domenica 18 Gennaio 2026
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Brevetti, l’Italia è al quinto posto in Europa

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MILANO – Le aziende tedesche sono leader nella richiesta di brevetti presso l’ufficio europeo di Monaco di Baviera (Epo) mentre l’Italia occupa la quinta posizione nell’Ue. Il presidente dell’Epo, il francese Benoit Battistelli, ha consegnato alla Siemens il diploma di prima azienda mondiale per numero di brevetti presentati nel 2011 (2235), seguita dall’olandese Philips (1759), dalla sudcoreana Samsung (1733), dalla tedesca Basf (1638) e dalla sudcoreana LG (1493).

Brevetti: le posizioni della Germania

Oltre ad avere due aziende nelle prime cinque posizioni, la Germania ne ha altre quattro tra le prime 20:
– con Bosch all’ottavo posto (1192),
– Bayer al tredicesimo (885),
– il colosso aeronautico franco-tedesco Eads al diciottesimo (718),
– la società produttrice di elettrodomestici Bsh, un’affiliata di Bosch-Siemens al diciannovesimo posto (667),
– Canon (645)
Nestlé che chiude la lista delle «top fifty» con 369.

Handespresso, presto l’espresso con la cialda Ese pure in auto

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Handespresso
Presto si potrà gustare il caffè anche in auto grazie alla nuova macchina Handespresso

MILANO – Presto potremo bere l’espresso anche in auto grazie a un nuova macchina per realizzata da Handespresso. Con il motto “Liberté, qualité, mobilité”, il gruppo francese ha lanciato Handespresso Auto, questo il nome della macchina, al prezzo di 149 euro. Per ora non è stato indicato quando è previsto il lancio in Italia.

Handespresso: e la tazzina è anche in auto

Si sa già che la nuova macchina, dalla forma simile a quella di una torcia, funziona collegandola alla presa accendisigari: basta un po’ d’acqua e una cialda Ese e, dopo aver premuto un pulsante, la bevanda è pronta in due minuti.

Non è la prima macchina di questo tipo, ma permetterà finalmente di poter sorseggiare un caffè decente in viaggio.

Comporta un’unica precauzione

Se è vero che nessuna legge vieta di bere caffè mentre si è alla guida dell’automobile, per gustare la bevanda calda senza pericoli, l’azienda invita i clienti a fare una sosta.

Salute, il caffè verde è l’ultima proposta per dimagrire

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Chicchi di caffè verde anima produzione
Chicchi di caffè verde

MILANO – Ecco una notizia che piacerà a molti. L’estratto di chicchi di caffè verde potrebbe diventare l’ultima moda come integratori usati per dimagrire: uno studio dell’Università di Scranton in Pennsylvania ha sperimentato con successo la caffeina su un gruppo di volontari. Presentata alla riunione della American chemical Society a San Diego, l’indagine ha utilizzato pillole con estratto di chicchi di caffè verde su 16 adulti sovrappeso.

Caffè verde: l’estratto farà dimagrire? Lo studio

I volontari, tutti tra i 20 ed i 30 anni, non hanno cambiato la loro dieta o il tipo di esercizio fisico ma hanno assunto 1.050 grammi dell’estratto al giorno.

I ricercatori hanno monitorato regolarmente la pressione sanguigna, il battito cardiaco e altri parametri ai partecipanti: dopo 22 settimane dall’avviso dei test, i volontari hanno evidenziato un dimagrimento pari al 10,5% del loro peso corporeo iniziale.

E non è stato notato alcun effetto collaterale della cura

Joe Vinson, autore del rapporto ipotizza che a stimolare la perdita di peso sia l’acido clorogenico presente nei chicchi di caffè interi, ma non esclude l’influenza della caffeina vera e propria.

Secondo altri esperti tuttavia, i dati vanno comunque confermati ed è prematuro consigliare questo metodo per dimagrire ai pazienti obesi.

L’analisi: piogge in Colombia e siccità in Brasile potrebbero ridurre le prospettive produttive

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Brasile mercati somar colombia Comexim
La bandiera del Brasile

MILANO – Mentre in Brasile sta per iniziare una stagione di raccolto potenzialmente da record, la Colombia potrebbe registrare quest’anno un’ulteriore minimo storico, a causa delle perduranti difficoltà climatiche e in conseguenza dell’attuazione di un massiccio programma di rinnovo delle colture, con nuove varietà ad alta resistenza e produttività.

