martedì 20 Gennaio 2026
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I titoli delle notizie di venerdì su Comunicaffè International

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mondo del caffè

MILANO – Il portale on-line in lingua inglese ha diffuso le sue notizie nel numero scorso. Comunicaffè International resta sempre sintonizzato con il settore del caffè. Ma, soprattutto, non lascia il lettore indietro. Ecco quindi il classico riepilogo delle ultime news.

On-line nello scorso numero i Comunicaffè International

Titoli che informano sugli eventi più recenti. Ma anche sulle nuove mosse dei colossi del caffè. Senza tralasciare gli eventi naturali e i loro effetti sul mercato. Da un estremo all’altro del globo, il caffè viaggia assieme alle notizie. On-line sono state selezionate per i lettori appassionati. E ora riproposti per chi le avesse perse.

AUSTRALIA – Tutte le novità dell’edizione 2014 del Mice

CINA – Starbucks trasferisce il suo primo storico locale di Pechino. Causa canoni di locazione troppo alti

GIAPPONE – Lanciata una nuova birra al caffè. I proventi andranno alla ricostruzione post-tsunami

GIAPPONE – Panama promuove il suo turismo e i suoi caffè

Si sale al livello più “global”

– Ift ottiene l’accreditamento Scae e Itec

– Venezuela costruirà una torrefazione in Repubblica Dominicana

– Vincitori del Nespresso MBA Challenge immaginano la piantagione di caffè del futuro

I Paesi produttori dall’est all’ovest

VIETNAM – Approccio graduale per il piano di rinnovo produttivo

VIETNAM – Iniziativa di Mondelēz International aiuterà 100mila produttori di caffè

COLOMBIA – Produttori annunciano nuove manifestazioni di protesta

BRASILE – Completato il 20% del raccolto nelle aziende Cooxupé

NICARAGUA – Ecoturismo incentiva l’economia delle regioni caffearie

Comunicaffè International: on-line tutti i giorni

Questi i titoli pubblicati. Ora non resta che restare connessi per conoscere le notizie di oggi. E, soprattutto quelle di domani.

Fiducia risparmiatori,futuro italiani a rischio lo dice Altroconsumo Finanza

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altroconsumo aereo

MILANO – Per l’ottavo trimestre di fila i risparmiatori italiani si mostrano pessimisti sul loro futuro. L’indice Altroconsumo Finanza che misura la fiducia dei risparmiatori italiani a giugno è calato a quota 82,5 (era 85,1 a marzo). È uno dei dati più bassi di sempre, su una scala che va da 0 (depressione più nera) a 200 (euforia sfrenata). E in cui i valori sotto 100 indicano pessimismo.

Per contro i sotto-indici che indicano la voglia di investire in titoli o immobili, in obbligazioni o azioni, seppure di poco sono tutti sopra quota 100, in area di lieve ottimismo. Anche tra gli intervistati che fanno da campione al nostro indice si assiste, quindi, al paradosso che vediamo nell’economia: a fronte di una situazione reddituale difficile o declinante che spinge al pessimismo, resiste in qualche maniera la voglia di investire, “drogata” dai risultati messi a segno dalle Borse grazie alla liquidità facile riversata dalle banche centrali.

In undici anni di rilevazioni la fiducia dei risparmiatori è stata messa a dura prova finendo in area di estremo pessimismo in due casi: la crisi subprime/ Lehman e la crisi dei Piigs. Ma c’è differenza tra i due casi: ai tempi subprime/ Lehman ci fu un aumento dei pessimisti a scapito sia degli ottimisti sia degli incerti. Con la crisi deiPiigs: i pessimisti sono saliti, ma gli incerti sono rimasti grosso modo stabili: a calare a meno del 30% degli intervistati sono stati solo gli ottimisti.

Confrontiam i dati italiani con quelli di rilevazioni che abbiamo condotto in altri Paesi Piigs (Spagna e Portogallo). Emerge che la fiducia è diminuita ovunque. Il calo è stato più marcato in Spagna che da noi. Fatto reso ancora più evidente dal fatto che la situazione economica spagnola prima del 2007 è stata migliore rispetto alla nostra (quindi era maggiore l’ottimismo). In Portogallo la fiducia è stata sempre più bassa. Ma il dato è coerente col fatto che questo Paese ha sempre vissuto una situazione economica più fragile. In questo contesto, gli italiani (e i portoghesi) sembrano molto più avvezzi degli spagnoli a vivere il declino e a sopportarlo.

