Nuovo episodio choc negli uffici comunali dell’XI Municipio di Roma: i dipendenti trovano vermi nel caffè erogato dalla macchinetta della Direzione Tecnica. Leggiamo di seguito un estratto dell’articolo di Andrea Rapisarda per Il Marforio.
I vermi nel caffè a Roma
ROMA – A Roma non si può fare nemmeno una pausa caffè in tranquillità. Negli uffici della Direzione Tecnica dell’XI Municipio, in via Marino Mazzacurati a Corviale, i dipendenti comunali si sono trovati di fronte a un episodio raccapricciante: vermi galleggianti nel caffè erogato dalla macchinetta automatica. Una scena che ha lasciato increduli lavoratori e cittadini in attesa di colloqui, alimentando preoccupazioni sulla gestione igienico-sanitaria delle macchine per snack e bevande negli uffici pubblici.
Nella mattinata del 7 ottobre, un dipendente ha notato piccoli vermi beige nel bicchiere del caffè appena erogato. Solo per caso la bevanda non è stata consumata. Poche ore dopo, anche il consigliere municipale Marco Palma (Fratelli d’Italia) ha voluto verificare la segnalazione, recandosi personalmente alla macchinetta.
“La bevanda è uscita regolarmente, ma al suo interno erano presenti due vermi lunghi alcuni centimetri”, racconta Palma, che denuncia: “Non è la prima volta che accade. Serve un controllo immediato”.
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Chobani ha ufficialmente richiesto a un giudice federale di respingere la causa di Danone. L’accusa? Aver copiato il packaging e lo slogan per una linea concorrente di caffè cold brew pronto da bere. Leggiamo di seguito la prima parte dell’articolo pubblicato su Market Screener.
La richiesta di Chobani
MILANO – Chobani ha chiesto a un giudice federale di respingere la causa intentata da Danone, casa madre del marchio rivale statunitense di yogurt Dannon, che accusa l’azienda di aver copiato il packaging e lo slogan “Bright & Mellow” per una linea concorrente di caffè cold brew pronto da bere.
Danone aveva accusato Chobani lo scorso luglio di una violazione “consapevole, calcolata e sistematica” del marchio nella vendita del caffè La Colombe, la cui confezione gialla e nera sarebbe simile a quella del proprio SToK coffee, generando confusione tra i consumatori.
In un deposito presentato lunedì sera presso il tribunale federale di Manhattan, Chobani ha sostenuto di aver fatto un uso lecito dei termini “bright” e “mellow”.
L’azienda ha definito le parole termini generici che descrivono aromi che i consumatori di caffè si aspettano e che non possono essere oggetto di marchio registrato.
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MILANO — Il 1930, secret private club milanese, si conferma per il settimo anno consecutivo tra le eccellenze della mixology internazionale, conquistando la 43° posizione nella prestigiosa classifica dei World’s 50 Best Bars.
Un riconoscimento che premia l’eccellenza, la costanza e l’identità unica di un locale che, pur custodendo il suo carattere intimo e riservato, continua a rappresentare con orgoglio Milano e l’Italia nel mondo.
Il 2025 ha segnato un passaggio importante nella storia del 1930: dopo 12 anni, ha lasciato la sua sede originaria per approdare in una nuova location, un’evoluzione sfidante che ha permesso di mantenere intatta l’anima e l’atmosfera ricercata del bar, con nuovi spazi e dettagli che ne esaltano l’identità e l’esperienza, arricchendone il fascino inconfondibile. Un cambiamento che rende il traguardo dei sette anni consecutivi di titoli internazionali ancora più significativo.
Benjamin Cavagna, bar manager, commenta: “Siamo profondamente grati di questo riconoscimento. Dedico questo risultato al nostro straordinario team, che ogni giorno lavora con passione e dedizione, ai nostri clienti affezionati che continuano a sostenerci, e alla città di Milano che ci ispira e ci accoglie. È un onore poter rappresentare la scena della mixology italiana su un palcoscenico internazionale così prestigioso, circondato da colleghi da ogni parte del mondo.”
Il 1930 accoglie i suoi ospiti dall’aperitivo al dopocena: attraverso cocktail evocativi, sperimentazioni raffinate e presentazioni creative, il locale rimane un punto di riferimento per chi cerca esperienze fuori dal comune.
