giovedì 01 Gennaio 2026
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Trend, Caffè Toraldo scommette sullo specialty con Roast Master: un altro esempio di torrefazione del Sud che ci prova

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Caffè Toraldo e la sua proposta specialty (foto dal sito aziendale)
Caffè Toraldo e la sua proposta specialty (foto dal sito aziendale)

CARINARO (Caserta) – Lo specialty coffee si sta facendo largo tra i torrefattori, in particolare tra quelli del Sud Italia, dove la miscela tostata scura e con molta Robusta, fa parte delle abitudini di consumo di chi ordina la tazzina al bar. Ancora una volta dalla Campania, anche Caffè Toraldo scende in campo con la sua proposta specialty, lanciata a HostMilano, Roast Master.

Monorigini e miscele non soltanto per l’espresso contenute nel packaging d’autore firmato dall’artista Gianpiero D’Alessandro.

Un segnale anche questo importante, che vede un torrefattore non di nicchia, scegliere di investire in un prodotto di qualità superiore. Una scommessa che continua da territori che lo specialty coffee ancora lo deve scoprire bene. Quando questo movimento arriverà anche nei supermercati con forza?

Caffè Toraldo porta nella contemporaneità la tradizione napoletana

Attraverso tre monorigini – Brasile Alta Mogiana, Guatemala SHB Antigua, Etiopia Sidamo – e una miscela Espresso Blend (Brasile, Etiopia, Guatemala e Colombia).

Riportando le parole dell’amministratore delegato Marco Simonetti a grandenapoli.it: “Abbiamo voluto unire arte e artigianato, bellezza e tostatura. Il caffè è esperienza sensoriale, ma anche estetica: Gianpiero ha saputo interpretarlo con una potenza visiva che parla alle nuove generazioni.”

Fondi di caffè per la produzione di pannelli: l’idea di Sturc

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biodiesel fondi di caffè co2
Fondi di caffè (foto di Elias Shariff Falla Mardini da Pixabay)

I pannelli derivati dai fondi del caffè riducono del 50% l’uso del legno e dimezzano le emissioni di CO2. Leggiamo di seguito la prima parte dell’articolo di Paolo Travisi per il quotidiano La Repubblica.

La produzione di pannelli dai fondi dai caffè

MILANO – Da rifiuto a preziosa risorsa, come economia circolare vuole. E tutto è iniziato con una tazzina di caffè. Si, perché i fondi del caffè diventano uno strumento in più per combattere le emissioni di CO2, quindi il cambiamento climatico. Come? Un’innovativa azienda austriaca, la startup Sturc, ha trovato il modo per usare gli scarti del caffè e trasformarli in materiale utile per la produzione dei pannelli MDF, acronimo di Medium Density Fibreboard.

Si tratta di un derivato del legno, da molti anni diffusissimo nell’industria, che viene prodotto attraverso la lavorazione di fibre finissime di legno, spesso scarti di lavorazione, pressate ad alte temperature insieme a colle e resine per formare un pannello compatto e omogeneo.

Un materiale particolarmente usato nella produzione di mobili, che fanno ricorso all’MDF per abbassare i costi finali, senza ricorrere a del nuovo legno. La sua composizione con fibre finissime lo rende estremamente liscio e uniforme, oltre ad essere particolarmente versatile, più semplice da lavorare e sagomare, senza le classiche “sbriciolature” che invece si possono riscontrare in altri pannelli come il truciolato.

Per leggere la notizia completa basta cliccare qui

Twinings celebra il Natale 2025 con una nuova confezione in metallo

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Twinings

Anche quest’anno, Twinings trasforma il Natale in un’esperienza sensoriale unica, grazie alle sue raffinate confezioni regalo pensate per stupire e deliziare. Il brand inglese, sinonimo di eccellenza nel mondo del tè da oltre 300 anni, rinnova la sua proposta natalizia con una grande novità: una nuova scatola in metallo da 40 filtri.

Questa confezione non è solo un regalo: è una porta magica che si apre su un mondo incantato. Il design racconta una fiaba natalizia: la neve che cade lieve, persone che pattinano felici, coniglietti bianchi che saltellano tra le tazze fumanti, e gli ingredienti che raccontano Twinings che danzano come stelle comete.

Una ruota panoramica fatta di dolci gira lentamente al centro del villaggio, mentre un campanile innevato scandisce il tempo delle feste.

All’interno della scatola:

  • English Breakfast Tea – Sapore deciso e corposo, perfetto al mattino ed in ogni pausa;
  • Earl Grey Tea – Morbido e bilanciato, ideale in qualsiasi momento della giornata;
  • Tè nero aromatizzato Caramello – Gusto deciso del tè nero ammorbidito dalle note dolci e vellutate del caramello;
  • Tè nero aromatizzato Pompelmo Rosa e Bergamotto – Una miscela sorprendente e agrumata, per una pausa rinfrescante e profumata;
  • Infuso aromatizzato Sensations Ciliegia e Cannella –100% naturale dal carattere dolce e vellutato;
  • Camomilla Biologica – Un classico dal gusto leggero e delicato, perfetta per rilassarsi.
  • Tè verde Earl Grey – Un incontro raffinato tra la leggerezza del tè verde e l’aroma avvolgente dell’Earl Grey, per un equilibrio di gusto che dona piacere e benessere grazie alle sue proprietà antiossidanti;
  • Tè verde aromatizzato Limone – Miscela delicata e piacevole per una pausa dissetante dall’azione antiossidante e di supporto al metabolismo.

