venerdì 16 Gennaio 2026
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Suggerimenti di Greenme.it: i venti usi alternativi del caffè, dal deodorante per il frigo alla riduzione della cellulite

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usi alternativi dei fondi di caffè su greenme.it

MILANO – Il caffè è certamente una delle bevande più amate e più consumate nel nostro paese, ma come comportarsi nel caso capiti che avanzi e come riutilizzare in maniera furba i fondi di caffè? Vi presentiamo alcuni suggerimenti in proposito raccolti dal sito www.greenme.it, che potranno esservi utili nella pulizia della casa, in cucina, nella cura della vostra bellezza e dei vostri animali domestici, nonché del vostro giardino fiorito.

Insomma per il caffè, i suoi chicchi e per quanto riguarda ciò che resta dopo la preparazione di questa bevanda, esistono numerosi riutilizzi alternativi, che a volte potrebbero aiutarvi ad evitare che piccole quantità di rifiuti finiscano direttamente nel bidone dell’umido.

1) Deodorante per il frigo

La polvere di caffè, come il bicarbonato di sodio, possiede la capacità di assorbire i cattivi odori all’interno del vostro frigorifero. Vi basterà riporne alcuni cucchiai in un piccolo contenitore per tenere a bada la formazione di eventuali odori sgradevoli, che scompariranno quasi per magia.

2) Ridurre la cellulite

Le creme comunemente in vendita contro la cellulite annoverano spesso tra i loro ingredienti la caffeina, in grado di agire positivamente nei confronti della circolazione capillare e dei ristagni di liquidi. Potrete ottenere la vostra crema fai-da-te mescolando del caffè in polvere con dell’ olio di mandorle dolci. Massaggiate il composto ottenuto sui punti critici prima della doccia.

3) Cancellare i cattivi odori dalle mani

Tritando dell’aglio, sbucciando una cipolla o affettando dei porri, vi potrebbe capitare che il loro odore si trasferisca in maniera persistente sulle vostre mani. Sfregatele dunque con un pochino di polvere di caffè (anche recuperata da un fondo) prima di passarle sotto l’acqua per risolvere il problema.

4) Compost casalingo

Caffè avanzato o fondi di caffè possono essere utilizzati per arricchire il vostro compost o il terriccio da utilizzare per le vostre piante al momento del travaso, soprattutto nel caso esse necessitino di terreni piuttosto acidi, caratteristica che il caffè sarà in grado di donare loro grazie alla capacità di rilasciare nitrogeno nel suolo.

5) Per capelli splendenti

Se avanzate del caffè, lasciatelo raffreddare e diluitelo con acqua e applicatelo sui capelli con l’aiuto di un contenitore spray prima del lavaggio. Lasciate agire per una ventina di minuti e poi passate allo shampoo. Ripetete il trattamento una volta alla settimana per ottenere risultati sempre migliori. Il trattamento, se effettuato regolarmente, potrà regalare ai capelli delicati riflessi color caffè.

6) Tintura naturale

Del caffè molto forte potrà essere utilizzato per la tintura di stoffe e tessuti in lino o in cotone, che dovranno essere lasciati immersi nel liquido, con aggiunta di acqua e portato a ebollizione, per una notte. Il trattamento potrà essere ripetuto a seconda della tinta che si desidera ottenere.

7) Portaspilli

Una piccola quantità di caffè in polvere o dei chicchi di caffè potranno essere utilizzati per comporre l’imbottitura di un portaspilli realizzato a mano con degli scampoli di stoffa recuperati. Il caffè proteggerà inoltre i vostri spilli e aghi dalla ruggine.

8) Pulizia del caminetto

La rimozione della cenere dal caminetto può essere facilitata cospargendo su di essa dei fondi di caffè che vi faciliteranno nella sua rimozione facendo in modo che essa non si sollevi al momento di agire con secchio e paletta o con l’aspirapolvere.

9) Scrub naturale

Potete realizzare uno scrub naturale per il corpo , che vi aiuterà nella rimozione delle cellule morte, mescolando un cucchiaio di caffè in polvere e mezzo cucchiaio di olio d’oliva. Amalgamate e massaggiate sulla pelle prima della doccia.

10) Allontanare le formiche

Per allontanare le formiche dai punti di entrata della vostra casa, cospargete al suolo dei fondi di caffè precedentemente lasciati asciugare. Potete fare lo stesso nelle vicinanze del formicaio, anche versando direttamente il caffè. Il suo odore dovrebbe scoraggiarle.