Ogni dettaglio – dal servizio alla selezione musicale – concorre a creare un’esperienza indimenticabile.
Frutto di continua ricerca e sperimentazione, il 1930 ha introdotto quest’anno “À La Carte”, un menu che fonde la mixology con l’alta gastronomia. Suddiviso in sezioni che richiamano la struttura di un menu da ristorante – dagli antipasti al dessert, con una selezione di classici reinterpretati – il percorso offre esperienze sensoriali in cui il bere diventa un vero e proprio atto culinario, valorizzando tecniche, ingredienti e ispirazioni provenienti dalle tradizioni gastronomiche italiane e globali.
Le modalità di accesso al locale rimangono esclusive: solo i 193 membri del private club possono prenotare, mentre tutti gli altri clienti possono recarsi al Mag La Pusterla: se c’è disponibilità, verranno accompagnati ai tavoli del 1930, attraverso un ingresso misterioso e riservato.
Ernst Knam, in occasione del suo nuovo programma tv The king of chocolate, apre le porte del suo storico laboratorio milanese. L’appuntamento è dal 9 ottobre ogni giovedì su Food Network. Per saperne di più, leggiamo un estratto dell’intervista di Antonella Silvestri per Sorrisi e Canzoni Tv.
The king of chocolate di Ernst Knam
MILANO – Questa volta Ernst Knam, con The king of chocolate, apre le porte del suo storico laboratorio milanese. In ogni puntata, seguiremo il maestro pasticciere e il suo team all’opera tra capolavori di cioccolato e deliziose creazioni. L’appuntamento è dal 9 ottobre ogni giovedì su Food Network.
Knam, come riesce a unire estro e tecnica lavorando il cioccolato?
“La tecnica va studiata e allenata, un po’ come un calciatore che deve tirare i rigori. Per l’estetica, invece, io cammino con gli occhi sempre ben aperti: una mostra, una passeggiata nella natura, i colori del mare, persino un vestito elegante… sono tutte suggestioni che poi influiscono sulle mie creazioni”.
Come si legge l’etichetta per scegliere un buon cioccolato?
“Se parliamo di fondente, gli ingredienti devono essere pochissimi: massa di cacao, burro di cacao, zucchero. Qualcuno aggiunge estratto di vaniglia e, a volte, lecitina per amalgamare”.
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La Zero latte art throw down competition al Festival We are Futura @federicocecchini
MILANO – Latte vaccino e bevanda vegetale, due mondi che continuano a camminare paralleli sia nelle caffetterie che nelle competizioni. In particolare, parlando di bevanda a base di avena (mercato stimato a 3.2 miliardi di dollari nel 2025 e che dovrebbe raggiungere i 6.16 miliardi di dollari entro il 2030, secondo Mondorintelligence.it), sembra essere sempre più apprezzata da consumatori e baristi: da queste premesse è più chiaro comprendere come la Zero waste latte art throw down organizzata nel mondo da Oatly, sia un fenomeno interessante da osservare per diverse ragioni.
Alternativa è il termine che meglio si presta a raccontare questo mondo parallelo rispetto alle competizioni nazionali e mondiali organizzate da grandi organismi come la Speciaty Coffee Association: non ci sono pedane e competitor che sono praticamente degli atleti olimpionici del cappuccino, si perde un po’ la pressione della performance.
C’è, in alternativa per l’appunto, la spontaneità di chi ama la latte art e vuole conoscere chi condivide gli stessi valori anche sul piano della sostenibilità. Un bisogno sempre più sentito, un po’ in contrapposizione alla grandezza di altri tipi di gare in cui è necessario investire tanto – costi, energia, tempo – e sottoporsi anche a tanto stress.
Zero waste latte art throw down è competizione, ma nei coffee shop
Il disegno sulla bevanda vegetale a base avena @federicocecchini
Format giunto in Italia appena due anni fa, la Zero waste latte art throw down è presto diventata l’espressione di un modo differente di interpretare le competizioni, la caffetteria e la latte art. Si entra nei locali, aperti a chi vuole disegnare. Primo punto: tutto ciò che viene usato in gara non si butta, perché in seguito alla proclamazione del vincitore, tutto ciò che è stato usato dai competitor poi viene reinterpretato nei drink e cocktail serviti al pubblico.
