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Caffè e cacao, il futuro molto incerto di due produzioni per noi cruciali: lo studio olandese

Secondo uno studio olandese, nel giro di pochi anni la siccità causata dal cambiamento climatico metterà a rischio colture da cui l'Europa è totalmente dipendente per i suoi beni di largo consumo, compresi soia e olio di palma

internatio caffè e cacao
Caffè e cioccolato a rischio

MILANO – Che caffè e cacao fossero a rischio d’estinzione era una notizia che sfortunatamente abbiamo già dato in passato e ora viene confermata la minaccia da un ulteriore studio olandese. Queste due colture tanto consumate nel mondo, sono messe in pericolo dal cambiamento climatico e se non si agisce in fretta, potrebbero non esser più a disposizione dei loro appassionati. Leggiamo i dettagli dall’articolo di Enrico Franceschini su repubblica.it.

Caffè e cacao, addio. O perlomeno la prospettiva è di pagare molto di più per procurarseli

È la previsione di uno studio sugli effetti che il cambiamento climatico potrebbe avere su generi alimentari di largo consumo in Europa, in particolare a causa dell’aumento della siccità e altri fenomeni meteorologici estremi. Pubblicata sulla rivista Nature Communications e anticipata dal Guardian, la ricerca riscontra un pericolo analogo per l’olio di palma, usato in molti cibi e prodotti domestici, e per i semi di soia, che sono uno dei principali alimenti per il bestiame nei paesi della Ue.

Il rapporto, condotto da scienziati della Vrije Universiteit di Amsterdam in Olanda, predice un drastico incremento della siccità nelle regioni da cui l’Europa importa i suoi prodotti alimentari: soltanto il 7% di queste aree erano vulnerabili a stagioni estremamente scarse di pioggia negli ultimi 25 anni, ma la percentuale è destinata a salire al 37% nel prossimo quarto di secolo, anche se le emissioni di carbonio verranno ridotte.

“Nel prossimo futuro, le forniture di certi prodotti potrebbero essere sconvolte dalla siccità in molte parti del mondo”, conclude lo studio. “Caffè, cacao, zucchero di canna, olio di palma e semi di soia sono tra i prodotti di importazione più a rischio per queste ragione”.

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E metà di questo proviene da Brasile e Vietnam, paesi altamente vulnerabili all’aumento della temperatura globale provocato dal cambiamento climatico.

Per il cacao, l’Europa è dipendente al 100% dalle importazioni: lo studio stima che il 28% delle importazioni europee di cacao, l’ingrediente necessario per produrre la cioccolata, arriveranno da località con alto rischio di siccità entro il 2050.

Discorso analogo per i semi di soia, di cui gli allevatori europei hanno bisogno per nutrire polli, suini e altri capi di bestiame: il 60% delle importazioni provengono da regioni in cui la siccità è in aumento. La scarsità dell’offerta, osserva il Guardian, comporterà problemi nel procurarsi le forniture necessarie e farà alzare i prezzi.