sabato 17 Gennaio 2026
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Ico: Indicatore in ulteriore flessione per effetto del calo dei Robusta

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MILANO – Prosegue il declino dei prezzi del caffè. Secondo il report mensile dell’Ico, diffuso nel pomeriggio di ieri, la media mensile dell’indicatore composto è scivolata ad aprile di un ulteriore 1,4% scendendo al valore di 129,55 centesimi per libbra: il livello più basso da maggio 2010. Al calo hanno contribuito questa volta soprattutto i robusta. L’indicatore giornaliero è partito da un valore di 131,04 centesimi il 1° aprile e ha toccato un primo picco di 131,83 centesimi il giorno 5. Per circa una decina di giorni, l’indice si è mosso entro una banda di oscillazione limitata, in area 128-129 centesimi.

Ico, cosa segnala il report

A metà mese il rimbalzo, con la risalita in area 130 centesimi e il raggiungimento del massimo mensile di 133 centesimi alla fine della seconda decade. Nella terza, l’andamento è stato quasi costantemente al ribasso. Il minimo mensile è stato rilevato il 29 aprile con il valore di 126,42 centesimi. Aprile segna comunque la fine della vistosa caduta dei prezzi degli arabica, che aveva caratterizzato il primo trimestre 2013. Se brasiliani naturali (-0,7%) e New York (-1,1%) segnano infatti una modesta flessione, la media mensile degli altri dolci rimane pressoché invariata e quella dei colombiani dolci guadagna marginalmente (+0,1%).

Arretrano invece i robusta, che segnano la prima variazione negativa su base mensile dall’inizio dell’anno solare perdendo il 4,3%. Scivola in modo analogo (-4,2%) l’indicatore di Londra, che si attesta a 93,15 centesimi per libbra. Colombiani dolci e altri dolci hanno toccato il mese scorso i loro livelli minimi rispettivamente da aprile e settembre del 2009. I brasiliani naturali sono scesi questo mese ai loro minimi da maggio 2010.

L’arbitraggio New York-Londra si è incrementato per la prima volta da gennaio di quest’anno

In primo piano nel report di questo mese i dati dell’export a consuntivo del primo semestre 2012/13. Nonostante la flessione del 3,9% subita a marzo, il totale delle esportazioni dei paesi membri dell’Ico segna sui 6 mesi un rilevante passo in avanti (+7%) raggiungendo il volume record di 56,1 milioni di sacchi, che proiettato su base annua, considerando gli ultimi 12 mesi disponibili (aprile 2012.marzo 2013), dà un volume complessivo di 113.153.005 sacchi, pari all’8,6% in più rispetto ai volumi imbarcati nei 12 mesi immediatamente precedenti.

Leggendo più da vicino i dati Ico disaggregati osserviamo che crescono robusta (+15%), colombiani dolci (+12%) e brasiliani naturali (+8,2%), mentre arretrano soltanto gli altri dolci (-8,3%)

Su base geografica, crescono i volumi di Africa (+30,2%), Asia&Oceania (+13,9%) e Messico&America centrale (+4,9% nonostante il propagarsi dell’epidemia di ruggine del caffè). Solo il sud America evidenzia una variazione negativa del 2%. L’export dell’Africa raggiunge i livelli massimi degli ultimi 10 anni, per una share che risale al 9,7% del totale dei paesi membri. Uganda ed Etiopia si confermano i due principali esportatori. Ma il dato più significativo è a nostro avviso quello della Tanzania, con un volume pressoché doppio (+99,4%) rispetto a quello del primo semestre 2011/12.

La quota sul totale dell’export di Asia&Oceania passa dal 34,5 al 36,8%, con Vietnam (+9,5%) e Indonesia (+71,4%) in grande evidenza, mentre risultano in calo le esportazioni dall’India (-7,4%). Cala marginalmente la share di Messico&America centrale, area dalla quale proviene il 13,2% delle esportazioni. In termini assoluti gli imbarchi crescono del 4,9%, con l’Honduras attestato su livelli analoghi a quelli dell’anno passato, il Messico in forte crescita (+18,9%) e il Guatemala in calo (-3,5%).

In flessione anche il sud America, che ha contribuito al 40,4% dell’export totale, contro il 44,1% del 2011/12. Il calo va imputato principalmente al Perù, le cui esportazioni diminuiscono di quasi un terzo, mentre si ha un incremento nei volumi di Brasile (+0,8%) e Colombia (+7,6%).

