiere a livello mondiale dell’ospitalità e della ristorazione e la prima in Cina con i suoi 130.000 metri quadrati di superficie: gli organizzatori della rassegna hanno invitato il Mumac, il museo delle macchine per il caffè di Binasco (Milano), a partecipare con uno stand che racconti, sintetizzandola, la missione della mostra da poco inaugurato.

Mumac: lo stand è stato concepito con l’obiettivo di offrire ai visitatori un breve, ma esaustivo excursus sulla storia della macchina per caffè espresso

Dai modelli degli albori fino ad oggi. Questo per mostrare l’evoluzione di questi oggetti, apprezzabile sia sotto il profilo tecnico, sia sotto quello estetico, percepibile attraverso l’influenza esercitata dalle grandi correnti stilistiche del ‘900 sui designer delle macchine stesse. Il risultato ottenuto è una mediazione tra le atmosfere evocative del passato e le certezze avveniristiche del presente, queste ultime ben rappresentate dall’ologramma della nuova ammiraglia di casa Cimbali: la M100.

“Si tratta di un’interessante operazione di valorizzazione culturale, che si inserisce in un contesto espositivo in grado di cogliere le nuove dinamiche e i nuovi trend economici. In questa iniziativa si può leggere chiaramente uno degli obiettivi primari del Mumac ovvero rappresentare una tutela del patrimonio Italiano in questo settore, un centro di memoria e di conoscenze che si propone come stimolo per importanti percorsi di innovazione e di sviluppo” – ha detto Roberto Forestan, responsabile marketing del Gruppo Cimbali che ha organizzato la trasferta del MUMAC. HOTELEX – EXPO COFFEE & TEA 2013 01-03/04/2013 HALL E7 – 7A 31

Il Nescafè, primo caffè solubile, ha compiuto 75 anni

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Nescafé caffè solubile
Il classico mug Nescafé

MILANO – Il primo aprile, Nescafé ha compiuto 75 anni. Pensate: in origine nacque come soluzione per risolvere il problema del caffè invenduto in Brasile. Dopo una serie di problemi per la messa a punto della tecnica di produzione, modificata diverse volte, oggi una tra le bevande più bevute al mondo e vengono consumate oltre 5.500 tazze di caffè solubile Nescafé al secondo, in diverse varietà e in base ai diversi gusti e preferenze delle persone di tutto il mondo. “Festeggiamo la grande storia e tradizione di Nescafé, il primo caffè istantaneo al mondo che è riuscito a mantenere il suo caratteristico aroma nel tempo.

Nescafé negli ultimi 75 anni da semplice caffè in lattina si è evoluto fino a diventare una gamma completa di prodotti e sistemi”, ha detto nell’occasione Carsten Fredholm

Il responsabile della Beverage Strategic Business Unit Nestlé. “Nescafé è presente in oltre 180 paesi e abbiamo l’obiettivo di crescere ulteriormente, in qualità di leader della categoria delle bevande a base di caffè,” ha aggiunto il manager. Innovazione fin dagli inizi Nel 1929, venne sottoposta all’attenzione di Louis Dapples – Presidente Nestlé dell’epoca – un’interessante questione dalla Banque Française et Italienne pour l’Amérique du Sud, dove aveva lavorato in precedenza. Nei primi anni ‘30 dopo il crollo del martedì nero di Wall Street e dei prezzi del caffè, la Banca si ritrovò a dover fronteggiare un’eccedenza di produzione di caffè rimasta invenduta nei suoi magazzini in Brasile. Venne così chiesta a Nestlé una soluzione per poter convertire questo caffè in ‘cubetti di caffè solubile’ da poter vendere poi ai consumatori.

Il chimico Max Morgenthaler collaborò con l’azienda per aiutare i ricercatori a trovare una soluzione

Dopo tre anni di ricerche scoprirono che il caffelatte – ossia il caffè con latte e zucchero – poteva essere convertito in polvere e conservare così il suo aroma a lungo. Ma la polvere non era facilmente solubile e il latte e lo zucchero ponevano problemi a livello di produzione. Il dottor Morgenthaler scoprì, tuttavia, che il gusto e l’aroma del caffè si preservavano meglio nel caffè con latte dolcificato rispetto al caffè con latte non dolcificato.

Scoprì, inoltre, che il caffè si manteneva più a lungo dopo essere stato esposto a temperatura e pressione elevate. Il chimico concluse, quindi, che il segreto per preservare l’aroma del caffè risiedeva nel creare un caffè solubile con un quantitativo sufficiente di carboidrati. Si trattava di una soluzione nuova e totalmente opposta alle convinzioni iniziali. Un anno dopo utilizzò una tecnica specifica per produrre una polvere con queste caratteristiche e la presentò ai membri del Consiglio Esecutivo di Nestlé e ai direttori tecnici come caffè solubile da bere.

