sabato 03 Gennaio 2026
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FIERA MILANO – Successo in Cina per Food hospitality world la mostra che l’anno prossimo debutta anche in Brasile

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fiera hospitality world

MILANO – Successo in Cina per Food Hospitality World. La mostra professionale di Fiera Milano nata dall’esperienza acquisita nei settori food e ospitalità professionale. E sbarcata a Guangzhou per la sua prima edizione cinese.

Dalla Cina con furore

L’ evento, appositamente ideato da Fiera Milano per i nuovi grandi mercati extraeuropei si è svolto su una superficie di 15.000 metri. C con oltre 300 espositori ed è stato accolto con grandissimo interesse. Come dimostra tra l’altro l’elevato numero e la qualità dei buyer (oltre 4.000) tra i quali Starbucks, Haagen-Dazs, TESCO, WAL-MART. Il principale Super Market Online cinese, Guangdong Food Import & Export Group; la catena di ristoranti Greenery, Grand Buy Department Store, China Resources Vanguard Co. Ltd., Guangzhou Restaurant Chain, DHT; Bakery, Guangzhou Food Company, Guangdong Jusco, la catena di supermercati Lotus.

Presenti come visitatori anche le istituzioni come il Dipartimento del Commercio Estero e della Cooperazione Economica della provincia di Guangdong, la Camera di Commercio di importatori ed esportatori del Guangdong, la Guangdong Health Care Industry Association.

La mostra ha la caratteristica di essere una mostra globale

Fiera Milano ha già tenuto nel 2012 due edizioni in India. Quella appena conclusa in Cina è la terza e rappresenta la prima fiera internazionale e professionale B2B per food e beverage nel Sud della Cina.

Nel 2013 la mostra verrà portata in Brasile per la prima volta.

Alla Triennale di Milano in 65 fotografie. La storia dei marchi di Alta gamma. E c’è anche Caffarel

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Trennale Milano
Triennale Milano

MILANO – Un libro e una mostra alla Triennale di Milano per Alta Gamma. In occasione del suo 20simo anniversario, la fondazione che riunisce più di 70 marchi che operano nella fascia più alta del mercato italiano ed internazionale presenta Altagamma – Italian Contemporary Excellence.

Il progetto fotografico esposto alla Triennale di Milano raccoglie 65 immagini sospese al primo piano dello spazio milanese in altrettante cornici bianche, che sembrano rette dai lunghi fili rossi calati dal soffitto.

La qualità e il senso del bello dei marchi, dalla moda di Versace Spa, al design di Alessi, fino al cioccolato di Caffarel. Si leggono attraverso gli scatti di 10 giovani reporter. Tutti dell’agenzia Contrasto. “Che «non sono abituati a raccontare le aziende, ma realtà legate alla cronaca e alle notizie» ha spiegato Cristina Morozzi, curatrice del progetto.

La mostra alla Triennale di Milano si è inaugurata ieri sera e rimarrà aperta fino al 27 gennaio 2013. Dopo questa tappa, l’esposizione volerà a Shanghai, la primavera prossima. Mentre gli organizzatori stanno pensando anche a Tokio, agli Stati Uniti e a Dubai.

Accanto a questo progetto esposto alla Triennale di Milano è nato anche un pesante volume fotografico. Di quasi quattro chili, edito da Rizzoli, già nelle librerie dalla fine di ottobre.

Peck, al nuovo bar di Milano dalla colazione alla cena

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mario stoppani
La sede Peck in Via Spadari a Milano

MILANO – Fino a pochi giorni fa il Peck Italian Bar apriva la mattina come bar, a pranzo serviva bene e velocemente tantissimi avventori, poi restava bar e caffetteria per chiudere alle 20.30. Oggi hanno deciso di aprire anche la sera (ovviamente con un menu diverso dal pranzo), anche se una parte del ristorante resta bar fino alla chiusura.

Gli spazi di Peck sono stati rinfrescati e arricchiti.

