venerdì 24 Maggio 2024
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Ecco la storia dei Saraceno torrefattori salernitani

La recensione del libro "La Circostanza" di Francesco Paolo Maria di Salvia

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La recensione è di Giovanna Giraudi

La circostanza (Marsilio, 2015, menzione al Premio Calvino e Premio Berto 2015) è la complessa e poderosa opera di un autore salernitano di trentatré anni che vive a Praga: Francesco Paolo Maria Di Salvia.

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È la storia di una famiglia importante, i Saraceno, salernitani e grandi produttori di caffè, ma anche di un’Italia che muta radicalmente dal dopoguerra fin quasi ai giorni nostri, spaziando in un arco temporale assai vasto, ricchissimo di eventi importanti a livello mondiale.

Di essi alcuni vengono menzionati nel libro, anzi ne sono parte integrante: la Storia si mescola quindi alle vicende della famiglia salernitana Saraceno formata da persone assai diverse, quasi l’opposto: c’è il ramo “buono” del quale è capostipite Franco, industriale di successo ma da esso si discostano alcuni componenti, in particolare Lulù, donna affascinante ma che, nell’arco dei decenni, ha “rotto gli schemi” e ha condotto una vita assai diversa dai più stretti parenti.

La prima discendenza è cattolica, democristiana e imprenditoriale, l’altra coltiva ideali politici di sinistra che culminano nella figura di Italo Saraceno, eroe della Resistenza e poi parlamentare del Pci.

Nei settant’anni in cui si dipanano le vicende si narrano i cambiamenti in casa Saraceno ma c’è anche molta storia del Partito Comunista che si ritrova attraverso Italo, protagonista vero del romanzo, e di tutti i suoi famigliari.

L’uomo porta dentro di sé vicende che saranno l’input per l’adesione ad un’ideologia: infatti, ancor bambino, viene abbandonato dalla madre allo zio, subisce quindi imposizioni che ben poco di affettivo hanno e che lo porteranno a tentare di trovare anche da adulto un’autorità in cui rifugiarsi, costituita dal Partito nonché dalla moglie, donna con un carattere molto forte.

La narrazione appare quindi un viaggio tra individuo e politica, un intersecarsi di Storia sociale e personale, il tutto spaziando da momenti assolutamente tragici a quelli più comici, un po’ come è caratteristico proprio dell’impetuosa “famiglia” italiana.

I Saraceno sono industriali della torrefazione: la famiglia e il caffè sono due tematiche fondamentali in Italia, soprattutto in quella del Sud. Già, perché chi è italiano “vive” se ancorato al proprio nucleo di origine e il caffè è la bevanda per eccellenza.

Ancor oggi chi beve tè sembra quasi non far parte della nostra società; il caffè assurge a elemento storico della nostra Italia, quella terra in cui la produzione e la creazione della bevanda lo rendono ben diverso dagli altri luoghi come la lontana America nella quale Felice, uno fra i discendenti dei Saraceno, s’avventura per far fortuna, o meglio, per render mondiale l’attività di famiglia, ma nella quale non ritrova profumi e sapori della lontana Salerno ove l’industria di torrefazione si trova.

A render più lieve la narrazione stanno le pubblicità per il caffè poste tra un capitolo e l’altro.

Gli slogan si susseguono l’uno all’altro ma appaiono diversi a seconda degli spazi temporali. La stessa copertina riporta l’immagine pubblicitaria del caffè Saraceno e mostra un poster dai colori e dalle fattezze tutt’altro che moderne ma simbolo del tramandarsi di un’arte, di una forza che si svela nel lavoro e nell’operosità dei Saraceno.

Una storia non reale ma che di vero e storico porta tanto in sé: da John Kennedy a Togliatti, da Nixon a “quel tale di TeleMilano, Berlusconi, che ha assunto pure Mike Bongiorno…” a D’Alema e a tanti che hanno costellato la Storia e la politica d’Italia.

Di Salvia ha descritto, attraverso pagine vivaci e intense, lati più o meno buoni d’uno spaccato di società non così dissimile da come essa è in generale cioè fatta di coraggio e inventiva, ma anche di debolezze, ipocrisie, pusillanimità e convenzionalismo. Dalla storia iniziale in poi, la lettura si rivela interessante e allo stesso tempo piacevole.

“La circostanza” è un romanzo scritto in maniera scorrevole e, sebbene assai corposo, le vicende dei personaggi e della nazione intera risultano come è stato detto dalla giuria del Premio Calvino “un ampio affresco della storia italiana dalla Resistenza all’inizio del nuovo millennio”.

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