martedì 20 Gennaio 2026
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Ipa: i fratelli Sala stanno monitorando la vicenda dell’ex concorrente Fac

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Ipa tazze logo sessantesimo

MILANO – I fratelli Riccardo e Roberto Sala dell’Ipa di Usmate Velate (Monza) continuano a seguire la vicenda dell’ex concorrente Fac di Albisola (Savona), in liquidazione. Sabato scorso i Sala hanno partecipato ad una riunione convocata nel Palazzo comunale di Albisola Superiore nel corso della quale hanno rinnovato l’interesse, sia pure con riserva, in attesa di acquisire le necessarie informazioni dal liquidatore per l’acquisto della Fac-Acf.

Al termine dell’incontro il sindaco di Albisola Superiore, Franco Orsi ha detto: “Bisogna mantenere i piedi per terra ed essere realisti perché la situazione è difficile. Abbiamo incontrato il principale imprenditore italiano nel mercato in cui opera la Fac, il quale ha mostrato interesse a esaminare e valutare la situazione, instaurando una trattativa. L’ottimismo odierno deriva dalla volontà di perseguire ogni strada possibile per salvare la Fac e dal clima che si è instaurato. Speriamo che sia l’avvio di un percorso, che sappiamo difficile, verso il rilancio”.

Dopo l’incontro in Comune, l’arrivo in azienda Ipa

I fratelli Sala, invitati dalla Rsu dell’azienda, hanno voluto incontrare e salutare i dipendenti che presidiano lo stabilimento. Pur non entrano nella storica fabbrica gli imprenditori lombardi hanno parlato con gli operai ai quali non hanno nascosto il loro stupore per il grande attaccamento mostrato dai dipendenti albisolesi per la loro azienda.

In risposta, i lavoratori Tazze prodotte da Ipa ceramiche hanno aperto una bottiglia di spumante e l’hanno offerta agli ex-concorrenti

Gli imprenditori lombardi hanno voluto comunque chiarire, tra una stretta di mano e l’altra, che il momento è difficile e che non sono venuti a fare promesse, bensì a continuare la raccolta di informazioni per valutare se l’opzione Fac sia economicamente vantaggiosa e possa dare un futuro ai lavoratori. Ora diventa fondamentale la giornata di domani quando è previsto un incontro con Gianfranco Gabriel, il liquidatore nominato dalla vecchia proprietà presso l’Unione Industriali di Savona. Lì i sindacati insisteranno per conoscere il perché delle riserve del liquidatore verso l’ipotesi Ipa-Fac di Albisola.

Come è noto il liquidatore Gabriel sta completando i conti sull’assetto debitorio e le potenzialità produttive dell’azienda in liquidazione

E per ora nulla ha comunicato al sindaco di Albisola e ai rappresentanti dei 148 lavoratori. D’altronde, senza un quadro completo della situazione della Fac in liquidazione, per il quale sarebbero necessarie ancora settimane, è escluso che i fratelli Sala possano formulare qualunque ipotesi di investimento in un momento economico complesso come l’attuale. E in un mercato della stoviglieria dominato dal prodotto d’importazione di qualità molto bassa ma competitivo sul fronte del prezzo d’acquisto.

Mondadori riapre a Vercelli con libreria e “bottega del caffè e del cacao”

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Il logo Mondadori
Il logo Mondadori

VERCELLI – Cinque mesi dopo l’addio di “Nutrilamente”, riapre la libreria Mondadori di corso Libertà, considerato da sempre uno dei centri culturali nel “salotto” di Vercelli.

L’operazione è resa possibile da una delle più prestigiose famiglie di librai italiani, la Lagiannella, proprietaria di alcune importanti librerie a Milano.

L’apertura è prevista per la fine di aprile e sono previste molte novità nel punto vendita. Al primo piano, invece, troverà posto il bar-ristorante: diventerà una sorta di “bottega del caffè e del cacao”.

