giovedì 15 Gennaio 2026
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Aurelia di Nuova Simonelli protagonista alla catena Nestlé Toll House

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nuova simonelli aurelia

BELFORTE DEL CHIENTI (Macerata) – Entro la fine di questo anno la multinazionale Nestlé aprirà in Arabia Saudita, Emirati Arabi, Oman e Bahrain dieci nuovi coffee shop in cui verranno installate le macchine da caffè espresso Aurelia di Nuova Simonelli. “Nestlé Toll House” è il nome che il colosso svizzero ha voluto dare alla sua nuova catena che si posiziona all’interno del settore professional, offrendo al consumatore un’ampia scelta di prodotti e servizi di alta qualità.

Aurelia conquista Nestlé

Ed è proprio per questo motivo che Nestlè ha scelto come fornitore per le macchine per caffè espresso la Nuova Simonelli. Nel piano strategico di Nestlé sono in previsione per il 2013 oltre 30 nuove aperture negli stessi Paesi arabi con altrettante macchine Nuova Simonelli installate.

L’azienda italiana, grazie ai forti investimenti in ricerca e sviluppo, continua quindi a convincere

Eviene scelta non solo per le competizioni ma anche e soprattutto per l’eccellenza e la ripetibilità del risultato in tazza, garantita dalle sue macchine, da un numero sempre maggiore di catene, coffee shop, hotel e ristoranti che puntano a un’offerta di qualità

Mahlkönig, sponsor di Pausa Caffè con lo speciale macinacaffè on demand K30ES

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Mahlkönig

FIRENZE – Pausa caffè, il primo festival in Italia dedicato alla cultura del caffè, non poteva fare a meno di attrezzature di alto livello. Così i due eventi speciali, la finale italiana del 5° campionato di Cup Tasters e il 1° campionato Latte Soyart, sono realizzati anche con il supporto di DM Italia, distributore Mahlkönig

I macinacaffè Mahlkönig

Marchio riconosciuto in tutto il mondo come leader nella produzione di macinacaffè – e in particolare il Grind-on-Demand K30ES, saranno utilizzati durante le degustazioni e nelle postazioni di gara dell’evento Latte Soyart, in quanto attrezzatura d’eccellenza in grado di garantire il mantenimento della qualità dell’espresso appena macinato e un’elevata persistenza dell’aroma.

Il K30ES, appositamente pensato per il circuito horeca, permette di disporre di una dose macinata sempre fresca direttamente nel portafiltro. La dosatura è controllata elettronicamente, può essere programmata grazie ad un software innovativo e la macinatura per un espresso singolo di 7 gr avviene in meno di 2 secondi e riduce eventuali perdite di aroma e caffè macinato.

Questo speciale macinacaffè on demand distribuito da DM Italia è personalizzabile e disponibile anche nella sua versione Twin, che offre la possibilità di macinatura parallela e una riduzione dello spazio del 30% rispetto a due macinacaffè tradizionali. La partnership tra DM Italia e Pausa Caffè nasce dalla necessità di usare un macinacaffè in grado di esaltare le doti dei caffè organici di alta qualità che saranno degustati durante il festival. Info: Alberto Cocci 0572 091278

Pausa Caffè, il festival di due giorni a Firenze nella biblioteca delle Oblate

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Firenze pausa caffè
Caffè a Firenze

FIRENZE – Inizia oggi Pausa Caffè, il primo festival dedicato interamente alla cultura della bevanda nera più bevuta al mondo, seconda solo all’acqua, che si terrà fino a domani presso la Biblioteca delle Oblate di Firenze. In caffetteria, sulla terrazza vista Duomo, nei chiostri della biblioteca, professionisti e semplici curiosi si incontreranno tra tavole rotonde, proiezioni, workshop, pranzi e cene a tema, e avranno l’occasione di assistere al primo campionato italiano di Latte Soyart (tecnica artistica di decorazione del cappuccino) e alla finale italiana del 5° campionato di assaggiatori Cup Tasters.

