martedì 20 Gennaio 2026
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Rancilio, Kryo 65: il primo macinadosatore con il sistema di raffreddamento della camera di macinazione

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macinadosatore Kryo 65
Macinadosatore Kryo 65, Rancilio

MILANO – KRYO 65, presentato in occasione di Host 2011, è il primo macinadosatore dotato di un innovativo sistema di raffreddamento della camera di macinazione. Questa soluzione brevettata da Rancilio Lab è la risposta alla maggiore criticità del processo di macinatura: il surriscaldamento del caffè dovuto all’azione delle macine. La macinatura è infatti una delle operazioni più delicate ed importanti per una corretta estrazione del caffè espresso.

KRYO 65 è stato studiato in tutti i minimi dettagli per garantire la massima qualità in ogni passaggio di trasformazione del caffè

Il raffreddamento della camera di macinazione avviene tramite un’alettatura in alluminio pressofuso che abbraccia a 360 gradi la camera di macinazione, estraendo e dissipando il calore provocato dall’attrito generato dall’azione meccanica delle macine. In questo modo si riducono considerevolmente le temperature di esercizio lasciando integre le proprietà organolettiche del caffè macinato. I plus del nuovo KRYO 65 sono molteplici. Macine rigorosamente in acciaio e a lunga durata grazie allo speciale trattamento termico “ThermoSteel”. Tramoggia realizzata in policarbonato alimentare resistente agli urti facilmente asportabile e self-standing.

Manopola di regolazione della macinatura evidenziata in arancione, un tocco di stile altamente funzionale. Permette infatti una regolazione micrometrica nel settaggio della granulometria desiderata. Leva del dosatore SoftGrip, confortevole al tatto e di facile utilizzo, e un nuovo sistema di dosatura garantiscono precisione e costanza delle dosi programmate. Stile ma soprattutto ergonomia si ritrovano anche nella forcella di posizionamento del portafiltro con funzione autocentrante e nel pressino. Un ampio vassoietto di raccolta facilmente asportabile. Funzionalità, ergonomia, forme dinamiche, materiali pregiati e resistenti.
Il giusto mix concentrato in un unico prodotto: il nuovo KRYO 65.
Info: www.rancilio.com

Nielsen, l’indagine: il consumatore socialmente consapevole esiste

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nielsen consumatori consapevoli
Il logo Nielsen

MILANO – Secondo un nuovo studio condotto da Nielsen, azienda leader globale nelle misurazioni e analisi relative ad acquisti e consumi, a utilizzo e modalità di esposizione ai media, a livello mondiale i consumatori socialmente consapevoli sono giovani (il 63% è di età inferiore ai 40 anni), consultano i social media quando devono prendere decisioni d’acquisto e si preoccupano di questioni ambientali, educative e di alimentazione.

L’indagine Global Corporate Citizenship di Nielsen

Condotta intervistando oltre 28.000 utenti internet in 56 Paesi, dimostra che il 46% dei consumatori globali è disposto a pagare di più per prodotti e servizi di aziende che hanno sviluppato programmi di responsabilità sociale, consumatori che Nielsen definisce “socialmente consapevoli”. “È chiaro che l’impegno delle aziende nella responsabilità sociale viene apprezzato da un gruppo specifico di consumatori”, afferma Nic Covey, Vice President di Nielsen Cares, il programma globale Nielsen di responsabilità sociale. “I responsabili marketing devono sapere chi sono questi consumatori per poter massimizzare il ritorno degli investimenti economici e sociali. In questo modo le aziende possono impegnarsi in iniziative di impatto sociale che si rivolgano ai consumatori giusti, promuovendo le iniziative più rilevanti attraverso i canali più adatti.”