Colombia: produzione ed export ancora in calo, in Brasile il governo investe

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arabica Brasile Colombia
Sacchi di caffè

MILANO – Nuova frenata per la produzione e l’export di caffè della Colombia. Secondo le cifre Fedecafé, diffuse venerdì, il massimo paese produttore mondiale di caffè lavati ha raccolto nei 12 mesi trascorsi (aprile 2011-marzo 2012) 7,04 milioni di sacchi, ossia il 27% in meno rispetto ai 9,582 milioni dell’analogo periodo precedente. Calano drasticamente gli imbarchi, pari ad appena 6,999 milioni di sacchi, in flessione del 18%.

Unica nota positiva, una lieve ripresa della produzione mensile, pari a 576 mila sacchi, contro i 571 mila di febbraio. Nonostante il calo dei prezzi e lo svalutarsi del dollaro, l’export degli ultimi 12 mesi ha portato nelle casse colombiane 4.300 miliardi di pesos (1,854 miliardi di euro).

Nell’arco dell’anno solare 2011, il valore delle esportazioni è stato di 4.900 miliardi di pesos, il valore più elevato, in termini costanti, degli ultimi 10 anni. La produzione continua a risentire delle ondate di maltempo dell’anno scorso, che hanno limitato le fioriture e frustrato il potenziale produttivo.

Prosegue inoltre il programma di rinnovo colturale, che ha interessato lo scorso anno un’estensione record di 117 mila ettari, in massima parte reimpiantati con varietà resistenti alla ruggine del caffè (roya).

L’incidenza di questa grave malattia crittogamica è sensibilmente aumentata a causa del mutamento climatico e si estende ormai anche a fasce altimetriche considerate un tempo sicure.

I produttori: riconversione e reazione

“I produttori proseguono con determinazione nel loro sforzo di riconversione, come dimostrato dai risultati sin qui conseguiti dal programma. L’obiettivo è quello di avere, entro il 2015, il 90% dell’ettaraggio costituito da arbusti giovani, produttivi e a prova di roya. Ciò aiuterà a fare della caffeicoltura un’attività sostenibile e climaticamente intelligente” ha dichiarato il direttore generale della federazione Luis Genaro Muñoz Ortega.

“Constatiamo inoltre con soddisfazione che i produttori continuano a investire nelle loro piantagioni e che le fluttuazioni dei prezzi non hanno frenato il processo di riconversione e razionalizzazione in corso” ha aggiunto Muñoz Ortega sottolineando che gli ultimi anni hanno visto investimenti ingenti e che le superfici coltivate a caffè, lungi dal contrarsi, sono cresciute nel 2011 raggiungendo un totale di 921 mila ettari.

“La nostra è una scommessa sul futuro di cui beneficeranno direttamente le oltre 563 mila famiglie occupate nel settore del caffè. Siamo forse l’unico paese a essersi impegnato con disciplina e serietà a riconvertire il settore per renderlo produttivo in condizioni diverse da quelle storiche” ha concluso Muñoz Ortega.

Nonostante l’ottimismo del numero uno di Fedecafé, le organizzazioni locali dei produttori sollecitano il governo a proclamare lo stato di emergenza e ad adottare misure urgenti a sostegno del settore, colpito dal calo produttivo e dalla flessione dei prezzi, i cui effetti sono accentuati dal rivalutarsi del peso sul dollaro. In un’intervista a un portale informativo, Luis Gonzaga Cadavid, dirigente della regione di Caldas, ha lanciato l’allarme per il forte aumento delle importazioni colombiane da Ecuador e Perù (queste ultime triplicate nel corso di quest’anno) e per il calo dei livelli qualitativi dell’export, che danneggia l’immagine del’intero comparto.

Provvedimenti

Cadavid ha auspicato provvedimenti immediati a favore dei produttori, quali crediti e contributi speciali per finanziare il pagamento delle retribuzioni, acquistare gli input chimici e ridurre l’esposizione con le banche.

Ha espresso inoltre preoccupazione per l’esito del raccolto mitaca, che a suo giudizio “non supererà il mezzo milione di sacchi, contro i 3 milioni degli anni anteriori”. Timore anche per il paventato incremento della contribución cafetera, il contributo sulle esportazioni (pari a 6 centesimi di dollaro per libbra) trattenuto da Fedecafé per finanziare le attività del Fondo Nacional del Café.

