lunedì 05 Gennaio 2026
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Minorenni arrestati: sono tre i ladri delle macchinette presi dalla polizia

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Novità nel mondo della distribuzione

SAN MARTINO VALLE CAUDINA (Avellino) – Nella mattinata di ieri a conclusione di una mirata attività d’indagine, i militari della Stazione Carabinieri di San Martino Valle Caudina (Avellino) hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica per i minorenni di Napoli. Tre ragazzi minorenni, tutti residenti in Valle Caudina e ritenuti responsabili dei reati di furto aggravato continuato in concorso, danneggiamento aggravato e invasione di edifici continuato in concorso.

Minorenni Arsenio Lupin

Grazie all’esame delle registrazioni dell’impianto di videosorveglianza dell’Istituto Scolastico Comprensivo “Don Milani” di San Martino V. C., i carabinieri del posto sono, infatti, riusciti a capire che la banda composta da 3 minori, nati tra il 1995 e il 1997, s’era introdotta all’interno del plesso scolastico lo scorso 15.07.2012, asportando l’intera gettoniera di un distributore automatico di merende e caffè.

Le successive attività investigative non hanno però permesso solo di recuperare la gettoniera asportata

Prova inconfutabile della reale reità dei ragazzini, ma anche di attribuire loro una serie di ulteriori reati commessi in Valle Caudina nei mesi scorsi. Infatti, stando alla ricostruzione fatta dagli uomini dell’Arma, i 3 minorenni, due ragazzi e la fidanzatina di uno dei due, avrebbero pure: perpetrato un furto nella Scuola Media “M. Imbriani” di Roccabascerana (AV), dove avevano asportato le monete contenute nelle gettoniere di un distributore automatico e danneggiato le porte del plesso scolastico. Stessa cosa in tanti altri luoghi pubblici e sempre ai danni di macchinette della distribuzione automatica. Che demoni.

San Francisco diventa no smoking: nei locali il divieto di fumare

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san francisco
San Francisco

MILANO – Nuova stretta della città di San Francisco sui fumatori. L’amministrazione comunale ha in cantiere una nuova legge che di fatto proibirebbe di fumare in luoghi pubblici all’aperto di proprietà della città. Addio alla sigaretta quindi durante tutte le manifestazioni pubbliche all’aperto o ai mercatini di quartiere. Dal provvedimento è esente chi fuma marijuana per uso medico regolarmente prescritta. Secondo la giunta comunale la proposta è stata avanzata dopo aver preso in considerazione degli effetti sulla salute che ha il fumo passivo anche quando si è in luoghi aperti.

San Francisco detta la nuova tendenza salutista

«È un dato certo – ha spiegato Eric Mar, membro del Board of Supervisors e autore della proposta di legge – che il fumo passivo ogni anno causa negli Stati Uniti 73/mila decessi e non si può dire che esista un livello di sicurezza all’esposizione al fumo». A San Francisco, così come in altre cittadine della Bay Area, esistono già misure restrittive che proibiscono di fumare nelle aree all’aperto di caffè e ristoranti oppure nei pressi degli ingressi degli edifici e delle bocche di areazione.

La nuova proposta dell’amministrazione comunale

Metterebbe al bando il fumo durante le manifestazioni che richiedono un permesso da parte di un ufficio comunale. Gli organizzatori delle manifestazioni avranno l’obbligo di far rispettare la restrizione apponendo segnali di divieto di fumo.

Kenya si butta su diversi mercati per crescere: punta alla Cina

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kenya
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MILANO – Il Kenya guarda alla Cina nell’intento di diversificare i propri mercati e accrescere il valore aggiunto. “Siamo alla ricerca di partner cinesi nell’intento di produrre caffè torrefatto a nostro marchio” ha dichiarato la direttrice esecutiva del Coffee Board of Kenya Loise Njeru in una recente intervista all’agenzia cinese Xinua aggiungendo che il paese africano spera di ottenere dalla Cina il know-how e i macchinari necessari alla trasformazione e al confezionamento del caffè.

