lunedì 12 Gennaio 2026
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Ex gestore di Torino, arrestato: 22 mln di fatture false

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La polizia in azione

TORINO – È stato arrestato dalla Guardia di Finanza del capoluogo piemontese per frode fiscale ed emissione di fatture false per operazioni inesistenti. È un ex barista torinese, accusato di aver evaso l’Iva su 22 milioni di false fatture.

22 milioni di evasione sull’iva

L’uomo aveva avviato una attività di importazione di prodotti informatici, ma la cessione di questi ultimi è risultata completamente inventata. Le manette sono scattate dopo una verifica fiscale condotta dall’Agenzia delle Entrate e grazie all’incrocio dei dati delle Amministrazioni finanziarie dei singoli paesi Europei riguardanti le cessioni intracomunitarie di prodotti informatici.

Mauro russo, imprenditore colluso con la mafia, beni per 20mln sequestrati

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nas di torino mauro russo

MILANO – C’è anche il famoso `Gran caffè Sforzà di Milano tra i beni, del valore di circa 20 milioni di euro, sequestrati dal Noe di Roma all’imprenditore 47enne Mauro Russo, ritenuto vicino al clan camorristico Belforte di Marcianise, nel Casertano. Il decreto, emesso dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della locale Dda, riguarda un patrimonio ubicato non solo in Campania, ma anche nel Nord Italia, in particolare nel capoluogo lombardo e nell’hinterland milanese: bar, società immobiliari e stabilimenti per la produzione di videogiochi.

Mauro Russo immischiato con la mafia

Le indagini condotte dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Roma hanno consentito di svelare un vasto giro d’affari realizzato attraverso il reimpiego di capitali di provenienza illecita e una rete di prestanome legati a Russo, già raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. È stato così possibile accertare che i Mazzacane con la loro forza camorristica, imponevano videopoker o slot macchine, distribuiti dalle società di Russo, a tutti gli esercenti di bar del Casertano, traendone vantaggiosi profitti economici.

Per gli inquirenti, sin dal 1999, Mauro Russo ha avuto rapporti con i Belforte, che gli hanno offerto sostegno e copertura nella distribuzione dei videogiochi negli esercizi commerciali di Marcianise e zone limitrofe per poi diventare un loro affiliato. Nel corso degli anni, l’imprenditore avrebbe riciclato i proventi illeciti soprattutto nella zona di Milano garantendo così l’appoggio logistico ai latitanti del clan. Oltre al bar di via Sforza a Milano, tra i beni sottoposti a sequestro ci sono, nel Milanese: un fabbricato e relativo box a Santo Stefano al Ticino; un bar a Fara Novarese; una fabbrica di videogiochi di Monza; una sala giochi a Rho e una società immobiliare. In provincia di Napoli, invece, il `Gran Caffè’ a Casoria; una sala scommesse a Casoria; una fabbrica di videogiochi ad Arzano e due a Casoria; un terreno edificabile e due auto, una Bmw e una Mercedes.

Stabilimenti balneari: intere zone di demanio pubblico sequestrate

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agosto 2019 stabilimenti balneari la spezia
La Spezia: l'estate in spiaggia presenta sin da subito importanti novità

MILANO – Secondo Pietro Giordano, segretario generale Adiconsum, una delle associazioni dei consumatori, è «una vera vergogna nazionale lo pseudo-sciopero dichiarato dalle associazioni imprenditoriali degli stabilimenti balneari, che con un’ipocrisia mai vista chiedono il supporto delle istituzioni che da anni sfruttano e che riguarda poche ore della giornata, quelle di minor afflusso dei bagnanti».

Stabilimenti balneari, imprenditoria sana

«Fortunatamente -continua la nota diffusa da Giordano- la categoria ha anche un’imprenditoria sana che rispetta le leggi e che non opera oltre e in dispregio di esse. Imprenditoria che ha realizzato in alcune zone del Paese lo sviluppo di un turismo balneare quale quello della costiera adriatica rispettosa dei diritti dei consumatori quali, solo per fare pochi esempi: la fruizione dei cinque metri di spiaggia libera dalla battigia, senza tasse di accesso; il diritto di passeggiare e di godere di suolo pubblico in prossimità della battigia senza che ciò sia impedito da reti, da muri, da ombrelloni, fuori legge; la possibilità di godere di una bibita fresca senza dover pagare un ticket per accedere al bar dello stabilimento balneare».