La federazione giustifica l’esigenza di un aumento alla luce della svalutazione del dollaro e sostiene che l’ammontare del contributo, tradotto in valuta locale, è pari a meno della metà rispetto a qualche anno fa.

Fedecafé afferma inoltre che la contribución non è una tassa, poiché il gettito incamerato va a diretto beneficio del settore. Ma i produttori obiettano che una maggiorazione del prelievo comprimerebbe ulteriormente i loro margini in un momento di grave difficoltà.

Qualsiasi variazione del contributo – fissato, nella sua entità attuale, nel 2007 (precedentemente era pari al 5% del prezzo rappresentativo dei caffè lavati colombiani) – va comunque approvata dal parlamento per poter essere operativa.

Volcafe, divisione caffè di ED&F Man Holdings, rileva anch’essa in un recente report lo scarso flusso commerciale sin qui generato dal raccolto mitaca, che ha peraltro risentito nelle ultime settimane del maltempo e delle festività pasquali.

Anche il trader elvetico appare pessimista quanto alle possibilità di ripresa della produzione colombiana, che nel 2011/12 – si legge ancora nel report – “raggiungerà a stento i 7 milioni di sacchi”.

BRASILE – Da governo e banche stanziamenti ingenti per finanziare il prossimo raccolto. Ancora incertezza per il basso livello delle precipitazioni nel Minas Gerais Vitória ospiterà una conferenza internazionale dedicata ai robusta

Intanto tutto il mondo del caffè guarda con attenzione agli sviluppi meteo nelle aree di produzione del Brasile dove sta per iniziare la lunga stagione di raccolto. Nel Minas Gerais ad aprile non è praticamente piovuto.

I dati monitorati da Somar rilevano valori pari ad appena il 5% delle medie stagionali. L’umidità accumulata a marzo, uno dei pochi mesi caratterizzati da un regime delle precipitazioni regolare, appare sufficiente, ma un ulteriore apporto favorirebbe lo sviluppo delle drupe garantendo migliori rese in termini quantitativi e qualitativi.

Nel periodo di raccolta sarà al contrario importante la presenza di condizioni di tempo secco, poiché l’umidità danneggerebbe i chicchi durante l’essiccazione. Le previsioni a lungo termine appaiono, in questo senso, favorevoli.

Soddisfazione per l’andamento meteo è stata espressa dai produttori dell’Espírito Santo, massimo stato produttore di caffè robusta. Le ultime settimane hanno visto piogge abbondanti, che migliorano ulteriormente le prospettive per l’imminente raccolto.

Il calo nei prezzi degli arabica, le cui attuali quotazioni sul mercato newyorchese sono inferiori di un terzo rispetto a 12 mesi fa, sta contribuendo a rallentare le vendite dei volumi restanti della produzione dell’annata trascorsa.

Secondo una stima dell’analista Safras & Mercado, il raccolto 2011/12 (conclusosi nell’ottobre dell’anno scorso) è stato sin commercializzato per l’86%, contro vendite pari al 90% del raccolto registrate l’anno scorso in questo stesso periodo, con una produzione nettamente maggiore.

Banco do Brasil, il massimo istituto di credito brasiliano, ha annunciato la scorsa settimana l’apertura di una linea di credito di 2 miliardi di reais (835 milioni di euro) per finanziare il prossimo raccolto di caffè. I finanziamenti saranno disponibili sin dal mese di giugno.

L’impegno del governo

Rilevantissimo l’impegno del governo di Brasilia, che stanzierà mezzi ingenti a sostegno dei produttori e per favorire un flusso di commercializzazione regolare e coordinato.

Una conferenza sui robusta Vitória, capitale dello stato di Espírito Santo, ospiterà dall’11 al 15 giugno una conferenza internazionale dedicata alla Coffea Canephora (nome scientifico della robusta), nella ricorrenza del centenario della sua introduzione in Brasile.

Pur essendo arrivata nell’ Espírito Santo un secolo fa, la robusta – varietà Capixaba Conilon – è prodotta commercialmente da appena una quarantina d’anni.

