mercoledì 21 Gennaio 2026
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Caffeina: perché bisogna fare attenzione a non assumerla in tutte le forme

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caffeina caffè
Un effetto della caffeina

MILANO – Con buona pace degli estimatori dell’espresso (ma anche di Starbucks), quella di ingerire molecole di caffeina non veicolate da caffè è una moda che negli Stati Uniti va avanti da ben più di un decennio: in alcuni college le pillole di caffeina si trovano direttamente nel bookstore, e su internet si possono comodamente acquistare marshmallow caffeinati. Sta destando scalpore, tuttavia, la campagna pubblicitaria di un prodotto che si fa chiamare AeroShot e che promette caffeina da sniffare.

Slogan: “niente calorie, niente bevande, solo caffeina.”

Nonché “energia da respirare” La Food and Drug Administration ha avvertito la compagnia che la pubblicità potrebbe essere a breve sanzionata in quanto “falsa e ingannevole.” Nonostante AeroShot sia presentato a prima vista come un dispositivo che ti permette di inalare la caffeina (il nome già la dice lunga, per non parlare del claim ”energia da respirare”), se si legge con un po’ di attenzione le istruzioni sul sito dedicato si scopre… che in realtà la caffeina spray è da ingerire.

Oltre al messaggio potenzialmente ingannevole, la FDA si dice preoccupata che gli acquirenti possano effettivamente sniffare un prodotto che da sniffare non è. Fonte: Huffingtonpost

Verismo: ecco il nuovo sistema Starbucks per capsule espresso

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starbucks
Il logo di Starbucks

MILANO – Si chiamerà Verismo, il sistema per il caffè porzionato di Starbucks, il cui lancio è previsto entro l’autunno. Dietro a questo nome dall’assonanza italiana (di cui sarà interessante conoscere genesi e significato), si cela, in realtà, un prodotto che nasce da una partnership strategica con i tedeschi di Krueger GmbH & Co., parte di Krueger Gruppe ,una multinazionale del food (realizza oltre il 9% del suo fatturato di esportazione in Italia) specializzata nel settore degli alimenti e delle bevande liofilizzate. Come si legge nel comunicato diramato giovedì scorso, il nuovo sistema abbina la vasta gamma di miscele di caffè (100% arabica) e le celebri bevande di casa Starbucks con un esclusivo sistema di estrazione (in attesa di brevetto) di tecnologia svizzera. La commercializzazione inizierà negli ultimi mesi dell’anno, in tempo per il periodo natalizio: online, in locali Starbucks selezionati, nel dettaglio specializzato statunitense e canadese e in alcuni mercati esteri.

Verismo si fa strada nel monoporzionato

Disponibili, oltre alle capsule di caffè torrefatto, anche le capsule di latte che consentiranno la preparazione delle celebri bevande a marchio Starbucks. Non sono noti né i dettagli finanziari della collaborazione con Krueger, né il prezzo di vendita della macchina (stando ad alcune indiscrezioni potrebbe attestarsi attorno ai 250 dollari).

“Il connubio tra l’autorevolezza di Starbucks nel campo del caffè e la nostra competenza tecnologica consentiranno di soddisfare le aspettative di milioni di consumatori in tutto il mondo” ha dichiarato Marc Krueger, membro del Cda della Krueger GmbH & Co. KG.

“Il segmento del porzionato è quello in crescita più rapida a livello mondiale – ha dichiarato il presidente e ceo di Starbucks Howard Schultz – e da tempo il nostro traguardo era quello di poter fornire un sistema con un elevata pressione di erogazione, in grado di offrire la qualità delle bevande di Starbucks a casa o al lavoro, ai clienti desiderosi di vivere l’esperienza Starbucks anche al di fuori dei nostri locali”. L’intenzione di Starbucks di entrare nel ricco mercato del caffè porzionato era stata preannunciata il mese scorso dallo stesso Schultz, in un’intervista al Financial Times Deutschland.

“Nestlé ha fatto un lavoro straordinario con Nespresso creando un business miliardario, ma ora è giunto il momento di accendere la competizione” aveva dichiarato il guru americano delineando i piani della multinazionale di Seattle, volti a rafforzare la sua presenza europea nel comparto caffetterie, ma anche nel canale alimentare.

In una webcast la scorsa settimana, Schultz ha tenuto a sottolineare che il nuovo progetto non influirà in alcun modo sulla partnership, conclusa lo scorso autunno, con Green Mountain Coffee Roasters (Gmcr)

Esplicitando le differenze e la complementarietà tra i sistemi Keurig (con le capsule K-Cup per la preparazione del caffè filtro all’americana) e Verismo (capsule per la preparazione dell’espresso e di bevande a base di espresso). “I due sistemi – ha assicurato possono tranquillamente coesistere”. Starbucks è entrata nel segmento premium nel solubile monoporzione nel 2009, con Starbucks VIA Ready Brew, e ha recentemente ampliato il suo target grazie all’alleanza con Gmcr, si legge ancora nel già citato comunicato diffuso la settimana scorsa, secondo il quale, nelle prime 8 settimane successive al lancio, sono stati venduti oltre 100 milioni di K-Cup con caffè Starbucks e il business continua a crescere.