Kenya punta inoltre a esportare quote crescenti della propria produzione in Cina facendo leva sull’enorme potenziale di questo mercato

“La forte espansione del comparto delle caffetterie offre delle opportunità straordinarie e questo è un motivo ulteriore per stringere rapporti d’affari con i cinesi” ha affermato ancora Njeru. Non esistono grandi tradizioni commerciali tra i due paesi, dal momento che le prime esportazioni significative di caffè dal Kenya verso la Cina sono state avviate nel 2007. Ma l’intrecciarsi di rapporti commerciali e d’affari sempre più stretti e l’esigenza per il Kenya di trovare nuovi mercati a fronte della crisi economica in Europa stanno facendo poco a poco del caffè una delle voci più importanti dell’interscambio tra le due nazioni.

Cup of Excellence: grande successo per l’asta dei caffè dell’Honduras

Si segnalano prezzi da capogiro nell’asta dei migliori caffè premiati dal concorso honduregno di Cup Of Excellence, che si è svolta la scorsa settimana. Il lotto di 40 sacchi da 46 chilogrammi proveniente dalla finca Santa Rosita, vincitrice del concorso, è stato infatti aggiudicato al prezzo di 16,50 dollari alla libbra.

Ha fatto quasi altrettanto la terza azienda classificata (El Liquidambal) che ha spuntato un prezzo di 16,40 dollari per libbra, mentre la seconda (El Matazano) ha dovuto “accontentarsi” di poco più di 8 dollari. Complessivamente, i lotti all’asta sono stati 20, per un totale di 800 sacchi da 46 chilogrammi. Ad aggiudicarseli, un centinaio di compratori di tutto il mondo.

Per stare di buon umore durante l’estate, la terapia giusta è quella del gelato

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terapia del gelato arcobaleno
Il gelato arcobaleno

MILANO – Contro malinconia e stress, arriva la terapia del gelato. Secondo il 73% dei 100 psicologi, esperti di benessere psicofisico e nutrizionisti, intervistati in uno studio promosso da Antica Gelateria del Corso, il gelato offre dei benefici soprattutto psicologici: gustarsi un buon gelato trasmette piacere psicofisico (31%), fa tornare all’infanzia (27%), emoziona (24%).

Terapia del gelato: nella scelta dei gusti va tenuto conto che cioccolato e bacio possono aiutare chi è giù di morale

I colorati amarena, pistacchio e gusti esotici sembrano ideali per chi vuole rilassarsi; gelato al caffè o tiramisù per chi vuole ricaricarsi, e panna per godere di un effetto consolatorio dopo una giornata particolarmente agitata. Già diversi studi internazionali hanno dimostrato i benefici terapeutici del gelato.

I neuroscienziati dell’Institute of Psychiatry di Londra hanno provato che mangiare il gelato da al cervello lo stesso piacere di quando si ascolta la propria musica preferita. Secondo gli esperti, il gelato è consigliato in particolare agli over 40 (39%) che vi trovano una deliziosa ricompensa che li appaga delle loro fatiche quotidiane, oltre che ai teenager (27%) che trovano nel gelato una dolce “coccola” nei momenti di crisi sentimentali.

Proprio la componente emotiva porta gli esperti a consigliare il gelato anche agli adulti nostalgici della spensieratezza e della libertà della loro infanzia (30%)

La terapia del gelato, afferma Francesca Saccà, Psicologa e psicoterapeuta, «permette ad una fascia media d’età di tornare all’infanzia». Anche la scelta del formato è influenzata dallo stato d’animo. Secondo gli esperti chi preferisce il gelato in coppetta vuol dire che in quel momento vuole ritagliarsi una attimo di relax tutto per s‚ (41%) e quindi concedersi un po’ di riposo dallo stress quotidiano, il cono è invece scelto da chi cerca condivisione (36%), evasione (32%) e conferme negli altri (25%); infine lo stecco è indicato a chi è abituato a vivere forti emozioni (45%) e non ha tempo da perdere (38%), prediligendo un piacere da gustare velocemente.

Quindi cioccolato e bacio per chi è giù di morale; amarena, pistacchio e gusti esotici per chi vuole rilassarsi; gelato al caffè per chi vuole ricaricarsi e panna per godere di un effetto consolatorio dopo una giornata particolarmente agitata… Il gelato fa bene all’umore, parola di psicologi, esperti di benessere psicofisico e nutrizionisti. A seconda dello stato d’animo, gli esperti consigliano quali gusti scegliere. Secondo 7 su 10 (73%) il gelato offre dei benefici soprattutto psicologici: gustarsi un buon gelato trasmette piacere psicofisico (31%), fa tornare all’infanzia (27%), emoziona (24%).