L’Ico conferma la stima sulla produzione mondiale di 144,7 milioni di sacchi. Il report non fornisce dati disaggregati per paese limitandosi a dire che i raccolti saranno in forte crescita in Africa (+16,9%), Asia&Oceania (+8,3%) e sud America (+11%), mentre è ipotizzabile sin d’ora un calo consistente (-15,2%) della produzione di Messico&America centrale. Concludiamo segnalando che ha fatto capolino – sulla prima pagina del report – il logo del cinquantenario dell’Organizzazione, che verrà celebrato ufficialmente in occasione della 111a sessione del Consiglio Internazionale del Caffè, in programma dal 9 al 13 settembre a Belo Horizonte, capitale del Minas Gerais, il più importante stato produttore del Brasile. Per leggere subito l’originale con tutte le tabelle http://www.comunicaffe.com/files/coffee_market_report_april_2013.pdf

Sigep presentato a Milano il classico appuntamento che si svolge alla Fiera di Rimini

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sigep 2013

MILANO – E’ stata presentata a Milano la 35a edizione di Sigep, il salone internazionale della gelateria, pasticceria e panificazione artigianali leader al mondo, in programma dal 18 al 22 gennaio 2014 a Rimini Fiera. A otto mesi dalla fiera, oltre il 50% degli spazi espositivi sono stati confermati, un dato che migliora sensibilmente quello di dodici mesi fa nello stesso periodo. In conferenza stampa il presidente di Rimini Fiera Lorenzo Cagnoni e il direttore di business unit Patrizia Cecchi hanno delineato una prospettiva strategica innovativa, sviluppata dall’attenta analisi delle necessità degli operatori, che nelle giornate di fiera concentrano gran parte della loro promozione annuale internazionale.

Sigep il lancio milanese

Fulcro di questa nuova concezione fieristica è Sistema Sigep, una piattaforma permanente per l’internazionalizzazione delle imprese del dolciario artigianale verso tutti i Paesi che nel mondo manifestano segnali di interesse per quello che è diventato uno dei prodotti simbolo del made in Italy. Nel concreto, lo strumento mette a disposizione dei clienti una serie di servizi e soluzioni. Saranno organizzati workshop formativi, forme di assistenza e desk internazionali per accompagnare il processo di internazionalizzazione. Servizi anche per l’individuazione delle location: segnalazione e ricerca, analisi, negoziazione dei contratti di locazione, piattaforma market place per l’incontro di domanda e offerta. Fra gli strumenti, spazio a quelli finanziari con momenti di formazione e “customizzazione” dei prodotti finanziari.

Sistema gelato – Servizi per la filiera del gelato – una divisione di Sistema Leader Srl che opera in ambito nazionale ed internazionale a supporto delle principali realtà imprenditoriali legate al mondo della gelateria, nonché la prima società in Italia con un business model orientato a soddisfare le esigenze della filiera del gelato. “Rimini Fiera – dice il presidente Cagnoni – si pone quale partner strategico per programmi di sviluppo, con l’obiettivo di fornire servizi e soluzioni innovative, supportare la globalizzazione della filiera, diventare riferimento per gli operatori ed investitori”.

Sigep in tutto il mondo

E’ quindi sul fronte dell’internazionalità che Sigep ha concentrato gli investimenti per assecondare la via maestra dello sviluppo del business delle imprese. “Sono stati triplicati gli investimenti in promozione – spiega Patrizia Cecchi – grazie all’implementazione della rete di collaboratori nei cinque continenti. Lo scopo è quello di garantire una presenza di buyer internazionali senza precedenti, oltre che una partecipazione di visitatori esteri in ulteriore progresso”.

Infatti, nelle ultime 5 edizioni si è passati dai 92.732 visitatori professionali totali del 2009 ai 144.803 del gennaio scorso. Un progresso impetuoso che riguarda anche la componente estera: gli operatori internazionali erano 16.109 nel 2009, sono stati 26.247 nell’ultima edizione. E’ stato anche programmato un calendario di presenze ai grandi appuntamenti mondiali, un road show con tappe a Lione, Dubai, Mosca (già effettuate) e a breve a Hong Kong (per sondare al meglio tutte le potenzialità di mercati ricchi e dinamici come quelli del Sud Est Asiatico e dell’Area ASEAN), a Melbourne e Las Vegas.

In questa direzione va l’investimento che riguarda Gelato World Tour

L’evento itinerante di promozione del gelato artigianale (con tutta la filiera coinvolta) promosso da Sigep insieme a Carpigiani che ha appena tenuto a Roma la tappa inaugurale. Sintesi delle relazioni internazionali è il Progetto Top Buyer da 5 Continenti. E’ la piattaforma in sei lingue che garantisce l’opportunità di confrontare domanda ed offerta per approdare, secondo un calendario redatto prima della manifestazione, ad un programma di business meeting fra interlocutori professionali di tutto il mondo.

Nel 2014 World of Coffee a Rimini Fiera

Nel corso della conferenza stampa il Presidente Lorenzo Cagnoni ha ufficializzato lo svolgimento a Rimini Fiera nel giugno 2014 di World of Coffee. Si tratta della più importante manifestazione internazionale del caffè, itinerante, organizzata in Europa da Scae. Nell’ambito del World of Coffee si terrà anche il World Barista Championship, quest’anno in programma a Melbourne dal 23 al 26 maggio. Un riconoscimento eccezionale, un evento che attirerà l’attenzione degli operatori di tutto il mondo intorno a una competizione che esalta la professionalità dei partecipanti. A.B.TECH EXPO Confermato l’anticipo al 2015 (17-21 gennaio) della prossima edizione di A.B.TECH EXPO, con l’aggiornamento del programma triennale inizialmente previsto.

