domenica 30 Novembre 2025
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Rancilio Group a Dubai per World of Coffee 24 e The Barista League

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Rancilio Group a Dubai (immagine concessa)

VILLASTANZA DI PARABIAGO (Milano) – Dal 21 al 23 gennaio Rancilio Group vi invita all’atteso World of Coffee presso il World Trade Center di Dubai. Dopo il successo delle passate edizioni, il World of Coffee Dubai torna con un nuovo appuntamento per ricevere il pubblico proveniente dall’industria emergente del caffè del Medio Oriente e non solo.

Rancilio Group presente a Woc Dubai

Rancilio Specialty è pronta a stupire tutti i professionisti del settore che verranno in fiera con una versione originale della macchina per caffè professionale multi-caldaia RS1, pensata appositamente per rendere omaggio agli Emirati Arabi Uniti, Paese ospitante.

A complemento della selezione Rancilio Specialty, sarà presente all’evento la macchina per caffè monocaldaia Invicta, vestita di un affascinante abito verde reseda.

Anche Rancilio Grindtec è pronta a presentare le sue ultime novità: il macinacaffè professionale Bond, nato per soddisfare le esigenze delle grandi catene, e Kryo Elite, il macinadosatore professionale pensato per chi cerca una soluzione intelligente per velocizzare le operazioni, regolando automaticamente tempo e dose della macinatura caffè.

Gli appassionati della Linea Casa Rancilio avranno l’opportunità di scoprire la macchina per caffè a caldaia singola Silvia e la macchina per caffè a doppia caldaia Silvia Pro X, entrambe dal design elegante per l’uso casalingo, insieme al macinadosatore domestico Stile.

Tra conferenze, workshop, concorsi e premi coinvolgenti, il World of Coffee è fatto su misura per connettere produttori, rivenditori, commercianti di caffè e l’industria in generale in un’imperdibile opportunità.

Rancilio Specialty a Dubai per la nuova competizione di The Barista League

Ma gli eventi a Dubai non finiscono qui. Rancilio Specialty RS1 è lo sponsor ufficiale della prossima competizione Barista League, ospitata presso l’eccentrica e industrial-chic RAW Coffee Company a Dubai il 23 gennaio 2024.

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Rancilio Specialty RS1 è lo sponsor ufficiale della prossima competizione Barista League (immagine concessa)

Famosa per la sua tecnologia all’avanguardia di Advanced Temperature Profiling, la macchina per caffè multi-boiler RS1 è pronta per aiutare i 24 audaci baristi in gara a mostrare il loro talento e perfezionare le loro ricette caffè.

In questo evento dinamico, i baristi si affronteranno in tre emozionanti round di sfide, ciascuno progettato per mettere alla prova la loro creatività, velocità e abilità complessiva nella preparazione del caffè.

Un illustre gruppo di esperti di caffè presiederà la giuria, chiedendo ai concorrenti niente di meno che l’eccellenza.

Come sempre, i partecipanti all’evento possono prepararsi per una serata piena di buone vibrazioni, drink e un ottimo DJ.

I biglietti sono in vendita qui

Vladyslav Demonenko nel team Rancilio Group

Vladyslav Demonenko, vice campione del mondo in Coffee in good spirits 2022 a Milano, si unisce al team di Rancilio Group come nuovo brand ambassador insieme a Nicole Battefeld-Montgomery, brand ambassador ed Education Manager presso la Ber Rancilio Station.

Vladyslav Demonenko nel team Rancilio Group
Vladyslav Demonenko al lavoro (immagine concessa)

Sarà possibile guardare Demonenko in azione agli eventi del WOC e di Barista League che si terranno a Dubai questo gennaio.

Segafredo Caffè apre punto vendita a Bologna nel “Centro Borgo”

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Il nuovo store (immagine concessa)

BOLOGNA – Massimo Zanetti Beverage Group annuncia l’apertura di un nuovo Segafredo Caffè a Bologna, all’interno del centro commerciale Centro Borgo. Il nuovo format Segafredo racchiude l’essenza della cultura e dell’ospitalità italiana. Presso il “Centro Borgo” i clienti possono concedersi un espresso autentico, accompagnato da una vasta gamma di pasticceria tradizionale oppure un aperitivo e golosi snack.

Il nuovo store Segafredo Caffè a Bologna

Segafredo Caffè conferma la sua espansione su scala nazionale e globale e la caffetteria di Centro Borgo è già diventata un punto di riferimento per i residenti e per i turisti.

Per ulteriori informazioni basta cliccare qui

La caffetteria a Teramo

Il brand continua il suo piano di espansione. Pochi mesi fa, il marchio ha annunciato anche l’inaugurazione del nuovo punto vendita all’interno del centro commerciale Val Vibrata, Teramo (ne abbiamo parlato qui).

Questa apertura, assieme ad una serie di recenti inaugurazioni che hanno toccato numerosi paesi, rappresenta l’impegno dell’azienda di diffondere il gusto della “dolce vita” nel mondo.

Il mistero dei 500 kg di cocaina nei container diretti alla Nestlé: l’arresto a Busto Arsizio in Italia

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La polizia in azione

Mario Marashi, 32enne di origini albanesi, è stato accusato di essere coinvolto nel traffico di mezza tonnellata di cocaina dal Sudamerica mimetizzato nel carico di container di caffè che erano destinati alla multinazionale Nestlé. Carico poi giunto nello stabilimento Nespresso di Romont in Svizzera dove la droga era stata scoperta dalla Polizia subito avvisata dall’azienda.

A conferma di ciò, è stato comunicato dal Paese che nella notte tra il 2 e il 3 settembre 2021, nell’area dei container in transito per le procedure doganali nel terminal gestito da Swissterminal AG a Frenkendorf, poco distante Basilea, era stato forzato da ignoti un container di 25 tonnellate di caffè.