Pausa Caffè con gli esperti

L’evento, diretto dal campione italiano caffetteria Francesco Sanapo e dal coffee expert Andrej Godina, in collaborazione con Cooperativa Archeologia, è pensato per sensibilizzare alla cultura del caffè, spiegandone rotte commerciali, affrontando le problematiche di sfruttamento nei paesi d’origine, quali Africa e Sud America, e dando la possibilità a tutti di assaggiare, anche gratuitamente o a prezzo ridotto, qualità gourmet e monorigine provenienti da piccole fattorie in Colombia, Porto Rico, Malawi. Nello specifico, la giornata di domani si apre alle 10 con le semifinali del 5° campionato italiano Cup Tasters.

La gara consiste nell’indovinare su 8 terne, composte ognuna da 3 tazze di caffè di differenti monorigini, quale, tra le tre, sia quella diversa. Il vincitore, che sarà proclamato venerdì, volerà quale rappresentante italiano alla finale mondiale World Cup Tasters Championship, che si terrà dal 12 al 15 giugno a Vienna. Alle 12 in terrazza si terrà il pranzo a base di specialità culinarie al caffé, a cura deo cuochi Armando Siesto e Alessandro Arena, mentre, alle 15, al primo piano della biblioteca, si terrà l’incontro/tavola rotonda Il futuro dell’espresso italiano, una riflessione sulla storia e sulla situazione attuale del mercato internazionale del caffè e di quello dell’espresso quale simbolo della cultura italiana nel mondo.

Con un consumo totale intorno ai 250 milioni di kg di prodotto tostato, ed un giro d’affari alla produzione intorno ai 3 miliardi di euro, di cui ca. 600 milioni di euro destinati all’esportazione, il mercato italiano del caffè è infatti uno dei più caratteristici e vivaci del food & beverage in Italia. Si parlerà delle rotte commerciali, delle nuove prospettive del mercato nel nostro paese, all’insegna dell’affermazione dei caffè gourmet. Parteciperanno, tra gli altri, Andrea Lattuada, coordinatore italiano della Sca (Speciality Coffee Association of Europe), i torrefattori e vari operatori del settore. Alle ore 17, sulla terrazza della Biblioteca, si terranno le semifinali del Primo campionato italiano Latte Soyart, tecnica diventata rapidamente famosa, e che, per la prima volta, verrà realizzata con latte di soia.

I partecipanti si sfideranno davanti a una giuria di esperti del settore. In premio, rispettivamente per il 1° e 2° classificato del Campionato Latte Soyart, una macchina da caffè del valore di qualche migliaia di euro, offerta dall’azienda Dalla Corte, e di un macinacaffè professionale, offerta da Mahlkoenig (per informazioni scrivere pausacaffeflorence@gmail.com e programma www.lospaziochesperavi.it).

Al termine seguirà la degustazione di cappuccini ottenuti con questa tecnica. Alle ore 19, poi, seguirà l’aperitivo al caffè e la selezione musicale e di videoarte del compositore Andrea Portera. Dall’improvvisazione jazz alla classica contemporanea, a sonorità più elettroniche, Portera sarà l’interprete di un viaggio musicale che può essere paragonato ad un moderno Music for airports. Insieme a lui alle tastiere, al trombone e agli strumenti africani il M° Tommaso Ferrini e il M° Roberto Prezioso (in collaborazione con Girone Jazz). Segue alle 21 presso il ristorante Rari Nantes di Firenze (L.no Ferrucci 24) la cena al caffè. In menu carpaccio di manzo marinato al caffè, ravioli fatti in casa con polvere di caffè e limone su vellutata di zucca, medaglioni al caffè, dolci, vino. (costo 30€, pochi posti disponibili. Prenotare al 349.3977674). A chiusura il barista party.

