martedì 13 Gennaio 2026
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Antico Caffè Greco, il giudice: “Al via lo sfratto immediato”

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antico caffè greco
Una tazzina dell' Antico Caffè Greco (foto presa da Google Creative Commons Licenses)

Carlo Pellegrini, il titolare dell’Antico Caffè Greco, è indagato per aver eluso il vincolo di quadri e arredi del locale. La giudice Giulia Messina ha ordinato dunque di eseguire l’immediato rilascio dell’immobile. Leggiamo di seguito un estratto dell’articolo di Ilaria Sacchettoni per Il Corriere della Sera.

Il futuro dell’Antico Caffè Greco

ROMA – Con un’accelerazione imposta dalle vicende penali che vedono il titolare del Caffè Carlo Pellegrini indagato per aver eluso il vincolo di quadri e arredi la giudice Giulia Messina ordina “all’ufficiale giudiziario di eseguire l’immediato rilascio dell’immobile”.

L’ultimo ostacolo all’esecuzione dello sfratto del Caffè Greco, vale a dire la presenza di beni vincolati al suo interno, è caduto con il sequestro di quadri, sculture e mobilia disposto dal gip la settimana scorsa.

Dal 2 ottobre  qualunque giorno è, dunque, buono per sgomberare l’antico locale di via Condotti. Con un’accelerazione imposta dalle vicende penali che vedono il titolare del Caffè Carlo Pellegrini indagato per aver eluso il vincolo di quei beni (trasferiti arbitrariamente in un magazzino è l’accusa) la giudice Giulia Messina ordina “all’ufficiale giudiziario di eseguire l’immediato rilascio dell’immobile”.

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Milano rilancia la corsa del Caffè Eroica: oltre 8000 ciclisti a Gaiole in Chianti

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bike bar
Eroica Caffè

Sono stati oltre ottomila i ciclisti che nel fine settimana, tra il 4 e il 5 ottobre, hanno data vita all’Eroica classica, la versione originale nata a Gaiole in Chianti nel 1997. Leggiamo di seguito la prima parte dell’articolo di Pierangelo Soldavini per il quotidiano Il Sole 24 Ore.

La corsa del Caffè Eroica

MILANO – Aperto il secondo locale nel capoluogo lombardo, pronto lo sbarco a CityLife a primavera per poi espandersi in altre città e puntare anche all’estero: un evento e una storia a due ruote che hanno dato vita a un brand da tre milioni di euro di fatturato e mezzo milione di clienti.

Sono stati oltre ottomila i ciclisti che nel fine settimana hanno data vita all’Eroica classica, quella originale nata a Gaiole in Chianti nel 1997.

Ma in totale sono ventimila le persone che ogni anno partecipano alle varie manifestazioni che, in Italia e nel mondo, sfruttano il marchio della corsa non competitiva che ha ridato nuova vita alle strade bianche delle colline senesi e a migliaia di biciclette vintage con levetta del cambio su telaio e fili dei freni esterni, sopra il manubrio.

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Quarta Caffè presenta Bike to caffè, una pedalata collettiva per la pace e i bambini vittime della guerra

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Antonio Quarta
Antonio Quarta con in mano il caffè alla leccese (immagine concessa)

Domenica 5 ottobre si è svolto un originale flash mob sostenuto da Quarta Caffè a sostegno di tutti i bambini vittime della guerra. Il raduno per la pedalata si è svolto a Lecce nell’area antistante il Bar Sofia dove è stato offerto caffè e cornetto. Leggiamo di seguito l’articolo pubblicato sul Quotidiano di Puglia.

Il flash mob di Quarta Caffè

LECCE – Pedalare insieme per dare un segno di impegno civile contro tutte le guerre, ad iniziare da quelle in Palestina e in Ucraina, per sostenere i bambini, le vere vittime dei conflitti. Domenica 5 ottobre si è svolto un originale flash mob sostenuto da Quarta Caffè.

