lunedì 12 Gennaio 2026
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Carbonelli su Nespresso: “Perché il caffè dev’essere un’esclusiva?”

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Il torrefattore napoletano luca carbonelli qualità
Il torrefattore napoletano Luca Carbonelli dice la sua

MILANO – Riportiamo l’intervento di Luca Carbonelli dell’omonima torrefazione, che si è espresso in commento del caso Nespresso: i club esclusivi e i sommelier del caffè Quando il marketing diventa il pappone di un prodotto.

Carbonelli, l’opinione

Scrivo in quanto ho letto su ComuniCaffè l’intervento del signor Enrico Paolo Costa, che apprezzo molto. La mia è una segnalazione del mio post pubblicato un paio di settimane fa. Dove spiego il mio parere sulla questione Nespresso. Ne sono derivati interessanti commenti tra cui proprio quello di Costa, e di una piccola torrefazione proprio di Zurigo.

Di Luca Carbonelli

No, è che poi sento parlare di espresso, di caffè, di Grand cru, di selezione di questo e di quello. Ne leggo a bizzeffe e mi imbatto in club esclusivi da un lato e università del caffè dall’altro, tutti pronti a far scuola e ad accogliere i nuovi clienti, che ne diventeranno in buona parte i nuovi esperti, i sommelier del caffè. I sommelier del caffè? Bah. Poi, dopo aver approfondito, leggo le firme ai titoloni: i nomi degli intervistati sono quelli di manager di multinazionali, o gente che ha frequentato quelle scuole, persone che diventano professori di “teorie e tecnica per preparare l’espresso a regola d’arte”. E qui ci starebbe bene il sottofondo delle Iene con la voce di Enrico Lucci “teoria e tecnica per preparare l’espresso a regola d’arteeee”?

Ecco. Poveri noi. C’è ancora chi discute il potere del marketing

Io ho trent’anni. E da bambino salivo in macchina di mio padre, che puzzava di caffè. A me piaceva. Mio padre e mio fratello, invece, appena a casa, si buttavano sotto la doccia per levarselo via quel profumo. E oggi sto capendo il perché. Non è più un odore, è un profumo che arriva al naso. È qualcosa che t’impregna, un po’ come il cuoco che crede sempre di puzzare della spezia dell’ultimo piatto preparato.

E niente, mi chiedo di cosa profumano i sedili delle Mercedes dentro cui tornano a casa i professori del caffè. Ora, lungi da me fare la morale. Ad arrivarci a creare un qualcosa di simile! Ma con un’anima. Ma quello che mi chiedo è, se invitassimo uno di questi manager a prepararci una buona miscela di caffè, mettendogli a disposizione il nostro impianto artigianale, con tutta la legna che occorre per la lavorazione, sarebbe in grado di trasformare tutte le nozioni teoriche in un vero espresso “a regola d’arte”? Club esclusivi, sommelier del caffè, voi mi svalutate il termine Espresso facendolo sembrare un prodotto d’elìte! Mettendoci la vostra N d’avanti.

Carbonelli: allora vi dico la mia

Manca l’apostrofo: da quando esiste la cultura dell’espresso napoletano è risaputo – ed è una delusione che poi chi fa scuola ci propone qualcosa di diverso – per erogare un buon espresso, anche al bar, occorre una dose di 7 grammi di caffè. Le dosette porzionate, più comunemente chiamate cialde o capsule, dovrebbero tutte contenere dai 7 ai 7,5 grammi di caffè. E invece? Invece la grossa multinazionale, che dalla Svizzera vuole insegnarci la cultura dell’Espresso, ne mette 5 grammi. Pare che siano diventati professori senza essere andati a scuola. La mia è che manca l’apostrofo.

Si leggerebbe sempre allo stesso modo, ma si scriverebbe così: N’Espresso, alla napoletana, che tradotto vorrebbe dire “Non è Espresso”, se vogliamo stare alla cultura del termine. Il gusto di un buon caffè – quello sì – tante volte è frutto di un’ottima macchina. E su questo dobbiamo ammettere che alcuni sono stati davvero bravi, ma vi garantisco che esistono macchine del caffè che possono far sembrare ottima anche una ciofeca. Sicuramente non è il caso della multinazionale.

Ma perché deve essere esclusivo o’cafè? A chi va data questa esclusiva? E perché devo credere di essere intenditore solo se frequento una scuola?

