domenica 18 Gennaio 2026
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6° Campionato del cappuccino: oggi nella sede Mole Antonelliana presso Cabiria Café

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federico pezzetta
Anche il cappuccino è sul menù del nuovo Burger King

TORINO – Per incrementare ulteriormente la partecipazione delle scuole a momenti motivanti come questo e coltivare la collaborazione tra sistemi, per il 6° anno Engim Piemonte***, ente di formazione professionale, ha deciso di proseguire nella tradizione riproponendo il Campionato del cappuccino, oggi presso Cabiria Café (dalle 9.30 alle17.00) in collaborazione con il Museo del Cinema e Mole Antonelliana, Via Montebello 20, Torino, presentato da Fabio Verona, master coffee di Costadoro Caffè.

Il patrocinio e la partecipazione di rappresentanti delle Istituzioni (Assessore al Lavoro Regione Piemonte, Provincia di Torino, Sindaco città di Torino) e personalità note (in Giuria Presidente: Andrea Lattuada, coordinatore Nazionale SCAE e membro ACIB – www.9bar.it; Anna Sutti, Pasticceria Peyrano Pfatisch – www.peyrano.com ; Jacopo Strazzella, Neuv Caval D’Brons; Daniele Conte, One Apple Concept Bar – www.oneappletorino.com; Flavio Scanu, Primo Barman “Principi di Piemonte”) costituiscano un riferimento di valore, stile e professionalità per questi ragazzi, in modo che possa essere per loro un ulteriore importante fonte di incoraggiamento all’impegno e alla costanza per rafforzare le proprie potenzialità.

Quest’anno ogni partecipante al Campionato, junior tra i 14 e i 16 anni, e senior tra i 16 e i 18 anni, sarà chiamato inoltre a raccontare i propri sogni e passioni in 1 minuto, affinché ogni storia valorizzi il protagonismo e la motivazione anche da un punto di vista orientativo. I ragazzi e le ragazze si misureranno su parametri quali: velocità, pulizia ed ordine, schiuma e temperatura, disegno e topping, e non ultimo cortesia e comportamento, tutti ingredienti fondamentali per un ottimo cappuccino!

Sono 14 gli sponsor (tra cui Costadoro Caffè, Cabiria Cafè, NovaCoop Torino, Hotel Principi di Piemonte) che hanno reso possibile l’evento e la premiazione attraverso borse di studio per i vincitori.

Programma:

9,00 – 10,00 Accoglienza e registrazioni allievi

10,00 – Prova tecnica con giuria

11,30 – Presentazione evento, giuria e sponsor

– Benvenuto del direttore ENGIM Nazionale Antonio Teodoro Lucente, saluti dell’Assessore al Lavoro Regione Piemonte Claudia Porchietto, del Sindaco della Città di Torino Fassino, rappresentanti della Provincia di Torino

– Inizio fase eliminatoria categoria junior

11,30 – 13,30 Eliminatorie categoria senior

13,30 – 14,30 Break per il pranzo

14,30 – 16,30 finali junior e senior

16,30 – 17,00 premiazioni a cura dei giurati e ospiti

Per ulteriori informazioni è anche a disposizione il sito www.campionatodelcappuccino.it ; www.engim.it; www.torino.engim.it

*** emanazione laica dell’Ente Nazionale Giuseppini del Murialdo

A Quarta Caffè il premio eccellenze di Puglia consegnato a Milano

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quarta caffè
Antonio Quarta nel magazzino di Quarta Caffè

MILANO – Sabato sera il giardino di Palazzo Isimbardi, sede della Provincia di Milano, ha ospitato settima edizione di “Eccellenze di Puglia, Premio Ambasciatore di terre di Puglia”, organizzato dalla Associazione Regionale Pugliesi di Milano.

Il Premio è stato istituito per il riconoscimento ad esponenti dello spettacolo, dell’arte e dell’imprenditoria pugliesi, che vivono in Puglia, o che hanno preso la strada dell’emigrazione per ragioni di lavoro, e si sono distinti nell’esercizio delle loro arti e professioni.

Quest’anno i premi sono andati all’azienda di un imprenditore leccese, la Quarta Caffè, che si è trasformata con grande forza imprenditoriale da piccola torrefazione negli anni cinquanta ad un’azienda ormai leader nel settore, al Festival della Valle d’Itria di Martina Franca, nato per l’intuizione più di trent’anni fa di Paolo Grassi, e al “nonno d’Italia” Lino Banfi.