E proprio la componente emotiva porta gli esperti a consigliare il gelato anche agli adulti nostalgici della spensieratezza e della libertà della loro infanzia (30%). «Il gelato – afferma Francesca Saccà, psicologa e psicoterapeuta – permette a una fascia media d’età di tornare all’infanzia: il gelato è qualcosa che ci rendeva felici da bambini. Al di là del piacere dovuto alle caratteristiche legate al gusto, c’è anche questo aspetto psicologico, una piccola coccola che ci prendiamo e che ci fa fare un passo indietro ai tempi dell’adolescenza, quando il gelato era un momento importante anche a livello conviviale». Gelato come terapia, soprattutto dal punto di vista psicologico.

In che modo aiuta la terapia del gelato

Secondo gli esperti ci sono specifici gusti di gelato che aiutano ad affrontare determinati stati d’animo. Per chi è ha bisogno di recuperare il buon umore o cerca protezione, gli esperti consigliano di scegliere gusti corposi come cioccolato (64%) e bacio (46%). A chi è ansioso o ha bisogno di rilassarsi, vengono consigliati gelati «colorati» come amarena (45%), pistacchio (37%) e gusti esotici (31%). A chi ha bisogno di distendere i nervi è consigliato il gelato con la panna (31%), mentre a chi si sente stanco, manco a dirlo, gusti come tiramisù (45%) e caffè (41%). Il gelato non solo aiuta a combattere stati d’animo negativi, ma favorisce l’umore anche di chi già si sente positivo. La psicologa Mariolina Palumbo spiega le scelte di gelato a seconda dello stato emozionale della persona: «Gli innamorati prediligono il gelato alla crema, chi è felice mischia senza problemi i gusti, ad esempio cioccolato con limone». Anche la scelta del formato è influenzata dallo stato d’animo: la coppetta è preferita da chi vuole ritagliarsi un attimo di relax (41%), il cono è invece scelto da chi cerca condivisione (36%), evasione (32%) e conferme negli altri (25%); lo stecco è indicato a chi è abituato a vivere forti emozioni (45%) e non ha tempo da perdere (38%).

Little Chef serve il caffè lavazza da dietro al bancone del Regno Unito

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Little Chef

MILANO – Manca ormai soltanto un giorno al d-day in casa Little Chef. Da domani, negli oltre 90 locali della popolare catena di ristorazione stradale britannica debutta l’espresso di Lavazza, che verrà preparato da baristi qualificati formati presso il Lavazza Training Centre. L’addestramento coinvolgerà centinaia di dipendenti. Lavazza potrà contare sull’esperienza su larga scala già maturata con la catena di pub JD Wetherspoon. Il caffè di Lavazza arricchisce un’offerta di bevande calde che annovera già brand di prestigio quali Bettys and Taylors of Harrogate per il tè e Cadbury per il cioccolato.

Little Chef, dal 2007 è di proprietà del gruppo di private equity RCapital Partners LLP

Si tratta di una vera rivoluzione. La speranza è che questa ulteriore innovazione, che si aggiunge a numerose altre riguardanti i concept, le location e i menu (rinnovati con la collaborazione del noto chef Heston Blumenthal), possa rivitalizzare la brand image della catena, da tempo alle prese con gravi difficoltà finanziarie, e accrescere il suo appeal, in un contesto concorrenziale e di mercato che l’ha costretta, negli ultimi anni, a rivedere più volte le proprie strategie chiudendo centinaia di locali non redditizi.

“La partnership tra Litte Chef e Lavazza è un matrimonio tra due marchi simbolo, uno italiano e uno britannico, che consentirà ai consumatori di degustare il vero espresso all’italiana anche in viaggio” ha dichiarato il direttore vendite e marketing di Lavazza Barry Kither. Regista dell’operazione è il presidente di Little Chef Graham Sims, che a suo tempo introdusse con successo nelle stazioni di servizio BP il format di ristorazione rapida Wild Bean Café.

