lunedì 19 Gennaio 2026
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Tecnomeccanica, al Tea & Coffee Trade Fair di Vienna proposte nuove soluzioni per il confezionamento di tè e caffè

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MILANO – Bilancio positivo al termine dell’evento viennese, durante il quale sono stati per la prima volta presentati i frutti dell’integrazione con Acma, azienda del gruppo Coesia. Nel corso delle tre giornate, lo stand allestito da Tecnomeccanica ha avuto un incremento di visitatori del 40% rispetto al 2010, grazie anche all’interesse suscitato dalla nuova confezione prodotta dal modello T4 Modula.

Tecnomeccanica e Acma: l’integrazione si è espressa con successo durante l’evento viennese

A poco più di un anno dall’acquisizione, l’azienda di Villanova di Castenaso (Bologna) si è presentata al Tea&Coffee con un ampio portafoglio di soluzioni per il confezionamento di tè e caffè, che non ha mancato di suscitare l’ammirazione dei visitatori. A partire dall’inizio del 2011, l’unione tra le due aziende ha significato per Tecnomeccanica un grande impulso sotto il profilo tecnologico, grazie alle competenze sviluppate dal dipartimento engineering di Acma.

Il “poker” di soluzioni per il confezionamento del tè presentato a Vienna contemplava differenti tipologie di buste single o double chambler per prodotti granulari o full leaf. La maggiore attrazione dello stand è stata la nuova confezione prodotta dal modello T4 Modula. L’innovativa macchina, totalmente made in Bologna, sarà infatti in grado di realizzare la “confezione perfetta” per il tè, ad un prezzo accessibile e garantendo elevate performance. T4 produrrà buste double chamber, le più apprezzate dal mercato, che saranno dotate di hard tag e verranno sigillate senza utilizzare colla né metallo.

La macchina sarà infatti in grado di effettuare un’operazione di chiusura particolarmente evoluta, utilizzando un filo in materiale biodegradabile che da un capo verrà annodato al tag e dall’altro chiuderà la busta. Durante i tre giorni, T4 è stata oggetto di un’operazione di teasing, realizzata esponendo all’interno dello stand un moke-up che mostrava il working cycle della macchina in scala 1/1. Alcuni dei componenti, tra cui il cuore del sistema di confezionamento primario, venivano mostrati in funzione attraverso un filmato, illustrando ai visitatori la costruzione modulare, l’efficace design tecnico e la flessibilità della macchina, che la renderanno ideale per differenti tipi di esigenze.

Grazie alla recente integrazione tecnico/commerciale tra Acma e Volpak (anch’essa parte del Gruppo Coesia) lo spettro delle soluzioni presentate al Tea&Coffe è risultato particolarmente ampio: sono state infatti mostrate diverse proposte per il confezionamento di tè e caffè, in polvere solubile o sfuso, in buste flessibili, anche in versione stand up (doypack). A completare l’offerta, soluzioni per il fine linea, adatte al packaging di buste, cialde e confezioni singole in tray.

Autogrill, sì dell’assemblea del bilancio: utili a 126 milioni

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MILANO – L’Assemblea degli azionisti di Autogrill ha approvato ieri il bilancio 2011, chiuso con un utile netto consolidato in crescita del 26,7% a 126,3 milioni di euro, e la distribuzione di un dividendo di 0,28 euro per azione che verrà posto in pagamento il 24 maggio 2012, con data di stacco cedola il 21 maggio.

Autogrill approva il bilancio

Via libera anche all’acquisto e la successiva eventuale alienazione di azioni proprie ordinarie nel numero massimo di 12.720.000 pari al 5% del capitale. Subito dividendo e crescita nel futuro di Autogrill, emersi dall’assemblea annuale dei soci, che hanno fatto volare le azioni del 3,8% a 7,6 euro. Remunerare gli azionisti e fare acquisizioni insieme non è possibile senza ricorrere ad alcuni stratagemmi, per questo l’amministratore delegato Gianmario Tondato ha ribadito per l’ennesima volta, che l’azienda è pronta a fare spazio a nuovi soci per crescere o per dare vita a nuove partnership industriali carta contro carta.

