lunedì 19 Gennaio 2026
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Salone del mobile: la lampada fatta con i fondi del caffè vince il premio giovani talenti

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Salone del mobile: premio alla lampada fatta con i fondi del caffè
Una lampada fatta con i fondi del caffè

MILANO – Una lampada da tavolo realizzata interamente con materiale biodegradabile ricavato dai fondi di caffè, una caraffa di ceramica per raffreddare l’acqua in modo naturale, un tavolo bianco trattato con lo smalto per le vasche da bagno. Sono gli oggetti di design premiati con il Salone Satellite Award, il riconoscimento attribuito ogni anno dal Salone del mobile a tre dei 750 giovani talenti che espongono fino a domenica le loro creazioni nell’area del Satellite a Fieramilano.

Salone del mobile: va in scena la sostenibilità

Gli autori dei tre oggetti sono rispettivamente Raul Laurì, il gruppo Wow, tutti spagnoli, e il terzetto di designer svedesi Hinnerud/Enokkson/Boldt.

«Ormai sono quindici anni che organizziamo il Satellite – spiega il patron del salone Carlo Guglielmi, presidente di Cosmit – noi imprenditori spesso pensiamo di dovere insegnare ai giovani, invece dobbiamo ascoltare e imparare da loro e insieme disegnare il nostro e il loro futuro».

Non a caso, infatti, capita spesso che prototipi esposti nell’area dei talenti in erba attirino l’occhio delle aziende e si rivedano l’anno successivo esposti al Salone del mobile ‘dei grandi’, dopo essere stati messi in produzione.

Dolce invenzione, pronta la stampante per uova di cioccolato

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pasqua 2018 cioccolato vero
Uova di Pasqua

MILANO – Per il 2012 non ce l’hanno fatta, ma per la Pasqua del prossimo anno ci saranno delle uova stampate sulle nostre tavole. Un gruppo di ricercatori anglosassoni ha infatti sviluppato una nuova stampante per la cioccolata, in grado di creare dolci tridimensionali personalizzati strato dopo strato.

Il prototipo, inizialmente realizzato lo scorso anno, è stato ora perfezionato e dovrebbe essere pronto per essere messo in commercio alla fine di aprile.

«La stampa con il cioccolato, così come tutti i sistemi di stampa tridimensionale, inizia con una superficie piatta a cui vengono poi aggiunti gli strati superiori, in un processo piuttosto sofisticato», ha spiegato il ricercatore a capo del progetto Liang Hao dell’Università di Exeter, intervistato dalla BBC.

«Ora abbiamo considerevolmente semplificato il nostro apparecchio. Basta solo sciogliere del cioccolato, inserirlo nella siringa della stampante, e dare sfogo alla propria creatività», ha aggiunto.

Hao ha da poco fondato la compagnia Choc Edge, e ha riferito che numerose aziende e rivenditori online si sono dichiarati interessati alla commercializzazione della sua nuova macchina.

Rabbit cafè: ecco il video del locale con tazze di tè e conigli sui tavoli

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MILANO – Tazze di tè fumante sui tavolini e conigli che saltellano sui tappeti e si fanno coccolare dai clienti. Nulla di strano per i giapponesi che hanno partorito questa idea. Si tratta di un “rabbit cafè”, un bar a tutti gli effetti dove però a intrattenere i clienti ci sono questi morbidi roditori.

Rabbit cafè: in realtà questo locale non è il primo del suo genere nel paese nipponico

Ci sono già il monkei-restaurant con scimpanzè in kimono che servono la birra e il cat-cafè, con felini che si aggirano tra le gambe di clienti. Dietro queste bizzarre idee imprenditoriali ci sono i ritmi frenetici dei giapponesi: una vita da pendolari, con lunghi spostamenti quotidiani, e case molto piccole che non consentono di allevare in casa animali domestici. Così clienti come Takashi Shimoguchi vengono a rifugiarsi qui. “Mi fa scaricare lo stress, mi fa sentire meglio. E’ un modo per rilassarmi e giocare. La gente spesso è giù nella vita. Così possiamo andare in un posto dove essere un po’ felici”.

In effetti il Giappone nell’ultimo anno ha avuto gravi motivi per essere giù di morale: tsunami, terremoto, disastro nucleare. Ma forse è proprio qui che si nasconde il successo dei rabbit cafè, come racconta la proprietaria Maria Fuwa: “Ci sono ferite che gli esseri umani non possono curare, ma i conigli sì. Possono confortare le persone senza parole, possono capire i sentimenti umani quando si è tristi o malati. Un coniglio ti sta accanto e ti senti subito meglio”.