“Ma abbiamo ora l’opportunità di venire incontro a quei milioni di consumatori che auspicavano una soluzione, targata al 100% Starbucks, nel mercato, in forte crescita, del caffè monoporzione premium, con una qualità, un gusto, una varietà di tostatura e un’attenzione al design all’altezza del marchio Starbucks e del suo prestigio,” ha dichiarato Jeff Hansberry, responsabile dello sviluppo dei canali di vendita. Tutte queste dichiarazioni non hanno rassicurato i mercati e il titolo di Gmcr è arrivato a perdere sino al 16% in corso di contrattazione giovedì scorso oltre a subire un downgrade da “buy” a “hold” da parte di alcuni analisti.

Ma Verismo potrà realmente impensierire il dominio di Gmcr, che grazie alle K-Cup domina attualmente il mercato Usa con una share attorno al 75%?

I “teorici della cospirazione” hanno già osservato che per creare il suo sistema a capsule, Starbucks si è rivolta a un partner estero (Krueger) con un nome vagamente assonante con quello di Keurig, la compagnia americana del Massachusetts (oggi una sussidiaria di Gmcr), che ha inventato le K-Cup. Al di là della suddetta tesi “complottista”, le opinioni di esperti e analisti sono fortemente discordi.

Alcuni giudicano la reazione negativa degli investitori “irrazionale” e reputano che i due standard non entreranno in competizione. Altri ritengono invece che una qualche sovrapposizione commerciale sia possibile, soprattutto con il nuovo sistema Keurig Vue, messo a punto da Gmcr per riqualificare la propria produzione a fronte della scadenza ormai imminente (settembre 2012) di alcuni brevetti chiave delle K-Cup.

E’ importante sottolineare che la tecnologia Keurig è concessa in licenza, oltre che a Starbucks, a vari altri torrefattori e produttori di tè e cacao, tra i quali Diedrich/Gloria Jeans, Timothy’s World Coffee, Van Houtte, Caribou Coffee, Celestial Seasonings, Bigelow Tea Company, Twinings, Tully’s, Newman’s Own e Ghirardelli Chocolate Company. Va infine ricordato (e la stampa americana sembra essersene scordata, perlomeno nelle analisi di questi ultimi giorni) che Gmcr ha concluso, nell’agosto 2010, un accordo di collaborazione pluriennale con Lavazza (in virtù del quale Lavazza è entrata nel capitale di Green Mountain), che prevede anche lo sviluppo congiunto di nuove macchine espresso, con relative cialde monoporzione, che verranno prodotte da Lavazza. La collaborazione tra Starbucks e Green Mountain si limita dunque alle sole K-Cup per il caffè filtro e, per quanto riguarda le capsule espresso, i due colossi stanno seguendo da tempo strade separate.

Caballini fa il punto del mercato all’assemblea annuale del GTTC

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unesco lettera aperta caffè espresso tradizionale pat Il Conte Giorgio Caballini di Sassoferrato, Presidente del Consorzio di tutela del caffè espresso italiano tradizionale
Il Conte Giorgio Caballini di Sassoferrato, Presidente del Consorzio di tutela del caffè espresso italiano tradizionale

MILANO – Assemblea Annuale del Gruppo Triveneto Torrefattori Caffè Relazione, considerazioni e saluti del Presidente Giorgio Caballini di Sassoferrato Un cordiale saluto di benvenuto agli ospiti presenti ed a tutti gli stimati colleghi.

Caballini: “Ritrovarci in occasione dell’Assemblea Annuale del GTTC per il quarto anno consecutivo qui a Treviso, nella sede di rappresentanza di Unindustria, può essere oramai considerata una consuetudine acquisita”

“Esprimo pertanto i miei ringraziamenti personali, e di tutti i soci del Gruppo, alla prestigiosa Associazione che nuovamente ci ospita. Anche quest’anno, considerate oltretutto le ampie fluttuazioni avvenute nelle quotazioni del caffè crudo, inizio facendo il tradizionale confronto tra i dati dell’anno scorso e la situazione di alcuni giorni orsono. Alla Borsa di New York l’11.02.11 la prima posizione quotava 251,95 cents/libbra, il 10.02.12 la prima posizione al NYBOT era 215,30 cents/libbra. Al Liffe di Londra l’11.02.11 la prima posizione quotava 2216 $/t, il 10.02.12 marzo ha chiuso a 1994 $/t .