Come spiega Alessandro Giammatteo, Barista market developer Italia, la forza di questa prova sta nella sua essenza: “La Zero waste latte art throw down si rivolge direttamente alla community, senza la pressione per i baristi di dover essere particolarmente performanti. Con questo spirito più popolare, la gara si gioca diverse volte l’anno all’interno di coffee shop specializzati.
La sfida è semplice: massimo di 16 partecipanti, è lo stesso pubblico che estrae le figure da realizzare anche tramite app. Tre giudici (solitamente un tecnico, un professionista del settore, un operatore specializzato), dopo 30 secondi indicano la tazza migliore e svolgono delle interviste durante la stessa gara per promuovere la bevanda e discutere su questa soluzione alternativa al latte vaccino”.
Tutto questo ovviamente con un premio in palio: in questa ultima tappa, giocata durante il Festival romano We are Futura, consisteva nella sponsorizzazione del viaggio e dell’alloggio verso un importante appuntamento internazionale HostMilano, da parte di Latte Art Factory, Coffeetech Lab Roma e Oatly.
La zero waste latte art è sentita come una forma più pop di gareggiare, inedita. Qualcosa che va oltre i punteggi, un modo per fare networking che non sia elitario, ma, al contrario, molto vicino alle persone. Compresi i consumatori, gli appassionati non addetti ai lavori, che possono proporsi sia per gareggiare sia per assistere in prima fila a versaggi e creazioni. Dal nord al sud Italia, due o tre tappe pensate per creare una community, sfidandosi democraticamente.
E per chi ancora si sta chiedendo se la bevanda a base di avena ponga i soliti problemi di montaggio, o in termini di gusto, aggiunge Alessandro Giammatteo: “Oatly è stata una tra le prime aziende a creare questa bevanda vegetale e oggi risulta spesso la migliore anche in assaggio alla cieca. Ormai non è così più una novità o raro trovare questa alternativa nelle caffetterie di specialty. È un prodotto che continua ad essere di tendenza.
La macchina di Latte Art Factory @federicocecchini
In più, la struttura della bevanda vegetale ormai non pone più problematiche dal punto di vista della performance: anche a vedere le foto dei disegni, la struttura della bevanda è ormai elastica lucida e difficilmente distinguibile dalle soluzioni di latte tradizionale.”
Un po’ di contesto sul lavoro che sta dietro questa bevanda e questa competizione, ci aiuta a descriverlo Jessica Sartriani, con alcuni dati condivisi dalla stessa azienda.
Oatly è stata la prima azienda alimentare e di bevande a diventare una Climate Solutions Company qualificata. Si impegna ad investire in pratiche agricole rigenerative su un’area equivalente a un terzo dei terreni coltivati a avena entro il 2030 e ad impiegare energia rinnovabile al 100% (elettrica + termica) e mezzi di trasporto terrestri sostenibili in Europa entro il 2030.
Altro goal: ridurre l’impronta climatica del 40% per litro di prodotto entro il 2030, del 70% entro il 2040 e dell’89% entro il 2050 (riferimento 2020) e promuovere politiche climatiche che diano priorità al ruolo dei sistemi alimentari incentrati sulle piante come soluzione climatica fondamentale.
Infine, entro il 2030, almeno il 90% dei ricavi dovrebbe esser ricavato da prodotti con un impatto climatico inferiore di almeno il 60% rispetto alla media della categoria del latte nei paesi in cui Oatly opera, con un risparmio di almeno 0,5 kg di CO2e/l di emissioni evitate per litro venduto entro il 2030.
La sostenibilità quindi, è di sicuro un topic attorno cui ruota la produzione di questa bevanda vegetale e lo dimostra anche il principio stesso della Zero waste latte art throw down, per cui nessun ingrediente viene andato perduto.
Jessica Sartriani, anche lei Barista market developer Italia: “Mai come adesso, le scelte alimentari riflettono una consapevolezza sull’impatto ambientale che ha il nostro stile di vita. L’obiettivo di Oatly è quello di supportare le caffetterie con eventi di questo tipo che, con un tono più confidenziale, apre le porte al consumatore, guidandolo a scelte più sostenibili senza mai perdere di vista l’importanza del gusto e della qualità.