«Non è più sopportabile -insiste Giordano- che intere zone di demanio pubblico vengano “sequestrate”, in violazione delle leggi vigenti, per decenni e che su tale suolo pubblico si realizzino strutture non removibili dedicate a ristoranti, discoteche che nulla hanno a che fare con la destinazione d’uso prevista dalle leggi. Non è possibile che le concessioni demaniali pubbliche non vengano messe a bando per decenni, realizzando una sorta di ‘castá irremovibile che con qualche migliaio di euro produce redditi enormi che come dimostrano le cronache passate e speriamo non future, spesso evadono le tasse e la contribuzione previdenziale e assistenziale dei tanti dipendenti stagionali, costretti a subire tali angherie».

TriestEspresso torna con le proposte innovative delle aziende del settore

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triestespresso
La fiera torna come vetrina per l'innovazione

MILANO – Tutte le aziende del settore e gli addetti al lavori, molti dei lettori di Comunicaffè, si stanno preparando per l’edizione 2012 di TriestEspresso Expo che si terrà alla Fiera di Trieste dal 25 al 27 ottobre prossimi. Un appuntamento importante se un’azienda come La Marzocco di Firenze, che da anni non partecipa a Host-Sic ha deciso di iscriversi per partecipare alla rassegna giuliana. Un’edizione importante dove il caffè avrà di nuovo una presenza chiave, sia per il momento di congiuntura negativa in cui cade, sia perché è una rassegna che dovrebbe rilanciare il settore sia a colpi di novità sia di eventi collaterali che permettano ai visitatori e alle aziende di fare il punto della situazione.

TriestEspresso, tutto pronto alla partenza

Per questo Comunicaffè dedicherà una serie di servizi alle novità dell’Expo per richiamare l’attenzione sull’innovazione proposta dalle aziende più attive del settore. E per realizzarli questi interventi chiede la collaborazione di tutti gli espositori perché segnalino alla redazione le loro novità. Alle più interessanti dedicheremo spazio nel notiziario. Le segnalazioni vanno inviate all’indirizzo di posta elettronica della redazione info@comunicaffe.com

Uganda: le esportazioni potrebbero scendere a 280.000 sacchi

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export uganda

MILANO – L’autorità per lo sviluppo del settore del caffè dell’Uganda (Ucda) prevede una consistente flessione dell’export di luglio, causata dai minori raccolti nelle regioni del sud e del sud-ovest. Le esportazioni potrebbero scendere a 280.000 sacchi, in calo del 26% circa rispetto allo stesso mese del 2011.

L’ente governativo conferma le sue proiezioni sui 12 mesi dell’annata caffearia 2011/12 a 3,1-3,2 milioni di sacchi, grosso modo in linea con il risultato dell’annata precedente. Meno ottimista l’unione nazionale delle imprese agricole, che in una stima diffusa a maggio indica un dato compreso tra i 2,8 e i 2,9 milioni di sacchi.

Uganda e poi il Vietnam: export in calo ma superiore alle previsioni

Intanto l’export di caffè del Vietnam ha raggiunto a giugno un totale di 140.900 tonnellate o 2,35 milioni di sacchi, in calo del 30,8% rispetto a maggio, ma al di sopra delle previsioni di mercato, che indicavano un dato compreso tra le 100 e le 110 mila tonnellate. Lo comunica il dipartimento doganale del ministero delle finanze.

Nel primo semestre del 2012, le esportazioni hanno registrato un +20,4% sull’anno sfiorando i 17,5 milioni di sacchi

Analogamente, nei primi 9 mesi dell’annata caffearia 2011/12, l’export del primo produttore asiatico è cresciuto del 19% raggiungendo i 21,8 milioni di sacchi.

Tim Hortons declassato da Goldman Sachs per vendere il rating del titolo

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Un locale della catena canadese Tim Hortons
Un locale della catena canadese Tim Hortons

MILANO – Brutta tegola in testa per Tim Hortons. Goldman Sachs ha declassato a vendere il rating del titolo della massima catena di caffetterie canadese. Il timore è che il recente rallentamento della crescita delle vendite a parità di perimetro prefiguri possibili difficoltà in seno a un mercato altamente concorrenziale come quello del caffè. In una nota, l’analista Michael Kelter si è dichiarato preoccupato da quelli che definisce i primi segni di “un’imminente saturazione”.

Tim Hortons se la vede brutta

Il mercato canadese vede la presenza di un numero crescente di competitor, compresi Starbucks, che prosegue la sua espansione nel paese dell’acero, e McDonald’s, che fa leva su una gamma di specialità a base di espresso ampia ed economica. Kelter ha aggiunto che sarebbe disposto a rivedere il suo giudizio qualora si manifestassero dei segnali di ripresa in Canada o Tim Hortons accelerasse sui suoi progetti di espansione all’estero.