Per un raffronto più omogeneo naturalmente bisogna prendere in considerazione le variazioni avvenute nel periodo tra il $ e l’ €. Con 1 € l’11.02.2011 si poteva acquistare 1,3524$, il 10.02.2012 con 1€ si poteva acquistare 1,3188 $. La consueta combinazione dei dati di borsa, rapportata al diverso valore dell’Euro (che nel mese scorso aveva toccato il minimo degli ultimi dodici mesi ossia 1,2665 € x 1 $), considerando le miscele certificate “Espresso Italiano di Qualità” con i nuovi parametri previsti dal capitolato, determina, rispetto all’anno scorso, una leggera diminuzione del puro costo del crudo di 39 centesimi al Kg.

Perciò, nonostante gli altri costi industriali abbiano continuato la loro inarrestabile corsa all’insù, alla fine di queste breve esemplificazioni, possiamo trarre la conclusione che dopo due anni di quotazioni sempre in salita, finalmente, c’è stata una piccola inversione di tendenza.

La speranza è che coloro che, in passato hanno sopperito al mancato adeguamento dei prezzi (dovuto alle asfittiche condizioni di mercato) con la discutibile immissione in commercio di miscele di qualità inferiore, adesso possano invertire la tendenza ed effettuare nuovamente l’acquisto di prodotti di più alta qualità.

Anche il mercato della nostra clientela, sempre più insidiato dal settore delle cialde – capsule in mano alle multinazionali beneficerebbe di un innalzamento del livello qualitativo

A quest’ultimo proposito, considerata l’evidente diminuzione della professionalità della nostra clientela, dato che il settore bar è sempre più in mano a gente inesperta, sarebbe altamente auspicabile che tutte le torrefazioni facessero effettuare dei corsi ai gestori ed ai collaboratori. Questo per far sì che l’espresso servito nei pubblici esercizi possa essere a cinque stelle, differenziandosi dai caffè erogati con le cialde e con le capsule. Ritorno ancora sull’argomento quotazioni del crudo.

I prezzi, sia dell’Arabica che della Robusta, hanno subito nel corso del 2011 delle violente oscillazioni

Dal grafico (Borsa di New York) possiamo renderci visivamente conto che l’anno trascorso è stato dominato da una forte volatilità determinata dal sostanziale equilibrio tra produzione mondiale e consumi e dal conseguente intervento speculativo dei fondi di investimento. Per inciso, faccio notare che la media mensile del prezzo indicativo composto ICO più alta dal giugno 1977, espressa in cents per libbra pari a 231,24, è stata raggiunta nel mese di aprile.

I consumi mondiali continuano a crescere al ritmo del 2-3% all’anno, sostenuti soprattutto dai paesi appartenenti al cosiddetto BRIC (Brasile, Russia, India, Cina). Pare che il Brasile, indiscusso primo produttore mondiale di caffè, stia per diventare anche primo consumatore mondiale (si stima un consumo interno superiore ai 20 milioni di sacchi), ed è stato affermato che la raccolta brasiliana 2012/2013, potrebbe non bastare a soddisfare le esigenze del mercato interno e dell’export.

Tutto ciò nonostante si preveda una produzione da record: le stime CONAB parlano di una produzione totale di circa 50,6 milioni di sacchi per la raccolta 2012/2013 (che inizia ad aprile 2012), superiore alla precedente produzione 2011/2012, che si aggira intorno ai 43,5 milioni di sacchi. Inoltre, la produzione mondiale, anche per mancanza di nuove terre da destinare alla coltivazione, non è suscettibile di gran incrementi. Se le scorte, che sono già ai minimi storici, dovessero scendere ulteriormente, ci potremmo trovare di fronte ad una situazione fortemente soggetta ad ondate speculative.

Caballini: Ogni previsione però è impossibile, le variabili sono troppe e difficilmente valutabili

Venendo ora, brevemente, alla situazione italiana, possiamo notare che nel nostro settore le importazioni nei primi sei mesi del 2011 sono ammontate a quattro milioni di sacchi con un incremento del 2,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente ed anche le esportazioni hanno ripreso a crescere ad un ritmo superiore al 9%. Gli ultimi dati disponibili danno i consumi apparenti in Italia in leggera flessione dello 0,3%. Continua a ritmo sostenuto l’incremento del caffè venduto in cialde e capsule, persevera la debolezza nel settore horeca e vi sono variazioni marginali nel comparto della distribuzione alimentare. Cambio ora argomento e Vi segnalo il notevole successo avuto dal SIC (svoltosi a Milano tra il 21 ed il 25 ottobre) all’interno di HOST 2011. Sono stati rappresentati 1600 espositori e la presenze dei visitatori hanno raggiunto il numero di 125.000.

Ciò è di buon augurio per la prossima Triestespresso che si terrà tra il 25 ed il 27 ottobre 2012, purtroppo, ancora negli stessi ambienti della vecchia Fiera. Auspico, a tal proposito, che la regione Friuli, in considerazione del fatto che Trieste è la sede del “distretto industriale del caffè”, compia uno sforzo, anche finanziario, per poter trovare, sempre nell’ambito della Provincia, una sede più consona ai recenti successi della Triestespresso.