Durante la due giorni, al piano terra della Biblioteca delle Oblate, ci sarà la degustazione gratuita di caffè decaffeinato e monorigine speciality (dalle 16 alle 19), e la biblioteca metterà a disposizione una selezione di libri dedicati all’argomento

Il programma di domani, venerdì ore 10 Finale del V campionato italiano Cup Tasters e premiazioni ore 13,30 Pranzo con specialità culinarie al caffè ore 15 Workshop gratuiti “Saper preparare un espresso e un cappuccino perfetto” a cura di Francesco Sanapo ore 16 Tavola rotonda “La cultura enogastronomica Slow” – i presidi Slow Food del caffè e del cacao ore 17 finale campionato italiano Latte Soyart ore 18,30 proiezione del film-documentario Black Gold ore 20 laboratorio del gusto caffè-vino-cioccolato / aperitivo in musica ore 21 coffee break, degustazione speciale di cocktail a base di caffè decaffeinato ore 23 Barista e Cup Taster party Info www.lospaziochesperavi.it www.9bar.it www.francescosanapo.com

Base Camp una sosta intelligente tra caffè, lavoro e relax Berlin calling

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BERLINO – Nella capitale tedesca NEST ONE, studio di architettura con base ad Amburgo, ha progettato BASE CAMP uno spazio polifunzionale che combina caffetteria, negozio di telefonia mobile, spazio di lavoro e area per eventi e workshop. Il Camp è stato aperto in questi giorni dal provider di telecomunicazioni BASE (Gruppo UdlDigital) nel cuore del Mitte della città con affaccio sulla celebre Unter den Linden all’angolo con CharlottenStrasse.

Base Camp, uno spazio di 330 mq dove le diverse aree convergono e si mescolano armoniosamente

Sul retro troviamo l’area lounge/bar con il bancone bar a modello di chiosco. Sparsi qua e là invece divani, divanetti e tavoli dotati di dock station che possono ospitare laptop e tablet che insieme al wi-fi gratuito in tutto il locale rendono il Base Camp un perfetto ambiente di lavoro e svago. Elemento attrattore è il twitter-wall, una parete attrezzata con display analogici che mostrano i trend topic aggiornati in tempo reale dal social network.

Il design degli interni dello studio NEST ONE è asciutto e semplice e tutti gli elementi d’arredo concorrono a creare un’atmosfera informale e accogliente

Come ad esempio le sedie Windsor e i tavoli Muuto. La palette si articola sui toni del bianco, grigio, verde, azzurro che sposano bene il parquet industriale posato a terra e gli altri arredi in legno naturale. A illuminare l’ambiente dal soffitto piovono sospensioni sferiche in rame o vetro opalino e sopra il lungo tavolo conviviale le lampade E27 sempre di Muuto. Il risultato è un ambiente rilassato che coniuga il mood retro-chic dei caffè di Berlino con lo spirito progressista della comunicazione 2.0. Luca Trombetta Fonte: atcasa.corriere.it

McDonalds’ e Starbucks: come sono entrati nel mercato indiano

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mcdonald's

MILANO – La globalizzazione alimentare ha tradizionalmente trovato un ostacolo nell’India, una miscela di proibizioni normative e di resistenze culinarie e culturali. La diffidenza verso le novità, l’antagonismo ai grandi nomi della ristorazione occidentale, l’orgoglio nazionalista avevano tenuto lontane le multinazionali del settore. Era ragionevole aspettarsi le difficoltà che avrebbero incontrato ad esempio McDonald’s e Starbucks.

McDonald’s: il simbolo del fast food, imperniato sul consumo di carne bovina

Non sarebbe stato benvenuto in un paese dove la maggior parte della popolazione considera la mucca un animale sacro e comunque in buona parte è vegetariana. L’azienda di Seattle, specializzata nell’offerta di caffè e cappuccino, ha giustamente esitato prima di investire in un paese dove la bevanda nazionale è il tè. Eppure, le ultime cronache economiche sembrano smentire le previsioni pessimistiche e schiudono opportunità finora impreviste.