Carbonelli continua: A me piace il caffè e so distinguer uno dolce da uno amaro. E tanto mi basta. Ci stanno imponendo una mentalità sbagliata: come se da domani gli intenditori di musica fossero solo quelli che hanno frequentato il conservatorio. Cari maestri, certo, senza tecnica non si va da nessuna parte. Ma l’arte è passione, è quella che arriva al pubblico. È così anche per il caffè. È del popolo. Ma torniamo a noi, ai costi. Ma se chiedo 1 chilo di caffè e tu me ne dai 750 grammi (ben 250 grammi in meno), perché devo pagarti il triplo di quello che ti chiedo?

Per pagare il cachet del signor Attore che presta la sua immagine affinché io sia convinto a farmi raggirare, ma con stile?

Prima ero al bar, prendevo un caffè, e c’era un tabellone pubblicitario di un nuovo locale per soli adulti, ad ingresso gratuito. Ho riflettuto un attimo, perché quel caffè, anche se non era il mio, devo dire che era ottimo. Mi son preso cinque minuti e m’è venuta in mente questa: esistono tanti marchi di caffè che non sono torrefazioni, ma marchi. Che non sanno neanche cosa sia un buon caffè, ma nascono e vendono, credendo di combattere la crisi, svalutando il prodotto, quasi regalandosi. È una sorta di prostituzione del prodotto. Poi pensavo alle escort di professione invece. Ce ne sono alcune talmente belle che pensi “Questa non è una donna, è una dea”.

E in effetti magari, dopo, scopri che non era una donna, ma che fino a un anno prima si chiamava Giovanni, che non era per niente un dio e che quindi non è che ha fatto il miracolo, ma ha investito a un bel po’ di soldi, per diventare Samantha, ed oggi riesce a vendersi grazie alla sua immagine, ad un prezzo che decide lei in una casa chiusa, dove hanno accesso solo gli associati al club esclusivo. Ma è un caffè che sa di latta e non di caffè.

E la parola caffè, abbinata alla parola sommelièr, riporta in mente i calici di vino. Ma per piacere. Aridatece l’anima.

Info su Luca Carbonelli

Luca Carbonelli si occupa di sales e marketing per la azienda di famiglia, la Torrefazione Caffè Carbonelli s.a.s. La case history della sua azienda parte quando comincia a vendere il proprio prodotto sulla piattaforma ebay.it, dove, dopo poco viene inserito tra i migliori venditori della piattaforma nella categoria dedicata alle PMI. Successivamente crea www.caffecarbonellishop.com ed è costantemente impegnato nell’aggiornamento e restyling dell’identità della sua azienda sia online che offline. www.caffecarbonelli.it Appassionato di qualsiasi forma di comunicazione purché funzionale. E’ convinto che il feedback del cliente è la miglior forma pubblicitaria.

Carpigiani apre in autunno ad Anzola (BO) il primo museo del gelato

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consumo di zucchero carpigiani
Il gelato Carpigiani

MILANO – Aprirà i battenti il 27 settembre il Gelato Museum Carpigiani, una struttura innovativa dedicata all’approfondimento, alla documentazione e alla trasmissione della storia, dei valori e della cultura del gelato artigianale, alimento fresco e di alta qualità che rappresenta l’eccellenza e la creatività del nostro Paese nel mondo. Alla giornata inaugurale seguiranno altri due giorni di inaugurazione: visite guidate, workshop didattici per i più piccoli, degustazioni di gelato e molte altre deliziose sorprese.

Carpigiani apre le porte al mondo del gelato

Le prenotazioni aprono il 14 luglio. “Il Gelato Museum Carpigiani si propone come punto di riferimento per il settore, vuole dare radici e valorizzare storicamente questo alimento fresco e di alta qualità ed il mestiere del gelatiere, diffondendone nel mondo eccellenza, creatività e “gusto””, spiega Romano Verardi, Presidente della Fondazione Bruto e Poerio Carpigiani. “Ringrazio coloro che hanno reso possibile la sua realizzazione: gli architetti Matteo Caravatti e Chiara Gugliotta, i curatori Luciana Polliotti e Andrea Barbieri, i donatori, i sostenitori e quanti hanno prestato volontariamente la loro opera: è stato fondamentale, per il raggiungimento di questo traguardo, fare squadra in una logica di cooperazione, tutela e innovazione”, prosegue Verardi.