Uganda: export di caffè in ripresa, previsti sino a 180mila sacchi

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ucda Uganda mercati
Caffè prodotto in Uganda

MILANO – L’export di caffè dell’Uganda potrebbe salire questo mese a 180.000 sacchi da 60 kg, in crescita del 2,5% rispetto ad aprile dell’anno passato, anche se al di sotto di una precedente previsione di circa 187.500 sacchi. Lo afferma un alto responsabile dell’autorità per lo sviluppo del caffè (Ucda) citato da un’agenzia di stampa. Secondo la stessa fonte, il ridimensionamento della stima iniziale è motivato dal fatto che il raccolto principale si è già concluso nelle regioni orientali e centrali. Ucda prevede per l’annata caffearia in corso un export di 3,2 milioni di sacchi. La produzione dell’Uganda è costituita per l’85% da robusta.

Uganda e poi cosa succede in India: poca pioggia nel Karnataka adesso è a rischio il prossimo raccolto

Scarse e insufficienti la piogge cadute in queste ultime settimane nei principali distretti del Karnataka, stato dal quale proviene il 70% circa della produzione indiana. “Il regime delle precipitazioni nel periodo della fioritura rischia di incidere negativamente sul raccolto 2012/13” affermano fonti del Coffee Board citate dai media locali.

Le piogge sparse e sporadiche registrate dall’inizio di aprile sono arrivate troppo tardi per le piantagioni di robusta

E non sono state sufficienti per le coltivazioni di arabica – ha affermato un alto responsabile del Board aggiungendo che “un nuovo giro di precipitazioni aiuterebbe le piante a far crescere i frutti e contribuirebbe a tenere sotto controllo gli attacchi dei parassiti”. Secondo il presidente dell’associazione dei produttori del Karnataka Marvin Rodrigues “solo il 50-60% delle aree ha ricevuto una quantità di piogge adeguata”.

La barista combatte il gioco “No ai videopoker”

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videopoker mattarozzi
Videopoker

BRESCIA – Ormai è difficile non trovarli in quasi tutti i locali pubblici, dai bar alle tabaccherie. Sono i videopoker, le slot machine e più in generale tutti gli altri videogiochi a cui sempre più persone si affidano con l’illusione di raggranellare qualche euro. Ci sono sindaci che li vorrebbero eliminare (a Montresta in provincia di Oristano) altri che ne hanno chiesto lo spegnimento durante la mattina per non far giocare i più giovani (a Verbania dove però l’azienda installatrice ha fatto ricorso ala Tar, ha vinto e ha chiesto al Comune un milione euro di risarcimento) eppure un altro metodo esiste: basta non installarli 300mila nel proprio locale o decidere di eliminarli.

Così ha fatto la signora Fiorella Bertoletti, titolare del bar “Tio Pepe” aperto da 20 anni lungo viale Venezia. «Per alcuni mesi ho avuto due di quelle macchinette all’interno del locale — racconta — poi ho deciso che era il momento di toglierle perché proprio non mi piacevano». Il motivo? «Può apparire esagerato — spiega — ma mi stressava il fatto di vedere persone che pure conoscevo spendere tanti soldi alla caccia di un premio che il più delle volte non arriva. C’è chi mi raccontava di giocare centinaia di euro al videopoker senza che la famiglia lo sapesse e non volevo più essere complice di un qualcosa che, seppur legale, porta problemi e disagi». Non è però l’unica motivazione.

«Non mi piacciono i perditempo — spiega sorridendo mentre si destreggia tra un caffè e un cappuccino — li considero così quelli che si inebetiscono per ore infilando monetine in una macchinetta e che poi si lamentano perché non riescono ad arrivare a fine mese». La sua decisione ha suscitato qualche mugugno tra i clienti: «I primi giorni protestavano chiedendomi una spiegazione — ricorda — poi hanno capito che non sarei tornata indietro e che le macchinette nel mio locale non ci sarebbero più state. Qualcuno ha capito, altri un po’ meno ma non è che non ci dorma la notte. Del resto sono liberi di andare a giocare da qualche altra parte».