Promossa e patrocinata dal governo dello stato e dalle principali istituzioni scientifiche e di ricerca locali e nazionali, la conferenza ripercorrerà la storia della diffusione della Canephora in Brasile trattando inoltre di tutti gli aspetti scientifici e commerciali connessi a questa varietà.

È prevista la partecipazione di botanici, agronomi, esperti di mercato, che discuteranno di sviluppo e innovazione, qualità, competitività produttiva e sostenibilità, sulla base delle esperienze maturate in tutto il mondo.

Accordo Autogrill-Kimbo se l’espresso (napoletano) è fatto su misura

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Il logo Autogrill

MILANO – L’accordo tra Autogrill, la prima catena di caffetterie italiane, e Kimbo ha suscitato commenti tra gli addetti ai lavori, non tutti benevoli. Ora un articolo apparso nell’edizione di sabato del Corriere della Sera svela che all’origine dell’accordo c’è anche un’indagine dell’Ipsos secondo cui per tre Italiani su dieci, ma tra gli intervistati proprio per Autogrill, identificano il caffè espresso con Napoli.

Voi che cosa ne pensate? Se c’ è un rito al quale gli italiani non rinunciano nemmeno in tempo di crisi, lo dichiarano due su tre (e qualcosa di più tra chi viaggia), è quello del caffè. Il caffè che identifica l’Italia nel mondo quanto il Colosseo o la pizza.

Il caffè che è sinonimo di ricarica (soprattutto al Nord), di break (più al Centro), di socializzazione (al Sud) ma anche (trasversalmente) di tuffo in se stessi. Ma quale caffè? Sicuramente espresso.

E quale sarà l’espresso dell’accordo?

Un’ indagine condotta da Autogrill attraverso esperienze raccontate (1.800 interviste raccolte da Ipsos) e prove al bancone (2.500 assaggi di un caffè «misterioso») rivela che per gli italiani caffè vuol dire Napoli. E che l’ espresso non è più unico ma declinato secondo le esigenze di un particolare momento.

Da qui la scelta del gruppo leader nei servizi di ristorazione per chi viaggia di affidare a un marchio napoletano la messa a punto di una miscela ad hoc e direttamente ai suoi clienti la prova del nove: dagli inizi di marzo nei 600 bar italiani sotto l’ insegna della grande «A» (più di 120 milioni di caffè l’ anno) ha debuttato il caffè «made by» Kimbo, dalla prossima estate la nuova miscela approderà in altri 270 bar sparsi in Europa.

Una miscela di base unica che dà vita, come richiesto dagli stessi clienti, a tanti espresso a seconda dei diversi momenti

Così che al «mi dia un espresso» è subentrato il «mi dia quell’ espresso»: il Quotidiano, l’ espresso energizzante del mattino; il Racconto, le edizioni limitate à la carte (a partire dal Prezioso, tostatura media con sentori di spezie, liquirizia e pepe); il Romanzo, l’ espresso goloso arricchito da panna, riccioli di cioccolato, nocciola. Tra tutti è quest’ ultimo, «coccola irrinunciabile» in un momento di crisi, il caffè che ha registrato l’ aumento più forte nelle vendite di Pasqua.

Del resto più della metà degli italiani va a prendere l’ espresso fuori casa almeno una volta la settimana (in prevalenza persone tra i 45 e i 54 anni, residenti nel Nordovest e nel Centro Italia, soprattutto in provincia). Per uno su tre è un rito quotidiano, per chi viaggia un rito sacro. Le loro storie in miniatura, Storie di caffè in 150 caratteri, fino a metà maggio verranno raccolte in Rete (www.storiedicaffe.it). Le più votate potranno essere lette da luglio sulle bustine di zucchero Autogrill. Un rito nel rito.

Alessandra Mangiarotti

CMA, la Wmf punta al raddoppio del fatturato e al primo posto tra i produttori di macchine

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wmf
Il logo Wmf

SUSEGANA (Treviso) – Raddoppio del fatturato, nuovi investimenti e raggiungimento del primo posto nella produzione delle macchine da caffè. Ecco i tre obiettivi come sono stati presentati a dipendenti e sindacati dalla dirigenza della Cma di Susegana, passata dallo scorso 4 aprile in mano alla Wmf, colosso tedesco dei prodotti per la casa che ha pagato 35 milioni alla famiglia Dal Tio, titolare della fabbrica trevigiana produttrice dei marchi Astoria e Wega.