In quest’ottica separare le attività del catering e della ristorazione rispetto a quelle dei duty free, faciliterebbe la crescita per aggregazioni del due singole divisioni

Tondato ritiene, infatti, che la crescita futura del gruppo non potrà più avvenire, come in passato, attraverso acquisizioni perché le maggiori dimensioni raggiunte e la difficoltà di accedere al mercato del credito per finanziare grandi operazioni rende impervia questa via. “Penso che la crescita non possa più passare per acquisizioni e attraverso l’aumento dell’indebitamento dello stato patrimoniale – ha commentato l’ad di Autogrill – perché sono cambiati i tempi e la logica di crescita dimensionale è diversa. E siccome la crescita resta un obiettivo, possiamo raggiungerlo con le combinazioni industriali. Noi siamo un’azienda unica a livello mondiale in termine di struttura. Quindi le combinazioni dovranno avvenire all’interno di una o dell’altra divisione o di entrambe: questo è il senso dello scorporo».

E a questo proposito, il gruppo ha già suddiviso il debito, rendendo indipendenti le due aree di business “Quello che abbiamo già fatto è mettere gli indebitamenti nelle divisioni – ha aggiunto Tondato – e più andremo avanti, più sarà così in modo che siano indipendenti». A spingere sul titolo anche la prospettiva di un dividendo sull’esercizio 2012 indicata dal presidente Gilberto Benetton, se l’anno si chiuderà come previsto, ossia in linea con il 2011.

Casta, stangatina ai portaborse: a 80 cent il caffè alla buvette

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casta

MILANO – La Casta non si taglia un bel niente e scarica sui collaboratori parlamentari la «stangatina» sui caffè. Già, perché alla fine la famosa guerra ai privilegi ha mietuto altre vittime. A partire dalla buvette della Camera dove il caffè è aumentato. Poca cosa, forse, per le tasche dei parlamentari, che se lo sono visti rincarare già dal 10 gennaio (da 70 a 80 centesimi), ma pesante per i poveri assistenti, con stipendi ben più miseri.

Casta non si tocca, neanche per il caffè

Anche alla buvette dei palazzi Marini (dove si trovano gli uffici dei deputati) il caffè è aumentato di 10 cent. Se si vuole aggiungere una spruzzatina di polvere di cacao, diventa «marocchino» e costa un euro. Ben 20 centesimi l’aumento del caffè d’orzo, per il decaffeinato (da 1 euro a 1,20) e per il cappuccino decaffeinato (da 1 euro ad 1,30).

Herematic, con la geolocalizzazione nuove prospettive d’affari per il Vending

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Logo di Herematic
Logo di Herematic

MILANO – Verso la metà di maggio farà il suo ingresso ufficiale sul mercato Herematic, primo ed unico network internazionale geolocalizzato di informazione delle vending machine, che si pone come punto di riferimento nel settore con una formula innovativa che integra web, smartphone, social network e geolocalizzazione. Si assisterà insomma ad una vera rivoluzione del vending.

Herematic consentirà ai produttori di pubblicizzare i propri brand

E soprattutto, innoverà il sistema del vending permettendo ai consumatori di avvalersi di uno strumento di informazione che consente di acquistare 24 ore su 24 i prodotti di proprio interesse nei distributori automatici, valutando preventivamente la distanza, la disponibilità e il prezzo, attraverso una comoda app su smartphone o il canale Facebook.

Starbucks, l’espansione in Cina non sarà una passeggiata

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Starbucks Texas
Il logo Starbucks

MILANO – Come riferito anche in recenti resoconti e dettagliate analisi Starbucks ha piani ambiziosi di espansione in Cina e prevede che entro il 2014 tale paese supererà il Canada come secondo mercato più grande per la compagnia, divenendo probabilmente rivale degli Stati Uniti come mercato numero uno. «La Cina è l’opportunità più grande per la nostra compagnia. È qui che vogliamo investire, è qui che vogliamo crescere» ha detto a circa 300 impiegati il Chief executive di Starbucks Howard Schultz in un forum a Beijing.