Nomi significativi di premiati nelle passate edizioni sono stati nel campo musicale i Negramaro, Al Bano, Renzo Arbore e il fisarmonicista Peppino Principe, nel campo dell’informazione le tv pugliesi Telenorba e Canale 100, in quello dello spettacolo il regista salentino Edoardo Winspeare, l’attore Sergio Rubini, la Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli di Bari e il comico Checco Zalone.

Significativi anche i premi assegnati negli anni scorsi agli operatori sanitari dell’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, luogo di elezione di Padre Pio, a Livia Pomodoro, Presidente del Tribunale di Milano e strenua sostenitrice del progetto teatrale No’hma, fondato dalla sorella Teresa, e allo stilista Ennio Capasa, ma tanti altri sfuggono a questa rassegna.

08.05.2012 Made in Italy, Carica Tuttoespresso: l’India scopre il caffè dal gusto italiano

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Lavazza in India
La bandiera indiana

MILANO – È in corso da tempo in India un’ articolata attività di lancio delle nuove macchine per caffè espresso, preparata al momento, del colosso CoffeeDay, la prima catena di caffetterie dell’immenso sub continente indiano.

Si tratta di macchine compatte a capsule, con tecnologia made in Italy, firmate da Tuttoespresso. Le due macchine, denominate Orion e Vega, sono state lanciate nel circuito delle caffetterie CoffeeDay in questi giorni. Sono già disponibili su YouTube alcune delle immagini della campagna in corso.

Per il mercato indiano si tratta di un cambiamento epocale

In un’intervista rilasciata al quotidiano economico Business-standard un dirigente CoffeeDay ha detto: “Many people don’t know how to use a coffee machine and don’t know which ingredients to use” (Molte persone non sanno neppure come usare una macchina del caffè e non sanno quali ingredienti usare).

Alla Tuttoespresso di Origgio (Varese) c’è molta soddisfazione per il lancio un primo esempio di Italian coffee technology esportata sulla base di diritti di proprietà industriali che consentono ad aziende leader di paesi lontani di accedere immediatamente a tecnologie di infusione italiane.

Sottolinea Luca Majer, titolare di Tuttoespresso: “La nostra MaxEx, in effetti, consente risultati in tazza di livello superiore e riscontri organolettici indubbiamente entusiasmanti. E’ da tenere conto che, inoltre, la azienda madre di CoffeeDay è tra l’altro il principale fornitore indiano di arabica pregiati, molti dei quali coltivati all’ombra e con certificazioni di processo quali ad esempio l’equo e solidale marchio Utz”.

Nespresso: la terza fabbrica sorgerà in Svizzera a Romont

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nespresso Eric Favre capsule
Logo Nespresso

LOSANNA (Svizzera) – Nestlé continua a investire in Svizzera: il gigante dell’alimentazione ha deciso di costruire nel paese anche il suo terzo centro di produzione Nespresso, precisamente a Romont, nel canton Friburgo. L’investimento è valutato a circa 300 milioni di franchi e a lungo termine si prevede la creazione di 400 impieghi diretti, informa una nota odierna. L’inizio dei lavori è previsto per la fine di quest’anno, mentre la produzione dovrebbe cominciare nella prima metà del 2015.

Nespresso si espande

La scelta del sito è frutto di una accurata valutazione ed è dovuta soprattutto al fattore “eccellenza svizzera” e alla prossimità degli esistenti team Nespresso (caffè in capsule), afferma nel comunicato Patrice Bula, responsabile a livello di gruppo delle unità strategiche marketing, vendite e Nespresso. Ha avuto un ruolo anche la posizione centrale e la buona infrastruttura. Molto soddisfatto si è detto il consigliere di stato friburghese Beat Vonlanthen, che parla di una “notizia fantastica” non solo per la regione, bensì anche per tutto il cantone – in forte crescita demografica – e persino per l’intera Svizzera occidentale.