“Siamo felici, inoltre, che questa nascita avvenga proprio a pochi giorni dall’istituzione ufficiale della Giornata Europea del Gelato (24 marzo): uniamo il nostro orgoglio a quello dell’Associazione ArtGlace, che ha conquistato l’UE”, conclude Verardi.

Riconvertendo una porzione dello stabilimento Carpigiani di oltre 1000 metri quadrati, gli architetti ne hanno valorizzato il carattere industriale

Inserendo un patio giardino, generatore di nuovi collegamenti tra gli ambiti diversi dell’edificio, spazio di rappresentanza, e fulcro intorno al quale si snoda il Gelato Museum Carpigiani.

“Dalle origini ad oggi, si tratta di un percorso interattivo su 3 livelli di lettura – dicono architetti e curatori-: evoluzione del gelato nel tempo, storia della tecnologia produttiva, luoghi e modi di consumo del gelato”. “Nel Gelato Museum Carpigiani troveranno spazio oltre 20 macchine originali, postazioni multimediali, 10.000 fotografie e documenti storici – proseguono -: e poi preziosi strumenti ed accessori d’epoca, inedite video-interviste, laboratori didattici”.

“Il Gelato Museum realizza il sogno dei nostri Fondatori (Bruto e Poerio Carpigiani, i due bolognesi che hanno contribuito a diffondere nel mondo tecnologia, cultura e business del gelato) – dice Andrea Cocchi, direttore generale del Carpigiani Group -: siamo orgogliosi che apra a soli pochi mesi dalla nascita della Fondazione, la sfida è ora riaffermare la memoria per alimentare il futuro, rendendola foriera di progresso, innovazione e nuove conquiste culturali>.

Dal 27 settembre 2012, Via Emilia 45, 40011 Anzola dell’Emilia, Bologna

Aperto da lunedì a sabato, Ingresso Gratuito (fino a data da definire) con Visita Guidata, su Prenotazione Workshop Didattici sul Gelato Artigianale per bambini, ragazzi e adulti Info e prenotazioni (dal 14 luglio): www.fondazionecarpigiani.it – +39 051 6505306 – info@fondazionecarpigiani.it

Caffeina cultura: Fulvio De Nigris racconta il libro “Sento che ci sei”

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Fulvio De Nigris
Fulvio De Nigris

VITERBO – Sabato si racconta in “Sento che ci sei” Sabato 14 luglio 2012 ore 21.00 in piazza Cappella a Viterbo nell’ambito di “Caffeina cultura” Fulvio De Nigris fondatore dell’associazione Gli amici di Luca e promotore della Casa dei Risvegli Luca De Nigris di Bologna presenta il suo libro: “Sento che ci sei –dal silenzio del coma alla scoperta della vita” Bur Rizzoli (con la prefazione di Alessandro Bergonzoni nella collana I libri della speranza diretta da Davide Rondoni).

Fulvio de Nigris omaggia il caffè con la letteratura

Sono intervenuti: Nicola Falcone Unità di Neurologia Ospedale “Belcolle” Pietro Vecchiarelli Unità Operativa Complessa di Rianimazione Ospedale “Belcolle”, Daniela Bizzarri Educatore Professionale. Modera: Cristina Pallotta giornalista.

L’esperienza del coma vissuta come rinascita, un dialogo silenzioso

L’esperienza del coma vissuta come rinascita, un dialogo silenzioso che si trasforma in un intenso richiamo alla vita. Il dolore e la malattia di una persona cara sono esperienze che possono portare chi le affronta a rimettere in discussione le proprie certezze, a cercare nuove forme di comunicazione e di relazione.

Nel 1998 Fulvio De Nigris ha perso suo figlio Luca dopo un lungo coma

240 giorni di attesa che De Nigris ha rifiutato di subire passivamente e che ha vissuto ora per ora, accompagnando il figlio in un difficile cammino e sentendolo vicino nell’apparente lontananza dello stato vegetativo. Quella voglia di reagire, che ora prosegue nelle attività dell’associazione Gli amici di Luca e della “Casa dei Risvegli Luca De Nigris” all’Ospedale Bellaria, De Nigris la racconta nel libro “Sento che ci sei”.