Leggiamo di seguito la prima parte dell’articolo di Luigi Ferrarella per il quotidiano Il Corriere della Sera.

La cocaina arrivata per sbaglio alla Nestlé

BUSTO ARSIZIO (Varese) – Come Pollicino, a cercare a ritroso le tracce. Ma un Pollicino particolare, le indagini svizzere: perché seguendo e riannodando il filo di una scia bianca di cocaina nel prato attorno ai binari di una ferrovia, vicina a una piattaforma logistica a Basilea per lo scarico dei container di caffè provenienti dal Sudamerica e destinati alla Nestlé, sono arrivate in Italia, per l’esattezza a Busto Arsizio.

A bussare a casa di un 32enne, Mario Marashi, albanese ma qui residente da 10 anni e con cittadinanza anche italiana dal 2022, che venerdì è stato arrestato a sorpresa, appunto su mandato e richiesta di estradizione della Svizzera, con l’accusa di essere coinvolto nel traffico di mezza tonnellata di cocaina, pura al 100%, sequestrata un anno fa.

L’arresto è avvenuto per certi versi a sorpresa (e sicuramente ne è stato sorpreso l’interessato) perché Marashi, indagato da 9 mesi, durante tutto l’iter dell’esame in primo grado della richiesta di estradizione in sede di Corte d’Appello milanese, peraltro poi destinato a essere impugnato in Cassazione dai difensori Valeria Verdini e Giuliano Renzoi, aveva tranquillamente rispettato l’obbligo di firma con il quale il 21 marzo scorso la giudice Ilaria De Magistris gli aveva sostituito la misura cautelare iniziale dell’arresto nelle prime 24 ore.

A determinare però i giudici della Corte (Giusi Barbara, Beatrice Siccardi e Stefano Caramellino) a depositare il sì all’estradizione in Svizzera e simultaneamente a ordinare l’arresto di Marashi, chiesto dal sostituto procuratore generale di Milano Cuno Tarfusser per pericolo di fuga in attesa del completarsi nei prossimi mesi della procedura in Cassazione, sono state le risposte della Svizzera ai chiarimenti domandati sul contesto dell’indagine elvetica.

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Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli-Venezia Giulia: “Un onore il riconoscimento di ambassador della cultura del caffè dai Bazzara”

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Saluto del Presidente della regione FVG Massimiliano Fedriga (immagine concessa)

Il presidente del Friuli-Venezia Giulia Massimiliano Fedriga esprime la sua gratitudine nell’aver ricevuto il riconoscimento di ambassador della cultura del caffè di qualità da Bazzara. Un riconoscimento che è già assegnato a oltre cinquanta personalità distinte per l’impegno nella diffusione della cultura del caffè in occasione del Trieste Coffee Experts. Leggiamo di seguito la prima parte dell’articolo del portale d’informazione Tiscali.

Il riconoscimento di Bazzara a Massimiliano Fedriga

TRIESTE – “Rappresenta un grande onore ricevere il riconoscimento di ambassador della cultura del caffè di qualità, un’iniziativa meritoria portata avanti dalla famiglia Bazzara, sempre in prima linea nel promuovere la collaborazione e la necessità di fare rete fra i protagonisti di questo settore. Un’industria che riveste un ruolo strategico per lo sviluppo economico di Trieste e dell’intero Friuli Venezia Giulia”.

Lo ha dichiarato a Trieste il governatore Massimiliano Fedriga a margine della consegna della targa caratterizzata da una base in legno di faggio massiccio e dall’incisione “Ambassador committed to spreading the culture of quality coffee”.

Un riconoscimento già assegnato a oltre 50 personalità che nel tempo si sono distinte per l’impegno nella diffusione della cultura del caffè di alta qualità nell’ambito di “Trieste Coffee Experts”, il summit biennale organizzato dalla Bazzara Espresso per dialogare insieme ad alcuni dei più importanti protagonisti del comparto caffeicolo e per individuare le migliori strategie per affrontare le nuove sfide del mercato.

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La miscela Caffè Cagliari Decaffeinato premiata ai Camaleonte Awards 23/24

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Caffè Cagliari trionfa ai Camaleonte Awards (immagine concessa)

MODENA – Nuovo riconoscimento per la storica torrefazione modenese Caffè Cagliari S.p.A. che si è aggiudicata il premio dei Camaleonte Awards con la miscela decaffeinato per caffè espresso. La seconda edizione della Guida dei caffè e delle torrefazioni d’Italia del Camaleonte curata da Andrej Godina, esperto e Phd in scienza, tecnologia ed economia nell’industria del caffè, e Mauro Illiano, esperto di caffè e recensore gastronomico, è stata presentata lo scorso 21 dicembre presso l’Accademia del caffè espresso de La Marzocco a Pian di San Bartolo (FI).

In questa occasione undici aziende hanno ricevuto l’Award Torrefazione 2023-24, mentre più ampia la schiera degli Awards Prodotto 2023-24.

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La miscela Caffè Cagliari Decaffeinato (immagine concessa)

Tra questi anche la miscela decaffeinato per caffè espresso di Caffè Cagliari che si è contraddistinta per le sue raffinate caratteristiche aromatiche.

Un blend composto da origini Arabica provenienti dalle piantagioni del Sud America che conferiscono all’espresso note dolci di nocciola e caramello, perfettamente bilanciate grazie ad una modesta percentuale di pregiata Robusta che dona un aroma di cacao amaro.

Un successo per Caffè Cagliari che dimostra come la qualità dei suoi blend sia riconoscibile sotto molteplici punti di vista: in particolare l’estrazione espresso ha permesso di valorizzare le specifiche caratteristiche della miscela ed esaltarne al meglio le note aromatiche.

Tale risultato è testimoniato dal fatto che i test sono stati condotti alla cieca e senza precedente comunicazione alle aziende coinvolte.