La decisione

Testimonia una volta di più l’impegno di Nestlé nei confronti della Svizzera, osserva da parte sua Eugenio Simioni, direttore generale della filiale elvetica della multinazionale. “Conferma inoltre la fiducia a lungo termine di Nestlé nella piazza industriale elvetica”. Le altre due fabbriche Nespresso si trovano nel canton Vaud. Fonte: ticinonews.ch

Slow food, alimenti e cambi di clima al centro dei food day

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presidio slow food

MILANO – Per arrivare in tavola, un pasto percorre in media 1.900 km; per produrre un chilo di carne bovina si consumano 15.500 litri d’acqua e il 75% dell’alimentazione mondiale dipende da sole 12 specie vegetali e 5 animali. Dati alla mano, si può affermare che oggi il sistema agroalimentare dominante è tra le prime cause di inquinamento ambientale: si calcola che in Europa l’intero ciclo produzione –trasformazione – distribuzione – consumo – smaltimento dei rifiuti sia responsabile di un terzo delle emissioni di gas serra. Per questo, il rapporto tra il cibo consumato quotidianamente e i cambiamenti climatici è stato il tema al centro della seconda edizione dello Slow Food Day che ha coinvolto 300 piazze, strade, mercati e giardini.

Slow Food, l’obiettivo

Il fine è informare le persone che prediligendo cibo locale e di stagione si può davvero dare una mano al Pianeta. Per questo, nel corso dello Slow Food Day è stata distribuita gratuitamente «Fulmini e polpette», guida alle buone pratiche per adottare una dieta amica del clima, gustosa e anche economica. «Abbiamo scelto il tema cibo e clima anche perché, a pochi giorni dalla conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile che si terrà a Rio de Janeiro dal 20 al 22 giugno, ci pare importante contribuire alla sensibilizzazione dei cittadini su un problema tanto urgente», spiega Roberto Burdese, presidente di Slow Food Italia.

Il cibo è al centro delle azioni da intraprendere per un futuro migliore: accanto alla tutela della biodiversità, al mantenimento degli ecosistemi e alla lotta ai cambiamenti climatici, le discussioni di Rio verteranno sullo sviluppo agricolo sostenibile, sul ciclo acqua – cibo -energia e sulla sicurezza alimentare. La filosofia di Slow Food e di Terra Madre rappresenta uno degli elementi portanti di un’economia che lega lo sviluppo delle realtà produttive locali alla partecipazione attiva dei co-produttori, contribuendo così alla costruzione di un futuro sostenibile.

Questi i temi della giornata

Le Condotte hanno organizzato gli appuntamenti più diversi, coinvolgendo il pubblico in mercati contadini, degustazioni, conferenze, incontri con i produttori e attività educative per tutti. A Padova il protagonista era il caffè, mentre l’Eat-in organizzato a Chieti ha permesso di scoprire sapori locali attorno a una grande tavolata. Piazza Dante a Napoli è stata il regno della pasta madre, per convincere produttori e consumatori a scegliere pane «vero», che fa bene alla salute e al clima ed è buono anche dopo qualche giorno, abbattendo gli sprechi; a Soverato si è parlato di agricoltura e di Comunità del cibo di Terra Madre.

illy e Mitaca ridisegnano la pausa caffè con le macchine Bonetto Design

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illycaffè

MILANO – Da mercoledì 9 a sabato 12 maggio, illycaffè e Mitaca – partner nella produzione di sistemi e macchine da caffè per uffici e aziende – presenteranno la nuova gamma di macchine disegnate da Bonetto Design, marchio storico del design italiano.

Per farlo, le due aziende hanno deciso di rivoluzionare la tradizionale modalità di comunicazione del settore vending, coinvolgendo in prima persona il consumatore, che sarà invitato a scoprire come la pausa caffè in ufficio possa distinguersi per qualità, gusto ed estetica. Ospiterà l’evento lo showroom ICF – Office Furniture Made in Italy, nota azienda italiana di arredamenti per ufficio, in Corso Monforte angolo via Cino del Duca, a Milano.

illycaffè espone le macchine Bonetto Design

Durante l’esposizione, lo spazio aprirà le porte a chi vorrà concedersi una pausa assaggiando un espresso illy e ospiterà dei corsi aperti al pubblico dell’Università del caffè, il centro di formazione istituito da illy che da anni si dedica a sviluppare e diffondere la cultura del caffè. Dai metodi di preparazione all’esperienza della degustazione, il tutto condito da importanti nozioni storiche, tecniche e botaniche, per imparare i segreti di un caffè perfetto, a casa, al bar e in ufficio.