Espressamente Illy: apre un nuovo punto vendita in Croazia

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espressamente illy

POLA (Croazia) – Nell’insediamento turistico di Punta Verudella, che dopo la recente capillare ristrutturazione è stato ribattezzato in Park Plaza Verudella, è stato inaugurato un nuovo bar “Espressamente Illy”. È il primo bar in Istria e in Croazia della rinomata catena di locali del marchio italiana.

Espressamente Illy: il locale è stato inaugurato da Reli Slonim, direttore esecutivo della società Arenaturist

Che gestisce il turismo in città e che, allo stesso tempo, ha l’incarico di vice presidente dei Plaza Park Hotel per la Croazia. All’apertura del locale è intervenuta Daria Illy, in rappresentanza della famiglia triestina.

«La nostra catena – ha spiegato Daria Illy – comprende 230 locali in ben 34 Paesi. Finora avevamo una sola miscela di caffè, poi abbiamo pensato di proporne delle altre con aromi particolari, dipendentemente dal luogo in cui il caffè si beve». Ecco che molto presto, ha spiegato, anche Pola avrà un suo brand tutto speciale. All’apertura del locale nell’insediamento turistico era presente anche Roberto di Martino, direttore del settore sviluppo della catena “Espressamente Illy”. «Questo è solo il primo passo della nostra espansione in Croazia» ha detto presentando Illymisù, un tiramisù incompiuto sul quale è il cliente a versare il caffè in base ai gusti personali.

Caffè torrefatto: contrazione dei volumi del 3,3%, +2,5% di fatturato

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Caffè torrefatto nello stabilimento Goppion di Preganziol (Treviso)
Caffè tostato nello stabilimento Goppion di Preganziol (Treviso)

MILANO – Nel 2011 le vendite di caffè torrefatto nel canale pubblici esercizi hanno fatto registrare una contrazione del 3,3% in termini reali, con un calo che ha interessato maggiormente il caffè torrefatto non decaffeinato, – 3,4%. La contrazione dei volumi è stata controbilanciata da una crescita del fatturato realizzato, + 2,5%, che nel 2011 è stato di 890 Milioni di euro.

Caffè torrefatto: come procedono le vendite

La flessione dei volumi di vendita, a detta dei player, è stata causata da una riduzione complessiva dei consumi medi per punto vendita, ed è uno scenario di mercato che differisce rispetto a quelli osservati negli anni passati, dove a un calo dei consumi nei pubblici esercizi corrispondeva una crescita lieve sul canale domestico, negli uffici e nel vending.

Nel 2011 questo controbilanciamento non c’è stato, segno evidente che il calo di fiducia dei consumatori, l’incertezza diffusa dai media riguardo le condizioni dell’economia nazionale, e il protrarsi di una crisi che rischia di diventare endemica, hanno realmente ridotto i consumi medi per la merceologia caffè, e soprattutto nei consumi fuori casa. La diminuzione dei consumi medi per punto vendita ha incrementato ulteriormente la competizione fra le aziende, che necessitano di acquisirne di nuovi per mantenere inalterati i volumi di vendita.

Le torrefazioni si differenziano sempre più fra quelle che affrontano il periodo contingente agendo sul barista e fornendogli gli strumenti per una gestione migliore o ottimale dell’esercizio e mantenerne i consumi, e chi agisce sulla leva prezzo acquisendo il locale marginale anche a discapito dei margini di profitto di breve periodo.

La forte compressione dei margini operativi subiti dalle aziende nel 2011 accentua l’attenzione dei player sulla struttura dei costi e la necessità di mantenere equilibrati i flussi di cassa. La variabile prezzo diminuisce temporaneamente d’importanza, dovendo le aziende, giocoforza, ribaltare almeno in parte sui listini l’incremento di prezzo delle materie prime, mentre l’attenzione si sposta sulla rete commerciale, attraverso una maggiore oculatezza nella concessione di attrezzature in comodato e finanziamenti, e maggiore intelligence nella scelta dei punti vendita.