Futura è stato il festival perfetto per presentare anche altre bevande oltre al caffè, un round del ZWLAT prevedeva latte art con Matcha e al nostro stand era possibile assaggiare il coconut matcha cloud ed il Brasilian lemonade, così da poter avvicinare anche il pubblico meno coffee addicted. Credo che sia fondamentale guardare al futuro dei nuovi trend, senza perdere di vista la sostenibilità”.
La giuria in azione @federicocecchini
Si inserisce nel discorso anche Francesco Lusi, titolare di Coffeetech Lab Roma, distributore di Latte art Factory: “Crediamo che investire in questo tipo di gare serva a far crescere il barista di domani, mettendo al centro competenze e creatività e facendo emergere nuovi talenti. Gli operatori dovranno decisamente sempre più essere in grado di cimentarsi con le bevande vegetali ed essere sensibili al tema della sostenibilità.
Per Coffeetech l’obiettivo è sostenere i professionisti e creare opportunità concrete di formazione e innovazione.
La tecnologia di Latte Art Factory, invece, permette di ridurre gli sprechi e portare lo spirito dello “zero waste” direttamente nel locale, garantendo una qualità costante senza mai svalutare il ruolo del barista.
Sono principi e valori che desideriamo condividere attraverso eventi come lo Zero Waste di Oatly.”
Arrivano risultati del sondaggio di Statista che premia l’Italy’s Best Employers 2026. Scelgono i dipendenti che mettono sul podio Lavazza, a seguire Sorgenia e Granarolo. Tra le prime dieci anche Istituto nazionale dei tumori, EssilorLuxottica, Bialetti, Fratelli Carli. Leggiamo di seguito un estratto dell’articolo di Fabio Sottocornola per Il Corriere della Sera.
La classifica Italy’s Best Employers
TORINO – Sul gradino più alto del podio ci va Lavazza, che arriva a conquistare un dieci, punteggio massimo. A seguire, Sorgenia e Granarolo. Sono italiane le prime tre aziende che guidano la classifica Italy’s Best Employers 2026 secondo l’opinione degli stessi dipendenti.
Ma sono italiane (o a guida tricolore) anche altre quattro realtà come Istituto nazionale dei tumori, EssilorLuxottica, Bialetti, Fratelli Carli, che si piazzano tra le prime dieci. Imprese di famiglia, consorzi e cooperative, gruppi quotati in Borsa o in mano ai fondi di investimento, le società di casa nostra dominano il ranking che vuole premiare il posto migliore in cui andare a lavorare.
Questi sono i risultati di un sondaggio, arrivato alla edizione numero sei, realizzato dalla piattaforma di Statista e veicolato attraverso il sito Corriere.it.
Statista raccoglie ed elabora grandi quantità di dati forniti in modo spontaneo e anonimo dai dipendenti. Ma il questionario di quest’anno (la cui metodologia è spiegata nel box della pagina a fianco) che ha avuto oltre 300 mila risposte da parte dei lettori/lavoratori, puntava a mettere in luce anche aspetti del clima che si vive in ufficio, nei laboratori di ricerca o dentro i plant della produzione manifatturiera.
I focus
Quindi c’erano domande su carichi di lavoro e riposo, attrezzature a disposizione, rapporto con i superiori, retribuzione. Un focus particolare era dedicato al lavoro femminile con quesiti per capire se le prospettive di carriera sono uguali a quelle dei maschi o se è possibile negoziare la busta paga.
Da Statista sottolineano come “l’aggiornamento ha portato a variazioni nel ranking rispetto alle edizioni precedenti ma, trattandosi di un ampliamento di criteri già esistenti, non è una penalizzazione: piuttosto un punteggio più ricco”.
A venire premiate, appunto, sono molte realtà nazionali, come quelle descritte nelle schede in pagina, mentre è andata male per colossi come Google, Apple o Cisco, dominatori delle precedenti edizioni. Da segnalare come i settori più rappresentati nel ranking delle 450 imprese (con oltre 250 dipendenti) sono le vendite al dettaglio e ingrosso (vale l’8% del totale), alimentari e bevande (7,5%), educazione e ricerca (7,3%).