Orari di apertura al pubblico: da mercoledì 9 a venerdì 11 maggio dalle 10.00 alle 18.00 sabato 12 maggio dalle 10.00 alle 14.00

Corsi dell’Università del caffè: mercoledì 9 maggio ore 14.00 e 17.00 giovedì 10 e venerdì 11 maggio ore 10.00, 14.00 e 17.00

La partecipazione ai corsi è gratuita e la prenotazione obbligatoria, fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Per informazioni e iscrizioni: cell. 334 6832043 (in orario d’ufficio) / e-mail: info@mitaca.it

L’azienda

Ogni giorno vengono gustate oltre 6 milioni di tazzine di caffè illy. illy viene venduto in oltre 140 paesi in tutto il mondo ed è disponibile in oltre 100.000 fra i migliori ristoranti e bar espressamente illy, la catena di caffè all’italiana in franchising, tocca ad oggi 30 Paesi con all’attivo più di 230 locali. A livello globale la società impiega 796 dipendenti e ha realizzato nel 2010 un fatturato consolidato di 305 milioni di euro. Mitaca progetta, produce e distribuisce sistemi a capsule per caffè espresso destinati al settore uffici.

Dalle sue origini ha stretto una collaborazione con illycaffè, mirata a sviluppare il segmento dell’Office Coffee Service e della Distribuzione Automatica in Italia e all’estero. Nel 2008 la collaborazione tra le 2 aziende si è ulteriormente rafforzata con la partecipazione al 50% di illycaffè nel capitale sociale dell’azienda. Mitaca in Italia ha un network di distribuzione di 100 aziende che coprono capillarmente il territorio nazionale. Il fatturato della società, che conta 42 dipendenti, nel 2011 è stato pari a 21 milioni di euro, di cui il 65% realizzato in Italia.

 

Green Mountain, crolla il titolo in borsa dopo il ridimensionamento della guidance

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ice -br indicatore composto prezzi ice picchiata Forti ribassi sui mercati a termine del caffè circolare Green Mountain

MILANO – Giovedì nero, la settimana scorsa, per Green Mountain Coffee Roasters. Il titolo della dinamica compagnia di Waterbury (Vermont), quotato al Nasdaq, ha toccato i minimi degli ultimi 2 anni perdendo in una sola seduta quasi la metà della sua capitalizzazione di mercato. Il repentino ripiegamento ha colto alla sprovvista analisti e operatori, che non si aspettavano un crollo di queste proporzioni.

Green Mountain Coffee Roasters scivolata in borsa

A causare il tonfo, l’annuncio di un abbassamento della guidance per l’esercizio in corso, ma anche la crescente concorrenza nel mercato americano del caffè porzionato, cui si aggiunge la scadenza ormai prossima dei brevetti relativi al sistema Keurig. La performance negativa vale a Gmcr la maglia nera tra tutte le midcap (società con una capitalizzazione compresa tra i 2 e i 10 miliardi di dollari).

È stata comunque una giornata difficile per i titoli di numerose mid e smallcap, molte delle quali costrette anch’esse a rivedere al ribasso le proprie previsioni di crescita, a fronte di una situazione economica ancora incerta, con segnali sicuramente positivi (massimo calo delle domande settimanali per i sussidi di disoccupazione da un anno a questa parte), ma cifre tuttora deboli per altre voci quali, ad esempio, le assunzioni nel settore dei servizi.

Deludente anche il dato sui payroll dei settori non agricoli per il mese di aprile, che ha evidenziato il dato più basso degli ultimi 6 mesi contribuendo a far scendere il petrolio, per la prima volta da febbraio, sotto i 100 dollari barile. Gmcr prevede ora un utile netto per azione per l’esercizio 2012 di 2,40-2,50 dollari, a fronte di un fatturato di 3,8-4 miliardi, contro una precedente previsione di 2,55-2,65 centesimi per un fatturato di 4,24-4,37 miliardi. Il consensus degli analisti era a 2,65 centesimi e 4,27 miliardi.

Ridimensionata anche la guidance per il trimestre in corso, che è stata portata a 48-53 centesimi per azione e 881-897 milioni

Rispetto alle previsioni degli analisti di 71 centesimi e 1,05 miliardi. Il tutto comunque a fronte di un miglioramento dei conti a consuntivo del trimestre trascorso, che evidenziano un fatturato netto in crescita del 37% sull’anno a 885,1 milioni di dollari.

