mercoledì 21 Gennaio 2026
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Caffè: chi si sveglia presto la mattina è meglio che lo eviti durante il giorno: l’ultimo va bene al massimo all’ora di pranzo

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sonno sereno senza caffè per chi si sveglia presto
Se ci si sveglia presto meglio evitare il caffè durante il giorno

MILANO – Le persone mattiniere è meglio che evitino il caffè durante il giorno, (e il tè) già a partire dall’ora di pranzo se vogliono dormire un sonno sereno, altrimenti è alto il rischio che si sveglino durante la notte. Invece quelli che amano svegliarsi tardi e che hanno il «fuso» spostato in avanti non hanno di questi problemi, il caffè bevuto durante la giornata non ne disturba il sonno notturno.

Sonno: bere caffè al mattino può esser un problema

Lo dimostra uno studio molto approfondito condotto da Jamie Zeitzer, psichiatra della Stanford University pubblicato sulla rivista Sleep Medicine. Il caffè non fa lo stesso effetto a tutti, dipende anche molto dalla velocità con cui il nostro corpo lo metabolizza, ma questo è il primo studio in cui emerge che anche il «fuso orario» di una persona, ovvero il tipo di ritmi che ciascuno ha, può influire sugli effetti dell’espresso.

La psichiatra ha controllato le abitudini di consumo di caffè di 50 giovani nell’arco del giorno

E chiesto loro se fossero tipi mattinieri oppure “animali notturni”, abituati a svegliarsi tardi e fare le ore piccole. Gli esperti hanno controllato la qualità del loro sonno con un apparecchietto applicato al polso e, incrociando questi dati con quelli di consumo del caffè nell’arco del giorno, hanno visto che la tazzina portata alle labbra dal dopo pranzo in poi rovina il sonno dei mattinieri ma non quello di chi ha difficoltà a svegliarsi presto.

Per le allodole, quindi, meglio evitare il caffè durante il giorno, infatti bevuto dal dopo pranzo in poi può rovinare il sonno, causando frequenti risvegli notturni e difficoltà a riaddormentarsi.

La Marzocco apre una filiale in Corea, la prima a Seoul

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la marzocco logo da fine 2016 the true artisan cafè
Il logo La Marzocco

SEOUL – Questo mese La Marzocco apre la sua prima filiale a Seoul in Corea, che è anche mirata a fornire un maggior supporto ai clienti esistenti. Il Direttore Commerciale de La Marzocco, Lorenzo Carboni, afferma che i tempi sono maturi “per accrescere e sostenere un mercato emergente e strategico come quello della Corea”. Da sinistra: Piero Bambi, Guido Bernardinelli, Mira Song, Lorenzo Carboni e Kent Bakke La Marzocco Korea, con sede in Suite 401, 8.15 Gil, Dosandaero, Gangnamgu, a Seoul festeggerà la sua inaugurazione la sera del 26 aprile p.v. in compagnia dell’Amministratore Delegato de La Marzocco, Guido Bernardinelli, il Manager della filiale La Marzocco Korea, Signora Mira Song e Lorenzo Carboni, che è stato nominato Presidente de La Marzocco Korea.

La Marzocco, fondata nel 1927 dai fratelli Bambi

Fin dall’inizio si è specializzata nella produzione artigianale di macchine da caffè espresso per bar con particolare attenzione alla qualità, al risultato in tazza ed allo stile. L’azienda risiede nell’immediate vicinanze di Firenze, e si avvale di una sede a Milano e di una a Seattle. Oggi La Marzocco impiega oltre 70 dipendenti e produce macchine per caffè espresso e macinadosatori che sono esportati in più di 80 paesi attraverso il supporto di importatori e distributori presenti in 5 continenti. La Marzocco Srl Via La Torre 14/H – Loc. La Torre – 50038 Scarperia (Firenze) Contatto: Lorenzo Carboni, Direttore Commerciale – lorenzo@lamarzocco.com www.lamarzocco.com – TEL: +39 055 849 19253

Mercato del caffè: riduzione di quasi un milione di sacchi

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ice mercato caffè feran

MILANO – Il Dipartimento del Caffè del Ministero dell’Agricoltura ha divulgato in questi giorni il Rapporto statistico del mercato del caffè riferito al gennaio 2012. Il documento evidenzia che le esportazioni totali ammontano a 2.170.044 sacchi nei primi mesi di quest’anno. Si è riscontrata una riduzione di quasi un milione di sacchi, equivalente al 28,66%, rispetto al volume esportato nel dicembre 2011, quando sono stati esportati 3.041.702 sacchi, e del 21,76% rispetto alla quantità esportata nel corrispondente primo mese del 2011 (2.773.503 sacchi).