Wmf fa nuovi investimenti per mantenere la leadership

L’accordo con i tedeschi dovrebbe concludersi entro settembre, quando sarà finita la fase di due diligence, operazione attraverso la quale la Wmf sta analizzando tutti i dati economici della Cma, sulla quale verranno puntati milioni di euro in investimenti con prospettiva di aumento dell’organico.

«Abbiamo ricevuto tutte le rassicurazioni del caso» dichiara Loris Scarpa della Fiom Cgil «Il subentro dei tedeschi avrà ricadute positive sul lavoro.

Le ipotesi sul futuro

Le ipotesi parlano già di aumento della produzione sia delle macchine tradizionali da caffè, sia per quelle automatiche, e potranno avvantaggiarsi della distribuzione su larga scala assicurata dalla vasta rete commerciale della Wmf, che punta a superare la Cimbali, primo operatore del comparto».

Le preoccupazioni iniziali manifestate dai 160 dipendenti attivi a Susegana, lasciati all’oscuro fino all’ultimo dell’accordo ora in essere, si sono dissipate in attesa di conoscere però il nuovo piano industriale, che dovrebbe mettere il turbo ai conti della Cma.

L’azienda gode già di buona salute, con un fatturato passato dai 29,6 milioni del 2009 ai 37,9 milioni del 2010, il 28% in più, giunto alla soglia dei 50 milioni a fine 2011.

Storia dell’azienda

Una realtà del metalmeccanico fondata nel 1969 da Nello Dal Tio (classe 1937) passata dalla piccola attività artigianale a volumi produttivi industriali con oltre 25.000 macchine sfornate ogni anno dalla fabbrica di Susegana.

Un pezzo importante dell’industria della Marca che ha saputo coniugare la produzione di macchine tradizionali a quelle completamente automatiche di nuova generazione, motore di un successo commerciale sia in Italia che all’estero.

Resta ancora da capire quale sarà il ruolo della famiglia Dal Tio, una volta giunto a compimento il processo di acquisizione.

I figli di Nello, Roberto e Sonia, sono rispettivamente amministratore delegato delle consociate Geec negli Stati Uniti e della Wega Srl in Italia, e risultano avere il 20% ciascuno delle azioni Cma.

La Württembergische Metallwarenfabrik fattura poco meno di un miliardo di euro l’anno. Le macchine da caffè valgono un terzo del giro d’affari, il resto deriva dalla produzione di pentole e posate.

Bulgaria: è ufficiale il totale divieto di fumare nei bar e ristoranti

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Divieto di fumo bulgaria
Divieto di fumo negli esercizi pubblici

MILANO – Il parlamento bulgaro ha approvato ieri gli emendamenti alla legge per la salute, che sanciscono il totale divieto di fumare nei luoghi pubblici, compresi bar e ristoranti. Sarà proibito fumare anche in alcuni luoghi all’aperto, come per esempio nei cortili delle scuole. La legge dovrebbe entrare in vigore a partire dal primo giugno prossimo. Attualmente nei bar e nei pubblici esercizi della Bulgaria è permesso fumare in apposite zone ben ventilate.

Bulgaria dice addio al fumo nei locali

Negli emendamenti alla legge è previsto anche il divieto di vendita di energy drink ai minori di 18 anni. Secondo dati del ministero della sanità, i fumatori regolari in Bulgaria sono circa tre milioni (su poco più di 7,5 milioni di abitanti) dei quali il 57% sono uomini e il 43% donne. Con ciò, la Bulgaria si piazza nella Ue al secondo posto, dopo la Grecia, per numero di fumatori

Harry’s Bar: arrivato l’accordo con i dipendenti del locale di Cipriani

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Harry’s Bar logo insegna storica
L'insegna dello storico locale

VENEZIA – Firmato ieri a Venezia il contratto integrativo dell’Harry’s bar di Arrigo Cipriani. L’accordo è maturato all’Ufficio provinciale del lavoro ed ha siglato la pace tra i tavoli del più noto locale della città lagunare. Come si ricorderà la vertenza riguardava i compensi del personale. La trattativa, a tratti aspra, aveva portato parte degli addetti del ristorante, a cominciare dai camerieri, ad uno sciopero, costringendo lo stesso Cipriani a servire ai tavoli per non deludere i clienti.

