mercoledì 14 Gennaio 2026
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Arriva il tè frizzante con marchio Lipton per un’estate attiva

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tè frizzante

MILANO – Anno di novità per Lipton Ice Tea: dopo l’annuncio delle lattine Limited Edition 2012 debutta, grande novità di prodotto: Lipton Ice Tea Sparkling, il primo tè frizzante che unisce le bollicine al gusto del tè Lipton. La proposta è un inedito mix unico di tè e bollicine, un’esperienza dal gusto frizzante.

Tè frizzante: novità nella gamma Lipton

Alla base del prodotto, tè Lipton naturale. La versione frizzante di Lipton Ice Tea aggiunge un gusto unico al lemon lime. Diventerà una tendenza? Il lancio del nuovo Lipton Ice Tea Sparkling verrà supportato da un tour che toccherà le località balneari italiane di tendenza e darà la possibilità a tutti di assaggiare il prodotto.

Produttori di caffè: come stanno Brasile, Camerun, Vietnam, Corea del sud

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produttori
Le aree del caffè del Vietnam

MILANO – Forte calo dell’export di caffè robusta del Camerun. Gli imbarchi del paese africano hanno segnato una flessione del 46,26% nel periodo dicembre 2011-maggio 2012 risultando pari a 21.872 tonn. Il consiglio interprofessionale del cacao e del caffè attribuisce il peggior risultato alla minor produzione causata, a sua volta, dalle perduranti anomalie climatiche oltre che dai problemi strutturali del comparto. Hanno inciso sui minori imbarchi anche le vendite a rilento da parte dei produttori scoraggiati dai cali recenti dei prezzi sui mercati internazionali.

Produttori: crescono i costi di produzione in Brasile e Vietnam

I prezzi degli arabica dovrebbero aumentare del 3% all’anno per stare al passo con i costi crescenti in Brasile. Lo ha affermato il noto analista Neil Rosser, parlando durante una conferenza in corso a Ginevra. Allo stesso modo, i prezzi dei robusta dovrebbero crescere dell’11% all’anno in Vietnam per coprire le spese, ha sostenuto ancora Rosser, che vanta vent’anni di esperienza nel settore come direttore esecutivo dell’unità statistica di Neumann Gruppe. Mediamente i costi di produzione si attestano tra i 330 e i 370 reais/sacco (127 – 142 euro) in Brasile e attorno ai 32.500 dong/kg (1,24 euro) in Vietnam, secondo dati citati da Rosser.

Corea del sud: import ai massimi storici nel 2011

Continua a crescere l’import di caffè della Corea del sud, che ha registrato un incremento del 43,8% negli ultimi 5 anni, raggiungendo nel 2011, secondo dati dell’amministrazione doganale, il livello record di 130.00 tonnellate. La quota più consistente dell’import è stata costituita, l’anno scorso, dal caffè verde, con 116.396 tonnellate. La principale origine è stata il Vietnam, con 38.743 tonn, seguito da Brasile (23.316 tonn) e Colombia (17.197 tonn). L’import di torrefatto è stato pari a 5.443 tonn. Massimi fornitori gli Usa (2.047 tonn), l’Italia e il Brasile, con rispettivamente 845 e 568 tonnellate.

Volantini in segno di protesta: l’iniziativa contro i licenziamenti in Lombardia

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volantini licenziamento
Contro i licenziamenti in Lombardia

MILANO – Ventimila volantini della Filcams-Cgil saranno distribuiti da domani nei 100 esercizi della Lombardia per protestare contro il licenziamento di 7 dipendenti – 6 madri, di cui una con un figlio di 9 mesi ed un lavoratore con ridotte capacità – a Corsico (Milano).

Volantini anti licenziamento in Lombardia

Lo si legge in una nota in cui viene indicato che il gruppo procede senza ricollocare i lavoratori in altre sedi, pur continuando ad assumere personale a tempo determinato sul territorio milanese.

