mercoledì 21 Gennaio 2026
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Confida premia i vincitori del concorso Packaging for Vending

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massimo trapletti confida distribuzione automatica
Massimo Trapletti Confida

MILANO – Confida, l’associazione italiana della distribuzione automatica, aderente a Confcommercio – Imprese per l’Italia, ha promosso e premiato i vincitori del concorso “Packaging for Vending” attraverso la selezione delle proposte di imballaggio dedicate al Vending sulla base dei seguenti parametri: requisiti tecnici/tecnologici, aspetti logisti e di gestione, valore comunicativo. La premiazione è avvenuta nel contesto del convegno “Packaging for Vending – Progettare e realizzare l’imballaggio conoscendo il Settore”, nel quale qualificati relatori hanno approfondito i temi dell’incidenza del packaging nell’efficacia del servizio, il ruolo del packaging nel Vending per quanto riguarda la comunicazione e le vendite.

Confida ha assegnato anche premi speciali

Per la “categoria prototipo” all’azienda Tritech-La Matassina, con un imballo ecologico prodotto da una lastra trasparente di R-Pet, materiale ricavato dalle bottiglie in plastica utilizzate proprio nel canale Vending; per la “categoria non food”, il riconoscimento è andato a Easypack, che ha realizzato la bustina monodose Easysnap, piegabile ed apribile con una sola mano, che trova applicazione in numerosi campi (shampoo, lozioni, ma anche food: salse…).

Nella “categoria snack” ha prevalso Conserve Italia con Yoga Snack Fruitesse

Una macedonia di frutta studiata per i distributori automatici, presentata in una colorata lattina litografata, con apertura a strappo e dotata di coperchio in plastica che alloggia un cucchiaino da utilizzare per gustarla immediatamente. Tra le “bevande” premiata Parmalat con Santal 200 cc gusti vari. Vincitore assoluto, infine, Riso Scotti Snack, che ha presentato un prodotto particolarmente innovativo e accattivante: Chiccolat Sprint Riso Drink al Cacao, bevanda vegetale a base di riso al cacao senza glutine, senza latte e derivati, in tetrapak da 200 ml con cannuccia. D

Decisamente significativo il numero degli operatori presenti alla manifestazione che hanno visitato lo stand di Confida

Allestito con tre vending-machine, messe a disposizione da N&W Global Vending S.p.A., Fratelli Manea Srl e Rhea Vendors S.p.A. “Il vending è ormai l’iPad del retail, ovvero una tecnologia di facile accesso. Senza dubbio la distribuzione automatica sarà nei prossimi anni uno dei protagonisti tra i canali distributivi di beni e servizi, in una prospettiva di sempre maggior complementarietà con gli stessi – afferma il Presidente di Confida Lucio Pinetti – Non è più pensabile che l’imballaggio, quando concepito e prodotto, non tenga conto di questo importante canale di sbocco”.

Fiera Milano utile sale a 5,1 mln, torna dividendo pari a 0,2 euro

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rho fiera Milano Dolce Italia da Cibus
Un'immagine del Polo Fieristico di Rho-Pero

MILANO –  Fiera Milano ha chiuso il 2011 con ricavi e margini in crescita e, dopo due anni, tornerà anche a distribuire il dividendo. Il fatturato è salito dell’11,9% a 278 milioni con un aumento del 7,3% dei metri quadri netti occupati durante le manifestazioni a 1,8 milioni. Il Mol ha fatto segnare un incremento del 51% a 30,9 milioni risultando superiore alle previsioni mentre l’utile netto è passato da 2,1 a 5,1 milioni. All’assemblea degli azionisti sarà proposto un dividendo di 0,2 euro per azione.