Il menu proposto è in «stile Peck», ovvero propongono piatti italiani (in particolare milanesi) semplici e super classici eseguiti con le materie prime che usano in gastronomia.

E che rappresentano il meglio che si trova sul mercato milanese, preparati con le tecniche più moderne. Quindi troverete il marbré, la lingua con salsa verde e giardiniera, gli spaghetti pomodoro e basilico, un minestrone di verdure tiepido, la trippa alla parmigiana e una sontuosa costata di manzo alla griglia; oltre ai canonici risotto giallo e cotoletta con patate.

Servizio e carta dei vini super. In stile Peck.

SCHEDA IL RISTORANTE PECK ITALIAN BAR

VIA CESARE CANTÙ 3

02.86.93.017

WWW.PECK.IT

Tipo di ristorante: classico di tono

Chiusura: domenica

La cucina chiude alle 22.30

Coperti: 50

I prezzi: spenderete sui 75 euro, bevande escluse

Coperto e servizio: inclusi

Carte di credito: tutte

Accesso disabili: sì

Barry Callebaut rileva per 731 milioni attività cioccolato Petra foods

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barry callebaut
Barry Callebaut

MILANO – Il colosso svizzero del cacao, che è il numero 1 al mondo, la società svizzera Barry Callebaut intende rilevare per 950 milioni di dollari (quasi 731 milioni di euro) la divisione Cocoa Ingredients di Petra Foods, il gruppo quotato sul listino azionario di Singapore.

Lo ha reso noto la società elvetica, che prevede che l’operazione «potrebbe essere finalizzata nell’estate 2013», una volta ottenuto il  via libera dell’Antitrust.

L’acquisizione aumenterà le vendite di Barry Callebaut del 65% nei mercati emergenti in forte crescita. Principalmente in Asia e in America Latina a quasi un terzo dei volumi totali.

«L’integrazione di Cocoa Ingredients farà diventare l’azienda leader mondiale nella lavorazione di prodotti di cioccolato», ha concluso la società.

Autogrill: suoi i duty free negli aeroporti spagnoli. Per 7 anni gestirà 80 punti vendita in 26 scali

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Autogrill
L'insegna di Autogrill

MILANO – Autogrill, attraverso la controllata World Duty Free Group, si è aggiudicata tutte le concessioni per le attività duty free e duty paid in Spagna. Dove già controlla la maggior parte delle caffetterie. E diventando così l’unico operatore del settore nel secondo mercato aeroportuale europeo.

Il gruppo ha vinto i tre lotti della gara indetta da Aena Aeropuertos e gestira 80 punti vendita nei 26 aeroporti del Paese. Cinque nuovi scali si aggiungono così ai 21 dove il gruppo è già presente.

Le concessioni aggiudicate avranno una durata di sette anni prorogabili di ulteriori tre con l’accordo di Aena.

Si stima che nel periodo 2013-2020 le concessioni vinte genereranno ricavi complessivi per 7 miliardi di euro.

Nel 2012 il totale delle attività gestite dal gruppo nei 21 aeroporti rinnovati si prevede genererà ricavi per circa 520 milioni di euro. Per la realizzazione dei negozi è stata destinata una spesa per investimenti per circa 100 milioni distribuita nei sette anni di durata del contratto.

L`aggiudicazione riconosce ad Aena un allineamento dei canoni alle migliori condizioni di mercato con un incasso netto attualizzato pari a 1.964 milioni di euro. Un importo di circa 280 milioni di canoni dovrà essere versato in anticipo e sarà decurtato progressivamente dai pagamenti dovuti.

Con le nuove concessioni World Duty Free Group porterà a oltre 550 il numero di negozi gestiti in 21 Paesi del mondo. Oggi il business del duty free rappresenta oltre il 30% dell`intero fatturato di gruppo di Autogrill.