11) Fertilizzare le piante

Le piante che amano suoli acidi vi ringrazieranno se cospargerete nelle vicinanze delle loro radici dei fondi di caffè usati. Potete utilizzate inoltre i rimasugli di caffè rimasti nelle tazze, dopo averli diluiti. I nutrienti presenti nel caffè favoriscono la crescita e la fioritura di azalee, rododendri e cespugli di mirtilli.

12) Detergente abrasivo

Potrete trasformare del comune detergente per i piatti in una crema abrasiva da utilizzare per la pulizia di superfici dure o per rimuovere lo sporco ostinato da pentole e fornelli. Vi basterà aggiungere del caffè in polvere, anche già utilizzato e lasciato asciugare, ad una piccola quantità di detersivo ed amalgamare prima dell’uso.

13) Deodorante per auto

Se amate l’odore del caffè, potete realizzare un prodotto fai-da-te deodorante e profumato per l’auto utilizzandolo per riempire un piccolo sacchetto realizzato recuperando del tulle o il tessuto di vecchi collant. Per la sua realizzazione potete seguire le immagini e le istruzioni riportate a questo link.

14) Coltivare funghi

Molti non ne sono a conoscenza, ma i fondi di caffè possono essere utilizzati per la coltivazione dei funghi, pratica che la start-up californiana Bttr Ventures ha trasformato in un vero e proprio business sostenibile. Dei semplici kit per l’autoproduzione di funghi che si avvalgono dell’utilizzo di fondi di caffè sono acquistabili online.

15) Antipulci

I fondi di caffè sono considerati un ottimo repellente per le pulci. Potranno essere strofinati sul pelo del cane dopo il bagno. Il pelo dovrà essere spazzolato una volta asciutto. L’odore dei fondi di caffè sarà molto meno fastidioso di quello di molti comuni antipulci.

16) Pulizia e deodorante degli scarichi

I fondi di caffè possono essere diluiti in acqua e versati lungo gli scarichi di lavandini, vasche da bagno e wc in modo da assicurare la loro pulizia e da tenere a bada la formazione di cattivi odori persistenti.

17) Conservare lo zucchero o il sale

Una manciata di chicchi di caffè potrà essere disposta sul fondo della zuccheriera o del barattolo in cui conservate lo zucchero in modo da prevenire la formazione di una eccessiva umidità. Un analogo suggerimento vale anche nel caso del sale.

18) Nutrire i lombrichi della vostra compostiera

Se avete deciso di realizzare una compostiera da balcone che per la formazione del compost sfrutti l’azione dei lombrichi inseriti all’interno di essa, non abbiate timore di gettarvi i vostri fondi di caffè. Pare infatti che i lombrichi li apprezzino parecchio e che grazie ad essi possano aumentare la propria efficienza.

19) Cancellare i graffi dai mobili

Se possedete dei mobili o dei serramenti in legno scuro che appaiono irrimediabilmente graffiati, provate ad immergere un panno od un pennellino in una tazza di caffè solubile e ad utilizzare la bevanda come una tintura naturale finché la parte graffiata riprenderà una tonalità il più possibile simile a quella della superfice circostante.

20) Ingrediente segreto

Utilizzate il caffè come ingrediente segreto in cucina per la preparazione di granite, sorbetti, torte casalinghe, creme, biscotti e dolci di vario tipo. Regalerete ad essi un inaspettato tocco in più. C’è chi ha provato addirittura ad utilizzarlo come ingrediente inaspettato nella preparazione del risotto. Sperimentare nuove ricette non guasta mai!

Fonte: greenme.it di Marta Albé

Varese, stop alla pausa caffè in municipio: “Indecorosa e si perde tempo”, trionfa il vending

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distributori
Il mondo dietro le macchinette

MILANO – Prima l’invito. Adesso, dopo sette mesi, il divieto. Il segretario comunale di Varese ha stabilito che i dipendenti dell’amministrazione non potranno più fare la pausa caffè fuori dall’ufficio, limitandosi a bere bibite o caffè, appunto, soltanto alle macchinette interne all’edificio. I dirigenti dei vari settori avranno il compito di far rispettare agli impiegati la nuova norma, introdotta per una “questione di decoro” e ridurre le perdite di tempo.

Tutti in coda al distributore automatico, dunque e stop alle migrazioni fuori dal palazzo e relativi incontri con i cittadini: “Non è decoroso che gli impiegati vengano visti dai cittadini mentre passeggiano per la strada” spiega il segretario comunale Filippo Ciminelli. “La maggior parte dei dipendenti si comporta correttamente – ha continuato – ma a volte qualcuno ne approfitta e tutti sono penalizzati”.