La seguente edizione sarà nel 2017. La decisione segue la soddisfazione degli operatori della filiera dell’arte bianca, che hanno potuto sperimentare concretamente l’accostamento fra la genialità artigianale con il primato industriale che le imprese del made in Italy rappresentano insieme ai principali marchi europei, col risultato di associarle in una perfetta integrazione.

I grandi eventi di Sigep 2014

Per il 2014, Sigep ha voluto creare la “Times Square” del dolce artigianale. Come sulla famosa piazza newyorkese, l’area creata tra i padiglioni D7 e B7 diventerà un enorme crocevia all’insegna dell’internazionalità e delle performance dei grandi maestri mondiali, un palcoscenico in diretta streaming collegato con tutto il mondo. Fra gli altri, sono in programma l’attesissima Coppa del Mondo della Gelateria con 12 paesi partecipanti; la seconda edizione di The Pastry Queen, il campionato mondiale di pasticceria riservato alle donne con 12 sfidanti provenienti dai cinque continenti; The Star of Chocolate, il Concorso Internazionale del Cioccolato; i Campionati italiani baristi; i Campionati Italiani Juniores e Seniores di pasticceria.

Sigep 2014. La fileria del dolce artigianale va verso l’internazionalizzazione

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sistema sigep
Il logo del Sigep

MILANO – E’ stata presentata in conferenza stampa la piattaforma Sistema Sigep. Il programma che durante tutto l’anno accompagna le imprese verso nuovi mercati.

Ormai la data è ufficiale: a giugno 2014 World of Coffee a Rimini Fiera. Sono stati quindi già definiti i grandi eventi della prossima edizione.

In programma dal 18 al 22 gennaio 2014 a Rimini Fiera. A otto mesi dalla fiera, oltre il 50% degli spazi espositivi sono stati confermati. Un dato che migliora sensibilmente quello di dodici mesi fa nello stesso periodo.

Sistema Sigep pronto per la fiera

In conferenza stampa il presidente di Rimini Fiera Lorenzo Cagnoni e il direttore di business unit Patrizia Cecchi hanno delineato una prospettiva strategica innovativa.

Sviluppata dall’attenta analisi delle necessità degli operatori. Gli stessi che, nelle giornate di fiera, concentrano gran parte della loro promozione annuale internazionale.

Fulcro di questa nuova concezione fieristica è Sistema Sigep

Una piattaforma permanente per l’internazionalizzazione delle imprese del dolciario artigianale verso tutti i Paesi che nel mondo manifestano segnali di interesse per quello che  è diventato uno dei prodotti simbolo del made in Italy.

Il presidente di Rimini Fiera Lorenzo Cagnoni e il direttore di business unit Patrizia Cecchi presentano il Sigep 2014

Nel concreto, lo strumento mette a disposizione dei clienti una serie di servizi e soluzioni. Saranno organizzati workshop formativi; forme di assistenza e desk internazionali per accompagnare il processo di internazionalizzazione.

Servizi anche per l’individuazione delle location

Come segnalazione e ricerca, analisi, negoziazione dei contratti di locazione, piattaforma market place per l’incontro di domanda e offerta. Fra gli strumenti, spazio a quelli finanziari con momenti di formazione e “customizzazione” dei prodotti finanziari.

Partner del progetto è Sistema Gelato – Servizi per la filiera del gelato –

Una divisione di Sistema Leader Srl che opera in ambito nazionale ed internazionale a supporto delle principali realtà imprenditoriali legate al mondo della gelateria; nonché la prima società in Italia con un business model orientato a soddisfare le esigenze della filiera del gelato.

“Rimini Fiera – dice il presidente Cagnoni – si pone quale partner strategico per programmi di sviluppo. Con l’obiettivo di fornire servizi e soluzioni innovative, supportare la globalizzazione della filiera, diventare riferimento per gli operatori ed investitori”.

Sigep in tutto il mondo

E’ quindi sul fronte dell’internazionalità che Sigep ha concentrato gli investimenti per assecondare la via maestra dello sviluppo del business delle imprese.

“Sono stati triplicati gli investimenti in promozione – spiega Patrizia Cecchi. – grazie all’implementazione della rete di collaboratori nei cinque continenti.

Lo scopo è quello di garantire una presenza di buyer internazionali senza precedenti; oltre che una partecipazione di visitatori esteri in ulteriore progresso”.

Infatti, nelle ultime 5 edizioni si è passati dai 92.732 visitatori professionali totali del 2009 ai 144.803 del gennaio scorso.

Un progresso impetuoso

Che riguarda anche la componente estera: gli operatori internazionali erano 16.109 nel 2009, sono stati 26.247 nell’ultima edizione.

E’ stato anche programmato un calendario di presenze ai grandi appuntamenti mondiali. Un road show con tappe a Lione, Dubai, Mosca (già effettuate) e a breve a Hong Kong; (per sondare al meglio tutte le potenzialità di mercati ricchi e dinamici come quelli del Sud Est Asiatico e dell’Area ASEAN), a Melbourne e Las Vegas.

In questa direzione va l’investimento che riguarda Gelato World Tour

L’evento itinerante di promozione del gelato artigianale (con tutta la filiera coinvolta) promosso da Sigep insieme a Carpigiani che ha appena tenuto a Roma la tappa inaugurale.