Autogrill: riassunti sette lavoratori licenziati a Corsico

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Autogrill Corsico
Manifestazione Autogrill a Corsico

MILANO –  Autogrill ha riassunto sette dipendenti attivi nella mensa di via Caboto a Corsico. Lo ha disposto dalla sentenza del Tribunale di Milano dello scorso 22 novembre.

È quanto si legge in una nota sindacale della Filcam-Cgil. In cui si ricorda che l’azienda aveva proceduto ai licenziamenti lo scorso 20 aprile 2012.

Il sindacato sottolinea come i dipendenti licenziati fossero «6 lavoratrici madri, una delle quali, al momento del licenziamento, ancora in periodo di tutela per maternità e un lavoratore con ridotte capacità lavorative», con l’impressione che «Autogrill abbia  voluto licenziare chi non poteva essere flessibile al 100 per cento».

Supermercati: e adesso c’è Conad che tenta il sorpasso in Italia

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Conad conad auchan Un punto vendita Conad
Un punto vendita Conad

Il n. 1 della Conad Francesco Pugliese: “Alla fine rmarranno non più di 4-5 catene. Noi compreremo chi lascia per superare le Coop”. E per rilanciare i consumi alla vigilia di Natale propone di congelare i prezzi al primo semestre

di Roberta Scagliarini

Sul settimanale di Economia del Corriere, Corriereconomia, è uscito un interessante intervista-analisi sulla Gdo, grande distribuzione organizzata, a firma di Roberta Scagliarini.

Ve lo proponiamo.

MILANO – Partono in venti ma rimarranno in quattro o cinque. E Conad sarà tra questi. La previsione di un consolidamento a tappe forzate nel settore della grande distribuzione con il consorzio dei dettaglianti come protagonista, è di Francesco Pugliese, direttore generale di Conad, manager che già ha dimostrato di saper tradurre in fatti i propositi espansivi.

Conad ha programmato di investire 700 milioni nello sviluppo della rete e ha già comprato decine di negozi tra i supermercati ex Standa del gruppo Billa e quelli della famiglia Lombardini.

Obiettivo: la leadership di mercato davanti alle cugine Coop che ora dominano con vari miliardi di vantaggio. Ma la previsione sul consolidamento nel settore dei supermercati non si basa solo sulla volontà di Conad.

Ad accelerare la concentrazione sarà, secondo tutti gli addetti ai lavori, l’ effetto congiunto del calo dei consumi e le nuove regole introdotte dall’ articolo 62 del decreto liberalizzazioni che impongono, per la prima volta in Italia, tempi brevi ai pagamenti dei fornitori.

«Solo alla Conad – spiega Pugliese- la nuova norma ha comportato un drenaggio di liquidità di 350 milioni, si calcola che per tutto il sistema della distribuzione, il conto superi i 3 miliardi».

Scarsa liquidità Senza liquidità le insegne più fragili dal punto di vista patrimoniale chiuderanno e quelle più solide compreranno. «Noi siamo solidi – precisa Pugliese – e in condizioni di poter comprare ancora. Stiamo studiando la distribuzione territoriale per cogliere eventuali opportunità».

Lo sviluppo per acquisizioni è obbligatorio anche perché il mercato è saturo e non sopporta l’ apertura di altri supermercati. «In termini di metri quadri di superficie commerciale per abitante la distribuzione moderna italiana – prosegue Pugliese – non è indietro rispetto all’ Europa, abbiamo molti negozi da rottamare e rimodernare ma non spazi per nuove aperture».

Conad, dopo aver rinnovato i punti vendita comperati da Billa e Lombardini, ha migliorato le vendite. «Il giro d’ affari è aumentato del 15-30% rispetto a prima, anche in virtù dei prodotti private label» annuncia Pugliese. Quest’ anno Conad prevede di crescere del 9-10% a livello globale verso i 12 miliardi di fatturato e poco più dell’ 1% a perimetro costante.