Starbucks guarda alla Cina

La catena di caffetterie più grande al mondo, ispirata all’Italia e ad uno stile di vita occidentale, ha deciso di trasferire più potere dal suo quartier generale di Seattle al proprio team cinese. Non mancano le difficoltà, tra cui il fatto che i cinesi amino Starbucks così tanto da passarvi delle ore, molte volte senza neanche comprare una bevanda. Tale tendenza, il fatto che i cinesi preferiscano il tè ed il loro reddito più basso possono significare volumi di vendite minori, in proporzione, rispetto agli Stati Uniti.

Il mercato cinese

I cinesi bevono, in media, soltanto tre tazze di caffè all’anno e per molti di loro i prezzi di Starbucks sono inaccessibili. Molto spesso, la gente porta da casa i propri pasti e li consuma a Starbucks. Di recente però, camminare con la tazza della caffetteria americana sta divenendo una moda anche in Cina. Il primo Starbucks ha aperto nel paese nel 1999 ed ora la catena ha più di 570 punti vendita in 48 città. Entro il 2015, la compagnia prevede di superare i 1500 negozi, espandendosi in 70 città.

Con una popolazione di 1,3 miliardi di persone, il mercato cinese è estremamente appetibile, pur contribuendo oggi a meno del 5% del reddito della compagnia americana. Gli Starbucks cinesi operano con un margine di profitto del 22% circa, più alto rispetto a quello dei caffè americani perché i prezzi sono essenzialmente gli stessi rispetto agli Stati Uniti, in un mercato noto per il basso costo del lavoro.

Fipe, i dati dell’Osservatorio: gestori dei bar sempre più pessimisti sulla crisi

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indagine fipe
I gestori sono pronti a riaprire, ma a che costo?

MILANO – Non è roseo, raccontano i dati dell’Osservatorio Fipe, il quadro congiunturale nel primo trimestre 2012. Lo stato di salute percepito dai pubblici esercizi sul settore scende di 27 punti. I giudizi sull’andamento della clientela mostrano sofferenza: il saldo peggiora di circa 32 punti attestandosi a –68,5. Interrogati sulle singole attività, i gestori danno risposte poco positive: il saldo delle risposte scende di ben 40 punti.

Fipe indaga il sentiment del settore

In pratica otto intervistati su dieci riportano un calo del numero dei coperti in relazione al trimestre precedente. Le dinamiche dei prezzi, di contro, permettono di respirare: i saldi migliorano di 2,6 punti per l’acquisto di materie prime e di 8,7 punti per la vendita. Nonostante le difficoltà affrontate dai pubblici esercizi, il clima di fiducia è in lieve miglioramento, probabilmente anche per la stagione calda che sta per arrivare e che fa ben sperare. Certamente il clima di fiducia migliora rispetto a tre mesi fa, ma se paragonato a quello dello stesso periodo nel 2011, è sempre basso: l’indicatore sintetico sul clima di fiducia peggiora, infatti, di 13 punti rispetto al IV trimestre 2011, tornando ai livelli peggiori.

Riguardo ai prezzi, i dati Fipe mostrano che a marzo i prezzi dei servizi di ristorazione sono aumentati dello 0,2% rispetto al mese precedente e del 2,1% rispetto allo stesso mese di un anno fa. L’inflazione acquisita è pari all’ 1,4%. Nello stesso periodo l’inflazione generale si è attestata a +0,5% (mese precedente) ed a +3,3% (anno precedente). La forbice tra prezzi della ristorazione e prezzi generali si consolida intorno al differenziale già registrato a febbraio. Gli aperitivi continuano a mantenere una dinamica dei prezzi sostenuta, che supera l’inflazione generale. I prodotti stagionali, come il gelato artigianale, subiscono sensibili incrementi.