Cosa chiedono i giovani
Com’è oggi il clima aziendale? Lo riassume in tre parole Joelle Gallesi, managing director di Hunters Group, società di ricerca a selezione di personale qualificato: “Disingaggio, progetto e formazione. Le aziende per ingaggiare soprattutto i giovani devono garantire una evoluzione continua, anche a livelli medio alti, su competenze e abilità analitiche. Non re-skilling ma di un autentico up-skilling che consenta un salto di qualità. Non basta più offrire uffici moderni magari con dotazioni simpatiche tipo calcio balilla. Ci vogliono progetti condivisi, step di crescita”.
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Chicchi di caffè tostato (credits: Alexa from Pixabay)
MILANO – Prezzi dei futures del caffè ancora in discesa nella seconda seduta della settimana. Ieri, martedì 7 ottobre, tanto New York quanto Londra hanno segnato un’ulteriore battuta d’arresto, anche se meno marcata rispetto a quella della giornata precedente. Il contratto per scadenza dicembre dell’IceArabica ha ceduto 595 punti (-1,6%), che si aggiungono ai 940 punti persi lunedì, e a chiuso a 375,40 centesimi, minimo dall’inizio del mese.
All’IceRobusta, il contratto per scadenza novembre è arretrato di $113 in due giorni terminando, sempre ieri, a 4.414 dollari.
Venerdì scorso, i futures del caffè si erano riavvicinati ai massimi di metà settembre spinti al rialzo dalle previsioni di tempo secco nella cintura brasiliana del caffè e dai timori di possibili danni alle colture negli Altipiani centrali in Vietnam, a causa delle forti piogge dovute al passaggio della coda del tifone Bualoi.
Questa volta, i bollettini meteo dal Brasile hanno portato novità più incoraggianti, con la previsione di piogge estese in Minas Gerais e San Paolo, che potrebbero però non essere sufficienti, come vedremo più avanti.
Positive anche le notizie giunte dal Vietnam, dove l’Ufficio nazionale di statistica ha riferito che l’exportdei primi 9 mesi dell’anno è cresciuto del 10,9%, a un totale di 1,23 milioni di tonnellate o 20,5 milioni di sacchi.
Ma come sta andando la fioritura degli arabica in Brasile?
Le notizie sono sempre frammentarie e contradditorie ed è inevitabile che sia così, vista l’estensione e la varietà delle aree geografiche e dei paesaggi in cui è diffusa la coltura.
Gli ultimi aggiornamenti riferiscono che, grazie alla pioggia sin qui caduta (mediamente 20-25 mm), la fioritura è stata abbondante, ma la sua fissazione nelle prossime settimane dipenderà dalla quantità e dal regime delle piogge che dovranno ancora cadere.
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MILANO – Scotsman Ice è pronta a ridefinire gli standard dell’industria del ghiaccio. A HostMilano 2025, presenterà quattro nuovi prodotti rivoluzionari che uniscono innovazione, efficienza e design per soddisfare le esigenze di un mercato in continua evoluzione.
EXS Range – Square Gourmet Cube
La prima gamma di cubetti gourmet a forma quadrata di Scotsman: eleganza e precisione in ogni cubetto.
Perfetta per hotel, cocktail bar e ristoranti di fascia alta, dove estetica e qualità sono fondamentali.
AXG | EXG Series – Next Generation Gourmet Cube
La nuova generazione dell’iconico Gourmet Cube.
Migliorata in ogni dettaglio: maggiore efficienza energetica, manutenzione semplificata e tecnologia avanzata per una purezza del ghiaccio senza eguali.
NXW Series – New Dice Ice Range
Una gamma completamente nuova per chi cerca produttività e versatilità.
I cubetti Dice offrono un raffreddamento rapido e uniforme, ideali per ristorazione, fast food e applicazioni miste.
DXN Infinity – Endless Ice Dispenser
Il futuro della distribuzione automatica di ghiaccio. Design compatto, funzionamento continuo e tecnologia “touch-free” per la massima igiene e comodità.
Scotsman Ice continua a spingersi oltre, innovando costantemente per offrire soluzioni di ghiaccio intelligenti, sostenibili e performanti.
Sarà possibile scoprire i prodotti in anteprima a HostMilano 2025, nel padiglione 20 – stand E04.