Mercato del caffè: le evoluzioni in prezzi ed export

I produttori hanno approfittato dei prezzi di mercato dello scorso anno riuscendo a vendere entro la fine del 2011 circa l’80% del raccolto 2011. Inoltre, si rileva che la conseguenza dello sfruttamento delle ottime condizioni del mercato da parte dei produttori è consistita nell’aumento degli stock da parte delle imprese nel secondo semestre.

Starbucks con The Bank ad Amsterdam: procede l’esperimento

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starbucks
Il logo di Starbucks

AMSTERDAM – Sperimentazione e glocalizzazione: un laboratorio creativo ispirato alla odierna cultura olandese e alla tradizione di caffè. Considerando la sua meritata fama progressive, Amsterdam è il luogo ideale per provare cose nuove. Lo sa benissimo Starbucks, che l’8 marzo ha aperto le porte del suo nuovo concept cafè, rinominato ‘La Banca’ a causa della sua posizione nel caveau di una banca storica sulla Rembrandtplein.

Starbucks procede con la sperimentazione

Come con tutti gli store Starbucks, il negozio di Amsterdam si presenta come una svolta radicale nel mondo dell’estetica. Sotto la direzione di Liz Muller oltre 35 artisti e artigiani hanno equipaggiato lo spazio sotterraneo con stravaganti tocchi di design e materiali locali sostenibili: piastrelle di Delft, pareti rivestite con tubi di biciclette, stampi per biscotti di pan di zenzero in legno e tela di sacco di caffè, e graffiti che evidenziano i più importanti commercianti olandesi di caffè del 17° secolo, in un’ottica di globalizzazione e di forte legame con il territorio.

L’intero negozio è stato progettato per rispettare l’architettura della banca storica, ma anche per trattare il caffè in modo teatrale. É il primo Store al mondo che può vantare la nomea di ‘laboratorio’. Un grande negozio ispirato alla cultura contemporanea olandese e alla sua tradizione di caffè. La Banca è stata creata appositamente per spingere Starbucks oltre il limite in termini di innovazione e sperimentazione.

Funzionerà come centro di sperimentazione per innovativi metodi di erogazione del caffè

E offrirà riserve di caffè più unici che rari, introvabili in qualsiasi altro luogo del continente. Il tutto condito da croissant freschi al mattino e biscotti freschi nel pomeriggio, con tanto di tweet che ne annuncerà l’orario preciso di uscita dal forno! Starbucks La Banca non si sente come un caffè americano in Europa, ma come un caffè olandese perfettamente integrato. Per saperne di più: http://www.ninjamarketing.it/2012/03/12/starbucks-apre-il-concept-store-the-bank-ad-amsterdam-sperimentazione-e-legame-con-il-territorio/

ICE: non arriverà a marzo come previsto, ma giunge la diffida del FLP

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ice mercato caffè feran

MILANO – La nuova ICE/ Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, doveva arrivare a marzo ma ancora non è stata costituita e FLP presenta una diffida al Governo Francesca Vinciarelli. La manovra finanziaria del precedente Governo aveva disposto la soppressione dell’ICE, Agenzia per la promozione all’estero, poi il decreto “Salva Italia” ha previsto la costituzione dell’ICE/Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane. Ma dall’inizio dello scorso dicembre ad oggi ancora non se ne hanno notizie.

ICE ancora non costituita

Eppure il Ministro per lo Sviluppo Economico e delle Infrastrutture e Trasporti Corrado Passera aveva dichiarato che la nuova ICE sarebbe stata operativa entro fine marzo, guidata da Riccardo Monti, per sostituire «il vecchio Istituto per il commercio con l’estero» e non lasciare le imprese che vogliono crescere sui mercati esteri senza un riferimento. Mancano i decreti attuativi che devono essere emanati congiuntamente da Ministro dello sviluppo economico e Ministro degli affari esteri per definire le iniziative di promozione e internazionalizzazione da realizzare in attesa che il nuovo organismo diventi realmente operativo.

