martedì 13 Gennaio 2026
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Dall’Olanda all’Italia per il Matcha: la storia di Saraya segue il Koicha e l’Usucha: “L’alta qualità si paga, va dai 350 fino agli 800 euro al chilo”

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Saraya racconta il suo progetto (foto concessa) awaken matcha
Saraya racconta il suo progetto (foto concessa)

MILANO – La storia sembra quasi la trama di un film: dal 2015 in Italia per fare la modella, Saraya, dopo appena due mesi si innamora di Milano, della sua cultura e lascia definitivamente la sua Olanda. Gradualmente avviene la svolta che la porta lontano da questo settore verso la creazione di un progetto personale, Awaken, un brand di benessere che offre strumenti per aiutare le persone a rallentare, riconnettersi con sé stesse e prendersi cura del corpo e della mente con al cuore del progetto Awaken Matcha.

Saraya, ma come mai proprio il Matcha?

“Inizialmente ho conosciuto questo prodotto seguendo le modelle americane, già dieci anni fa quando il Matcha era già molto consumato in quanto conteneva diversi benefici per l’organismo. Mi sono incuriosita e ho subito notato che in quegli anni a Milano mancava ancora un’offerta che fosse di altissima qualità.

Questo mio interesse, unito al fatto che in Olanda esiste una forte cultura sul tè ancora più radicata rispetto al caffè, mi ha portato naturalmente ad approfondire il tema, scoprendo in poco tempo che esisteva una varietà incredibile di Matcha. È stato in quel periodo che mi sono appassionata proprio a quello cerimoniale.

Questo termine è un’arma a doppio taglio in quanto non è normato e molte aziende lo utilizzano senza alcun diritto. Facendo un passo indietro alle origini, in Giappone non esiste proprio questa distinzione: esiste il matcha per Koicha e l’Usucha, quest’ultimo è la preparazione più tradizionale, un tè più leggero e fluido, Il matcha utilizzato per l’usucha è generalmente di alta qualità, ma più delicato rispetto a quello usato per il Koicha.

Il Koicha, invece, è una preparazione più densa e cremosa, utilizzata nelle cerimonie del tè più formali e viene preparato con matcha di qualità ancora più elevata, solitamente ottenuto da foglie provenienti da piante più mature e ombreggiate a lungo.

Quello che dovrebbe essere indicato come Matcha cerimoniale è quello che viene raccolto soltanto in primavera, dopo essere stato coltivato all’ombra a partire dal primo giorno di primavera per circa tre o quattro settimane. Devono essere utilizzate solo le foglie più giovani della pianta. Dopo la raccolta, le foglie vengono cotte a vapore, essiccate e infine macinate a pietra fino a ottenere una polvere finissima, da sciogliere in acqua calda per essere bevuta.

Le altre opzioni non sono più considerate per ottenere il Koicha e l’Usucha: tutto quello che non rientra in questi criteri è stato introdotto esclusivamente per rispondere alla domanda crescente del mercato.

Quanto può costare un Matcha di alto livello?

“Il matcha di alta qualità può raggiungere cifre anche molto elevate, dai 350 fino agli 800 euro al chilo. Questo perché, oltre al valore della materia prima, è essenziale che venga conservato e spedito con grande attenzione per preservare freschezza e proprietà. Solo per darti un’idea, le ultime spese di spedizione e importazione dal Giappone hanno raggiunto i 60 euro al chilo. Considerando che tento di importare 10 chili ogni volta, il calcolo è semplice.”

Come è riuscita a costruire la sua rete diretta di approvigionamento dal Giappone?

“Dopo due anni di ricerche online, sono riuscita a costruire un network che mi ha permesso di trovare e contattare direttamente i contadini. Quelli che avevano un sito in lingua inglese sono stati più facili da coinvolgere, mentre spesso ho dovuto tradurre in giapponese.
Sono riuscita a raggiungere 25 tea farms, che poi ho testato sul colore, nel gusto, nell’aroma, la consistenza, considerando le modalità di coltivazione (se ad esempio è una farm biologica, quali compost vengono usati).

Una delle fasi di preparazione del Matcha (foto concessa)

Di queste 25, ho selezionato soltanto una, a Kagoshima. Da lì, giunge direttamente in magazzino a Milano: si deve considerare che il Matcha non sopporta troppi spostamenti perché è un prodotto particolarmente sensibile, che deve viaggiare ad una temperatura controllata (range 2-8 gradi). Naturalmente a seconda della stagione, il tempo di deperimento è diverso: mi appoggio a DHL che è il corriere più veloce che garantisce la consegna in 4 giorni, anche se alla dogana spesso la logistica rallenta un po’ i procedimenti. “

Un e-commerce e formula B2B per rifornire bar-caffè-ristoranti

“In più organizzo l’Awaken Matcha workshop, un’esperienza che ho sviluppato perché non volevo soltanto vendere un prodotto, ma condividere informazione e mostrare il rituale intorno alla preparazione della bevanda. Ho sempre sofferto di stress e non sapevo gestirlo e questa routine mi ha aiutato tantissimo ad affrontare i momenti di crisi.

Il Matcha di per sé poi possiede degli effetti derivanti dagli aminoacidi che stimolano uno stato di rilassamento e meditativo dopo 40 minuti dall’assunzione. Tutto quello che serve, sono circa 5-10 minuti da dedicarsi alla preparazione.