Fiera Milano: l’indebitamento

E’ calato del 38% rispetto a fine 2010 a quota 52,2 milioni. Quanto alla possibile evoluzione per il 2012, il gruppo resta cauto vista l’attuale situazione di recessione. “Si prevede – scrive Fiera Milano in una nota – che l’attuale congiuntura possa avere ripercussioni negative sulle manifestazioni che si tengono in Italia. Per contro segnali positivi provengono dalle manifestazioni organizzate all’estero”. Nel complesso, la superficie espositiva si dovrebbe attestare oltre 1,8 milioni di metri quadri con un Mol oltre 20 milioni di euro.

Nescafé costruisce il terzo stabilimento per potenziarsi

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nescafé genio
Il logo Nescafé

MILANO – Chi si rivede, il vecchio Nescafé. La casa di Vevey, mentre ovviamente non molla la presa su Nespresso, che si prepara a fronteggiare l’attacco competitivo di Starbucks su mercati fondamentali (Europa e Cina), potenzia il vecchio marchio di caffè solubile. E’ considerato dalla Nestlé un prodotto di massa, più economico e meno ricercato ma non certo meno strategico di Nespresso. Così, la casa svizzera ha annunciato all’inizio di marzo che costruirà un nuovo stabilimento di produzione, in Germania, a 100 chilometri da Amburgo, il maggior porto europeo per l’import di caffè.

Nescafé si espande

Darà occupazione a 450 dipendenti e sarà inaugurato alla fine del 2013. Sarà specializzato nella produzione del Nescafé Dolce Gusto, la varietà cui la casa dà oggi più importanza, e si aggiungerà agli altri due impianti specializzati di Girona, vicino Barcellona, e di Tutbury in Gran Bretagna (il primo, aperto nel 2006).

Il Dolce Gusto viene anch’esso venduto in cialde (foto a sinistra)

E secondo l’azienda la differenza con il Nespresso è che è più “gestibile” in un’ampia gamma di bibite basate sul caffè, oltre ad essere più economico. Per saperne di più: http://www.repubblica.it/supplementi/af/2012/03/12/villaggioglobale/012ventoz.html

Starbucks VS Nespresso: la lotta all’ultima tazzina

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nespresso svizzera Nestlé
Uno dei siti produttivi Nespresso

MILANO –  Sul inserto Affari & Finanza del quotidiano la Repubblica è uscito un interessante analisi del giornalista Arturo Zampaglione. Ve lo proponiamo. I piani di battaglia sono stati definiti ad Amsterdam in occasione di un incontro top secret con 350 manager europei. “Il nostro obiettivo è di accelerare la globalizzazione del gruppo”, ha spiegato loro Howard Schultz, 58 anni, chief executive e maggiore azionista di Starbucks, la catena di caffè numero uno in America e nel mondo, “Vogliamo che il business all’estero passi dal 30 al 50% per cento del nostro fatturato”.

Come fare? Quali sono i piani di Schultz? Innanzitutto vuole aprire nuovi locali, in aggiunta ai 19mila già esistenti, con particolare enfasi sulla Cina e l’India ma anche sull’Europa. Punta sulle specificità nazionali di gusti e di cultura, senza imporre a tutti in modo indiscriminato il modello americano.

Nespresso nel mirino di Schultz

Soprattutto intende sfidare apertamente la Nestlé, la più grande multinazionale dell’alimentazione: la Starbucks lancerà in autunno la “Verismo”, la nuova macchina per le sue cialde Kcup, in concorrenza con la “Essenza” e le altre macchine a cialde della Nespresso, la consociata del gruppo svizzero. “Si aprirà una nuova era”, promette Schultz, senza dilungarsi sulla dichiarazione di guerra contro la Nestlé. E non è un caso che la controffensiva parta proprio dall’Europa, dove la tradizione del caffè è più antica (basta pensare a Pietro Verri e alla rivista Il caffè lanciata alla fine del Settecento) e da dove è partita la rivoluzione delle cialde, ovvero del “caffè porzionato”, che rappresenta l’aspetto più dinamico e promettente del mercato, soprattutto per i suoi margini molto più elevati.