L’indagine sull’indice è condotta ogni tre mesi su 300 utenti di Altroconsumo Finanza a cui sono poste cinque domande. Una sulle prospettive reddituali da qui a un anno, quattro sulle intenzioni di investire.

11 ANNI DI EVOLUZIONE DELL’INDICE DI ALTROCONSUMO FINANZA

(fonte: Altroconsumo Finanza, luglio 2013)

DALLA CORTE – Affluenza no stop allo stand dei campioni e della evo 2

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evo

MILANO – Grigio, arancio, bianco sulle pareti e il legno della pedana sono stati i colori dominanti dello stand Dalla Corte al World of Coffee. Si è svolto a Nizza dal 26 al 28 giugno. Sul fondo l’ampia parete che annunciava la novità dell’evento: “ evo 2 – all new, still classic“.

Davanti a essa il lungo banco bar dove a espressi e cappuccini si sono alternati i drink preparati dallo Scae Barista Trainer Davide Berti; su due lati i due “cubi dei campioni”. Hanno rispettivamente permesso a tanti operatori di incontrare e confrontarsi con il coffee pro Fabrizio Sención Ramírez. Il campione messicano secondo classificato al WBC 2012 alle prese con la evo 2. Gli aspiranti campioni del mondo hanno messo a punto gli ultimi dettagli della propria prova con la dc pro. La macchina sponsor dei campionati World Latte Art e World Coffee in Good Spirits. Infine, la zona relax-business. Un piano con alcuni sgabelli, dove ristorarsi; o intraprendere intensi confronti sul mondo del caffè. Ma soprattutto sulle macchine Dalla Corte.

Evo 2 richiama gli operatori del caffè

L’affluenza di baristi e operatori è sempre stata intensa. Grazie ai tanti motivi di interesse condensati in pochi metri quadri. Un’occhiata ammirata ai decori di un campione. Un buon espresso; una verifica della funzionalità della evo 2 e del grinder dc one a essa collegato. Infine due parole con Paolo Dalla Corte che, raggiunto un nuovo obiettivo, ha sempre nuove mete da esplorare e conquistare.

L’ampio padiglione dell’Acropolis Exhibition Centre

Attorno ad esso si incontrava spesso una macchina espresso Dalla Corte all’opera in uno stand: erano in tutto sei.

Dalla Francia al Giappone

Nell’arco delle tre giornate sono spesso risuonati gli applausi che hanno accompagnato i concorrenti delle diverse discipline. (oltre a WLA e WCIGS anche World Cup Taster e World Coffee Roasting). La tribuna si affacciava sul campo di gara con le quattro postazioni su ognuna delle quali c’era una dc pro.

Ha sempre visto una nutrita schiera di appassionati e tifosi seguire con attenzione le competizioni. Alla fine della seconda giornata è stata definita la rosa dei sei finalisti del giorno successivo. Davvero ricco di suspense.

Nella mattinata di venerdì 28 giugno si sono svolte le finali di World Latte Art

L’ampio schermo ha permesso di ammirare veri decori da campioni realizzati con grande sicurezza. Tre le preparazioni da realizzare in 6 minuti in due tazze identiche. Un cappuccino e un latte macchiato in free pour e una bevanda personalizzata.

Nel pomeriggio è stata la volta delle finali di Coffee in Good Spirits

Con la realizzazione di un classico Irish Coffee. Si sono unite inoltre lecreazioni innovative e ricche di gusto. Tutte comunque rispettose e in grado di esaltare le caratteristiche del grande protagonista dell’evento: il caffè.

Le premiazioni

Iprimi classificati di ogni categoria hanno vinto una mini, la piccola professionale di Dalla Corte.Campionessa del mondo 2013 di WLA è risultata la giapponese Hisako Yoshikawa. Seguita dal sud coreano KyeongWoo Jung; dallo spagnolo Miguel Lamora (tradito da un overtime). Dal polacco Leszek Jedraskik; dall’olandese Esther Maasdam e dal neozelandese Sam Low.

Hisako Yoshikawa

Lavora come barista all’Ogawa Coffee di Kyoto. Ama molto il rapporto con il cliente, al quale offre dei bei cappuccini decorati. La preparazione più difficile da realizzare? “Il macchiato” risponde.