Ecco come procedere: scaldare l’acqua a 80 gradi massimo (questo perché la pianta ha diverse componenti. La L-teanina che ha un gusto più dolce, gli antiossidanti che danno invece astringenza e infine la caffeina che invece conferisce l’amaro alla tazza. Se si ha una buona qualità, il Matcha non sarà amaro, che per tenere la L-teanina dentro le foglie cresce coperto dal sole, proprio perché l’esposizione solare trasformerebbe la L-teanina in altri componenti. Se si superano gli 80 gradi, emergono queste caratteristiche negative al palato).

Bagnare il frustino nell’acqua per ammorbidire le setole. Si scalda il latte (il Matcha puro la mattina a stomaco vuoto lo sconsiglio, come qualsiasi tè verde) si misura la quantità di Matcha con un cucchiaino di bamboo (che misura esattamente un grammo, si chiama Chashaku) per due grammi da mescolare con il Chasen a movimento a M o W nella chawan, per poi versarlo nel latte. A questo punto invito a fare journaling, per descrivere le proprie sensazioni del momento senza distrazioni.

Il Matcha Latte (foto concessa)

Poi ci sono condizioni precise di produzione del Matcha.

1. Raccolta
Il matcha è ottenuto da foglie di tè coltivate all’ombra (di solito per circa 3 a 4 settimane prima della raccolta). Questo processo aumenta la quantità di clorofilla, aminoacidi (come la L-teanina) e conferisce al tè il suo colore verde brillante e il suo sapore umami caratteristico.

Quando sono pronte, le foglie giovani e tenere nella parte superiore della pianta vengono raccolte—sono quelle di qualità più alta, ideali per il matcha, noi usiamo solo le ultime 4.

2. Cottura a vapore
Immediatamente dopo la raccolta, le foglie vengono cotte a vapore per un tempo molto breve (circa 20–30 secondi). Questo arresta l’ossidazione, preservando il colore verde, i nutrienti e il sapore fresco.
3. Essiccazione
Dopo la cottura a vapore, le foglie vengono essiccate all’aria (non arrotolate come altri tè verdi). Il risultato di questo processo di essiccazione è un prodotto chiamato “Aracha”, che contiene ancora:
• Lamelle di foglia
• Gambi (i piccoli steli interni attaccati alle foglie)
• Venature (la “struttura” o parte più spessa della foglia)

4. Selezione e Separazione
Questa è una fase chiave e ciò che distingue il Tencha dagli altri tè:
• Le venature e i gambi vengono rimossi. Questo avviene meccanicamente o tramite macchine a flusso d’aria che separano delicatamente le parti leggere della foglia da quelle più pesanti.
• Rimangono solo le “scaglie” piatte e morbide della foglia—queste sono chiamate Tencha.
A questo punto si ottengono due prodotti distinti:
1. Tencha – foglie morbide e prive di venature, che verranno macinate per diventare matcha. Tencha in sè è quasi introvabile perché in Giappone è visto come un prodotto non finito.
2. Kuki (gambi e venature) – non vengono sprecati! Sono usati per produrre il Kukicha (tè di rami), che ha un sapore più leggero, leggermente tostato, e meno caffeina.

5. Macinazione del Tencha per ottenere il Matcha
Una volta ottenuto il Tencha:
• Viene macinato lentamente usando mulini tradizionali in pietra di granito.
• Il processo è molto lento: ci vuole 1 ora per produrre solo 30g di matcha!
• Il risultato è una polvere fine, verde brillante: matcha di grado cerimoniale.
Questa polvere conserva tutti i nutrienti, soprattutto perché quando bevi il matcha, consumi l’intera foglia (e non solo l’infuso, come con altri tè).
Adesso non tutte le matcha vengono macinate a pietra, spesso usano palline di ceramica, però cambia la struttura della polvere.
Sotto il microscopio quello macinato a pietra è rotondo, e quello macinato a ceramica come un diamante.

Questo si nota quando senti la bocca molto polverosa/sabbiosa dopo aver bevuto un Matcha.

Naturalmente durante i workshop condivido anche informazioni sulla cultura, la storia, del Matcha. Fornisco il set per tutti e prepariamo il Matcha con l’acqua (1-2 gr di Matcha e circa 60 ml di acqua) da bere dalla ciotola, e poi del Matcha Latte da replicare a casa. Questo accade ogni mese in una location diversa con cui ho deciso di collaborare.”

Si riesce ad entrare nei bar-ristoranti con il Matcha?

Il colore acceso del Matcha di qualità (foto concessa)

“Ci sono tante persone aperte al discorso della qualità, perché hanno capito che la richiesta esiste anche senza conoscere davvero il prodotto. Quando mi propongo, la prima cosa che chiedo è di incontrarsi di persona per far comprendere bene questa bevanda, la tradizione che vi sta dietro: non può essere un prodotto di massa, da consumare velocemente.
Bisogna che sia preparato nel modo corretto, con la materia prima adatta.

Il prezzo certo rimane sempre un po’ uno scoglio: fin qui, l’80% dice di essere interessato, il restante invece si lamenta del costo troppo elevato. Nei locali che trattano specialty coffee ad esempio, è più semplice proporre un Matcha di buon qualità.

Anche perché qua a Milano non c’è un fornitore di Matcha specializzato, almeno da quel che mi risulta, e per questo è difficile da trovare: questa ragione mi ha portato a specializzarmi nel B2B.