Oltre alla confezione in metallo, Twinings offre una scatola in cartotecnica da 40 filtri, con la sua selezione di tè e infusi in un packaging ricco di dettagli dorati e decorazioni fiabesche.

Nella confezione il tè nero aromatizzato Pompelmo Rosa e Bergamotto è sostituito dal nuovo Infuso aromatizzato Sensations Pesca, Vaniglia e Fiori d’arancio: gusto morbido e raffinato per una sensazione di puro piacere.

Inoltre, l’ Infuso aromatizzato Sensations Ciliegia e Cannella viene sostituito dall’Infuso aromatizzato Sensations Lampone e Melograno, per un autentico piacere dall’anima dolce e fruttata.

Andrej Godina a HostMilano: come comunicare il caffè italiano insieme alla qualità

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andrej godina
Andrej Godina (immagine concessa)

Andrej Godina, dottore di ricerca in scienza, tecnologia ed economia nell’industria del chicco, condivide le sue riflessioni dopo aver partecipato a un talk organizzato da Luigi Morello ad Host Milano 2025, incentrato su come comunicare oggi il caffè e sulla formazione di critici e operatori del settore.

Secondo Godina, è arrivato il momento di superare l’ormai obsoleta fase del “il caffè è tutto cattivo”: oggi l’obiettivo comune deve essere far conoscere al consumatore il caffè di qualità che già esiste, valorizzando competenze, conoscenze e passione lungo tutta la filiera.

Leggiamo di seguito il suo contributo.

Basta demolire il caffè italiano: impariamo a riconoscere e valorizzare quello buono

di Andrej Godina

MILANO- Alla fiera Host Milano 2025 il caffè è tornato protagonista con un talk dedicato alla comunicazione del caffè, organizzato da Luigi Morello. Il panel dei relatori, moderato da Mauro Illiano, curatore della Guida delle torrefazioni, ha riunito tre figure che rappresentano tre modi diversi di raccontare questa bevanda: il sottoscritto in veste di caffesperto e divulgatore scientifico, Valentina Palange, autrice e social creator, Alberto Polojac, coordinatore nazionale SCA, importatore caffè verde e formatore.

Il titolo dell’incontro, “Espresso sotto i riflettori: il ruolo dei media tra critica e valorizzazione” è stato un invito a riflettere sul modo in cui oggi raccontiamo il caffè al pubblico.

Un tema attuale, perché se da un lato la filiera ha compiuto passi avanti in termini di miglioramento della qualità e professionalità, dall’altro la percezione del consumatore medio è rimasta spesso ferma a schemi vecchi: l’espresso “forte”, il gusto amaro come sinonimo di qualità, la crema spessa sulla quale lo zucchero non scende, il prezzo della tazzina sempre uguale indipendentemente dalla qualità.

Nel corso del dibattito è emerso con chiarezza che la comunicazione è oggi la vera frontiera del cambiamento. Saper raccontare il caffè significa saper tradurre la complessità della filiera — dal chicco verde fino al flavore in tazza — in un linguaggio comprensibile e stimolante per il pubblico.

Il claim obsoleto “il caffè in Italia fa schifo”

Uno dei punti centrali del talk è stato proprio il superamento del vecchio slogan “il caffè in Italia fa schifo”. Una frase nata come provocazione — diventata celebre dopo la trasmissione Report di Rai3 del 2016 — che ha avuto il merito di scuotere le coscienze, ma che oggi appare superata e riduttiva.

In quella fase storica, il messaggio era necessario, serviva a rompere il mito dell’eccellenza del caffè italiano, senza un grande fondamento qualitativo, e a denunciare la scarsa qualità diffusa nei bar e la scarsissima formazione dei baristi e a stimolare una riflessione critica sul sistema. Da allora, molti operatori – torrefattori, baristi, formatori, e comunicatori – hanno raccolto la sfida, iniziando un lento ma costante processo di cambiamento.

Oggi il caffè italiano non è più “tutto uguale” né “tutto cattivo”: esiste una grande varietà di approcci, stili di tostatura, origini e modelli di servizio che meritano di essere valorizzati. Come ho ribadito nel mio intervento a Host, «dopo anni di critica al sistema, è il momento di iniziare tutti assieme a costruire qualcosa di positivo».

È giunto quindi il momento in cui bisogna passare dal “non è buono” al “questo è buono, e ti spiego perché”, accompagnando il consumatore nella scoperta di quelle torrefazioni virtuose, bar indipendenti che scelgono qualità, nuove generazioni di baristi più consapevoli.

La Guida dei caffè e delle Torrefazioni d’Italia

Il cambio di paradigma nella comunicazione del caffè è oggi evidente. Dopo anni in cui il dibattito pubblico si è concentrato sulla denuncia delle carenze qualitative, si avverte la necessità di passare a una fase costruttiva: far conoscere, raccontare, spiegare cosa rende un caffè buono. Non si tratta più di dividere il mondo tra “caffè italiano cattivo” e “Specialty coffee buono”, ma di restituire alla parola qualità il suo significato reale.