Degna di nota e menzione è anche l’importante attività svolta da altre associazioni che hanno saputo comunicare molto bene al pubblico gli effetti positivi del caffè sulla salute

Sono stati ben evidenziati i benefici derivanti da un costante ed equilibrato consumo di caffè nella lotta di prevenzione dell’Alzheimer, del diabete di tipo 2 ed in alcuni casi di tumore. Dati tutti rilevati da ricerche scientifiche di ampia affidabilità. Ora, prima di concludere, permettetemi di analizzare, brevemente, la situazione economica italiana ed europea. Il nuovo governo ha, come si suole dire, affrontato “il toro per le corna”, in modo coraggioso e tempestivo, stavamo per precipitare nel baratro.

Le manovre, sulle quali non entro in merito (servirebbe un libro!), pare possano essere efficaci ma è troppo presto per poterlo affermare con sicurezza. Mi corre però l’obbligo di esaminare alcuni punti che ci riguardano in maniera diretta. Mi riferisco in particolare a quanto stabilito per il settore nautico, settore trainante per molti comuni del Veneto, del Friuli Venezia Giulia, della Liguria e della Sardegna. Aver messo una tassa per ogni giorno di ormeggio, anziché una tassa di possesso sulla barca, è stato un errore madornale al quale, spero presto, il governo ponga rimedio. La legge, come concepita, ha già causato un fuggi fuggi generale dalle nostre coste per non parlare delle mancate prenotazioni e delle rinunce ad investimenti in nuove marine, per ora già congelati e forse andati definitivamente persi.

Ma chi ci governa e parla sempre della “necessità della crescita”, si rende conto che per ogni barca in meno che ormeggia nei nostri porti ci saranno dei turisti in meno che sbarcheranno e che, se ciò non fosse avvenuto, sarebbero scesi a terra per fare svariati acquisti?

Gli stati marini vicino al nostro ci stanno ringraziando dato che gli stiamo fornendo “su un piatto d’argento” molti di quei turisti che noi, in questo modo invece, maltrattiamo.

Nessuno verrà più a fare le riparazioni dei natanti nei nostri cantieri e, pertanto, tutto l’indotto ne sarà ampiamente danneggiato

Lo stato dovrebbe invece applicare la tassa sulla barca e potrebbe anche stabilire un piccolo incentivo per ogni turista straniero che ormeggia nei nostri porti. Qui sono certamente di parte ……… potrebbe offrire un caffè al giorno per ogni passeggero della barca. Sono sicuro che questo piccolo, ma significativo, gesto di gentilezza sarebbe molto apprezzato, soprattutto dai turisti tedeschi.

I posti nelle nostre marine verrebbero tutti occupati, gli investimenti riprenderebbero, la creazione di nuovi posti barca porterebbe nuovi posti di lavoro con un conseguente aumento del benessere generale, non è forse quello che vogliamo? Ultima osservazione… ma l’argomento mi sta a cuore perché sono convinto che senza la creazione degli Eurobond tutto sarà molto più difficile.

Caballini: Mi permetto in tal sede di menzionare quanto detto dal politologo Edward Luttwak:

…. “ gli europei diventarono folli : il 1914 ed il 1939, e il risultato furono due guerre mondiali . Ora siamo al terzo appuntamento con la follia: la crisi dell’euro.“ Purtroppo il fattore dominante del 2012 sarà la crisi determinata dal debito dell’eurozona. Citando sempre Luttwak questa è “la follia dei governanti dei paesi dell’Europa del sud ossessionati dall’idea di farsi accettare da Francia e Germania: stanno sacrificando i loro figli per rimanere nel club dell’euro.”

Pare che il nostro Governo, diretto dal Professor Monti, ancora timidamente, stia però cercando di togliere il giogo impostoci dalla Germania. Le nostre ragioni devono essere fatte valere, ne abbiamo tutti i diritti anche nell’interesse di tutti quelli, sembrerà strano, che, ancora oggi, non vogliono rinunciare ai loro privilegi. La parola privilegi ha aperto la porta ad un ultimo, ma non meno importante, argomento. La nostra classe politica ci ha chiesto di fare dei pesanti sacrifici e gli italiani li faranno, ma si aspettano che anche i politici facciano, doverosamente, lo stesso.

Ad oggi abbiamo solo ricevuto delle vaghe promesse di riduzione del numero dei parlamentari (attualmente un esercito di circa 950 persone)

E di allineamento dei loro corposi emolumenti al livello della media europea. I Presidenti di Camera e Senato hanno promesso che avrebbero provveduto entro gennaio 2012. In realtà, a fine gennaio, non si sono abbassati gli stipendi ma hanno semplicemente rinunciato all’ulteriore aumento in programma che sarebbe derivato dal passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo.