Il pubblico è rimasto molto colpito dal decoro che raffigurava una rosa. Una figura molto complessa: come hai fatto? “Complessa? No, è semplice!” risponde. Facciamo finta di crederle, mentre si allontana tra i festeggiamenti del suo team e degli amici.

Il podio del WCIGS, vinto dal francese Victor Delpierre

Seguito dal polacco Marcin Wójciak, dal britannico Gordon Howell; dal greco Dimitrios Kostantopoulos, dal belga Gérard Meylaers e dallo slovacco Martin Hudák.

Victor ci racconta il drink

Quello che, insieme a un Irish Coffee perfetto, gli ha fatto meritare il titolo di campione del mondo. Si chiama CCC (Cognac, Café, Cigar).

Contiene espresso, cognac, liquore al tabacco, un liquore di fiori di tabacco e Grand Marnier. Uniti gli ingredienti in un ballon (il classico bicchiere da Cognac). Lo si copre con una campana di vetro soffiato collegata a un’apparecchiatura per affumicare alimentata con legno di melo ed essenza di arancia.

“È un drink per chi fuma. Ma non ha modo di farlo (in Francia nei locali pubblici è vietato). Ma anche per chi non fuma, ma vuole cogliere il piacere di un buon sigaro, che si unisce al meglio a un buon espresso e a un buon cognac”.

La sua “palestra” è stato lo storico Ritz di Parigi

(oggi chiuso per ristrutturazione). Ma ha trovato nel Campus un appuntamento di grande interesse: “È stato un momento incredibile. E’ importante incontrare persone di tutto il mondo con l’interesse comune del caffè. Con cui condividere passioni, opinioni, esperienze e una grandissima serenità.

Mi è servito non solo per la competizione, ma anche per il “cuore”: ero felice!”.

Iil premio Best Latte l’irlandese Selvijus Matiejunes

Ha realizzato il miglior cappuccio da un punto di vista gustativo. I sei finalisti di ogni categoria. (tra i quali numerosi hanno partecipato lo scorso anno al Campus, un chiaro segno che la formula funziona). Insieme ai campioni delle diverse nazioni che via via conquisteranno il titolo, sono invitati al prossimo Campus. L’appuntamento dei campioni organizzato da Dalla Corte in vista dei mondiali, che nel 2014 si terranno a Melbourne, in Australia.

Chiara e Francesco

Per il secondo anno è stata la coppia Chiara Bergonzi. ampionessa italiana di Latte Art, e Francesco Corona. Campione italiano di Coffee in Good Spirits a rappresentare il nostro Paese ai mondiali. Un autoritratto con ramo di una pianta di caffè realizzato tono su tono (beige e marrone) con l’aerografo è stata la prova di Art Bar di Chiara; il giorno seguente i suoi decori sulla crema di latte risultano di eccellente fattura.

Non viene chiamata nella rosa dei finalisti (risulterà tredicesima)

La incontriamo dopo il confronto con la giuria, che le ha illustrato i punti forti e deboli della sua gara: “La Latte Art è andata molto bene. Tecnicamente perfetta e ha meritato voti elevati.

Purtroppo, nonostante uno studio che si è protratto per più di due mesi e una realizzazione pressoché perfetta, la prova di Art Bar non è piaciuta. E’ stata considerata poco originale”. Pensi di proseguire? “Se i punteggi della Latte Art fossero stati bassi, avrei pensato di cedere il passo ad altri. Ma i giudici mi hanno incoraggiata a proseguire”. Una meritata pausa e di nuovo sotto: ti aspettano tante gare, Chiara!

“peccato” di eccessiva originalità il drink freddo Ice 43 presentato da Francesco Corona (classificato nono)

Composto da un liquore alle erbe con vodka e miele; Grand Marnier, Single Pear Syrup e 2 espressi. Realizzati rispettivamente con caffè di provenienza Guatemala e Salvador.

“Penso di non aver spiegato a sufficienza come gustare questo drink. L’ho accompagnato con uno zuccherino imbevuto di bitter alla liquirizia e un pezzo di pera disidratata e reidratata con gli ingredienti del cocktail.

I giurati dovevano mangiare lo zucchero e gustare un sorso del drink. Quindi la mela e di nuovo un sorso… A mio avviso era molto valido”.