Colombia: a lanciare l’ennesimo allarme è stato questa volta il marketing chief di Fedecafé Andres Valencia

In un’intervista concessa a Bloomberg, Valencia ha ipotizzato per l’anno solare 2012 un raccolto compreso tra i 7,5 e i 7,8 milioni di sacchi, in ulteriore lieve regresso rispetto ai 7,81 milioni circa del 2011, già minimo storico dal 1976.

Tra marzo 2011 e febbraio 2012, la Colombia ha raccolto 7,243 milioni di sacchi, con un saldo negativo a volume del 23% sull’analogo periodo precedente. Nello scorso mese di febbraio, la produzione è stata di appena 571 mila sacchi.

Da ormai tre anni, anomalie ed eccessi del clima continuano a incidere negativamente sulla produzione della Colombia

Che rimane sempre lontana dalle medie storiche anche recenti (11-12 milioni di sacchi all’anno).

Va inoltre ricordato che, nell’arco dello stesso periodo, oltre 300 mila ettari di piantagioni sono stati rinnovati con varietà resistenti alla ruggine del caffè (e alle altre avversità esacerbate dal mutamento climatico) determinando temporaneamente un forte abbassamento del potenziale produttivo del paese.

Preoccupano intanto i possibili colpi di coda del fenomeno La Niña, che, sebbene in attenuazione, potrebbe comunque determinare precipitazioni superiori di un buon 50% alle medie storiche nel corso dei prossimi tre mesi.

La stagione delle piogge

Queste, almeno, le previsioni del direttore generale dell’Istituto governativo di idrologia, meteorologia e studi ambientali (Ideam) Ricardo Lozano. Secondo Lozano, questa stagione delle piogge risulterà meno intensa delle precedenti (l’anno scorso, il livello delle precipitazioni è stato 4 volte superiore alle medie storiche, ndr.), ma non per questo sarà meno pericolosa, poiché le piogge torrenziali degli ultimi due anni hanno aumentato oltremodo la vulnerabilità idrogeologica del territorio.

Il governo sta elevando le spese infrastrutturali per accrescere le difese a fronte dell’emergenza climatica, ma gli interventi, a detta di molti, rimangono insufficienti.

Il maltempo dei due anni trascorsi ha causato danni per miliardi di dollari in termini di minori raccolti (incidendo temporaneamente anche sui prezzi dei prodotti alimentari) e danni alle infrastrutture lasciando senza tetto centinaia di migliaia di persone.

I prezzi

Ad aggravare la situazione, l’apprezzamento del peso, che ha ridotto i margini di guadagno dei produttori di caffè, come di altri prodotti destinati all’export. “La situazione è apocalittica – ha dichiarato Jairo Agudelo, analista della banca di investimenti cilena Celfin Capital – i produttori di caffè ricevono il 28% in meno rispetto all’inizio dell’anno a causa della forza della moneta nazionale e del calo dei prezzi”.

Per questo motivo, Fedecafé ha sollecitato, due settimane fa, la banca centrale a porre fine agli incrementi dei tassi, che hanno contribuito al rivalutarsi della moneta colombiana, in particolare nei confronti del dollaro.

A febbraio, l’istituto ha elevato il tasso di riferimento per il secondo mese consecutivo di 25 punti base al 5,25%. Il peso si è rivalutato dall’inizio dell’anno del 9,35% e del 6,7% nei 12 mesi precedenti, grazie alla buona prestazione economica del paese, che ha beneficiato, negli ultimi anni, di un forte flusso di investimenti esteri reso possibile dalla maggiore stabilità interna, favorendo un forte sviluppo di settori chiave, quali quello petrolifero e minerario.

Interventi del governo

Il ministro delle finanze Juan Carlos Echeverry ha annunciato a inizio settimana maggiori interventi del governo sui mercati valutari per impedire una rivalutazione eccessiva del peso.

Le misure dell’esecutivo si sono limitate sin qui all’acquisto di una ventina di milioni di dollari al giorno sul mercato spot. Se la Colombia ha dovuto fare i conti con piogge diluviali, in Brasile il problema sembra essere quello opposto.

Come riferisce l’autorevole analista di mercato tedesco F.O. Licht, le principali aree di produzione brasiliane hanno registrato lo scorso mese un clima “più secco del normale” e secondo Marco Antonio dos Santos, agronomo presso il servizio meteo Somar Meteorologia di San Paolo, i bassi livelli di umidità nel suolo hanno portato allo sviluppo di una percentuale elevata di chicchi di peso inferiore alla media.