Gli italiani, tutti, se lo aspettano e, se non verrà fatto nulla o quasi come i più temono, la riforma elettorale che permetterà di scegliere i candidati sarà inutile, nessuno li vorrà votare e non vorrei che 60 milioni di “indignados” scendessero a Roma. La corazzata italiana ha rischiato di affondare e i passeggeri sono ancora tutti a bordo. Ma voi, governanti, non sarete mica seduti a riva su uno scoglio? “Risalite a bordo ….., date i comandi corretti è un ordine”.

Concludo la mia relazione con un breve aggiornamento sul nostro Gruppo

Nel corso del 2011 hanno fatto il loro ingresso 25 nuovi soci (17 sostenitori e 8 sostenitori – fornitori) e pertanto, al 31.12 u.s., il numero dei soci è salito a 251 (di cui 45 soci ordinari e 206 soci sostenitori). Infine, come di consueto, ringrazio per la preziosa collaborazione, tutto il Consiglio Direttivo, i soci ordinari e sostenitori ed il nostro sempre zelante ed infaticabile segretario Antonio Franciosa. Ad Maiora Il Presidente Giorgio Caballini di Sassoferrato

Come coltivare una piantina di caffè dentro casa

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La pianta del caffè

MILANO – Siamo ormai a marzo ed è il periodo ideale per cimentarsi in una nuova “impresa” a base di caffè: coltivare nel vostro salotto una Coffea arabica (o le altre varianti ornamentali Coffea iberica e Coffea robusta). Quale pianta è più indicata per abbellire la casa di un vero amante del caffè? La Coffea è dotata di un lussureggiante fogliame e, coltivata in appartamento, non supera in genere il metro e mezzo di altezza; i rami sono esili e ricchi di foglie verde scuro, i fiori sono bianchi e profumati e talvolta possono dare origine a bacche scarlatte (le drupe!) che contengono i chicchi di caffè.

Coffeea: come poterla avere nel proprio giardino

Per avere una Coffea in casa è sufficiente seminare a marzo in un composto a base di terriccio e torba, mettendo i semi – caffè verde con il pergamino – a una profondità di circa 1,5 cm e tenendo il vaso in un ambiente umido e ombreggiato a circa 27°. Quando la piantina inizia a crescere si sposta il vaso alla luce riducendo la temperatura.

La Coffea adulta va tenuta in un luogo illuminato ma lontana dal sole diretto, pena brutte scottature per le foglie. Va evitata anche l’ombra completa, perché deprime la vegetazione.

La pianta va poi innaffiata frequentemente ma evitando qualsiasi ristagno

In estate è consigliabile spruzzare le foglie con l’acqua per mantenerne l’umidità, mentre le temperature elevate non sono un problema. Durante l’inverno la temperatura massima dovrebbe essere intorno ai 18° gradi e la minima non scendere sotto i 13.

Cheese bar: il primo apre a Milano con un’originale Faema 1961

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milano centro dehors colazione a domicilio cheese bar gettoni
Piazza del Duomo a Milano

MILANO – Un angolo delle Alpi in via Foppa, il primo cheese bar al mondo. Roberto Rusconi, erede di 120 anni di tradizione casearia, vuole fare le cose in grande. La sua Baita del formaggio di fianco al Parco Solari, meta imprescindibile per ogni amante dei latticini, a fine marzo raddoppia. Sul marciapiede antistante sorgerà una… baita. «Realizzeremo il primo “cheese bar” al mondo – annuncia il maestro casaro – con un gazebo costruito interamente in legno. Uniremo tradizione e design moderno. Il Financial Times l’anno scorso ci ha inserito tra le cinque formaggerie più importanti del mondo. Puntiamo al primo posto».

Cheese bar, una novità meneghina

Il primo casaro della famiglia fu il bisnonno, una piccola azienda nel lecchese. La prima ditta commerciale la aprì il papà, Marcello, nel 1958 in via California. Roberto a 5 anni dava una mano nel disporre le forme e nel “collaudarle” con il martello. L’ultimo spostamento all’inizio di via Foppa risale al 2000. Nello stesso periodo l’idea di uno spazio ristoro già frullava nella testa del maestro casaro.

«Non esisono cheese bar al mondo come il nostro – assicura Roberto Rusconi – ovvero un locale che ti serva sempre un menu con piatti a base di formaggio, con i giusti abbinamenti di salse, marmellate e vini, e che abbia una simile varietà, 300 tipi di formaggi da tutto il mondo, 50 dei quali autoprodotti. Abbiamo sperimentato il cheese bar a Golosaria, a Milledue formaggi a Mantova, alla Fiera dell’artigiano. Sempre un successo».