“Il caffè ha sempre costituito il tallone d’Achille di Little Chef – ha spiegato Sims in un’intervista – A un certo punto siamo addirittura passati al solubile: un vero sacrilegio” “Trovare caffè eccellente nelle strade eleganti delle grandi città britanniche è diventato facile, ma mancava, sino ad ora, la possibilità di bere un espresso di qualità lungo le A-roads (il corrispettivo delle nostre strade statali, ndr.)”.

“Oggi molti passano alle superautomatiche per risparmiare: noi andiamo in controtendenza – ha dichiarato ancora Sims aggiungendo di avere preferito Lavazza a illy, considerando quest’ultimo “troppo specializzato”. L’espresso e le altre bevande saranno in vendita a un range di prezzo compreso tra 1,99 e 2,99 sterline (1 sterlina = circa 1,28 euro). La formazione del personale è già a un buon punto, anche se all’inizio servirà un po’ di rodaggio, soprattutto per le specialità di più complessa preparazione, come il flat white. “Nei primi giorni forse non riuscirà tutto perfetto – ha avvertito in conclusione Sims – ma siamo appena ai primi passi di una grande avventura”

Quali eventi vale la pena di non perdere durante la fiera Triestespresso

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Triestespresso fiera di trieste

MILANO – Tutte le aziende del settore e gli addetti al lavori, molti dei lettori di Comunicaffè, si stanno preparando per l’edizione 2012 di TriestEspresso Expo che si terrà alla Fiera di Trieste dal 25 al 27 ottobre prossimi. Un appuntamento importante se un’azienda come La Marzocco di Firenze, che da anni non partecipa a Host-Sic ha deciso di iscriversi per partecipare alla rassegna giuliana.

Fiera di Trieste: un’edizione importante dove il caffè avrà di nuovo una presenza chiave

Sia per il momento di congiuntura negativa in cui cade, sia perché è una rassegna che dovrebbe rilanciare il settore sia a colpi di novità sia di eventi collaterali che permettano ai visitatori e alle aziende di fare il punto della situazione.

Per questo Comunicaffè dedicherà una serie di servizi alle novità dell’Expo per richiamare l’attenzione sull’innovazione proposta dalle aziende più attive del settore

E per realizzarli questi interventi chiede la collaborazione di tutti gli espositori perché segnalino alla redazione le loro novità. Alle più interessanti dedicheremo spazio nel notiziario. Le segnalazioni vanno inviate all’indirizzo di posta elettronica della redazione info@comunicaffe.com

Cioccolato e ostriche: l’elisir erotico contro l’afa risolleva la vita a letto

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Yumiko Saimura, 33 anni, originaria di Kobe, in Giappone, è la nuova campionessa italiana di cioccolateria.

MILANO – Caldo, afa e un’alimentazione sbagliata possono mettere ko il desiderio sessuale. Per evitare brutte figure sotto le lenzuola è necessario prevenire l’imbarazzante defaillance fisica seguendo alcuni semplici consigli. Partendo dalla tavola ad esempio, magari scegliendo alimenti ricchi di vitamine, frutti di mare come le ostriche e per dolce il cioccolato.

Cioccolato e ostriche e di corsa in camera da letto

«Se è vero che nei mesi estivi la produzione di ormoni aumenta per le ore di luce in più – afferma Fabrizio Iacono, docente di ruolo di Urologia presso l’università Federico II di Napoli – che stimolano i centri ipotalamici, è anche vero che crescono i fattori che possono provocare episodi di disfunzione erettile occasionale o di astenia sessuale». «Andrebbero scelti cibi che contengano un buon quantitativo di sali minerali e vitamine – spiega Iacono – come le macedonie di frutta e le insalatone.

E tra i piatti di stagione, che possono aiutare la funzione sessuale, ci sono i i frutti di mare

E in particolare le ostriche che sono ricche di zinco e iodio. Come dolce si può scegliere il cioccolato, ricco di feniletilamina, l’ormone dell’amore».

