sabato 03 Gennaio 2026
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Tuttofood: il caffè tra i protagonisti in fiera dal 19 al 22 maggio

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caffè bar iva
Una tazza di caffè servita al bancone di un bar

MILANO – Al centro dell’attenzione di questa edizione di Tuttofood ci sarà anche tanto caffè, tante torrefazioni, soprattutto quelle di medio calibro. Si tratterà di una serie di incontri mirati sui diversi comparti dell’agroalimentare, per mettere in evidenza gli scenari dei mercati e proporre prospettive di sviluppo delle varie filiere, sia sul fronte interno, sia su quello internazionale, anche guardando all’Expo 2015, dedicato alla nutrizione: è su questo che verterà la collaborazione tra il salone Tuttofood e SymphonyIRI Group, che hanno siglato un accordo in tal senso.

Tuttofood: il programma degli incontri previsti

Sarà inaugurato il prossimo settembre, con un primo convegno dedicato al settore dolciario, realizzato in collaborazione con Aidepi. Con questo appuntamento inizierà un cammino di informazione e di formazione che accompagnerà gli operatori del settore fino a maggio 2013, quando dal 19 al 22 è in programma a Fieramilano la prossima edizione della manifestazione biennale dedicata al business agroalimentare.

«Le imprese e gli operatori oggi hanno appetito di innovazione e sete di internazionalità», affermano in fiera

E questo percorso di formazione sarà secondo gli organizzatori «doppiamente utile, viste le opportunità possibili anche guardando all’Expo 2015 e ai suoi valori».

Caffè Chigi sotto inchiesta: confiscati con il bar, beni per 20 mln alla mafia

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caffè chigi
Caffè Chigi

ROMA – Beni per circa 20 milioni di euro, e tra questi l’ Antico caffè Chigi nel centro di Roma, sono stati confiscati dalla magistratura romana in quanto riconducibili a personaggi vicini alla ‘ndrina dei Gallico di Palmi (Reggio Calabria). Si tratta di una misura di prevenzione patrimoniale sollecitata dal procuratore di Roma, Giuseppe Pignatone, (coordinatore del pool Antimafia) e dal sostituto Giovanni Bombardieri ed emessa dal giudice del Tribunale Guglielmo Muntoni.

Caffè Chigi, non è il solo

Tra i beni confiscati un centro estetico, una villa con piscina a Formello e numerose società di intermediazione finanziaria. Il provvedimento è stato eseguito dagli uomini del centro operativo della Dia – La Direzione Investigativa Antimafia, meglio conosciuta con l’acronimo DIA, è un organismo investigativo del Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’interno italiano, a composizione interforze (Guardia di Finanza, Polizia di Stato e Carabinieri), con compiti investigativi di tipo specializzato nella lotta contro le associazioni mafiose o similari – .

Il sequestro dei beni fu disposto nel luglio dello scorso anno

L’Antico Caffè Chigi venne sequestrato il 5 luglio del 2011 dalla Direzione investigativa antimafia assieme agli altri beni riconducibili secondo la magistratura alla cosca calabrese.

Il locale si affaccia su piazza Colonna, sul lato opposto rispetto al portone principale di Palazzo Chigi, a due passi dalla Camera dei Deputati. A un anno e mezzo di distanza è scattata la confisca, con la quale il bene viene definitivamente acquisito dallo Stato. Dal giorno del sequestro l’Antico Caffe Chigi è rimasto chiuso. Accanto all’ingresso è ancora affisso il menù a muro, in inglese e in italiano: 15 euro per una degustazione di piatti tipici romani come carbonara e amatriciana, vino consigliato il Montepulciano d’Abruzzo a 10 euro.

Conillon: crescono i differenziali sui robusta brasiliani

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MILANO – Crescono i differenziali sui robusta brasiliani, a fronte dei massicci acquisti da parte dei torrefattori e dei produttori di solubile locali. Secondo il broker brasiliano Flavour Coffee, il caffè Conillon è stato pagato mediamente la settimana scorsa a un premio di 10 centesimi alla libbra rispetto alle quotazioni del Liffe, contro i 7 centesimi di due settimane fa. “I differenziali rimangono alti, anche considerando i livelli di prezzo del Liffe di questa settimana” ha scritto il broker di Rio in un report diffuso nei giorni scorsi.

