giovedì 22 Gennaio 2026
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Secondo i dati dell’Ico l’export è in calo anche a giugno (-9,5%)

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MILANO – Nuovo calo dell’export durante il mese di giugno. Secondo i dati provvisori diffusi ieri pomeriggio dall’Ico, le esportazioni di caffè in tutte le forme verso tutte le destinazioni hanno subito nel 9° mese dell’annata caffearia una flessione sullo stesso mese dell’anno precedente di 911.508 sacchi (-9,54%), risultando pari a 8.643.735 sacchi.

Incrementi consistenti si registrano per i colombiani dolci, i cui imbarchi raggiungono un totale di 770.607 sacchi, in crescita del 7,72% rispetto a giugno 2012.

Cresce anche il dato dei brasiliani naturali che risale a 2.359.591 sacchi (+6,86%).

In parziale flessione (-2,3%) le esportazioni degli altri dolci, che scendono a 2.431.209 sacchi.

Crolla l’export di robusta (-25,57%), con gli imbarchi dal Vietnam e dall’Indonesia in calo rispettivamente di 730.000 (-35,18%) e 516.077 sacchi (-54,84%).

Nei primi 9 mesi dell’annata caffearia corrente (ottobre 2012-giugno 2013), le esportazioni mondiali  sono state pari a 84.311.398 sacchi, in crescita del 3,43% rispetto al pari periodo del 2011/12.

L’unica tipologia in calo è quello degli altri dolci, il cui export risulta inferiore del 5,44% rispetto all’annata trascorsa.

In forte crescita i colombiani dolci (+16,96%), con un incremento di quasi 1,1 milioni di sacchi, che fa risalire il dato complessivo sui 9 mesi a 7.541.626 sacchi.

Gli imbarchi di brasiliani naturali aumentano del 9,18%. Raggiungendo un totale di oltre 25 milioni di sacchi.

Più contenuta la crescita dell’export di robusta (+2,2%). Che così raggiunge i 32,5 milioni di sacchi.

Negli ultimi 12 mesi, l’export è stato pari a 112.383.077 sacchi. Ossia il 7,24% in più rispetto al pari periodo precedente.

L’export di arabica è stato di 68.540.027 sacchi, quello di robusta di 43.843.050. In crescita rispettivamente del 5,99% e del 9,25% sui 12 mesi precedenti.

L’intervista – Andrea Illy: «Per far crescere le aziende aprire ai manager»

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andrea illy l'intervista illy Il presidente di illycaffè Andrea Illy
Il presidente di illycaffè Andrea Illy

Ecco l’intervista ad Andrea Illy pubblicata su Repubblica.

MILANO – Dopo il passaggio di mano di molti marchi ai gruppi francesi, c’è stato un momento, lo scorso anno, nel quale Andrea Illy (nella fotografia a sinistra), presidente e amministratore delegato di illy caffè, ha pensato di migrare con la società, per competere meglio. Poi ho deciso di restare e di dare un contributo al Paese.

Da imprenditore Andrea, che è anche il numero 1 del consorzio Altagamma che riunisce i marchi più famosi del made in Italy dice: «Troppo pochi preparano il passaggio generazionale» «Il tempo dell’individualismo è finito, il modo giusto di reagire alla complessità è saper cooperare». Sotto trovate l’intervista al CorrierEconomia su questi temi.

C’è stato un momento in cui Andrea Illy ha pensato di portare l’azienda di famiglia fuori dall’Italia. Portarne fuori la «testa», facendo di Trieste, che è la sede storica e il centro della IllyCaffè, solo una branch italiana.

Era all’incirca un anno fa.Pensava, dice, di «migrare». Per competere meglio. «Sono stato un po’ negli Stati Uniti a studiare e alla fine ho deciso di restare, ma di dare un contributo al Paese oltre all’azienda. Come imprenditore».

Non dunque come politico, come ha fatto a lungo in passato il fratello Riccardo, che è stato sindaco di Trieste, deputato e governatore del Friuli Venezia Giulia e oggi è tornato nelle società di famiglia come presidente della holding Gruppo Illy dalla quale segue le diversificazioni (nel cioccolato, nella pasta, nel the, nel gelato, nel vino…).