La vicenda dura da alcune settimane

E lo scorso 8 giugno i dipendenti si erano rivolti direttamente al presidente Gilberto Benetton, appellandosi al fatto che l’azienda ha ricevuto una certificazione di responsabilità sociale (Sa 8000) e quindi dovrebbe essere «rispettosa delle leggi e attenta alle esigenze dei lavoratori».

World Industrial Design Day: a Torino si celebra con una nuova macchina

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World Industrial Design Day
World Industrial Design Day

MILANO – Una macchina da caffè per fare spettacolo. Succederà oggi a Torino nell’amnito di lezioni all’aperto, spettacoli teatrali di studenti di design, mostre e una serie di eventi. Il tutto si concluderà con una lezione-spettacolo del professor Vittorio Marchis del Politecnico di Torino sulla macchina del caffè. Così Torino celebra oggi il World Industrial Design Day, per dare visibilità al contributo del design allo sviluppo economico, sociale, culturale e alla qualità della vita e dell’ambiente. La giornata mondiale del design viene proclamata da cinque anni dall’International Council of Societies of Industrial Design, l’associazione che riunisce gli enti nazionali di promozione del design, le imprese design oriented, gli istituti di formazione e gli studi professionali, tra cui l’Associazione per il Disegno Industriale.

World Industrial Design Day: la vetrina dell’innovazione

Per l’Italia, il presidente dell’Icsid, Soon-in Lee, ha rivolto al sindaco di Torino Piero Fassino l’invito a celebrare questa giornata con un evento che ribadisca la vocazione della città, prima World Design Capital nel 2008. Come detto tra gli eventi in programma, il professor Marchis terrà la sua lezione durante la quale scomporrà una macchina da caffè, parlerà delle sue caratteristiche e delle sue performance, facendo alcuni excursus sulla cultura del caffè in Italia, con citazioni musicali e testi tratti dalla letteratura tecnica e letteraria, interpretati dall’attrice Laura Curino.

Giuseppe Lavazza: combinazione di fattori negativi per il 2012

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Giuseppe Lavazza
Giuseppe lavazza è stato tra i maggiori sostenitore dell'operazione 1895 Coffee design by Lavazza e della nuovissima torrefazione di caffè speciality di Settimo Torinese

MILANO – Lavazza in piena ripresa di redditività quest’anno, dopo che il 2011, «l’anno più difficile della nostra storia», come lo ha definito al Sole 24 Ore il vicepresidente del gruppo del caffè, Giuseppe Lavazza, si era chiuso con una perdita consolidata di 9 milioni di euro contro un utile di 21 milioni nel 2010.

Giuseppe Lavazza commenta il 2012

«L’anno scorso – ha aggiunto Lavazza al quotidiano economico – c’è stata una combinazione di fattori negativi, dall’aumento della materia prima, al calo dei consumi, alla svalutazione di alcune partecipazioni. Il 2012 è completamente diverso: la prima metà dell’anno è stata positiva e credo possiamo tornare ai livelli di profittabilità del 2010, anche grazie a una ristrutturazione che abbiamo avviato già nel secondo semestre dell’anno scorso ed è quasi completata». Il fatturato, che nel 2011 era salito a 1,26 miliardi di euro, dovrebbe aumentare ancora grazie all’incremento delle vendite già registrato nei primi mesi del 2012.

Il top management è stato interamente rinnovato con l’arrivo a metà dello scorso anno, sulla poltrona di amministratore delegato, di Antonio Baravalle

Giuseppe Lavazza è in questi giorni a Wimbledon dove il gruppo celebra il secondo di tre anni del contratto di fornitura ufficiale al torneo di tennis: lo scorso anno i punti vendita della casa torinese all’All England Club hanno servito un milione di caffè in due settimane. Il mercato inglese come Germania e Francia, è fra quelli che registrano la maggiore crescita quest’anno. La Lavazza punta molto poi sugli Stati Uniti, dove ha una quota del produttore Green Mountain («che sta ottenendo ottimi risultati di vendita, con un +40%», dice Lavazza) e ha grandi aspettative sul lancio della prima macchina a cialde sviluppata con il partner americano.