Sintesi delle relazioni internazionali è il Progetto Top Buyer da 5 Continenti

E’ la piattaforma in sei lingue che garantisce l’opportunità di confrontare domanda ed offerta per approdare, secondo un calendario redatto prima della manifestazione, ad un programma di business meeting fra interlocutori professionali di tutto il mondo.

Nel 2014 World of Coffee a Rimini Fiera

Nel corso della conferenza stampa il Presidente Lorenzo Cagnoni ha ufficializzato lo svolgimento a Rimini Fiera nel giugno 2014 di World of Coffee.

Si tratta della più importante manifestazione internazionale del caffè, itinerante, organizzata in Europa da Scae.

Nell’ambito del World of Coffee si terrà anche il World Barista Championship. Quest’anno in programma a Melbourne dal 23 al 26 maggio.

Un riconoscimento eccezionale. Un evento che attirerà l’attenzione degli operatori di tutto il mondo intorno a una competizione che esalta la professionalità dei partecipanti.

A.B.TECH EXPO

Confermato l’anticipo al 2015 (17-21 gennaio) della prossima edizione di A.B.TECH EXPO. Con l’aggiornamento del programma triennale inizialmente previsto. La seguente edizione sarà nel 2017.

La decisione segue la soddisfazione degli operatori della filiera dell’arte bianca. Che hanno potuto sperimentare concretamente l’accostamento fra la genialità artigianale con il primato industriale che le imprese del made in Italy rappresentano insieme ai principali marchi europei. Col risultato di associarle in una perfetta integrazione.

I grandi eventi Sigep 2014

Per il 2014, Sigep ha voluto creare la “Times Square” del dolce artigianale. Come sulla famosa piazza newyorkese, l’area creata tra i padiglioni D7 e B7 diventerà un enorme crocevia all’insegna dell’internazionalità e delle performance dei grandi maestri mondiali; un palcoscenico in diretta streaming collegato con tutto il mondo.

Fra gli altri, sono in programma l’attesissima Coppa del Mondo della Gelateria con 12 paesi partecipanti; la seconda edizione di The Pastry Queen.

Il campionato mondiale di pasticceria riservato alle donne con 12 sfidanti provenienti dai cinque continenti; poi The Star of Chocolate, il Concorso Internazionale del Cioccolato; i Campionati italiani baristi; infine, i Campionati Italiani Juniores e Seniores di pasticceria.

Rapporto Ico aprile 2013 – Indicatore la flessione per effetto del calo dei robusta

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report ico

MILANO – Prosegue il declino dei prezzi del caffè. Secondo il report Ico, diffuso nel pomeriggio di ieri, la media mensile dell’indicatore composto è scivolata ad aprile di un ulteriore 1,4%.

Scendendo così al valore di 129,55 centesimi per libbra. Il livello più basso da maggio 2010. Al calo hanno contribuito questa volta soprattutto i robusta.

Report Ico: i dettagli

L’indicatore giornaliero è partito da un valore di 131,04 centesimi il 1° aprile e ha toccato un primo picco di 131,83 centesimi il giorno 5. Per circa una decina di giorni, l’indice si è mosso entro una banda di oscillazione limitata, in area 128-129 centesimi.

A metà mese il rimbalzo

Con la risalita in area 130 centesimi e il raggiungimento del massimo mensile di 133 centesimi alla fine della seconda decade.

Nella terza, l’andamento è stato quasi costantemente al ribasso. Il minimo mensile è stato rilevato il 29 aprile con il valore di 126,42 centesimi.

Aprile segna comunque la fine della vistosa caduta dei prezzi degli arabica, che aveva caratterizzato il primo trimestre 2013

Se brasiliani naturali (-0,7%) e New York (-1,1%) segnano infatti una modesta flessione, la media mensile degli altri dolci rimane pressoché invariata. Mentre quella dei colombiani dolci guadagna marginalmente (+0,1%).

Arretrano invece i robusta

Che segnano la prima variazione negativa su base mensile dall’inizio dell’anno solare perdendo il 4,3%. Scivola in modo analogo (-4,2%) l’indicatore di Londra, che si attesta a 93,15 centesimi per libbra.

Colombiani dolci e altri dolci hanno toccato il mese scorso i loro livelli minimi rispettivamente da aprile e settembre del 2009.

I brasiliani naturali poi sono scesi questo mese ai loro minimi da maggio 2010.

L’arbitraggio New York-Londra si è incrementato per la prima volta da gennaio di quest’anno

In primo piano nel report di questo mese i dati dell’export a consuntivo del primo semestre 2012/13. Nonostante la flessione del 3,9% subita a marzo, il totale delle esportazioni dei paesi membri dell’Ico segna sui 6 mesi un rilevante passo in avanti (+7%).

Raggiungendo quindi il volume record di 56,1 milioni di sacchi. Questo dato, proiettato su base annua, considerando gli ultimi 12 mesi disponibili (aprile 2012.marzo 2013), dà un volume complessivo di 113.153.005 sacchi. Cioè pari all’8,6% in più rispetto ai volumi imbarcati nei 12 mesi immediatamente precedenti.