È per questo che dalla primavera Andrea Illy affianca all’impegno di presidente e amministratore delegato di illyCaffè, quello di presidente di Altagamma, l’associazione dell’eccellenza italiana. «In azienda abbiamo un direttore generale a cui riporta tutto (Giovanni Loser, ndr), è importante che gli azionisti deleghino».

Incontri Una settimana fa Illy è andato a incontrare il presidente del Consiglio Enrico Letta portandogli pochi numeri che spiegano quanto i grandi marchi italiani portino in termini di Pil, di occupazione, di tasse versate, di valore aggiunto (alcuni nel grafico a fianco) con l’obiettivo, avviato, di una partnership pubblico-privato.Proprio quei grandi marchi che negli ultimi due anni hanno ripreso a essere oggetto di acquisizioni da parte di capitali stranieri, francesi in primo luogo.

L’ultimo passaggio di mano ? Loro Piana a Lvmh ? ha colpito più di tutti i precedenti. Illy dice che dobbiamo abituarci a parlare in termini di «Stati Uniti d’Europa, è come se negli Usa si gridasse allo scandalo perché un’azienda del Texas è stata acquisita da una della California…Serve davvero una vera Europa, non è uno slogan».

Ma non nasconde che un problema italiano c’è. E sta dentro le aziende. «Se non si preparano le strutture organizzative e non si prepara il passaggio generazionale, certo che poi si presenta un problema. Mio padre ha preparato il passaggio generazionale per 15 anni e anche noi lo stiamo già facendo (Andrea Illy ha 48 anni, i fratelli Francesco 60, Riccardo 57 e la sorella Anna 54, ndr).

Occorrono patti, percorsi di carriera definiti, ricordare che non c’è solo il modello di azienda familiare padronale ma anche quello manageriale, che è un modello possibile come dimostra il caso Perfetti, un’azienda completamente familiare ma in cui la famiglia non entra neanche in Cda.

D’altra parte, chi lo dice che il tuo erede sarà il miglior manager? Purtroppo, ci sono ancora troppe aziende che sono ancora indietro con questo processo.
Più che i manager ? continua ?, è agli imprenditori che bisogna fare formazione. È inutile chiudersi pur di mantenere il 100% del capitale, si finisce per restare indietro».

Fiducia Si dice, però, fiducioso: «Credo che il tempo dell’individualismo sia finito, che si sia compreso che il modo giusto per reagire a una complessità che è esplosa è la cooperazione. Non è un caso che sia cambiata in questo periodo la governance di tutti gli interlocutori. Dal governo alle nostre organizzazioni. Altagamma, Smi, Camera della moda, Cosmit…».

La complessità che è esplosa riguarda in particolare il sistema della moda-lusso. Perché lì è diventata centrale le distribuzione diretta. Che richiede forti investimenti, dunque il ricorso alla finanza. Il francesi hanno una storia nella distribuzione e anche nella finanza.

L’Italia di poli non ne ha saputi costruire. «Il nostro modello è la rete, ma può reggere solo per operazioni di nicchia». Come quelle che sta facendo la stessa Illy, per esempio la partnership con Kimbo nelle cialde.

L’intervista si conclude così

«Potranno esserci altre operazioni così in futuro ? dice il presidente ? ma sarà co-marketing non ci sono ipotesi di alleanze societarie. Il nostro settore è molto meno esposto al retail e per lo sviluppo è sufficiente l’autofinanziamento».

Almeno finora.

L’intervista è stata realizzata da Maria Silvia Sacchi

Fonte: la Repubblica Affari e finanza

Bar fa il pieno se c’è la ricarica senza fili: Starbucks la sperimenterà

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bar ricarica wireless

MILANO – La ricarica wireless sta prendendo sempre più piede, tanto che persino un colosso come Starbucks (catena americana di caffetterie) ha deciso di sperimentare il sistema all’interno dei suoi bar.