Il raduno si è svolto alle 7.30 a Lecce nell’area antistante il Bar Sofia dove è stato offerto caffè e cornetto. Partenza avvenuta alle 8.30 con un doppio giro ad anello (da 55 chilometri oppure da 70 chilometri) e sosta a Martano al Bar Junior per caffè e pasticcino, Rientro in tarda mattinata al Bar Sofia per un aperitivo finale.

Il manifesto (immagine concessa)

L’itinerario ha toccato, oltre Lecce, Cavallino, Caprarica di Lecce, Martignano, Martano, Carpignano salentino, Serrano, Castrignano dei Greci, Zollino, Sternatia, San Donato di Lecce.

“L’azienda Quarta Caffè” afferma Antonio Quarta, “è sempre attenta al territorio e una iniziativa sociale come questa non ci poteva sfuggire. Sono sicuro che la forza profusa da tutti i partecipanti, sostenuta dall’energia del nostro caffè che berremo prima della partenza, riuscirà a mandare un forte messaggio di pace affinché finiscano queste guerre che vedono vittime soprattutto bambini e giovanissimi inermi”.

E sottolinea. “Spero che un domani questi sprovveduti governanti aggressori e malcapitati governanti vittime possano davanti a una tazza di caffè trovare una intesa per la pace”.

Giornata internazionale del caffè: a Trieste il sostegno dei ministri Ciriani e Lollobrigida

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giornata internazionale del caffè
La Giornata internazionale del caffè (immagine concessaa)

TRIESTE – Si è tenuto a Trieste, presso l’Antico Caffè San Marco, l’evento che il Consorzio di tutela del caffè espresso italiano tradizionale organizza, ormai da alcuni anni, insieme alla rete delle comunità del rito del caffè per celebrare la Giornata internazionale del caffè e per promuovere l’iniziativa benefica “Un caffè per …”, indirizzata a tutti i coffee lovers d’Italia e dedicata alla Fondazione Telethon.

Un campagna solidale che richiama il caffè sospeso della tradizione napoletana e per la quale si può donare il costo di un caffè o altro, a propria discrezione.

I ministri Ciriani e Lollobrigida per la Giornata internazionale del caffè

Ha aperto i lavori il presidente Caballini di Sassoferrato che ha reso omaggio non solo a un prodotto, ma a una tradizione, a un sapere artigianale che si tramanda da generazioni. Si è definito convinto del lavoro che i soci del Consorzio stanno portando avanti per promuovere una cultura del caffè consapevole, che rispetti le origini, la qualità delle materie prime, i metodi di preparazione e il valore sociale del rito dell’espresso.

“L’espresso italiano oltre il caffè. Abbiamo voluto questo titolo per l’incontro di oggi perché sappiamo bene quanto c’è oltre alla tazzina di un buon caffè. – ha continuato il presidente Caballini di Sassoferrato – C’è un mondo che si incontra, che socializza, che fa affari, che si innamora, che discute, che ha fretta o che si rilassa gustandone le note aromatiche. Una ritualità che parte da noi, dalla nostra tradizione. Una ritualità tutta italiana che abbiamo portato nel mondo, anche attraverso la nostra cinematografia, attraverso la cultura, attraverso le arti tramandate della torrefazione”.

Inoltre: “Vogliamo che il mondo ci riconosca questa peculiarità, che ci venga riconosciuta la paternità di questi momenti, tanti, tanto amati e quotidianamente reiterati da migliaia e migliaia di persone che li vivono sempre più con consapevolezza ed esaltazione dei sensi. Perché, checché se ne dica, sempre più professionisti consapevoli e preparati si dedicano con cura, amore e passione alla preparazione dell’espresso. “

Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, Senatore Luca Ciriani, in una sua lettera definisce il rito del caffè “un vero e proprio simbolo di italianità” e plaude all’iniziativa benefica che il Consorzio porta avanti con la Fondazione Telethon, iniziativa che amplia “il caffè sospeso” di origine napoletana. “Tramandare ed esportare la ritualità tutta italiana del caffè significa, a mio avviso, far conoscere sempre di più e sempre meglio l’Italia nel mondo. – continua il Ministro Ciriani – Per questo considero fondamentale sostenere con tutte le nostre forze la candidatura del Rito del caffè espresso italiano a patrimonio immateriale dell’umanità da parte di Unesco. Sarebbe il giusto riconoscimento per il lavoro del Consorzio, ma anche e soprattutto per il lavoro che ogni giorno profondono i piccoli e grandi imprenditori del settore.