Complice dell’iniziativa è Giuseppe Cappa, barman da una quindicina d’anni e pronto a buttarsi nell’impresa

Ai due si aggiungerà un sommelier oltre al personale storico della Baita. In primis, la nuova struttura. «Abbiamo diviso a metà la vetrina inserendoci un piano per la preparazione dei piatti – rivela il proprietario della Baita – ed è già arrivata la macchina da caffè, una Faema del 1961. Davanti sorgerà una struttura di 40 metri quadri in legno, con sgabelli, tavoli e set di tovaglie e tovaglioli a lavorazione artigianale». Disegnati da Roberto stesso. Le sedie saranno ispirate agli sgabelli dei mungitori, con l’aggiunta di braccioli e appendini sul retro per le giacche. I tavoli riprodurranno i banconi di taglio del parmigiano. I piatti saranno in ardesia nera.

Cheese bar: apertura dalle 10 alle 22

«Non avremo una cucina nostra ma proporremo pasta fresca e piatti pronti di un’azienda mantovana e prodotti a chilometro zero come il pane di Marinoni, che serviremo su tegole di tetto». Previsti menu di stagione da pregustare citando qualche portata: gnocchi al bollcrem o tartucrem (le speciali miscele della casa di gorgonzola con chamapagne o tartufo), fonduta di brie al tartufo, tomini su pietra lavica e, dulcis in fundo, gelato al formaggio.

Cinquanta posti, musica lounge e apertivi tematici. «Il venerdì introdurremo una nostra invenzione, il sushi cheese, con il formaggio al posto del pesce. Contiamo di inaugrare il Cheese bar entro la Fiera del Salone». Negli anni, sulla parete lignea della Baita del formaggio hanno lasciato la loro firma Gina Lollobrigida, Renato Pozzetto, Sylvester Stallone, Fiorella Mannoia… Persino un guru dell’alta cucina come Gualtiero Marchesi. I clienti, vip e non vip, sono destinati ad aumentare. La scalata al primo gradino del podio delle formaggerie è cominciata. Fonte: ilgiorno.it

In Spagna McDonald’s aprirà una ventina di nuovi McCafé entro l’anno

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insegna McCafé mcdonald's
Un'insegna McCafé, le caffetterie abbinate ai McDonald's

MILANO – McDonald’s aprirà entro la fine dell’anno 15-20 spazi McCafé all’interno dei propri locali, con un investimento compreso tra i 2,5 e i 3 milioni di dollari. In questo modo, la catena americana punta a triplicare la rete attuale di caffetterie composta da 10 McCafé in altrettante location ubicate in grandi città quali Madrid, Barcellona, Siviglia e Valencia, ha spiegato in un’intervista a Europa News il presidente e direttore generale di McDonald’s España Patricia Abril.

Il target della multinazionale americana si sposta ora alle città più piccole e punta a verificare, in contesti diversi da quelli metropolitani, la validità e il potenziale di crescita della formula.

Sino a oggi, McDonald’s ha sperimentato il format McCafé in varie location e tipologie di locale, tanto nei centri storici, quanto all’interno dei centri commerciali e nei ristoranti tipo chalet.

McCafé: obiettivo rifinire il brand adattandolo al pubblico locale, per lanciarlo quindi, poco a poco, in un numero sempre maggiore di punti vendita.

Secondo la compagnia americana, le esperienze sin qui compiute nella decina di McCafé già operanti, si sono rivelate positive e stanno contribuendo a diversificare e ampliare la base di clientela e le fasce orarie di frequentazione dei locali.

I McCafé offrono, oltre all’espresso e alle altre bevande a base di caffè, frullati, frappè e specialità dolci. McDonald’s ha fatturato in Spagna 928 milioni di euro nel 2011, con un incremento delle cifre di vendita del 9,1% rispetto all’esercizio precedente.

La rete è composta da 426 ristoranti (per l’80% in franchising) con una forza lavoro di oltre 21 mila collaboratori

La multinazionale di Oak Brook prevede di investire, di qui al 2014, 160 milioni di euro in nuove aperture e ristrutturazioni di esercizi esistenti, con la creazione di 3.300 nuovi posti di lavoro.

Spagna: iniziativa locale punta a fa rivivere il settore del caffè sull’isola di Gran Canaria con una produzione da piantagioni locali

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Bandiera della Spagna antifumo barcellona
Bandiera della Spagna

MILANO – Rivive il settore del caffè alle Canarie, grazie all’impegno degli organi amministrativi locali. Il consigliere all’agricoltura, l’allevamento e la pesca del capitolo dell’isola di Gran Canaria José Miguel Álamo ha consegnato mercoledì scorso un migliaio di arbusti di caffè, che saranno impiantati nelle aree attigue alla Casa del Café di Maipéz, nel comune di Agaete, provincia di Las Palmas.

Le piante sono di varietà arabica “Tipica” e derivano dal materiale genetico delle cultivar anticamente coltivate nella Valle de Agaete.

Le piantine provengono dai vivai dell’istituto agronomico sperimentale, che ha offerto la sua collaborazione nell’ambito del programma di valorizzazione del caffè di Agaete, che gode dell’appoggio del locale capitolo amministrativo.