Una capsula con cinque grammi di caffè viene infatti venduta a cinque volte il prezzo di una quantità equivalente di caffè macinato

Schultz ha sempre avuto una particolare attenzione per l’Europa. Fu proprio durante un viaggio di lavoro a Milano nel 1983 che, sorseggiando un espresso in un bar, e rimanendone incantato, si convinse che gli americani erano pronti ad abbracciare un altro modo di consumare la bevanda. Così, rilevata la catena Starbucks di Seattle da Jerry Baldwin, che l’aveva fondata, moltiplicò il numero di locali, dotandoli di wifi, di quotidiani, di comode poltrone, in modo da rendere più invitante l’esperienza del caffè. Il successo fu immediato, a dispetto della qualità dei caffè che non è mai stata certo quella italiana.

Mentre il fatturato cresceva e così anche le quotazioni a Wall Street, Schultz diventava ricco: l’ultima classifica dei miliardari pubblicata la settimana scorsa dalla rivista Forbes gli attribuisce un patrimonio di 1,5 miliardi. Ma invece di godersi questi soldi, saltellando tra la sua villa negli Hamptons e l’appartamento da 40 milioni a New York, continua a porsi nuovi traguardi, specie da quando nel 2008, dopo cinque anni di pausa, ha ripreso in mano la guida dell’azienda.

E adesso tocca la Nespresso

Leader incontrastata nel mercato del caffè solubile (Nescafé), la Nestlé imboccò quasi per caso la strada delle cialde. Fu un suo dipendente, Eric Favre, a inventare e brevettare per primo il sistema della porzione per singola tazza. Nel 1988 un altro manager, JeanPaul Gaillard, lanciò il mercato delle cialde che da allora, anche grazie a un’intensa azione promozionale e agli spot di George Clooney, è diventato uno dei settori più promettenti del business del caffè, dove rappresenta dal 20 al 40% dell’intero fatturato europeo del comparto (17 miliardi di dollari).

Dal 2000 in poi la Nestlé, ora guidata dal fiammingo Paul Bulke, ha venduto 20 miliardi di cialde

Conquistandosi una base di consumatori fedeli, pronti a pagare prezzi più alti della media pur di bere a casa un espresso decente. L’anno scorso la Nespresso ha avuto un fatturato di 3,8 miliardi di dollari, con un aumento del 20 per cento rispetto all’anno procedente. Ma inevitabilmente il boom della casa svizzera ha stimolato la concorrenza: tutti vogliono conquistare una fetta di un mercato in ampliamento, che vale già 8 miliardi di dollari all’anno. Alcune industrie e catene di distribuzione hanno cominciato a produrre cialde più economiche di quelle della Nestlé.

Così ha fatto la Sara Lee, un altro grande gruppo alimentare americano

E così lo stesso JeanPaul Gaillard, che dopo aver gestito per dieci anni la Nespresso, si è messo in proprio lanciando Ethical coffee company, una società che vende capsule compatibili con le macchine della Nestlé, ma meno inquinanti: sono infatti biogradabili e non di alluminio. Finora Bulke e gli altri dirigenti della Nestlé di Vevey, in Svizzera, hanno risposto agli attacchi attraverso le vie legali.

La multinazionale ha in mano 1700 brevetti in difesa del suo Nespresso e li ha fatti valere nei tribunali

Prevalendo in quasi tutti i processi, ma senza assestare un colpo decisivo ai concorrenti. I quali continuano a sostenere che le loro cialde sono ben diverse dalle Nespresso: quelle della Douwe Egberts, una consociata olandese della Sara Lee, disponibili nei supermercati francesi, olandesi e belgi, sono costruite di plastica perforata, non di alluminio, e dal luglio scorso ne sono state vendute 30milioni.