Il Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Massimiliano Federiga, nel suo videomessaggio sostiene che in questo momento storico sono tradizioni come queste che vanno sostenute per rafforzare i capisaldi immateriali dello stare insieme italiano e anche per essere portavoce di valori che un’apparente e semplice ritualità è in grado di tenere vivi. Afferma che il Rito del caffè accomuna tutte le Regioni italiane e rappresenta un sapere raffinato nel tempo, una socialità inclusiva e accessibile a tutti, il pretesto di un dialogo piacevole che non crea divisioni, anzi.

Tanti gli interventi dei relatori, a partire dai Sindaci di Trieste, Roberto Dipiazza, e di Palermo, Roberto Lagalla che si sono confrontati su che cosa significa per le due città la ritualità del prendersi un caffè.

Il professor Massimo Cerulo ha parlato del suo libro Andare per caffè storici e i collegamenti con le Comunità del Rito del caffè di Bologna, Lecce, Napoli e Palermo hanno fatto da corona con immagini e messaggi sentiti, commoventi e anche variopinti agli interventi del Referente per le Comunità d’Italia, Luigi Morello, e del Direttore per le politiche culturali e il turismo della Regione Campania, Rosanna Romano.

Il Ministro dottor Francesco Lollobrigida ha chiuso i lavori con un videomessaggio con il quale “esprime il suo sostegno e quello del Governo Meloni al prezioso lavoro di promozione e tutela del caffè espresso italiano tradizionale. – precisa il Ministro Lollobrigida – La filiera del caffè espresso in Italia vale 4,7 miliardi di euro, una cifra enorme, e lavorano solo nella trasformazione e nella produzione più di 10.000 persone. Sono numeri importantissimi a cui si aggiunge anche il valore culturale e sociale ed economico che il caffè porta con sé. – continua il Ministro Lollobrigida – Il nostro Ministero è impegnato a valorizzare le eccellenze italiane e la particolare attenzione al caffè espresso patrimonio identitario della nostra gastronomia è dimostrata sia dal sostegno alla candidatura sia all’inserimento all’interno della candidatura della cucina italiana a patrimonio dell’Unesco già per quest’anno”.

Associazione museo del caffè di Trieste: prosegue la mostra sul chicco a Capodistria fino al 10 ottobre

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L'inaugurazione a Capodistria (immagine concessa)

CAPODISTRIA – Prosegue alla Biblioteca centrale Srečko Vilhar di Capodistria (piazza Brolo 1), dove si concluderà venerdì 10 ottobre, la mostra Piccolo viaggio nel caffè, organizzata dall’Associazione museo del caffè di Trieste, in collaborazione con la locale CAN (Comunità Autogestita della Nazionalità italiana), con la Comunità degli Italiani di Capodistria “Santorio Santorio” e con la stessa Biblioteca “Vilhar”.

La mostra, che costituisce il primo sbarco oltreconfine del sodalizio presieduto da Gianni Pistrini, presenta ai visitatori una significativa selezione dell’ampio patrimonio di reperti di tema caffeicolo del quale la Amdc è depositaria e custode (tra cui caffettiere di ogni età, antichi macinini, i brustolini che si usavano una volta per tostare il caffè in casa, documenti e brevetti d’epoca), affiancata per l’occasione pure dai preziosi “pezzi” messi a disposizione dal collezionista triestino Lucio Del Piccolo, restauratore di caffettiere antiche e storico del caffè.

Da rilevare come l’esposizione, fin dalla giornata inaugurale di metà settembre e fino a oggi, abbia fatto registrare una notevole affluenza di pubblico e rilevante attenzione della stampa capodistriana.