Non è la prima volta che il segretario comunale interviene sul tema della pausa caffè: nell’ottobre del 2011 aveva già emesso una circolare che invitava i dipendenti a consumare il caffè nel bar interno, evitando di uscire dal palazzo municipale. Lo stesso divieto varato a Varese è entrato in vigore anche a Brugherio, comune alle porte di Milano.

Il municipio ha informato i dipendenti con questa circolare: “Nel Comune di Brugherio è vietato andare al bar in pausa pranzo. I dipendenti comunali del paese brianzolo, infatti, saranno tenuti a utilizzare “le attrezzature e gli spazi all’interno delle sedi comunali”. I mugugni sono stati parecchi; non soltanto da parte dei lavoratori, quasi “costretti” dentro il municipio tutta la giornata, ma anche da parte degli esercenti della zona, che vedranno calare “di molto” il proprio indotto.“

Video sul vending, il servizio del telegiornale di Sky dedicato alla fiera internazionale Venditalia edizione 2012

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distributore automatico vending
Anche il settore Vending è colpito dalle chiusure per Coronavirus

MILANO – Per vedere il servizio diffuso da SkyTg24 in occasione del Salone internazionale del vending basta cliccare qui sotto.

 

Nuova Simonelli sponsor del World Barista Championship

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nuova simonelli
Il logo Nuova Simonelli

BELFORTE DEL CHIENTI (Macerata) – Cresce l’attesa per l’avvicinarsi dell’appuntamento annuale del Wbc, il World Barista Championship, Campionato del mondo dei Baristi, che quest’anno, dal 12 al 15 giugno, farà tappa a Vienna, in Austria. Nuova Simonelli è sponsor ufficiale della manifestazione con la macchina per caffè Aurelia II T3 nella versione Competizione.

Nuova Simonelli insieme ai baristi

Per gustare gli ultimi 20 giorni prima dell’evento Nuova Simonelli pubblica oggi sul web (nel sito internet, nei canali youtube e vimeo, su facebook e twitter) un nuovissimo video che racconta di una sfida tra Nuova Simonelli e due grandi baristi. Oltre all’editoria, con le pubblicazioni “Espresso ideas” e “Caffè Espresso”, Nuova Simonelli punta anche sul web attraverso immagini e video in grado di far scoprire ai professionisti, agli addetti del settore, agli appassionati, ma anche ai curiosi la tecnologia, la filosofia e la passione nascosti dentro una macchina per caffè espresso. Info sul sito.

Salute, lo zucchero fruttosio accende il cervello? No, rincretinisce

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senza zucchero
Lo zucchero si nasconde in numerosi alimenti che consumiamo abitualmente ogni giorno

MILANO – Da una ricerca i pericoli del fruttosio non naturale: un certo tipo di fruttosio, da sciroppo di mais, pare possa danneggiare le facoltà cerebrali. Una dieta ricca di un tipo di fruttosio, al contrario di quanto si crede, anziché attivare le facoltà cerebrali pare possa rendere più “stupidi”, suggerisce uno studio.

Una vecchia pubblicità recitava che “il cervello ha bisogno di zucchero” e, probabilmente, per alcuni versi è vero. Tuttavia, dipende a quale tipo di zucchero ci si riferisce. Come suggerito da un nuovo studio su modello animale, per esempio, una dieta ricca di fruttosio in realtà rende stupidi, abbassando il quoziente intellettivo (QI) al posto di alzarlo – come presupposto dallo slogan di cui sopra.

In ogni modo, per tutti gli instupiditi dallo zucchero un rimedio pare ci sia, e questo starebbe nei famosi acidi grassi omega-3. Lo studio condotto dai ricercatori dell’Università della California a Los Angeles (UCLA) ha dimostrato come una dieta ad alto contenuto di fruttosio possa alterare le funzioni cerebrali in negativo. «I nostri risultati dimostrano che ciò che si mangia influenza il modo di pensare – sottolinea nel comunicato UCLA l’autore principale dello studio, dottor Fernando Gomez-Pinilla – Assumere un alto contenuto di fruttosio tramite la dieta, a lungo termine altera la capacità del cervello di apprendere e ricordare le informazioni. Ma l’aggiunta di omega-3 acidi grassi nei propri pasti può aiutare a minimizzare i danni».