Leggendo più da vicino i dati disaggregati osserviamo che crescono robusta (+15%), colombiani dolci (+12%) e brasiliani naturali (+8,2%). Mentre arretrano soltanto gli altri dolci (-8,3%).

Il rapporto Ico su base geografica

Crescono i volumi di Africa (+30,2%), Asia&Oceania (+13,9%) e Messico&America centrale. (+4,9% nonostante il propagarsi dell’epidemia di ruggine del caffè). Solo il sud America evidenzia una variazione negativa del 2%.

L’export dell’Africa raggiunge i livelli massimi degli ultimi 10 anni,

Per una share che risale al 9,7% del totale dei paesi membri. Uganda ed Etiopia si confermano i due principali esportatori. Ma il dato più significativo è a nostro avviso quello della Tanzania; con un volume pressoché doppio (+99,4%) rispetto a quello del primo semestre 2011/12.

La quota sul totale dell’export di Asia&Oceania passa dal 34,5 al 36,8%. Con Vietnam (+9,5%) e Indonesia (+71,4%) in grande evidenza. Mentre risultano in calo le esportazioni dall’India (-7,4%).

Cala marginalmente la share di Messico&America centrale

Area dalla quale proviene il 13,2% delle esportazioni. In termini assoluti gli imbarchi crescono del 4,9%. Con l’Honduras attestato su livelli analoghi a quelli dell’anno passato, il Messico in forte crescita (+18,9%) e il Guatemala in calo (-3,5%).

In flessione anche il sud America

Che ha contribuito al 40,4% dell’export totale, contro il 44,1% del 2011/12. Il calo va imputato principalmente al Perù, le cui esportazioni diminuiscono di quasi un terzo. Mentre si ha un incremento nei volumi di Brasile (+0,8%) e Colombia (+7,6%).

Il report Ico conferma la stima sulla produzione mondiale di 144,7 milioni di sacchi

Il report non fornisce dati disaggregati per paese limitandosi a dire che i raccolti saranno in forte crescita in Africa (+16,9%), Asia&Oceania (+8,3%) e sud America (+11%), mentre è ipotizzabile sin d’ora un calo consistente (-15,2%) della produzione di Messico&America centrale.

Conclusioni

Concludiamo segnalando che ha fatto capolino – sulla prima pagina del report – il logo del cinquantenario dell’Organizzazione, che verrà celebrato ufficialmente in occasione della 111a sessione del Consiglio Internazionale del Caffè.

In programma dal 9 al 13 settembre a Belo Horizonte, capitale del Minas Gerais, il più importante stato produttore del Brasile.

Potete scaricare il documento ufficiale in pdf: QUI.

Ulteriori informazioni ed aggiornamenti sono a disposizione sul sito ufficiale dell’Ico www.ico.org/leafrust_e.asp.

 

Tradizioni: si fanno sempre meno colazioni e se ne consumano di più a casa

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MILANO  – Gli italiani fanno meno colazione rispetto a 10 anni fa (92% nel 2004 contro l’86% del 2013), ma la fanno qualitativamente meglio, ovvero tutti i giorni e a casa. E sono quasi raddoppiati (dall’8% al 14%) quelli che la saltano del tutto, i cosiddetti `breakfast skipper´ che hanno raggiunto la quota di 7 mln di persone. Le ragioni per cui non si fa la colazione sono: stomaco chiuso (50%), si preferisce mangiare qualcosa a meta’ mattina (47%, in crescita rispetto al 41% del 2004), non si ha tempo (34%), si preferisce fare un pranzo più abbondante (37%). A fotografare le abitudini degli italiani al mattino è un’indagine della Doxa. Presentata e promossa dall’Associazione delle industrie del dolce e della pasta italiane (Aidepi).

Secondo la ricerca aumenta l’attenzione per la colazione salutista. Quasi la metà degli italiani (44%) si dichiarano molto interessati a quei prodotti che riducono la quantità di grassi, zuccheri. E cercano di tenere sotto controllo le calorie. Chi la fa tutti i giorni (o quasi) sale dal 79% all’84%. Mentre si registra un +20% nel numero di quanti preferiscono consumarla solamente a casa. Dal 70% del 2004 si arriva all’85% di oggi.

Inoltre scende da 4 a 3 mln il numero degli italiani che dichiarano di fare colazione, ma poi si limitano ad un caffe’ e via senza mangiare nulla. Da rilevare infine la notevole crescita di quanti consumano frutta: si sale dal 3,5% circa del 2004 all’8% di oggi.

L’Aidepi ha pensato di dare vita ad un progetto che promuove la cultura del valore della prima colazione attraverso il lancio del blog `Io comincio bene´. E di una pagina Facebook. Tramite questi due canali si vuole condividere le `buone´ storie di prima colazione. «Un luogo virtuale dove chi `comincia bene´ – sottolinea l’associazione – racconta i suoi riti. Ma anche le esperienze e i piccoli segreti legati a questo momento. Che è estremamente piacevole per ben 35 milioni di persone».