La seconda catena italiana della grande distribuzione non ha ancora raggiunto Coop, ma il distacco sta calando. «Cresciamo in tutti i canali – spiega il manager che in passato è stato direttore generale in Barilla – il traino sono i prodotti private label e i freschi. Ma rappresentiamo anche un valido modello di crescita per gli imprenditori che si raccolgono sotto la nostra insegna nel modello cooperativo».

La corsa di Conad è destinata a fermarsi però se i consumi continuano a calare. Per questo Pugliese guarda avanti e propone a tutti i protagonisti della filiera, industrie in testa, un patto di sistema per congelare i prezzi.

«E’ l’ unico modo per venire incontro alle esigenze delle famiglie – spiega il manager -. Sediamoci intorno ad un tavolo e parliamone, congeliamo i listini alla data del primo semestre, firmiamo un accordo di filiera perché la spesa non gravi troppo sui consumatori. Sono le famiglie quelle che ci pagano lo stipendio dobbiamo aiutarle».

Nuovi listini Le industrie invece propongono aumenti di listino, nell’ ordine del 5%, per far fronte alla crescita delle materie prime, dicono, e al calo di fatturati e margini. E sottolineano di investire già abbastanza in promozioni: 7 miliardi l’ anno.

«Ma noi per frenare i prezzi al dettaglio ne investiamo il doppio – ribatte Pugliese -. Invece di chiedere rialzi, le imprese dovrebbero investire continuativamente per tenerli bassi. Anche perché l’ industria non può chiedere aumenti e poi dimenticarsi di calare i prezzi quando le materie prima calano».

La strategia dei prezzi

La strategia dei prezzi è destinata ad impattare sul processo di consolidamento che tutti prevedono. «Resteranno non più di 4-5 aziende dalla ventina che ci sono oggi, molto più grandi e più efficienti», spiega Pugliese.

In uno scenario di mercato più evoluto e più simile a quello del resto d’ Europa, secondo gli addetti ai lavori, le maggiori catene della distribuzione organizzata non dovrebbero avere una quota di mercato del 20%, come oggi. Ma del 70%. Dovrebbero essere più efficienti. E con una quota almeno doppia di quella attuale nelle vendite di prodotti a marchio.

«Una situazione così frammentata è il paradiso per le industrie di marca – spiega Pugliese. Perché la quota delle private label è inferiore alla media dei paesi più avanzati. Nei tre leader di mercato – Coop, Conad ed Esselunga – la percentuale dei prodotti private label è superiore al 22%. Nelle catene minori è inferiore al 15%».

Anche per l’ industria quindi il panorama cambierà. Ci sarà una selezione naturale dei prodotti. «Fino ad oggi l’ azienda di marca si è accontentata di mettere il proprio nome sul pacchetto ma non basta più. C’ è una proliferazione di brand e di codici senza un reale contenuto di valori e di innovazione», conclude Pugliese.

Conad, una catena di supermercati da 10,2 miliardi di euro

Con una crescita del 9 per cento nel 2011

Meno concentrati 16,9 PER CENTO

La quota di mercato 10,2 MILIARDI

Il fatturato nel 2011 9 PER CENTO

La crescita prevista per il 2012 350 MILIONI

La liquidità drenata dal gruppo con le nuove regole sui pagamenti

DINASTIE – Mister Carpigiani e lo shopping silenzioso dopo l’ acquisto di Scotsman, leader nelle macchine per il ghiaccio. Luciano Berti è stato allievo di Norberto Bobbio prima di entrare in affari. Ora l’ imprenditore piemontese controlla Ali, gruppo da 1,4 miliardi di euro

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carpigiani gelato university
L'università del gelato Carpigiani

MILANO – Piemontese, classe 1931, due lauree una in scienze politiche l’ altra in sociologia a Stanford, ex allievo di Norberto Bobbio. La biografia di Luciano Berti, neoproprietario Carpigiani, ha poco che fare con quella degli industriali della sua generazione, quelli che hanno creato imperi dal nulla.

Eppure è proprio Berti che, a 81 anni, ha concluso una delle più importanti acquisizioni realizzata in Usa proprio quest’ anno.