McDonald’s ha lanciato un piano di ristrutturazione che lo condurrà ad essere percepito non più come un ristorante per bambini e famiglie, a basso costo e con una clientela ristretta. Cambieranno i decori, l’atmosfera, il menu. Sarà un ambiente capace di attrarre gli adulti, gli studenti, in generale l’emergente classe urbana. Finora la sua avventura in India ha avuto dimensioni ridotte. Il primo ristorante era stato aperto a Mumbai nel 1996, con un menu studiato appositamente per i consumatori locali. Ora è intenzione dell’azienda arrivare a 200 ristoranti in tutto il paese, a seguito dell’operazione di restyling. Il processo si annuncia forse lento ma necessario, se non altro per essere in linea con le aspettative dei clienti.

Quindici anni fa, i cittadini di Delhi e Mumbai mangiavano fuori casa, anche in luoghi molto economici, soltanto 4 volte al mese, mentre nel 2008 questa frequenza si era raddoppiata

Più clamoroso è stato il sigillo apposto da Tata e Starbucks per la costituzione di una joint-venture paritaria del valore di 80 milioni di dollari. La nuova azienda, nata pochi giorni fa, offrirà i prodotti tipici di Starbucks in un’operazione articolata e lungimirante. L’azienda di Seattle si è infatti impegnata con alcune aziende del gruppo. Alla Tata Coffee già lo scorso anno erano stati commissionati da Starbucks l’approvvigionamento e la torrefazione in India della miscela Arabica.

Con la joint-venture ora costituita apriranno i battenti molto presto 50 punti vendita a Mumbai e New Delhi entro la fine dell’anno. Due promettenti canali di distribuzione saranno infine assicurati dalla catena del Taj Hotel e dal servizio a bordo degli aerei della Taj SATS, entrambe della holding Tata. È una decisione a lungo attesa. Le due mosse sono coerenti con il mercato della ristorazione alimentare per il quale gli analisti concordemente prevedono una crescita non inferiore al 10% per i prossimi anni. Ancora una volta, tradizioni che sembrano immutabili in India si piegano di fronte a fenomeni complessi e d’impatto, soprattutto se condotti da multinazionali con prodotti affermati e mezzi economici per diffonderli. * presidente Comitato Scientifico Osservatorio Asia Fonte: Solo24ore.it

Ecco come si prepara il caffè nel Paese 1° produttore di Robusta

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cappuccino all'uovo
Il cappuccino vietnamita

MILANO – Noi italiani per il caffè siamo imbattibili, è vero: tra moka, espresso (lungo, corto, al vetro, macchiato…) e mitica caffettiera napoletana il caffè è un fatto di costume, oltre che di bontà. Però anche nel resto del mondo lo sanno fare: magari non sarà buono come il nostro (un po’ di sano campanilismo ci vuole ogni tanto!), ma è buono lo stesso. In Vietnam, per esempio, il caffè viene preparato in un modo molto particolare. Si tratta di un caffè lungo, fatto con una caffettiera francese e con l’aggiunta di latte condensato. Le goccioline di caffè che cadono sul latte condensato fanno venire immediatamente l’acquolina in bocca!

Vietnam: ecco come si prepara il caffè

Al termine si mescola tutto e si ottiene una bevanda color caffellatte (del resto, di questo si tratta: caffè e latte). Il processo è un po’ lungo, ma si sa che la fretta in cucina non dovrebbe mai entrare. Il caffè è giunto in Vietnam nel XVIII secolo grazie ai francesi (e questo spiega il tipo di caffettiera usata) e agli olandesi. Sembra che questo modo di preparare il caffè risalga agli inizi del colonialismo nell’est asiatico quando era molto difficile trovare latte fresco (cosa che, in alcune zone, è difficile ancora oggi) e si usava, pertanto, latte condensato da aggiungere alla bevanda. Il gusto piacque e così il “caffè alla vietnamita” ebbe larga diffusione.

Il video illustra in ogni dettaglio come preparare un buon caffè all’usanza del Vietnam: oltre alla preparazione, c’è da notare la bella caffettiera francese individuale e la musichetta superballabile che accompagna il video! Voi avete un vostro caffè preferito? O una preparazione che prediligete rispetto a un’altra? Fonte: blogo.it

Fust costretta a ritirare le capsule Migros e Denner

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fust

BERNA – Fust ha potuto vendere per due soli giorni le sue nuove capsule compatibili con le macchine di Nespresso. In via supercautelare una corte ha infatti vietato venerdì alla catena di negozi, filiale di Coop, di proporre tale merce ai clienti: le capsule sono state ritirate ieri dagli scaffali.