Entro fine anno partirà anche l’attività di un nuovo stabilimento in India, che produrrà anche per l’export. L’espansione all’estero è chiamata a bilanciare in parte il calo dei consumi in Italia (che rappresenta tuttora il 60% circa del fatturato), dovuto alla recessione e particolarmente accentuato nel fuori casa. Lo scenario resta complicato da fattori come la volatilità del prezzo dell’arabica e dalla domanda «più stabile, ma a livelli più bassi». Tuttavia, «pensiamo di aver superato brillantemente il momento più difficile», sostiene Lavazza, ricordando la solidità di un gruppo «senza debiti e con un ottimo livello di cassa e altamente capitalizzato».

Self cup: la soluzione di capsule ricaricabile di Mokitalia

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self cup
Self cup

MILANO – Il giorno dopo la sentenza che sancisce la regolarità della vendita delle capsule Èspresso 1882 di Caffè Vergnano, Altroconsumo, il giornale emanazione di una delle più serie associazioni di consumatori, ha annunciato di aver provato la novità Mokitalia che ha lanciato sul mercato “self cap”: capsule vuote da caricare con il caffè che si desidera e compatibili con la macchina Nespresso.

Self cup: le capsule ricaricabili

Secondo il produttore sono facili da utilizzare, veloci ed economiche. Arrivano le capsule fai da te della Nespresso. Abbiamo chiesto di provarle a un gruppo di persone che normalmente utilizzano la Nespresso. Ecco come sono fatte e le valutazioni di Altroconsumo.

Nelle confezioni trovi le capsule vuote e le pellicole di alluminio. Non è difficile riempire il contenitore con il caffè: basta usare un cucchiaino e con un po’ di manualità riesci anche a non sporcare. Nella pratica non è molto diverso dal riempire un filtro di una piccola moka. È abbastanza semplice anche attaccare la pellicola adesiva per chiudere le capsule, ma bisogna essere precisi e chiudere bene i bordi per non permettere alla polvere di uscire.

Non abbiamo riscontrato problemi di funzionamento con la macchina Nespresso anche se alcune volte può capitare che queste capsule non vengano espulse agevolmente

Ci sono due modi per riempire le self cap: senza premere il caffè oppure schiacciandolo all’interno con il dorso di un cucchiaino. La scelta dipende dai tuoi gusti. Se preferisci un caffè più leggero non pressarlo, se ti piace più forte premilo bene. I nostri volontari hanno provato a bere il caffè in entrambi i modi. Il risultato è sempre lo stesso: il caffè preparato con le capsule originali Nespresso è più buono. Economiche Il costo totale (cioè caffè + confezione) per una self cap fai da te è di 0.27 centesimi. Una capsula Nespresso originale costa in media 0,37 centesimi mentre i tipi decaffeinati, lungo e pure origine arrivano anche a 0,39 – 0,41 centesimi.

Self cup: una confezione con 50 self cap e pellicole costa 9.99 euro

Una confezione di caffè macinato per macchina espresso costa in media 15,42 euro al chilo (3,86 euro per la confezione da 250 grammi). Noi l’abbiamo provato con il caffè macinato Illy espresso 100% arabica, più costoso rispetto alla media: 25,76 euro al chilo cioè 6,44 euro per la confezione da 250 grammi. In pratica, con le capsule fai da te con un caffè macinato medio si risparmia circa il 25% rispetto alla capsula originale; se si sceglie una polvere più costosa come Illy, il risparmio scende a poco più del 10%.

Al momento la direttiva europea non riconosce le capsule per il caffè come riciclabili perciò, anche se sono fatte in plastica con pellicola in alluminio, non possono essere smaltite nella raccolta differenziata. Non si può nemmeno riutilizzate perché ogni volta che si fa il caffè la pellicola di alluminio si buca e non si potrebbero quindi richiudere. In generale, però, bisogna dire che nessuna capsula è amica dell’ambiente: si producono molti rifiuti in un tempo breve. Per l’ambiente quindi la scelta migliore è la moka con il caffè sfuso.