La qualità nel caffè è il risultato di una filiera coerente, dalla produzione alla preparazione in tazza e comunicare questo concetto al grande pubblico significa spiegare in modo semplice perché una tazza pulita, equilibrata e piacevole sia preferibile a una bruciata o difettata. È un racconto che deve basarsi sull’esperienza sensoriale più che sul giudizio morale.

In questo percorso, strumenti come la Guida dei caffè e delle torrefazioni d’Italia hanno un ruolo importante, ovvero quello di orientare il consumatore, aiutarlo a districarsi in un mercato in cui la differenza tra un buon caffè e uno mediocre non è sempre evidente.

La Guida invita i lettori a scoprire il valore della diversità attraverso i diversi stili di tostatura, diversi flavori, diversi metodi di estrazione.
Come ho sottolineato durante il talk, “non dobbiamo più ripetere che il caffè in Italia non è buono, dobbiamo invece mostrare e far assaggiare i tanti caffè che invece lo sono”.

Durante il talk di Milano Valentina Palange che, partendo dal titolo del suo libro Il caffè in Italia fa schifo, ha sottolineato: “Volevo colpire l’orgoglio italiano per far riflettere”, ha spiegato. “Dietro quella frase c’è un atto d’amore: volevo che le persone si interessassero al caffè, che capissero cosa bevono ogni giorno.”

Alberto Polojac ha portato invece la prospettiva della filiera e della formazione. “Il barista del futuro non sarà più solo un esecutore – ha detto – ma un narratore. La macchina estrarrà il caffè, ma sarà lui a raccontarlo, a spiegare cosa c’è dietro una tazzina.”

Nel mio intervento ho ribadito che serve una nuova narrazione positiva, del caffè, “il problema non è più lo Specialty contro la tradizionale, ma il caffè pulito contro il caffè difettato”. Il punto di partenza, oggi, è la necessità di eliminare i difetti sensoriali che ancora oggi affliggono gran parte del caffè servito nei bar.

Il moderatore Mauro Illiano ha guidato il dibattito mettendo in evidenza il ruolo chiave della comunicazione. “Il caffè è un prodotto complesso – ha ricordato – ma resta una delle bevande meno conosciute. Serve scegliere un linguaggio adatto al pubblico, capace di unire tecnica ed empatia.”

Le sfide ancora aperte

Il mondo del caffè italiano deve ancora affrontare ostacoli profondi che rallentano l’evoluzione culturale del settore. Il primo riguarda la struttura del mercato: molti bar sono ancora vincolati da contratti di esclusiva con le torrefazioni, un sistema che limita la possibilità di offrire varietà di prodotto al cliente finale.

Finché i bar non diventeranno luoghi di scelta – delle vere e proprie “caffeteche” capaci di proporre più marchi e stili di bevuta – il consumatore continuerà a credere che esista un solo tipo di caffè.

Un secondo problema è la mancanza di racconto e trasparenza. Le etichette del caffè, anche quelle di prodotti di fascia alta, spesso non riportano informazioni chiare su origine, varietà, data di tostatura o profilo sensoriale.

Il risultato è un consumatore disorientato, costretto a fidarsi più del marchio che della qualità reale. È necessario che le torrefazioni facciano uno sforzo di comunicazione, come già avviene in altri settori alimentari, per avvicinare il prodotto ai consumatori imitando ciò che il mondo del vino ha già fatto da molto tempo.

Un’altra sfida riguarda la formazione, in particolare dei giornalisti che scrivono di caffè che raramente conoscono davvero la materia; molti ristoratori considerano ancora il caffè come un semplice atto di fine pasto e troppi baristi restano concentrati solo sulla tecnica, trascurando l’importanza del racconto ai loro clienti.

Formare chi comunica e chi serve il caffè è fondamentale per migliorare la percezione di valore del caffè al pubblico e creare una narrazione coerente, basata su informazioni vere e qualità del flavore.

Il ruolo del consumatore sarà sempre più centrale, dobbiamo tutti assieme accompagnarlo a sviluppare la capacità di riconoscere le differenze, di pretendere trasparenza e professionalità.

La vera rivoluzione non sarà nelle macchine di estrazione e nelle nuove tecnologie o nei nuovi trend di bevanda, ma nella consapevolezza del consumatore che inizierà a riconoscere un buon caffè, a sceglierlo intenzionalmente e a chiedere di più ai locali che frequenta: solamente in questo caso potremo dire che la cultura del caffè in Italia è davvero cambiata.

E in quel giorno, finalmente, non ci sarà più bisogno di provocare per far riflettere il consumatore ma basterà servire una tazza di caffè erogata bene, raccontata con passione e dal buon flavore.

Andrej Godina

Gianluigi Goi riflette sulla poesia “Se possibile” e sul valore della bevanda come simbolo di pace

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Gianluigi Goi

Gianluigi Goi è un nostro lettore e giornalista di lunga esperienza, che con il suo sguardo e la sua tastiera ha più volte arricchito queste pagine con riflessioni originali e dal respiro culturale.