Non tutto è perduto dunque. Sebbene lo studio in questione sia stato condotto su un gruppo di topi – per cui si potrebbe obiettare che non si tratta di esseri umani – i ricercatori ritengono che la chimica del cervello di topi e uomini in realtà sia abbastanza simile, per cui anche gli effetti dovrebbero essere simili. Pubblicato sul Journal of Physiology, lo studio ha analizzato gli effetti di un comune dolcificante – tale sciroppo di mais – di 6 volte più dolce dello zucchero di canna e utilizzato nella produzione di moltissimi alimenti. Tra i tanti ci sono i condimenti, le bevande analcoliche, succhi vari, snack, alimenti per l’infanzia e così via.

Data la grande diffusione di questo dolcificante sono molte le persone che lo assumono quotidianamente, e anche in dosi massicce. Se poi rapportiamo il consumo a tutto un anno, i tassi di assunzione salgono di molto. «Non stiamo parlando di fruttosio naturalmente presente nella frutta, che contiene anche importanti antiossidanti – chiarisce Gomez-Pinilla – siamo preoccupati per l’alto contenuto di fruttosio da sciroppo di mais che viene aggiunto come dolcificante e conservante ai prodotti alimentari lavorati».

Secondo i ricercatori, dato l’impatto che questo dolcificante ha sulla salute, dovrebbe essere tassato come l’alcol o altre sostanze potenzialmente dannose. I test condotti in laboratorio hanno mostrato che i topi alimentati con una dieta ricca di questo fruttosio perdevano alcune facoltà cerebrali come il ricordare un certo percorso o il memorizzare certe informazioni. Altresì, mostravano una sorta di confusione mentale, o instupidimento.

Secondo i ricercatori il danno cerebrale potrebbe essere imputabile a una maggiore resistenza all’insulina provocata dall’assunzione del dolcificante. «L’insulina è importante per l’organismo nel controllo dello zucchero nel sangue, ma può svolgere un ruolo diverso nel cervello, dove l’insulina sembra disturbare la memoria e l’apprendimento – aggiunge Gomez-Pinilla – il nostro studio mostra che una dieta ad alto contenuto di fruttosio danneggia il cervello e il corpo. Si tratta di qualcosa di nuovo».

Come accennato all’inizio, questo processo pare sia tuttavia reversibile e con l’aiuto degli acidi grassi essenziali omega-3 si può proteggere e aiutare a guarire il cervello eventualmente danneggiato dal fruttosio in questione. A tale proposito, i ricercatori suggeriscono di assumere 1 grammo di omega-3 ogni giorno. Be’, ecco un caso in cui la vita un po’ più “amara” può essere un bene. Moderiamo pertanto l’assunzione di alimenti che contengono questo genere di dolcificanti.

Fonte: lastampa.it

Perù: previsto calo produttivo da 5,15 a 4,8 milioni di sacchi da 60 kg

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Perù luogh coltivazione di caffè
Perù, coltivazione di caffè

MILANO – Dopo l’annata record appena conclusa, la produzione del Perù subirà durante l’anno di mercato 2012/13 (aprile-marzo) un parziale arretramento (-7%) scendendo da 5,15 a 4,8 milioni di sacchi da 60 kg, pressoché esclusivamente di arabica. Così il rapporto annuale del servizio estero del minagricoltura Usa (Usda) dedicato al paese andino, che attribuisce il calo a fattori naturali legati al normale ciclo vegetativo delle piante. Il report aggiunge che la produzione peruviana è cresciuta negli ultimi anni grazie alla ripresa dei prezzi a livello internazionale, che ha incoraggiato gli investimenti portando a un incremento degli ettaraggi dedicati e delle rese.

Perù: parlano i dati

La coltura del caffè – si legge ancora nel rapporto – si è spostata gradualmente dalla regione centrale di Chanchamayo (34% della produzione totale) a quelle settentrionali di Amazonas e San Martin (43%). L’area meridionale conta per il rimanente 23% della produzione. Come già detto la produzione è costituita quasi totalmente da arabica, con una prevalenza delle varietà typica (70%) e caturra (20%). Circa i tre quarti del caffè coltivato in Perù sono prodotti a un’altitudine compresa tra i 1.000 e i 1.800 metri s.l.m., con una densità colturale media di 2.000 arbusti/ha. La raccolta è manuale e l’essiccamento avviene al sole. La resa media per ettaro ha raggiunto i 932 kg/ha nel 2011/12, ma le aziende più efficienti arrivano anche 2.300 kg/ha.

I bassi rendimenti sono dovuti alle pratiche agricole inadeguate e all’insufficiente fertilizzazione. I costi elevati scoraggiano il rinnovo delle colture facendo sì che gli arbusti vengano mediamente sostituiti ogni 25-30 anni. Il costo medio di produzione di un chilogrammo di caffè si aggira attorno agli 1,41 dollari costituiti per l’80% circa dal costo della manodopera. Prevale la piccola proprietà, con un’estensione media degli appezzamenti coltivati attorno ai 3 ettari. I piccoli produttori sono normalmente aggregati in associazioni o cooperative.