Fust, problemi con le capsule

La notizia, diffusa dalla rivista romanda dei consumatori “Bon à savoir”, è stata confermata dalla portavoce di Fust Sabine Weber. Migros, che ha lanciato anch’essa martedì – come Fust – le sue nuove capsule, potrà invece continuare a venderle, ha confermato all’ats la portavoce Monika Weibel, precisando: “le nostre capsule si basano su una soluzione tecnica autonoma e non ledono il marchio e nemmeno il brevetto di Nestlé”.

La vicenda

Le capsule Nespresso sono attualmente al centro di numerose controversie giuridiche: per il momento solo Migros e la sua filiale Denner possono vendere prodotti compatibili, mentre Fust, Media Markt e Saturn, che avevano anch’essi proposto soluzioni analoghe, sono stati obbligati a ritirare la merce dagli scaffali.

Rancilio Group e Classe 9 Xcelsius a Scae World of Coffee di Vienna

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rancilio Classe 9 USB Xcelsius

MILANO – L’appuntamento è allo stand G4 che sarà interamente dedicato alla più recente macchina espresso, la Classe 9 dotata di Xcelsius, una tecnologia di controllo della temperatura unica e brevettata da Rancilio LAB. La nuova Classe 9 Xcelsius sta rivoluzionando il modo in cui i baristi preparano l’espresso. Con Xcelsius è possibile estrarre il caffè e variare dinamicamente la temperatura dell’acqua durante il processo di erogazione, il cosiddetto temperature profiling.

Rancilio al Scae World of Coffee

Si tratta di una nuova frontiera per le macchine del caffè, che consente di esplorare possibilità sensoriali totalmente nuove: infatti la temperatura dell’acqua per l’estrazione del caffè è uno dei principali parametri che influenzano il risultato in tazza dal punto di vista degustativo, e quindi variare la temperatura in modo controllato durante l’erogazione consente di esaltare o nascondere vari aromi della singola miscela di caffè. Classe 9 Xcelsius ha partecipato ai test organizzati dalla World Coffee Event in occasione della Fiera di Maastricht SCAE WORLD OF COFFEE lo scorso giugno 2011.

La macchina è stata giudicata conforme agli standard di prova definiti dal comitato tecnico della WCE, superando brillantemente i vari test

A Vienna lo stand presenterà diverse stazioni di lavoro per dimostrazioni dirette effettuate da baristi professionisti ed abili provenienti da diversi Paesi, che vi mostreranno come sfruttare al meglio fin nelle più minime variabili le diverse miscele di caffè per ricavarne il migliore profilo degustativo, regolando corpo ed aroma del vostro espresso in un istante. I torrefattori potranno portare allo stand il proprio caffè, per poter constatare personalmente quanto questa tecnologia faccia la differenza. Presso lo stand ci sarà inoltre la possibilità di testare il nuovo macinadosatore KRYO 65 con il suo innovativo sistema di raffreddamento della camera di macinazione. Stand G4, Rancilio Group, a Vienna. Info www.rancilio.com www.egrocoffee.com

Pinetti, Confida: “Contrasteremo chi vuole mettere ombre sul settore”

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pinetti

MILANO –  Ecco la lettera del presidente della Confida Lucio Pinetti in seguito all’articolo del Corriere della Sera e al servizio del TG4. Già in precedenti occasioni abbiamo avuto modo di segnalare come nell’attuale contesto economico, contrassegnato da profonde difficoltà del nostro “sistema Paese” e dal diffondersi di larghe fasce sociali di insoddisfazione, trova facile spazio chi intende cavalcare e proporre “tout court” notizie del tutto infondate ma di impatto mediatico.