In questa occasione, Goi parte da un articolo apparso sull’Osservatore Romano, il quotidiano della Santa Sede, per proporre una riflessione che intreccia poesia, attualità e umanità, prendendo spunto da una lirica del poeta russo contemporaneo Gleb Debol’skij. Il risultato è un testo che, tra un espresso e una speranza, invita a sognare la pace e il rispetto della dignità umana, anche attraverso il gesto quotidiano di un caffè condiviso.

La poesia “Se possibile” e un “Caffè per sognare” almeno la non-guerra, la pace e il rispetto della dignità umana

di Gianluigi Goi

La forza evocativa della poesia è grande, grandissima, ed immediata. E prende anche chi, come noi, non ha particolari competenze ma solo quel briciolo di curiosità e di sensibilità che lo spingono a guardare certe cose e situazioni anche con il cuore e non solo con gli occhi.

Sull’Osservatore Romano di martedì  30 settembre, l’occhiello – in gergo giornalistico, impaginato con ricercata e riuscita evidenza, “La Poesia – <Se possibile..>” e il titolo, senza fronzoli come un timbro lineare sulla corrispondenza commerciale, “Un caffè per sognare” – ha subitaneamente attirato l’attenzione e la curiosità di chi scrive: “Dal 2015, il primo ottobre si celebra la giornata internazionale del caffè”, considerazione semplicemente pleonastica per i lettori di Comunicaffè ma che ci serve per introdurre l’ambiente e il contorno di queste righe: il caffè, per l’appunto.

Ne parla, “non senza una punta di ironia” sottolinea il testo, il poeta russo contemporaneo Gleb Debol’skij in versi proposti nella traduzione di Lucio Coco, riconosciuto ed autorevole esperto di letteratura russa.

L’incipit della poesia “Se possibile…” è spiazzante nella sua semplicità: “Se possibile, vorrei un espresso, / delle novità, qualche soldo, / viaggiare, meno stress, / più tenerezza e nervi a posto. /. In cerca di coccole: “Della cioccolata, un buon giorno, / ispirazione e sorrisi. / Per frate corpo: “Se possibile, / portatemi un’anatra / fatta al forno oppure un pesce. / A seguire momenti di riflessione: “Una lunga gioventù e una vecchiaia tardiva, / Due figli e poi dei nipoti … / E una buona salute, / ecco un bel regalo. / Al diavolo l’ernia e miopia /”. Qui giunti, contraltare alle difficoltà, fa capolino la voglia di ben-essere: “E poi vorrei aver successo / e un mio ritratto (meglio di profilo). / Oh, perdonatemi, certo si è trattato di un sogno … / Per me –  solo un caffè nero”.

Per i tantissimi semplici uomini di buona volontà che sfangano la vita, ben venga tanto “caffè nero” – nero come la notte con il suo carico di difficoltà e persino di nefandezze ma anche di slanci amorosi, di passioni sincere e di sogni, soprattutto di sogni: vogliamo e dobbiamo agganciare la non-guerra, cercare e toccare la pace, rispettare la dignità che è di tutti: a Gaza come a Kiew, nel Sudan, nella Repubblica del Congo come ad Haiti, nel Myanmar in Sudamerica insomma ovunque un bambino, una donna, un anziano o un debole soffrono per la cattiveria o l’indifferenza altrui. Spesso considerati benpensanti.

Gianluigi Goi

Keurig Dr Pepper: per il monoporzionato una JV da 4 miliardi di dollari con i fondi Apollo e Kkr, dopo l’acquisizione di Jde Peet’s

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I loghi di Keurig Dr Pepper e JDE Peet's
I loghi di Keurig Dr Pepper e JDE Peet's

MILANO — Due giganti del private equity contribuiranno a finanziare la mega operazione con la quale il colosso statunitense del beverage Keurig Dr Pepper (Kdp) acquisirà Jde Peet’s, numero uno mondiale pure play nel settore del caffè, per scindersi poi in due società autonome: Global Coffee Co. e Beverage Co. Con un fatturato stimato in circa 16 miliardi di dollari annui, Global Coffee Co. diventerà, a sua volta, il massimo operatore “pure-play” a livello globale e avrà la massa critica per sfidare ad armi pari quello che è stato, sino a oggi, ii leader incontrastato del mercato mondiale del caffè, ossia Nestlé.

Kdp ha fornito ieri, lunedì 27 ottobre, un aggiornamento sul pacchetto finanziario relativo all’acquisizione, che comprende ora due nuovi accordi di investimento strategico per un totale di 7 miliardi di dollari, condotti da fondi gestiti da affiliati di Apollo e da fondi e conti gestiti da KKR.

KKR & Co. L.P. e Apollo Management L.P. hanno entrambe sede a New York e vantano al loro attivo investimenti nel private equity per centinaia di miliardi.

In virtù di questi accordi, Kdp prevede ora una leva finanziaria netta inferiore di circa 1.0x, pari a 4.6x al momento dell’acquisizione, previsto nel primo semestre 2026, con un accrescimento dell’eps adjusted di circa il 10% nel primo esercizio.

La società ha altresì annunciato una lettera d’impegno vincolante e una lettera dei termini (“Term sheet”) per un investimento di 4 miliardi in una nuova joint-venture per la fabbricazione di capsule per il monoporzionato K-Cup e di altro tipo – denominata “Pod Manufacturing JV” guidata da KKR e Apollo con la partecipazione di Goldman Sachs Alternatives.