CARUGATE (Milano) – Nuova Ricambi sarà tra i protagonisti della prossima edizione di HostMilano, l’appuntamento internazionale più importante per il mondo dell’ospitalità e della ristorazione professionale, in programma dal 17 al 21 ottobre presso Fiera Milano – Rho.
Fondata nel 1980, l’azienda si è affermata negli anni come punto di riferimento per i professionisti del caffè e delle attrezzature per bar, grazie a un’offerta ampia, una rete globale di distribuzione e un servizio sempre attento alle esigenze del mercato.
Nuova Ricambi a HostMilano
Nuova Ricambi si prepara a celebrare quindi un traguardo importante: 45 anni di attività nel settore horeca in qualità di leader nella fornitura di ricambi per macchine da caffè professionali, attrezzature da bar, cucine professionali, lavaggio e refrigerazione commerciale.
Presente allo stand H36-K35 (Padiglione 20), Nuova Ricambi porterà in fiera un’anteprima delle novità di prodotto e le soluzioni più recenti per il mondo bar e caffetteria, pensate per rispondere alle esigenze in continua evoluzione del mercato. Sarà anche l’occasione per incontrare clienti, rivenditori e partner internazionali.
Ma le novità non finiscono qui: in occasione della partecipazione a HostMilano, Nuova Ricambi annuncia anche il prossimo lancio del nuovo sito internet, implementato nella grafica, nei contenuti e nell’esperienza utente.
La nuova piattaforma, online prossimamente, offrirà una navigazione più fluida, un design moderno ed un accesso semplificato a tutte le informazioni sui prodotti. Il fine è quello di offrire ai propri clienti un’esperienza di navigazione ancora più efficace, accessibile ed intuitiva, al passo con i tempi.
Accanto all’impegno per la qualità e la continua ricerca tecnologica, Nuova Ricambi vuole anche rendere noto il proprio sostegno a valori fondamentali come l’inclusione e la responsabilità sociale.
Proprio in questa direzione si inserisce la recente sponsorship siglata con Nexum Racing Team, una straordinaria realtà che dà voce e opportunità a piloti con disabilità, dimostrando come lo sport – ed in particolare il motorsport – possa diventare uno strumento potente di integrazione, coraggio e superamento di ogni barriera.
Nella giornata di sabato 18 ottobre, Nuova Ricambi è pronta a mostrare concretamente a tutti suoi clienti, partner e visitatori quanto sia tangibile tutto questo.
L’invito è quindi a visitare lo stand H36-K35 (Padiglione 20) per scoprire tutte le novità firmate Nuova Ricambi e per vivere un’anteprima esclusiva del nuovo sito attraverso demo interattive.
Con 45 anni di esperienza e uno sguardo sempre rivolto al futuro, Nuova Ricambi continua a essere una realtà all’avanguardia, in grado di coniugare tradizione e innovazione, servizio e tecnologia, competenza e passione.
BELFORTE DEL CHIENTI (Macerata) – Simonelli Group conferma la sua presenza a HostMilano 2025 (Hall 16 Stand A11 A19 C12 C20), uno degli appuntamenti più importanti a livello mondiale per l’industria del caffè e dell’hospitality. Con i suoi tre brand – Victoria Arduino, Nuova Simonelli e 3TEMP – Simonelli Group porterà a Milano una serie di anteprime, esperienze esclusive e nuove soluzioni pensate per ridefinire il futuro del caffè.
Victoria Arduino: 120 anni di innovazione e nuovi orizzonti
Victoria Arduino celebra un traguardo storico, i 120 anni di design e performance, e si presenta a HostMilano con un palinsesto ricco di novità ed esperienze:
• Tasting Experience con partner internazionali per scoprire nuove prospettive sensoriali. Ogni giorno Victoria Arduino, in collaborazione con Coffee Island, Ditta Artigianale, Lohas Beans e Starbucks, offrirà diverse bevande a base specialty coffee.
• Nuovi prodotti: Victoria Arduino presenta la nuova generazione della gamma di macchine per caffè espresso Black Eagle Maverick, la User Experience rinnovata di Eagle One e il nuovo macinino Mythos MY65.