Consumatori globali socialmente consapevoli: età

L’indagine Nielsen mostra che, nel complesso, i consumatori più giovani sono maggiormente disposti a spendere di più per prodotti e servizi di aziende socialmente responsabili. Il 50% degli intervistati tra i 15 e i 39 anni pagherebbero un extra per tali prodotti e servizi, rispetto al 37% degli intervistati di età superiore ai 40 anni. In particolare, per quanto riguarda i consumatori socialmente consapevoli, i risultati Nielsen dimostrano che il 63% di essi ha meno di 40 anni. Consumatori globali socialmente consapevoli: territorio I consumatori in Asia Pacifico (55%), Medio Oriente e Africa (53%) e America Latina (49%) sono maggiormente disposti a pagare di più per prodotti e servizi di aziende socialmente responsabili rispetto ai consumatori in Nord America (35%) ed Europa (32%). Secondo l’indagine Nielsen, la più alta concentrazione di consumatori socialmente consapevoli è nelle Filippine, dove il 68% degli intervistati si dichiara disposto a pagare un extra per tali prodotti, mentre la concentrazione più bassa è nei Paesi Bassi, dove solo il 21% degli intervistati ha indicato la propria disponibilità a spendere più. In Europa, l’Italia si posiziona al primo posto con il 38% dei consumatori che dichiarano di essere disposti a pagare di più, seguita da Germania (32%), Spagna (31%), Francia e Gran Bretagna (entrambe 27%).

Le cause più importanti per il consumatore globale socialmente consapevole

Tra le 18 cause prese in considerazione, Nielsen rileva che, a livello globale, gli intervistati socialmente consapevoli considerano prioritari i programmi, attuati dalle aziende, riguardanti la sostenibilità ambientale (66%), i miglioramenti apportati a scienza, tecnologia, educazione tecnica e matematica (56%) e l’eliminazione della povertà estrema e della fame (53%). In Italia la prima causa è la creazione di posti di lavoro ben remunerati (69%), a cui seguono la sostenibilità ambientale (57%), i miglioramenti apportati a scienza, tecnologia, educazione tecnica e matematica (48%) e l’eliminazione della povertà estrema e della fame (45%). “Sapere quali sono le cause più importanti per il consumatore socialmente consapevole può aiutare le aziende a dare priorità agli investimenti sociali”, ha dichiarato Covey. “Il passo successivo è quello di capire esattamente quali cause sono rilevanti per i singoli clienti di un brand.”

Raggiungere il consumatore globale socialmente consapevole

Secondo l’indagine Nielsen, quando si tratta di brand e pubblicità, i consumatori globali socialmente attenti si fidano dei consigli da parte di persone che conoscono (95%) e cercano pareri e informazioni pubblicate online da altri consumatori (76%). I consumatori socialmente consapevoli sono, inoltre, più propensi, rispetto ad altri partecipanti alla ricerca, a utilizzare i social media per prendere decisioni d’acquisto (59% rispetto al 46% sul totale degli intervistati). “Per permettere che le attività di marketing sociale influenzino le vendite, i clienti devono prima di tutto essere consapevoli dell’impegno effettivo dell’azienda”, continua Covey. “La ricerca Nielsen dimostra che i social media sono uno strumento fondamentale per l’effettiva riuscita di una strategia di marketing sociale.”

Informazioni sulla Global Nielsen Survey

L’indagine globale Corporate Citizenship di Nielsen è stata condotta tra il 31 agosto e il 16 settembre 2011 intervistando oltre 28.000 consumatori in 56 Paesi in Europa, America Latina, Medio Oriente, Africa, Nord America e Asia-Pacifico. Il campionamento degli intervistati, è stato selezionato in base all’età e sesso nei singoli Paesi in base all’uso di Internet, è ponderato per essere rappresentativo degli utenti di Internet e ha un margine di errore massimo di ±0,6%. L’indagine Nielsen si basa sul comportamento degli intervistati con accesso solo online. I tassi di penetrazione di internet variano da Paese a Paese. L’inclusione dei singoli Paesi nell’indagine avviene sulla base di uno standard minimo del 60% della penetrazione di Internet o di 10 milioni di utenti online. La Global Nielsen Survey è nata nel 2005.

LA SCHEDA SINTETICA NIELSEN
Nielsen Holdings N.V. (NYSE: NLSN) è un’azienda globale con posizione di leadership nelle misurazioni e informazioni di marketing relative a consumer, retail, advertising, televisione, internet, mobile e altri media. È presente in oltre 100 Paesi con sede a New York, USA e Diemen, Olanda.
Per maggiori informazioni: www.nielsen.com/it

Bulgaria, divieto totale di fumo nei bar

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bulgaria
Bandiera bulgara

MILANO – Il parlamento bulgaro ha approvato ieri gli emendamenti alla legge per la salute, che sanciscono il totale divieto di fumare nei luoghi pubblici, compresi bar e ristoranti. Sarà proibito il fumo anche in alcuni luoghi all’aperto, come per esempio nei cortili delle scuole. La legge sul fumo dovrebbe entrare in vigore a partire dal primo giugno prossimo. Attualmente nei bar e nei pubblici esercizi della Bulgaria è permesso fumare in apposite zone ben ventilate.