E’ chiaro che con l’imminente arrivo di Starbucks la guerra delle cialde subirà un’escalation, non fosse altro per l’esperienza degli americani, i mezzi a loro disposizione e le capacità di marketing. Schultz ha già introdotto nel novembre scorso le capsule Kcup negli Stati Uniti, dove sono state accolte con entusiasmo. In due mesi ne ha vendute più di 100 milioni. Finora venivano usate per gli apparecchi della Green mountain coffee roaster, l’azienda leader americana (4,2 milioni di “caffettiere” per cialde nell’ultimo trimestre). Ma giovedì scorso la Starbucks ha annunciato che venderà con il suo marchio nuove macchine prodotte dalla tedesca Krueger.

Il traguardo? Diventare un “leader globale” nella categoria delle cialde

I titoli della Green Mountain sono crollati subito dopo l’annuncio. Ma come reagirà la NestléNespresso all’offensiva di Seattle? In parte cercherà di giocare d’attacco, senza restare sulla difensiva. I suoi prodotti sono già venduti da Bed Bath & Beyond e da altre catene commerciali americane. L’apertura di una quarantina di nuovi caffèboutique, come uno a Regent Street, nel centro di Londra, servirà a promuovere l’eccellenza del marchio.

L’inaugurazione di un altro locale a San Francisco porterà la battaglia vicino alla Starbucks. Ma la guerra – secondo gli esperti – sarà lunga e cruenta. E chi spera che i consumatori possano avvantaggiarsene grazie a una flessione dei prezzi, rimarrà deluso. La battaglia della cialda avviene, infatti, in una situazione che vede i consumi in crescita, nonostante la crisi economica, e la produzione di caffè arabico in declino, anche per effetto dei cambiamenti ambientali. E lo scompenso tra domanda e offerta rischia di far ulteriormente lievitare i costi della tazzina. http://www.repubblica.it/supplementi/af/2012/03/12/villaggioglobale/012ilragno.html

Ue contro lo sfruttamento minorile nelle piantagioni di cacao

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filiera del cacao Perù ghana ue
Fave di cacao

MILANO – L’Unione Europea, Ue, “quale principale consumatore mondiale di cacao, deve assicurarsi che non ci sia sfruttamento della forza lavoro minorile durante la raccolta delle fave di cacao”. È uno dei passaggi salienti della risoluzione – di cui da notizia il Sir – che sarà votata nella sessione plenaria dell’Europarlamento in programma a Strasburgo dal 12 al 15 marzo prossimi. Il testo si pone l’obiettivo di proporre un accordo internazionale sulla produzione e commercio del cacao che vincoli i firmatari a migliorare le condizioni di lavoro in questo settore, specialmente per evitare lo sfruttamento minorile.

Ue si oppone allo sfruttamento minorile

Una nota del parlamento europeo segnala in proposito che, “secondo l’Organizzazione internazionale del lavoro, oltre 215 milioni di bambini in tutto il mondo vengono utilizzati come manodopera” e alcuni studi indicano in particolare che i “bambini potrebbero essere stati obbligati a lavorare nelle fattorie di cacao in Ghana e in Costa d’Avorio”.

Nel testo dell’accordo, l’articolo 42

Stabilisce che i Paesi aderenti “si adopereranno per migliorare il tenore di vita e le condizioni di lavoro delle persone che lavorano nel settore del cacao, compatibilmente con il loro grado di sviluppo e in ottemperanza dei principi riconosciuti a livello internazionale”. Fonte: Radio Vaticana

Lima, la lingua italiana piace a 8.000 studenti anche per l’apertura del Caffè Italia e la possibilità di gustare un espresso italiano tra una lezione e l’altra

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La bandiera del Perù
La bandiera del Perù

MILANO – Lo studio della lingua italiana prende sempre più piede in Perù dove è nato da poco l’osservatorio della lingua italiana. Si tratta di un centro di studio e ricerca che l’Istituto italiano di cultura (Iic) di Lima promuove e organizza che è favorito anche dalla possibilità di assaporare espresso italiano tra una lezione e l’altra.