Per quanto riguarda il B2C, i miei incontri vanno dai 35 ai 60 euro, lavoro anche per le aziende per creare un legame e nuove dinamiche tra i colleghi. Chi partecipa generalmente si mostra aperto all’esperienza.

Di solito svolgo una ricerca preliminare rispetto al posto in cui mi voglio inserire e cerco dei luoghi in cui manca il Matcha di qualità.

Dall’altra parte, sono sempre attenta a trovare nuovi fornitori in Giappone: il sogno sarebbe proporre diversi tipi di Matcha di alta qualità, che provengano da varie regioni giapponesi così da regalare più aromi e gusti ai miei clienti e magari anche integrare altri tipi di tè e infusi.

Attualmente sto seguendo un corso direttamente organizzato dalla Global japanese tea Association (sono diverse lezioni online live, più una parte tenute durante due settimane in Giappone, pianificate nel tempo). E vorrei poi specializzarmi come sommelier del tè. Più avanti me ne occuperò quando potrò investire tempo e risorse economiche.”

Per quanto riguarda la scarsa disponibilità di matcha in Giappone:

“Per fortuna noi di Awaken abbiamo instaurato un rapporto solido e di fiducia con il nostro farmer, quindi non stiamo vivendo grandi difficoltà di approvvigionamento.

Per i nuovi brand invece la situazione è molto complicata: quest’anno, invece di un aumento della produzione (dato l’alto livello di domanda), a causa di problemi climatici il raccolto è stato solo il 60% rispetto all’anno scorso. Questo ha fatto salire i prezzi e reso più difficile reperire matcha di alta qualità.

Quello che vedo è che molti marchi, per far fronte a questa scarsità, iniziano a “tagliare” il prodotto, mescolando prime e seconde raccolte. Questo però abbassa sensibilmente la qualità e non può più essere considerato un matcha premium.

Credo che per il consumatore diventerà sempre più difficile distinguere un prodotto davvero di qualità, ed è per questo che per noi la trasparenza è fondamentale: dare le giuste informazioni per permettere alle persone di fare scelte consapevoli su ciò che introducono nel proprio corpo.

Speriamo che già dal prossimo anno le cose migliorino, anche perché il governo sta supportando molti produttori nel riconvertire la produzione verso il matcha. Ma con il cambiamento climatico resta sempre una grande incognita.”

Il team ChaiWallah.online in risposta all’iniziativa di Dritan Alsela sugli amanti del Matcha

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Alex de Leeuw. Ideatore e proprietario di Chaiwallah.online
Alex de Leeuw, ideatore e proprietario di Chaiwallah.online (immagine concessa)

Il team dietro Chaiwallah.online, pionieri della vendita diretta ai bar di matcha e chai, risponde alla citazione provocatoria di Dritan Alsela, noto barista e latte artist tedesco, il quale afferma che gli amanti del matcha non devono entrare nei suoi locali, con tanto di cartello all’ingresso.

Janluca de Waijer, per ChaiWallah.online, espone la sua opinione al riguardo.

Matcha: non una moda, ma un’opportunità

di Janluca de Waijer per ChaiWallah.online

Il matcha erroneamente descritto come una tendenza, destinata a durare poco, mentre in realtà è una tradizione secolare con radici profonde nella cultura giapponese.

La sua crescente popolarità in Europa e in Italia non è una questione di moda, ma il segno di un’evoluzione del gusto: offrire agli ospiti una nuova esperienza, benefica per la salute e un’alternativa visivamente accattivante al caffè. Spesso abbinato al latte vegetale per arrivare ad incoronarla la bevanda simbolo delle bevande calde vegane.

Qualità e artigianalità: come il caffè di specialità, anche il matcha autentico richiede attenzione all’origine, alla preparazione e al rispetto della tradizione. Il matcha ChaiWallah proviene direttamente dal Giappone, con la stessa attenzione alla qualità che i professionisti del caffè riservano ai loro chicchi.

Nuovi rituali, stessa ospitalità: servire matcha non significa snaturare l’identità del locale, ma ampliarne l’offerta. Per chi non può o non desidera bere caffè, il matcha rappresenta un’alternativa accogliente che mantiene tutti parte della comunità del bar.

Benessere e energia naturale: il matcha è ricco di antiossidanti e offre un’energia più equilibrata e duratura. È una scelta consapevole, perfettamente in linea con gli stili di vita moderni, senza rinunciare al piacere del gusto.

Differenziazione del menu: in un mercato competitivo, proporre un matcha latte autentico e ben preparato può distinguere un locale. Non si tratta di seguire una moda, ma di rispondere a una domanda reale e ampliare l’appeal del proprio bar.

Matcha e caffè: perché i coffee bar più evoluti dovrebbero proporre entrambi

I coffee bar non sono mai stati soltanto luoghi dove si serve una sola bevanda: sono spazi di incontro, innovazione e ospitalità.

Il caffè resta al centro di questa tradizione, ma i clienti di oggi chiedono qualcosa in più: più varietà, più inclusione e più modi per vivere momenti di qualità insieme.

Rimanere fedeli alla qualità, non all’esclusione

L’identità di un coffee bar si definisce attraverso la qualità, non attraverso ciò che esclude.
Così come il latte vegetale ha trovato spazio nei menu senza compromettere la tradizione, anche il Matcha merita considerazione — non come compromesso, ma come segno di attenzione verso le nuove aspettative degli ospiti.