Segafredo Zanetti Espresso segna la prima apertura a New York

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Massimo Zanetti Beverage Group segafredo zanetti new york
Un locale Segafredo Zanetti all'estero

MILANO – Segafredo Zanetti Espresso entra nella tana del lupo. In un comunicato stampa, la multinazionale bolognese annuncia infatti l’apertura della sua prima caffetteria a New York. Il locale sorgerà al 504 di Avenue of the Americas (6th Avenue) nel Greenwich Village, una zona molto “calda” dell’isola di Manhattan, dove, per inciso, esistono già oltre 150 locali a insegna Starbucks. Bluarch, rinomato e più volte premiato studio di architettura, ha firmato il design del locale aggiungendo un altro progetto di successo ad una lista già ricca di collaborazioni.

Segafredo Zanetti conquista la Grande Mela

Al tradizionale bancone comune alle caffetterie Segafredo Zanetti Espresso è stato dato un look retrò, anche attraverso l’utilizzo della macchina per caffè espresso La San Marco Preziosa, in contrapposizione al moderno design del resto del locale, caratteristica richiesta dal profilo molto trendy della clientela della zona. Il menu a disposizione dalla caffetteria è già stato promosso sia dalle recensioni positive dei critici culinari che dall’entusiasmo dimostrato della clientela.

Il giorno dell’inaugurazione non è sfuggito all’interesse della stampa cittadina

Che ne ha dato il giusto risalto, compresa una colonna sul New York Times. Grazie al responsabile del progetto, Brothers Kang Group, che ha già programmato altre due aperture nel prossimo futuro, adesso sia il marchio Segafredo Zanetti Espresso che l’espresso italiano sono disponibili in uno dei quartieri più eleganti e alla moda di Manhattan.

Dalla Corte lancia il modello Dc Pro, macchina funzionale e sostenibile

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dalla corte dc pro Francesco Corona
La Dalla Corte Dc Pro

MILANO – I massimi concetti di design ed ergonomia abbinati alla più evoluta tecnologia per l’espresso si trovano nella dc pro, la macchina di punta di Dalla Corte macchine per espresso: bella, funzionale e rispettosa dell’ambiente, perché utilizza materiali innovativi, leggeri, riciclabili ed ecocompatibili, 100% made in Italy. A due anni dal suo lancio sul mercato, la macchina si evolve nelle finiture: le parti esterne sono ora trattate con uno strato di polvere di alluminio e un trattamento trasparente in superficie, al fine di preservare i materiali dall’ossidazione in qualsiasi condizione d’impiego.

Dalla Corte cambia veste

Alla versione “Classic Aluminium” si aggiungono le colorazioni “Industrial Titan”, per chi vuole una macchina più aggressiva nel look, e “Dynamic White”, per i locali più classici, ma anche giovani e “dinamici”. Quest’ultima sarà la protagonista delle finali mondiali di Word Latte Art e Coffee in Good Spirits in programma a Seul – Corea dall’1 al 4 novembre, di cui Dalla Corte è sponsor ufficiale.

Ovviamente è stato adattato al nuovo look anche il grinder on demand dc one, “firmato” dal designer svizzero Thomas Liebe, come pure la macchina espresso. Alla nuova veste si accompagna un’evoluzione aggiuntiva alla funzione GCS – Grinder Control System, il programma di gestione della macinatura che crea un vero sistema tra la macchina espresso e il grinder: impostati i giusti parametri di estrazione dell’espresso, le macchine si confrontano ad ogni estrazione e, in caso di variazioni, regolano automaticamente il grado di macinatura e la dosatura.

La nuova funzione riconosce autonomamente se il caffè erogato dalla macchina espresso proviene dal macinacaffè on demand dc one o DCII ad essa connesso, o da un’altra fonte di macinatura (un altro grinder manuale per il decaffeinato, una bustina di caffè predosato o una cialda); in quest’ultimo caso, il sistema di dialogo tra macinacaffè e macchina per caffè espresso non registra il tempo di erogazione e non interviene sul macinacaffè, variando il grado di macinatura.