Due anni dopo, il 1 aprile del 1938, venne lanciato in Svizzera il caffè solubile con il nome di Nescafé

Lo stabilimento era ad Orbe dove Nestlé organizzò una linea di produzione su larga scala per estrarre il caffè liquido ed essiccarlo tramite il metodo ‘spray drying’. Due anni dopo Nescafé era già presente in 30 Paesi di tutto il mondo. Ma il grande successo e l’avvio della produzione in larga scala avvenne in coincidenza con la secondo guerra mondiale. Accadde che i vertici della filiale Usa della multinazionale elvetica riuscirono a convincere l’esercito americano ad inserire il caffè solubile nella famosa razione K che veniva fornite alle truppe impegnate nelle operazioni belliche.

Nel 1952 lo stabilimento Nescafé di St Menet, Francia, introdusse un’importante innovazione: un prodotto che non aveva bisogno dell’aggiunta di carboidrati. Nel corso degli anni ‘60, il prodotto venne rilanciato in Europa e Giappone e presentato in nuove confezioni in vetro per preservarne la freschezza. Nel 1965 il marchio presentò un’altra novità: Nescafé Gold Blend, il caffè solubile ottenuto tramite il metodo freeze-drying. Nel corso dei decenni Nescafé ha rivisitato la sua ricetta del caffè solubile creando altre varietà: Nescafé Decaffeinato, Nescafé Gold Espresso (Nescafé Gran Aroma), Nescafé Frappé, Nescafé Cappuccino e Nescafé XPress.

Per migliorare la consistenza della schiuma del latte, negli anni ‘90 i ricercatori svilupparono una soluzione brevettata in grado di autoprodurre schiuma che viene ora utilizzata in Nescafé Cappuccino. La stessa tecnologia è stata utilizzata negli ultimi anni per lo sviluppo di Nescafé Nestlé ha voluto spingersi ancora oltre e nel 2006 ha lanciato Nescafé Dolce Gusto in Svizzera, Germania e Regno Unito, e un anno dopo, in Italia e in Spagna. La macchina da caffè per un “caffè come al bar in casa” può preparare bevande sia calde che fredde. Le capsule di Nescafé, Nestea e Nesquik sono disponibili per cinque tipologie di macchine, incluse Melody, Circolo, Piccolo, Fontana e Creativa. Anche Nestlé Professional, la divisione Nestlé che opera nel settore out of home, è una grande fonte di innovazione per Nescafé, offrendo 3 sistemi per bevande calde come Nescafé Alegria, Nescafé Milano e Viaggi, by Nescafé. Secondo il produttore questi sistemi sono ora installati in 400.000 aree di consumo in tutto il mondo, con 175 tazze servite ogni secondo. L’ultima di queste innovazioni, la macchina Nescafé Milano Lounge, è progettata per consentire a un ampio numero di operatori della ristorazione di competere nella categoria, in rapida crescita, della distribuzione self-service delle bevande a base di caffè. Nel 2012 viene lanciato anche in Europa con il nome di Nescafé Alegria per il mercato delle piccole aziende. Fa parte di Nestlé Professional, l’attività di Nestlé che fornisce soluzioni alimentari al mercato dell’Out of home (bar, ristoranti ecc).

Il Nescafè, primo caffè solubile, ha compiuto ieri 75 anni. Nacque come soluzione per risolvere il problema dell’invenduto brasiliano

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Nescafé
Tra le promozioni prevista da Nescafé per MilanoCaffè, la tazza

MILANO – Ieri, primo aprile, Nescafè ha compiuto 75 anni. Pensate: in origine nacque come soluzione per risolvere il problema del caffè invenduto in Brasile.

Nscafè, un po’ di storia

Dopo una serie di problemi per la messa a punto della tecnica di produzione, modificata diverse volte. Oggi una tra le bevande più bevute al mondo e vengono consumate oltre 5.500 tazze di caffè solubile Nescafé al secondo. In diverse varietà e in base ai diversi gusti e preferenze delle persone di tutto il mondo.

“Festeggiamo la grande storia e tradizione di Nescafé. Il primo caffè istantaneo al mondo che è riuscito a mantenere il suo caratteristico aroma nel tempo.

Negli ultimi 75 anni da semplice caffè in lattina si è evoluto fino a diventare una gamma completa di prodotti e sistemi”. Così ha detto nell’occasione Carsten Fredholm; Responsabile della Beverage Strategic Business Unit Nestlé.

“Nescafé è presente in oltre 180 paesi e abbiamo l’obiettivo di crescere ulteriormente. In qualità di leader della categoria delle bevande a base di caffè,” ha aggiunto il manager.

Innovazione fin dagli inizi Nel 1929

Venne sottoposta all’attenzione di Louis Dapples – Presidente Nestlé dell’epoca – un’interessante questione dalla Banque Française et Italienne pour l’Amérique du Sud. Dove aveva già lavorato in precedenza.