Al posto delle due slot sono così arrivati due nuovi tavoli e il numero dei clienti non è diminuito. Come ha preso la sua marcia indietro la società installatrice? «Avevamo un accordo con il quale potevo scegliere di toglierli in qualsiasi momento quindi non ci sono stati problemi», spiega. Nessun pentimento nonostante sia venuta meno una fonte di guadagno. «Preferisco avere qualche entrata in meno ma vivere più tranquilla — ammette — Alcuni miei colleghi con la percentuale sugli incassi delle macchinette, che si aggira intorno al 5%, ci pagano il mutuo o l’affitto del locale. So di esercizi in grado di raccogliere dalle sole macchinette fino a 60mila euro all’anno».

Tanti gli aneddoti che la signora Fiorella ha raccolto dai colleghi durante i corsi di aggiornamento: «Uno mi raccontava che per il solo fatto di aver installato le macchinette nel suo locale si era visto concedere un “bonus” intorno ai 5mila euro. Ma quello che più mi ha fatto impressione è stata la candida “confessione” del titolare di un bar all’interno di una casa di riposo che voleva installare le macchinette. Per fortuna che poi la direzione gli ha impedito di farlo. S’immagini quanti anziani avrebbero rischiato di perdere quattrini al videopoker».

Lecce: per evadere il fisco intesta il bar a un dipendente

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Bar di Lecce - evasione fiscale
Uno scorcio di Piazza Salandra a Nardò (Lecce)

SANTA MARIA DI LEUCA (Lecce) – I finanzieri della Tenenza di Leuca, in provincia di Lecce, al termine di una verifica fiscale eseguita nei confronti di una ditta individuale che gestisce un bar e piccola ristorazione nel comune di Gagliano del Capo, hanno scoperto una singolare forma di evasione fiscale, attuata a partire dal 2010.

In particolare, è emerso che il reale possessore dell’attività non era il titolare dichiarato, ma un suo dipendente.

Si tratta di un fenomeno di evasione, che nel campo fiscale va sotto il nome di interposizione fittizia e consente al vero proprietario di ridurre o nascondere il proprio reddito, attribuendolo fittiziamente ad una persona diversa, magari nullatenente, attraverso la formale intestazione a quest’ultimo di atti, disponibilità patrimoniali e attività.

Nel caso specifico del bar di Lecce, gli obblighi tributari a cui si è sottratto il reale possessore dell’attività controllata, riguardano l’omessa dichiarazione dei ricavi d’impresa effettivamente conseguiti, che ammontano a 126.000 euro unitamente a Iva per circa 20.000 euro.

Adesso sarà l’Agenzia delle Entrate, cui il verbale è stato trasmesso, a completare l’indagine della Guardia di Finanza, attraverso l’azione di accertamento e riscossione delle imposte dovute nei confronti dell’effettivo titolare.

In Serbia, una caffetteria in miniera a 400 metri sotto il mare

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MILANO – In Serbia una caffetteria molto originale e unica nel suo genere è stata aperta a una profondità di 400 metri in un pozzo deserto di una miniera di rame a Bor, nell’est del Paese, una regione nota da oltre un secolo per l’attività mineraria. Il locale, ampio 65 metri quadrati, è decorato con oggetti legati alla storia e ai processi produttivi dell’industria mineraria. Vecchi telefoni, lampade, equipaggiamento di sicurezza danno agli ospiti un’idea delle condizioni e della vita in miniera. Alle pareti si possono ammirare opere dell’artista locale Franjo Umbehend.

Gorica Toncev Vasilic, portavoce dell’Ente minerario locale, ha detto che con ciò il bacino di Bor offre un ulteriore contributo alla già ricca offerta turistica della regione della Serbia

«È un esempio del cosiddetto turismo industriale, che comprende una visita a un posto panoramico dal quale si ha una vista spettacolare sulla città e su una parte della zona mineraria, un giro nella ex miniera, con il caffè come ultima tappa. Penso si tratti di una esperienza unica», ha detto Toncev Vasilic citata dall’agenzia di stampa serba Tanjug. “Nel caffè sotterraneo” ha aggiunto “la temperatura si mantiene costante a 18 gradi e la ventilazione ideale è tale da consentire una respirazione a pieni polmoni. È prevista anche l’installazione di uno schermo per la proiezione di un film sulle miniere di Bor.”

Bazzara: il libro sul cappuccino italiano e la latte art nel mondo

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bazzara espresso
I fratelli Bazzara

MILANO – Prosegue l’impegno dei fratelli Franco e Mauro Bazzara nella divulgazione della cultura del caffè attraverso la pubblicazione di un nuovo libro intitolato “Cappuccino italiano Latte Art”. Un’opera dedicata a tutti gli appassionati del mondo caffeicolo che strizza l’occhio al barista professionista.