I sodalizi maggiori arrivano a contare migliaia di associati

Alcune associazioni dispongono di finanziarie che erogano crediti agevolati ai produttori e di servizi tecnici che forniscono formazione e assistenza tecnica ai contadini. Le cooperative commercializzano le produzioni dei loro soci sui mercati internazionali direttamente o per il tramite di trader di fiducia ai quali sono legate da relazioni commerciali a lungo termine. Difficoltà di accesso al credito e parcellazione eccessiva rimangono tra i principali fattori penalizzanti.

Le banche sono poco propense ad accordare prestiti ipotecari ai produttori, anche perché il possesso delle terre viene spesso esercitato in assenza di un valido titolo di proprietà. È per questo frequente il ricorso a prestiti informali, spesso concessi dai commercianti a tassi svantaggiosi e con i raccolti a copertura del debito. Il caffè rimane la principale voce dell’export peruviano. Le vendite all’estero hanno raggiunto nell’annata caffearia 2010/11 le 296.299 tonnellate, in crescita del 29% sull’annata precedente. Per effetto del forte aumento dei prezzi, il valore delle esportazioni è cresciuto di ben il 79% raggiungendo gli 1,6 miliardi di dollari.

Dal 2008/09, il valore dell’export peruviano è aumentato del 275%, a fronte di un incremento a volume del 154%. I maggiori proventi hanno incoraggiato i produttori a investire in pratiche agricole più efficaci migliorando le rese sia in termini quantitativi che qualitativi. I principali clienti del Perù sono stati, nel 2010/11, la Germania con 84.665 tonn esportate, gli Usa (65.712 tonn), il Belgio (48.511 tonn), la Colombia (25.103 tonn) e la Corea del sud (9.075 tonn). Nel 2010/11, il prezzo medio di esportazione è stato di 5.366 dollari/tonnellata, in crescita del 40% sull’anno precedente.

Con 85mila ettari certificati, il Perù è il massimo esportatore mondiale di caffè bio

Le produzioni di alta qualità hanno ottenuto forte impulso in tempi recenti, grazie anche ad alcuni importanti riconoscimenti internazionali, tra cui il premio del pubblico ottenuto dal caffè “Tunki”, nell’ambito del concorso “Coffee of the Year”, durante l’edizione 2010 della convention annuale della Scaa (Specialty Coffee Association of America). Il settore del caffè dà lavoro in Perù a oltre 850mila persone concentrate in aree remote e poverissime.

L’agenzia governativa per la lotta contro il narcotraffico (Devida) promuove la coltura del caffè quale alternativa a quella, illegale, della coca. Importante anche il ruolo dell’agenzia governativa americana Usaid, che opera nelle aree di Cusca e Puno con un programma volto ad assistere i produttori nell’ottenimento delle certificazioni bio. I consumi pro capite rimangono bassi (appena 600 grammi all’anno), ma sono in crescita tra la popolazione giovane delle aree urbane, grazie al successo delle caffetterie all’americana e all’espansione dei pubblici esercizi. Il mercato è costituito per il 75% da caffè solubile.

Finale Emilia ha il suo bar sopravvissuto alle macerie gestito dai cinesi

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MODENA IL DUOMO finale emilia

FINALE EMILIA (Modena) – Un caffè in mezzo alle macerie. C’è un piccolo bar a Finale Emilia in cui la normale routine non si è fermata, resistendo a quella terribile scossa che domenica notte ha cambiato il volto al paese e la vita ai suoi cittadini. E’ il bar ‘Ten Ten’ e a gestirlo sono dei cittadini cinesi. Il locale si trova in largo Cavallotti, ad appena 30 metri dalla linea rossa. Ci lavorano Filippo, Licia e Sabrina ( nomi ‘italianizzati’ ).

Finale Emilia: la caffetteria dei cinesi che sopravvive alle macerie

“Mi sono svegliato cadendo a terra – Filippo racconta quella terribile domenica notte – sono corso subito al bar: era tutto rovesciato. Ho sistemato tutto e da quel momento non ho mai chiuso”.

Il bar è diventato un’oasi nel deserto (di macerie): è stato letteralmente preso d’assalto dai finalesi

“Domenica mattina in 2 ore avevo già finito tutto”, dice Filippo. E se dovesse arrivare un’altra scossa forte? “Scappo fuori subito”, dice Filippo. Ma poi, c’è da giurarci, ritornerà subito al suo posto, dietro al bancone.