La caffetteria resta sugli stessi livelli registrati il mese precedente e resta ben al di sotto del tasso di inflazione generale. Per la ristorazione tradizionale i listini continuano a restare moderati. In un anno l’incremento si ferma a +1,9%. Più vivace la dinamica dei prezzi della ristorazione veloce che, tuttavia, resta ben al di sotto dell’inflazione generale.

Nespresso: dall’ufficio europeo dei brevetti arriva la conferma di validità

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nespresso Eric Favre capsule
Logo Nespresso

MILANO – L’Ufficio europeo dei brevetti ha confermato la validità di uno delle licenze esclusive che proteggono le capsule di caffè Nespresso, al centro di una battaglia giuridica tra la filiale di Nestlé e i suoi concorrenti.

Nespresso, nuovo capitolo brevetti

“Il brevetto è stato confermato in una forma ristretta, ma le limitazioni non riguardano alcun aspetto fondamentale del dispositivo”, ha dichiarato all’agenzia di stampa francese Afp Rainer Osterwalder, uno dei portavoce dell’Ufficio, precisando che l’esclusiva protegge le “dosi” in 28 paesi europei. La decisione è stata presa da tre esperti dell’Ufficio incaricati di esaminare una richiesta dei gruppi statunitense Sara Lee, francese Casino, belga Beyers Coffee e svizzero Ethical Coffee Company (ECC), che contestavano la validità della protezione concessa nel 2010.

Sara Lee ha già inoltrato un ricorso

Che sarà esaminato da una camera dell’Ufficio con sede a Monaco (D). In Svizzera la battaglia giuridica sul mercato lucrativo delle capsule di caffè riguarda anche la Denner, che vende le capsule prodotte a Grono della Alice Allison.

L’indiscrezione: Apple e Starbucks verso il matrimonio

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starbucks france
Caffè Starbucks

MILANO – Era uno dei sogni di Steve Jobs, il geniale fondatore della Apple. E ora la notizia sta dilagando in tanti blog di tutto il mondo, rilanciando indiscrezioni definite attendibili. Andasse in porto si potrebbe accedere a My Apple corner in ogni Starbucks ed avere pause caffè firmate dalla grande catena americana. Da qualche giorno sui blog della Mela torna a circolare l’indiscrezione secondo cui la collaborazione annunciata sin dal 2007 potrebbe diventare realtà nel corso del 2012. Anzi, Apple potrebbe addirittura acquisire il marchio delle caffetterie made in Usa e inglobarlo nella sua rete commerciale. Tim Cook, ceo del colosso californiano e successore di Steve Jobs, avrebbe incontrato Howard Schultz, fondatore di Starbucks, a San Francisco.

Starbucks e Apple: futura partnership?

L’accordo prevedrebbe la presenza di angoli dedicati ai fan della Mela con computer, assistenza e connessioni wi-fi. Con ogni spesa superiore all’equivalente d 25 euro (riportano alcuni blog dedicati al mondo Apple) si acquisirebbe il diritto a bersi un caffè Starbucks. Comprando un dispositivo (iPhone, Mac, iPod ed altro) si otterrebbe un buono da consumare al Genius Bar, il punto assistenza degli Apple store. E durante gli eventi Apple il buffet sarebbe a base di prodotti Starbucks.

Starbucks, Cina: margine di profitto già al 22% per il basso costo del lavoro

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starbucks
Il logo di Starbucks

MILANO – Come riferito anche in recenti resoconti e dettagliate analisi Starbucks ha piani ambiziosi di espansione in Cina e prevede che entro il 2014 tale paese supererà il Canada come secondo mercato più grande per la compagnia, divenendo probabilmente rivale degli Stati Uniti come mercato numero uno. «La Cina è l’opportunità più grande per la nostra compagnia. È qui che vogliamo investire, è qui che vogliamo crescere» ha detto a circa 300 impiegati il Chief executive di Starbucks Howard Schultz in un forum a Beijing.

