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Caffè Malatesta: ecco il report di Matteo Colombo sul viaggio in Etiopia, la culla del caffè

Matteo Colombo
Roasters United -Meeting Kiel: Matteo Colombo, autore di queste note è al centro in seconda fila, con gli occhiali a destra della signora in rosso

MILANO – Lavorare all’interno della filiera del caffè significa spesso anche andare nell’esplorazione di terre lontane. In quei luoghi dove il chicco viene coltivato e trova la sua prima fase di vita all’interno della filiera. Ecco il punto di vista di Matteo Colombo, che riporta l’impegno del suo collettivo, nel Paese che, secondo tutti gli studi, ha dato origine al rito del caffè: l’Etiopia.

Matteo Colombo, guida nella culla del caffè

A partire dal 2016 il http://www.caffemalatesta.org Caffè Malatesta fa parte di un gruppo di torrefattori europei chiamato Roasters United. Il quale si impegna a lavorare direttamente con piccole cooperative per promuovere caffè specialty prodotti in maniera biologica.

Spiega Colombo: “Tutti i caffè verdi importati da questo gruppo hanno un prezzo minimo di acquisto di 2,75 $/pound che equivalgono a 5,3 euro al chilogrammo. Inoltre, vengono pre-finanziati così che il produttore possa dedicare al caffè le migliori cure possibili. Come Roasters United, inoltre, ci impegniamo ad acquistare dalle stesse cooperative anno dopo anno. Così da permettere alle stesse una stabilità economica e sociale altrimenti molto difficile da realizzare”.

FOODNESS
CARTE DOZIO

Parallelamente, Roasters United dedica una quota del prezzo finale del caffè verde allo sviluppo di alcuni progetti in origine stabiliti congiuntamente con i produttori primari e mai imposti dall’alto (http://roastersunited.com/).

Grazie a questa collaborazione, Caffè Malatesta co-importa, tosta e confeziona un caffè lavato

Proveniente dalla cooperativa Shilcho, situata al confine tra la Sidama region e Yirgachefe, e un caffè naturale prodotto dalla cooperativa Taramesa. Localizzata nel woreda (una suddivisione amministrativa territoriale) di Shebedino.

Aggiunge Colombo: “Durante quello che per me rappresenta un primo viaggio in un paese produttore di caffè, ho avuto modo di conoscere tutti gli step di lavorazione di questa commodity. Oltre che incontrare gli attori che ne determinano la sua migliore espressione”.

Innanzitutto, i coltivatori, che in Etiopia sono quasi esclusivamente rappresentati da famiglie

“Poi le cooperative, che permettono ai singoli di “fare gruppo”, fino al manager dell’unione che le rappresenta. Questa struttura, formalmente piramidale è in realtà estremamente orizzontale e trasparente: Ciò rappresenta senz’altro uno dei molti motivi che ci ha spinto ad iniziare un rapporto, prima di tutto personale, con la Sidama Coffee Farmers Cooperative Union (SCFCU).”

Docter Bulka

La cooperativa Shilcho

“Una delle poche in cui erano presenti donne (in questo caso 3) nel Board of Directors, ha permesso a Docter di usufruire di un servizio di ambulanza privata; di utilizzare liberamente un mulino da farina; poi di mandare i propri otto figli a scuola. Inoltre, negli anni la cooperativa ha costruito delle strade per connettere le varie comunità, nonché dei centri di acquisto delle ciliegie.”

“Ogni anno, oltre al prezzo iniziale che Docter riceve sulla base della qualità delle drupe che consegna, riceve dalla cooperativa e dall’unione due dividendi che sono di fondamentale importanza per il sostentamento della sua famiglia.”

Docter Bulka’s Daughter

“Shilcho funge da centro di raccolta delle drupe di tutti i produttori, da washing station e da stazione di essicazione del caffè in pergamino. Tutto ciò permette ai singoli membri di produrre caffè di prima qualità utilizzando attrezzature adeguate.”

La partecipazione di Manisa alla cooperativa

“Gli ha permesso di usufruire di training gratuiti su qualità e produttività del caffè. Di un servizio di ambulanza privata, di una scuola per i figli. Poi di acqua ed elettricità precedentemente non disponibili nella zona dove abita.”

“Anche in questo caso, i dividendi ricevuti dalla cooperativa e dall’unione permettono di ottenere un prezzo complessivo dignitoso. Presso la cooperativa avviene l’essicazione diretta delle drupe sui graticci che sono detti african beds. Di modo da ottenere, in circa 25 giorni, un caffè naturale di elevatissima qualità.”

“Poiché il BoD di questa cooperativa ha fatto presente l’esigenza di african beds più duraturi, il gruppo Roasters United ha finanziato l’acquisto di alcuni african beds di metallo. Di modo da non rendere più necessaria l’annuale sostituzione degli stessi.”

Taramesa Natural Coffee Drying Sidama Coffee Farmers Cooperative Union (SCFCU).
Taramesa Natural Coffee Drying Sidama Coffee Farmers Cooperative Union (SCFCU).

L’unione conta ad oggi 53 cooperative primarie

“Si interfaccia direttamente con il governo etiope tramite l’istituto Ethiopia Coffee Exchange (ECX) e pianifica progetti di più ampio respiro utili a tutte le cooperative. Tutto il caffè prodotto passa dall’edificio della SCFCU all’interno del quale avviene la rimozione del pergamino, la selezione ottica per la rimozione dei difetti; una seconda selezione manuale e il confezionamento in grain pro e sacchi di juta.”

ll gruppo Roasters United, grazie alla collaborazione con la SCFCU, importa direttamente questi due fantastici caffè

Manisa Malgano

Inoltre, contribuisce alla realizzazione e alla definizione dei progetti proposti dall’unione; tra cui, come ultimo, l’acquisto di 13 ettari di terreno che fungeranno da centro di eccellenza e di ricerca per tutta l’area, con particolare riferimento al compostaggio.

La posa della prima pietra è stata effettuata proprio mentre eravamo in visita.”