Harry’s bar, trattativa conclusa

Ora, dopo un paio di mesi di trattativa e due giornate di sciopero, le parti hanno chiuso l’accordo, mantenendo una parte di stipendio fisso, sulla base del contratto nazionale del turismo, ed una a percentuale, così come avveniva nel precedente accordo che risaliva al 2009. Il patto siglato ieri ha valore triennale con verifiche annuali per le quali vale la formula del silenzio assenso.

Vending machines: in Giappone, l’emergenza di più malfunzionamenti

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caffè in lattina giappone vending machine
In Giappone il caffè ai distributori automatici...ma in lattina

MILANO – Il Giappone è una terra di convenienze (cambio permettendo), molte delle quali sono fornite dai numerosi distributori automatici. In effetti, contando tutti i distributori automatici in Giappone, si arriva a quasi 5,5 milioni per una popolazione di 127 milioni. La metà di questi sono quelli classici di bevande varie, ma ci sono anche vending machine per rasoi e calzini, per non parlare di quelli che vi vendono banane o mele. Un problema che si è presentato ultimamente, a seguito dello tsunami nelle aree del Tohoku, è l’impossibilità di ottenere le bevande dalle vending machines, senza romperle. Anche se inizialmente viene da chiedersi se non ci siano problemi più urgenti a cui pensare per quelle zone, in un secondo momento si realizza come in una situazione di emergenza, una vending machine funzionante potrebbe quasi salvare la vita, mettendo a disposizione acqua pulita e non solo.

Vending machines: il nuovo modello sviluppato dalla ditta Saden, che presenta una manovella di emergenza

Ovviamente i macchinari funzionando a corrente elettrica, sarebbero inutilizzabili in caso di disastri come quello passato, e quindi si è pensato di utilizzare un sistema a manovella che possa ricaricare la macchina e rimetterla in funzione. Come vedrete nel video, non è un compito facile, perché ci vogliono ben settanta giri per raggiungere la piena potenza della macchina e poter prelevare fino a sette bottiglie, prima di dover fare una nuova ricarica. Anche se molte macchine sono progettate per erogare bevande gratuite durante le emergenze, non sono di grande utilità senza elettricità.

La Coca-Cola ha cercato di risolvere il problema elettrico sfruttando l’energia solare

Ma in un ambiente urbano come può essere quello di Tokyo, risulterebbe quasi inutile, quindi a quanto pare questa sembra essere la soluzione migliore in caso di emergenza. Per vedere il video http://www.youtube.com/watch?v=kDaQR4NudKw&feature=player_embedded

Kimbo: party per 100 persone per la migliore dei k-people

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caffè Kimbo Carrè Noir
Logo Kimbo

KIMBO – Un party per 100 persone per la migliore dei k-people ROMA – Oggi avrà una festa tutta dedicata a lei con 100 amici, il 13 aprile, in uno dei locali più alla moda di Roma: è Emanuela Errichi, 25 anni di Isola dei Liri (Frosinone). Cosa ha fatto di speciale per meritarsi questo evento? Ha dimostrato di avere una straordinaria forza della personalità positiva, vincendo il concorso “Sei un tipo K People”, promosso tra il pubblico del Kimbo Coffee Hour Lounge, che è stato allestito all’Hotel Majestic di Roma dal 4 ottobre al 4 novembre 2011. Tra le 15.000 persone che in un mese hanno sorseggiato una tazza di caffè in questo temporary lounge realizzato da Kimbo c’era anche lei e come molti ha cominciato il cammino verso il suo premio compilando il test “Scopri se sei un tipo K People” realizzato per Kimbo dal Sociologo Enrico Finzi che misurava la naturale forza positiva della personalità: la capacità di aggregare gli altri grazie alla propria influenza personale. In due parole essere un “Key-People”.