Un approccio centrato sul cliente: i clienti di oggi apprezzano la possibilità di scegliere. Inserire il matcha in menu significa dire “qui siete tutti i benvenuti”, mantenendo intatti i valori di autenticità e competenza.

Fornitura responsabile: i produttori seri, come ChaiWallah, garantiscono tracciabilità ed etica nella filiera, permettendo ai locali di offrire Matcha con la stessa sicurezza e orgoglio con cui servono il loro caffè.

Il futuro della cultura del caffè

Il caffè resterà sempre la base. Ma i coffee bar di successo sono quelli che sanno ascoltare, evolversi e servire la propria comunità con apertura e creatività.

Il Matcha non è una minaccia per la cultura del caffè: è un invito a farla crescere.
e speriamo che anche il Sig Dritan cambi idea, magari servendogli il ‘Dirty Matcha’, dovè caffè espresso e il Matcha si incontrano in una bevanda amata dai giovani (vedi articolo allegato della repubblica).

Se volete venire a conoscerci meglio, il team di Chaiwallah.online esporrà e farà assaggiare il Dirty Matcha alla prossima edizione del Host. (nel Pad 16 allo stand K38)”.

                                                                 di Janluca de Waijer per Chaiwallah.online

Report Ico: prezzi in forte ripresa anche a settembre, tra scorte mondiali basse e perduranti incertezze

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prezzi del caffè ico report
Il logo dell'Ico

MILANO – Nuovo balzo in avanti dei prezzi del caffè, che a settembre si sono parzialmente riavvicinati ai massimi di inizio anno: secondo i dati contenuti nel report Ico diffuso nel pomeriggio di ieri, lunedì 6 ottobre, la media mensile dell’indicatore composto ha registrato, il mese scorso, un +9,3%, che fa seguito al +14,6% di agosto, volando così a 324,62 centesimi, il livello massimo da maggio di quest’anno, sebbene sempre lontano dal picco di 354,32 centesimi raggiunto a febbraio.

Sempre altissima la volatilità attestata a sua volta al 13,8%, con picchi del 15% per i robusta e del 15,2% e 16,2% rispettivamente per New York e Londra.

La media giornaliera è oscillata tra un massimo di 360,74 centesimi, il 15 settembre, e un minimo di 298,14 centesimi il 23 settembre.

Guardando alle singole tipologie, i brasiliani naturali sono quelli che hanno registrato l’incremento più marcato nella media mensile (+11,3%) seguiti da colombiani dolci (+10,1%), altri dolci (+9,3%) e robusta (5,9%).

New York e Londra (media della seconda e terza posizione) si sono rivalutate rispettivamente dell’11,5% e dell’8,9%.

Tornando alla media giornaliera, l’indicatore ha iniziato il mese a 333,68 centesimi e – toccato il già citato picco di 360,74 centesimi il giorno 15 – ha virato quindi in territorio negativo chiudendo il 30 settembre, ultimo giorno dell’annata caffearia 2024/25, a 314,64 centesimi.

Questo andamento a due fasi, ascendente nella prima metà del mese e discendente nella seconda metà, trova spiegazione nelle diverse dinamiche che sono via via prevalse

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La Miscela Masini di Essse Caffè ottiene l’attestato APEI

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Miscela Masini di Essse Caffè ottiene l'attestato APEI

La Miscela Masini, fiore all’occhiello di Essse Caffè, ha ottenuto l’attestato di qualità rilasciato da APEI – Ambasciatori Pasticceri dell’Eccellenza Italiana, un riconoscimento prestigioso che ad oggi è stato attribuito solo a una decina di prodotti.

La certificazione è stata ufficializzata e consegnata in occasione del Seminario Tecnico APEI svoltosi all’interno di Cast Alimenti, una delle scuole di formazione in pasticceria più note in Italia e all’estero, simbolo di eccellenza e innovazione nel settore.

La commissione, composta da maestri del calibro di Iginio Massari, Fabrizio Galla, Pietro Macellaro, Felice Venanzi, Pasquale Marigliano e Davide Comaschi, ha sottoposto la Miscela Masini a una degustazione sensoriale accurata, valutandone aroma, corpo e persistenza. All’unanimità, con punteggi altissimi, il caffè è stato ritenuto degno di fregiarsi del bollino “Approvato dagli Ambasciatori Pasticceri dell’Eccellenza Italiana”.

“Il bollino – spiega Fausto Morabito, segretario di APEI – viene attribuito ai prodotti e alle attrezzature che rispondono a requisiti comprovati di qualità ed affidabilità. La commissione ne certifica la validità e, attraverso la concessione all’utilizzo del marchio, garantisce ai professionisti del settore uno standard di eccellenza”.

A conclusione della cena di gala del Seminario Tecnico APEI, Miscela Masini è stata protagonista anche all’interno di una speciale pralina realizzata dal Maestro Paolo Staccoli, un’ulteriore testimonianza della sua perfetta sinergia con il mondo della pasticceria di alta gamma.

La Miscela Masini non è un caffè fra altri: è l’anima stessa di Essse Caffè. Nata nel 1952 da un’idea di Giampiero Segafredo e ricreata nel 1979 dal figlio Francesco Segafredo per Essse Caffè con la collaborazione dell’Università di Bologna, la Miscela Masini rappresenta oggi l’essenza del caffè italiano di qualità.