Nei primi anni ‘30 dopo il crollo del martedì nero di Wall Street e dei prezzi del caffè

La Banca si ritrovò quindi a dover fronteggiare un’eccedenza di produzione di caffè rimasta invenduta nei suoi magazzini in Brasile.

Venne così chiesta a Nestlé una soluzione per poter convertire questo caffè in ‘cubetti di caffè solubile’. Da poter vendere poi ai consumatori.

Il chimico Max Morgenthaler collaborò con l’azienda per aiutare i ricercatori a trovare una soluzione.

Dopo tre anni di ricerche scoprirono che il caffelatte – ossia il caffè con latte e zucchero – poteva essere convertito in polvere. E poi conservare così il suo aroma a lungo.

Ma la polvere non era facilmente solubile e il latte e lo zucchero ponevano problemi a livello di produzione

Il dottor Morgenthaler scoprì, tuttavia, che il gusto e l’aroma del caffè si preservavano meglio nel caffè con latte dolcificato rispetto al caffè con latte non dolcificato.

Scoprì, inoltre, che il caffè si manteneva più a lungo dopo essere stato esposto a temperatura e pressione elevate.

Il chimico concluse, quindi, che il segreto per preservare l’aroma del caffè risiedeva nel creare un caffè solubile con un quantitativo sufficiente di carboidrati.

Si trattava di una soluzione nuova e totalmente opposta alle convinzioni iniziali.

Un anno dopo utilizzò una tecnica specifica per produrre una polvere con queste caratteristiche. Poi la presentò ai membri del Consiglio Esecutivo di Nestlé e ai direttori tecnici come caffè solubile da bere.

Due anni dopo, il 1 aprile del 1938, venne lanciato in Svizzera il caffè solubile con il nome di Nescafé

Lo stabilimento era ad Orbe dove Nestlé organizzò una linea di produzione su larga scala per estrarre il caffè liquido ed essiccarlo tramite il metodo ‘spray drying’.

Due anni dopo Nescafé era già presente in 30 Paesi di tutto il mondo. Ma il grande successo e l’avvio della produzione in larga scala avvenne in coincidenza con la secondo guerra mondiale.

Accadde che i vertici della filiale Usa della multinazionale elvetica riuscirono a convincere l’esercito americano ad inserire il caffè solubile nella famosa razione K. Ovvero quella che veniva fornite alle truppe impegnate nelle operazioni belliche.

Nel 1952 lo stabilimento Nescafé di St Menet, Francia, introdusse un’importante innovazione: un prodotto che non aveva bisogno dell’aggiunta di carboidrati.

Nel corso degli anni ‘60

Il prodotto venne rilanciato in Europa e Giappone e presentato in nuove confezioni in vetro per preservarne la freschezza.

Nel 1965 il marchio presentò un’altra novità: Nescafé Gold Blend, il caffè solubile ottenuto tramite il metodo freeze-drying.

Nel corso dei decenni Nescafé ha rivisitato la sua ricetta del caffè solubile creando altre varietà

Nescafé Decaffeinato, Nescafé Gold Espresso (Nescafé Gran Aroma), Nescafé Frappé; Nescafé Cappuccino e Nescafé XPress.

Per migliorare la consistenza della schiuma del latte, negli anni ‘90 i ricercatori svilupparono una soluzione brevettata in grado di autoprodurre schiuma che viene ora utilizzata in Nescafé Cappuccino.

La stessa tecnologia è stata utilizzata negli ultimi anni per lo sviluppo di Nescafé Nestlé ha voluto spingersi ancora oltre. Quindi, nel 2006 ha lanciato Nescafé Dolce Gusto in Svizzera, Germania e Regno Unito; un anno dopo, in Italia e in Spagna.

La macchina da caffè per un “caffè come al bar in casa” può preparare bevande sia calde che fredde. Le capsule di Nescafé, Nestea e Nesquik sono disponibili per cinque tipologie di macchine. Incluse Melody, Circolo, Piccolo, Fontana e Creativa.

Nestlé Professional, la divisione Nestlé che opera nel settore out of home

E’ una grande fonte di innovazione per Nescafé, offrendo 3 sistemi per bevande calde. Come Nescafé Alegria, Nescafé Milano e Viaggi, by Nescafé.

Secondo il produttore questi sistemi sono ora installati in 400.000 aree di consumo in tutto il mondo, con 175 tazze servite ogni secondo.

L’ultima di queste innovazioni, la macchina Nescafé Milano Lounge, è progettata per consentire a un ampio numero di operatori della ristorazione di competere nella categoria, in rapida crescita, della distribuzione self-service delle bevande a base di caffè.

Nel 2012 viene lanciato anche in Europa

Con il nome di Nescafé Alegria per il mercato delle piccole aziende. Fa parte di Nestlé Professional, l’attività di Nestlé che fornisce soluzioni alimentari al mercato dell’Out of home (bar, ristoranti ecc).