Risultati – è importante sottolinearlo – tuttora ampiamente positivi offuscati, però, dall’annuncio, da parte del ceo Larry Blanford, di una traiettoria di crescita più moderata per quanto riguarda le macchine Keurig e i serving K-Cup. Va detto che Green Mountain ha attraversato sin qui un anno piuttosto difficile. Le sue quotazioni hanno subito una battuta d’arresto due mesi fa, successivamente all’annuncio da parte di Starbucks del lancio del suo nuovo sistema a capsule Verismo. E avevano già segnato il passo lo scorso ottobre, dopo che l’analista David Einhorn (famoso per avere denunciato la situazione di Lehman Brothers poco prima del crollo) aveva accusato la compagnia di scarsa trasparenza finanziaria e spese eccessive.

Più in generale, gli analisti contestano l’affidabilità delle previsioni di crescita della compagnia, che ha mancato gli obiettivi previsti dalla guidance in 2 degli ultimi 3 trimestri. Non va infine dimenticata l’indagine pendente della Sec (U.S. Securities and Exchange Commission) relativa alle pratiche contabili di Gmcr. A ciò si aggiunge la già citata scadenza dei brevetti sulle K-Cup nel prossimo autunno. A detta degli esperti, la liberalizzazione e la conseguente concorrenza aperta sui serving costringerà l’azienda a rivedere la propria politica dei prezzi e a spendere di più in promozione, con una conseguente compressione degli utili. Oppure a riposizionarsi sul mercato come Gmcr ha già parzialmente iniziato a fare con l’annuncio, lo scorso febbraio, del lancio della nuova (e ben più costosa) macchina Vue, che utilizza serving dedicati, diversi dalle K-Cup, e offre vaste possibilità di personalizzazione delle bevande erogate.

Il giocattolo si è dunque rotto? Non la pensano così tutti gli analisti. “La crescita sottostante rimane forte – ha dichiarato in un’intervista Mitchell Pinheiro (Janney Capital Markets) reiterando un rating di buy – Keurig è tuttora dominante nel segmento del porzionato e non prevediamo cambiamenti nel suo posizionamento strategico, nella redditività e nella quota potenziale di mercato”. Ma alcuni dati contabili e di bilancio lasciano perplessi. A cominciare da quelli annunciati lo scorso anno per le spese per investimenti relative alle nuove infrastrutture produttive. Senza contare il valore delle scorte, pressoché raddoppiato rispetto a un anno fa. Un incremento attribuito ai più elevati costi del caffè, ma anche alle maggiori giacenze di magazzino, dovute principalmente alle macchine Keurig rimaste invendute.

“Green Mountain è il classico caso di un titolo che subisce un forte ridimensionamento in borsa a causa di una crescita che, pur rilevante, risulta inferiore alle aspettative” ha dichiarato Eric Hanson, presidente di Hanson & Doremus Investment Management” aggiungendo che la sua società ha tagliato la sua partecipazione in Gmcr dopo il report di Einhorn e riconsidererà eventualmente nuovi investimenti nel titolo dell’azienda di Waterbury solo in futuro.

Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane: report statistici

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iri agenzia per la promozione

MILANO – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle impresse italiane, informa che sono stati pubblicati sul sito dell’ICE (www.ice.it) i report statistici sulle esportazioni dei principali prodotti agro-alimentari con i prezzi export medi per tutti i mercati esteri.

Queste elaborazioni statistiche si propongono di fornire uno strumento per l’immediata interpretazione della dinamica delle esportazioni dei principali gruppi merceologici che compongono la bilancia agro-alimentare italiana. Inoltre, informa di aver predisposto per l’occasione di Cibus 2012 delle schede settoriali di alcuni dei principali mercati esteri per i prodotti agro-alimentari e delle statistiche per comparti delle importazioni ed esportazioni italiane di settore.

Esportazioni di prodotti agro-alimentari italiani 2009-2011
IL CAFFÈ

A cura di Pietro Simonelli

Il 2011 si è chiuso, per le esportazioni di caffè torrefatto non decaffeinizzato, con un brillante +24,6% raggiungendo quota 834 milioni di euro pari a 122 mila tonnellate di prodotto. Non si arresta la tendenza al rialzo generalizzato dei prezzi medi all’export che, anzi, nel 2011 hanno registrato una impennata del 13,7% a euro 6,82 per chilo di prodotto.