Keurig Dr Pepper manterrà una quota di controllo, nonché il controllo operativo dei relativi asset

Sottoscritto inoltre un accordo definitivo per un investimento di 3 miliardi di dollari in azioni privilegiate convertibili nella Beverage Co., sempre guidato da KKR e Apollo.

Alla formazione di Global Coffee Co. e Beverage Co. la società punta a un rapporto di indebitamento netto rispettivamente di 3.5 – 4.0x e 3.75 – 4.25x circa.

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Scotsman Ice presenta quattro nuove linee di ghiaccio professionale a Host Milano 2025

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Scotsman Ice

MILANO- Scotsman Ice conferma la propria leadership nel settore della produzione del ghiaccio presentando, in occasione di Host Milano 2025, quattro nuove linee di prodotti progettate per rispondere alle esigenze più avanzate di innovazione tecnologia del mercato professionale.

  • EXS Ice Machines – introduzione del nuovo cubetto gourmet quadrato, ideale per applicazioni premium in ambito bar e mixology. Il cubetto pesa ben 27g con dimensioni 30x30mm. Questa serie include XSafe (sistema di sanificazione automatizzato) e PWD, pompa di scarico.
  •  AXG-EXG Series – evoluzione della storica gamma Gourmet Cube, con migliorate prestazioni in termini di produzione ghiaccio (miglior evaporatore) ed efficienza energetica, alle quali si aggiunge la facilità di manutenzione.
  •  NXW Series – nuova linea dedicata al cubetto Dice, pensata per massimizzare produttività e affidabilità nelle applicazioni ad alto volume. Energy Star compliant sia nelle versioni a 50hz e 60hz, con migliori consumi fino al 30% rispetto alle gamme precedenti.
  •  DXN Infinity – il nuovo dispenser di ghiaccio continuo, una soluzione compatta e innovativa per la distribuzione automatica di ghiaccio in ambienti professionali. Il concetto è “Endless ice” perché con una produzione di oltre 400kg/24h, il dispenser potrà servire infiniti bicchieri di ghiaccio e acqua.

Tutte le nuove macchine integrano le più recenti tecnologie di refrigerazione Scotsman, con un focus su efficienza energetica, sostenibilità e performance costante nel tempo

1895 Coffee Designers by Lavazza presenta la nuova monorigine El Ronero

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lavazza el ronero
El Ronero (immagine concessa)

TORINO – Lo specialty coffee continua a rappresentare un segmento in crescita, capace di intercettare l’interesse di consumatori e professionisti attenti a qualità, origine e processi di lavorazione.

In questo scenario, 1895 Coffee Designers by Lavazza interpreta le tendenze del mercato con una collezione che unisce innovazione, artigianalità e conoscenza sensoriale, valorizzando la cultura del caffè d’eccellenza in tutte le sue sfumature.

In questo percorso si inserisce El Ronero, la nuova Special Edition presentata il 25 ottobre a Torino, all’interno di Buonissima 2025, il festival che dal 22 al 26 ottobre ha animato la città con 120 eventi, chef internazionali e menu diffusi, accessibili a tutti i gusti e budget.

La presentazione della nuova monorigine 1895 ha avuto luogo durante il “Condividere Day – Future Heritage” presso la Nuvola Lavazza, una giornata che ha visto la partecipazione di ospiti d’eccezione.

Lo chef Federico Zanasi, il pastry chef Fabrizio Fiorani e il maestro della cucina contemporanea francese Yannick Alléno si sono cimentati nella preparazione di un brunch a sei mani, reinterpretando la cucina tradizionale con soluzioni creative in abbinamento a specialty coffee 1895.

A seguire Federico Zanasi, chef di Condividere, e Agostino Perrone, Director of Mixology del Connaught Bar di Londra, tra i migliori al mondo, sono stati protagonisti di un aperitivo che fonde visione gastronomica e mixology. Perrone per l’occasione ha presentato un cocktail con El Ronero.

El Ronero: lo spirito del caffè cubano

El Ronero è una monorigine che nasce dalle comunità delle regioni di Santiago e Granma, a Cuba, coinvolte nei progetti di sostenibilità della Lavazza Foundation.

Qui il caffè è coltivato in foresta con un approccio policolturale che integra banani, mango, cocco e cacao: un modello agricolo che preserva la biodiversità, vieta la deforestazione e sostiene le comunità locali con fonti di reddito diversificate.

La sua unicità risiede in un processo di invecchiamento peculiare: una volta privati del pergamino, il loro involucro naturale, i chicchi verdi vengono trasferiti nelle storiche botti di rum cubane di 60-80 anni, conservate nella Don Pancho Ronera di Santiago de Cuba. Per oltre 100 giorni, i chicchi riposano a contatto con il legno e i sentori del distillato, mentre le botti vengono delicatamente ruotate per garantire un’esposizione uniforme.

Il risultato è un caffè verde con un profilo aromatico distintivo, caratterizzato da aromi fruttati e dolci, con note di pera matura, zucchero di canna e cioccolato fondente amaro, corpo setoso e finale persistente che richiama i sentori del rum.