La situazione non è ancora preoccupante, ma potrebbe diventarlo

Secondo Damien Courvalin, analista newyorchese di Goldman Sachs Group, qualora le recenti condizioni di tempo secco dovessero confermarsi nei prossimi mesi, le prospettive produttive potrebbero ridimensionarsi causando una ripresa dei prezzi, che rischierebbe di essere esacerbata dalla forte posizione corta dei non commercial (ossia degli speculatori professionali) evidenziata nel più recente Cot (Commitment of Traders, ossia il rapporto settimanale della governativa Cftc – Commodity Futures Trading Commission – che riporta le posizioni long e short aperte sui futures azionari, obbligazionari, valutari e delle materie prime suddivise per categorie di operatori finanziari, ndr.).

Fondi di investimento ed Hedge Fund erano net-short di 11.161 futures e opzioni alla data del 20 marzo ossia la massima esposizione net-short da 2009.

Il quadro potrebbe iniziare a invertirsi a partire da giugno complice, secondo l’analista di Rabobank Keith Flury, con l’approssimarsi dell’inverno brasiliano e il conseguente materializzarsi del rischio di gelate nella coffee belt.

A gettare ulteriore benzina sul fuoco ci ha pensato, infine, il Consiglio nazionale del caffè (Cnc), la potente entità privata, che aggrega produttori, cooperative, associazioni di caffeicoltori e federazioni agricole degli stati produttori.

Secondo il presidente del Cnc Silas Brasileiro le scorte in Brasile e negli altri paesi produttori continuano ad assottigliarsi

E potrebbero raggiungere livelli critici prima dell’immissione nel mercato del nuovo raccolto brasiliano. “Continuiamo a raccomandare ai produttori dei vendere con cautela in questo momento di prezzi in calo e di attendere le migliori opportunità che potrebbero delinearsi nel periodo che ci divide dall’inizio del nuovo raccolto” ha dichiarato Brasileiro.

Nuovi dati

Nuovi dati Cepea ridimensionano intanto precedenti stime relative alla commercializzazione del nuovo raccolto dello stato di Espírito Santo, massimo produttore del Brasile di robusta.

Secondo una nuova stima del centro di studi avanzati dell’Università di San Paolo, i produttori hanno venduto non più del 5% del raccolto 2012/13 contro il 10% indicato in precedenti proiezioni.

Piccolo Cafè: nella Grande Mela la colazione all’italiana è servita

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New York

NEW YORK – Se a un certo punto a New York vi venisse nostalgia di casa oppure, più probabile, foste semplicemente stanchi di cupcake e muffin, andate al Piccolo Cafè: uno dei posti che hanno ispirato la mia lista di consigli per aprire un locale livable; il mio bar preferito per fare colazione all’italiana, con un cornetto appena sfornato e un buon caffè. I ragazzi del Piccolo Cafè hanno cominciato vendendo il loro caffè importato da Trieste al mercato di Union Square, e nel giro di 2 anni hanno aperto 3 location, una più bella dell’altra, di cui vi mostro qualche foto.

Piccolo Cafè: il profumo e il gusto del made in Italy

Ogni pezzo qui ha una storia, perché durante la costruzione di tutti e tre i locali la parola d’ordine è sempre stata recupero: sgabelli e tavolini fatti a mano con il legno dei tetti abbattuti da uragani; pezzi di yuta ricavati riciclando sacchi di caffè; giornali originali italiani della prima metà del ‘900 come carta da parati. Il risultato, oltre che estetico, è una meravigliosa atmosfera familiare. Sul posto, oltre a caffè e croissant, potete prendere anche panini e altre specialità della casa tutte italiane.

E siccome qui non sono presuntuosi, nel weekend troverete anche un menu brunch

Provate l’egg sandwich, per poi magari scoprire che i gusti americani abbinati ai nostri a volte possono sorprendere le aspettative. Le ricette del Piccolo Cafè che ci tengo a ricordare? Qualità e attenzione alle materie prime made in Italy, prezzi più che accessibili, porzioni abbondanti e una buona dose di semplicità.