L’ imprenditore di Alessandria ha comprato la Scotsman Industries, primo gruppo mondiale delle macchine per produrre il ghiaccio con 300 milioni di fatturato, 800 dipendenti e 5 impianti produttivi negli Usa, in Italia e in Cina.

Prezzo, secondo l’ indiscrezione del Wall Street Journal 575 milioni di dollari.

Con quest’acquisizione Berti ha aggiunto un’ ultima tessera al mosaico delle sue partecipazioni: 113 società e 67 marchi raccolti sotto il cappello della holding

Il logo Ali Group e la sede

Ali Group, leader mondiale nelle attrezzature per la ristorazione collettiva.

La notizia dell’acquisizione è passata quasi inosservata, perché in patria Berti è semi-sconosciuto. Riservatezza Cultore della riservatezza totale ha costruito un impero a suon di acquisizioni senza lasciare traccia nulle cronache.

Il gruppo Ali ha il suo quartier generale a Cernusco sul Naviglio ma l’ orizzonte è globale: ha un fatturato di 1,34 miliardi e settemila dipendenti in 24 paesi del mondo e realizza solo l’ 8% del suo fatturato dentro i confini nazionali.

Chi ha conosciuto Berti racconta di una persona di grande cultura, con i modi semplici e sobri, un industriale milionario, presidente e ceo del suo gruppo, che continua ad andare in azienda in metro, nascosto tra la folla.

Alieno ai salotti finanziari e politici Berti ha creato il suo gruppo passo dopo passo senza cedere alle diversificazioni. Supportato finanziariamente da Unicredit, Intesa, Bnp Paribas, l’ imprenditore piemontese non ha mai pensato di andare in Borsa.

Negli ultimi dieci anni il fatturato è raddoppiato e i conti consolidati non hanno mai chiuso in rosso. Nel 2011 a fronte di ricavi per 1,2 miliardi gli utili sono arrivati a 51 milioni.

Un solo figlio 40enne, Filippo, che è entrato in azienda dal basso, facendo la gavetta. «Il gruppo Ali è un’ azienda familiare e rimarrà tale anche in futuro – fa sapere l’ imprenditore -. Al dottor Berti succederà Filippo Berti che attualmente è il vice president per il Nord America e ha la responsabilità di tutte le aziende americane».

Il gruppo nasce nel 1963 con la fondazione di Comenda, impresa specializzata in impianti per il lavaggio professionale di stoviglie e bicchieri. Ali, acronimo di apparecchiature lavaggio industriale, nasce nel 72 quando inizia la stagione delle acquisizioni.

Il trasferimento negli Usa

L’ imprenditore si trasferisce negli Usa con la famiglia dove chiude l’ acquisizione di Champion Industries, marchio di macchine per il lavaggio professionale con una rete di distribuzione estesa in tutti gli stati dell’ unione.

I marchi Nell’ 89 torna in Italia e porta nel gruppo la bolognese Carpigiani, storico marchio delle macchine per le gelaterie, leader mondiale nel suo segmento.

Poi arrivano Lainox, Ambach e Mareno nel settore della cottura, poi si sposta in Canada e rileva Moyer-Diebel (sempre nel lavaggio industriale) e quindi passa al settore delle attrezzature per la distribuzione dei pasti nelle grandi strutture (ospedali, aeroporti, musei), rileva la francese Burlodge e la Stierlen.

I dossier Saeco Faema

Il core business di Ali si allarga fino a comprendere tutti gli impianti e le attrezzature per la ristorazione professionale. Il nome di Berti spunta nei dossier Saeco e Faema.

Ma lui li scarta. Compra marchi della refrigerazione (Hiber) e poi della panetteria (Afe Group e la scandinava Hackman-Metos).

Apre il mercato australiano con l’ acquisizione di Moffat e Washtec. Poi tocca a Carpigiani.

L’ ultima barriera a cadere è quella cinese dove Ali inizia ad espandersi da 2006 con i marchi Carpigiani e Williams.