Questa edizione limitata, chiamata El Ronero in omaggio ai maestri distillatori dell’America Latina, trasporta nelle tazze il calore e il ritmo di Cuba, con note calde e avvolgenti di spezie, vaniglia e rovere. Il caffè si presta perfettamente sia come cold brew a fine pasto, sia come ingrediente innovativo per cocktail e mocktail, diventando un ponte tra heritage e creatività.

El Ronero e la mixology internazionale: il cocktail di Agostino Perrone

Ambassador d’eccezione di 1895 Coffee Designers by Lavazza Agostino Perrone, una delle figure più eminenti della scena mondiale della mixology.

Il suo approccio unico e raffinato all’ospitalità e alla miscelazione gli è valso un costante riconoscimento internazionale, insieme alla popolarità del pluripremiato Connaught Bar di Londra, che Perrone guida sin dalla sua apertura nel 2008 e che vanta numerosi premi internazionali. Tra questi, spiccano i titoli di Miglior bar al mondo e in Europa secondo la classifica World’s 50 Best Bars 2020 e 2021; nel 2025 il bar si è riconfermato tra i migliori al mondo, raggiungendo il sesto posto.

Perrone ha valorizzato le potenzialità di El Ronero con la creazione di un cocktail dedicato, dall’evocativo nome “Golden Coffee”: una ricetta in cui le note vellutate di mandorla si fondono nell’abbraccio intenso del caffè e vengono addolcite dalla finezza del gin, per offrire calore ed eleganza.

I suoi drink hanno evidenziato la versatilità del caffè come ingrediente capace di dialogare con l’alta cucina e con la mixology d’eccellenza. Un’interpretazione sofisticata che ha già conquistato gli ospiti del Connaught Bar, dove il “Golden Coffee” è ora in carta, espressione perfetta dello stile distintivo di Agostino Perrone.

Un’edizione limitata che unisce tradizione e innovazione

El Ronero rappresenta perfettamente la filosofia delle Special Edition 1895: caffè selezionati per la loro unicità di finca, varietà e processo di lavorazione, studiati dai Coffee Designers per offrire profili aromatici sorprendenti e raffinati.

Con questa monorigine, Lavazza conferma la volontà di raccontare il caffè attraverso storia, sostenibilità e innovazione, offrendo a professionisti e consumatori un prodotto capace di superare la semplice esperienza di degustazione e diventare simbolo di heritage, creatività e cultura internazionale del gusto.

La scheda sintetica di 1895 Coffee Designers by Lavazza

1895 Coffee Designers by Lavazza è un brand nato ad ottobre del 2020 nel rispetto della grande eredità del Gruppo Lavazza. 1895 Coffee Designers by Lavazza è una storia ispirata dalla visione in cui il caffè d’eccellenza diventa un rito che esalta tutti i sensi. Un universo dove passione, artigianalità e tecnologia si intrecciano con precisione, armonia e con una particolare attenzione alla sostenibilità.

Gli elementi connaturati nella progettualità di 1895 Coffee Designers by Lavazza sono la ricerca del prodotto, proveniente dalle aree più vocate al mondo, selezionato in piccole piantagioni sostenibili dagli esperti coffee designers. Culla e cuore pulsante del progetto è la Factory 1895 di Torino: progettata da Ralph Appelbaum Associates (RAA), studio americano già ideatore del Museo Lavazza inaugurato nel 2018 a Torino, è il luogo in cui nascono i caffè di 1895 e dove è possibile scoprire il viaggio che i chicchi compiono da terre lontane fino a diventare un’esperienza in tazza.

La collezione attualmente comprende 3 specialty blend, 3 monorigini e 1 microlotto, ognuna delle quali rappresenta al meglio l’interpretazione degli Specialty Coffee di 1895 by Lavazza. Il brand mira ad essere un partner per realtà di eccellenza nel settore della pasticceria, caffetteria, ristorazione e hotellerie con le quali condivide i valori di innovazione, heritage, qualità creando esperienze di puro gusto.

La scheda sintetica del Gruppo Lavazza

Lavazza, fondata a Torino nel 1895, è un’azienda italiana produttrice di caffè di proprietà dell’omonima famiglia da quattro generazioni. Il Gruppo è oggi tra i principali protagonisti nello scenario globale del caffè, con un fatturato di oltre 3.3 miliardi di euro e un portfolio di marchi leader nei mercati di riferimento come Lavazza, Carte Noire, Merrild e Kicking Horse. È attivo in tutti i segmenti di business, presente in 140 mercati, con 9 stabilimenti produttivi in 5 Paesi.

La presenza globale è frutto di un percorso di crescita che dura da 130 anni e gli oltre 30 miliardi di tazzine di caffè Lavazza prodotti all’anno sono oggi la testimonianza di una grande storia di successo, per continuare a offrire il miglior caffè possibile in qualsiasi forma, curando ogni aspetto della filiera, dalla selezione della materia prima al prodotto in tazza.

Il Gruppo Lavazza ha rivoluzionato la cultura del caffè grazie ai continui investimenti in Ricerca e Sviluppo: dall’intuizione che ha segnato il primo successo dell’impresa – la miscela di caffè – allo sviluppo di soluzioni innovative per i packaging; dal primo espresso bevuto nello Spazio alle decine di brevetti industriali sviluppati.