Red Bull, raggiunte vendite di 4,6 miliardi di lattine

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Lattina di Red Bull energy drink
Lattina di Red Bull

MILANO – Secondo l’Ice, Istituto italiano per il commercio estero, il produttore austriaco di bevande energetiche Red Bull ha aumentato il suo fatturato del 12,4% nel 2011, rispetto all’anno precedente, vendendo un numero di 4,6 miliardi di lattine in tutto il mondo. Particolarmente forte è stata la crescita in Turchia (+86%), Giappone (+62%), Francia (+35%), e Scandinavia (+34%).

Red Bull in crescita

Negli Stati Uniti e in Germania è stata registrata una crescita dell’11% e del 10% rispettivamente. Per quanto riguarda futuri attività di espansione, l’impresa ha annunciato che si concentrerà sui mercati dell’Europa occidentale, degli Stati Uniti, nonché del Brasile, del Giappone, dell’India e della Cina.

Espansione e investimento

Nonostante la situazione economica instabile, i piani di espansione e di investimento sono ambiziosi anche per quest’anno. I proprietari dell’impresa sono l’amminstratore delegato Dietrich Mateschitz e l’impresa del businessman tailandese Yovidhya e suo figlio.

Anche se Yovidhya è venuto a mancare recentemente, non si prospettano cambi di rotta per quanto riguarda le strategie dell’impresa. Secondo dati rilevati a fine 2011, la Red Bull impiega 8.294 dipendenti in 164 paesi.

Caffè letterari: ecco i 4 più famosi a Napoli

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Castel dell'Ovo a Napoli caffè letterari
Castel dell'Ovo a Napoli

NAPOLI – Una tradizione che continua a sussistere a Napoli è quella dei caffè letterari, veri e propri luoghi di aggregazione dove poter leggere, ascoltare musica e dialogare con gli altri frequentatori ed ovviamente sorseggiare una tazza di buon caffè. Come in origine, questi caffè mettono a disposizione libri, riviste, organizzano dibattiti, proiezioni di film, mostre fotografiche, concerti e quant’altro concerne la diffusione dell’arte e della cultura nella nostra città. Caffè letterari degni di nota sono Intra Moenia ed Evaluna, e sorgono tra i resti delle murazioni greco-romane di piazza Bellini. Entrambi si battono per la rivalutazione del centro storico e l’incentivazione della lettura. L’Istituto Pontano si unisce alla causa organizzando un buon programma di eventi aperto a tutti.

Caffè letterari: un giro per la città partenopea

Altri caffè minori sorgono lungo via San Sebastiano, già zona di artisti. Ultima novità è invece il Caffè della Stampa aperto nei pressi della Napoli Sotterranea, con computer e wi-fi. Tutti luoghi interessanti che ci tengono a far capire che la città è attiva, al passo coi tempi ma senza dimenticare un’antico piacere per la cultura.

Amalfi: il vecchio caffè Gli Specchi riapre le porte del locale storico

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amalfi gli specchi
Da Pinterest, il caffè Gli Specchi

AMALFI – Ai tavoli del Gran Caffé tra nostalgia e rabbia Dimettetevi La riapertura del Caffè degli Specchi a Trieste ha fornito lo spunto per questo articolo di Giuseppe Luiccio sul Gran Caffè di Amalfi con i ricordi degli avventori più famosi. A Trieste riapre, con la legittima ambizione di rianimare e ripetere i fasti del passato, il vecchio caffè “Gli Specchi“.

Ad Amalfi, riapre Gli Specchi

Vi è stata scritta una bella pagina di letteratura con Svevo e Joyce, Saba e Slataper, tra gli altri, fin da quando la città di San Giusto rappresentava l’avamposto di mare del’Impero Asburgico e l’estrema lingua del Mediterraneo interno con ambizioni commerciali mitell-Europee. Ed il pensiero corre al ruolo di animazione e di dibattito dei “Caffè Letterari”: il “Pedrocchi” di Padova, le “Giubbe Rosse” di Firenze, il “Greco” di Roma, il “Gambrinus” di Napoli.. La notizia riportata in risalto dai giornali la leggo in una luminosa mattinata di sole ai tavoli del”Gran Caffè” di Amalfi, che tra i confortevoli ritrovi della provincia italiana qualche pagina di protagonismo culturale l’ha scritta.