Kimbo premia i suoi affezionati

Emanuela Errichi ha fatto di più: ha dimostrato anche la propria forza della personalità in una prova aperta a tutti di fronte ad una telecamera ed è stata così convincente da vincere. Emanuela, che si è Laureata nel 2009 in Scienze della Comunicazione all’Università degli Studi di L’Aquila, si sta specializzando in Comunicazione di Impresa alla Sapienza di Roma e sta già lavorando in stage per un’azienda del Lazio. Per il momento l’attende l’evento offerto da Kimbo.

Emanuela ha voluto che il suo Coffee Hour Party si trasformasse in quella festa di Laurea che tanti impegni non le hanno ancora permesso di realizzare

E che non fosse solo la “sua” di festa. «Vorrei che il mio party si trasformasse in un’occasione per condividere con amici o colleghi eventi che non sono stati festeggiati a dovere – spiega – e se qualcuno degli invitati avesse qualcosa da festeggiare, che lo portasse con sé». Ora il suo desiderio si è realizzato. Al White di Roma, la discoteca scelta per l’evento, dove ha invitato amici e compagni di corso.

Info Café do Brasil S.p.A. Tel:+39 0817011200 www.kimbo.it

Nespresso, il paradosso: ecco il parere di Andrea Denaro

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nespresso Eric Favre capsule
Logo Nespresso

MILANO – Da italiano non ho remore nel dire che è veramente un ottimo caffè, così come è grandioso il posizionamento che hanno dato al brand con i loro shop mono marca. Si vede che è stato fatto anche un ottimo lavoro di service design, progettando, qualche anno fa, con attenzione tutte le fasi della customer experience. Tuttavia quello che proprio non capisco è perché giorno per giorno uno sia sempre più invogliato a non comprare il caffè Nespresso? La vita di oggi è sempre più frenetica, almeno per me, ed il tempo è il vero lusso. Un caffè, almeno per noi italiani, è un diritto più che un piacere. Non potete complicarmi la vita per bere un caffè!

Nespresso, la location dei negozi

A Roma ci sono decine di negozi di elettrodomestici che vendono le macchine Nespresso, ma solo 4 che vendono le cialde. Attenzione che se 4 può sembrare un numero discreto, ci tengo a specificare che sono tutti in posti particolarmente non accessibili (in centri commerciali o gallerie dove è impossibile parcheggiare) e quindi servono solo un ristretto numero di abitanti nelle zone proprio più limitrofe. Tempo fa ho trovato le cialde compatibili al super mercato e le ho comprate subito!

La fila

Oggi sono andato per comprare le cialde e dopo aver girato almeno 20 minuti prima di trovare un parcheggio (20 minuti!) sono entrato in uno dei corner Nespresso (recentemente raddoppiato in quanto a dimensioni) ed ho trovato una fila di 27 persone prima di me… 27 persone! Ho mollato e me ne sono andato.

Lo shop online

L’ordine online è la formula più comoda dirà qualcuno. Vero, io sono un fan del commercio elettronico, ma il caffè è come le sigarette: ti accorgi che sta per finire… solo quando è finito! E con tutti i problemi che ho, onestamente non mi va di pensare anche a controllare con regolarità il caffè. Peraltro Amazon consegna a 24 ore, cosa che decisamente al Nespresso non fa. In pratica mi sento oppresso dalla Nespresso. Diciamo pure che nella vita esistono problemi più seri, ma io mi occupo di comunicazione e quindi mi da proprio fastidio vedere un ottimo prodotto come questo perdersi in un bicchiere d’acqua. Perché non scegliere, così come per le macchine, distributori per le Cialde più presenti sul territorio? O perché non fare una semplice funzione di riordino automatico online per cui in base al numero di cialde acquistato la Nespresso mi suggerisce di ricomprarle? O un servizio Concierge di emergenza che consegna in giornata? Insomma di soluzioni ce ne sono tante; raggiungere la cresta dell’onda è difficile, ma restarci molto molto di più!

di Andrea Denaro

Fonte: andreadenaro.com