Mancano poi anche statuto, regolamento di amministrazione e contabilità

E regolamenti del personale e organigramma, convenzioni per regolamentare la presenza estera e molti altri gli atti costitutivi fondamentali. Ma ancora più grave manca il Consiglio di Amministrazione deputato a deliberare questi atti, sottoponendoli poi alla definitiva approvazione esterna. Considerando che per legge devono passare 90 giorni per l’approvazione dello statuto e 60 giorni per i regolamenti interni, appare improbabile che la nuova ICE possa partire realmente entro fine mese.

Mentre il vecchio ICE è ancora in piedi, ovvero ci sono ancora attività che vengono realizzate nel vecchio ufficio dal personale del vecchio Istituto, con i soldi rimasti e in esaurimento. Prendendo atto della situazione il Coordinamento Nazionale FLP MISE – ex ICE ha presentato una «diffida a non procedere al trasferimento del personale prima che l’Agenzia sia in grado di funzionare, di pagare stipendi ed altri emolumenti in base ad un trattamento economico certo e preventivamente definito in Italia e all’estero e di garantire il regolare adempimento dei contratti in essere».

Rho Fiera Milano raggiungibile anche dal Frecciarossa

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rho fiera Milano Dolce Italia da Cibus
Un'immagine del Polo Fieristico di Rho-Pero

MILANO – Dal 27 marzo il Frecciarossa effettuerà fermate speciali a Rho Fiera Milano (linea Milano – Torino) per consentire ai viaggiatori di raggiungere comodamente Fiera Milano. Due treni, uno al mattino e l’altro nel pomeriggio, fermeranno nella stazione contigua ai padiglioni espositivi, in occasione di diverse importanti manifestazioni in programma da qui a fine anno. Si comincerà tra due settimane con Mostra Convegno Expocomfort, la biennale mondiale della climatizzazione per proseguire con numerosi altri eventi fino a ottobre.

Rho Fiera Milano, per la prima volta raggiungibile dall’alta velocità

Trenitalia offre ai suoi clienti e ai visitatori del principale polo fieristico italiano collegamenti diretti con l’AltaVelocità Torino – Milano – Roma. L’amministratore delegato di Trenitalia, Vincenzo Soprano, ha evidenziato che dopo i nuovi 4 Livelli di Servizio a bordo dei treni Frecciarossa, questa è un’altra operazione innovativa di Trenitalia nella direzione del potenziamento e della diversificazione dell’offerta, con soluzioni accessibili a tutti e in grado di soddisfare ogni esigenza di viaggio.

Grazie a questo accordo, espositori e visitatori potranno arrivare con la velocità e il comfort dei Frecciarossa a Rho Fiera. Ancora una volta le Frecce di Trenitalia «accorciano le distanze», agevolano la mobilità del Paese collegando velocemente Torino, Bologna,Firenze e Roma con uno dei principali poli fieristici internazionali.

Minella: il viaggio nell’India del caffè, tra Karnataka, Kerala, Ghana

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silvia minella samaritani
SIlvia Minella e Giancarlo Samaritani in viaggio in Birmania

MILANO – Da alcuni anni Silvia Minella ed io ci dedichiamo a queste esplorazioni, alla ricerca delle origini. Il documentario del 2010 racconta di un nuovo viaggio-tipo del Mercante. Un insieme di avventura, esplorazione ed approfondimento, in cui però i rapporti umani in generale e quelli d’amicizia in particolare, hanno un ruolo predominante. In questa occasione il mercante ha voluto organizzare una vera e propria spedizione composta da esperti viaggiatori, appassionati o semplicemente curiosi di esplorare questo piccolo stato dell’Africa Occidentale: il Togo.