Ha meritato voti molto alti il drink caldo con caffè del Guatemala estratto col metodo french press, liquore alla camomilla, zucchero di canna e Grand Marnier; il tutto sormontato da una mousse alla mela. Programmi per il prossimo anno? Per ora Francesco preferisce concedersi una pausa per meditare sul da farsi. Comunque vada, offre la sua disponibilità a chi vorrà cimentarsi nella difficile arte della miscelazione di cocktail a base caffè.

Bravo Andrej

La formazione è un’importante mission per Scae, che vede i suoi docenti – gli Autorised Scae Trainer. – particolarmente attivi in Europa e da qualche anno anche in Corea del Sud. Sempre più attenta al mondo del caffè. Tra il 2012 e il 2013 ha mostrato una buona vivacità anche l’Italia.

Ha al suo attivo 37 formatori, tra i quali ha spiccato il nostro coffee pro Andrej Godina. Al quale è stata consegnata una targa “in riconoscimento dello splendido lavoro compiuto”. “È un’attività che ho condotto con grande determinazione – ci dice Andrej -: i diversi moduli (Coffee Introduction, Green Coffee, Roasting, Grinding and Brewing, Sensory and Cup Tasting, Barista Skills) danno modo di apprendere o approfondire le proprie conoscenze e anche di entrare in contatto con altri operatori: un confronto positivo, che spesso apre nuovi orizzonti”.

 

 

Caffè tra musica, cinema e letteratura – Apre oggi il sipario di Collisioni. Moak al Festival: un ponte di dialogo tra diverse forme d’arte

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collisioni

MODICA – Oggi aprirà i battenti la 5° edizione di Collisioni. Uno dei più importanti festival internazionali di letteratura e musica, nella splendida e suggestiva cornice piemontese di Barolo.

Collisioni apre con il concerto Jamiroquai

L’artista ha scelto il festival come unica tappa del suo tour mondiale. In queste ore la piccola città delle Langhe è in pieno fervore e si respira già aria di festa. Per domani sono attesi più di 80.000 visitatori da ogni parte del mondo. Attendono di vivere una cinque giorni di festa Ricca di eventi e con numerosi ospiti e artisti di fama mondiale.

 

 JAMIROQUAI

All’evento sarà presente anche Moak

L’azienda ha voluto condividere in pieno lo spirito che anima Collisioni. Mettere insieme diverse forme d’arte e farle dialogare tra di loro.

L’industria siciliana di torrefazione sarà l’unica azienda di caffè presente all’evento. “Partecipare a Collisioni – spiega Annalisa Spadola, Direttore Marketing di Caffè Moak – rappresenta non solo un’importante occasione di diffondere la nostra cultura del caffè; ma è anche una scelta di condivisione con i valori etici e culturali che il festival intende divulgare, facendo dialogare tra di loro musica, cinema e letteratura.

Insieme all’insegna dell’arte e della cultura

Una filosofia che rispecchia in pieno quella di Moak. Da anni si fa anche portavoce di arte e cultura; promuovendo i due concorsi Caffè Letterario e Corto Moak.

Anche quest’anno vantano nomi illustri in giuria, come quello dei due presidenti Gianni Riotta, giornalista e scrittore e di Enrico Ghezzi; l’eclettico ideatore di Blob e Fuori Orario. Anche la nuova campagna adv “Moak Generaction” – conclude Annalisa Spadola – si accosta allo spirito che anima Collisioni. Quello di unire i popoli, le culture e le generazioni, seppur diverse tra di loro”.

In questa aria di festa il caffè, da sempre simbolo di convivialità, non poteva mancare

Negli spazi allestisti Moak e nel cortile del Castello di Wimu artisti, ospiti e gli oltre 80.000 visitatori attesi da tutto il mondo, potranno gustare, tra un concerto e la presentazione di un libro, le varie miscele di caffè e conoscere la cultura del vero espresso italiano.

 

Info: www.caffemoak.com

Grazie a James Dewar – 135 anni fa l’invenzione del thermos

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James Dewar

MILANO – Ci mettiamo il caffé, il tè o a volte l’intero pranzo, per mantenere tutto al caldo. (o al freddo, dipende dalle esigenze). Eppure, quello che conosciamo come thermos andrebbe chiamato più correttamente, vaso di Dewar. In onore al suo ideatore, il chimico e fisico scozzese James Dewar (1842-1923). Lui che aveva il pallino, tra l’altro, per temi come i gas e le basse temperature.