Starbucks, da Seattle alla Cina: i margini salgono

La catena di caffetterie più grande al mondo, ispirata all’Italia e ad uno stile di vita occidentale, ha deciso di trasferire più potere dal suo quartier generale di Seattle al proprio team cinese. Non mancano le difficoltà, tra cui il fatto che i cinesi amino Starbucks così tanto da passarvi delle ore, molte volte senza neanche comprare una bevanda. Tale tendenza, il fatto che i cinesi preferiscano il tè ed il loro reddito più basso possono significare volumi di vendite minori, in proporzione, rispetto agli Stati Uniti.

I cinesi bevono, in media, soltanto tre tazze di caffè all’anno e per molti di loro i prezzi della catena sono inaccessibili

Molto spesso, la gente porta da casa i propri pasti e li consuma a Starbucks. Di recente però, camminare con la tazza della caffetteria americana sta divenendo una moda anche in Cina. Il primo Starbucks ha aperto nel paese nel 1999 ed ora la catena ha più di 570 punti vendita in 48 città. Entro il 2015, la compagnia prevede di superare i 1500 negozi, espandendosi in 70 città. Con una popolazione di 1,3 miliardi di persone, il mercato cinese è estremamente appetibile, pur contribuendo oggi a meno del 5% del reddito della compagnia americana. Gli Starbucks cinesi operano con un margine di profitto del 22% circa, più alto rispetto a quello dei caffè americani perché i prezzi sono essenzialmente gli stessi rispetto agli Stati Uniti, in un mercato noto per il basso costo del lavoro.

Osservatorio Fipe: primo trimestre scarso, percezione del settore -27punti

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osservatorio fipe
La tabella della fipe sull'andamento dei prezzi

MILANO – Non è roseo, raccontano i dati dell’Osservatorio Fipe, il quadro congiunturale nel primo trimestre 2012. Lo stato di salute percepito dai pubblici esercizi sul settore scende di 27 punti. I giudizi sull’andamento della clientela mostrano sofferenza: il saldo peggiora di circa 32 punti attestandosi a –68,5. Interrogati sulle singole attività, i gestori danno risposte poco positive: il saldo delle risposte scende di ben 40 punti .

Osservatorio Fipe: i risultati della ricerca

In pratica otto intervistati su dieci riportano un calo del numero dei coperti in relazione al trimestre precedente. Le dinamiche dei prezzi, di contro, permettono di respirare: i saldi migliorano di 2,6 punti per l’acquisto di materie prime e di 8,7 punti per la vendita. Nonostante le difficoltà affrontate dai pubblici esercizi, il clima di fiducia è in lieve miglioramento, probabilmente anche per la stagione calda che sta per arrivare e che fa ben sperare. Certamente il clima di fiducia migliora rispetto a tre mesi fa, ma se paragonato a quello dello stesso periodo nel 2011, è sempre basso: l’indicatore sintetico sul clima di fiducia peggiora, infatti, di 13 punti rispetto al IV trimestre 2011, tornando ai livelli peggiori.

Riguardo ai prezzi

I dati Fipe mostrano che a marzo i prezzi dei servizi di ristorazione sono aumentati dello 0,2% rispetto al mese precedente e del 2,1% rispetto allo stesso mese di un anno fa. L’inflazione acquisita è pari all’ 1,4%. Nello stesso periodo l’inflazione generale si è attestata a +0,5% (mese precedente) ed a +3,3% (anno precedente). La forbice tra prezzi della ristorazione e prezzi generali si consolida intorno al differenziale già registrato a febbraio. Gli aperitivi continuano a mantenere una dinamica dei prezzi sostenuta, che supera l’inflazione generale. I prodotti stagionali, come il gelato artigianale, subiscono sensibili incrementi. La caffetteria resta sugli stessi livelli registrati il mese precedente e resta ben al di sotto del tasso di inflazione generale. Per la ristorazione tradizionale i listini continuano a restare moderati. In un anno l’incremento si ferma a +1,9%. Più vivace la dinamica dei prezzi della ristorazione veloce che, tuttavia, resta ben al di sotto dell’inflazione generale. Dati Fipe