Bulgaria: nei bar, no alla sigaretta

Negli emendamenti alla legge è previsto anche il divieto di vendita di energy drink ai minori di 18 anni. Secondo dati del ministero della sanità, i fumatori regolari in Bulgaria sono circa tre milioni (su poco più di 7,5 milioni di abitanti) dei quali il 57% sono uomini e il 43% donne. Con ciò, la Bulgaria si piazza nella Ue al secondo posto, dopo la Grecia, per numero di fumatori.

Venezia, siglata la pace all’Harry’s Bar Cipriani-dipendenti

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Harry’s Bar logo insegna storica
L'insegna dello storico locale

MILANO – Firmata a Venezia la trattativa integrativa dell’Harry’s bar di Arrigo Cipriani. L’accordo è maturato all’Ufficio provinciale del lavoro e la pace è stata siglata tra i tavoli del più noto locale della città lagunare. Come si ricorderà la vertenza riguardava i compensi del personale. La trattativa, a tratti aspra, aveva portato parte degli addetti del ristorante, a cominciare dai camerieri, ad uno sciopero, costringendo lo stesso Cipriani a servire ai tavoli per non deludere i clienti.

Harry’s bar, chiusa la trattativa

Ora, dopo un paio di mesi di trattativa e due giornate di sciopero, la trattativa è stata siglata, mantenendo una parte di stipendio fisso, sulla base del contratto nazionale del turismo, ed una a percentuale, così come avveniva nel precedente accordo che risaliva al 2009. Il patto siglato ha valore triennale con verifiche annuali per le quali vale la formula del silenzio assenso.

Giappone, ecco il vending d’emergenza per milioni di persone

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caffè in lattina giappone vending machine
In Giappone il caffè ai distributori automatici...ma in lattina

TOKYO – Il Giappone è una terra di convenienze (cambio permettendo), molte delle quali sono fornite dai numerosi distributori automatici. In effetti, contando tutti i distributori automatici in Giappone, si arriva a quasi 5,5 milioni per una popolazione di 127 milioni. La metà di questi sono quelli classici di bevande varie, ma ci sono anche vending machine per rasoi e calzini, per non parlare di quelli che vi vendono banane o mele.

Un problema che si è presentato ultimamente, a seguito dello tsunami nelle aree del Tohoku, è l’impossibilità di ottenere le bevande dalle vending machines, senza romperle. Anche se inizialmente viene da chiedersi se non ci siano problemi più urgenti a cui pensare per quelle zone, in un secondo momento si realizza come in una situazione di emergenza, una vending machine funzionante potrebbe quasi salvare la vita, mettendo a disposizione acqua pulita e non solo. Ed ecco un nuovo modello di vending machine, sviluppato dalla ditta Saden, che presenta una manovella di emergenza.

Vending machine: l’emergenza rientra

Ovviamente i macchinari funzionando a corrente elettrica, sarebbero inutilizzabili in caso di disastri come quello passato, e quindi si è pensato di utilizzare un sistema a manovella che possa ricaricare la macchina e rimetterla in funzione. Come vedrete nel video, non è un compito facile, perché ci vogliono ben settanta giri per raggiungere la piena potenza della macchina e poter prelevare fino a sette bottiglie, prima di dover fare una nuova ricarica. Anche se molte macchine sono progettate per erogare bevande gratuite durante le emergenze, non sono di grande utilità senza elettricità.

La Coca-Cola ha cercato di risolvere il problema elettrico sfruttando l’energia solare, ma in un ambiente urbano come può essere quello di Tokyo, risulterebbe quasi inutile, quindi a quanto pare questa sembra essere la soluzione migliore in caso di emergenza.

Per vedere il video http://www.youtube.com/watch?v=kDaQR4NudKw&feature=player_embedded

Nespresso: tutti vogliono le sue capsule, ma quanto è faticoso acquistarle

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nespresso Eric Favre capsule
Logo Nespresso

MILANO – Il paradosso di Nespresso: il successo fa male di Andrea Denaro “Da italiano non ho remore nel dire che è veramente un ottimo caffè, così come è grandioso il posizionamento che hanno dato al brand con i loro shop mono marca. Si vede che è stato fatto anche un ottimo lavoro di service design, progettando, qualche anno fa, con attenzione tutte le fasi della customer experience. Tuttavia quello che proprio non capisco è perché giorno per giorno uno sia sempre più invogliato a non comprare il caffè Nespresso?”