Il manifesto io comincio bene

Inoltre in collaborazione con Andrea Ghiselli, nutrizionista dell’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (Inran) e l’antropologo alimentare Sergio Grasso, è stato sottoscritto il manifesto `Io comincio bene´. Si tratta di un decalogo con 10 consigli pratici. Per trasformare la propria colazione in una buona colazione. O, magari, scoprire – suggeriscono gli esperti – quegli accorgimenti utili per vincere le difficoltà. Quelle che spingono gli italiani a saltare questo pasto fondamentale per la nostra dieta alimentare

 

Colazione: il 33% degli italiani sceglie il caffè, il 28 il cappuccino ma il 60% preferisce i biscotti

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prima colazione Immagini classiche di colazioni all'italiana
Immagini classiche di colazioni all'italiana

MILANO – Al primo posto tra gli alimenti scelti dagli italiani per la colazione ci sono i biscotti, preferiti da 6 su 10 (58%), seguiti da pane e fette biscottate, con o senza marmellata, miele e creme spalmabili alla nocciola o al cacao (19%). A seguire, più o meno a pari merito (tra il 7% e il 9% dei consensi), 3 gruppi di alimenti: cereali, merendine, brioches, cornetti confezionati e yogurt. Tra le bevande cresce (14%) il peso del te’, accanto ai più tradizionali latte (35%), caffè (33%) e cappuccino (28%). E’ quanto emerge dall’indagine della Doxa che svelato le abitudini al mattino degli italiani.

Il migliore modo per affrontare la giornata – afferma Andrea Ghiselli, nutrizionista dell’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (Inran) – e’ quello di non saltare mai la prima colazione, meglio se fatta a casa, per poi dar vita ad un richiamo verso le ore 10 con uno yogurt o un frutto. In generale gli italiani, a guardare i risultati di questa ricerca, sembrano approcciare nel modo giusto alla colazione, scegliendo prodotti come biscotti, fette biscottate, pane e marmellata o creme spalmabili, oppure indirizzandosi verso i cereali, in particolare quelli innovativi che contengono al loro interno frutta secca e fibra».

Al primo posto tra gli alimenti scelti dagli italiani per la colazione ci sono i biscotti, preferiti da 6 italiani su 10 (58%), seguiti da pane e fette biscottate, con o senza marmellata, miele e creme spalmabili alla nocciola o al cacao (19%). A seguire, più o meno a pari merito (tra il 7% e il 9% dei consensi), 3 gruppi di alimenti: cereali, merendine, brioches, cornetti confezionati e yogurt. Tra le bevande cresce (14%) il peso del te’, accanto ai più tradizionali latte (35%), caffè (33%) e cappuccino (28%). E’ quanto emerge dall’indagine della Doxa che svelato le abitudini al mattino degli italiani.

«Il migliore modo per affrontare la giornata – afferma Andrea Ghiselli, nutrizionista dell’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (Inran) – e’ quello di non saltare mai la prima colazione. Meglio se fatta a casa, per poi dar vita ad un richiamo verso le ore 10 con uno yogurt o un frutto. In generale gli italiani, a guardare i risultati di questa ricerca, sembrano approcciare nel modo giusto alla colazione; scegliendo prodotti come biscotti, fette biscottate, pane e marmellata o creme spalmabili. Oppure indirizzandosi verso i cereali, in particolare quelli innovativi. Che contengono al loro interno frutta secca e fibra».

«La colazione da noi – spiega l’antropologo alimentare Sergio Grasso – è sinonimo di dolcezza. Non solo nel senso che nella tradizione mediterranea, si mangiano spesso cose dolci, a differenza di quanto accade nel Nord Europa; dove e’ il salato a essere in primo piano. A livello emotivo, questa voglia di cose dolci, di coccole, e’ l’altra faccia di un desiderio irrazionale che ci spinge a non decidere subito. A indugiare davanti alle scelte che poi inevitabilmente dovremo prendere nel corso della giornata».

Chi salta la colazione elimina una dolcezza della vita

«Il primo pasto della giornata – prosegue Grasso – potrebbe essere correttamente rappresentato con uno smile. Un sorriso che esprime la voglia di partire con il piede giusto. All’opposto di questo schema ideale abbiamo il modello `breakfast skipper´. Chi salta la colazione ed inconsciamente elimina dalla vita la dolcezza; la considera una perdita di tempo, qualcosa di superfluo e di non conveniente. Salta – conclude – i preamboli e va dritto al cuore, razionale, della giornata».

Il 90% delle donne consuma la colazione a casa, varia il menù ed più attento ai prodotti salutisti

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Una colazione equilibrata

MILANO – Amano la colazione, più degli uomini e la fanno quasi tutte (91%), solo a casa e tutti i giorni o quasi (88%). Le donne, però, sono meno mattiniere dei compagni e hanno un maggior interesse per prodotti salutisti.

Il numero dei maschi che ama la colazione `poco o per niente´ è, infatti, di gran lunga superiore ed è anche più alto il dato di chi la fa più spesso solo fuori casa (7% contro il 2% del gentil sesso) o la salta almeno 2 o 3 volte a settimana (19% rispetto a 11%).