I maggiori mercati dell’ Unione Europea, che complessivamente produce il 69,1% del fatturato export totale, hanno segnato performance particolarmente brillanti: Germania +36,7%, Francia +18,3%, Austria +37,8%. L’analisi dell’indice euro/chilo evidenzia un range ampio, con un minimo di 5,35 di Ungheria e Bulgaria ed un massimo di 10,40 di Cipro. La Grecia, nonostante la perdurante crisi economica, rimane uno dei mercati di riferimento per le aziende italiane del settore con quasi 5.000 tonnellate di prodotto esportato (+9,4%) per un valore di 43,8 milioni di euro (+15,6%).

In rialzo il prezzo praticato sul mercato greco sia pur in misura inferiore all’incremento medio (+5,7% contro una media del 13,7%). Variazioni nettamente positive si segnalano in tutti i principali mercati extra-UE ad eccezione del Canada dove ad un aumento contenuto (+1,6%) del valore si contrappone un calo del 2% dei volumi. Il livello particolarmente basso del valore euro/chilo, inoltre, evidenzia flussi di importazione rivolti in particolare a prodotti nella fascia bassa di prezzo.

Al di fuori della U.E. le aree che registrano incrementi percentuali particolarmente accentuati sono l’America centro-meridionale (+37,3%) e l’Asia orientale (+28,6%). Degni di nota sono, in particolare, Brasile e Argentina, le cui importazioni sono praticamente raddoppiate rispetto ai due anni precedenti, mentre in Asia i consumi si sono impennati soprattutto in Corea del Sud (+27,9%), Cina (+30,4%), Taiwan (+30,8%) e Hong Kong (+43,3%).

Ancora migliore l’andamento delle esportazioni di caffè torrefatto decaffeinizzato. Il fatturato export per le aziende del settore ha raggiunto quasi i 33 milioni di euro con un incremento del 28,4% a fronte di 4.266 tonnellate di prodotto esportato. Le esportazioni di caffè decaffeinizzato presentano una distribuzione geografica meno concentrata rispetto a quelle del caffè non decaffeinizzato. Nel 2011 il fatturato proveniente da vendite nella Unione Europea è stato pari al 63% del totale, ma l’anno precedente era di appena il 58,5%. Ciò è dovuto in particolare ad una autentica impennata nei consumi registrata in alcuni dei mercati leader, Germania in testa con +142,5% e addirittura +301% rispetto al 2009.

Come spesso accade, tuttavia, al sensibile aumento delle esportazioni si contrappone una contrazione evidente del prezzo medio, in calo del 12,9% rispetto al 2010 e del 21,8% rispetto al 2009. Tra i principali mercati U.E. da menzionare le performance annue della Francia (+38,8%) e dell’Austria (+65,3%). Al di fuori della UE, gli Stati Uniti (+6,1%) consolidano la ripresa degli acquisti dopo il buon dato del 2010, mentre non si arresta il calo delle importazioni del Canada (-9,8%). Da rilevare come i prezzi export sui due mercati siano assolutamente allineati. Richieste in forte aumento da Ucraina (+56,5% e +393% rispetto al 2009), Svizzera (+47,2%), Israele (+44,2%) e Australia (+23,4%).

Fonte: elaborazioni ICE/Area Agro-alimentare su dati ISTAT agro.alimentari@ice.it www.ice.it

Icam di Lecco sente la crisi: annunciato lo stato finanziario negativo

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icam
Il logo di Icam

LECCO – Anche le aziende lecchesi più grandi e strutturate devono fare i conti con la crisi. L’ultima della lista è la Icam di Lecco che, per una serie di sfortunate coincidenze, ha annunciato un momento di crisi finanziaria. Nel corso di un’assemblea con i lavoratori, i sindacalisti Massimo Sala (Cgil) ed Enzo Mesagna (Cisl) hanno illustrato ai lavoratori la complessa e al tempo stesso delicata situazione che sta vivendo la fabbrica di cioccolato.

Che ci fosse qualche difficoltà i dipendenti (che sono circa 280) lo avevano intuito dal mancato rinnovo dei circa 50 lavoratori con contratto a termine e interinali e dal rinvio del trasferimento alla sede di Orsenigo (in provincia di Como), dove la famiglia Agostoni, proprietaria di Icam, sta ultimando il nuovo stabilimento costato qualche milione di euro. Ai problemi di mercato, che colpiscono tutte le imprese del territorio, si aggiungono alcune difficoltà rispetto alla vendita dello stabile e dell’area di Oggiono.