Nespresso: che cosa c’è dietro il suo successo?

La vita di oggi è sempre più frenetica, almeno per me, ed il tempo è il vero lusso. Un caffè, almeno per noi italiani, è un diritto più che un piacere 🙂 Non potete complicarmi la vita per bere un caffè! La location dei negozi A Roma ci sono decine di negozi di elettrodomestici che vendono le macchine Nespresso, ma solo 4 che vendono le cialde! Attenzione che se 4 può sembrare un numero discreto, ci tengo a specificare che sono tutti in posti particolarmente non accessibili (in centri commerciali o gallerie dove è impossibile parcheggiare) e quindi servono solo un ristretto numero di abitanti nelle zone proprio più limitrofe.

Tempo fa ho trovato le cialde compatibili al super mercato e le ho comprate subito!

La fila

Oggi sono andato per comprare le cialde e dopo aver girato almeno 20 minuti prima di trovare un parcheggio (20 minuti!) sono entrato in uno dei corner Nespresso (recentemente raddoppiato in quanto a dimensioni) ed ho trovato una fila di 27 persone prima di me… 27 persone! Ho mollato e me ne sono andato.

Lo shop online Nespresso

L’ordine online è la formula più comoda dirà qualcuno. Vero, io sono un fan del commercio elettronico, ma il caffè è come le sigarette: ti accorgi che sta per finire… solo quando è finito! E con tutti i problemi che ho, onestamente non mi va di pensare anche a controllare con regolarità il caffè 🙂 Peraltro Amazon consegna a 24 ore, cosa che decisamente al Nespresso non fa. In pratica mi sento oppresso dalla Nespresso. Diciamo pure che nella vita esistono problemi più seri, ma io mi occupo di comunicazione e quindi mi dà proprio fastidio vedere un ottimo prodotto come questo perdersi in un bicchiere d’acqua.

Perché non scegliere, così come per le macchine, distributori per le cialde più presenti sul territorio?

O perché non fare una semplice funzione di riordino automatico online per cui in base al numero di cialde acquistato la Nespresso mi suggerisce di ricomprarle?

O un servizio Concierge di emergenza che consegna in giornata? Insomma di soluzioni ce ne sono tante; raggiungere la cresta dell’onda è difficile, ma restarci molto molto di più! Fonte: andreadenaro.com

Indagine Nielsen: ma il consumatore socialmente consapevole (anche di caffè) c’è

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nielsen consumatori consapevoli
Il logo Nielsen

MILANO – Secondo un nuovo studio condotto da Nielsen, azienda leader globale nelle misurazioni e analisi relative ad acquisti e consumi, a utilizzo e modalità di esposizione ai media, a livello mondiale i consumatori globali socialmente consapevoli sono giovani (il 63% è di età inferiore ai 40 anni), consultano i social media quando devono prendere decisioni d’acquisto e si preoccupano di questioni ambientali, educative e di alimentazione.

L’indagine Global Corporate Citizenship di Nielsen, condotta intervistando oltre 28.000 utenti internet in 56 Paesi, dimostra che il 46% dei consumatori globali è disposto a pagare di più per prodotti e servizi di aziende che hanno sviluppato programmi di responsabilità sociale, consumatori che Nielsen definisce “socialmente consapevoli”.

“È chiaro che l’impegno delle aziende nella responsabilità sociale viene apprezzato da un gruppo specifico di consumatori”, afferma Nic Covey, Vice President di Nielsen Cares, il programma globale Nielsen di responsabilità sociale.

“I responsabili marketing devono sapere chi sono questi consumatori per poter massimizzare il ritorno degli investimenti economici e sociali. In questo modo le aziende possono impegnarsi in iniziative di impatto sociale che si rivolgano ai consumatori giusti, promuovendo le iniziative più rilevanti attraverso i canali più adatti.”

Consumatori globali socialmente consapevoli: età

L’indagine Nielsen mostra che, nel complesso, i consumatori più giovani sono maggiormente disposti a spendere di più per prodotti e servizi di aziende socialmente responsabili.