Gao sotto assedio: i bar e locali svuotati, chiusi dagli islamici

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MILANO – Rassegnati, gli abitanti di Gao, la città nel nord del Mali controllata da islamici radicali, si sentono costretti ad accettare la presenza di questi uomini che fanno rispettare l’ordine ma che hanno chiuso tutti i bar… In città, veicoli con la bandiera nera dei jihadisti percorrono le poche strade asfaltate.

I membri del Movimento per l’Unicità e il Jihad in Africa Occidentale sono di casa a Gao. Il 27 giugno scorso, dopo violenti combattimenti con i ribelli Tuareg, ne hanno preso il totale controllo.

Gao sotto assedio

Oltre alle banche e ad altri edifici distrutti durante la battaglia di fine marzo e i combattimento di giugno nei pressi del Palazzo del governatore, Gao presenta un volto quasi normale, se si eccettua il fatto che non ci sono più bar o alberghi, tutti chiusi dagli islamici. Viso paffuto, Abdoul Hakim, un saharawi, è «l’emiro» del gruppo a Gao che riceve i giornalisti della France presse nella sede della «polizia islamica»: «Siamo in territorio musulmano, non siamo qui per fare del male alla popolazione».

Nicaragua: export incrementato dell’88,8% a giugno

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Una piantagione di caffè del Nicaragua

MILANO – Forte impennata dell’export dal Nicaragua durante il mese di giugno. Secondo il Cetrex, l’organismo incaricato della tenuta e divulgazione delle statistiche relative al settore caffeario, le esportazioni dal paese centro americano sono state lo scorso mese di 217.371 sacchi da 60 kg, pari a un incremento del 88,8% rispetto a giugno 2011. Secondo Juan Ramón Obregón, del Consiglio nazionale del caffè, detto incremento è motivato dall’elevato numero di contratti con consegna a giugno.

Nicaragua: cresce l’export

Nei primi 9 mesi dell’annata caffearia corrente (ottobre 2011 – giugno 2012), il Nicaragua ha esportato un totale di 1.170.079 sacchi, in calo del 10,2% rispetto al pari periodo del 2010/11. Sempre nel periodo ottobre 2011-giugno 2012, l’export del Guatemala è stato di 2.650.463 sacchi (-4,76%).

Altri dati

L’export dell’Honduras di 4.492.192 (+25,41%) L’export del Messico di 2.415.627 sacchi (+18,02%) L’export della Costa Rica di 1.170.716 sacchi (+7,95%). L’export di El Salvador di 885.415 sacchi (-40,84%). Paesi centro americani e Messico producono oltre il 20% del raccolto mondiale di arabica.

Save The Children: 26% tra i bambini 11-13 anni salta la colazione

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pancake al cioccolato save the children
La ricetta per la colazione smart

MILANO – Il 19 per cento dei bambini italiani di età compresa tra i 6 e i 17 anni Altro che cinque pasti al giorno, i bambini italiani non arrivano a tre. Lo dimostra la ricerca di Ipsos per Save the Children e Kraft Foods Italia sugli stili di vita dei bambini e dei ragazzi di età compresa tra i 6 e i 17 anni. Nonostante il fatto che l’89% degli adulti dichiari di conoscere le regole per un regime salutare, il 37% non le applica con i figli.

Save The Children: i dati sulla colazione

A cominciare dalla colazione, regolarmente saltata nel 19% dei casi (con un picco del 26% tra i bambini tra gli 11 e i 13 anni) o fatta al bar in un altro 12% dei casi. La merenda è un’abitudine consolidata solo per il 25% dei bambini. Le cattive abitudini sono dovute alla frequente assenza dei genitori: quasi un ragazzo su 10 mangia a pranzo da solo a casa (8%) o fuori con gli amici (5%). Percentuali che salgono per la cena, quando il 12% non mangia quasi mai o solo qualche volta a tavola con i genitori.

«Comportamenti a rischio si registrano soprattutto in contesti socio-economici disagiati – evidenzia Valerio Neri, direttore generale di Save the Children Italia – e potrebbero estendersi a causa della crisi economica». Anche per questo Save the Children e Kraft Foods Italia hanno diffuso il «Decalogo per uno stile di vita più salutare», nel quale sono ricordate alcune semplici regole: fare colazione e merenda, attività sportiva, mangiare sano, a tavola e non davanti alla tv.