Le donne hanno molta più predisposizione a cambiare il menù della colazione e, soprattutto, lo fanno spesso al cambio delle stagioni (33%, rispetto al 19% degli uomini). In particolare d’estate mangiano di meno, bevono qualcosa di fresco e inseriscono più frutta nel menù.

A svelare le abitudini al mattino degli italiani è un’indagine della Doxa. Che è stata promossa dall’Associazione delle industrie del dolce e della pasta italiane (Aidepi), presentata a Milano.

Gli uomini hanno un risveglio più lento

«Le donne credono che la colazione debba essere soprattutto equilibrata e salutare», riporta la ricerca della Doxa. «Mentre mangiano e bevono qualcosa pensano già, a differenza degli uomini che in quel momento hanno un risveglio più lento, a pianificare la giornata (46%). Ed hanno un maggiore interesse per i prodotti salutistici».

Colazione come abito su misura, va tagliata sui bisogni. L’esperto: “Un’ora dopo il risveglio e in media 300/400 calorie”

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colazione caffè
Una colazione variegata e ricca

MILANO  – «Non esiste una colazione ideale, che vada bene sempre e per tutti. La colazione, come gli altri pasti della giornata va `tagliata´ su misura in base ai reali bisogni dell’organismo». Ad affermarlo è Andrea Ghiselli, nutrizionista dell’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (Inran) tra gli esperti che hanno collaborato all’indagine della Doxa.

Una ricerca dedicata alle abitudini al mattino degli italiani. «Se si è molto attivi, per il tipo di lavoro o perché si fa molto sport – precisa – le calorie da assumere attraverso la colazione crescono notevolmente, arrivando tranquillamente (in base al peso, al sesso e all’età) anche a 5-600 e oltre».

Secondo l’esperto «la prima colazione dovrebbe fornire, in media, tra le 300 e le 400 calorie: attorno al 15- 20% del fabbisogno giornaliero individuale. E andrebbe fatta, possibilmente entro 1 ora dal momento del risveglio.

Dopo il digiuno notturno – sottolinea – questo pasto ci permette infatti di fare il pieno di carboidrati complessi e semplici in grado di regalarci tutta l’energia di cui abbiamo bisogno».

I 7 suggerimenti dell’esperto per la colazione

Ecco, dunque, i suggerimenti dell’esperto per ritagliare la colazione in base all’attività svolta durante la giornata:

1) La colazione dello studente (bambini delle elementari dai 6 ai 10 anni) se maschio: 320 – 450 Kcal (dal più piccolo al più grande), per le ragazze (300 – 420 Kcal);

2) La colazione dell’universitario (19-30 anni) con un’attività sedentaria di 4 ore di studio a casa e 4 ore di lezione all’università. Per i ragazzi 500 Kcal, mentre le femmine 400 Kcal;

3) La colazione del `manager´ (45-60 anni) con un’ attività media, grande dispendio di energie intellettuali, continue riunioni e spostamenti può essere per i maschi di 540 Kcal, mentre per le donne 440 Kcal.

4) La colazione dello `chef´ (30-60 anni) che vista la tipologia del lavoro sta parecchio in piedi e si muove in continuazione è, per i maschi 540 Kcal, per le femmine 440 Kcal;

5) Quella della donna `multitasking´ (30-50 anni) con una vita dinamica; 8 ore in ufficio e 6 ore in famiglia è 480 Kcal.

6) Quella del `manovale´ (30-60 anni) 8-10 ore di duro lavoro manuale; è per gli uomini di 600 Kcal e per le donne di 520 Kcal.

7) Infine, il primo pasto della giornata per gli `over 70´, deve essere 400 Kcal per i maschi e 380 Kcal per le femmine

Kraft Foods – Taglio del 6% ai prodotti premium della gamma Gevalia

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kraft foods

MILANO – Calano ancora i prezzi nel dettaglio americano. Kraft Foods Group ha annunciato venerdì, con effetto da domenica, un taglio del 6% sui prezzi consigliati al pubblico delle confezioni a marchio Gevalia da 12 oz (340 grammi). Che passano quindi da 8,39 a 7,89 dollari (6 euro a confezione e 17,6 euro al kg).

Kraft Foods Group: le ragioni dietro i tagli

La riduzione di prezzo non si applica tuttavia, ai prodotti porzionati compatibili con il sistema Keurig, ai T Disc Tassimo e alle vendite online.

La decisione è stata motivata dai ribassi durevoli nel mercato del caffè verde. Così ha spiegato il portavoce della compagnia Russ Dyer.

A febbraio

Kraft ha abbassato i prezzi delle sue referenze più popolari di caffè torrefatto e solubile. – marchi Maxwell House, Yuban e Sanka – del 5% circa.

Si è trattato del terzo ribasso nel giro di un anno e mezzo. Ribassi simili sono stati decisi in pari tempo anche da J. M. Smucker (Folgers). Così come dagli altri grandi competitor del canale alimentare.

I tagli al listino della gamma Gevalia

Un’offerta costituente la linea premium di Kraft – avvengono in risposta all’annunciato ribasso del 10% dei prezzi della gamma Starbucks e Seattle’s Best. Che scatterà il 10 maggio.