James Dewar, membro della Royal Institution

Il suo vaso lo aveva ideato probabilmente con tutt’altra intenzione. Una diversa da quella di assicurare il tè caldo alle 17 in punto per il popolo britannico anche durante le scampagnate. In realtà infatti allo scienziato serviva a mantenere il contenuto, liquido, al freddo. Ma non si trattava certo di un liquido tradizionale.

Tutto era cominciato con gli studi sui vari stati della materia

Assieme all’interesse, maturato da James Dewar – che dopo gli studi all’Università di Edinburgo era approdato nel 1875 a Cambridge – nel trasformare i gas in liquidi.

Il suo non era un interesse isolato. Michael Faraday ci era già riuscito con diversi tipi di gas. Ma non era stato possibile fare lo stesso con idrogeno, azoto, ossigeno; monossido di carbonio, metano e ossido nitrico.

James Dewar raccolse la sfida

Spinto anche dall’arrivo a Cambridge di Louis Cailletet e Raoul Pictet. Ricercatori francesi interessati alla liquefazione dei gas tramite raffreddamento.

L’entusiasmo condiviso lo portò a dedicare gran parte del suo tempo alle macchine e alle tecniche per il raffreddamento dei gas e la loro liquefazione; fin quando il 5 giugno 1885 non riuscì nell’impresa di liquefare l’aria.

Raggiunto il suo scopo, aveva però bisogno di mantenere per qualche tempo i gas liquefatti nella nuova forma. Anche perché era interessato a studiarne le proprietà chimico-fisiche.

Ma farlo era difficile, perché qualunque contenitore avesse a disposizione non isolava il liquido, che così si riscaldava e tornava di nuovo in forma gassosa.

James Dewar inventa un contenitore a doppia parete

(in pratica una bottiglia dentro una bottiglia), tra le quali era stato fatto il vuoto. Così infatti il calore non poteva trasmettersi né per conduzione né per convezione. Il chimico tolse così di mezzo anche l’irraggiamento. (altro tipo di distribuzione del calore); ricoprendo il contenitore di argento.

Gli studi sulla liquefazione dei gas e le ricadute tecniche per la loro conservazione però non resero  Dewar un uomo d’affari. A dispetto della larga diffusione che avrebbero avuto con gli anni i suoi vasi. Lo scienziato infatti non fece domanda di brevetto e un’azienda tedesca nel 1904 cominciò a sfruttare economicamente la sua invenzione; portando al successo in tutto il mondo i thermos.

 

Anna Lisa Bonfranceschi

 

Fonte: Wired.it

L’espresso alla palermitana – Una “pillola” di caffè

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la tazzina

PALERMO – Una delle abitudini preferite dagli italiani è la tazzina di caffè… ma per il palermitano è anche segno di convivialità, di pausa; di relax e di stimolo verso ripartenze. La tazzina di caffè è la metafora di come affrontiamo spesso la vita!

La tazzina palermitana

Una tazzina al momento giusto, aiuta a carburare. Ad essere più attenti. Ci tiene svegli e vigili per affrontare al meglio impegni particolarmente noiosi o faticosi.

Più che un’abitudine alimentare, per molti di noi è un vero e proprio rito. Per i siciliani la tipologia di caffè cambia di cinquanta metri in cinquanta metri. Ogni barista deve votarsi alla pazienza per sopportare le richieste di chi pretende la bevanda preferita. Carica del pesante bagaglio fatto di abitudini, credenze, rituali.

La tazzina platonica

C’è chi porta la tazzina alle labbra girandola di 180°. Chi la sfiora appena. Oppure chi, prima di accostarla alle labbra, la ripulisce delle colature esterne (igienisti). Qualcuno la fa roteare. Un altro non indugia neanche se bollente.

C’è chi la posiziona in verticale per colar in bocca anche l’ultima gocciolina di bevanda. Quelli che non condividono il caffè con altri dalla stessa tazzina (superstiziosi). Chi sorseggia il caffè, oppure lo aspira con tanto di sonoro risucchio. Quello che assolve al rituale dei tre sorsi.