• Nuovo design concept: Victoria Arduino presenterà uno spazio inedito ed esclusivo dedicato al design e all’artigianalità.
• Esperienze esclusive in fiera:
o Vivi da vicino il Mythos MY75, macinino ufficiale del World Barista Championship, che supporterà tutti i baristi per ottenere l’ambito titolo di 2025 WBC Champion.
o Ogni giorno, dalle 16:00, un aperitivo a base di caffè.
o Degustazione quotidiana dei signature drink dei campioni WBC.
o Venerdì 17 Ottobre alle 16:30 partecipa alla presentazione del libro di Mikael Jasin “Bloom: Mikael Jasin on Coffee as an Agent of Change”. Scritto da Tigger Chaturabul, il libro racconta il percorso che ha ispirato Mikael Jasin, Campione del Mondo Barista 2024, dalle radici in Indonesia al palcoscenico mondiale. Al termine della presentazione, Mikael Jasin realizzerà il suo signature drink, offrendo ai partecipanti un’esperienza di degustazione unica.
Nuova Simonelli: tecnologia al servizio della semplicità
Nuova Simonelli, brand riconosciuto a livello mondiale per le sue macchine professionali per caffè espresso tecnologicamente avanzate e semplici da usare, svela a HostMilano una nuovissima stazione, pensata per rivoluzionare l’esperienza di baristi e professionisti. Accanto al nuovo prodotto, sarà possibile toccare con mano soluzioni innovative che rendono ogni servizio più semplice ed efficiente:
• C-Automation, la tecnologia che ottimizza i processi, velocizza il workflow e riduce gli sprechi.
• E-Milk, la soluzione intelligente per una gestione automatizzata e impeccabile del montaggio del latte.
NUOVA Aurelia (immagine concessa)
A Host protagonista anche NUOVA Aurelia, una macchina professionale pensata per rispondere alle sfide quotidiane di catene, torrefattori, coffee shop, ristoranti e hotel. Con un design ergonomico, la garanzia di consistenza delle bevande e un’attenzione marcata alla sostenibilità (dal punto di vista dei consumi e della riduzione degli sprechi), Nuova Aurelia si distingue per versatilità, semplicità d’uso e alta produttività.
3TEMP: nuove frontiere per l’estrazione
Il brand 3TEMP porta a Milano una innovativa installazione dedicata alla produzione di caffè caldo e freddo, tè e concentrate.
Oltre al nuovo spazio esperienziale, sarà possibile scoprire e provare l’intera gamma dei prodotti 3TEMP, sempre più apprezzati per la loro versatilità e sostenibilità. 3TEMP, di cui Simonelli Group ha acquisito una quota a fine 2024, si distingue come esempio di eccellenza tecnologica ed innovativa, avendo costruito negli anni una solida reputazione come uno dei “segreti meglio custoditi” del settore.
3TEMP (immagine concessa)
Sviluppati in stretta collaborazione con i proprietari di coffeeshop, baristi esperti e torrefattori orientati alla qualità, i brewers 3TEMP (KOBRA, PULS, WALL e il macinino GRIND) hanno fissato un nuovo standard. Dotati di un sistema di estrazione brevettato senza caldaia, utilizzano solo acqua fresca per ogni erogazione — garantendo purezza, precisione e consistenza in ogni tazza.
Grazie alla collaborazione con 3Temp, Simonelli Group amplia e completa la propria offerta, rispondendo alle nuove esigenze di catene, torrefattori e baristi di tutto il mondo, offrendo un’esperienza di caffè completa e innovativa.
Simonelli Group: il futuro del caffè è qui
Con queste novità, Simonelli Group rafforza il suo ruolo di total solution provider, offrendo strumenti, soluzioni e contenuti capaci di supportare i professionisti e dare forma al futuro del settore.
Durante HostMilano, l’azienda proporrà inoltre contenuti esclusivi grazie a “What’s Brewing”, il podcast di Simonelli Group dedicato alle conversazioni che contano. Leader, innovatori e professionisti del caffè si incontrano per discutere tendenze, sfide e il futuro del settore.
Un’occasione unica per ascoltare interviste e conversazioni con protagonisti internazionali del mondo del caffè, capaci di ispirare e stimolare nuove idee per la community globale. Segui il podcast sul canale YouTube.
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