La regione caffeicola si trova sulle colline nella regione dei plateaux dove la terra è così fertile che partorisce ogni tipo di frutti. Lì il caffè cresce spontaneamente e c’è una varietà endemica che viene chiamata arabusta, cioè un ibrido tra arabica e robusta. Purtroppo la lavorazione non è organizzata e scarsamente produttiva perché il caffè è coltivato ancora con metodi rudimentali considerati arcaici. Ma proprio questo interessa il mercante nella sua ricerca delle origini, nella ricerca di valori etici più che commerciali che ben si individuano nella fierezza dei contadini che ci riportano al ricordo del nostro mondo contadino. Conoscere di più per capire meglio è il pensiero che spinge il mercante nella ricerca delle origini, ma per approfondire ed ampliare la visuale è necessario andare oltre. Per questo anche in questo viaggio si incontreranno popolazioni insolite, si assisterà a cerimonie e rituali dal profondo valore spirituale e religioso o semplicemente tradizionale, ma sempre fondamentali per la vita quotidiana della gente comune. Il mercante non vuole proporsi quale esperto di caffè, ma semplicemente appassionato. Ama raccontare storie legate al mondo dei contadini e dei loro territori, sopratutto, nel caso dell’Africa, vuole raccontare della vita di tutti i giorni, lasciando ad altri cronisti il compito di far sapere dei grandi problemi che affliggono certi territori . Al mercante piace raccontare di quella grande fetta di gente d’Africa che vive dignitosamente, seppure umilmente, il proprio destino. Gente che ha bisogno di apprendere ma che ha molto da insegnare al nostro “evoluto” stile di vita. Giancarlo Samaritani commerciale@chiccodoro.it

“In viaggio col Mercante” di Silvia Minella La prefazione del professor Salvatore Capodici

La passione per il caffè e l’anima dei popoli Dopo le precedenti pubblicazioni e gli emozionanti filmati in Cd (Ruta dominicana, Verde Africa, Ashanti e Vudù, Cuore Nero della collana “In viaggio col Mercante”), Silvia Minella, pittrice, fotografa e scrittrice, ci presenta il suo ultimo libro (agosto 2011) “Una manciata di terra rossa”, una caratteristica terra a vocazione caffeicola, dove ci si incontra con genti anche semplici e popolari, ma d’alto sentire umano e relazionale. Passione ormai indomabile quella dei suoi periodici viaggi-avventure-studio, che compie assieme al marito Giancarlo Samaritani, che incarna “Il Mercante di caffè” e che nei libri figura con la mitica ed indimenticabile sagoma, coronata dallo spiovente cappello da viaggio. La loro attività commerciale, legata al caffè, esotica merce ed aromatica bevanda, li ha portati non solo ad appassionarsi del magico “chicco”, ma a coinvolgerli nella visita di città, villaggi, paesaggi d’Africa e d’America, per elevarli, in seconda riflessione, a considerare ed analizzare sulla vita e sui comportamenti delle genti che vi abitano, sui sentimenti che ispirano, sulle relazioni che ti prendono e affascinano.

Il libro “Una manciata di terra rossa” si fa leggere tutto d’un fiato, ma poi ti porta a ritornarvi per i frequenti dettagli descrittivi, riflessioni, osservazioni da meditare

Che hanno appassionato non solo l’autrice, ma finiscono per coinvolgere anche il lettore: gli “ambienti dei passi percorsi durante il viaggio e le persone incontrate”, “ricchi di sole, di umanità oltre che di caffè”, descritti col sentimento della scrittrice, che sa osservare e “andare oltre” la visione sensitiva, sono riproposti nelle affascinanti visioni del tracciato letterario: tessuto umano, costumi ed abitudini, merci, piatti etnici ed altre sfumature, nel libro diventano “documenti autentici”, trasformati con pennellate descrittive, ispirate dai ricordi dei viaggi. Gli scatti della macchina fotografica o della videocamera, usate con impeccabile maestria, suggellano, fissano e completano in documentazione quanto è caduto sotto i loro occhi.

Silvia Minella si conferma ancora una volta, e maggiormente in quest’ultima opera, scrittrice dallo stile limpido e genuino, scorrevolissimo

Dai contenuti descrittivi in cui nulla le è sfuggito degli ambienti, delle scene umane, dei contatti etnici ed antropologici, che toccano il cuore e la mente, per riemergere in scritti-riflessioni, in condivisione di culture popolari, in apprezzamenti e godimenti paesaggistici. Delle genti con cui viene a contatto sa cogliere sfumature essenziali ma profonde, sentimenti, spiritualità e misticismo, rapporti di accoglienza; tinte del cielo e sfondi di paesaggi colorati e lussureggianti, il colore della terra: tutto ciò sotto i suoi occhi si trasforma in “zumate indelebili”.