Per rafforzare il suo presidio nel dettaglio, Starbucks ha presentato il mese scorso i suoi nuovi corner di prodotti personalizzati per la Gdo. Che stanno ormai debuttando in tutto il paese.

Kraft ha rebrandizzato i prodotti del segmento premium con l’iconico marchio svedese Gevalia

Market leader in Scandinavia, a partire dall’estate 2011. Dopo avere subito la rescissione del contratto di distribuzione, sottoscritto nel 1998 e rinnovato nel 2004, che la univa a Starbucks. Il divorzio è sfociato in una controversia tuttora in corso.

La giustizia americana ha dato ragione due volte a Starbucks

Sia in primo grado che in appello. Respingendo la richiesta di Kraft di un’ingiunzione preliminare che impedisse a alla multinazionale di Seattle di assumere il controllo diretto della distribuzione del caffè torrefatto a marchio Starbucks.

È ancora in corso, invece, l’arbitrato tra le parti avviato l’estate scorsa. Relativo al risarcimento dovuto da Starbucks a Kraft. (Kraft chiede un miliardo di dollari, a fronte dei 750 offerti da Starbucks, ndr.).

Non sorprende dunque l’aggressività delle pubblicità comparative di Gevalia

Nella sua nuova campagna di advertising, Kraft chiama in causa direttamente Starbucks, forte dei risultati di un blind test eseguito da un’agenzia indipendente, nel quale il 60% dei partecipanti ha espresso la sua preferenza per il caffè Gevalia, contro il 34% appena a favore di Starbucks.

Per la cronaca, il test è avvenuto su un campione random di 300 adulti in 30 metropoli americane. Ha riguardato le miscele di caffè macinato a tostatura media/forte per caffettiere domestiche.

Nello spot pubblicitario

Un immaginario promoter svedese di nome Johan (interpretato, in realtà, dall’americanissimo Jon Prescott, un attore di Mountain View, California) porge con fare ammiccante una tazza di caffè Gevalia alla cliente di un supermercato. In procinto di prelevare dagli scaffali un pacchetto di caffè Starbucks.

“La maggioranza dei consumatori preferisce il gusto della miscela famiglia Gevalia a quello della miscela Starbucks. E lei?”. “Anch’io” risponde rapita la donna.

Inebriata dall’aroma del caffè e sedotta dai modi galanti del suo affascinante interlocutore. “Ciò mi rende molto felice.” chiosa soddisfatto Johan. Nel suo improbabile accento pseudo-svedese.

Secondo dati IBISWorld, aggiornati al 2012, J.M. Smucker Company e Kraft Foods sono i market leader del dettaglio americano, con una share rispettivamente del 24% e del 18,3%.

 

 

Il 14 maggio, via al seminario sul caffè a Prato – “Espresso Italiano experience”

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Espresso Italiano experience

PRATO – Mercoledì 14 maggio la Confcommercio di Prato ospiterà un seminario formativo sul caffè. Della durata di un’intera giornata; rivolto a tutti coloro i quali ogni giorno hanno a che fare con l’abitudine preferita dagli Italiani: la tazzina del caffè.

Seminario tenuto dagli esperti di Coind

Ovvero, uno dei maggiori produttori italiani di caffè a marchio del distributore. E’ suddiviso quindi in due moduli per ciascuno dei quali è rilasciato un diverso attestato. (è possibile inoltre frequentare, a scelta, anche uno solo dei due moduli).

1° modulo: “Espresso Italiano experience – riconoscere e assaggiare il vero Espresso Italiano”

Il corso si svolge quindi dalle ore 9 alle ore 12.

Il programma è ricco e articolato. Il viaggio aromatico del caffè; cenni botanici e il raccolto; la miscela e la tostatura; il packaging. Infine, l’assaggio dell’espresso;

Ancora: le migliori condizioni fisiche e ambientali; la tazzina; la mappa sensoriale;  le descrizioni semantiche; poi una sessione di assaggi e creazione della mappa sensoriale.

Per questo modulo è rilasciato un attestato di frequenza IIAC

Ottenuto dall’Istituto Internazionale Assaggiatori di Caffè www.assaggiatoricaffe.org ). Un documento che, soprattutto, è propedeutico alla Patente di Assaggiatore.

Il costo di partecipazione al seminario della mattina è di 30 Euro. Include già il materiale rilasciato al corsista. Come dispense, Trial Card e mappa sensoriale.

2° modulo: “Conoscere il caffè espresso e il cappuccino – tecniche e buone pratiche”

Dalle ore 15 alle ore 18.30.

Il programma: manutenzione periodica delle attrezzature (macchina da caffè, macinadosatore, addolcitore); attivazione della postazione di lavoro e chiusura; controlli e settaggi; preparazione del corretto Espresso e Cappuccino;  Latte Art e  prove pratiche.

La partecipazione a questo modulo è gratuita

Ed è rilasciato infine, un attestato di partecipazione. Il corso è a poi a numero chiuso e i posti sono limitati.

Per iscrizioni e informazioni contattare la segreteria Fipe Prato (Federazione Italiana Pubblici esercizi) – ref. Erika Tasselli – telefono 0574/43801;  oppure e-mail e.tasselli@confcommercioprato.it