La pubblicazione è un vero concentrato di conoscenza: 500 pagine a colori, ricche di fotografie e illustrazioni vanno a sviscerare tutti gli aspetti che riguardano una corretta preparazione Da sinistra: Franco Bazzara, Andrea Lattuada e Mauro Bazzara della più famosa e apprezzata ricetta a base di espresso. Di particolare interesse gli approfondimenti affidati alla penna di alcuni fra i più grandi esperti del settore è il capitolo conclusivo.

Bazzara, la cultura del made in Italy in un libro

Quest’ultimo è dedicato agli ultimi trend della Latte Art, dove grazie alla collaborazione di Andrea Lattuada – trainer autorizzato dell’associazione Scae (Speciality Coffee Association of Europe) e socio fondatore dell’Acib (Associazione Campionati Italiani Baristi)- vengono illustrati tutti i passaggi necessari per realizzare correttamente 111 fantastiche serie di decori, meticolosamente suddivise in otto categorie di stile (stencil, writing, topping, etching, animals, Latte Art, painting e free style). Un estratto del libro è disponibile online al link: http://issuu.com/planetcoffee/docs/italian_cappuccino_latte_art_-_presentation?mode=window&viewMode=doublePage

SCHEDA:
Titolo: Cappuccino italiano Latte art
L’editore – Planet coffee
Pagine 504
Il prezzo di copertina è di 55 euro
Info: Planet Coffee s.r.l.
tel. +39 040 767 849
www.planetcoffee.it;
E-mail: info@planetcoffee.it

Salone del mobile, premio alla lampada fatta con i fondi di caffè

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fondi di caffè

MILANO – Una lampada da tavolo realizzata interamente con materiale biodegradabile ricavato dai fondi di caffè, una caraffa di ceramica per raffreddare l’acqua in modo naturale, un tavolo bianco trattato con lo smalto per le vasche da bagno. Sono gli oggetti di design premiati con il Salone Satellite Award, il riconoscimento attribuito ogni anno dal Salone del mobile a tre dei 750 giovani talenti che espongono fino a domenica le loro creazioni nell’area del Satellite a Fieramilano.

Fondi di caffè diventano una lampada al Salone del mobile

Gli autori dei tre oggetti presenti al Salone del mobile sono rispettivamente Raul Laurì, il gruppo Wow, tutti spagnoli, e il terzetto di designer svedesi Hinnerud/Enokkson/Boldt. “Ormai sono quindici anni che organizziamo il Satellite” spiega il patron del salone Carlo Guglielmi, presidente di Cosmit. “Noi imprenditori spesso pensiamo di dovere insegnare ai giovani, invece dobbiamo ascoltare e imparare da loro e insieme disegnare il nostro e il loro futuro”.

Non a caso, infatti, capita spesso che prototipi esposti nell’area dei talenti in erba attirino l’occhio delle aziende e si rivedano l’anno successivo esposti al Salone dei grandi, dopo essere stati messi in produzione.

Vietnam: il dipartimento delle dogane rettifica al ribasso i dati Gso

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Una bella immagine scattata in una piantagione del Vietnam

MILANO – Secondo le cifre diramate questa settimana dal dipartimento delle dogane, il Vietnam ha esportato il mese scorso 187.073 tonnellate di caffè, con una flessione del 7,3% su febbraio, ma in crescita del 16% rispetto a marzo 2011. Il dato rettifica leggermente al ribasso la stima preliminare diffusa a fine marzo dall’ufficio generale di statistica (Gso) e porta il totale delle esportazioni, dall’inizio dell’annata caffearia corrente, a 760 mila tonnellate, contro le 740 mila dei primi 6 mesi del 2010/11.

Vietnam, rettifica dei dati e in Etiopia quest’anno produrrà il 6,3% del caffè mondiale

Una novità dall’Etiopia che quest’anno produrrà il 6,3% alla produzione mondiale di caffè. La stima è stata diffusa dall’Ico a Londra che ha descritto in un rapporto la situazione mondiale del settore. Per quanto riguarda l’Africa, la produzione crescerà del 14,5% rispetto all’anno scorso, con una produzione di 18,5 milioni di sacchi.

A contribuire maggiormente al raggiungimento di questi livelli, l’Etiopia, primo produttore del continente le cui stime prevedono una produzione di 8,3 milioni di sacchi. Grossi produzioni sono annunciate anche in Uganda (2,9 milioni di sacchi) e in Costa d’Avorio (1,6 milioni di sacchi) che ha quasi raddoppiato la sua produzione in un anno.