La sua ricetta, a base di selezionati caffè Arabica e Robusta, regala un espresso cremoso, delicato e avvolgente, con eleganti note fruttate e floreali. Certificata IEI Premium nel 2023, è ideale in abbinamento a dolci e viennoiserie.

Un caffè con una storia

Dietro questa miscela c’è la storia di una famiglia che da oltre quarantacinque anni porta nel mondo il gusto e l’eccellenza del caffè italiano. Fondata a Bologna nel 1979 da Francesco Segafredo, oggi Essse Caffè è un punto di riferimento internazionale, presente in oltre 60 Paesi e apprezzata da professionisti e consumatori per l’affidabilità e la qualità costante delle sue miscele.

“Per noi questo riconoscimento ha un valore straordinario – commenta Agata Segafredo, Communications Director di Essse Caffè – perché testimonia quanto la nostra Miscela Masini sappia dialogare non solo con il mondo del caffè, ma anche con quello della pasticceria di alta gamma. L’approvazione degli Ambasciatori Pasticceri dell’Eccellenza Italiana rappresenta un sigillo di eccellenza che condividiamo con tutti i professionisti che ogni giorno scelgono di offrire un espresso Essse Caffè ai propri clienti”.

Questo riconoscimento rafforza ulteriormente la posizione della Miscela Masini come prodotto simbolo di storia, innovazione e alta qualità Made in Italy, ponendola al fianco dei migliori professionisti della pasticceria e dell’arte dolciaria nazionale.

Miscela Masini di Essse Caffè ottiene l'attestato APEI

Essse Caffè

Scienza, Sapienza e Specializzazione: tre “S” che riassumono perfettamente i valori e la filosofia di Essse Caffè, prestigiosa torrefazione bolognese fondata nel 1979 da Francesco Segafredo assieme alle sorelle Chiara e Cristina Segafredo. Oggi Essse Caffè è un marchio di successo in tutta Italia e all’estero, sinonimo di autenticità ed eccellenza, contraddistinto dall’inconfondibile “family feeling” delle sue miscele.

L’obiettivo? Garantire un prodotto di massima qualità, tutti i giorni, tutto l’anno, realizzando con cura l’intero processo, a partire dall’accurata selezione della materia prima.

Grazie alle collaborazioni universitarie – Facoltà di Agraria delle Università di Bologna, Cesena e Foggia – l’Azienda ha acquisito elevato spessore scientifico nel proprio settore, con conoscenze su ogni tipologia di caffè, dalla torrefazione al confezionamento, fino al caffè in tazzina.                                                                   

Ai fondatori, oggi si affianca la quarta generazione di torrefattori della famiglia: Agata Segafredo, Pietro Buscaroli, Riccardo e Ruggero Auteri che condividono la missione imprenditoriale con uno sguardo imprescindibile verso il futuro.

pulyCAFF a Rho Fiera come sponsor dei Campionati mondiali barista

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pulyCAFF
pulyCAFF a HostMilano (immagine concessa)

MILANO – Nell’ambito di HostMilano 2025, in programma dal 17 al 21 ottobre presso il quartiere fieramilano a Rho, Asachimici-pulyCAFF conferma il suo impegno nei confronti dell’ambiente e il suo ruolo attivo accanto ai baristi di ogni latitudine impegnati a offrire espressi di qualità, nonché ai campioni nazionali e internazionali del circuito Sca, di Latte art grading, del Gran Premio della Caffetteria Italiana e del Moka Challenge.

Barista Base Champ

L’appuntamento con i finalisti del WBC, Campionato mondiale baristi, organizzato dalla Specialty Coffee Association e di cui l’azienda di Vescovato (Cremona) è gold cleaning sponsor, prende il via tra il 10 e il 15 ottobre presso lo showroom milanese di Bwt Water+More in via Vivaio 8, dove gli sponsor WBC si sono uniti per mettere a disposizione dei concorrenti quattro postazioni che replicano l’allestimento ufficiale di gara, con la macchina espresso Tempesta di Barista Attitude, il macinacaffè Mythos MY75 di Victoria Arduino, acqua filtrata Bwt Water+More e i prodotti pulyCAFF per la pulizia della macchina espresso e del macinacaffè, che assicurano a ogni competitor le condizioni ideali per ottenere il meglio dal proprio caffè ed esprimere ai massimi livelli la propria bravura.

Qui come nel corso di tutte le competizioni, ad assicurare gruppi e lance ben puliti, nonché a offrire consulenza per chiarire dubbi o guidare alla corretta pulizia, ci saranno gli Esperti del Pulito Andrea Antonelli, Luca Ventriglia e Davide Mazzetto, affiancati nella parte pratica da tre studenti dell’ITS Specialty Coffee Pro di Galdus.

Amica dell’ambiente

Dal 17 al 21 ottobre l’appuntamento a HostMilano è al padiglione 20, stand K04-L03, al cui interno il filo conduttore è la sostenibilità, raffigurata da una mano che sorregge il logo, mentre sulle pareti si susseguono gli elementi che fanno di pulyCAFF un’amica dell’ambiente: 100% plastica riciclata per la quasi totalità delle confezioni, certificazioni ISO (ISO 14001, ISO 9001, ISO 45001 e ISO 22000), risparmio d’acqua (grazie a lavorazioni all’avanguardia), energie rinnovabili (utilizzo di pannelli solari), una linea di prodotti realizzati con ingredienti di origine naturale.