Caffè Cagliari, azienda storica presente in Italia da 115 anni, è segnalata anche sulla Guida del Camaleonte, edita da Mondadori e disponibile anche in versione app.

Uno strumento utile per professionisti e appassionati di caffè che contiene informazioni sulle migliori torrefazioni italiane, sottolinea l’importanza della qualità del caffè descrivendo le miscele e il loro profilo aromatico, e valorizza la cultura del caffè italiano, simbolo di tradizione e innovazione.

Fipe sulla doggy bag: “Bene l’uso al ristorante, ma bisogna convincere i consumatori”

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Fipe sulla doggy bag (immagine concessa)

ROMA – In merito alla proposta di legge dal titolo “Obbligatorietà della doggy bag”, presentata il 10 gennaio presso la Sala stampa della Camera dei deputati da Giandiego Gatta e Paolo Barelli (Forza Italia), Fipe-Confcommercio, la Federazione italiana pubblici esercizi, da un lato, esprime apprezzamento per un’iniziativa che accende un faro su un tema, quello della lotta contro gli sprechi alimentari, oggi più che mai importante per garantire la sostenibilità delle abitudini dei consumatori.

Dall’altro, ribadisce con fermezza che è proprio sulla capacità di responsabilizzare questi ultimi che si gioca la partita più importante.

Secondo Fipe, introdurre l’obbligo in capo ai ristoranti non è la soluzione al problema dello spreco alimentare, perché la resistenza a chiedere di portarsi a casa il cibo non consumato viene proprio dai clienti, che già oggi, in realtà, possono usufruire di questa possibilità in qualsiasi ristorante del Paese.

La proposta, dunque, dovrebbe includere iniziative capaci di sensibilizzare i clienti per convincerli ad abbattere le resistenze culturali, come la vergogna o l’imbarazzo, che spesso li scoraggiano dall’avanzare richieste al personale del locale.

Proprio su quest’ultimo aspetto bisogna intervenire con determinazione al fine di diffondere una vera e propria cultura della sostenibilità alimentare basata sui concetti della conservazione, della rielaborazione e della valorizzazione di ogni parte del cibo, distintivi della cultura italiana.

Su questi temi la Federazione è impegnata attivamente da anni con iniziative concrete e progettualità condivise con numerosi soggetti. Tra queste, c’è quella del “Rimpiattino”, la versione italiana della famosa doggy bag che Fipe ha lanciato nell’ottobre 2019.

Il progetto, al quale hanno aderito migliaia di ristoranti italiani, ha visto l’introduzione di uno speciale contenitore di carta riciclata, per conservare e portare a casa il cibo e le bevande non consumati a tavola.

Una soluzione che, a lungo andare, consente di favorire un atteggiamento sostenibile non solo al ristorante, ma anche tra le mura domestiche, dove ancora si verifica la maggior parte degli sprechi.

Slow Food Italia contro lo spreco alimentare e a favore delle doggy bag: “L’educazione è il primo strumento”

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presidio slow food

MILANO – Slow Food Italia da anni si batte contro lo spreco alimentare, una vera e propria piaga sociale, economica e ambientale – che a livello globale si traduce in un terzo del cibo prodotto che viene gettato via, in un contesto che vede un miliardo di persone soffrire la fame – e guarda con favore a tutte le iniziative finalizzate a ridurlo.

L’impegno di Slow Food Italia per la sostenibilità

“Come consumatrice, avere la possibilità di portare a casa gli avanzi è un atto di buon senso e di rispetto verso il cibo – dichiara Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia –. Adottare un meccanismo che consenta la più ampia diffusione della doggy bag negli esercizi pubblici, purché pensato in modo da non gravare sulle spalle dei ristoratori, è positivo, tuttavia insufficiente se pensato da solo”.

Nappini: “Lo spreco a tavola si combatte prima ancora di mettere le gambe sotto a un tavolo in un’osteria, in una pizzeria o in un ristorante. Lo si combatte attraverso l’educazione alimentare, comprendendo il valore del cibo, il modo in cui viene prodotto, confezionato, venduto e distribuito e scegliendo di conseguenza. Un impegno, quindi, che riguarda tutta la filiera, e che è possibile solo attuando interventi decisi a livello politico e gestionale”.

Un compito, quello di educare all’alimentazione, che secondo Slow Food tocca direttamente anche i ristoratori: accogliendoci nei propri locali, attraverso i piatti che propongono, possono e devono divenire veri e propri educatori al gusto.

“Valorizzando le filiere di approvvigionamento locali, promuovendo un consumo consapevole delle risorse, privilegiando ingredienti di stagione e preparazioni che esaltino la fantasia e l’estro in cucina nell’utilizzare anche ciò che comunemente è considerato scarto: dal quinto quarto alla carota non perfetta” conclude Nappini.

Per approfondire il tema delle spreco alimentare e scoprire come ognuno di noi può ridurlo, si rimanda alla sezione dedicata sul sito di Slow Food Italia.

Il campione del mondo 2017 Rubens Gardelli, l’appello per riabbracciare il figlio Brando: “Voglio riportarlo qui in Italia”

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Rubens Gardelli
Rubens Gardelli all'assaggio

MILANO – Rubens Gardelli, che per il settore del caffè è un nome conosciuto a livello internazionale per la sua grande professionalità e competenza, campione del mondo dei torrefattori a Pechino nel 2017, ritorna su queste pagine per una questione personale e difficile, in un appello per poter riabbracciare suo figlio Brando.

Tutto è iniziato da una storia d’amore nata su Instagram nel 2017, dal comune interesse nel caffè tra lui e la sua futura moglie, appartenente ad una famiglia attiva nel processamento del caffè verde in Guatemala.