A ottobre, rincaro dell’iva dell’1,8 per caffè, tè e cacao

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speculazione mercato caffè
Chicchi di caffè torrefatto

MILANO – Caffè, tè e cioccolato con carne, prosciutto e pesce sono i prodotti alimentari i cui prezzi finali subiranno i maggiori rincari (+1,8%) a causa del possibile ulteriore scatto dell’Iva il prossimo ottobre. Emerge da uno studio di Ref per Centromarca diffuso in precedenza. Brutta sorpresa anche acque minerali, alcolici (+1,7%). Nel complesso, dice Centromarca, il carrello della spesa alimentare crescerà dello 0,9%, ma per bar e ristoranti i rialzi saranno più salati: +1,8%.

Iva: la parola ai dati

Ecco la tabella elaborata da Ref-Ricerche su dati Istat, l’incidenza della manovra sull’Iva sui prezzi nel comparto alimentare.

Prodotti: impatto sui prezzi (%)

Caffè, tè e cacao 1,7
Pane e cereali 0,6
Carne 1,8
Insaccati e carne in scatola 1,8
Pesce 1,8
Latte, formaggi e uova 0,2
Oli e grassi 0,0
Frutta 0,0
Vegetali incluse patate 0,2
Zucchero, marmellata, miele, sciroppi, cioccolato e pasticceria 1,8
Acque minerali, bevande gassate, succhi 1,7
Bevande alcoliche 1,7
Totale alimentari
escl. pubb.
esercizi 0,9 Alimentari presso pubblici esercizi 1,8
Totale alimentari con pubb. esercizi 1,3 TOTALE 1,4

D.E Master Blenders 1753: scatta il D day per il segmento tè e caffè di Sara Lee

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D.E. Master Blenders 1753 Joh. A. Benckiser
Il logo DE Master Blender

MILANO – Scatta il D-Day per lo spin-off del segmento tè e caffè (“CoffeeCo”) di Sara Lee Corp. Quest’oggi, alla chiusura dei mercati, verrà eseguita una distribuzione delle azioni ordinarie di CoffeeCo all’agente di cambio per conto degli azionisti di Sara Lee risultanti alla chiusura della borsa il giorno 14 giugno 2012 (data di risultanza). A ciò seguirà immediatamente il pagamento di un dividendo straordinario di 3 euro per azione. Successivamente alla distribuzione del dividendo, CoffeeCo si fonderà con una consociata di D.E MASTER BLENDERS 1753 N.V. (N.V. sta per“Naamloze Vennootschap” – società anonima nei Paesi Bassi, ndr.), le azioni ordinarie di D.E MASTER BLENDERS 1753 verranno scambiate contro azioni ordinarie di CoffeeCo e tutte le azioni ordinarie di D.E MASTER BLENDERS 1753 saranno distribuite agli azionisti di CoffeeCo, ovvero agli azionisti di Sara Lee risultanti alla chiusura della borsa il giorno corrispondente alla data di risultanza. Infine, gli azionisti di Sara Lee risultanti alla data di risultanza riceveranno un’azione ordinaria di D.E MASTER BLENDERS 1753 per ciascuna azione ordinaria di Sara Lee in loro possesso.

L’importo delle azioni ordinarie frazionate di D.E MASTER BLENDERS 1753, anziché essere distribuito, verrà aggregato e venduto nel libero mercato

Ove i ricavi netti verranno distribuiti in base al principio del pro rata sotto forma di pagamenti in contanti a favore degli azionisti che avrebbero altrimenti avuto diritto a ricevere un’azione ordinaria frazionata di D.E MASTER BLENDERS 1753.