Conillon, prezzi più alti

“I nuovi acquisti da parte dell’industria uniti alle ricoperture degli speculatori hanno aggiunto ulteriore benzina sul fuoco”. Come potete leggere nel rapporto quotidiano degli analisti di Hencorp, il Liffe (contratto per scadenza settembre) ha guadagnato la scorsa settimana il 6% per effetto della minore disponibilità di caffè vietnamita. Secondo Volcafè, anche i chicchi indonesiani sono stati commerciati la scorsa settimana a un prezzo superiore rispetto a quello della borsa londinese.

E Nedcoffee prevede un calo della produzione nel 2012/13

Pessimistiche le previsioni sul prossimo raccolto di robusta del Vietnam formulate dal trader olandese Nedcoffee BV, secondo il quale la produzione subirà nella prossima campagna caffearia un calo compreso tra il 5% e il 7%. “Nonostante l’andamento meteo sia attualmente favorevole, la nostra ultima indagine indica che lo sviluppo del raccolto continua a risentire dei danni subiti durante la fioritura” afferma il commerciante di Amsterdam in un rapporto senza fornire peraltro delle cifre precise.

Le stime del settore privato sul raccolto 2012/13 spaziano dai 24 milioni di sacchi indicati da Volcafe e i 25 ipotizzati dall’analista Neil Rosser ai 21 di cui all’ultima circolare del dipartimento americano dell’agricoltura. I contadini vietnamiti – afferma ancora Nedcoffee – hanno ancora nei magazzini una piccola percentuale del raccolto 2011/12 e attendono che i prezzi risalgano ad almeno 45.000 dong al chilogrammo prima di vendere le giacenze. I prezzi nella provincia di Dak Lak erano la settimana scorsa attorno ai 42.400 dong secondo dati forniti dagli organismi locali. Buono l’andamento delle operazioni di raccolta in Indonesia. Sempre secondo Nedcoffee, il raccolto risulta completato al 45% in sud di Sumatra, la massima area del paese, per un totale di 150 mila tonnellate.

Non solo Conillon: valore dell’export in crescita del 35% annuo nel 2008/2011 secondo l’INEI l’Instituto Nacional de Estadística e Informática

L’export di caffè dal Perù è cresciuto in media del 35% a valore nell’arco del periodo 2008-2011 raggiungendo, a fine 2011, un valore un valore di 1,593 miliardi di dollari. Lo indicano i dati di ComexPerú, su informazioni dell’Inei, l’Istituto nazionale di statistica del Perù, che evidenziano un ulteriore incremento del 26% nel periodo gennaio-maggio 2012. Sempre con riferimento ai primi 5 mesi dell’anno, gli Usa hanno assorbito il 22% delle esportazioni peruviane, per un valore pressoché doppio rispetto all’analogo periodo del 2011.

A New York per far bere di più si ricorre alla musica alta dentro i locali

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New York

NEW YORK – «Pump up the volume», su il volume, cantava e suonava uno dei più grandi successi house britannico della fine degli anni Ottanta. E a New York, di questi tempi, è diventato uno scaltro imperativo categorico per bar, ristoranti, locali notturni, ma anche per palestre e negozi di abbigliamento. Perché il volume, più sale e più invoglia a consumare, lo hanno dimostrato negli anni anche diverse ricerche scientifiche: un altro aperitivo, un cocktail, un piatto in più, uno snack tra una chiacchiera urlata e due salti in pista. Addirittura, notizia preziosa per i ristoratori, sarebbe il ritmo della musica a decretare quello della masticata: più è alto, più si ingurgita il cibo velocemente.

New York lancia la nuova tendenza

I volumi dei locali di Manhattan negli ultimi tempi hanno messo in atto questa tecnica per alzare il numero di consumazioni ordinate: anche il New York Times ha provato a misurare le intensità dei rumori in 37 esercizi commerciali famosi e molto frequentati tra bar, night, palestre e negozi del centro della Grande Mela, in un reportage che ha raccolto i decibel e le esperienze dei clienti.

Il minimo di decibel registrato?

Sempre sopra ai 90, ben oltre i livelli registrati nella stessa città per esempio su un treno per pendolari (84 decibel in media). Una tecnica che, come confermano ingegneri del suono e addetti del settore, paga senz’altro in termini di fatturato, ma che nuoce prima di tutto ai dipendenti di questi bar e negozi, esposti anche per 8-10 ore di seguito ai bassi e alle melodie ad altissimo volume. Senza alcuna protezione alle proprie orecchie. Tra gli esempi citati dal NY Times: la discoteca Beaumarchais, con una media di 99 decibel, a cui nessuno dovrebbe rimanere esposto per oltre 1,5 ore, oppure i 96 decibel del ristorante Lavo di Manhattan, ma anche gli oltre 100 di una palestra della Upper West Side, o gli altrettanti del negozio di abbigliamento Abercrombie.

