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Ima: Ebidta 2018 oltre i 250 milioni. Ricavi stimati oltre i 1,6 miliardi

Nel primo semestre il margine operativo lordo ante oneri non ricorrenti è salito a 94,2 mln di euro, i ricavi a 730,1 mln e l'utile a 53,1 mln

fusione Ima e Gima
Alberto Vacchi, presidente e ad di Ima

MILANO – Ottime notizie riguardano l’andamento di Ima, rispetto alla crescita di ricavi e utile in relazione all’anno 2018. Infatti, la società produttrice di macchine automatiche anche per la preparazione di capsule di caffè e di bustine per il te, ha segnato il primo semestre dell’anno con ricavi consolidati pari a 730,1 milioni di euro. Quindi in crescita dell’11,5% rispetto ai 654,6 milioni al 30 giugno 2017. Il dato ha battuto le attese del consenso Bloomberg a 725 milioni.

Il portafoglio ordini consolidato ha raggiunto quota 972,8 milioni di euro. Evidenziando così un incremento del 10,5%, grazie alla finalizzazione di numerose trattative nelle varie aree di business del gruppo.

Nel periodo gli ordini acquisiti sono ammontati a 828,7 milioni. Per cui l’8,4% in più rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente. Buoni i risultati in tutte le aree di business grazie al positivo andamento delle vendite di macchine automatiche e linee complete verso i settori di riferimento.

Ima: altri dati nel dettaglio

In crescita anche il margine operativo lordo ante oneri non ricorrenti salito a 94,2 milioni (89,9 milioni al 30 giugno 2017). Perfettamente in linea con la stima del consenso, il margine operativo lordo a 91,9 milioni (82,2 milioni al 30 giugno 2017). Nonché l’utile operativo a 69,2 milioni (62,7 milioni al 30 giugno 2017). Quindi poco sotto le attese del consenso a 72 milioni.

L’utile del periodo ha raggiunto quota 53,1 milioni di euro (38,1 milioni al 30 giugno 2017)

Infine, l’indebitamento finanziario netto al 30 giugno 2018 è aumentato a 230,5 milioni di euro (221,8 milioni al 30 giugno 2017) al netto dell’esborso per acquisizioni (68,4 milioni). Ma è risultato in linea con la stima del consenso a 230 milioni.

“Siamo soddisfatti dei risultati del primo semestre che evidenziano una crescita dei ricavi e degli utili. Accompagnata anche dal rafforzamento delle posizioni competitive in tutti i settori ed aree geografiche in cui operiamo”. Così ha commentato il presidente e ad, Alberto Vacchi.

Rimarcando l’andamento positivo anche per il portafoglio ordini consolidato. In ulteriore crescita grazie all’elevata domanda di macchine e linee complete da parte dei settori di riferimento.

“I risultati dei primi sei mesi confermano l’ottimo stato di salute del gruppo e la validità degli investimenti che abbiamo effettuato sia nell’innovazione di prodotto. Con una focalizzazione sul programma Ima  Digital, sia in acquisizioni strategiche volte ad aumentare la gamma produttiva e il valore del gruppo”. Ha aggiunto ancora Alberto Vacchi.

“In considerazione dei risultati semestrali e del trend positivo nell’acquisizione ordini, riteniamo di poter prevedere un 2018 in ulteriore crescita. Con un ebitda che dovrebbe essere superiore a 250 milioni di euro”.

Dunque  risultati positivi del primo semestre e elevata consistenza del portafoglio ordini

Questi dati, unitamente al buon andamento degli ordinativi, confermato anche nel mese di luglio, consentono a Ima  di prevedere un esercizio in ulteriore crescita rispetto all’anno precedente.

In particolare, per l’intero esercizio, se le condizioni attuali troveranno conferma nei prossimi mesi. Inoltre, con il contributo delle società neo acquisite Tmc, Petroncini e Ciemme, la società ha stimato ricavi superiori a 1,6 miliardi di euro. (1,445 miliardi nel 2017). Oltre che un margine operativo lordo superiore a 250 milioni di euro (207 milioni nel 2017).

Attualmente il consenso Bloomberg per fine anno si aspetta ricavi pari a 1,588 miliardi di euro

Quindi un margine operativo lordo ante oneri non ricorrenti a 252 milioni di euro, un ebit a 208 milioni (165 milioni nel 2017); un utile netto adjusted a 112 milioni dai 95 milioni dello scorso esercizio e un indebitamento finanziario netto pari a 64 milioni di euro (50 milioni alla fine dello scorso anno).

Visti i target di Ima  è facile prevedere che il consenso rivedrà al rialzo le stime. Così, dopo i conti, il titolo Ima  balza del 2,42% a quota 71,9 euro in borsa. Questa mattina, quindi prima della pubblicazione dei risultati, Banca Imi ha confermato il rating add e il target price a 81 euro.

Equita  buy con un target price a 85 euro; invece Mediobanca  Securities neutral con un target price a 77,70 euro.