In sede di presentazione, seguiti con interesse e con numerose domande dei presenti, giovani e meno giovani, gli interventi dello specialista Marino Petracco (già di illycaffè e ora responsabile scientifico di Amdc) sugli aspetti produttivi, chimico-organolettici e nutrizionali del caffè, di Nicoletta Casagrande, responsabile dell’InfoLibro-Salotto multimediale del libro italiano di Capodistria e organizzatrice della mostra per la stessa Amdc, nonché di Franco Rota, curatore dei progetti dell’associazione triestina, anche in connessione con gli obiettivi del progetto divulgativo “Il caffè, una storia di successo nella cultura regionale ed europea”, supportato dalla Regione FVG, che ha sottolineato come “l’iniziativa sia frutto anche della proficua rete di rapporti che la AMDC sta tessendo con istituzioni, esperti scientifici, docenti, collezionisti, torrefattori e altri soggetti dell’universo caffeicolo, al di qua e al di là dei confini”.

L’esposizione sarà visitabile, come detto, fino al 10 ottobre, con ingresso libero, nell’atrio al pianoterra della Biblioteca “Vilhar”, tutti i giorni con orario 7 – 19 (sabato 8–13, domenica chiuso).

Antonia Trucillo guida la degustazione a Salerno tra caffè e yoga

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antonia trucillo
Antonia trucillo

Il 3 ottobre nella sede di Caffè Trucillo a Salerno, i partecipanti al Coffee Flow hanno potuto partecipare a una seduta di yoga. La degustazione è stata guidata da Antonia Trucillo. Leggiamo di seguito la prima parte dell’articolo di Valentina Tafuri per l’Eco di Salerno.

La degustazione

SALERNO – Originale iniziativa quella che si è tenuta venerdì 3 ottobre nella sede di Caffè Trucillo di Salerno dove i partecipanti al Coffee Flow hanno potuto degustare caffè e ricaricarsi di energia durante una particolare seduta di Odaka Yoga.

A guidare la degustazione è stata Antonia Trucillo, terza generazione della Caffè Trucillo, che grazie alle numerose esperienze all’estero, ai viaggi nelle piantagioni di caffè e alle competenze maturate in anni di lavoro nonostante la giovane età è oggi una coffee sourcing manager e Q-Grader apprezzata a livello internazionale.

L’iniziativa rientra nella serie di incontri denominata “Meet the speakers 2025”,con cui il team di TEDxBattipaglia permette al pubblico di incontrare i protagonisti saliti sul palco degli eventi TEDx con l’obiettivo di mettere al centro il territorio, i suoi talenti e il potere trasformativo delle storie vissute dai protagonisti e condivise dal palco.

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Mary Mauro, di Sevengrams: “HostMilano è fondamentale. Garantiremo trasparenza e autenticità dei nostri prodotti”

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Mary Mauro di Sevengrams su HostMilano e De'Longhi

MILANO – Abbiamo sentito Mary Mauro, della torrefazione Sevengrams, sulle dinamiche in corso nel nostro settore. Ecco che cosa ci ha detto.

Dal 2009, anno della vostra apertura, al 2025 il mercato del caffè è molto cambiato. Come?

Spiega Mary Mauro: «In meglio, sia dal mio punto di vista sia da quello del nostro team, perché oggi c’è molta più consapevolezza verso il caffè. Non è più soltanto un rituale, come lo ha spesso comunicato l’industria del settore, ma sta sempre più assumendo i connotati di ciò che è realmente: un frutto della natura, un prodotto edibile e quindi valutabile anche sotto il profilo del gusto. Ciò che osserviamo è una maggiore conoscenza del prodotto e un cambiamento radicale nelle dinamiche di acquisto e nella scelta dei consumatori».