Un’attitudine a precorrere i tempi che si riflette anche nell’attenzione dedicata a temi economici, sociali e ambientali, da sempre considerati fondamentali per orientare la strategia aziendale.

“Awakening a better world every morning” è il purpose del Gruppo Lavazza, che ha l’obiettivo di creare valore per gli azionisti, i collaboratori, i consumatori e le comunità in cui opera, unendo la competitività alla responsabilità sociale e ambientale.

La Camera di Commercio di Minas Gerais arriva con la nuova Guida per investire, il governatore Romeu Zema: “Focus sul caffè sostenibile con Andrea Illy”

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minas gerais
Da sinistra: Adriano Muzzi, Triade Advisory, Ana Corrêa della Camera di commercio di Minas Gerais, Giacomo Guarnera, presidente di Lide Italia, Ivan Alberti, responsabile desk MG

MILANO – Il 23 e il 24 ottobre hanno visto due appuntamenti internazionali che hanno rafforzano ulteriormente il legame economico, culturale e istituzionale tra l’Italia e il Minas Gerais, stato in Brasile noto per la coltivazione del caffè.

In particolare, il 24 ottobre, in occasione del trentesimo anniversario della Camera di Commercio Italiana di Minas Gerais, è stata presentata a Milano, presso la sede Legance, la nuova Business Guide Minas–Italia, una pubblicazione bilingue dedicata alle opportunità economiche, industriali e commerciali tra i due Paesi.

All’evento sono intervenuti Romeu Zema, governatore dello Stato di Minas Gerais, Hadil da Rocha-Vianna, Console Generale del Brasile a Milano, Valentino Rizzioli, presidente della Camera di Commercio Italiana di Minas Gerais, Flavio Roscoe, presidente della Fiemg, Giacomo Guarnera, presidente di Lide Italia, Ana Corrêa della Camera di commercio di Minas Gerais, Mila Corrêa, segretaria di sviluppo di Minas Gerais, Nicola Trovato di INC Italia, Rebecca Macedo, responsibile del Centro internazionale di affari della FIEMG, Frederico Papatella, segretario di stato aggiunto della Casa Civile, Adriano Muzzi di Triade Advisory e Ivan Aliberti, responsabile desk MG.

Il caffè ha un valore speciale nel rapporto che lega l’Italia con il Minas Gerais. Basti pensare che secondo la Business Guide Minas Italia, solo nel 2024, il commercio di caffè tra i due Paesi ha raggiunto un valore di 626,87 milioni di dollari (circa 583 milioni di euro).

Precisamente 626,74 milioni di dollari derivano dalle esportazioni del Minas Gerais e 84.700 dollari derivano dalle importazioni di caffè proveniente dall’Italia.

Ricordiamo che il Minas Gerais è la regione che da sola produce il 51,2% del caffè di tutto il Brasile. L’Italia è, per il momento, il quarto mercato di destinazione del caffè mineiro.

Valentino Rizzioli ha sottolineato l’obiettivo principale dell’iniziativa: “Abbiamo già visitato Treviso, Venezia e Roma prima di Milano. L’obiettivo è facilitare gli investitori e gli imprenditori italiani per operazioni di business e investimento in Brasile, soprattutto in Minas Gerais, e viceversa con gli imprenditori brasiliani. Il Brasile è una porta aperta importante. La maggior parte delle aziende italiane nel Paese ha ottenuto grandissimi risultati anche in periodi difficili, come durante la pandemia.”

Rebecca Macedo, responsabile del Centro Internazionale d’Affari della FIEMG: “Il nostro obiettivo è portare competitività e investimenti a Minas Gerais. Questa Guida è un nuovo strumento per incentivare gli investimenti italiani nel nostro Stato.”

A sottolineare il ruolo centrale di Minas Gerais è intervenuta anche Mila Corrêa, segretaria di Sviluppo del Governo statale: “Il Brasile ha 27 Stati e il Minas Gerais è uno dei più importanti. È due volte più grande dell’Italia, con una struttura efficiente, con i maggiori produttori di caffè e acciaio. Offriamo diverse linee di credito per piccole e medie imprese e assistenza per licenze e autorizzazioni. Vogliamo che tutti comprendano l’importanza strategica di Minas Gerais per gli affari.”

Hadil da Rocha Vianna, Console Generale del Brasile a Milano, ha ricordato la radice storica dei rapporti tra i due Paesi: “I legami tra Italia e Brasile sono forti. Minas Gerais ha accolto molti migranti italiani che hanno contribuito allo sviluppo del Paese. Grandi aziende italiane, come Lavazza, illycaffè, Segafredo e Ferrero,  hanno riconosciuto il valore economico di questa regione”.

La nuova Business Guide Minas Gerais – Italia

Nel suo intervento, il governatore Romeu Zema ha tracciato un quadro dello sviluppo del suo Stato: “Come governo, il nostro obiettivo è semplificare la vita di chi investe. Minas Gerais ha un’economia più dinamica della media brasiliana e cresce ogni anno”.

Zema ha aggiunto: “Siamo il maggiore produttore di latte e cemento del Paese, nonché uno degli Stati più eterogenei del Brasile, con un forte legame con il caffè. Insieme ad Andrea Illy, presidente di illycaffè, abbiamo condiviso una grande preoccupazione: mostrare che tutti i prodotti del Minas Gerais rispettino la sostenibilità a 360 gradi, dal caffè all’acciaio. Più del 90% dei produttori di caffè, oltre 40.000, hanno già ottenuto la certificazione bollino verde, che garantisce una produzione non impattante sull’ambiente.”