Pinetti in difesa del vending

Da un po’ di tempo a questa parte ha preso spazio l’allusione che i problemi del Paese si possono risolvere, con il prelievo fiscale e con l’accertamento contro l’elusione e l’evasione. Il tutto viene accompagnato da un particolare accanimento nei confronti delle attività commerciali, come la “madre” dell’iniquità fiscale nel nostro Paese. Si pensi agli effetto scenici dei blitz nelle località turistiche, più di immagine che di sostanza. Ed ecco che i media non trovano di meglio che esasperare l’attenzione del “lettore/telespettatore/consumatore”, mettendo l’accento sull’emissione degli scontrini fiscali e sulla certificazione dei corrispettivi come “sacche di evasione”.

In questo contesto qualcuno, e non è notizia di oggi, ha preso di mira anche il nostro Settore, forse perché mosso da scarsa conoscenza e informazione o forse per ostacolare un business innovativo che lede interessi tradizionali. Anche tra sabato e ieri si è riproposto in modo ripetuto l’attacco a più voci nei confronti dell’assenza di scontrini fiscali nei distributori automatici (v. Corriere della Sera del 2 giugno e “Studio aperto” e “TG4” edizioni serali della stessa giornata).

Ogni volta vengono riproposte le solite tendenziose argomentazioni alle quali abbiamo sempre risposto che nel Vending

Così come in altre attività e servizi, associare l’assenza dello scontrino fiscale all’evasione fiscale è fazioso e infondato, in quanto – come ben sappiamo – l’attività svolta dalle imprese di gestione è monitorata, in termini di coerenza ai parametri, dallo specifico studio fiscale di settore. Siamo in presenza di una situazione sempre più difficile, rispetto al passato, nella quale gli “effetti speciali” di certi titoli sui quotidiani, certi servizi televisivi, e certe affermazioni di appartenenza, mortificano profondamente tutti coloro che ogni giorno assicurano un importante servizio alla propria utenza. Inutile replicare oggi a chi ci accusa nella “logica della caccia alle streghe”.

Pinetti: Noi vogliamo privilegiare i confronti nelle sedi competenti, sulla base di presupposti concreti e credibili, per dare sostanza “alle cose che abbiano senso”.

Una cosa è certa: nel modo più assoluto contrasteremo con energia quanti intendano mettere “ombre” sul nostro Settore, speculando sulle emotività dell’opinione pubblica, a discapito della professionalità delle nostre imprese. Con l’orgoglio di rappresentare questo Settore e i suoi Imprenditori Lucio Pinetti Presidente CONFIDA

Dersut: le risposte alle domande sul caffè decerato arrivano dalla torrefazione

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Logo Dersut caffè
Logo Dersut caffè

MILANO – Ecco un tema di sicuro interesse per tutti gli addetti ai lavori. Sul sito www.ilfattoalimentare.it è apparsa nei giorni scorsi la lettera di una specialista che si interrogava sul caffè decerato proposto dalla Torrefazione Dersut. Sull’argomento il Fatto alimentare ha risposto puntando più che altro sugli aspetti legali. Al contrario la Dersut ha fornito una circostanziata argomentazione sul significato delle cere per il caffè. Ecco i tre interventi. I torrefatti con la cera sono più pesanti per la dimensione? Sono una tecnologa alimentare. Di recente la torrefazione Dersut ha lanciato sul mercato un nuovo prodotto: “L’amico di ogni giorno. Più digeribile, meno caffeina”.

La supposta digeribilità è dovuta secondo il produttore al minor contenuto di cere. Ho provato a cercare informazioni sul rapporto tra le cere corticali del chicco di caffè e l’apparato digerente, ma ho trovato ben poco. Ho consultato il materiale dell’ INRAN, ma nei documenti le cere non vengono considerate. Due laboratori accreditati Sinal mi hanno risposto che la determinazione nel caffè è un’analisi che da molti anni è stata abbandonata, e che non ha molto senso effettuare.