Bere e mangiare al ritmo della musica

D’altronde, che si mangi di più a ritmo non è una novità: uno studio scientifico francese, dell’università della Bretagna del Sud, nel 2008 aveva analizzato il numero di consumazioni a seconda del volume nel locale. Risultato: a 72 decibel gli avventori ordinavano in media 2,6 drink e impiegavano 14,5 minuti per finirne uno; alzando gli altoparlanti a 88 decibel percepiti dall’orecchio, i drink diventavano 3,4 e i minuti per finirne uno scendevano a 11,5. Per poi passare al ritmo del boccone masticato: una ricerca del 1985 citata dal Times della Fairfeld University del Connecticut aveva dimostrato come aumentando i bpm (beats per minute) delle canzoni ascoltate anche solo di mezzo punto, i clienti finivano i loro piatti più velocemente. Presumibilmente, ordinandone poi ancora, per poter prolungare la propria permanenza nel locale.

New York dà la caccia ai giovani clienti

In molti casi, la mossa di alzare il volume e aumentare il ritmo è una tecnica per assicurarsi una clientela giovane messa in atto soprattutto dai nightclub e dai negozi per giovani. Lo fa senza negarne l’evidenza Abercrombie, che sulle casse ad alto volume e sull’intrattenimento nei suoi negozi ha costruito un impero (partendo dal presupposto che più si resta dentro all’esercizio commerciale e più si finirà per acquistare, e che le mamme sarebbero scappate dal negozio lasciando ai figli la carta di credito in mano). Lo fanno anche i bar, i club, i ritrovi da happy hour con dj set di Manhattan: per scongiurare orde di ultra trentenni con voglia di chiacchierare e riempire invece il locale di ventenni più vogliosi di consumare un drink dietro l’altro, alzano il volume. Per fortuna però, non funziona così ovunque e restano, nella Grande Mela, ristoranti e bar dove la musica continua a essere un sottofondo lontano, e l’aperitivo scorre lento tra una chiacchiera, un sorso e una battuta.

Eva Perasso

Tutto pronto per il salone Tuttofood dal 19 al 22 settembre in FieraMilano

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tuttofood 2012
Il salone del 2012

MILANO – Al centro dell’attenzione ci sarà anche tanto caffè, tante torrefazioni, soprattutto quelle di medio calibro. Si tratterà di una serie di incontri mirati sui diversi comparti dell’agroalimentare, per mettere in evidenza gli scenari dei mercati e proporre prospettive di sviluppo delle varie filiere, sia sul fronte interno, sia su quello internazionale, anche guardando all’Expo 2015, dedicato alla nutrizione: è su questo che verterà la collaborazione tra il salone Tuttofood e SymphonyIRI Group, che hanno siglato un accordo in tal senso.

Tuttofood: il programma degli incontri previsti sarà inaugurato il prossimo settembre

Con un primo convegno dedicato al settore dolciario, realizzato in collaborazione con Aidepi. Con questo appuntamento inizierà un cammino di informazione e di formazione che accompagnerà gli operatori del settore fino a maggio 2013, quando dal 19 al 22 è in programma a Fieramilano la prossima edizione della manifestazione biennale dedicata al business agroalimentare.

«Le imprese e gli operatori oggi hanno appetito di innovazione e sete di internazionalità», affermano in fiera e questo percorso di formazione sarà secondo gli organizzatori «doppiamente utile, viste le opportunità possibili anche guardando all’Expo 2015 e ai suoi valori».

Caffè Chigi: confiscati beni del valore di circa 20 milioni di euro

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caffè chigi
Caffè Chigi

MILANO – Beni per circa 20 milioni di euro, e tra questi l’ Antico caffè Chigi nel centro di Roma, sono stati confiscati dalla magistratura romana in quanto riconducibili a personaggi vicini alla ‘ndrina dei Gallico di Palmi (Reggio Calabria). Si tratta di una misura di prevenzione patrimoniale sollecitata dal procuratore di Roma, Giuseppe Pignatone, (coordinatore del pool Antimafia) e dal sostituto Giovanni Bombardieri ed emessa dal giudice del Tribunale Guglielmo Muntoni.