Il ristretto di un milanese ad un romano sembrerà un caffè lungo. La tazzina calda di un bolognese a un napoletano sembrerà quasi fredda…

E il palermitano? Vediamo di individuare le innumerevoli follie e perversioni di casa nostra, rispetto al caffè

Le dimensioni contano

Lungo o corto, l’esegesi della patologia. Insindacabili nello stabilire quanto lungo o corto lo vogliamo. Un ristretto non sarà mai tale. Uno lungo sarà passibile di misurazioni infinite. Mai contenti, mai!

Ed ai più fortunati, come me, potrà addirittura capitare di sentir chiedere al barista “una pillola di caffè“! Espressione originale, usata da chi gradisce il ristretto del ristretto.

La tazzina, tazza grande, quella di vetro. La tazzina fredda oppure calda. Macchiato, schiumato, a pois; con una goccia di latte, mocaccino, capcioc.

Ma non vi siete mai sbagliati invertendo i parametri della perversione?

E quanto avete impiegato per capire che tutta quella combinazione di materia prima e temperatura era la vostra quadratura ideale? Non è che il caffè macchiato in tazza grande è un modo per non pagare il cappuccino? Che differenza c’è tra un caffèlatte e un macchiato? E per chi lo vuole “molto macchiato”, “molto” che unità di misura è?
Domande alle quali non ho mai saputo rispondere!

Cosa dire poi sul caffè corretto?

Una colata di nutella, una spruzzata di panna, ginseng? I corretti moderni sono fiction trasmesse altrove.

Il “nostro” corretto prevede l’aggiunta di Sambuca, un liquore dolce ed abbastanza alcoolico. Vuoi mettere la caratteristica che contraddistingue l’intenditore di questa bevanda? L’alito di un bevitore di caffè corretto alla Sambuca lo riconosci da lontano.

Sorseggia la sua”bevanda”frugando nelle tasche della giacca, all’interno delle quali custodisce, per ovvie ragioni, una manciata di caramelle all’anice. Per l’esattezza le stesse che, anticamente, davano al posto del resto in moneta.

Perché se è comunque vero che, così come recitava Civiletti, al caffè ” ‘u culuri c’ ha taliari”….è altrettanto pacifico che al caffè corretto ” ‘u ciavuru c’ammucciari”

Esiste anche un modo di prendere il caffè… tutto palermitano!

L’arriminata dello zucchero col cucchiaino, infatti, è un luuuuuuungo rito da consumare col mignolo immancabilmente teso verso l’ alto.

Una sorta di movenza ritrovata anche nella scena in “Divorzio all’ italiana” di Pietro Germi. La tazzina in mano immancabilmente accompagnava i rimuginamenti di Fefè Cefalù. Quando scriveva le lettere anonime indirizzate a se stesso.

“Amunì, un c’è nnniaanti. Pigghiamunni ‘u cafè”. Finiscono tutte in gloria, pardon, in un caffè, le liti dei palermitani veraci. Non c’ è incidente “stradale” ed “ambientale” che non si componga davanti a una tazzina fumante. ( alla faccia dei moduli delle assicurazioni).

A patto che “l’ incidentante” possa offrire, anzi, pagare, mettendo a disposizione dell’ incidentato, e del manipolo di testimoni, caffè, bancone, barman (e cassiera compresa). Altrimenti la lite ricomincia.

Noi palermitani infatti, crediamo che il caffè anziché fare “salire” i nervi li distenda!

il caffè del palermitano è qualcosa che può giustificare persino un’ auto lasciata in tripla fila.

Lo usiamo come un calumet della pace per ristabilire la distensione dopo una lite. E poi la “pigliata” del caffè è un intervallo necessario e inevitabile: in qualsiasi posto.

Allorchè manchi qualcuno è sufficiente sostenere “è andato a prendere il caffè“, per trovare un”efficace giustificazione. Una contro la quale non si obietta nulla. Neanche quando la durata del caffè si esprime con un termine di lunghezza assai esplicito: mi’, cafè luuuuaaangu”.

Il caffè è, insomma, un risolutore dei mali

Anche in senso molto più caustico e letterario del termine. In un suo celebre monologo Caruso inframezzava le battute con il ritornello della canzone “Venga a prendere il caffè da noi, Ucciardone cella 36”. Alludendo alla celebre tazzina avvelenata che in carcere uccise Gaspare Pisciotta, compare, luogotenente e alla fine traditore del bandito Salvatore Giuliano.

Anche in quel caso il caffè, malignamente corretto, servì a risolvere i problemi. Definitivamente.