Infine, un’importante novità da poco presentata al mercato

Nella dc pro a tre gruppi, ogni gruppo può essere collegato a un singolo grinder dc one: se si utilizzano più miscele o monorigini, ognuna vedrà rispettati i giusti riferimenti di temperatura e granulometria del macinato ad ogni estrazione. Thomas Liebe, 47 anni, laureato alla School of Art and Design di Zurigo, è industrial designer. Da 16 anni opera nel settore del packaging (ha operato per Tetra Pak e Kraft Foods), delle tecnologie mediche e della coffee industry. La sua collaborazione con Dalla Corte prende il via nel 2005: ha disegnato la macchina professionale per espresso dc pro e il macinacaffè dc one, in cui tecnologia e design si fondono al meglio.

“La carrozzeria non è un vestito, ma il risultato di un cammino complesso e impegnativo – afferma Thomas Liebe -. Prima di tutto ho dovuto capire cos’è un espresso e come si opera nel mondo dei pubblici esercizi, per comprendere e soddisfare al meglio le esigenze dell’operatore; così ho lavorato in un bar. Questo settore mi ha affascinato! Ogni dettaglio della dc pro è stato messo a punto grazie a un lavoro di squadra che ha coinvolto i tecnici e il barista che ogni giorno la utilizza e deve trovare in essa ergonomia e affidabilità”.

Vogue Fashion’s night out: Milano, Roma e Firenze unite dal made in Italy

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Fashion's night out
Fashion's night out

MILANO – Si è tenuta martedì la conferenza stampa di presentazione della quarta edizione di Vogue Fashion’s Night Out (VFNO), che quest’anno, oltre agli appuntamenti ormai consueti di Milano (6 settembre) e Roma (13 settembre), debutterà anche a Firenze, il 18 settembre. Il direttore di Vogue Italia Franca Sozzani e l’assessore alla Cultura del Comune di Milano, Stefano Boeri, hanno confermato che il ricavato della tre giorni sarà devoluto in favore delle zone dell’Emilia colpite dal terremoto dello scorso maggio.

Fashion’s night out: la storia

La manifestazione nasce dalla volontà di coinvolgere le persone in un’esperienza di shopping condiviso, che renda (almeno per una notte) le boutique più prestigiose aperte a quanti vogliano visitarle, dia la possibilità di incontrare gli stilisti e assistere a delle speciali performance live o spettacoli, in una sorta di celebrazione collettiva della moda

Quest’anno entra in gioco, tra gli sponsor, anche Lavazza

Con un prodotto limited edition, ¡Tierra! Cornice d’eccezione per il lancio settembrino sarà il concept store di Corso Como 10, a Milano. Più che un nuovo caffè – come spiega Paola Maruzzi su Pubblicità Italia – si tratta di una vera e propria griffe perché a ‘vestire’ la lattina Lavazza saranno stilisti del calibro di Marni, Cavalli, Missoni, Etro, Versace e Moschino. Parte del ricavato delle vendite andrà a Fashion 4 Development, partner delle Nazioni Unite, che attraverso la moda sostiene l’autoaffermazione delle donne”, ha spiegato Alessandra Bianco, responsabile relazioni pubbliche di Lavazza, aggiungendo “È solo l’ultima tappa di un progetto più ampio iniziato nel 2002 e il cui filo rosso è lo sviluppo sostenibile di Paesi produttori di caffè come Africa, India e Sud America. Un cammino che raggiunge il culmine nel 2004 con la nascita della Fondazione Giuseppe e Pericle Lavazza”

Colombia migliora la produzione, prospettiva di 9 mln nel 2013

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caffè d'altura colombia produzione colombiana
Una coltivazione di caffè sulle montagne della Colombia (Foto © USA-Reiseblogger da Pixabay).

COLOMBIA – L’inversione di tendenza abbozzatasi nei mesi trascorsi mesi trova conferma nei dati di giugno diffusi ieri dalla Federazione nazionale dei produttori di caffè, che evidenziano una crescita ulteriore della produzione, pari il mese scorso a 714.000 sacchi, ossia il 3,6% in più rispetto a maggio. Si tratta del quinto incremento mensile consecutivo: dopo essere precipitata a gennaio a 535.000 sacchi, la produzione è risalita mese dopo, nell’arco del primo semestre 2012, assestandosi, a giugno, su livelli comparabili a quelli del dicembre scorso, tuttora inferiori, comunque, alle medie storiche del decennio passato.

Colombia: molto sensibile anche il miglioramento produttivo su giugno 2011 (+52%)

Quando vennero raccolti appena 471.000 sacchi. Positivi pure i riscontri dell’export, che cresce del 7% sull’anno, per un totale di 615.000 sacchi. Allargando l’orizzonte temporale della nostra analisi ci rendiamo tuttavia conto di quanto gli obiettivi di recupero produttivo rimangano lontani.