Se la situazione è questa come è possibile dimostrare le affermazioni sulla digeribilità? Uno dei requisiti dei claims è che “non possono dare adito a dubbi sulla sicurezza e\o sull’adeguatezza nutrizionale di altri alimenti”. A mio parere, le informazioni di questo messaggio fanno apparire i caffè della concorrenza “pesanti” per la digestione. Cosa ne pensa? (lettera firmata) Gli aspetti legali dell’affermazione “caffè light” Ho appreso con una certa curiosità le virtù declamate dal Caffè Light Dersut.

Sul sito della torrefazione si legge che «Le cere, sostanze presenti sulla parte corticale del chicco, possono causare disturbi digestivi in soggetti particolarmente sensibili e nei forti consumatori. Grazie al processo di rimozione, che utilizza un solvente esclusivamente organico che estrae anche parte della caffeina, si neutralizzano gli effetti delle cere e di alcuni aromi negativi quali il tricloroanisolo (responsabile dell’odore di muffa) e la geosmina (ha la particolarità di conferire un forte sentore di terra). Il prodotto trattato risulta così più digeribile è più leggero pur mantenendo inalterate le sue caratteristiche organolettiche e soprattutto conservando intatti l’aroma e il profumo».

È questa la premessa per promuovere il «Caffè Light, per non rinunciare al piacere quotidiano del caffè», precisando che «il contenuto in cera di questo prodotto non è superiore al 30% di quello originario».

Dal punto di vista normativo è opportuno riflettere su tre aspetti: – Secondo l’interpretazione dell’avvocato generale presso la Corte di Giustizia, un’affermazione sulla digeribilità di un alimento basta a qualificare come health claim il messaggio. Inoltre, in questo caso, il caffè in oggetto viene presentato come più leggero rispetto agli altri: dunque, il cosiddetto “Regolamento claims” si applica. – “Light”: il regolamento (CE) n. 1924/06 disciplina le condizioni di utilizzo delle sole indicazioni nutrizionali, tra queste figurano nell’Allegato al regolamento, diciture come “leggero”, “light” e simili, che però si possono usare quando il prodotto ha un tenore ridotto di: calorie, grassi, acidi grassi saturi, zuccheri, sodio e altri nutrienti.

Nell’elenco però non ci sono le cere. – Anche il riferimento alla minore digeribilità, benché espresso in termini vaghi (“Le cere… possono causare disturbi digestivi”) va considerato alla luce di quanto stabilito nel regolamento “claims”. Ma, al di là della questione semantica sul linguaggio usato, sono prioritari i due aspetti sostanziali precedenti. Quindi, l’azienda dovrebbe anzitutto riconsiderare l’utilizzo della dicitura “light”. Nell’ipotesi in cui disponga di fondati elementi scientifici a sostegno della “maggiore digeribilità” del proprio caffè de-cerato a confronto con il caffè ordinario, dovrà avviare una procedura di autorizzazione comunitaria ai sensi dell’articolo 13, comma 5, del regolamento (CE) n. 1924/06. Esponendosi però al concreto rischio di contestazioni in sede autoregolamentare, amministrativa e giudiziaria.

La documentata replica di DERSUT

Il “Caffè Light” è conforme alla legge sul “decerato” sia a quella italiana sia a quella comunitaria e delle norme specifiche ne riconoscono la validità Il prodotto da noi commercializzato come “Caffè Light” è pienamente conforme alla normativa nazionale vigente di cui al D.M. 22/06/1983, testualmente titolato “Autorizzazione alla produzione e commercio del caffè decerato”, che consente e contestualmente regolamenta la produzione ed il commercio del caffè privato in massima parte del contenuto in cere (5-idrossi-triptamidi). Il ns. prodotto corrisponde appieno ai requisiti formali e sostanziali ivi previsti. Va da sé che l’esistenza di una normativa specifica per il caffè decerato ne riconosca implicitamente la valenza. Sempre preliminarmente si puntualizza che il marchio distintivo “Caffè Light” è stato registrato, con tutti i crismi, già oltre un anno fa e più recentemente è stata chiesta ed ottenuta una nuova registrazione con un modifica grafica. Nessun rilievo al riguardo ci è pervenuto dall’epoca della prima registrazione. Fatte queste doverose premesse sull’assoluta conformità normativa del ns. prodotto e sulla piena legittimità della registrazione del relativo marchio, veniamo alle argomentazioni pubblicate on line in merito all’utilizzo della dicitura “light” ed alla minore digeribilità del prodotto, argomentazioni che, peraltro, a quanto ci consta, sono le prime ed, allo stato, le uniche.