Il 50% degli intervistati tra i 15 e i 39 anni pagherebbero un extra per tali prodotti e servizi, rispetto al 37% degli intervistati di età superiore ai 40 anni.

In particolare, per quanto riguarda i consumatori socialmente consapevoli, i risultati Nielsen dimostrano che il 63% di essi ha meno di 40 anni.

Consumatori globali socialmente consapevoli: territorio

I consumatori in Asia Pacifico (55%), Medio Oriente e Africa (53%) e America Latina (49%) sono maggiormente disposti a pagare di più per prodotti e servizi di aziende socialmente responsabili rispetto ai consumatori in Nord America (35%) ed Europa (32%).

Secondo l’indagine Nielsen, la più alta concentrazione di consumatori socialmente consapevoli è nelle Filippine, dove il 68% degli intervistati si dichiara disposto a pagare un extra per tali prodotti, mentre la concentrazione più bassa è nei Paesi Bassi, dove solo il 21% degli intervistati ha indicato la propria disponibilità a spendere più.

In Europa, l’Italia si posiziona al primo posto con il 38% dei consumatori che dichiarano di essere disposti a pagare di più, seguita da Germania (32%), Spagna (31%), Francia e Gran Bretagna (entrambe 27%).

Le cause più importanti per il consumatore globale socialmente consapevole

Tra le 18 cause prese in considerazione, Nielsen rileva che, a livello globale, gli intervistati socialmente consapevoli considerano prioritari i programmi, attuati dalle aziende, riguardanti la sostenibilità ambientale (66%), i miglioramenti apportati a scienza, tecnologia, educazione tecnica e matematica (56%) e l’eliminazione della povertà estrema e della fame (53%).

In Italia la prima causa è la creazione di posti di lavoro ben remunerati (69%), a cui seguono la sostenibilità ambientale (57%), i miglioramenti apportati a scienza, tecnologia, educazione tecnica e matematica (48%) e l’eliminazione della povertà estrema e della fame (45%).

“Sapere quali sono le cause più importanti per il consumatore socialmente consapevole può aiutare le aziende a dare priorità agli investimenti sociali”, ha dichiarato Covey.

“Il passo successivo è quello di capire esattamente quali cause sono rilevanti per i singoli clienti di un brand.”

Raggiungere il consumatore globale socialmente consapevole

Secondo l’indagine Nielsen, quando si tratta di brand e pubblicità, i consumatori globali socialmente attenti si fidano dei consigli da parte di persone che conoscono (95%) e cercano pareri e informazioni pubblicate online da altri consumatori (76%).

I consumatori socialmente consapevoli sono, inoltre, più propensi, rispetto ad altri partecipanti alla ricerca, a utilizzare i social media per prendere decisioni d’acquisto (59% rispetto al 46% sul totale degli intervistati).

“Per permettere che le attività di marketing sociale influenzino le vendite, i clienti devono prima di tutto essere consapevoli dell’impegno effettivo dell’azienda”, continua Covey.

“La ricerca Nielsen dimostra che i social media sono uno strumento fondamentale per l’effettiva riuscita di una strategia di marketing sociale.”

Informazioni sulla Global Nielsen Survey

L’indagine globale Corporate Citizenship di Nielsen è stata condotta tra il 31 agosto e il 16 settembre 2011 intervistando oltre 28.000 consumatori in 56 Paesi in Europa, America Latina, Medio Oriente, Africa, Nord America e Asia-Pacifico.

Il campionamento degli intervistati, è stato selezionato in base all’età e sesso nei singoli Paesi in base all’uso di internet, è ponderato per essere rappresentativo degli utenti e ha un margine di errore massimo di ±0,6%. L’indagine Nielsen si basa sul comportamento degli intervistati con accesso solo online.

I tassi di penetrazione di internet variano da Paese a Paese. L’inclusione dei singoli Paesi nell’indagine avviene sulla base di uno standard minimo del 60% della penetrazione di Internet o di 10 milioni di utenti online.

LA SCHEDA SINTETICA NIELSEN

Nielsen Holdings N.V. (NYSE: NLSN) è un’azienda globale, nata nel 2005,  con posizione di leadership nelle misurazioni e informazioni di marketing relative a consumer, retail, advertising, televisione, internet, mobile e altri media. E’ presente in oltre 100 Paesi con sede a New York, USA e Diemen, Olanda.