Icam: i conti non promettono bene

La Filca cooperative avrebbe già espresso l’intenzione di acquistare l’area anche se la crisi del settore edile e le lungaggini nel cambio di destinazione d’uso dell’area stanno rallentando la procedura di vendita, con la conseguenza diretta di un mancato introito per le casse di Icam. A questo si aggiunge il blocco di parte del magazzino delle fave di cacao, i cui scaffali erano collassati lo scorso autunno. I sette scaffali non sono ancora stati ripristinati essendo ancora in corso un contenzioso con l’azienda produttrice del magazzino per il risarcimento danni che tarda ad arrivare.

Nel frattempo, l’azienda sta attingendo a scorte di fave di cacao stivate in altri magazzini

Creando qualche difficoltà alla linearità della produzione e ovviamente facendo lievitare i costi produttivi. «Tanti piccoli inconvenienti che stanno creando qualche problema di liquidità – ha spiegato Massimo Sala – e che stanno facendo aumentare il costo della produzione. L’azienda resta comunque solida e per il momento ha provveduto a smorzare i costi non rinnovando l’ampio polmone di lavoratori interinali e contratti a termine, non si prevedono altri interventi sulla forza lavoro».

Fonte: laprovinciadilecco

Munnar: qui si trovano le piantagioni di tè più in alto del mondo

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Lavazza in India
La bandiera indiana

MILANO – Munnar è una piccola città di montagna del Kerala, nel sud dell’India. Arrivarci non è facile, non c’è una linea ferroviaria, e le strade sono poche e tortuose. Nonostante questo è una meta molto amata dai turisti di tutto il mondo perché qui si può trovare uno dei migliori tè del paese.

Con i suoi 1450 metri d’altitudine è la città che ha le piantagioni più alte del mondo: vengono prodotte ogni anno circa 50 mila tonnellate di foglie. Tutta l’economia della regione è legata alla bevanda che a sua volta è profondamente connessa alla cultura dell’India. Sono state rilevate tracce di coltivazioni risalenti al dodicesimo secolo.

Munnar, un primato ad alta quota

Pochi giorni fa il vice presidente della Commissione per la pianificazione, Montek Singh Ahluwalia, ha annunciato che l’India ha intenzione di concedere al tè lo status di “bevanda nazionale”, una scelta che non ha un valore solo simbolico: “C’è un urgente bisogno di investire nell’industria del tè” ha dichiarato Bidyananda Barkakoty, membro della North East Tea Association, un’organizzazione che tutela il prodotto nelle regioni del nord est del Paese. Ciò che preoccupa maggiormente le autorità indiane, che hanno grandi interessi nel settore, è l’ aumento di consumatori di caffè, soprattutto nella fascia più giovane della popolazione.

Oggi l’India è il secondo produttore di tè del mondo e ne consuma circa 837 mila tonnellate ogni anno

Il caffè è ben lontano da questa diffusione, ne vengono consumate 108 mila tonnellate ogni anno, ma il suo appeal appare in ascesa: recentemente anche Starbucks ha annunciato che aprirà il suo primo punto vendita nel Subcontinente. Il colosso americano entrerà in competizione così con i tre maggiori brand del Paese, Cafe Coffee Day, l’italiano Barista Lavazza e Caffè Costa. Da circa 15 anni queste aziende stanno promuovendo una cultura del caffè e della caffetteria come luogo di ritrovo e di socializzazione: “In India non ci sono molti posti per passare del tempo fuori casa, queste catene non hanno obiezioni a farci stare qui seduti per ore” ha recentemente dichiarato uno studente di Mumbai alla BBC.

I venditori ambulanti di chai, il tè indiano per eccellenza, rimangono però ancora molti e non sembrano interessati allo sviluppo del “fenomeno caffè” in quanto non entra in conflitto con le loro attività. Il costo di un caffè è di molto superiore rispetto a quello di un chai preso per strada. In realtà negli ultimi 15 anni il consumo di tè è aumentato di 275 mila tonnellate: a sostenerne la diffusione è però stata principalmente la crescita demografica.

di Vincenzo Bardo