Fonte: ilrestodelcarlino.it

Caffè romano il più buono del mondo per il Washington Post

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roma nespresso caffè propaganda
Il Colosseo, il simbolo di Roma

MILANO – Domenica il quotidiano della capitale Il Messaggero, a firma di Luca Ricci, ha commentato i lusinghieri giudizi del quotidiano statunitense Washington Post sul caffè romano. Giudizi coincidenti con quelli di un’analoga inchiesta usciti sul quotidiano tedesco Süddeutsche Zeitung. Che cosa ne pensate? Siete d’accordo anche voi che l’espresso servito a Roma, per lo meno quello nei locali che leggete qui sotto, e che di sicuro conoscete, possa essere considerato il migliore del mondo?

Caffè romano, un amore Usa

Per capire il rapporto che gli americani hanno con il caffè non c’è niente di meglio che una scena di un vecchia commedia di culto intitolata «L’aereo più pazzo del mondo». Gli sventurati passeggeri di quel volo venivano informati da una hostess che il capitano era stato avvelenato da una partita di cibo avariato, inoltre anche il secondo pilota non si sentiva tanto bene, il velivolo stava perdendo quota e c’era il rischio di precipitare. Le notizie tutto sommato venivano accolte con filosofia, ma poi la hostess commetteva un imperdonabile errore, tra le altre cose ammetteva che era finito il caffè: in meno di un istante a bordo si scatenava il panico.

Roma città del caffè

Alla luce di questa scena la notizia che il quotidiano Washington Post abbia incoronato Roma come il posto dove si può bere il caffè migliore del mondo ci deve un po’ inorgoglire. Oltre ovviamente a riempirci di tenerezza visto che in fondo si tratta di un luogo comune, vero ma altrettanto risaputo: affermare che l’Italia sia la Mecca del caffè è un po’ come dire che in Russia usano il colbacco o che l’Australia è piena di canguri o che la Cina è molto popolosa. Per alcuni questa nuova luna di miele che la stampa statunitense sta vivendo con Roma sarebbe opera del film di Woody Allen «To Rome with Love», che avrebbe saputo finalmente dare un seguito al mito cinematografico della Citta Eterna dopo l’altro celebratissimo e citatissimo film «Vacanza romane».

Turisti a caccia del caffè romano

Sia come sia quest’estate aspettiamoci orde di turisti americani pronti a tutto pur di accaparrarsi un espresso al Sant’Eustachio, o al Caffè Greco, o da Rosati, o alla Tazza d’oro (tutti locali che il Washington Post, diligente, non si è lasciato sfuggire l’occasione di menzionare). E d’altronde come dargli torto? Al Caffè Greco di via dei Condotti, attivo fin dal 1760 (tra gli antesignani occorre citare almeno il Caffè del Veneziano e il Caffè degli Inglesi), si favoleggia che avesse fatto una capatina perfino Giacomo Casanova, come a voler stabilire un filo diretto tra caffè e donne, due modi diversi ma in fondo simili per dare godimento ai sensi, per trastullare l’anima attraverso i piaceri carnali, e per accendere il desiderio.

Dopo il seduttore veneziano molti altri si fermarono nelle salette di quello che fu, se non il più antico, il primo vero locale cosmopolita di Roma: Nikolai Gogol, Franz Liszt, Stendhal. L’ubicazione gli aveva giovato: piazza di Spagna, via Margutta e via Sistina erano diventate da tempo colonie artistiche, e tutta la zona era tappa irrinunciabile di quel Gran Tour che i giovani intellettuali europei intraprendevano come rito di passaggio dalla giovinezza alla maturità. Il caffè Aragno in via del Corso dal 1888 al 1955- prima di diventare il sancta sanctorum della letteratura, dell’arte e del giornalismo nei primi trent’anni del novecento (frequentarono le sue sale tra gli altri Emilio Cecchi, Vincenzo Carderelli, Ardengo Soffici e F.T. Marinetti)- è stato a tutti gli effetti il ritrovo politico dell’Italia post risorgimentale e della nuova capitale.

Frequentato da tutte le più alte cariche del nuovo stato, politici e diplomatici in primis, si diceva che se ne entrava da sovversivi e se ne usciva da conservatori arrabbiati e nazionalisti, dannunziani e colonialisti. Ma è soprattutto negli anni cinquanta-sessanta, quelli insomma della cosiddetta dolce vita, che il caffè divenne un rito sociale più che una semplice consumazione al banco. Erano gli anni dei Fellini e dei Flaiano, dell’America cinematografica che si era spostata sul Tevere, delle notti folli illuminate dai flash ancora rudimentali dei paparazzi.