Il successo che i suoi corsi di lingua e cultura italiana hanno registrato negli ultimi anni, ha spinto l’Iic a realizzare uno strumento che possa integrare la tradizionale attività didattica. Ciò per guidare – attraverso strumenti innovativi – il processo di diffusione della lingua italiana nel paese latino americano.

L’iniziativa sarà presentata il 12 aprile presso l’Auditorio Pier Paolo Pasolini a Lima, in Perù

Lo studio della nostra lingua è sempre più diffuso in Perù. Nel 2011 più di ottomila studenti hanno frequentato i corsi di italiano dell’Istituto italiano di cultura e nei primi due mesi di quest’anno si e’ registrato un incremento delle iscrizioni pari al 25,4 per cento.

I più interessati sono gli universitari, pari a circa l’85% dei corsisti

Per avvantaggiare i corsisti, l’Iic ha fornito la possibilità di effettuare l’iscrizione online e ha pubblicizzato i corsi con un’agenzia specializzata anche con studi e analisi delle tariffe di mercato.

Infine, hanno giocato un ruolo importante anche gli accordi di collaborazione linguistica e culturale stabiliti con le principali università di Lima, la possibilità di poter sfruttare spazi dell’Iic e l’apertura del “Caffè Italia”, uno spazio dove gli studenti possono gustare un espresso italiano e assaporare i piatti tipici della nostra gastronomia.

Bianchi Vending Group: si allontana il pericolo chiusura a Pescara

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Logo di Bianchi Vending
Logo di Bianchi Vending

PESCARA – La Bianchi Vending Group di Città Sant’Angelo non dovrebbe chiudere. E’ quanto emerge dall’incontro avvenuto a Roma al quale ha partecipato anche l’assessore provinciale Ruggieri. La Bianchi Vending Group di Città Sant’Angelo non dovrebbe chiudere. E’ quanto emerge dall’incontro avvenuto a Roma presso il Ministero dello Sviluppo Economico, al quale ha partecipato anche l’assessore provinciale Ruggieri. Presenti anche il vicesindaco di Città Sant’Angelo Fabbiani, i rappresentanti dell’azienda e di Confindustria, delle Rsu e dei sindacati.

Bianchi Vending: cosa si è discusso all’incontro

Sembra che l’azienda abbia confermato l’impegno per presentare un piani industriale che preservi la produzione ed il livello d’occupazione, considerando anche, come sottolinea Ruggieri, che gli ordinativi stanno aumentando.

“Lo scenario è notevolmente migliorato ed entro febbraio, grazie all’approvazione del piano industriale, il problema potrebbe essere definitivamente risolto” ha detto l’assessore provinciale Fonte pescara news

Lavazza ascolta i cittadini di Torino per la riqualificazione della nuova sede

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nuvola lavazza carbon neutrality
La Nuvola Lavazza

TORINO – In vista dei lunghi lavori di riqualificazione dell’ex area Enel nella periferia di Torino, dove sorgeranno i nuovi uffici direzionali di Lavazza e nuovi spazi e servizi di interesse collettivo, la storica azienda di caffè ha deciso di curare con attenzione le attività di ascolto dei cittadini e di comunicazione con il quartiere per ridurre i disagi provocati dal mega cantiere.

Lavazza coinvolge la comunità

Il progetto di comunicazione e di reputation management è stato quindi affidato a specialisti: l’agenzia Avventura Urbana, specializzata nella comunicazione di progetti a impatto sociale, e di Eggers2.0, laboratorio di comunicazione digitale formato da studenti e docenti dell’Università di Torino.

Si è partiti da un’attività preliminare di ascolto della comunità del quartiere (con incontri pubblici e interviste one-to-one) e da una mappatura delle realtà sociali ed economiche presenti nella zona, per poi elaborare l’immagine coordinata partendo dal naming del progetto, definito Nuvola, e gli strumenti di comunicazione realizzati appositamente per il progetto.