Da pochi scambi, si è arrivati al 2020 con delle videochiamate quotidiane: il rapporto diventa molto forte e resiste alla distanza, ai lockdown e culmina nell’incontro di persona in Guatemala nel novembre 2020 e nel progetto comune di trasferirsi entrambi in Italia per convivere.

Insieme hanno anche ideato un lotto speciale con una fermentazione particolare che lei ha realizzato poi in remoto, venduto in seguito online da Gardelli con il nome di Finca Pinos Altos – una delle loro piantagioni -.

Racconta Gardelli:

“Già durante il nostro primo incontro, il controllo da parte della famiglia è stato molto pressante. Il padre è il fornitore di caffè verde di importanti aziende, una anche molto nota italiana.

Cercando di comprendere queste premesse mi sono prestato alle loro analisi serrate. I genitori mi hanno comunicato che sarebbe stato possibile stare insieme in Italia soltanto in seguito ad un matrimonio, con un atto formale.

Forse lì ho sbagliato, ma ho sempre creduto in noi e nella nostra famiglia. Ero innamorato, tanto da dire che sì, l’avrei sposata senza problemi.

A dicembre, con mia mamma e mia zia, siamo tornati in Guatemala per il matrimonio.”

Per il primo anno e mezzo, fino a metà del 2022, la relazione va per il verso giusto e dopo 4 mesi arriva la notizia della gravidanza, affrontata tranquillamente da parte di entrambi.

Poi nasce Brando il 7 gennaio del 2022, dopo otto sedute di percorso psicologico di coppia per prepararsi insieme alla genitorialità

Gardelli continua il racconto: “Attorno a settembre 2022, con una fiducia che sembra ritrovata, compriamo una bella casa con piscina, sempre con l’idea di farla stare bene e ricreare un po’ lo stile di vita che era abituata a condurre prima.

Abbiamo lavorato insieme per la nostra azienda, affidando a lei la gestione dei commenti sui social e le operazioni di packaging nel pomeriggio in torrefazione e dei cupping.

Attraverso le mie connessioni siamo riusciti a vendere il verde della sua famiglia. Mi sono insomma impegnato a creare una rete per avviare la sua attività di importazione qui in Italia, mantenendo allo stesso tempo il legame con le sue origini.

Ora, oltre ad andare a lavorare, tutti i giorni mi spendo con gli avvocati e i giornalisti, per far rimpatriare Brando in Italia.

Mi rimane un video girato proprio il 18 luglio, in cui io e Brando balliamo insieme, inquadrati da lei a poche ore dalla fuga: il clima è disteso, scherzoso.

Alle 14.30 del giorno dopo mi avverte che sta andando ad un Lido vicino a Ravenna accompagnata da un’assistente che aveva fatto arrivare lei dal Guatemala. Cosa piuttosto insolita, dato che lei non ha mai apprezzato molto il mare.

Da quel momento in poi è sparita.

Alle 22 ho denunciato la scomparsa in questura, pensando al peggio, anche perché suo padre mi aveva rassicurato di non essere a conoscenza di alcun piano di fuga.

Alle tre del mattino ricevo un messaggio di mia moglie in cui mi informava da un numero sconosciuto, del fatto che si trovava in Guatemala

Il giorno dopo, ho fatto una denuncia di sottrazione di minore e così sono partite le indagini. Dopo un paio di settimane in cui sembrava intenzionata a tornare, ha cambiato totalmente idea, minacciando di non farmi vedere mai più Brando sino alla maggiore età.

Decidiamo con l’avvocato di fare attraverso la convenzione dell’Aja, un’istanza di rimpatrio, avviando una procedura in cui dichiariamo che il bimbo è cittadino italiano e che quindi deve tornare nel suo luogo di nascita.”

Adesso Brando ha 2 anni e Gardelli l’ha potuto vedere in videochiamata dal 19 Luglio al 23 ottobre soltanto 8 volte, sempre a discrezione della madre. Poi dal 23 Ottobre per 75 giorni, non ha più avuto sue notizie.

Gardelli racconta: “Tutti i giorni mi sveglio e domando di fare una videochiamata e di avere informazioni su nostro figlio.”

Il risultato fin qui ottenuto: una videochiamata il 6 gennaio e una il 7 gennaio per il suo compleanno.

Gardelli continua: “Dalla mia ho la verità di tutto ciò che ho registrato: ho ottenuto dal tribunale di Forlì l’affidamento esclusivo di Brando, ma il problema è farlo riconoscere in Guatemala, dove tutto è molto confuso. Ho avuto i primi contatti con due avvocati che però si sono rivelati entrambi inaffidabili.

Il Guatemala è un Paese dove la corruzione è diffusa e l’influenza della famiglia di mia moglie è molto presente. Mi sembra di lottare contro un intero sistema e ora non so se i miei tentativi porteranno a dei risultati in quel Paese. La mia frustrazione è grande: il procedimento per il rimpatrio non so a che punto sia arrivato.

Ed ecco che sono arrivato al punto di voler coinvolgere i media in questa lotta, da quelli locali a quelli nazionali. Il tempo non è a mio favore perché Brando ha soli 2 anni e non l’abbraccio dal 18 luglio 2023. Farò di tutto per riportarlo a casa. Spero che qualcuno venga sensibilizzato dal mio appello e mi supporti nel ritorno di mio figlio in Italia.”

ALL IN ONE: E&B Lab porta espresso, filtro e tè in un’unica soluzione nelle macchine professionali

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ALL IN ONE
ALL IN ONE, il filtro unico di E&B Lab (foto concessa)

MILANO – ALL IN ONE è un nuovo concetto di filtro per le macchine da caffè che offre la possibilità di realizzare bevande diverse utilizzando lo stesso strumento: è sufficiente disporre di una macchina per espresso che abbia la possibilità di modificare i profili di pressione per adattare l’estrazione in base ai propri gusti, dall’espresso al tè o infusi, dai filter coffee ai cafè crème.

