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Sostenibilità: per il caffè un concetto centrale, per la moda una realtà ignorata

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MILANO – Il settore del caffè è stato tra i primi ad abbracciare il concetto di sostenibilità: Scaa e Scae (e oggi la Sca) ne hanno recepito i principi nelle rispettive Bylaws sin dagli anni novanta. E le filiere di approvvigionamento sostenibile del caffè sono oggi una realtà tanto per i grandi gruppi e le catene internazionali, quanto per le piccole torrefazioni.

E le indagini di mercato dimostrano una sempre maggiore sensibilità a questo da parte dei consumatori, in particolare della categoria dei Millennials.

Non altrettanto si può dire per altri settori, a cominciare da quello della moda. Questo almeno è il responso di un sondaggio realizzato da Mani Tese durante l’installazione interattiva “The Fashion Experience – la verità su quello che indossi” a Milano. Le domande sono state sottoposte a oltre 4000 visitatori e visitatrici prima del loro ingresso all’evento.

I risultati del sondaggio

Dall’indagine di Mani Tese emerge che il 56% dei consumatori si chiede poco o per nulla in che modo siano stati prodotti i capi. C’è tuttavia un maggiore interesse per la provenienza, a cui pone attenzione il 60% del campione.

Ben il 79% non acquista capi usati mentre, per quanto riguarda le motivazioni d’acquisto, solo il 35% degli intervistati cita, fra le motivazioni della scelta di acquistare un capo, se questo sia prodotto in modo sostenibile. La maggior parte delle persone acquista un capo perché gli sta bene addosso (82%), perché è economico (56%) o perché è alla moda (47%).

“Quando abbiamo deciso di realizzare The Fashion Experience volevamo rivolgerci al grande pubblico per sensibilizzarlo sulle conseguenze sociali e ambientali della cosiddetta fast fashion, la moda ‘usa e getta’ – dichiara Giosuè De Salvo, Responsabile Advocacy, Educazione e Campagne di Mani Tese – I dati del questionario non sono per noi inattesi ma di certo neppure confortanti. Ci auguriamo che, in seguito alla visita alla nostra installazione, il grado di consapevolezza sulla sostenibilità delle proprie scelte di consumo sia cresciuto. Di certo l’interesse suscitato e la presa di coscienza sull’impatto della filiera tessile è stato palpabile ed evidente”.

“Colpisce – prosegue De Salvo – che il 60% del campione sia risultato attento alla provenienza geografica del capo. Un dato che forse rispecchia la convinzione diffusa che l’attenzione alla provenienza, da sola, sia sinonimo di attenzione ai diritti dei lavoratori e dell’ambiente. Purtroppo non è così in quanto le filiere tessili sono globali dunque le fasi di lavorazioni risultano dislocate in decine di Paesi differenti”.

“Altro dato significativo è la scarsa percentuale di persone che acquistano abiti usati – conclude De Salvo – C’è sicuramente un grande lavoro da fare per far conoscere questa buona pratica, evidentemente ancora scarsamente diffusa anche in una grande città come Milano”.

Il decalogo della Slow Fashion secondo Mani Tese

Durante l’installazione The Fashion Experience, Mani Tese ha diffuso un decalogo con pochi e semplici e consigli per poter iniziare un percorso di consumo consapevole, all’insegna della sostenibilità, anche nell’ambito della moda.

Il decalogo è ora liberamente scaricabile dal sito web di Mani Tese www.manitese.it.

1. Compra meno cose e indossale molto di più. Puoi farlo se acquisti capi di qualità e fatti per durare nel tempo.
2. Il tuo stile personale è come te: unico! Non devi per forza seguire le mode stagionali per esprimere la tua identità.
3. Evita l’acquisto d’impulso: nella maggioranza dei casi è destinato al fondo dell’armadio!
4. Impara a leggere le etichette e le certificazioni di qualità ambientale e sociale, sapendo che non potranno mai dire tutto del capo che stai per acquistare.
5. Informati sulle tue marche d’abbigliamento preferite e fai sapere loro che per te sostenibilità e trasparenza sono importanti.
6. Scegli tessuti in fibre naturali e, se proprio devi comprare tessuti sintetici, preferisci quelli ottenute dal riciclo di materiali plastici.
7. Evita lunghi spostamenti in auto da un negozio all’altro: muoviti a piedi o in bici per fare shopping oppure acquista on line in modo consapevole.
8. Scopri il fascino dei negozi vintage, dell’usato e delle nuove proposte del commercio equo e solidale.
9. Indossa capi re-fashion, rimodellando e rimodernando i tuoi vecchi capi.
10. Scegli se vuoi applicare uno o più di questi suggerimenti e ricorda che non esiste un modo unico di essere consumatori consapevoli. Proprio come non c’è un modo unico di vestirsi e di dare il proprio contributo affinché il mondo diventi un posto migliore.