Palermo, anche il bar del Palazzo di giustizia preso di mira dai cassieri della mafia: 2 in galera

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Palermo
La città di Palermo

MILANO – La realtà supera spesso la fantasia. È accaduto a Palermo. Dove, tra i bar di proprietà di un commerciante che ha denunciato l’estorsione subita da Benedetto Marciante e Gianfranco Cutrera, c’è anche quello all’interno del Palazzo di giustizia di Palermo. Un particolare che non ha scoraggiato gli indagati.

I mafiosi dell’Acquasanta avevano avvicinato il titolare dei bar sfruttando la mediazione i due parenti della vittima. Si tratta di Francesco e Michele Lo Valvo, padre e figlio, di 73 e 45 anni. Per entrambi è scattato un provvedimento di fermo.

Per convincerlo a pagare l’imprenditore è stato pure picchiato.

A quel punto, dicono gli investigatori, ha capito di non avere altra via di uscita ed ha accettato di collaborare con i carabinieri.

Stampante di cioccolato? Non è una fantasia, ma una realtà in 3D

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barrette di cioccolato fondente anti-invecchiamento diabetici vegano art & ciocc temperare stampante
Yumiko Saimura, 33 anni, originaria di Kobe, in Giappone, è la nuova campionessa italiana di cioccolateria.

MILANO – Il cioccolato, croce e delizia di milioni di golosi in tutto il mondo! Mangiarne troppo fa male, soprattutto alla linea, mentre consumarne il giusto quantitativo sembra faccia bene all’umore, alla pressione, al cuore e, alcuni studi scientifici sostengono possa giovare anche ai denti. È dunque davvero dolce scoprire che dalla fine del mese di aprile chiunque potrà acquistare la propria stampante per il cioccolato. Proprio quest’estate si era parlato di questa stravagante stampante, sviluppata dai ricercatori britannici dell’University of Exeter, guidati dal professor Liang Hao.

Già allora i ricercatori avevano presentato una stampante capace di creare delle deliziose sculture di cioccolato in tre dimensioni, partendo da un modello generato al computer da un sistema CAD appositamente progettato.

I ricercatori avevano dunque promesso che in capo a un anno avrebbero perfezionato il dispositivo e lo avrebbero commercializzato, nella speranza di dar vita a un nuovo business, online e offline, di creazioni artistiche dal sapore inebriante.

La squadra di scienziati ha dunque mantenuto la parola data e il Dr. Liang Hao ha confermato la costituzione della società Choc Edge che commercializzerà il prodotto

Grazie alle ingenti dimostrazioni di interesse da parte di molti rivenditori mondiali. Fino ad ora, la stampa tridimensionale è sempre stata una tecnica ben consolidata con una gran varietà di materiali, dalla plastica, al legno fino al metallo. Mai nessuno aveva pensato che le tecniche di estrusione 3D potessero venire applicate anche al cioccolato. Eppure, questa ciocco-stampante è capace di dare vita a qualsiasi scultura di cacao, la cui dimensione e forma sono limitati solo dalla fantasia del cuoco-disegnatore.

Infatti, grazie ad un apposito sistema di misurazione della temperatura, il cioccolato viene riscaldato e depositato secondo il modello 3D computerizzato strato dopo strato, senza la necessità di un utensile di stampaggio. Man a mano che il cioccolato si deposita lungo le sezioni trasversali della scultura, quello sottostante solidifica dando così corpo alla struttura. Secondo i ricercatori, la stampante è stata resa ancora più semplice da usare. È sufficiente infatti sciogliere il cioccolato, riempirne una siringa e lanciare la stampa. Gli scarti della lavorazione, ovviamente, si mangiano e i costi di produzione delle stampe sono notevolmente bassi, anche a seconda delle qualità di cioccolato che si vuole utilizzare.

Porano: la giornata passata al bar, cronaca di Fausto Cerulli

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porano

PORANO (Terni) – Uno pensa che a Porano è diverso. Certo per molti aspetti Porano rappresenta un caso speciale. Del tipo che hanno quattro o cinque santi protettori, hai visto mai che qualcuno non funziona, e che per le feste fanno i fuochi artificiali a mezzogiorno, così nessuno li vede e si sentono solo i botti, e magari manco li fanno i fuochi artificiali e dunque ci vorrebbe una commissione artificiale di inchiesta.