Questo prodotto è stato presentato in occasione di Host Milano 2023 ma in realtà era già in fase di progettazione dal periodo pandemico.

Il lancio è stato spinto soprattutto via social, un canale che funziona molto per la promozione in quanto può mostrare le potenzialità del prodotto raggiungendo persone in ogni parte del mondo, sia il barista professionista, sia il torrefattore che il semplice appassionato che ama farsi il caffè a casa propria.

Ma facciamo un passo indietro, per conoscere l’azienda che ha ideato ALL IN ONE

Racconta lo stesso Emanuele Monti che, insieme a Giulia Monti, amministra l’azienda: “IMS nasce nel 1946 e da allora ha sempre prodotto filtri, docce ed accessori per macchine da caffè come terzista: il cliente inviava il disegno o il campione e l’azienda si occupava della realizzazione.

Nel corso degli anni si è distinta per competenza e passione e nel nuovo millennio ha consolidato il proprio brand, grazie anche alla collaborazione avviata con Simonelli Group nel momento in cui ha partecipato con le sue macchine alle gare mondiali e ha dovuto omologare i propri modelli con la richiesta di filtri più performanti.

A quel punto è nata una linea di filtri denominata IMS Competizione di alta gamma.

Abbiamo quindi studiato sia la sagoma, sia la qualità dei fori in termini di precisione di diametro e tipologia di distribuzione, inoltre abbiamo aggiunto dei trattamenti superficiali così da migliorare ulteriormente l’estrazione alzando notevolmente il livello qualitativo dei filtri delle macchine per espresso.

Nel 2016 abbiamo lanciato un ulteriore brand, E&B Lab (Espresso & Brewing Lab) dedicandoci ad altri metodi di estrazione alternativi come AEROPRESS, V60 e Moka, usando però soltanto filtri in acciaio.

Siccome ci confrontavamo con mondi molto diversi dall’espresso, si è svincolato questo marchio da quello IMS dedicandogli un vero e proprio brand differente (anche se nel logo è presente By IMS since 1946).

La parola “Brewing” racchiude in sé tutte le tecniche manuali di estrazione, ma è comunque presente anche una parte dedicata all’espresso, con una sezione dedicata a filtri e docce di alta qualità, per rivolgerci ad una nicchia di grandi appassionati di questa bevanda alla ricerca di un livello molto alto di prodotti.

È stato quindi naturale lanciare ALL IN ONE proprio con il marchio E&B Lab in quanto questo filtro consente di preparare sia L’Espresso che il caffè Brewing.”

Perché avete deciso di creare questo ALL IN ONE filter?

“Negli anni le macchine del caffè si sono modernizzate molto e quasi tutti i produttori hanno presentato modelli in cui si può regolare la portata dell’acqua, la pressione e la temperatura: così si può pensare con lo stesso strumento di estrarre non solo l’espresso ma anche altre tipologie di caffè e non solo.

Per questo motivo abbiamo pensato ad una soluzione, sempre in acciaio inossidabile, dotata di una membrana applicata, simile a quella che si usa per l’aeropress.

L’idea iniziale era quella di offrire una pratica soluzione, non soltanto al coffee shop specialty, ma a tutti quei bar che vogliono avere la possibilità di preparare estrazioni alternative con il solo acquisto di un filtro da inserire in un comune porta filtro.

Ma in realtà il nostro target è andato ben oltre questa aspettativa arrivando anche all’appassionato di caffè, una persona che ha comprato ad esempio una macchina da espresso semi professionale ad uso domestico che voglia avere un accessorio in più per giocare a casa propria con risultati davvero sorprendenti.”

Il nome ALL IN ONE

“Questo nome è emerso proprio durante la prima fase di studio del filtro. – Questa parte avviene mediante test ed analisi con l’ausilio di tre figure, esperti ed affermati professionisti del settore caffè con cui collaboriamo da diversi anni che si occupano di testare e validare ogni nostra ricerca.

Mediante l’utilizzo del prodotto ne è emersa la grande potenzialità di “gioco” e le possibili variabili in termini di bevande e tipologie di tazze ed è quindi giunto da solo il nome: ALL IN ONE by Espresso & Brewing Lab.

In questo caso specifico i test sono stati svolti utilizzando circa 50-60 chili di caffè suddivisi per monorigini, blend e caffè commerciali differenziati per 3 gradi di tostatura (light, medium e dark roast) e successivamente tutti i test sono stati replicati con differenti tipologie di tè ed infusi.

È quindi emerso che questo filtro rispondeva a diverse esigenze, la ricerca di un espresso pulito o con maggiore acidità, un ottimo caffè lungo o caffè Creme senza il problema di sovraesrrazione oppure l’estrazione ben bilanciata di tè, infusi o altro.

Ad esempio in Cina ci sono alcuni baristi che stanno sperimentando come servire il caffè filtro estraendolo con la macchina espresso e ALL IN ONE potrebbe essere davvero l’accessorio ottimale.

In Austria o in Germania invece si bevono i cafè Crème, o caffè lunghi con una macinatura più ampia, per una tazza più o meno da 180 ml.

Con ALL IN ONE, senza dover modificare la granulometria si può ottenere un ottimo caffè di questa tipologia senza dover acquistare un secondo macinino dedicato.

Siccome questo filtro permette un grande passaggio d’aria, è possibile ottenere un’estrazione di 180ml in 45-50 secondi, senza sovra estrazione e ottenendo una tazza pulita e senza amaro.

ALL IN ONE è adatto quindi ad un mercato professionale, in cui invece di spendere grandi cifre per un grinder aggiuntivo oppure impiegare oltre un minuto per preparare un cafè creme, si possono ottenere più bevande investendo solo una trentina di euro per un filtro, ottimizzando tempo e costi ma soprattutto offendendo una qualità migliore e molte possibilità di bevande da servire.