Caffè Chigi sotto inchiesta

Tra i beni confiscati un centro estetico, una villa con piscina a Formello e numerose società di intermediazione finanziaria. Il provvedimento è stato eseguito dagli uomini del centro operativo della Dia – La Direzione Investigativa Antimafia, meglio conosciuta con l’acronimo DIA, è un organismo investigativo del Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’interno italiano, a composizione interforze (Guardia di Finanza, Polizia di Stato e Carabinieri), con compiti investigativi di tipo specializzato nella lotta contro le associazioni mafiose o similari – .

Il sequestro dei beni fu disposto nel luglio dello scorso anno

L’Antico Caffè Chigi venne sequestrato il 5 luglio del 2011 dalla Direzione investigativa antimafia assieme agli altri beni riconducibili secondo la magistratura alla cosca calabrese. Il locale si affaccia su piazza Colonna, sul lato opposto rispetto al portone principale di Palazzo Chigi, a due passi dalla Camera dei Deputati.

A un anno e mezzo di distanza è scattata la confisca, con la quale il bene viene definitivamente acquisito dallo Stato. Dal giorno del sequestro l’Antico Caffe Chigi è rimasto chiuso. Accanto all’ingresso è ancora affisso il menù a muro, in inglese e in italiano: 15 euro per una degustazione di piatti tipici romani come carbonara e amatriciana, vino consigliato il Montepulciano d’Abruzzo a 10 euro.

Il Caffè delle lingue: appuntamento culturale per i trentini nella Val di Non

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il caffè delle lingue
Un appuntamento per dialogare

VAL DI NON – Un luogo di incontro informale dove trentini e “nuovi trentini” possano trascorrere qualche ora in compagnia, affrontando tematiche della vita comune ma soprattutto raccontandosi esperienze e conoscenze. Parte da questo intento il progetto “Il Caffè delle lingue”, promosso dalla Comunità della Val di Non in collaborazione col Cinformi e realizzato dall’Associazione Intrecci. Alla base del progetto “Il Caffè delle lingue” v’è la convinzione che la lingua è un veicolo fondamentale di conoscenza e di dialogo. Per questo l’iniziativa si articolerà in diversi momenti aggregativi rivolti soprattutto alle donne di origine immigrata, le “nuove trentine”.

Il Caffè delle lingue per fare cultura

Si tratta di persone che spesso faticano a raggiungere un buon livello di utilizzo della lingua italiana, anche perché in molti casi trascorrono parecchio tempo a casa con minori opportunità quindi di relazioni sociali. Per questo è importante abbattere la loro solitudine e il loro isolamento. Il tutto anche con l’aiuto di altre donne di origine straniera che hanno già vissuto l’esperienza migratoria.

L’attuazione del progetto è a cura dell’Associazione Intrecci

Entrando in dettaglio, sono in programma 20 incontri più due momenti di chiusura, per un totale di 22 appuntamenti (uno ogni quindici giorni) divisi su due sedi. Ciascun incontro avrà la durata di circa 2 ore e l’iniziativa si articolerà fra luglio e dicembre 2012. La serie di appuntamenti ha preso il via mercoledì 11 luglio 2012. Gli obiettivi che si intendono raggiungere sono la creazione di un luogo di aggregazione; favorire l’incontro, il dialogo e la conoscenza reciproca fra trentini e “nuovi trentini”; approfondire tematiche di vita comune; migliorare la conoscenza della lingua italiana da parte delle persone di origine straniera.

Minorenni arrestati: sono tre i ladri delle macchinette presi dalla polizia

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venditalia vending CAM minorenni poste centrali
Novità nel mondo della distribuzione

SAN MARTINO VALLE CAUDINA (Avellino) – Nella mattinata di ieri a conclusione di una mirata attività d’indagine, i militari della Stazione Carabinieri di San Martino Valle Caudina (Avellino) hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica per i minorenni di Napoli. Tre ragazzi minorenni, tutti residenti in Valle Caudina e ritenuti responsabili dei reati di furto aggravato continuato in concorso, danneggiamento aggravato e invasione di edifici continuato in concorso.

Minorenni Arsenio Lupin

Grazie all’esame delle registrazioni dell’impianto di videosorveglianza dell’Istituto Scolastico Comprensivo “Don Milani” di San Martino V. C., i carabinieri del posto sono, infatti, riusciti a capire che la banda composta da 3 minori, nati tra il 1995 e il 1997, s’era introdotta all’interno del plesso scolastico lo scorso 15.07.2012, asportando l’intera gettoniera di un distributore automatico di merende e caffè.