Impossibile non parlare di Giuseppe Tomasi di Lampedusa

Il caffè in quel caso creò malumore nel principe Salina, per via di una macchiolina sul candido panciotto; “caffè forte con i biscotti di Monreale” assaporato da padre Pirrone. Ma soprattutto caffè come luogo dell’ispirazione. Dalla forte carica evocativa.

Infatti Tomasi di Lampedusa, ha scritto parte de “Il Gattopardo” seduto ai tavolini di un notissimo bari, nel centro di Palermo.

Arrivando invece ai narratori dei nostri giorni. Andrea Camilleri, ad esempio, concentra tutte le dicerie, le maldicenze, le allusioni nel “caffè di Masino”. “Che si diceva, stasera, al caffè?” è la domanda ricorrente nelle pagine dello scrittore di Porto Empedocle. Fatta per essere tenuti al corrente dei pettegolezzi che facevano il giro del paese.

Alcune forme di manìa patologica

Il caffè si sorseggia in uno stato di pseudo equilibrio dinamico. Labbra e tazzina devono sfiorarsi appena. Provenendo da una famiglia in cui l’igienismo più che una norma di profilassi era credo religioso, per tutta l’adolescenza venni tenuta occhiutamente distante da qualsiasi bicchiere. Vietata la tazza o tazzina di locale pubblico, storico o meno storico che fosse.

Potevo schiattare di sete, tanto quanto dello spinnu di un caffè; ma mai accostare le labbra ad un recipiente da bar. Pena il sicuro contagio di malattie innominabili. – e, di fatto, non le si nominava, lasciando adito alle più catastrofiche supposizioni.

E c’era infine la vetta, il culmine del purismo: la tostatura personale. Dai racconti tramandati, infatti, apprendo che il caffè si comprava in chicchi crudi e poi, a casa, li si abbrustoliva sul fuoco, secondo i propri gusti.

L’arnese utilizzato era simile ad un passaverdure. Il cui fondo bisognava tenere in continua rotazione per il tramite di una manovella. Sia l’arnese, il tostacaffè, in dialetto ” ‘u caliaturi”. La procedura “atturrari ‘u cafè”.

Entrambe furono tanto comuni e diffusi da lasciare la loro traccia nel linguaggio familiare.

“I manu ru caliaturi”

Espressione oggi in forte disuso, valeva come ammonimento a non toccare una qualche cosa che si temeva potesse venire sciupata o manomesa. “Atturracafè”o ” ra matina ‘a sira st’atturracafè”. Espressioni usate nei confronti di personaggi noiosi e ripetitivi. ( dal rumore stridulo e fastidioso prodotto dal tostacaffè).

Così, augurandomi di non esserlo stata anch’io per voi….amunì pigghiamunnì ‘u cafè! Inoltre, ditemi se ho dimenticato qualche perversione, la vostra per esempio. Come lo ordinate il caffè? Lungo o corto; macchiato o senza schiuma; amaro, corretto, freddo, shakerato, tazza piccola, grande, di vetro calda o fredda….

“Mimì, u culasti u cafe’? Prima mi lavu i manu e poi…”. Questa bevanda appartiene ai riti della socialità…ma ognuno ha i propri!

Federica Cordone*
*Fonte: Monrealenews
http://www.monrealenews.it/cucina-siciliana/6885-una-qpillolaq-di-caffe.html

GIOVANI – Idea dell’istituto Levi con Lavazza, una macchina del caffè a energia solare

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TORINO – Il caffè lo prepari con l’energia solare. È il progetto ideato dai giovani della quinta A dell’istituto tecnico Levi-Arduino di Torino, gemellati con Lavazza: la macchina, chiamata “O sole mio” è ispirata a Carmencita e Caballero, due mascotte della pubblicità Lavazza. La loro idea ha vinto il primo premio del progetto ‘Piazza Affari tedesco’ promosso dal Goethe-Institut: per la giuria, composta da rappresentanti della Camera di Commercio Italo Germanica, Miur, Iis Galvani di Milano, Rappresentanza in Italia della Commissione europea e dell’Associazione Lingua e nuova Didattica, quella dei ragazzi è stata un’idea “originale, divertente e, ove fattibile, una buona proposta”.