Rilevano che la normativa comunitaria (Reg. CE n. 1924/06), che disciplina le condizioni di utilizzo delle sole indicazioni nutrizionali, tra cui diciture come ‘leggero’, ‘light’ e simili, stabilisce che tali diciture si possano usare quando il prodotto ha un tenore ridotto di: calorie, grassi, acidi grassi saturi, zuccheri, sodio e altri nutrienti e che in tale elenco non ci sono le cere.

Replichiamo segnalando che le “cere” del caffè possono essere definite come “acidi grassi saturi” e citiamo in tal senso solo alcune delle più recenti pubblicazioni scientifiche inerenti alla composizione delle cere del caffè: pubblicazione scientifica “The lipidic fraction of the coffee bean”, nell’ultima parte vengono trattate le cere del caffè; libro “Coffee Recent Developments”, R.J. Clarke – O.G. Vitzthum, Blackwell Science Ltd, 2001; pubblicazione scientifica relativa agli effetti della rimozione delle cere sulla secrezione acida gastrica; pubblicazione scientifica “C-5-HT in coffee brews”, dove viene analizzato il contenuto di cere nelle diverse preparazioni a base caffè.

Precisiamo, comunque, in merito all’affermazione riportata on line secondo cui i laboratori accreditati Sinal hanno affermato che “la determinazione nel caffè è un’analisi che da molti anni è stata abbandonata e che non ha molto senso effettuare”, che molto probabilmente l’interesse dei laboratori a tali analisi è stato limitato in quanto non c’era interesse a lanciare sul mercato un caffè “decerato”.

In ogni caso se in Italia l’interesse è sempre stato di poco rilievo, all’estero, in particolar modo in Germania e in Austria, l’argomento è stato sempre molto più trattato

Orbene, appurato che le cere del caffè si possono considerare “acidi grassi saturi” e come tali espressamente e testualmente contemplati dalla normativa comunitaria, nel nostro decerato vengono ridotti in modo tale che il contenuto di cere non sia superiore al 30% di quello originario proprio come prescritto dalla citata normativa comunitaria nel relativo allegato (è consentita la dicitura “light” solo se “la riduzione del contenuto è pari ad almeno il 30% rispetto a un prodotto simile”).

Altra doverosa precisazione deve essere fatta in merito alla caratteristica delle cere del caffè di dare irritabilità alle mucose gastriche, caratteristica documentata in una in particolare delle citate pubblicazioni scientifiche. Tale peculiarità è dovuta al fatto che queste sostanze diventano solubili attorno ai 65 ° C e quindi possono risultare difficilmente assimilabili dal corpo umane in fase digestiva.

Si precisa nel nostro materiale pubblicitario che questi “disturbi” possono essere percepiti da soggetti particolarmente sensibili e da forti consumatori. Questo, quindi, non vuol certo dire che gli altri caffè, come afferma chi scrive on line, siano “pesanti”. Lo sarebbero allora anche tutti gli altri caffè Dersut! Va da sé che la rimozione delle cere (cosa che avviene appunto con il processo di deceratura) rende il caffè meno irritante e, in questo senso, percettibile per il consumatore come più leggero/digeribile.

Ci permettiamo di segnalare al riguardo, nel generale e diffuso successo che ad oggi sta riscontrando questo prodotto, una ben precisa testimonianza, ricevuta di recente, da parte di un consumatore, dichiaratosi intollerante da tempo alle cere del caffè. Ci dice che il nostro prodotto non gli provoca i soliti problemi legati alla sua forma di intolleranza. La fonte, ovviamente, per ben note questioni di privacy, non possiamo rivelare. dr.ssa Giusy Laura Pascarelli Dersut Caffè S.p.a. Info: bottegadelcaffe@dersut.it info@dersut.it