Aggiunge Mauro: «Tradizionalmente, in Italia il caffè si trasmetteva di generazione in generazione: il marchio era familiare e rassicurante. Oggi, sebbene la forza del brand resti influente, i consumatori mostrano anche curiosità e dinamismo nello scoprire nuovi profili di prodotto, nuove modalità di estrazione e momenti di consumo diversi dal classico caffè mattutino. Inoltre, sempre più persone si dimostrano sinceramente interessate allo storytelling che accompagna il caffè, alla sua filiera di eccellenza e ai valori che essa trasmette. Questo porta vitalità al mercato».

I consumi aumentano?

«Può succedere, perché le diverse modalità di estrazione richiedono quantità diverse rispetto al passato. Tuttavia, la crescita maggiore non arriva dai mercati maturi europei o occidentali, ma dai nuovi mercati, dove la domanda sta aumentando significativamente, con impatti anche sui prezzi della materia prima».

La qualità del caffè in Italia è cresciuta insieme ai prezzi?

Analizza Mauro: «La qualità è aumentata anche grazie al lavoro di molte piccole realtà che stanno spingendo le aziende più tradizionali a guardare al consumatore in modo diverso. Sia nel mercato domestico sia nel canale Horeca, oggi non è più possibile relegare la qualità come ultimo criterio in una trattativa: tutti noi torrefattori siamo chiamati a dare maggiore trasparenza. Il movimento specialty ha avuto un ruolo chiave in questo: ha creato nuovi standard e ha educato il consumatore a pretendere più chiarezza e più valore nel prodotto.».

Qual è il significato della collaborazione tra una realtà artigianale come Sevengrams e un colosso come De’Longhi?

Spiega Mary Mauro: «Significa lavorare sugli obiettivi più che sulle dimensioni. Le scelte di acquisto stanno cambiando, e per la prima volta nel nostro settore la rivoluzione non è guidata dall’industria, come è accaduto con la monodose anni fa, ma parte dal basso: più lenta ma inesorabile. Questo trend ha spinto il consumo domestico, soprattutto dopo la pandemia, e la tecnologia De’Longhi si integra bene con le soluzioni che noi, come piccola realtà, abbiamo trovato efficaci per chi vuole approfondire nuove modalità di estrazione a casa».

Come si traduce questa collaborazione nella pratica?

«Facciamo molta divulgazione: Chiara Bergonzi è brand ambassador e il nostro obiettivo è educare il consumatore, mostrando che anche caffè più sofisticati o specialty possono essere estratti correttamente con gli strumenti giusti. È una sinergia basata su obiettivi comuni».

Come affrontate le difficoltà attuali legate a rincari, scarsità di materia prima e cambiamenti climatici?

«Abbiamo iniziato prima che esplodesse tutto questo con un percorso di grande trasparenza sul prodotto, chiarisce Mauro. Gli aumenti dei prezzi, pur inevitabili, non ci colgono impreparati: abbiamo consolidato scelte nella ricerca di caffè di qualità costante. La clientela capisce e risponde, e noi cerchiamo di supportarla anche nel percorso inevitabile di aumento della tazzina».

E sul fronte caffetteria?

«Abbiamo fatto un’esperienza a Londra – dice Mary Mauro -, ma vogliamo valorizzare la missione di Sevengrams: il caffè come esperienza, trasparenza e conoscenza. Con il nostro format Coffee Studio offriamo uno spazio polifunzionale dove l’appassionato può assaggiare, scegliere consapevolmente, ricevere formazione e scoprire strumenti per l’uso corretto del caffè. Non sarà una caffetteria tradizionale, ma qualcosa di speciale, presto operativo».

Cosa ci sarà allo stand di HostMilano 2025?

Mary Mauro ha un’idea precisa: «HostMilano è un evento fondamentale. Presenteremo la nostra nuova piattaforma web e il tema principale sarà la digitalizzazione della filiera. Tramite una piattaforma blockchain, garantiremo trasparenza e autenticità dei nostri prodotti, sia B2C sia B2B. Questo rafforza la fiducia del consumatore, premiante per chi mantiene costante la qualità».

Sevengrams sarà presente a HostMilano 2025 – Padiglione 12P, Stand C43.