Lavazza si è unita al progetto, “condividendone la visione ironica e giocosa – si legge in una nota. E che tuttavia non ha dimenticato di sviluppare elementi legati al risparmio energetico e alla sostenibilità”.

In premio 500 euro

Come premio, 500 euro da spendere in attività scolastiche; l’istituto di Torino si è classificato primo su 9 scuole di tutta Italia. I vincitori così si sono presentati sul blog di Piazza Affari. “La nostra classe conta 20 studenti, 3 maschi e 17 femmine. I ragazzi non riescono ad aprire bocca e le ragazze decidono tutto, tuttavia si può dire che andiamo d’accordo”.

Dal 2014 – Aumenterà l’Iva sui prodotti delle Vending machine

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MILANO – Brutte notizie per il settore del Vending. Più in generale delle macchinette automatiche protagoniste delle pause caffè in uffici e luoghi pubblici.

Vending machine e l’ostacolo dell’Iva

“Dal 2014 il regime speciale dell’Iva delle bevande e alimenti venduti nei distributori aumenterà dal 4% al 10% circa.”

Con un gettito di “104 milioni su base annua”. Lo ha annunciato il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni. Parlando in conferenza stampa dopo il consiglio dei ministri. L’organo ha varato l’ecobonus e il bonus per gli edifici.

L’aumento dell’aliquota Iva nel Vending

Ha spiegato il ministro, è parte della copertura che serve a pagare i “200 milioni di euro all’anno per dieci anni“. Per i due bonus varati dal Consiglio dei ministri.

MILANO EXPO 2015 – L’Etiopia sarà in Cluster Caffè: firmato l’accordo

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MILANO – L’Etiopia ha firmato il contratto di partecipazione a Expo Milano 2015. Il Paese del Corno d’Africa parteciperà al Cluster del Caffè. Uno dei padiglioni tematici tra le novità dell’edizione milanese che sarà organizzato e gestito da illy caffè.

Etiopia: si esplorano le origini del chicco

Salgono intanto a 47, con quello etiope, i contratti firmati dalla societa’ Expo 2015 con i Paesi partecipanti. ”L’Etiopia è la terra da cui il caffè ha avuto origine. – ha spiegato il Commissario generale Etiope Assefa Mulugeta Kondal -.

“Nel Cluster potremo far scoprire tutte le varietà che produciamo. Dalle miscele più note a quelle ancora poco conosciute. I visitatori potranno assaporarne il gusto e sentirne l’aroma”.

I titoli delle notizie di ieri su Comunicaffè International

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mondo del caffè

MILANO – Comunicaffè International ha pubblicato i seguenti titoli nell’ultimo numero diffuso on-line. Il portale sul caffè ha dedicato lo spazio ad una varietà di notizie sul settore. Dai lutti ai segni di ripresa; dalle novità digitali sino ai movimenti nel mercato.

Il portale sul caffè non si ferma mai

LA SCOMPARSA DI VINCENZO SANDALJ – Guardare al lato positivo delle cose aiuta a crescere

GLOBAL – Tpg intenzionata a cedere la propria quota in Strauss Coffee

Il portale sul caffè si apre quindi all’Oriente

COSTA COFFEE – Lanciata la prima app per il medio oriente

COREA – IMM Private Equity vuole entrare nel settore caffetterie. Acquistata una quota della catena Hollys F&B

INDIA – Cafe Coffee Day migliora la sicurezza: Ecco gli impianti a circuito chiuso di Axis Communications

INDIA – Tata Coffee prevede prezzi in ripresa nella seconda metà dell’anno

Alcune notizie dal Centro America

PANAMA – Nuovo record di prezzo per il caffè Geisha Esmeralda

COSTA RICA – Presidente Chinchilla approva interventi per 40 milioni di dollari. Tutti a favore dei produttori di caffè

VIETNAM – Cosa si dice nei campi dei produttori di caffè

-Appello del minagricoltura per la deroga dei prestiti per il settore caffeario

– Mondelez International aiuta i produttori di caffè a trasformarsi in imprenditori

– Thai Hoa Group cessa la quotazione in borsa

Ultimi titoli diffusi

RUANDA – Accordo quadro Jica – Naeb per promuovere gli standard qualitativi

UK – Studente di ingegneria racconta la sua esperienza tra i produttori africani di caffè

CANADA – Green Mountain Coffee Roasters dona 100mila dollari per l’alluvione in Alberta

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