Negli ultimi 12 mesi (luglio 2011 – giugno 2012), sono stati raccolti appena 7.356.000, contro i 9 milioni di cui al periodo immediatamente precedente. Analogamente, la produzione nei primi 9 mesi dell’anno caffeario 2011/12 (ottobre 2011 – giugno 2012) è stata di 5.901.000 sacchi, ossia il 17% in meno rispetto al pari periodo del 2010/11. Negativo anche il raffronto relativo ai primi 6 mesi 2012, con 3.665.000 sacchi prodotti , contro i 4.118.000 sacchi dell’equivalente semestre 2011 (-11%).

Stesso discorso per l’export

Che segna una variazione negativa del 18% sugli ultimi 12 mesi scendendo a 6.968.000 sacchi (contro 8.473.000 sacchi nel periodo luglio 2010 – giugno 2011) e del 16% sui primi 9 mesi dell’annata caffearia corrente fermandosi a 5.639.000 sacchi (contro 6.735.000 nell’analogo periodo del 2010/11). Dall’inizio dell’anno solare, le esportazioni hanno raggiunto 3.406.000 sacchi, con un calo del 18% rispetto ai 4.171.000 sacchi del primo semestre 2011. Si registra intanto un’ulteriore accelerazione nel rinnovo delle piantagioni che ha interessato, nei primi 6 mesi 2012, 51.856 ettari (di cui il 94% con varietà resistenti alla ruggine del caffè), contro 47.431 nello stesso periodo dell’anno passato.

Colombia: nell’arco degli ultimi 3 anni è stato rinnovato un totale di 300 mila ettari

Migliorano le prospettive per la prossima annata di raccolto. Sei settimane consecutive di tempo secco e il delinearsi di un quadro meteo che prefigura il ritorno del fenomeno El Niño, ancorché in forma moderata, starebbero creando le condizioni per una ripresa produttiva, che potrebbe mettere in condizione il paese sudamericano di raggiungere l’obiettivo dei 9 milioni di sacchi nel 2013.

“Il tempo è stato sin qui eccellente – sostiene Héctor Falla, direttore esecutivo del comitato dipartimentale dei produttori di caffè (emanazione di Fedecafé) per la provincia di Huila – le fioriture sono già iniziate in tutta la provincia”. Secondo l’Istituto di idrologia, meteorologia e studi ambientali della Colombia (Ideam) si osserva già un riscaldamento delle acque del Pacifico al largo della costa occidentale del sud America e vi sarebbe un 65% di probabilità di sviluppo della fase positiva del fenomeno Enso (El Nino Southern Oscillation). Ciò si tradurrebbe in una diminuzione delle precipitazioni nelle aree caffeicole al centro e all’est del paese.

“Se il tempo secco continua, come nelle previsioni di Ideam, la produzione l’anno prossimo sarà eccellente” ha dichiarato Juan Alvaro Arboleda, un produttore della provincia di Antioquia. Il tutto, naturalmente, a patto che il fenomeno El Niño non assuma invece tratti estremi, con condizioni di forte siccità, che danneggerebbe gli arbusti e favorirebbe il proliferare di parassiti come la broca (scolite del caffè).

Assolombarda: racconta un’impresa attraverso l’obiettivo fotografico

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assolombarda

MILANO – Ti racconto un’impresa è il titolo di un interessante progetto curato da Assolombarda per promuovere la collaborazione tra l’associazione degli industriali e le scuole e le università incoraggiando al contempo il dialogo tra studenti e mondo dell’imprenditoria. Un progetto a cui Officina Rancilio 1926, in quanto Associato di Museimpresa, e Rancilio Group hanno aderito certi sia dell’importanza del dialogo con il mondo della formazione sia della necessaria valorizzazione della cultura d’impresa.

Assolmbarda: raccontare un’impresa attraverso l’obiettivo della macchina fotografica

Varcare con gli occhi i cancelli della fabbrica, scattare immagini di quanto accade in azienda, macchine e mani, spazi e luoghi, prodotti e idee, persone e uomini, ruoli e passioni, tempo del lavoro e tempi dell’uomo. Il mondo del lavoro in Rancilio visto attraverso gli obiettivi degli studenti andrà a costituire un racconto narrativo di una trentina di immagini che verranno esposte nel foyer dell’Auditorium Gio Ponti di Assolombarda per un mese mezzo a partire dal 16 luglio 2012.