Più precisamente, in 10 bar Starbucks della Costa Ovest degli Stati Uniti verrà introdotto un sistema che permetterà ai clienti di ricaricare il proprio device mobile semplicemente entrando nella caffetteria. Il tutto funzionerà tramite i Duracell Powermats. Ovvero dei dispositivi per la ricarica senza filo. Che, una volta a contatto con uno smartphone o un tablet, si occuperanno di rivitalizzare gradualmente il palmare del cliente.

Esperimenti nei bar in Italia?

Ovviamente, il sistema di ricarica wireless funzionerà solo con i dispositivi che supportano questa particolare tecnologia. Come per esempio il Lumia 920 di Noikia. Chissà che l’esempio di Starbucks non convinca anche qualche locale italiano a sperimentare questa tecnologia

LA SVOLTA PER 7000 STARBUCKS – Google scalza At&t nella fornutura del wi-fi gratuito nella popolare catena di caffetterie. Il motore di ricerca garantisce una velocità decuplicata. E se c’è la fibra si viaggia 100 volte più rapidamente

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Google motore di ricerca internet drone
Il logo di Google, il motore di ricerca più utilizzato al mondo

MILANO – Google sostituisce At&t come fornitore del servizio di accesso Internet su wifi nei caffè Starbucks degli Stati Uniti. E, fa sapere Google, adesso i clienti dei noti coffee shop potranno navigare, oltre che gratis, molto più velocemente.

TENDENZE: LA FRANCIA PUNTA SUGLI AROMATIZZATI – Arriva il vino alla Coca-Cola: il paragone con il caffè

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francia

MILANO – La nicchia dei caffè aromatizzati vive la sua stagione di glioria sotto Natale, poi scompare. Nessuno degli addetti ai lavori sembra tuttavia ritenerla fonte di possibili sviluppi, evidentemente anche alla luce dei dati di vendite natalizi. Al contrario, in Francia, nel settore dei vini, l’aromatizzazione sta vivendo una stagione di successi.

MUMAC, MUSEO DELLA MACCHINA DEL CAFFÈ ESPRESSO – L’esposizione di Binasco rimane chiusa per lavori e ferie dal 1° al 31 agosto

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MILANO – Il Mumac, Museo della macchina del caffè espresso, informa che l’esposizione di Binasco (Milano) rimane chiusa per lavori e ferie dal 1° al 31 agosto.

GRUPPO CIMBALI – Like a family entra nel reparto assistenza tecnica con Mauro, Ivan e Lorenzo

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like a family

MILANO – Like a family, la campagna che Gruppo Cimbali ha lanciato in previsione di Host, si arricchisce. Grazie al contributo dei dipendenti. In questo terzo appuntamento coinvolge tre i dipendenti dell’assistenza tecnica.

RANCILIO GROUP – Numerose novità di prodotto e iniziative annunciate per Host (18-22 ottobre)

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rancilio
Loghi Egro e Rancilio

PARABIAGO (Milano) – Ecco il testo del comunicato diffuso ieri dal gruppo Rancilio (marchi Rancilio ed Egro) in merito a Host 2013.

DALLA CORTE – Fare & sapere, la formula vincente del Nordic Barista Cup 2013

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nordic barista cup

MILANO – Dal 5 al 7 settembre a Oslo (Norvegia) l’appuntamento per chi ama il caffè e vuole conoscerlo sempre più a fondo. Dalla Corte è sponsor della manifestazione Nordic Barista Cup 2013, con la macchina espresso dc pro e il grinder dc one.

NUOVA SIMONELLI & WBC – Ecco come la Aurelia II, macchina ufficiale del Campionato mondiale baristi, si adatta cromaticamente ad ogni appuntamento con le sfide a colpi di espresso

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Aurelia II

BELFORTE NEL CHIENTI (Macerata) – Nata nel 2008 per valorizzare la professionalità del barista, l’Aurelia II Competizione. Ha fatto il suo esordio nel Campionato del mondo dei baristi del 2009. Tecnicamente cresciuta negli anni in virtù di un continuo confronto tra baristi, esperti e progettisti.