Secondo la nuova Business Guide, nel corso degli ultimi cinque anni, il Minas Gerais ha esportato oltre 2,88 miliardi di dollari (circa 2,68 miliardi di euro) di caffè verso il mercato italiano.

“Dopo le tragedie ambientali di Mariana e Brumadinho” ha aggiunto il governatore “Abbiamo cambiato le leggi per evitare che simili disastri si ripetano. Anche se il mio mandato volge al termine, molte iniziative continueranno”.

Infine, Ana Corrêa ha presentato ufficialmente la Business Guide Minas–Italia: “La Camera di Commercio Italiana di Minas Gerais vuole consolidare ulteriormente le relazioni tra i due Paesi. Minas ospita importanti realtà come Stellantis a Betim. Il caffè, prodotto simbolo della nostra regione, rappresenta un punto di incontro naturale con l’Italia.”

Italian Coffee Expert TALKS: le Associazioni indicano la via della ripresa tra investimenti, collaborazione e qualità

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MILANO- In occasione di Host Milano 2025, è stato presentato ufficialmente Italian Coffee Expert TALKS, il nuovo format ideato da Bazzara in collaborazione con Host Fiera Milano e pensato come anteprima del Trieste Coffee Experts, il più importante summit B2B extra-fieristico in Italia dedicato al mondo del caffè, che si terrà a Trieste il 6 e 7 dicembre 2025.

A dirigere l’iniziativa, che ha visto la partecipazione di opinion leader e importanti operatori del settore è stato Andrea Bazzara, Sales Manager di Bazzara e Event Director del Trieste Coffee Experts.

Durante l’evento, numerosi rappresentanti di rilievo del mondo del caffè italiano hanno condiviso riflessioni e contribuito a delineare le future prospettive del comparto caffè.

Tra i protagonisti intervenuti spiccano anche i presidenti di alcune delle principali associazioni di settore: Omar Zidarich, Presidente del GITC; Alessandro Borea, neo Presidente dell’IEI; e Arianna Mingardi, Presidente dell’Associazione Caffè Trieste.

I quali hanno cercato di fotografare l’attuale momento del comparto, individuando gli ingredienti necessari per una ricetta comune di sviluppo e collaborazione.

Omar Zidarich, presidente del Gruppo Italiano Torrefattori Caffè, nel corso del suo intervento ha evidenziato “una fotografia cooperativa e associativa del settore”, dove le sfide di mercato e la sostenibilità spingono verso una maggiore coesione tra operatori.

Zidarich ha inoltre ricordato l’importanza di acquistare un prodotto fresco e di non sottovalutare la maestria e la lunga esperienza dei torrefattori locali, ribadendo anche il grande lavoro di GITC in vista dell’adozione delle EUDR e nella sensibilizzazione verso il tema della sostenibilità.

Alessandro Borea, neo-presidente dell’Istituto Italiano Espresso, ha voluto anche lui analizzare il momento del settore:

Negli ultimi dodici mesi, tra laumento del costo della materia prima e le difficoltà nel reperire il prodotto, i margini dei torrefattori si sono inevitabilmente ridotti. Tutto ciò ha portato anche a un aumento dei prezzi per il consumatore finale, sebbene — è bene ricordarlo in Italia lespresso mantenga ancora un prezzo molto più basso rispetto alla media europea.

Un aspetto che, come ha evidenziato Borea, rappresenta un limite per il settore: “ciò non consente infatti di spostare davvero l’attenzione sulla qualità del caffè e sul valore del prodotto.”

Italian Coffee Experts

Nel suo intervento ha sottolineato come il momento attuale sia di forte fermento e ha ricordato che “la possibilità di investire da parte di tutti gli attori della filiera è fondamentale: l’espresso è un’esperienza di valore e deve essere sostenuta”.

Infine, Arianna Mingardi, presidente dell’Associazione Caffè Trieste, ha offerto una riflessione sui contorni di un settore in ripresa, ma ancora gravato dai forti rincari delle materie prime e dall’instabilità geopolitica internazionale.

Durante il TALK, Mingardi ha voluto sottolineare l’atteggiamento propositivo che anima gli operatori del comparto: “Sto vedendo anche in questa occasione che abbiamo tutti la forza di volontà di non mollare, e questo mi fa molto piacere”, ha commentato.

La presidente ha inoltre ribadito il valore e l’appeal del Made in Italy, ricordando che “il 25% del caffè torrefatto a livello europeo arriva dal nostro Paese” — un dato che conferma la centralità dell’Italia nella filiera.

Un motivo in più, ha concluso, per fare squadra e restare uniti, anche grazie al ruolo di mediazione svolto da associazioni e organismi di settore.

Interventi importanti, che non solo offrono una fotografia lucida del settore, ma anticipano alcune tra le tematiche che saranno al centro dei primi Stati Generali del Caffè, in programma a dicembre durante il Trieste Coffee Experts – un appuntamento che si prospetta come un’occasione significativa di dialogo per tutto il settore.