L’onda che canta nenie da risacca sfumata e ricama trine da sposa alla battigia concilia il torpore nel mare dei ricordi sulle ali lievi della brezza carica di iodio e sale

E per miracolo si materializza, alto e dinoccolato, con l’aria ed il garbo di gran signor, don Dino Lucibello, figura storica dell’accoglienza amalfitana degli anni ’60. E dalla moviola della vita giovane e colorata di entusiasmi aperti al futuro mi giunge l’eco dell’orchestrina che facilitava incontri e fecondava amori sull’onda di “Arrivederci”, “Accarezzame” e “Terra straniera”, lo “struscio” sullo stradone, “le svedesi” dal sesso facile, “i leoni al sole” dai capelli crespi, dagli occhi neri assassini e dalla faccia perennemente abbronzata inseguiti con il cuore in pena dalle ragazze indigene in forzosa astinenza estiva da corteggiamento. E riscrivo con nostalgua d’amore le fitte conversazioni con Salvatore Quasimodo che, incantato dalla bellezza di Amalfi, mi confidava l’eco del pensiero con le cadenze mediterranee della sua isola lontana, le barricate di fichidindia, le rocce a catapulta sull’acqua, l’immobile ora meridiana.

E rivedo gli occhi di cielo di Alfonso Gatto

Che sprizzavano entusiasmo da bambino confidandomi la imminente pubblicazione di “Rime di Viaggio per la terra dipinta” e Diego Fabbri alle prese con il rilancio della storica “Fiera Letteraria” e la messa in scena de “La guerra di Troia non si farà”, primo esperimento di teatro in piazza e, ancora Dino Buzzati orgoglioso del suo “Il mare oscuro”, un giovanissimo Alberto Bevilacqua gongolare per i primi successi, Alberto Lattuada che rievocava la sua collaborazione di aiuto con Rossellini, Pino Correnti, vulcanico direttore del Teatro Manzoni, di Milano alla guida di un colorato esercito di indossatrici improvvisare i “tableaux vivants” della Moda Mare tra anse d’acqua, pinnacoli di scogli e slarghi/salotti di terra sotto lo sguardo letteralmente rapito di Alberto Pigna che preparava un’edizione straordinaria della “Domenica del Corriere” in gara con Ennio Mastrostefano a caccia di belle immagini per uno speciale di televisivo.

E ancora critici ed artisti dell’Arte Povera, Edoardo Bruno ed il gruppo di Filmcritica tutti presi dal rilancio del neorealismo e Camillo Marino che reclamava, bofonchiando, più visibilità per il suo “Laceno d’oro” fidando su Pasolini, il recital di Alberto Lupo. Che con voce calda accendeva desideri trasgressivi nelle giovani signore, Riemergo dal tuffo dei ricordi,” dove il cuore per poco non si spaura”.

E riacquisto serenità e sorriso di fronte allo spettacolo delle colline di Pastena, Lone e Vettica con i limoneti che ingioiellano le “chiazze” verso Pogerola con i ciondoli d’oro che dondolano alla brezza e con i campanili che accendono l’iride alle cupole maiolicate e rifrangono luce sulla piazza di mare dove si è materializzata la Grande Storia. Alle spalle l’ascensore incompiuto per il Cimitero, il fuoco delle risse del e sul Mariano Bianco, e sulla destra Palazzo San Benedetto dove non si programma come recuperare ed esaltare la memoria storica degli Anni ’60, che offrono materia per riempire una intera estate di spettacoli a costo quasi zero, ma come sbranarsi nella lotta di potere nel Consiglio Comunale spaccato in due.

Giovani rampanti con voglia di protagonismo, da un lato, e attempati conservatori senza fantasia ma incollati alla poltrona, dall’altro. Che tristezza per Amalfi, che avrebbe tutti i titoli per recitare un ruolo di città/mondo nello scenario internazionale del Turismo e della Cultura!!!! Un sussulto di dignità imporrebbe dimissioni collettive per manifesta incapacità. Per evitare l’ulteriore degrado della città! Giuseppe Liuccio Fonte: positanonews.it.

Vending, Ivs rileva quota 70% di Fast Service per 30 mln

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Ivs Group
Logo Ivs

MILANO – Ivs ha acquisito per circa 33 milioni di euro una quota del 70% di Fast Service, i cui azionisti sono in parte coincidenti con quelli della parte acquirente. Questa operazione, ricorda una nota, rappresenta la seconda acquisizione effettuata in pochi giorni da parte di Ivs, leader italiano e terzo operatore europeo nel mercato della gestione dei distributori automatici.