Meteo in Brasile e Vietnam spinge prepotentemente al rialzo i mercati del caffè, imminente il ritorno del fenomeno La Niña

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Il logo dell'Ice

MILANO – L’evoluzione meteo nei due principali paesi produttori imprime una nuova svolta rialzista ai mercati nell’ultima seduta della settimana. Dopo le prese di beneficio di giovedì, venerdì 3 ottobre 2025 i prezzi sono tornati ai massimi delle ultime 3 settimane. A New York, il contratto per scadenza dicembre ha guadagnato il 3,4% risalendo a 390,75 centesimi, massimo dal 17 settembre.

A Londra, il contratto per scadenza novembre ha chiuso in ripresa del 4,7% terminando la prima settimana di ottobre a 4.527 dollari.

Anche in questo caso, per trovare un valore più alto bisogna andare alla metà del mese scorso.

Ad accendere questa improvvisa fiammata, le notizie allarmanti provenienti dal Brasile e dal Vietnam.

In Brasile, i bollettini meteo anticipano infatti un intensificarsi delle condizioni di tempo secco nelle aree degli arabica accompagnate da temperature superiori alla media, che potrebbero causare stress da calore nelle piante nella fase cruciale della fioritura, in corso in questo momento.

Il contributo di piogge adeguate e regolari è fondamentale per lo sviluppo del nuovo raccolto di arabica

E, quest’anno, l’attenzione all’evolversi della situazione meteo è ancora più spasmodica, perché c’è assoluto bisogno che il prossimo raccolto di arabica (2026/27) sia abbondante, per riassestare il mercato mondiale, evitando un nuovo deficit produttivo, e rimpinguare gli stock.

Il broker brailiano Thiago Cazarini ha scritto, in un recente report, che un andamento favorevole del meteo potrebbe accrescere la produzione brasiliana di arabica del 20% rispetto a quest’anno, ma “il mercato appare più incline a essere bullish piuttosto che bearish” nella congiuntura attuale.

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Ekaf– Cellini Caffè torna a HostMilano 2025: innovazione e nuove linee per il mondo del caffè

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Ekaf protagonista a HostMilano (immagine concessa)

GENOVA – Ekaf– Cellini Caffè torna ad HostMilano 2025 con un ventaglio di importanti novità pensate per il mondo professionale e per la distribuzione moderna, con l’obiettivo di ampliare l’offerta e rafforzare la relazione con i propri partner commerciali.

Tra le novità che verranno presentate in fiera:

• Joybreak – la nuova linea di bevande calde per il bar

Un brand completamente nuovo che arricchisce l’offerta dedicata ai professionisti con una gamma di solubili e monoporzioni di qualità: Ginseng (classico, senza lattosio, amaro, super), Orzo e Nocciolino. Joybreak nasce per offrire ai baristi un servizio completo, fidelizzante e capace di intercettare nuovi consumatori, con soluzioni versatili adatte ad ogni singolo professionista del settore.

• Nuova linea di cialde

Un ampliamento di gamma che abbraccia sia il canale Ho.Re.Ca. sia la GDO, rispondendo alle diverse esigenze di consumo e rafforzando la presenza del marchio nei principali segmenti di mercato.

• La linea di caffè in grani Barista si rinnova e si amplia

La gamma in grani si arricchisce di nuove referenze, studiate per offrire ai professionisti un’esperienza di estrazione ancora più ricca, aromatica e in linea con gli elevati standard qualitativi di Cellini Caffè. Al tempo stesso, un restyling mirato del packaging ne rafforza l’identità di marca, con un design contemporaneo che esalta la qualità e il valore del nostro caffè.

• Coffe Concentrate: la base creativa per una nuova generazione di consumi

Il Coffee Concentrate Cellini è la risposta a un mercato internazionale consumer sempre più orientato alla mixability: una base caffè intensa e pronta all’uso che abilita ricette fredde, signature drink analcolici (ma anche alcolici), dessert e latte-based contemporanei. Una soluzione che parla la lingua delle nuove generazioni—veloce, personalizzabile, social-friendly.