Visitare lo stand è inoltre l’occasione per incontrare i suoi esperti del pulito: l’esperienza insegna che spesso anche i più volonterosi, col tempo dimenticano o tralasciano alcuni passaggi importanti o hanno modificato le procedure, che ora eseguono in modo errato. Un buon ripasso, chiacchierando con chi conosce il caffè a tutto tondo, è sempre molto utile.

Accanto ai campioni

In qualità di WBC Gold Cleaning Sponsor, nel corso dell’anno pulyCAFF è già stata in pedana a Houston (Usa), Jakarta (Indonesia), Ginevra (Svizzera) accanto ai campioni dei World Championship di Roasting, Brewers Cup, Latte Art, Coffee in Good Spirits e Cezve-Ibrik. Il ciclo annuale delle sette competizioni che fanno capo a Sca si conclude con Il World Barista Championship all’interno di HostMilano proprio adiacente allo stand di pulyCAFF.

Il logo pulyCAFF sarà presente sulle cartelline dei giudici e sulle magliette dei numerosi volontari che collaborano alla buona riuscita delle competizioni, mentre sempre disponibili in pedana ci saranno pulyCAFF – il primo “concetto applicato” per la pulizia della macchina espresso, pulyMILK – che pulisce la lancia vapore, pulyGRIND Crystals per trattare e pulire le macine e la camera di macinatura dei macinacaffè, pulyGRIND Hopper – pulitore della tramoggia (campana) e del dosatore. Per la carrozzeria e i piani di lavoro c’è il multiuso pulyBAR Igienic.

“Siamo orgogliosi di essere per il secondo anno accanto ai migliori professionisti di ogni categoria e di offrire a ognuno le migliori condizioni di gara grazie alla pulizia delle apparecchiature effettuata con i nostri prodotti, che da sempre sono efficaci, rispettosi delle apparecchiature, della salute dell’operatore e dell’ambiente – afferma Gianfranco Carubelli responsabile amministrativo di Asachimici-pulyCAFF con il fratello Marco -. Da questi campioni riceviamo importanti feedback e attestazioni di stima, che confermano la validità del nostro impegno nella ricerca di prodotti sempre più efficaci, rispettosi dell’operatore e delle apparecchiature, nonché del contributo al contenimento dell’inquinamento causato dalla plastica, che assicuriamo seguendo tre punti: riciclo, riuso e riduzione”.

Per ogni concorrente e anche per i giudici è stato messo a punto un vero e proprio bagaglio pulyCAFF che sarà consegnato durante le premiazioni.

In pedana con LAGS e Moka

Ogni giorno presso il Coffee Village al pad. 18, si svolgeranno quattro eventi firmati dal Gruppo Cefos in Collaborazione con Altoga: Asachimici-pulyCAFF è sponsor di tutte le competizioni e sempre presente con i suoi Esperti del Pulito.
Il 17 e 18 ottobre è protagonista la nona edizione del Gran Premio della Caffetteria Italiana: i 14 partecipanti si metteranno alla prova con espresso, cappuccino e bevande fredde, esaltando il metodo italiano e l’abbinamento con eccellenze enogastronomiche.

Il 19 ottobre si svolge il Campionato Italiano Latte Art Grading System (LAGS) con competizioni tra i rappresentanti dei sei livelli di competenza, alle prese con la realizzazione di cappuccini decorati sempre più complessi; i vincitori passeranno al mondiale il giorno successivo.

Il 20 ottobre va in scena il Campionato Mondiale WLAGS – Latte Art Grading System, dove i migliori artisti della latte art certificati (Green, Red, Black e Gold) provenienti da tutto il mondo (sono attesi da Argentina, Cile, Colombia, Croazia, Ecuador, Francia, Germania, Nepal, Perù, Portogallo, Slovenia, Spagna, Svizzera) si contenderanno il titolo iridato con confronti a eliminazione diretta.

A chiudere il programma, il 21 ottobre, la 6ª edizione del Moka Challenge, organizzata in collaborazione con Bialetti: una competizione che vede la Moka, un simbolo della tradizione italiana, reinterpretata con estro, tecnica e innovazione.

Anche qui c’è pulyCAFF a ricordare come – al pari di tutte le apparecchiature per la trasformazione del caffè -, anche la caffettiera si deve pulire, per ottenere bevande di qualità.

Victoria Arduino a HostMilano celebra 25 anni del World barista championship con la personalizzazione di Mythos

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La personalizzazione di Mythos (immagine concessa)

BELFORTE DEL CHIENTI (Macerata) – A HostMilano Victoria Arduino celebra i 25 anni del World barista championship con una speciale personalizzazione di Mythos. Un tributo ai campioni e alle città che hanno ospitato la competizione e al futuro ancora da scrivere.

Quest’anno il World Barista Championship festeggia un traguardo straordinario: 25 anni della comunità globale del caffè. Dai suoi inizi a Monte Carlo, con soli 14 baristi, fino a un palcoscenico mondiale che coinvolge oltre 50 enti organizzatori, il WBC è diventato il punto di riferimento per eccellenza, creatività e innovazione.

In qualità di macinino ufficiale del WBC, Mythos supporta i campioni che hanno definito la storia del caffè e tutti coloro che continuano ad allargarne i confini.

Il primo macinino progettato e ingegnerizzato per il mondo specialty dai veri specialisti del caffè, Mythos di Victoria Arduino rappresenta una macinatura di qualità in un design unico e riconoscibile.