Ivs acquista Fast Service

Fast Service è concessionaria degli spazi per i servizi di ristoro tramite distributori automatici nelle stazioni ferroviarie italiane e in particolare per Grandi Stazioni, Centostazioni e Rfi-Rete Ferroviaria Italiana.

L’operazione permetterà a Ivs di consolidare il controllo su uno dei segmenti di mercato a maggiore tasso di crescita del settore vending: il segmento Travel, che comprende tutte le consumazioni di chi si sposta o viaggia.

Fast Service, il cui fatturato è basato su contratti di concessione pluriennali con scadenza media residua superiore a 10 anni, ha fatto registrare un fatturato 2011 pari a circa 8 mln, con un indebitamento finanziario netto di circa 2,7 mln.

Il 2012

La performance della società è in crescita nel 2012, sospinta dall’aumento delle tariffe contrattuali sui propri clienti, già previste nei contratti vigenti, nonché per l’acquisizione di nuovi contratti, tanto da far prevedere un aumento sostanziale della redditività di Fast Service a partire dal 2012.

Il multiplo di acquisizione Ev/Ebitda, parametrato al risultato atteso per il 2012, è di circa 7,4 volte.

Ivs sta proseguendo nella sua strategia di consolidamento del settore, anche in virtù della prossima fusione per incorporazione nella spac Italy1, con conseguenti disponibilità di risorse finanziarie addizionali e l’ingresso in Borsa sul segmento Miv.

Sanapo nei Paesi d’Origine: “Vi racconto la ricerca dei migliori caffè del mondo”

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sanapo
Francesco Sanapo (foto concessa da Ditta Artigianale)

MILANO – Il racconto di un viaggio dove tutto ha inizio, all’origine della filiera. Francesco Sanapo ci fa osservare attraverso i suoi occhi la vita dei coltivatori e assaggiare con le sue parole, alcuni tra i caffè migliori del mondo. Giovedì 23 Febbraio 2012 sono salito su un aereo che mi ha portato alla scoperta di due paesi eccezionali: El Salvador e Costa Rica. Non era la prima volta che facevo un viaggio nei paesi d’origine ma come tutte le volte ho sentito una fortissima e piacevole sensazione. Ancor prima di partire sapevo già che avrei conosciuto tantissime persone e soprattutto sapevo che avrei imparato tantissime cose; forse è stato proprio questo il motivo per cui ho deciso di affrontare questo viaggio.

Ho approfondito e chiarito alcuni dubbi che avevo sui processi di lavorazione del caffè e ho conosciuto interessantissimi esperimenti che alcuni benefici stanno portando avanti con grandi risultati.

Ho studiato approfonditamente la drupa con l’aiuto di alcuni agronomi locali, dalla maturazione alla raccolta, testando direttamente i diversi risultati sulla bevanda.

Sanapo, prima tappa sul mio programma: EL Salvador

All’arrivo in aeroporto di San Salvador ho trovato a braccia aperte il mio caro amico Alejandro Mendez, con il quale ho fatto subito una sosta in una delle meravigliose caffetterie a marchio “VIVA ESPRESSO”; qui ho degustato un buon caffè (finca San Jose – caffè dell’anno 2011) e ho incontrato Federico Bolanos.

Sia Alejandro sia Federico erano piuttosto impegnati, perché il campionato baristi salvadoregno era alle porte e loro avevano un team da seguire e supportare per la prima fase di gare, che si sarebbero svolte il giorno seguente. Perciò i primi due giorni in El Salvador li ho riservati a seguire le competizioni.

Passata la competizione, il programma prevedeva la mia visita presso alcuni produttori e alcune aziende, dove avrei approfondito la lavorazione del caffè (benefici).

Molti sono stati i benefici e le finca da me visitati, ma non potendo riportarli tutti ho deciso di riservare questo spazio a quei produttori che hanno suscitato in me forte interesse, sia per il gusto del caffè prodotto ma anche per la storia e la professionalità del loro lavoro.

Finca Santa Petrona

La finca Santa Petrona è un’azienda a conduzione famigliare da ben cinque generazioni; attualmente è gestita da Lily Pacas, una donna davvero eclettica, dal fratello Federico Pacas e dal padre.

Durante la mia visita, Lily ha mostrato un particolare aspetto del suo carattere: la testardaggine nel voler produrre un caffè di grande qualità (io aggiungerei che questo è il suo punto di forza).