L’inizio della quotazione ufficiale di D.E MASTER BLENDERS 1753 sulla borsa di Amsterdam è previsto per il 9 luglio 2012

Nella contrattazione sul mercato grigio, iniziata il 12 giugno, il titolo ha sin qui guadagnato 28 centesimi rispetto al prezzo iniziale di 8 euro. Alcuni analisti reputano la capitalizzazione beneficerà dell’inclusione del titolo nelle blue chips della borsa olandese assieme a nomi del calibro di Heineken, Philips e Akzo Nobel, nonché nel STOXX EUROPE 600 Food and Beverage index in compagnia di colossi come Nestlé e Unilever. La nuova società pure play è il terzo competitor mondiale nel settore caffè, con una share di poco inferiore al 6%, contro quasi il 13% di Kraft e il 22,8% di Nestlé.

Considerando il caffè torrefatto D.E MASTER BLENDERS 1753 si colloca al secondo posto su scala globale, alle spalle di Kraft, mentre la sua quota è nettamente inferiore per quanto riguarda il solubile, dove domina Nestlé. Quasi i tre quarti delle vendite sono realizzati su 5 mercati – Olanda, Brasile, Francia, Belgio e Germania.

D.E MASTER BLENDERS 1753 spera che il successo conseguito il Brasile possa essere replicato in altri mercati emergenti. La conferma giunge dal ceo Michiel Herkemij, che indica Brasile, Europa dell’est e Asia come le aree prioritarie di espansione delle nuova compagnia, che punta a diventare il numero due mondiale alle spalle di Nestlé. “Investiremo nel prodotto, nelle macchine, nel packaging. Creeremo nuovi prodotti” ha dichiarato Herkemij.

Secondo il cfo Michel Cup, D.E MASTER BLENDERS 1753 potrà mettere sul piatto circa un miliardo di euro in investimenti e nuove acquisizioni. “Guardiamo alla Russia, alla Polonia, alla Tailandia e all’Indonesia” ha aggiunto. Il nuovo management si propone di accrescere le vendite annue del 5-7% facendo leva, in particolare, sul porzionato, con il sistema a cialde Senseo, ma anche le capsule Nespresso-compatibili L’Or, sulla cui commercializzazione pende tuttora un contenzioso legale con Nestlé.

Ice Tea Sparkilng: la novità firmata Lipton è il tè frizzante

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Lipton Ice Tea Sparkling

MILANO – Anno di novità per Lipton Ice Tea: dopo l’annuncio delle lattine Limited Edition 2012 debutta una frizzante novità di prodotto: Lipton Ice Tea Sparkling, il primo tè frizzante che unisce le bollicine al gusto del tè Lipton.

Ice Tea Sparkilng: la novità Lipton

La proposta è un inedito mix unico di tè e bollicine, un’esperienza dal gusto frizzante. Alla base del prodotto, tè Lipton naturale. La versione frizzante di Lipton Ice Tea aggiunge un gusto unico al lemon lime.

Diventerà una tendenza?

Il lancio del nuovo Lipton Ice Tea Sparkling verrà supportato da un tour che toccherà le località balneari italiane di tendenza e darà la possibilità a tutti di assaggiare il prodotto.

Caffebene continua la sua espansione guardando al Medio Oriente

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caffebene

MILANO – Continua a crescere l’import di caffè della Corea del sud, che ha registrato un incremento del 43,8% negli ultimi 5 anni, raggiungendo nel 2011, secondo dati dell’amministrazione doganale, il livello record di 130.00 tonnellate. La quota più consistente dell’import è stata costituita, l’anno scorso, dal caffè verde, con 116.396 tonnellate. La principale origine è stata il Vietnam, con 38.743 tonn, seguito da Brasile (23.316 tonn) e Colombia (17.197 tonn). L’import di torrefatto è stato pari a 5.443 tonn. Massimi fornitori gli Usa (2.047 tonn), l’Italia e il Brasile, con rispettivamente 845 e 568 tonnellate.

Caffebene punta sul medio oriente

Continua l’espansione internazionale di Caffebene. La principale catena di caffetterie coreana ha annunciato l’apertura di un centinaio di nuovi locali in medio oriente, grazie alla partnership conclusa con il gruppo saudita Keden Group, che riguarda 6 paesi del Golfo. Caffebene si prepara intanto all’inaugurazione del suo primo locale in terra americana, che aprirà i battenti in Times Square il prossimo autunno.