Tutto è cominciato in una fredda giornata di dicembre quando quattro ragazzi Marco Davolio, Lilia Di Monte, Tommaso Mori, Riccardo Rocchi del Corso di Fotografia Biennale, della C.F.P. Bauer di Milano, seguiti dai docenti Patrizia Ferreri, Marco Trinca Colonel hanno visitato lo stabilimento Rancilio di Villastanza e il museo dell’azienda Officina Rancilio 1926; questa prima fase del progetto ha visto i ragazzi raccogliere informazioni, porre domande e mettere le basi di quello che poi è stato il lavoro portato avanti nei primi mesi del 2012 ossia quello di scattare, bloccare e raccontare in immagini un mondo così sfaccettato e complesso quale quello del lavoro in azienda cogliendone gli aspetti del passato, del presente e del futuro.

Un’occasione per i ragazzi per schiudere lo sguardo sul mondo dell’impresa al di là della retorica e delle immagini stereotipate

Un’opportunità per la scuola di confronto con il mondo del lavoro e per tutti una prospettiva differente attraverso cui guardare il mondo, gli spazi e i volti del lavoro. Ti racconto un’impresa Assolombarda – Auditorium Via Pantano 12 – Milano Inaugurazione 16 luglio 2012 ore 15.30 aperta al pubblico fino a tutto settembre 2012

A Vicenza, le Poste centrali paralizzate dal guasto alla vending machine

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venditalia vending CAM minorenni poste centrali
Novità nel mondo della distribuzione

VICENZA – Un caffè troppo lungo ha costretto le poste centrali di Vicenza alla chiusura per un’intera giornata. È accaduto lunedì alla riapertura degli uffici dopo il week-end. Giunti di buon ora sul posto di lavoro, gli impiegati si sono ritrovati di fronte a una distesa d’acqua alta, stando ai racconti, sino alle caviglie. A causare l’allagamento, l’acqua fuoriuscita da un distributore automatico di bevande calde, a causa di un guasto all’impianto di depurazione.

Poste Centrali: tutto fermo senza caffè

Un inconveniente banale, risolvibile in poche ore, se si fosse verificato in una giornata di lavoro. Complice il fine settimana, la rottura di una piccola valvola di pochi centimetri ha dato vita ad una laguna che ha ricoperto tutta la zona degli sportelli per le operazioni di cassa e di corrispondenza, rendendo impossibile la normale attività.

Inevitabile la decisione del direttore dell’ufficio postale di chiudere l’accesso al pubblico

E di chiamare una ditta specializzata per asciugare il pavimento e far ritornare agibile la struttura in condizioni di piena sicurezza. La struttura ha regolarmente riaperto nella giornata di ieri.

Caffè Attibassi si collega con la rete: online il nuovo e-commerce

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coind caffè attibassi
Lo stabilimento Coind a Castel Maggiore (Bologna)

MILANO – È online il nuovo sito di Caffè Attibassi, storico marchio bolognese del Gruppo Co.ind. Il nuovo sito web espone la storia, esalta la qualità del prodotto ed esprime l’identità del marchio di proprietà di Gruppo Co.ind, una delle più grandi torrefazioni italiane il cui caffè viene consumato ogni anno da almeno 5.000.000 di famiglie italiane (Co.ind è proprietario di Meseta e produce il caffè a marchio per importanti realtà come Coop e Conad).

Caffè Attibassi è online

L’elegante web design, creato dal laboratorio aaugh® di Net Sinergy, presenta Attibassi nella sua nuova veste grafica a una vasta platea di visitatori italiani ed esteri, dai consumatori finali ai clienti professionali, dagli appassionati di caffè alla stampa specializzata. Il dottor Stefano Urso, responsabile marketing Caffè Gruppo Co.ind S.c., inquadra il nuovo sito attibassi.it come “evoluzione di un brand che mantenendo ben salde le sue radici nella classicità e storicità italiana, contestualizza in chiave moderna i messaggi tradizionali della comunicazione.

Il sito attibassi.it è stato sviluppato con tecnologie HTML5, CSS3, jQuery

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