Ad Host abbiamo fatto tanti esperimenti con esperti provenienti da molte parti del mondo ed abbiamo avuto modo di sperimentare le varie potenzialità del filtro in base proprio alle differenti esigenze che ogni mercato predilige, riscuotendo feedback estremamente positivi.”

“Certo l’ALL IN ONE va spiegato”

“È un filtro funzionale e l’utente mediamente è abituato a preparare solo l’espresso con l’apposita macchina: ci vorrà un po’ più di tempo per comunicare il fatto che si tratta di un filtro che nasce per fare altro oltre all’espresso (che comunque si ottiene con caratteristiche davvero interessanti).

I fori di ALL IN ONE (Foto concessa)

I filtri tradizionali solitamente hanno dei fori da 3 decimi, mentre in questo caso la Filtrazione è di 150 micron, ovvero un decimo e mezzo: filtrando maggiormente, si toglie un po’ di corpo al caffè, cioè le parti in sospensione della bevanda.

Il caffè come noto è in parte in soluzione ed in parte in sospensione: con ALL IN ONE tendenzialmente non si modifica l’estratto di TDS, perché i solidi disciolti passano anche se il forellino del filtro è piccolo, ma così si elimina la sospensione della bevanda.

Si ottiene quindi una tazza che al gusto sembra abbia un TDS più basso, quando in realtà estrae molto quindi il dato in sé non varia. Il risultato è pero una tazza più pulita da tutto ciò che è in sospensione.

Questo può dare dei vantaggi ossia un caffè che ha qualche difetto ad esempio, ha una resa più rotonda, di contro, se si ha un caffè molto pregiato, potrebbe non essere consigliabile estrarlo per espresso con un filtro che ne ridurrebbe i sentori perché ne limiterebbe le potenzialità aromatiche, anche se enfatizzerebbe l’acidità.

Ovviamente il risultato dipenderà molto dal gusto personale di chi lo usa ma anche anche dalle modalità di preparazione del caffè (espresso, filtro, Creme ecc..) e della nazione in cui viene gustato.

ALL IN ONE è un filtro che, ad esempio è altamente indicato per le bevande a base di latte in quanto esalta leggermente l’acidità del caffè, il risultato è quindi dolce e non amaro e se servito in tazze trasparenti o in vetro non compariranno granelli di caffè come residui.

La bevanda risulterà quindi più pulita paragonata ad una estratta tradizionalmente. In Asia, ed in molti altri luoghi dove le ricette con il latte in tazza di vetro sono diffuse, ALL IN ONE è perfetto.

Dal lato comunicativo, oltre a realizzare i nostri tutorial, sui social ora stiamo affidando questo aspetto a diversi influencer provenienti da nazionalità differenti.

Senza dir loro cosa fare, li lasciamo totalmente liberi di provare ALL IN ONE e verificare con video e ricette come effettivamente funziona il filtro per poi condividere con i propri followers i risultati.

Dal Brasile al Giappone, dagli USA alla Corea: spediamo i 3 modelli di ALL IN ONE e ciascuno lo testa adattandolo ai gusti tipici del proprio paese, magari dei luoghi molto lontani dall’idea di espresso italiano.

Attualmente stiamo venendo contattati per avere consigli: è un prodotto talmente nuovo per cui stiamo riscontrando davvero molta curiosità nel capire come sfruttarlo al meglio.

Tutti coloro che l’hanno usato ci chiedono dei suggerimenti su come migliorare l’estrazione, ma non hanno particolari preoccupazioni, anzi la sensazione è che stia nascendo una sorta di sfida per sperimentare il più possibile e scoprine potenzialità ancora inesplorate.

Per il momento i clienti sono per lo più grandi appassionati di caffè, coloro che possiedono tante tipologie di filtri differenti a cui gli piace sperimentare. “

“Va da sé che ALL IN ONE principalmente, come succede per tutti i nostri filtri di alta gamma, punta all’estero”

“Il nostro mercato di riferimento non è particolarmente l’Europa, ma spazia da USA o Australia, dai Paesi Arabi all’Asia.

Tutta l’Indonesia inoltre rappresenta un mercato di coffeelovers davvero appassionati: il primo ordine di All in One è arrivato dalla Malesia.

Anche in Italia pian pianino si sta muovendo il mercato anche se sono ancora molto più diffuse miscele commerciali che non sono molto adatte ad estrazioni più ricercate.

Com’è possibile che funzioni per tutte queste diverse bevande?

“Per utilizzare al meglio ALL IN ONE serve la combinazione di macinacaffè e macchina per espresso: se voglio ottenere un espresso, siccome ALL IN ONE ha più aria aperta rispetto ad un filtro tradizionale, si deve macinare un pochino più fine; se si vuole ottenere un caffè lungo va utilizzata una macinatura normalmente così da ottenere un’estrazione più veloce; se voglio fare estrazioni particolari quali caffè filtro o tè, è la stessa macchina che mi permette di farlo, grazie alla regolazione di pressione, temperatura e portata dell’acqua.

Si può quindi ad ottenere una estrazione di una tazza Filtro in 2 minuti e mezzo con la macchina per espresso.

ALL IN ONE fa tutte queste cose grazie alla combinazione di macchina e macinacaffè

Per ora siamo usciti con il formato più venduto, che copre circa l’80% del mercato, ovvero il dimetro del pressino da 58 mm.

All’inizio del prossimo anno usciremo con i dimensioni differenti adatte per Dalla Corte e La Spaziale e modelli dedicati al mercato domestico come Breville, Sage, Solos.

Inoltre lanceremo una versione da una tazza che possa contenere 8/9 grammi.

Siamo una realtà non troppo grande, versatile e recettiva in grado di recepire ed ascoltare le richieste del mercato.