Uno di questi è il sito internet aggiornato in tempo reale che presenta il progetto in tutte le sue articolazioni

Descrive lo stato di avanzamento dei lavori, dà avviso delle attività che di volta in volta impatteranno sul territorio (chiusura di strade, divieti di parcheggi, etc.), illustra le norme sulle sicurezza e la policy di sostenibilità ambientale del progetto e, soprattutto dà voce agli abitanti del quartiere. Fonte: eventerport

Crescono i maestri del caffè in Italia: i nuovi professionisti delle caffetterie italiane

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Global Coffee institute gruppo cimbali percorso formativo
Il logo di Gruppo Cimbali

ROMA – Si è concluso ieri il percorso formativo a Roma presso la sede Cimbali con il supporto di Nicola Marchesani (responsabile Cimbali Roma) e il neo trainer Andrea Matarangolo, presso la quale sono stati attivati 11 nuovi assistenti maestri del caffè. Durante il corso inoltre vi è stata l’opportunità di testare il nuovo prodotto della Centrale del latte di Brescia.

Cimbali forma i maestri del caffè a Roma

In Puglia a Barletta presso la sede dell’accademia Rosito un altro percorso similare ha portato alla luce un altro gruppo di assistenti maestri, ricordiamo che la Rosito è sede ufficiale e storica dell’Aicaf sotto il coordinamento di zona del direttore Mimmo Rosito.

A brevissimo a Milano alla Professional Coffee Accademy (scuola professionale dell’Altoga) inizierà il corso di due giornate abilitante alla figura di assistente maestro del caffè.

Chi fosse interessato può contattare la responsabile (Antonella Paganoni) al numero 027750232 – ricordiamo che la sede del della PCA di Milano di Altoga è una delle strutture più grandi e meglio strutturate per fare formazione in caffetteria in Italia con 8 macchine espresso e 16 macinadosatori installati.

Per chi fosse del Piemonte e zone limitrofe può invece contattare direttamente l’accademia, i corsi sono appena iniziati ad Alba nella sede coordinata da Rolfo Roberto e dal trainer Valter Griffone.

Sono in attivazione i corsi a Brescia e a Faenza ed un nuovo progetto anche ad Arco (Tn) con la supervisione di Fabrizio e Lorenzo Martinelli.

In ogni caso è possibile ricevere maggiori informazioni contattando la segreteria al numero 030.9636365 o andare sul sito www.aicaf.com (per vedere le immagini dei corsi è possibile iscriversi al gruppo AICAF su Facebook).

Confida riunisce la distribuzione automatica di Padova per un workshop

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confida distribuzione automatica
Il logo dell'associazione

PADOVA – Le aziende che si occupano di distribuzione automatica e che si riconoscono nella sigla di riferimento di Confida, l’associazione italiana della Distribuzione Automatica, si sono riunite di recente presso l’Ascom Confcommercio per mettere a punto in un workshop dedicato le strategie di valorizzazione del servizio, a tutela della competitività e della redditività delle singole realtà aziendali.

Confida fa il punto del mercato in un workshop

Alla presenza del presidente di Confida, Lucio Pinetti, il presidente del gruppo imprese di gestione del servizio a mezzo distributori automatici Cesare Spinelli, il direttore di Confida Piero Lazzari, Michele Evolvi e i rappresentanti di Confida del Triveneto, oltre al segretario generale Ascom Otello Vendramin, si sono svolti i tavoli di lavoro, articolati in quattro aree progettuali che hanno toccato i punti salienti della formazione mirata alle esigenze del gruppo.

Progetto Leanus, strumento competitivo e agile per l’analisi del posizionamento competitivo aziendale

Alla certificazione TQS Vending, uno strumento per la certificazione di qualità del prodotto, all’analisi del Capitolato standard dell’associazione per concludersi con l’offerta formativa per costruire e consolidare competenze e qualificazione. Una quarantina le aziende del Triveneto coinvolte nella giornata densa e impegnativa, che hanno potuto sperimentare con questa formula coinvolgente e dinamica un modo diverso di fare azienda.