E poi le riflessioni: analisi delle diversità, i contrasti tra due culture non parallele: l’una semplice e genuina, sulle orme ancor dei valori arcaici, quella dei popoli visitati; l’altra sopra le righe, accettabile (?), la modernità, la globalizzazione, la sovrastruttura dei comportamenti, il progresso (?)…. I suoi scritti ormai mostrano la maturazione e la profondità con cui affronta i viaggi: ella è in grado di poter essere protagonista, guida, regista di un’équipe, anche televisiva, per viaggi in cui possa farci conoscere altri popoli, altre anime, altro sentire… e riproporceli… Silvia e Giancarlo, continuate a dilettarci con altre opere, ricche di valori e significati! Grazie! Salvatore Capodici

Sanapo racconta le finali dei campioni in El Salvador e Costa Rica

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sanapo

MILANO – Coffee Inspiration è anche viaggio alla scoperta dei caffè eccellenti e dei baristi talentuosi. Ancora una volta l’inviato speciale è Francesco Sanapo, che ci racconta la straordinaria finale che si è svolta sabato 24 febbraio a San Salvador (El Salvador), il Paese natale del campione mondiale baristi 2011, Alejandro Mendez. Oltre a conoscere tutti i baristi della finale Coffee inspiration ha descritto e raccontato la performance di ogni barista dando particolare evidenza al caffè utilizzato.

Sanapo osserva la finale

Ormai la figura del barista si è affermata in ogni zona del mondo, i baristi sono sempre più leader all’interno della filiera del caffè e soprattutto sempre più preparati e un grande contributo allo sviluppo di questa categoria continua a darlo il Wbc, World barista championship, che grazie alle competizioni fa sì che la conoscenza cresca sempre di più sul prodotto caffè.

Potete leggere e commentare il servizio sulla competizione in El Salvador sul blog del gruppo cimbali: http://coffeeinspiration.gruppocimbali.it/ Domani sarà pubblicato il post sulla Competizione in Costa Rica e nel mese di marzo il tour di coffee inspiration continuerà facendo tappa a Varsavia e Istanbul.

Ferrero: Michele stimato l’uomo più ricco d’Italia su Forbes

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Michele Ferrero
Michele Ferrero

ALBA (Cuneo) – Il gruppo di Alba nel 2011 fatturato record a 7,2 miliardi di euro. Quasi completato il riordino interno Piano di investimenti nei Paesi emergenti. Per ripetere il successo avuto in Europa Per l’ennesima volta, Michele Ferrero si è confermato l’uomo più ricco d’Italia. Il 23esimo al mondo. Patrimonio stimato da Forbes, il mensile americano che ogni anno stila la classifica degli uomini più ricchi del pianeta: 19 miliardi di dollari (14,5 miliardi di euro).

Ferrero un successo internazionale

Anche i conti di Ferrero International, la holding lussemburghese attraverso la quale la famiglia di Alba controlla l’impero del cioccolato, sono stati da record, con più di 7,2 miliardi di euro di fatturato, in crescita del 9,1% sul precedente esercizio, e nuovi investimenti per 382 milioni di euro.

I numeri confermano, dunque, la solidità di uno dei principali gruppi italiani in quello che per Ferrero e, soprattutto, per la famiglia proprietaria è stato l’anno più difficile con l’improvvisa scomparsa, nell’aprile dello scorso anno, del figlio primogenito di Michele Ferrero, Pietro, l’uomo che identificava il nuovo corso Ferrero.

Il gruppo si è immediatamente riorganizzato attorno a Giovanni, che con il fratello Pietro condivideva la carica di amministratore delegato, e la famiglia ha confermato il proprio impegno.

Le persone in Ferrero

Scorrendo i documenti delle molte società che compongono il gruppo dolciario si vede la pronta reazione della proprietà, l’attaccamento all’azienda, lo smarrimento per un evento tragico e imprevisto e poco per volta anche la direzione che il gruppo sembra aver preso. Un puzzle che è andato comprensibilmente componendosi poco per volta ma che sembra ormai sul punto di essere completato e nel quale si è detto dovrà avere un ruolo chiave Umberto Quadrino, l’ex amministratore delegato di Edison che è andato ad affiancare come consulente personale Michele Ferrero.