Sempre attivi e alla ricerca di nuovi progetti, infatti al momento stiamo già studiando possibili evoluzioni, ad esempio riducendo il flusso per l’infusione del tè, che richiede di assorbire l’acqua e cederla più lentamente ed ha quindi necessità di un tempo di infusione maggiore rispetto al caffè.

Per estrarre un buon tea al momento proponiamo di utilizzare circa 3 grammi, mentre per il caffè se ne usano attorno ai 15/16 g. Inoltre ci stiamo organizzando per lavorare con esperti di tè che posano aggiungere la loro esperienza per ottenere la miglior estrazione possibile con questa tipologia di macchinari.

Si pulisce facilmente?

“La pulizia è sempre un tasto dolente. È sicuramente un filtro leggermente più delicato da pulire rispetto a quelli tradizionali, essendoci una membrana sul fondo. Abbiamo cercato però di minimizzare le difficoltà: la membrana è saldata a laser, a prima vista si presenta come un pezzo unico e non ci sono zone in cui la polvere di caffè si può incastrare.

La membrana inoltre essendo composta da fori da 150-170 micron, si sporca poco perché lascia passare l’impalpabile ma blocca i grani di caffè più grandi, inoltre dobbiamo pensare che la membrana è spessa soltanto un decimo e quindi davvero sottile e di facile pulitura. Sicuramente rispetto al filtro tradizionale va pulito di più perché ha un doppio fondo, ma abbiamo cercato una soluzione per avere una pulizia ottima.

A differenza dei filtri forati a laser che vanno di moda in questo momento e che sono composti da fori perfettamente cilindrici di spessore 5 decimo che tendono ad otturarsi, ALL IN ONE si ostruisce davvero molto meno.

Si deve soltanto evitare di stressare eccessivamente la membrana che essendo sottile è leggermente più delicata, ma basta tutte le sere un bagno con un prodotto apposito oppure lavarlo in lavastoviglie, per pulirlo alla perfezione.”

Dove si possono acquistare?

Tre ALL IN ONE (foto concessa)

“Ci sono molti reseller in tutto per il mondo che propongono la vendita anche mediante Amazon. Al momento dato il grande successo ottenuto purtroppo sono tutti esauriti ma ALL IN ONE sarà nuovamente disponibile anche on line a breve.”

Da Nuova Torrefazione Autonoma a Pescara, specialty e non solo: “Caffè, prodotto agricolo, non disdegniamo alcune Robuste”

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I tre soci dietro Nuova torrefazione autonoma (foto concessa)
I tre soci dietro Nuova torrefazione autonoma (foto concessa)

MILANO – A Pescara, dove abitualmente l’espresso è sinonimo di miscela, tanta Robusta, molto corpo e tostature scure, Pietro Monacelli ha scelto per Nuova Torrefazione Autonoma – sul Gambero Rosso con 2 chicchi e 2 tazze -, lo specialty coffee, in linea con la sua visione enogastronomica di alto livello.

Una storia di evoluzione, che ha fatto crescere l’attività trasformandola in una location in cui poter vivere un’esperienza completa di degustazione, dal caffè al cibo, e ora al vino e i cocktail con l’entrata di due nuovi soci, Jacopo e Mario.

Nuova Torrefazione Autonoma: quando tutto è cominciato e perché puntare sullo specialty a Pescara?

“Qualche anno fa mi sono lasciato trainare dalla mia passione per il vino, che mi ha avvicinato al piacere del buon cibo. L’incontro con il caffè è stato un caso, avvenuto partecipando ad un cupping durante una giornata di divulgazione a Roma: da lì mi sono appassionato a questa bevanda.

Così ho deciso di seguire i primi corsi: l’introduction con Gianluca La Vacca de Il Manovale a Bari, da Espresso Academy con Marco Cremonesi, da Chupa Lab a Roma con Davide Spinelli per il brewing, insieme a Ermanno Perotti per il sensory e il green coffee e infine con Andrea Matarangolo per l’espresso. È diventata man mano una vera e propria professione.”

Ma come funziona Nuova Torrefazione Autonoma?

“Ci occupiamo della tostatura del verde nel nostro laboratorio di Alanno – un paesino a 30 chilometri da Pescara – con una Giesen da 6 chili a gas per servire poi i nostri caffè nel locale al centro: da Nuova Torrefazione Autonoma si trova una micro cucina e con l’uso di pochi ingredienti selezionati riusciamo a realizzare dei piatti che vadano oltre una precisa linea geografica e culturale seguendo quello che ci piace.”

Racconta Jacopo: “Abbiamo deciso di proporre una micro cucina, ovvero realizzare servire una cultura gastronomica microscopica, prendendo come riferimento dei piatti che reputiamo interessanti da varie culture: ad esempio, non faccio cucina giapponese, ma preparo il ramen, non cucina magrebina ma lo shakshuka.

Ci sono delle ricette ricorrenti nelle diverse culture gastronomiche, nonostante gli stessi popoli siano distanti non solo geograficamente ma anche culturalmente. Si parla molto di territorio, ma secondo noi esiste un livello superiore in cui non sono le località a raccontare l’uomo, ma è l’uomo che si nasconde dietro a dei piatti che ricorrono nonostante non ci siano affinità culturali o geografiche.

Ad esempio, una pasta farcita esiste in molte tradizioni, che si chiamino Gyoza o Piroghi, non importa. Così le uova al purgatorio sono simili allo shakshuka. Il fatto che siano ricorrenti significa che raccontano un piano superiore, rappresentato dall’umanità stessa: sono forme che sono dentro di noi.”