Ma per altri aspetti Porano somiglia a molte città più grandi, ti senti a casa di tutti. Senza essere a casa di nessuno

Ma a Porano puoi trovare un bar dove ti senti a casa. Bar Baraonda, e si doveva chiamare devil’s bar che sarebbe il bar del diavolo ma il potere ecclesiastico si oppose e il nome fu cambiato. La mattina al Baraonda trovi sempre il medico in pensione, il prete in funzione, qualche assessore che va sempre di corsa, e i carabinieri della vicina Caserma, di fronte ai quali alzo sempre le mani e mi dichiaro pronto a costituirmi. Rispetto agli antichi punti di incontro di paese manca soltanto il farmacista, ma solo perché la farmacia non abita più nella Porano vecchia, dove abito io e dove furoreggia Bar Baraonda, che non è barbara onda, ma onda accogliente. Tutti conoscono tutti, il personale sempre cortese conosce i gusti di tutti i clienti, e li asseconda, gentilmente ruffiano.

Sanno che io, per fare un esempio, prendo un cappuccino complicato: prima una base di cacao, poi il caffè, poi tutto viene mescolato prima di versare il latte, e sopra altro cacao; e se a servirmelo è una donna, spesso riesce a fare con il cacao il disegno di un cuore. Il Bar serve anche da punto di incontro della informazione: televisione, i giornali locali aperti alla pagina di Orvieto, lo scambio delle informazioni personali, i pettegolezzi che fanno la cronaca vera, della serie che nello sparlare qualcosa di esatto emerge sempre. E poi un espediente gustoso, raffinato: la pasticceria, sempre fresca, viene portata direttamente all’alba dal migliore bar di Orvieto, tanto per non fare nomi dal bar Montanucci.

Così si realizza soavemente una sorta di centralismo democratico della pasticceria. Scusatemi se insisto, e se parlo di una faccenda personale, ma credo che parlare anche di queste delicate minuzie faccia parte di un costume di parlare di quello che fa la vita, anche se sembra marginale. Mi viene fatto di paragonare l’atmosfera del Bar Baraonda con due altri tipi di atmosfera: l’atmosfera del bar di città, dove ti senti perso tra la gente, ti senti anonimo e spersonalizzato, sei semplicemente un consumatore. Confortato, se ti viene bene, da un sorriso meccanico e anche esso spersonalizzato. Al Bar Baraonda senti, almeno io sento, che se ti viene fatto un sorriso viene fatto proprio a te, a te come persona, e non a te perché sei, poni il caso, l’avvocato. Al Bar Baraonda le gerarchie sono soppresse, ma non per via di un familiarismo cialtrone, quanto semmai, per via di una sottile comunanza.

Ho frequentato anche altri bar di paese

E quasi sempre mi sono sentito infastidito dalla mancanza di garbo: quasi che il considerarti uno di casa voglia violare comunque la tua privatezza. Al Bar Baraonda sanno fare il miracolo di unire garbo a cortesia, sanno evitare che la cortesia divenga sbracata compartecipazione, utili esclusi. Un Bar dove tutto è ben dosato: il caffè come il sorriso, la battuta spiritosa con l’assenza di volgarità, la gentilezza con l’assenza di ruffianesimo. Vale la pena di andare presto al Baraonda, nei giorni di scuola: le mamme che hanno appena accompagnato i figli alla vicina scuola, si siedono ai tavolini del bar, numerose e ciarliere, mai chiassose. Ed anche questo particolare accresce il fascino discreto del Bar Baraonda. Dove posso permettermi di giocare la mia scarsa religiosità con un parroco che mi conosce e non si offende; dove posso discutere di politica senza filosofemi, parlare di quella politica spicciola che è la politica vera, quella che ancora vale, mentre la politica alta è in alto e in altro mare. E dove ti capita di incontrare i vip che abitano i dintorni di Porano, e che al bar smettono di essere vip, calandosi volenti o nolenti in una situazione veramente democratica. E dove le signore dietro il bancone sono tutte belle nella loro gentilezza, il che non guasta: della serie cherchez la fèmme. Domani voglio vedere se mi fanno pagare il complicatissimo cappuccino e la pasta made in Montanucci. Fonte Orvietosì