Ha una grande passione per il caffè, tanto da essere la prima barista ad aver vinto la competizione per baristi in El Salvador; è giusto notare come Lily sia riuscita a portare avanti le sue due più grandi passioni in modo eccellente: un impegno quotidiano nella finca e una costante attenzione al mondo delle caffetterie.

La finca Santa Petrona si trova a 1450 m sulle pendici del vulcano Sant’Anna ed è la seconda finca più vecchia nella coltivazione della varietà Pacas, ma produce anche altre ottime varietà di caffè, come il bourbon e il pacamara. La storia di questa finca ha inizio nel lontano 1917 e fin dalla sua fondazione Santa Petrona è stata riconosciuta come produttrice di uno dei migliori caffè in El Salvador. Lavorano a stretto contatto con la comunità locale e a pieno rispetto dell’ambiente: questo è quello che si può definire un approccio di business sostenibile, che permette da più di cento anni di produrre un buon caffè.

L’azienda si estende su 17.67 ettari ed è suddivisa in differenti microlotti (frazionati per diverse posizioni e varietà botaniche): VEINTIOCHITO; VEINTIOCHON; EL PEROL; LA BOLSA; EXPERIMENTAL; REFE; LOMA CHINA; GUAMITALES ABAJO; GUAMITALES ARRIBA; EL CERRITO; PACAS VIEJO.

Durante la mia visita ho potuto costatare la qualità del lavoro svolto, dalla raccolta rigorosamente fatta ha mano e controllata poi in un secondo momento per eliminare eventuali drupe che non hanno raggiunto il giusto livello di maturazione, fino ad arrivare al beneficio (sempre di proprietà della famiglia), attrezzato con i macchinari di altissimo livello per completare il processo di lavorazione, rispettando tutti gli sforzi fatti durante l’anno.

I caffè dell’azienda

I caffè prodotti dall’azienda Santa Petrona sono lavorati con processi lavati (washed) e naturali (natural). Oltre a produrre dei lavati di grandissimo spessore, il beneficio sta sviluppando un grande lavoro per ottenere dei buoni naturali.

Il processo viene effettuato sia sul patio in cemento, sia su african bed, ma alcune volte vengono utilizzati anche forni rigorosamente preriscaldati con aria calda ottenuta da una fiamma alimentata con il pergamino, a una temperatura controllata. Finca Santa Petrona produce un ottimo caffè e lo fa con impegno e dedizione.

Qui di seguito vi riporto i risultati dell’assaggio dei caffè di Sanapo:

– Finca Santa Petrona: Pacamara #86
– Finca Santa Petrona: bourbon #87
– Finca Santa Petrona pacas: #85,5

Finca Matalapa

La finca Matalapa è molto conosciuta dagli addetti al settore, per lo più americani, infatti è uno dei caffè presenti nel catalogo di Intelligensia. Che per chi non lo sapesse è una delle micro torrefazioni (ormai di micro ha ben poco) più importanti degli Stati Uniti, e nota anche per aver supportato Michael Philips, poi campione mondiale, durante il mondiale baristi 2010.

La proprietaria è la Sig.ra Vichy Dalton de Diaz, una donna piena di energia e passione, elemento fondamentale per il risultato in tazza: lei è l’esempio vivente che il caffè prima di tutto si deve amare e poi vendere.

La finca Matalapa si trova tra la Cordigliera del Balsamo e la valle desapositan nella zona Libertad, non lontano dalla capitale San Salvador, la coltivazione degli alberi va dai 1200 ai 1350 metri.

Sanapo descrive i tre caffè prodotti dalla finca

Prima di iniziare la visita abbiamo fatto subito un assaggio dei tre caffè prodotti dalla finca: caracol, zaranda e matalapa. Tutti e tre i caffè sono blend composti da due varietà, pacas e bourbon, ma lavorati in maniera diversa.

Qui di seguito gli appunti della mia agenda:

Matalapa: un caffè estremamente pulito, con acidità intensa, corpo medio, buona dolcezza, fruttato(limone; arancia; sciroppo di pesca e albicocca), punteggio #85,5
Zaranda: piacevole aroma, forti sentori citrici (pompelmo – limone) con interessantissimi sentori di cacao e pesca, grande bilanciamento in tazza, punteggio #86,5
Caracol: grande aroma floreale è caratterizzato da grande dolcezza, miele e scorza d’arancio, con un piacevole aftertaste caratterizzato da sentori di zucchero di canna e marzapane. Un succo concentrato, con grande corpo e forte intensità, punteggio #87,5. Comprato!

