domenica 03 Luglio 2022

Shanghai si riprende dalla pandemia anche grazie al rito del caffè

Tan Congcong, proprietario dello Shanghai Tan Coffee: "Bere caffè è in realtà una piccola cosa. Ma se ogni piccola cosa a Shanghai funziona in modo pratico e regolare, la città non sarà lontana dalla normalità".

Da leggere

MILANO – Finalmente uno spiraglio di luce al di là del tunnel che la città di Shanghai ha attraversato sin dalla prima ondata di Covid-19: gli esercizi commerciali, i negozi e le caffetterie sono finalmente ripartite e, insieme a loro, la routine degli abitanti di Shanghai. Leggiamo di seguito l’articolo pubblicato sul portale dell’Ansa.

La rinascita di Shanghai

SHANGAI – Mentre la riapertura di Shanghai sta entrando nella sua fase finale dopo un’ondata di Covid-19 che ha portato la metropoli, tradizionalmente vivace, a una battuta di arresto, Sheng Li fa ritorno al suo posto di lavoro, che non le è mai mancato di più.

“È meraviglioso tornare in questo negozio così familiare e riprendere contatto con la comunità e i clienti preparando caffè”, afferma la direttrice della caffetteria Starbucks sulla Huaihai West Road di Shanghai.

Sheng ha detto che la prima tazza di caffè preparata dopo la riapertura del locale simboleggia un grande passo. Dopo diversi mesi di dura lotta contro la variante Omicron, il 17 maggio la megalopoli di 25 milioni di abitanti ha dichiarato che in tutti i suoi 16 distretti è stata interrotta la trasmissione comunitaria del Covid-19.

La riapertura degli esercizi commerciali

Dal 16 maggio in poi, con la recrudescenza posta sotto controllo, a Shanghai è iniziata la riapertura graduale degli esercizi commerciali.

Il negozio in cui lavora Sheng ha ripreso a funzionare il giorno stesso. Starbucks, insieme a molti altri ristoranti e caffetterie della città, hanno riavviato i servizi di consegna e asporto nelle aree del centro.

Secondo le statistiche parziali, Shanghai, città in prima linea in Cina nel boom del consumo di caffè e delle attività correlate, vanta più di 7.000 caffetterie, con il solo Starbucks che vi ha aperto più di 900 punti vendita. La città infatti ospita attualmente il maggior numero di caffetterie Starbucks al mondo.

L’impegno di Starbucks

Nel 2018 il colosso del caffè ha annunciato l’obiettivo di arrivare a 6.000 punti vendita in Cina entro il 2022 per poi dichiarare di recente che, nonostante l’epidemia, continuerà a lavorare al piano come promesso.

Alla data di lunedì 23 maggio, avevano riaperto quasi 20 caffetterie Starbucks nei 12 distretti di Shanghai, coprendo il centro e le aree periferiche.

Sheng afferma che, come previsto, questi giorni di riapertura sono stati per lei molto impegnativi.

“La nostra caffetteria si trova in prossimità di una stazione della metropolitana. Anche se è piccola, ha alcuni vantaggi geografici”, spiega la direttrice, aggiungendo che, poiché parte della rete di trasporto pubblico della città ha ripreso a funzionare il 22 maggio, la domanda di caffè da asporto tra i residenti delle comunità vicine e gli impiegati che sono tornati al lavoro è ulteriormente aumentata.

La ripresa delle attività di Starbucks, di Peet’s e di altre note catene ha aumentato la fiducia degli operatori del settore.

“È una buona notizia per i fornitori”, afferma Peng Ziyuan, il quale nonostante le difficoltà dovute ai ritardi logistici continua ad occuparsi di un’attività di vendita all’ingrosso di caffè in grani a Shanghai.

Quest’ultimo aggiunge: “Negli ultimi anni, la catena dell’industria del caffè in Cina è diventata più completa. Con il graduale fluire della logistica, anche le fabbriche del delta del fiume Yangtze e i produttori di caffè in grani della provincia dello Yunnan, nel sud-ovest della Cina, ne trarranno beneficio”.

Per Tan Congcong, proprietario dello Shanghai Tan Coffee: “Bere caffè è in realtà una piccola cosa. Ma se ogni piccola cosa a Shanghai funziona in modo pratico e regolare, la città non sarà lontana dalla normalità”.

FONTEansa.it

Ultime Notizie