«La strategia del gruppo sarà sempre più focalizzata sulla crescita a livelli internazionale in particolare verso la Cina e gli altri paesi asiatici – si legge nell’ ultimo bilancio – al momento sono in corso iniziative di sviluppo che si concretizzeranno quest’ anno».

Roberta Scagliarini

Capsule in alluminio per caffè Nespresso: a Firenze recuperate 4 tonnellate in 9 mesi

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Nespresso Reciclyng da chicco a chicco
Dal riciclo delle capsule Nespresso, il riso donato al Banco alimentare della Lombardia e del Lazio

MILANO – Capsule sostenibii. Per far crescere quantitativamente e qualitativamente la raccolta differenziata, il riciclo e il recupero degli imballaggi in alluminio in Toscana, è stato recentemente siglato un Protocollo di intesa tra Regione, Cial e Revet sui cui particolari greenreport si è più volte soffermato.

Autogrill ha riassunto sette dipendenti attivi nella mensa di via Caboto a Corsico. Lo ha disposto dalla sentenza del Tribunale di Milano dello scorso 22 novembre.

Ricordiamo che i cittadini – per migliorare la raccolta differenziata di questo materiale – possono conferire nei contenitori del multimateriale tutti gli imballaggi in alluminio. Lattine, barattoli, vaschette, scatolette, coperchi dello yogurt (che andranno staccati dal vasetto in plastica), pellicole d’alluminio. Al contrario, non devono essere conferite nel multimateriale le bombolette, che da raccolgiere in modo differenziato portandole alle isole ecologiche.

Inoltre, l’accordo che regola i rapporti tra Cial e Revet, prevede il recupero di altre frazioni merceologiche similari, come caffettiere, padelle o altri piccoli oggetti di uso domestico.

Un contributo all’incremento del recupero di alluminio viene anche da accordi con settori specifici come quello che Cial ha siglato con Nespresso riguardante le capsule di alluminio per caffè (che attualmente non sono considerate imballaggi).

Il progetto, già avviato sul territorio nazionale nel prevede il recupero delle capsule in alluminio. Che i clienti Nespresso possono portare nelle boutique abilitate (ad oggi sono 31 i centri, in 18 città italiane).

In Toscana il servizio è attivato al momento a Firenze (dal febbraio 2012), dove sono presenti 2 boutique. E un centro di raccolta che Quadrifoglio e Cial hanno promosso in città. Dopo nove mesi hanno raccolto 4 tonnellate di cialde da caffè in alluminio grazie al contributo e all’impegno dei cittadini.

A questo buon risultato si aggiunge quello del recupero del caffè nelle capsule. Che si invia ad impianti di compostaggio. L’auspicio è che anche altre marche che immettono sul mercato capsule di alluminio per caffè possano seguire l’esempio di Nespresso. Che ha sottoscritto un accordo volontario.

Per saperne di più: http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=19295&lang=it

NESTLÈ – Metallo nella pizza, ritirati lotti di Casa Buitoni. Due le varietà sotto inchiesta, reclami in Germania

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Il marchio Nestlé

MILANO – Avviato da Nestlé il ritiro volontario di tutti i lotti di due varietà di pizza surgelata prodotte in Germania dopo due reclami da parte di consumatori tedeschi. Secondo quanto riportato dalla stessa azienda a scopo cautelativo, all’interno della pizza ci sarebbero «piccoli corpi estranei di natura metallica».

Le pizze surgelate e ritirate sono esclusivamente le creazioni di Casa Buitoni, proprietà di Nestlé. E riportano sulla confezione nell’indicazione ‘da consumarsi preferibilmente entrò il periodo compreso fra giugno e novembre 2013.

«La Nestlé italiana – sostiene la società – non ha ricevuto simili reclami. O altre evidenze al riguardo. Ha comunque ritenuto anch’essa di procedere al ritiro precauzionale dei lotti delle varietà. Che hanno interessato il mercato italiano».