Mario aggiunge: “Per quanto riguarda i vini, abbiamo una bella cantina bio. I distillati sono di alta gamma e scelti con cura. Le serate organizzate sono diverse, anche con cibo-vino e caffè. Abbiamo anche degli Gyoza con gli scampi serviti soltanto con un’emulsione in rapid infusion con sifone a nitrato d’azoto di olio al caffè (ricavato con la robusta Indonesiana).”

Riprende Pietro: “Abbiamo scelto la Robusta perché siamo dell’idea che se scelta bene, anche questa varietà può essere interessante senza doversi riferire per forza al Fine Robusta, che quasi vuole simulare un’Arabica, perdendo però le caratteristiche tipiche della Robusta che hanno dignità di esistere a prescindere).

Per noi il caffè è un prodotto agricolo e anche per questo non disdegniamo alcune Robuste, comunque sono il frutto del lavoro dell’uomo e rappresentano un’esperienza e una declinazione culturale di un determinato Paese.

E questa è un po’ la nostra visione che abbiamo portato in Nuova Torrefazione Autonoma: è attraverso l’agricoltura che l’uomo si esprime, mettendosi in relazione con il contesto che lo circonda, servendosi delle tecnologie che ha a disposizione. Ci piace contaminare, ed è ciò che facciamo con i prodotti agricoli legati al nostro territorio. L’olio ad esempio, è di un’azienda agricola locale.

I piatti in menù spesso variano: c’è anche il flan alla cipolla (che prima era di melanzane) con salsa al cappuccino con una sferificazione inversa di caffè. Rispetto al classico cappuccino, per questo piatto cambiamo il rapporto tra caffè e latte, in modo che risulti equilibrato nell’abbinamento con la cipolla, che poi viene addensata su fiamma a bassa temperatura e sopra avviene la sferificazione che appare come il caviale.”

Ma tostare il proprio caffè cosa comporta per Nuova Torrefazione Autonoma?

“Mi occupo io dell’approvvigionamento del verde in direct trading. Ho collaborato molto con Forest Coffee della Colombia, in carta abbiamo 4 dei loro caffè. Altrimenti mi servo delle relazioni instaurate che mi aiutano a trovare altri contatti. Oltre a questo, ospitiamo ogni settimana un caffè guest di una torrefazione di solito europea o italiana che proponiamo come filtro della settimana, con il metodo più adatto secondo il nostro palato.”

Ma è difficile raccontare questi caffè ai clienti di Pescara?

“Quando presento il caffè ai nostri clienti, faccio passare un messaggio importante: il cibo è l’espressione culturale di un popolo, quindi qualsiasi cosa, anche lo squalo putrefatto che viene mangiato in Nord Europa, diventa appetibile.

L’interazione tra uomo e ambiente fa nascere cultura: a noi interessa mantenere questa relazione anche sul caffè. Se pensiamo a questo paradigma, in Italia dobbiamo ammettere che è assolutamente sovvertito: l’idea che abbiamo di come dovrebbe essere un caffè non è infatti nato dal nostro rapporto con l’ambiente, dato che non coltiviamo la materia prima, ma da ciò che ci ha inculcato l’industria caffeicola.

Il modo in cui siamo abituati a bere l’espresso è un’espressione non tanto culturale ma di tipo commerciale: ciò che ci piace, ce l’hanno fatto piacere.

Noi di Nuova Torrefazione Autonoma, vogliamo tornare alla dinamica originaria che riguarda l’uomo e il suo rapporto con il prodotto agricolo.

Per questo, continueremo a proporre un piccolo corso di 3 ore per avvicinarsi al caffè da Nuova Torrefazione Autonoma e aprire il mondo del chicco specialty agli interessati, con un prezzo simbolico di 30 euro: l’idea di attribuire un valore anche alla divulgazione culturale è precisa, perché spesso nel mondo del caffè un prezzo basso è sinonimo di un basso valore percepito o comunicato.

Quindi da Nuova Torrefazione Autonoma i corsi hanno un prezzo che possa dare valore alla materia prima.

Devo dire che sono molto frequentati, le persone sono curiose e non si fermano ad un primo incontro. E poi vogliono anche bere il filtro singolo a 5 euro, (il batch brew lo vendiamo a 3 euro) che sono in aumento in questi anni (da noi arriviamo a prepararne almeno un 35% del volume): questo significa che, se le cose vengono spiegate, introdotte bene, chi è interessato si avvicina e si appassiona.

Ad esempio, il filtro lo prepariamo in maniera particolare: il cliente entra, sulla carta lo sceglie e io arrivo con i grani sul vassoio, il macinino al tavolo per preparare sul momento, e intanto racconto le caratteristiche del caffè che viene estratto lì sul tavolo.”

Quali attrezzature avete scelto?

L’espresso (foto concessa)

“Una XLVI indipendente a due gruppi che abbiamo scelto perché ci interessa la precisione nell’estrazione e perché l’assorbimento termico è basso. Bisogna essere sostenibili e il risparmio energetico è fondamentale. “

Da Nuova Torrefazione Autonoma come avete gestito la questione del personale?

“Siamo in tre: io mi occupo principalmente della parte che riguarda specificamente il caffè e gli altri due sono dei fratelli, Jacopo e Mario Antonini, baristi, sommelier e barman esperti che hanno sempre gravitato attorno al mondo dello specialty. L’idea è di affrontare un’operazione di rebranding per essere più accessibili.

Per l’espresso base è ancora oggi una miscela blend (Brasile, Colombia, Etiopia) che è a 1,50. Il cappuccino invece costa 2,50, preparato con un latte locale di qualità che costa uguale alla bevanda vegetale, perché così abbiamo stabilito così. Abbiamo anche una piccola drink list a base caffè, ma nell’offerta futura introdurremo anche delle novità.
Per il prossimo futuro non vogliamo perdere la nostra identità legata fortemente al caffè, ma trasferire questa stessa visione ed etica su tutte le altre categorie di prodotti proposti a Nuova Torrefazione Autonoma.”