La messa a coltura avverrà a cura degli studenti della scuola-laboratorio di Agaete nei terreni che circondano la già citata casa del caffè. La Casa del Café di Maipéz è un centro tematico creato per illustrare e documentare la filiera produttiva del caffè, con fini turistici, ma anche culturali, storici, economici e ambientali.

Grazie all’attivismo delle associazioni e delle agenzie di sviluppo locali, la coltura del caffè ha conosciuto un primo rilancio, sotto la spinta di alcune significative esperienze-pilota di produzione e commercializzazione avviate lo scorso decennio. L’introduzione del caffè nel territorio di Agaete risale alla fine dell’ottocento.

La produzione attuale, secondo i dati a nostra disposizione, si attesta attorno ai 1.500 kg annui di caffè tostato e macinato, ma potrebbe essere potenzialmente quattro volte superiore. I produttori locali puntano a ottenere il riconoscimento della denominazione di origine, il cui iter preliminare è già stato avviato.

Álamo ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa sostenuta dalla sua amministrazione, che contribuisce a valorizzare il settore agroalimentare dell’isola creando posti di lavoro per i giovani e incentivando il recupero delle terre coltivabili.

Vending: zero commissioni per il ritiro della moneta da parte delle banche

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distribuzione automatica vending moneta
Zero commissioni per il ritiro della moneta

MILANO – Confida, Associazione Italiana Distribuzione Automatica, aderente a Confcommercio – Imprese per l’Italia, esprime pieno apprezzamento per l’attenzione mostrata dall’on. Mauro Pili, per aver presentato un’interrogazione parlamentare sulle criticità emerse in capo alle imprese della distribuzione automatica (vending) per effetto del recente provvedimento governativo (D.L. n.201/2011, art.12, c.1) sulle limitazioni al trasferimento del contante.

“L’impiego del contante, e più precisamente della moneta, rappresenta una modalità specifica per il consumo dei prodotti dai distributori automatici. Ciò comporta per le imprese del vending problematiche di trattamento, contazione e accreditamento che si sono profondamente aggravate con l’introduzione della nuova norma” afferma Lucio Pinetti, Presidente di Confida.

Le difficoltà nascono dal fatto che le banche si dichiarano indisponibili o applicano delle commissioni, a detta di Confida, spesso troppo gravose per il ritiro e l’accredito della moneta.

In precedenza per limitare l’incidenza dei costi di gestione della moneta le imprese della distribuzione automatica provvedevano per quanto loro possibile a smaltire i quantitativi di metallo attraverso i pagamenti a fornitori, a centri commerciali e altri soggetti che avevano necessità di moneta.

Oggi tutto questo non è più possibile

“Si tratta di una situazione insostenibile e per questo come Associazione auspichiamo che, anche alla luce dell’interrogazione dell’On. Pili, nelle sedi competenti vengano al più presto trovate le soluzioni più efficaci per l’accreditamento del contante in moneta senza l’applicazione di commissioni che rappresentano, ancor più nell’attuale contesto congiunturale, un aggravio di costi non più tollerabile” conclude Pinetti

Vending: Argenta, Stefano Fanti nuovo direttore generale e piani per puntare a un fatturato 2012 di 214 milioni con utili di 47

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Gruppo Argenta
Il logo Argenta

MILANO – Sempre caldo il fronte del Vending. Dopo l’annuncio della quotazione in Borsa a Milano della Ivs, numero 1 del settore, dal sito specializzato Fantavending riprendiamo una importante notizia sul Gruppo Argenta, uno dei leader italiani delle macchine per l’erogazione di bevande calde e fredde. La notizia, pubblicata da MF, è che Stefano Fanti (ex Imola Vending) sarà il nuovo Direttore Generale di Argenta e guiderà il Gruppo rilevando le deleghe da Luciano Iannuzzi, in uscita per intraprendere un nuovo percorso professionale.

Gli obiettivi per il 2012 sono un ebitda di 47 milioni e un fatturato di 214 milioni. A due anni e mezzo dalla ricapitalizzazione, il gruppo Argenta macina fatturato e redditività. Secondo quanto pubblicato dal quotidiano economico MF-Milano Finanza, il gruppo ha chiuso il 2011 con un fatturato consolidato superiore a 200 milioni di euro, in crescita dai 179 milioni del 2010, con un ebitda di 44 milioni, a sua volta in aumento dai 42 milioni dell’anno prima.

E il debito finanziario netto risulta in linea con i 224 milioni del 2010

Per il 2012 gli obiettivi sono un fatturato di 214 milioni e un ebitda di 47 milioni, anche grazie a una serie di acquisizioni (come di Eurmatik dal gruppo Hbc Hellenic Coca Cola perfezionato lo scorso anno) e allo sviluppo dell’attività outdoor.