“Il ritorno a HostMilano – commenta Massimo Faravelli, amministratore delegato di Ekaf SpA– rappresenta per noi un momento di grande valore: non solo come vetrina internazionale per presentare le nostre novità, ma anche come occasione per rafforzare il legame con clienti, partner e operatori del settore per guardare al futuro del caffè con fiducia e passione.”

Ekaf – Cellini Caffè vi aspetta a HostMilano 2025, padiglione 20 – stand D12 E11, per scoprire e degustare tutte le novità.

La scheda sintetica di Ekaf

Ekaf SPA è un gruppo internazionale attivo nella produzione, confezionamento e vendita di caffè tostato di elevata fascia qualitativa, con sede e stabilimento a Genova e un fatturato consolidato di Gruppo di oltre 90 milioni di euro. Cellini Caffè è il marchio di riferimento dell’azienda.

La San Marco: piano di rilancio dopo calo dei ricavi, a Rho Fiera con la nuova collezione La125

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Roberto Nocera, direttore generale de La San Marco (immagine concessa)

La società ha chiuso il 2024 con 15,8 milioni di ricavi, in calo rispetto ai 19,2 milioni del 2023. Secondo Roberto Nocera, come riportato da Messaggero Veneto, il calo di fatturato è riconducibile alla fase di integrazione all’interno del Gruppo Seb, che ha richiesto una ridefinizione delle priorità operative.

La San Marco si dichiara tuttavia pronta a crescere concentrandosi sui mercati esteri. In occasione di HostMilano verrà inoltre svelata la nuova collezione La125, erede naturale della iconica La100. Leggiamo di seguito un estratto dell’articolo di Giorgia Pacino per il Messaggero Veneto.

La San Marco: obiettivi e direzione dell’azienda

GRADISCA D’ISONZO (Gorizia) – Dopo un anno difficile, La San Marco è decisa a ripartire e punta su nuovi mercati e nuove macchine. Il passaggio di proprietà dal gruppo Massimo Zanetti Beverage (Segafredo) alla multinazionale francese Groupe Seb, compiuto a febbraio del 2023, non è stato indolore per la storica azienda di Gradisca d’Isonzo specializzata in macchine per l’espresso e macina caffè.

Venute meno le sinergie di gruppo di cui aveva goduto per quasi 50 anni, la società ha chiuso il 2024 con 15,8 milioni di ricavi, in calo rispetto ai 19,2 milioni del 2023. Il valore della produzione è sceso da 21,3 milioni a 14,6 milioni, oltre 6 milioni in meno.

Quasi azzerato l’utile: l’ultima riga del bilancio segna appena 29.173 euro, a fronte dei 2,3 milioni dell’anno precedente. Per una sessantina di dipendenti, sui 90 complessivi, proseguirà ancora fino alla fine del 2025 il contratto di solidarietà.

“Il calo di fatturato è riconducibile principalmente alla fase di integrazione all’interno del Gruppo Seb, che ha richiesto un importante impegno di risorse e una ridefinizione delle priorità operative. Si è trattato di un anno di transizione e consolidamento, non di contrazione strutturale”, assicura al Messaggero Veneto Roberto Nocera, direttore generale de La San Marco, convinto che l’ingresso nel gruppo francese stia già aprendo nuove prospettive per il marchio nato a Udine nel 1920.

Nocera aggiunge: “Abbiamo avuto accesso a una potenza industriale e commerciale che ci permetterà di espandere la nostra presenza all’estero in modo più rapido e strutturato. Il nostro obiettivo è crescere sui mercati internazionali mantenendo intatto il dna italiano”.

Tra meno di due settimane poi, a HostMilano, verrà svelata la nuova collezione La125, erede naturale della iconica La100. “Oggi la riproponiamo con un design completamente rinnovato e tecnologie aggiornate pensate per ridurre i consumi senza compromessi sulla qualità”, spiega il manager.

Grazie agli algoritmi messi a punto da La San Marco e alle barriere termiche presenti all’interno della macchina, i modelli della collezione consumano il 30% in meno delle macchine del passato.