Per celebrare l’anniversario del WBC, Victoria Arduino presenta una speciale personalizzazione di Mythos, un omaggio ai baristi, alle competizioni e alla visione che hanno ispirato un quarto di secolo di evoluzione del caffè. Victoria Arduino sarà presente a HostMilano Hall 16 | Stand A11 – A19 – C12 – C20

Macap tra i protagonisti di Rho Fiera con il nuovo Supra G Series

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macap
Macap at HostMilano (immagine concessa)

MAERNE DI MARTELLAGO (Venezia) – A HostMilano 2025, Macap si presenta con una visione chiara: offrire ai professionisti del caffè prestazioni, precisione e innovazione. Lo stand Macap sarà interamente dedicato al modello di punta Supra, simbolo di una nuova generazione di macinacaffè ad alte prestazioni, pensata per affrontare anche i momenti di massimo afflusso con efficienza e continuità.

L’attesa vera novità che sarà svelata in anteprima ad HostMilano sarà Supra G Series, il primo vero macinacaffè gravimetrico professionale firmato Macap.

Si tratta di una rivoluzione nella categoria, progettata per rispondere in modo concreto alle esigenze dei baristi più esigenti. Supra G Series è infatti in grado di combinare una velocità estrema con un riconoscimento del portafiltro rapidissimo, garantendo un flusso di lavoro fluido e immediato anche nei momenti di massima operatività.

La macchina nel dettaglio (immagine concessa)

Il cuore dell’innovazione è il sistema di pesatura integrato ad altissima precisione, che assicura una costanza in tazza senza paragoni, permettendo al barista di ottenere lo stesso risultato, tazza dopo tazza. Il tutto mantenendo la massima affidabilità tipica di un on demand professionale, anche in ambienti ad alto volume.

Con Supra G Series, la pesatura gravimetrica non è più un compromesso, ma un vantaggio reale, integrato in un design compatto e funzionale, adatto a qualsiasi tipo di coffee bar.
I visitatori potranno testare direttamente i nuovi modelli, anche utilizzando le proprie miscele, all’interno di un’area interattiva: un laboratorio aperto dove scoprire come possono migliorare il workflow quotidiano attraverso le nuove tecnologie G Series.

Le giornate in fiera saranno animate dalle Supra Sessions, roasters di riferimento e tecnici del settore – noti alla community internazionale dei coffee lovers – si alterneranno con degustazioni, presentazioni e dimostrazioni live.

Jon Townsend, fondatore di The Institute of Coffee, coordinerà tutte le attività, portando la sua esperienza globale ed elevando ulteriormente il livello tecnico e formativo dell’evento.

Con la partecipazione a HostMilano 2025, Macap rinnova e rafforza il proprio posizionamento nel mondo del caffè, presentando una nuova identità di brand che nasce da anni di ascolto, progettazione e collaborazione con i protagonisti del settore.

Affidabilità, precisione e soluzioni pensate per ogni coffee bar: sono questi i pilastri su cui Macap costruisce oggi la sua proposta, offrendo strumenti professionali in grado di combinare performance elevate con un pricing competitivo.

A guidare questa nuova fase è una generazione di professionisti che lavora a stretto contatto con baristi, roasters ed esperti internazionali, portando avanti un percorso di innovazione autentica, dove la tecnologia è al servizio del lavoro quotidiano e il design italiano – sviluppato in collaborazione con Valerio Cometti + V12 Design – si unisce alla funzionalità. Macap guarda al futuro con una missione chiara: offrire macinacaffè capaci di superare ogni aspettativa, ovunque venga preparato un caffè.

Matteo Beluffi a sCIOCk, Hostmilano con 2 due cocktail analcolici a base specialty: il tiramisù liquido e EVO (Extra Velvet Oil) Coffee

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Matteo Beluffi con linea di specialty Oltre (foto concessa)
Matteo Beluffi con la linea di specialty Oltre (foto concessa)

MILANO – A HostMilano debutta sCIOCk, il progetto dedicato alla divulgazione del cacao che mette in comunicazione due mondi affini e complementari: quello dello specialty coffee e quello del cacao di alta qualità.

Sul palco, lunedì 20 ottobre alle 11, si incontreranno figure di spicco come Matteo Beluffi, Ambassador del progetto Oltre Specialty Coffee, e Andrea Lattuada, roaster ed esperto del settore.

Con loro, il Campione del Mondo di cioccolateria Davide Comaschi e la presentatrice ufficiale Irene Colombo, in un percorso che intreccia ricerca sensoriale, sperimentazione e cultura del prodotto.

Il cuore della presentazione saranno due cocktail analcolici a base caffè, pensati per il mondo della ristorazione esperienziale — dagli stellati agli hotel di lusso — con un approccio che unisce semplicità, replicabilità ed eleganza.

La scelta è stata quella di proporre drink 100% vegetali e analcolici, in linea con le esigenze di un pubblico sempre più attento ad aspetti alimentari e salutari. Grazie all’impiego di ingredienti alternativi come In-vece dell’uovo (a base di alga proteica o aquafaba in polvere), ogni creazione diventa inclusiva, buona e adatta a tutti.