In particolare, Argenta ha installato 70 macchine a Venezia alle fermate dei vaporetti con un accordo di condivisione dei ricavi con il Comune. Non solo, la società ha anche siglato un contratto con Eni per installare 500 punti vendita presso i distributori di benzina del cane a sei zampe.

A guidare Argenta in questa ulteriore fase sarà Stefano Fanti, sinora consigliere di amministrazione del gruppo e fondatore di Imola Vending, ceduta ad Argenta nel 2005

Fanti rileverà tutte le deleghe dell’ad, Luciano Iannuzzi, in uscita per intraprendere un nuovo percorso professionale. I problemi di Argenta erano nati da un minore ebitda a consuntivo, sulla base del quale era stata stimata la sostenibilità del debito al servizio del buyout da parte dei fondi Cognetas e Investitori Associati, che nell’autunno 2007 avevano rilevato il gruppo dal fondo Advent e dall’ex management.

Tanto che la marginalità di Argenta nel 2008, pur rilevante (l’ebitda 2008 era di 42 milioni, cioè il 22% dei 183 milioni di fatturato), era stata molto più bassa del previsto (il budget era di 62 milioni, cioè il 34% del fatturato) con la conseguente rottura dei covenant sui 300 milioni di debito senior in capo alla società operativa e sui 70 milioni di mezzanino in capo alla holding.

Grazie alla conversione in warrant (sul 23% del capitale della holding) dell’intero finanziamento mezzanino di Hvb e Mediobanca, al rifinanziamento del debito senior (sempre Unicredit e Mediobanca) e all’iniezione di 65 milioni di nuovo capitale da parte del fondo Cognetas (Investitori si era tirata indietro), Argenta era riuscita a tornare in carreggiata.

Gruppo Cimbali, LaCimbali, Faema, Casadio, Hemerson: un secolo di passione per il caffè (1912-2012)

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100 anni Gruppo Cimbali
100 anni gruppo Cimbali

MILANO – Era il 1912 quando Giuseppe Cimbali aprì una bottega nel centro di Milano per la lavorazione del rame. Qualche decennio dopo Carlo Ernesto Valente avviava sempre a Milano uno stabilimento per la produzione di macchine professionali per preparare il caffè. Nacque così Faema. Da allora il Gruppo ha conosciuto un’espansione e una crescita senza sosta segnata anche dalla messa a punto di numerosi brevetti.

Cimbali e Faema, con le loro innovazioni, hanno contribuito allo sviluppo dell’industria italiana del Novecento, esportando in tutto il mondo la passione e la cultura del caffè espresso e del cappuccino.

Appartengono ai due marchi milanesi le innovazioni tecnologiche più importanti nel settore delle macchine da caffè e i premi più prestigiosi del design firmato dai Fratelli Castiglioni, Sottsass e Giugiaro.

Le innovazioni tecnologiche

Di Cimbali si ricorda il gruppo idraulico progettato per Granluce, la prima macchina superautomatica per i bar Superbar, fino ai recenti gruppi termo-controllati con la gestione dei profili di pressione utilizzati per la M39 GT HD, modello di punta della gamma attuale.

Faema, dal canto suo, rivoluzionò il settore grazie al modello E61 con il sistema di bilanciamento a termosifone del gruppo erogatore e l’introduzione della pompa volumetrica.

Con Faematronic ha inoltre prodotto la prima macchina con la dosatura elettronica del caffè. Dai primi eventi di questa storia sono passati 100 anni esatti.

E il Gruppo Cimbali, con i marchi che nel frattempo sono diventati quattro – LaCimbali, Faema, Casadio ed Hemerson – è leader nella progettazione e produzione di macchine da caffè espresso professionali, rigorosamente made in Italy.

Investendo oltre il 9% del fatturato in innovazione, nonostante lo scenario economico degli ultimi anni, con oltre 600 collaboratori e una produzione di circa 38.000 macchine all’anno, Gruppo Cimbali esporta le migliori soluzioni per la caffetteria in oltre cento paesi.

I festeggiamenti del Gruppo Cimbali

Dopo un secolo di attività senza interruzioni Gruppo Cimbali ha deciso di iniziare i festeggiamenti del centenario, presentando il logo che simboleggia cento anni di autentica passione per il caffè e che accompagnerà tutte le attività che Gruppo Cimbali ha in programma per il 2012.

Massimo Faravelli, amministratore delegato del Gruppo ha così spiegato la scelta del logo del centenario: “Il logo del centenario vuole racchiudere ciò che Gruppo Cimbali rappresenta: un’azienda che si impegna quotidianamente per poter offrire la miglior qualità in tazza, frutto di un prestigioso know-how, espressione del miglior Made in Italy al mondo.

Da qui la scelta della tazzina da caffè stilizzata, dal tricolore e dal numero cento, scritto a mano per ricordare le molte mani che in questa azienda ogni giorno creano e lavorano”.