Dopo l’assaggio siamo andati a visitare il beneficio el Paradiso, dove non ho potuto fare a meno di notare con quanta attenzione venivano lavorate le drupe: grande tecnologia e precisione (opctical machine; densimetric machine; manual select) sono all’ordine del giorno nella finca Matalapa. Inoltre sono rimasto colpito dal poco consumo di energia elettrica: metà dell’energia utilizzata viene generata da una grande macchina a vapore, che sviluppando pressione genera energia, utile per azionare i macchinari. Spero di aver spiegato bene e semplicemente il concetto. Durante la visita nella finca ho potuto ammirare con i miei occhi la sua meravigliosa posizione, e per farvi vivere, almeno in parte le straordinarie emozioni che ho provato, sarà presto disponibile un video che vi farà apprezzare ancor di più il fascino del luogo.”

Continua Sanapo: “La raccolta per loro era finita da qualche settimana, come mi raccontava la Sig.ra Vicky, aggiungendomi che non è stata una grande annata per la produzione, considerando che l’anno precedente era quasi il doppio, ma nonostante tutto si diceva orgogliosa della straordinaria qualità ottenuta. Confermo!!!

Finca El Mansano

La giornata in questa azienda inizia alle 7.00 di mattina con la partenza degli agricoltori dal beneficio alla finca, per dare inizio alla raccolta che in genere dura fino alle 15.00. Successivamente ogni gruppo di raccolta attua una successiva selezione manuale prima di consegnare il caffè al beneficio. Il caffè raccolto arriva al beneficio in genere verso le 17.00 e qui viene pesato e immediatamente lavorato. Alcuni video da me girati mettono in evidenza alcuni processi di lavorazione utilizzati nella finca… Buona visione.

La piacevole scoperta di uno dei caffè prodotti da questa finca è avvenuta durante il campionato locale, assaggiando uno straordinario yellow bourbon naturale; per questo ho sentito la necessità di visitare la finca e scoprire meglio i loro caffè. Siamo partiti con l’assaggio di ben 24 microlotti, di diverse varietà e diversi metodi di lavorazione: l’azienda è impegnata a lavorare il caffè naturale, semi-washed, full washed e honey. Ho potuto apprezzare la grande organizzazione di quest’azienda, infatti nel laboratorio c’erano tostatrici, macchine per il controllo umidità nel verde e dell’ocra tossina, brew equipment e 2 assaggiatori con qualifica da Q-grader.

Questo conferma ancora una volta che la conoscenza sul caffè si sta affermando anche all’origine, facendoci intuire che l’epoca dei coltivatori non educati è ormai finita e apportando un cambiamento sostanziale nel mercato globale. Infatti, che si voglia capire o no, sono sempre di più i torrefattori all’estero che promuovono caffè speciali, rivoluzionando il classico concetto “Qualità oro” o “Strong” o “100% Arabica” ecc…, che tuttora regge il mercato nazionale.

Qui i caffè sono presentati come etichette di vino pregiato e, a mio avviso, ciò è possibile grazie al prezioso lavoro svolto all’origine. Gli assaggi sono stati entusiasmanti, caffè completamente diversi tra di loro, ma fra tutti, senza saperlo (gli assaggi erano fatti alla cieca), la mia scelta è ricaduta di nuovo sullo straordinario yellow bourbon naturale. COMPRATO!

Francesco Sanapo

Francesco.sanapo@gmail.com Per vedere le foto e per commentare potete visitare il coffee blog di francesco sanapo: www.francescosanapo.com Oltre ai paesi d’origine raccontati in questo post, continuano ancora i viaggi del nostro barista italiano intorno al mondo, infatti tra aprile e maggio Sanapo toccherà varie capitali, tra cui: – 20 al 24 marzo Varsavia – 27 al 31 marzo Istanbul – 11 al 14 aprile Cairo – 19 al 22 aprile Portland (Scaa event) – 24 al 26 aprile Stoccolma (Svezia) – 27 al 29 aprile Londra (london coffee festival) – 2 al 5 maggio Bucarest (coffee lover event) – 7 al 10 maggio Parma (cibus) potete seguire e scoprire cosa succede durante ogni tappa direttamente su twitter: @sanapofrancesco o sulla pagina Facebook di Francesco Sanapo.