Le creazioni in degustazione

Tiramisù Liquido

Tiramisù vegano firmato Matteo Beluffi (foto concessa)

Base: espresso New Blend Oltre (60% Brasile Naturale Alta mogiana e 40% Colombia Huila lavato con note di ciliegia, nocciola tostata e cioccolato), sciroppo al cacao home made firmato Guido Castagna e bevanda d’avena.

Top: sciroppo di zucchero, pasta di anacardi, bevanda d’avena, sostituto vegetale dell’uovo (alga proteica), panna vegetale e vaniglia Bourbon.

EVO (Extra Velvet Oil) Coffee

Evo Coffee (foto concessa)

Base: cold brew di Honduras Finca El Puente by OLTRE (note di frutta tropicale gialla e cioccolato al latte), bevanda d’avena, sciroppo alla cascara firmato Too BRAVE di Alberto Simionato, soluzione salina

Top: velvet a base di aquafaba in polvere (sostituto dell’uovo), sciroppo di cascara e olio extravergine d’oliva

La linea di specialty Oltre (foto concessa)

L’idea alla base è quella di proporre il caffè in forme nuove e inattese, adatte a diversi momenti della giornata, facendo leva su un concetto esperienziale di degustazione.

Il focus è sull’uso di caffè diversi per diversi metodi di estrazione, valorizzando al massimo le caratteristiche e sull’abbinamento con le parti meno convenzionali del cacao — dalla fava alla cascara — per ottenere un profilo sensoriale ricco e completo.

Un progetto che mette in luce come il futuro della caffetteria e della ristorazione passi sempre più dall’integrazione intelligente delle materie prime, capaci di unire eccellenza gustativa, innovazione tecnica e attenzione alle esigenze alimentari contemporanee.

Firenze: al bar storico Rivoire il caffè scende a 1 euro per i residenti, il direttore: “Questa città è ancora casa vostra”

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Firenze (immagine: Pixabay licensed)

Con l’iniziativa Il caffè del fiorentino, i residenti potranno prendere il caffè al banco dello storico Rivoire di piazza della Signoria al costo di 1 euro invece di 1,80. Leggiamo di seguito la prima parte dell’articolo pubblicato sul Corriere della Sera.

L’iniziativa del caffè Rivoire di Firenze

FIRENZE – I residenti del Comune di Firenze e dei comuni limitrofi potranno prendere il caffè al banco dello storico Rivoire di piazza della Signoria al costo di 1 euro (invece di 1,80).

È Il caffè del fiorentino, l’iniziativa speciale dello storico locale che invita i cittadini a tornare a vivere il centro storico. “Sento spesso dire: ‘In centro non ci vado mai’. E capisco il perché. Tra i rincari e la folla, molti si sentono esclusi da uno spazio che dovrebbe essere anche loro” ha detto al Corriere Marco Fallani, direttore generale di Rivoire, fiorentino e ideatore dell’iniziativa. “Con questo gesto vogliamo dire: questa città è ancora casa tua. Un caffè a 1 € può sembrare poco, ma può comunicare molto”.

A questa iniziativa si aggiunge una nuova campagna per sensibilizzare gli stranieri a prendere il caffè al banco, evitando l’asporto: “Don’t take away. Together we reduce waste”.

Per leggere la notizia completa basta cliccare qui

La Galleria Iginio Massari di Verona presenta la nuova esperienza di colazione

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massari
Il maestro Iginio Massari (immagine concessa)

VERONA – Una nuova esperienza di colazione attende i clienti della Galleria Iginio Massari di Verona, in corso Sant’Anastasia 13: quindici nuove inedite interpretazioni di croissant e brioche si aggiungono all’iconico cornetto all’italiana, alla veneziana alla crema, alla sfogliata e agli altri classici che da sempre rappresentano l’eccellenza dolciaria della famiglia Massari.

“La rinnovata viennoiserie è un invito a riscoprire il piacere di uno dei pasti più importanti della giornata con creazioni che coniugano studio, tecnica e creatività – spiega il maestro Iginio Massari -. La colazione è il primo gesto di piacere. Abbiamo realizzato un’offerta che racconta la nostra idea di eccellenza quotidiana: semplicità apparente, grande tecnica e bilanciamento tra tradizione e innovazione, abbiamo posto particolare attenzione alla lievitazione e alla texture dell’impasto”.

Le novità comprendono, tra le varie creazioni, il pain au chocolat bicolor, il fagottino rosso al lampone fresco e mascarpone, il croissant bicolor, la parisienne alla crema, il pain suisse, l’anello al gianduia, i cestini di frutta alle fragole e al caffè, la brioche al pistacchio e lamponi.

L’innovazione nasce dal rispetto della tradizione, come nel caso del cornetto all’italiana sul quale la famiglia Massari ha dedicato anni di perfezionamenti, lavorando su sfogliature, bilanciamenti e soprattutto alle lievitazioni per esaltarne la fragranza, la leggerezza e l’inconfondibile gusto.

Accanto alla nuova viennoiserie, la pasticceria presenta una tarte tatin eccezionale fatta con due diversi tipi di mele per acidità, sapore e consistenza ideali.

Insieme alla tarte tatin, le torte perfetta, caprese e bresciana vengono sfornate ogni quarantacinque minuti direttamente in pasticceria per consentire agli ospiti di assaporarle al massimo della loro espressione.

La nuova viennoiserie, la tarte tatin e altre novità sono disponibili presso la Galleria Iginio Massari di Verona, in corso Sant’Anastasia 13, aperta tutti i giorni.