Le successive attività investigative non hanno però permesso solo di recuperare la gettoniera asportata

Prova inconfutabile della reale reità dei ragazzini, ma anche di attribuire loro una serie di ulteriori reati commessi in Valle Caudina nei mesi scorsi. Infatti, stando alla ricostruzione fatta dagli uomini dell’Arma, i 3 minorenni, due ragazzi e la fidanzatina di uno dei due, avrebbero pure: perpetrato un furto nella Scuola Media “M. Imbriani” di Roccabascerana (AV), dove avevano asportato le monete contenute nelle gettoniere di un distributore automatico e danneggiato le porte del plesso scolastico. Stessa cosa in tanti altri luoghi pubblici e sempre ai danni di macchinette della distribuzione automatica. Che demoni.

San Francisco diventa no smoking: nei locali il divieto di fumare

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san francisco
San Francisco

MILANO – Nuova stretta della città di San Francisco sui fumatori. L’amministrazione comunale ha in cantiere una nuova legge che di fatto proibirebbe di fumare in luoghi pubblici all’aperto di proprietà della città. Addio alla sigaretta quindi durante tutte le manifestazioni pubbliche all’aperto o ai mercatini di quartiere. Dal provvedimento è esente chi fuma marijuana per uso medico regolarmente prescritta. Secondo la giunta comunale la proposta è stata avanzata dopo aver preso in considerazione degli effetti sulla salute che ha il fumo passivo anche quando si è in luoghi aperti.

San Francisco detta la nuova tendenza salutista

«È un dato certo – ha spiegato Eric Mar, membro del Board of Supervisors e autore della proposta di legge – che il fumo passivo ogni anno causa negli Stati Uniti 73/mila decessi e non si può dire che esista un livello di sicurezza all’esposizione al fumo». A San Francisco, così come in altre cittadine della Bay Area, esistono già misure restrittive che proibiscono di fumare nelle aree all’aperto di caffè e ristoranti oppure nei pressi degli ingressi degli edifici e delle bocche di areazione.

La nuova proposta dell’amministrazione comunale

Metterebbe al bando il fumo durante le manifestazioni che richiedono un permesso da parte di un ufficio comunale. Gli organizzatori delle manifestazioni avranno l’obbligo di far rispettare la restrizione apponendo segnali di divieto di fumo.

Kenya si butta su diversi mercati per crescere: punta alla Cina

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MILANO – Il Kenya guarda alla Cina nell’intento di diversificare i propri mercati e accrescere il valore aggiunto. “Siamo alla ricerca di partner cinesi nell’intento di produrre caffè torrefatto a nostro marchio” ha dichiarato la direttrice esecutiva del Coffee Board of Kenya Loise Njeru in una recente intervista all’agenzia cinese Xinua aggiungendo che il paese africano spera di ottenere dalla Cina il know-how e i macchinari necessari alla trasformazione e al confezionamento del caffè.

Kenya punta inoltre a esportare quote crescenti della propria produzione in Cina facendo leva sull’enorme potenziale di questo mercato

“La forte espansione del comparto delle caffetterie offre delle opportunità straordinarie e questo è un motivo ulteriore per stringere rapporti d’affari con i cinesi” ha affermato ancora Njeru. Non esistono grandi tradizioni commerciali tra i due paesi, dal momento che le prime esportazioni significative di caffè dal Kenya verso la Cina sono state avviate nel 2007. Ma l’intrecciarsi di rapporti commerciali e d’affari sempre più stretti e l’esigenza per il Kenya di trovare nuovi mercati a fronte della crisi economica in Europa stanno facendo poco a poco del caffè una delle voci più importanti dell’interscambio tra le due nazioni.

Cup of Excellence: grande successo per l’asta dei caffè dell’Honduras

Si segnalano prezzi da capogiro nell’asta dei migliori caffè premiati dal concorso honduregno di Cup Of Excellence, che si è svolta la scorsa settimana. Il lotto di 40 sacchi da 46 chilogrammi proveniente dalla finca Santa Rosita, vincitrice del concorso, è stato infatti aggiudicato al prezzo di 16,50 dollari alla libbra.

Ha fatto quasi altrettanto la terza azienda classificata (El Liquidambal) che ha spuntato un prezzo di 16,40 dollari per libbra, mentre la seconda (El Matazano) ha dovuto “accontentarsi” di poco più di 8 dollari. Complessivamente, i lotti all’asta sono stati 20, per un totale di 800 sacchi da 46 chilogrammi. Ad aggiudicarseli, un centinaio di compratori di tutto il mondo.