L’azienda nelle settimane scorse ha smentito che Quadrino sia destinato ad assumere la carica di amministratore delegato, come da qualcuno era stato ipotizzato. Ciò che in ogni caso è chiaro è la direzione strategica intrapresa dalla società di Alba: mercati emergenti. Ai quali sarà destinata la gran parte degli investimenti dei prossimi anni. Nell’Europa dell’Est, la Russia sta già dando grandi soddisfazioni, ma è su Cina e India soprattutto che il gruppo di Alba punta per replicare il successo avuto in Europa.

Ancora oggi, infatti, la stragrande maggioranza dei ricavi di Ferrero deriva dal Vecchio continente, anche se è ad Hong Kong che si consuma il maggior numero di Ferrero Rocher, un esempio del potenziale ancora inespresso. E, poi il Centro e Sud America, e la Turchia, il Sud Africa. Ferrero ha appena destinato 233 milioni di euro per la costruzione di nuovi stabilimenti in Turchia (43 milioni di euro) e Messico (190 milioni di euro), già all’inizio del prossimo anno saranno attive alcune linee produttive per Nutella, Kinder, Rocher.

Risorse

Fortissima, come detto, in Europa, Ferrero deve recuperare terreno nei mercati emergenti, dove si confronta con le grandi multinazionali americane, molto più radicate di quanto non sia ancora la società italiana. Le risorse da destinare a investimenti Ferrero le ha. Già nell’esercizio chiuso all’agosto 2011, più del 5% dei ricavi sono stati dedicati agli investimenti. Dopo aver tentato, due anni fa, l’alleanza con l’inglese Cadbury, finita poi invece nell’orbita dell’americana Kraft, e dopo aver ragionato, l’anno scorso, su un possibile intervento in difesa di Parmalat, acquisita infine dalla francese Lactalis, per il gruppo di Alba sembrano al momento essersi fermati i ragionamenti di un’espansione cosidetta per «vie esterne», ovvero per acquisizioni. Si torna, insomma, almeno per adesso, alla crescita interna da sempre sostenuta dal patron Michele Ferrero. I numeri 7,2 Miliardi di euro. I ricavi consolidati 2011 del gruppo Ferrero (+9,1%). 856 Milioni di euro. Il risultato operativo del gruppo (-4,1% sull’anno precedente). 382 Milioni di euro. Gli investimenti realizzati nel corso dell’esercizio, pari al 5,3% del fatturato. 21.913 I dipendenti del gruppo al 31 agosto 2011 Fonte: CorrierEconomia, pag. 14

Uganda segna cifre dell’export superiori alle aspettative +26%

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export uganda

MILANO – Forte ripresa delle esportazioni dell’Uganda, che hanno segnato a febbraio un +26% rispetto allo stesso mese del 2011. Le vendite di caffè all’estero del paese africano hanno raggiunto i 244.319 sacchi, contro i 193,965 del febbraio dell’anno scorso: un dato nettamente superiore alle previsioni dell’Autorità dell’Uganda per lo sviluppo del settore del caffè (Ucda), che si aspettava un export di 200.000 sacchi. A rendere possibile questo risultato, la ripresa produttiva consentita dal miglioramento delle condizioni climatiche nei mesi trascorsi. Lo scorso mese, Ucda ha rivisto al rialzo la sua stima sull’export 2011/12 portandola a 3,2 milioni di sacchi, dai 3 milioni precedentemente indicati, in virtù delle migliorate prospettive di raccolto per l’anno in corso.

Uganda e poi il Brasile: Cnc invita i produttori a non lasciarsi prendere dal panico

Il consiglio nazionale del caffè del Brasile (Cnc), la potente organizzazione dei produttori brasiliani, ha invitato i produttori a non lasciarsi prendere dal panico, a fronte della forte caduta dei prezzi registrata dall’inizio dell’anno, che ha visto i futures sugli arabica scendere la scorsa settimana, per la prima volta da novembre 2010, sotto la soglia dei 2 dollari per libbra.

“L’andamento non ha nulla a che vedere con i fondamentali di mercato, che rimangono costruttivi” ha dichiarato il presidente Silas Brasileiro in un report diffuso la scorsa settimana aggiungendo che l’offerta attuale basta a stento a coprire la domanda, visto il basso livello delle scorte e la vivacità dei consumi. Il governo brasiliano ha annunciato l’intenzione di raddoppiare quest’anno i fondi volti a finanziare la costituzione di scorte del raccolto 2012/13 mettendo a disposizione dei produttori circa un miliardo e mezzo di reais (644 milioni di euro).