Novità dal web

E’ aumentato il numero di aziende che ha realizzato una o più fan page e\o gruppi su Facebook, e aperto un account Twitter, ma l’interazione rimane ancora scarsa, gli aggiornamenti sporadici, e la comunicazione focalizzata sulla promozione dei soli prodotti aziendali piuttosto che sulla creazione di esperienze per il consumatore. Al fine di monitorare la presenza su internet delle torrefazioni e il relativo flusso di conversazioni che le riguardano, le opinioni espresse, gli aggettivi associati ai brand, è stata realizzata una rilevazione ad hoc nel periodo intercorrente tra il 20 maggio e il 21 giugno 2012. L’analisi ha riguardato 51.875 fra citazioni e commenti inerenti il mondo del caffè. E’ molto interessante notare come, dall’analisi dei commenti, due fra i brand più citati, Illycaffè e Lavazza, generino discussioni su concetti e argomenti che si sposano fedelmente ai valori che le aziende hanno costruito intorno al brand e alle strategie di marketing operativo in genere. Con conversazioni leggere e dai toni “nazional-popolari” per Lavazza, più sofisticate e più “culturali” per Illycaffè.

Nel report tutte le informazioni relative a:

• lo scenario competitivo, le tendenze in atto, i fattori critici di successo, l’andamento del mercato a valore, volume, segmento, aree regionali; • l’andamento dei fatturati e delle quote di mercato a valore, volume, segmento per il triennio 2009-2011 delle prime 60 torrefazioni; • l’analisi dei costi e dei prezzi di settore, il bilancio somma di settore; • le previsioni di sviluppo del mercato e della domanda potenziale, le minacce, le opportunità; • le numeriche dei clienti per segmento e regione; • le strategie di prezzo, prodotto, comunicazione, distribuzione, internet; • l’analisi internet, i luoghi di internet che sviluppano la maggiore influenza sul tema caffè, le categorie merceologiche più citate, i brand più citati e chiacchierati dai consumatori e cosa si dice di loro; • gli indicatori delle aziende top performer, 2008, 2009, 2010 raffrontati con la media settoriale: ROA, ROI, ROS, ROE, EBITDA, EBITDA margin, Leverage, Margine di disponibilità. Prezzo del report 2.500 euro + iva. Per ulteriori informazioni scrivere a info@compedata.com, www.compedata.com

Competitive Data è una società di consulenza e ricerche di marketing di Milano

La prima in Italia ad aver implementato lo studio degli indicatori economico-finanziari di settore con lo studio delle dinamiche internet integrandole all’interno dell’analisi competitiva. Giandomenico De Franco, Amministratore Unico Competitive Data è anche Responsabile dell’Osservatorio Internazionale Innovazione e Creatività e membro di giunta del Dipartimento di Marketing Agroalimentare in AISM – Associazione Italiana Studi di Marketing.

di Giandomenico De Franco

Richard Zanuch, produttore de La Fabbrica del cioccolato, si è spento

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Richard Zanuch
Il produttore Richard Zanuch

MILANO – È morto a 77 anni Richard Zanuck, produttore cinematografico statunitense. Come ha spiegato il suo agente, il decesso si è verificato nella casa di Beverly Hills, nei pressi di Los Angeles in California (Usa) in seguito a un infarto. Noto soprattutto per la collaborazione con Steven Spielberg, Zanuck aveva prodotto con il regista premio Oscar ‘Sugarland Express’ e ‘Lo squalo’.

Richard Zanuch lascia capolavori dietro di sè

La produzione di quest’ultima pellicola così come de ‘La stangata’ era avvenuta dopo che il padre, il magnate di Hollywood Darryl F. Zanuck, lo aveva licenziato dalla 20th Century Fox. La sua filmografia comprende anche diversi film di Tim Burton, tra cui ‘Big Fish’, ‘La fabbrica di Cioccolato’, ‘Sweeney Todd’, ‘Alice in Wonderland’ e ‘Dark shadows’. Un’altra celebre pellicola da lui prodotta, ‘A spasso con Daisy’ ha vinto l’Oscar come miglior film nel 1990.

Barry Callebaut in crescita con + 8,4% rispetto all’anno precedente

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Barry Callebaut india
Il cioccolato satongo di Callebaut

ZURIGO (Svizzera) – Barry Callebaut, leader mondiale del cioccolato, ha reso noto in una nota di aver registrato, nei primi nove mesi dell’esercizio 2011/2012, un giro di affari di 2,593 miliardi di franchi (2,16 miliardi di euro), in crescita del 2,3% rispetto all’anno precedente. In valute locali, il fatturato è cresciuto dell’8,4%.

Barry Callebaut non si ferma

Il volume commercializzato a fine maggio è aumentato del 6,6%, raggiungendo quota 1,04 milioni di tonnellate, in linea con il tasso di crescita del primo semestre (6,7%). Nell’arco di quest’esercizio il Gruppo intende sostenere importanti investimenti nei mercati di tutto il mondo. Globalmente il leader mondiale del commercio di cioccolato si dice fiducioso di poter raggiungere gli obiettivi finanziari a medio termine.