I vip al bar

C’erano tutti: Alberto Moravia assieme alla moglie Elsa Morante (abitavano in via dell’Oca, proprio a due passi da piazza del Popolo), Pasolini, Siciliano, Arbasino. Le due zone che si spartirono il potere furono via Veneto e piazza del Popolo e i nomi dei loro caffè, messi uno dietro l’altro, ricordano la formazione di un’imbattibile squadra di calcio. I Rosati (sono stati due), il Caffè Canova, il Caffè Bussi, il Caffè Strega, il Caffè de Paris . Per anni ai tavolini di quei caffè si misero in cantiere la preparazione di molti film, si aprirono o si chiusero giornali, si stabilì il vincitore di un premio letterario, si avviò o si stroncò la carriera di un attore o di un’attrice. Insomma più che di una rettifica la notizia del Washington Post avrebbe bisogno di un corollario: il caffè a Roma sarà anche il più buono del mondo, ma raramente sorseggiarlo è stato privo di conseguenze.

Fonte: il messaggero

La Marzocco nominata socio di Museimpresa con l’archivio fotografico

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la marzocco logo da fine 2016 the true artisan cafè
Il logo La Marzocco

MILANO – La Marzocco ha sempre creduto nella cultura d’impresa investendo nella pubblicazione di testi e fotografie relative alla storia delle sue macchine professionali. Ora un lungo lavoro iniziato all’inizio dell’anno scorso e sostenuto da un cospicuo investimento ha consentito di realizzare il censimento completo della storia aziendale con la creazione dell’archivio fotografico e il riordino dell’archivio storico. Un impegno certosino realizzato da due specialisti in archivi e conservatorie come Chiara Rigacci e Maurizio Michellozzi. Dalla puntuale registrazione dei due tecnici, in vista anche della possibilità di consultare i dati custoditi, si è, per ora, scoperto che: – gli archivi storici de La Marzocco includono oltre 5.000 disegni di cui la maggior parte sono originali; – i primi disegni/documenti originali risalgono al 1937/38; – circa metà degli archivi sono relativi alla tecnologia delle macchine da caffè espresso; – l’altra parte sono documentano invece gli oltre 440 progetti per gli interni dei bar a Firenze e la sua provincia; – La Marzocco ha disegnato e costruito gli interni dei bar per circa 25 anni (dagli anni 60 agli anni 80); – dei 440 progetti oltre cento sono stati costruiti e installati; – oltre la metà dei progetti sono opera di Giuseppe Bambi.

La Marzocco raccoglie i frutti del suo lavoro

Alla luce di questi risultati, che forniscono soltanto un primo sguardo d’insieme perché le ricerche continuano, La Marzocco è di recente entrata a far parte di Museimpresa, l’Associazione Italiana Archivi e Musei d’Impresa.

Museimpresa

Ha l’obiettivo di individuare, promuovere e mettere in rete le imprese che hanno scelto di privilegiare la cultura nelle proprie strategie di comunicazione, come strumento di sviluppo economico e valore aggiunto per l’azienda. Le aziende e gli enti che aderiscono a Museimpresa offrono una ricca panoramica della storia produttiva, culturale e progettuale del nostro paese e delle sue eccellenze nei principali settori del made in Italy: design, food, moda, motori, ma anche economia e ricerca. Con questo nuovo e ingente impegno in campo culturale La Marzocco si affianca ad altre aziende storiche italiane conosciute sia a livello nazionale sia internazionale tra le quali Alessi, Ducati, Ferragamo, Ferrari, Piaggio e Pirelli, per citarne alcune.

La Marzocco, fondata nel 1927 dai fratelli Bambi, fin dall’inizio si è specializzata nella produzione artigianale di macchine da caffè espresso per bar con particolare attenzione alla qualità, al risultato in tazza ed allo stile. L’azienda risiede nell’immediate vicinanze di Firenze, e si avvale di una sede a Milano e di una a Seattle. Oggi La Marzocco impiega oltre 70 dipendenti e produce macchine per caffè espresso e macinadosatori che sono esportati in più di 80 paesi attraverso il supporto di importatori e distributori presenti in 5 continenti. Info: Lorenzo Carboni, Sales Director – lorenzo@lamarzocco.com www.lamarzocco.com

Maestri dell’espresso junior: 1° posto Angelo Poli dell’Ipssar di Figlina Val d’Arno

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maestri dell'espresso junior cimbali
Il logo di maestri dell'espresso junior

RICCIONE – Angelo Poli, Gianluca Correa Mestre e Souare Nassatou sono i vincitori della ventunesima edizione del concorso nazionale Maestri dell’espresso junior che si è tenuto a Riccione. L’iniziativa, ideata da illycaffè e Cimbali nel 1992, premia i tre migliori studenti degli istituti professionali alberghieri e della ristorazione di tutta Italia con l’obiettivo di integrare la formazione specifica sulla preparazione dell’espresso e del cappuccino prevista nei programmi scolastici. In questi ultimi anni, il coinvolgimento dell’Università del caffè ha richiesto agli allievi un livello ancora più elevato di preparazione.

Maestri dell’Espresso Junior continua il rapporto con gli istituti professionali

E’ stata inoltre rivista la didattica in chiave più attuale, attraverso un’importante innovazione strategica e multimediale che ha consentito agli istituti di selezionare l’allievo più meritevole e di presentarlo alla giuria di esperti che valuta chi portare in finale attraverso un video nel quale sono state concentrare informazioni e preparazione tecnica.

“Ci siamo sempre impegnati molto per fare crescere questa manifestazione e per avvicinare il più possibile i ragazzi alla vita lavorativa reale – ha detto dopo la premiazione Moreno Faina direttore dell’Università del caffè – e per questo abbiamo optato per l’innovazione radicale legata alla multimedialità. Molti istituti hanno accolto la sfida con entusiasmo ma mi auguro che siano sempre di più quelli che coglieranno l’opportunità di confrontarsi con le altre realtà istituzionali”.

“La serietà e l’impegno che esprimono i ragazzi durante la manifestazione è un segnale positivo che dimostra la sempre maggiore attenzione che gli istituti accordano alla preparazione del caffè – ha spiegato Roberto Forestan responsabile marketing di Gruppo Cimbali – e confermano la bontà della manifestazione che ha anche l’obiettivo di affinare la qualità della caffetteria italiana, propria del made in Italy”.

Alle scuole partecipanti è stato richiesto di inviare un video di 5 minuti durante i quali l’alunno, sotto la regia del docente, ha trasmesso informazioni su tutti i seguenti argomenti: il caffè verde, la sua produzione nei paesi di origine, il processo industriale che va dalla realizzazione della miscela al packaging finale del caffè tostato.

L’allievo ha dovuto inoltre descrivere caratteristiche e variabili delle attrezzature utilizzate, macchina espresso e macinadosatore, realizzando praticamente un caffè espresso e un cappuccino. Una giuria composta da coffee specialist di Cimbali e illycaffè ha giudicato tutti i video pervenuti al sito internet  entro il 1° Febbraio 2012. Alla finale, tenutasi a Riccione il 18 maggio, hanno partecipato i migliori 23 Istituti classificati (il 24esimo si è ritirato il giorno prima): ciascun Istituto è stato rappresentato da uno studente e dal suo insegnante di riferimento.

Ogni allievo ha avuto a disposizione una macchina per caffè, un macinadosatore e tutto il materiale necessario per svolgere il servizio

È stata quindi simulata una situazione di inizio turno al bar e ciascun allievo ha avuto 15 minuti di tempo per verificare il corretto stato di funzionamento dell’attrezzatura, predisporre il servizio, preparare e servire due caffè espresso e due cappuccini. Una giuria ha valutato la manualità pratica dell’allievo ed ha effettuato un’analisi organolettica dei caffè preparati. Una seconda giuria ne ha misurato i parametri fisici. Infine, una giuria composta da giornalisti ha valutato il comportamento complessivo dell’allievo e soprattutto gli aspetti del servizio e della comunicazione.

Sulla base dei punteggi ricevuti dalle tre giurie, è stata stilata una classifica con un primo, secondo e terzo classificato che hanno ricevuto in premio una EasyGift Card del valore rispettivamente di € 1.250,00, € 1.000,00 ed € 750,00. I tre istituti di appartenenza dei primi tre allievi classificati hanno ricevuto una macchina per caffè professionale Cimbali, una fornitura annuale di caffè illy e una giornata di formazione direttamente all’interno dell’Istituto.

Maestri dell’Espresso Junior rappresenta un esempio positivo di collaborazione tra scuola pubblica e industria, in cui due aziende leader nel loro settore – Cimbali e illycaffè- mettono a disposizione le proprie esperienze e le proprie risorse per formare e incoraggiare gli allievi degli Istituti Professionali Alberghieri a diventare professionisti del settore attraverso borse di studio destinate ai più meritevoli.